{"id":97754,"date":"2023-09-13T00:01:00","date_gmt":"2023-09-12T22:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=97754"},"modified":"2023-09-07T21:02:11","modified_gmt":"2023-09-07T19:02:11","slug":"mettere-ordine-nel-mediterraneo-allargato-per-proiettare-leuropa-in-africa-fondamentali-sono-gli-investimenti-infrastrutturali-una-partita-in-cui-litalia-puo-giocare-un-ruolo-da-protagonista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97754","title":{"rendered":"Mettere ordine nel Mediterraneo allargato: per proiettare l&#8217;Europa in Africa, fondamentali sono gli investimenti infrastrutturali, una partita in cui l&#8217;Italia pu\u00f2 giocare un ruolo da protagonista."},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>\n<p><\/p>\n\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: MEDITERRANEO<\/strong><\/span><br>parole chiave: geopolitica mediterranea, analisi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Mediterraneo allargato, spazio geografico e concettuale entro il quale si inquadra la politica di difesa, economica ed estera italiana, comprende la fascia del Nord Africa e il Medio Oriente fino al Golfo Persico e al Golfo di Guinea, estendendosi anche al Baltico e all\u2019Artico. Questa vasta porzione di mare traccia il perimetro dell\u2019area i cui&nbsp;eventi di destabilizzazione&nbsp;che interessano i Paesi in essa compresi si riflettono sull\u2019Italia, assumendo, a seconda dei casi, occasione di opportunit\u00e0 o minaccia per il nostro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>Mediterraneo allargato<\/strong><\/span>&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">si configura<\/span><\/strong>, pertanto, come un concetto strategico entro cui riordinare, gerarchizzare e orientare la nostra azione di politica estera e di difesa, <strong><span style=\"color: #008000;\">soprattutto nell\u2019attuale contesto in cui i fattori di criticit\u00e0 e destabilizzazione che interessano la fascia di Paesi<\/span> <\/strong>che vanno dal Marocco, all\u2019Algeria, passando per Tunisia ed Egitto fino a giungere alla Siria e alla Turchia, stante la prossimit\u00e0 alla penisola, <strong><span style=\"color: #008000;\">che<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">stanno assumendo per l\u2019Italia una rilevanza ancora maggiore,<\/span><\/strong> impattando sul nostro sistema politico ed economico.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/maritime-traffic-mediterraneo-1024x454.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 maritime-traffic-mediterraneo-1024x454.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pensi, su tutti, al fenomeno migratorio e al terrorismo i cui effetti, pur se in misura differente, costituiscono una reale minaccia capace di mettere in crisi il nostro Paese. Diventa strategico, pertanto, attivare oltre alle politiche di contenimento di tali fenomeni, anche&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>presupposti per risposte strutturali idonee a stabilizzare socialmente e politicamente quei paesi e a rafforzarne l\u2019economia<\/strong>.<\/span> Essenziale e strategica \u00e8 l\u2019attivazione di una politica legata allo sviluppo di infrastrutture di vario genere e, in particolare, legate ai progetti di connettivit\u00e0 (trasporti), che consentirebbe di integrare quest\u2019area nel sistema italiano ed europeo, <strong><span style=\"color: #008000;\">creando<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">i&nbsp;presupposti per processi virtuosi di sviluppo cooperativo<\/span><\/strong>. Le infrastrutture, infatti, giocano un ruolo geopolitico fondamentale in quanto rappresentano l\u2019insieme di strutture fisiche e servizi essenziali che supportano l\u2019economia, la societ\u00e0 e la sicurezza di un paese. I Paesi che dispongono di reti infrastrutturali ben sviluppate hanno una maggiore capacit\u00e0 di partecipare alle catene globali del valore e di attrarre investimenti stranieri, rafforzando la propria posizione economica nel contesto internazionale. Diventa, dunque, prioritario, anche tenendo conto dei processi che ridisegnano la globalizzazione \u2013 si ricordi il discorso della Yellen dell\u2019Aprile del 2023 sul re-shoring e friend-shoring \u2013&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">mobilitare risorse economico-finanziarie necessarie a costruire risposte strutturali a fenomeni quali l\u2019immigrazione e il terrorismo<\/span>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa direzione parrebbe voler muoversi anche il governo italiano di concerto con l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Unione Europea<\/span><\/strong> per come dimostra il&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>memorandum d\u2019intesa siglato lo scorso 16 luglio con la Tunisia&nbsp;dal nostro primo ministro Giorgia Meloni, dal suo omologo olandese Mark Rutte e dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Layen<\/strong><\/span>, volto ad inaugurare una nuova fase di cooperazione multilaterale tra l\u2019UE e il paese nordafricano per evitare che il forte indebitamento faccia precipitare il paese nel caos.&nbsp;In questo quadro \u00e8 opportuno, peraltro, tenere presente che il Mediterraneo sta diventando un\u2019area in cui&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>la competizione appare sempre pi\u00f9 serrata<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attori come la Turchia, la Cina, la Russia e, pi\u00f9 recentemente, l\u2019India, si stanno affacciando per creare una presenza pi\u00f9 stabile costruendo e\/o assumendo la gestione di infrastrutture strategiche. La&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>Russia<\/strong><\/span>&nbsp;sta avviando un progetto di area economica speciale a Port Said \u2013 zona ubicata nella parte settentrionale del Canale di Suez che assume una rilevanza strategica data la sua collocazione geografica \u2013 come base per le imprese russe che intendono operare nell\u2019area africana. L\u2019<span style=\"color: #008000;\"><strong>India<\/strong><\/span>, invece, attraverso il gruppo imprenditoriale Adani, si appresta a gestire il porto di Haifa aprendosi uno spazio sul Mediterraneo in grado di creare un corridoio diretto con l\u2019Oceano Indiano attraverso l\u2019hub di Dubai. La&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>Cina<\/strong><\/span>, oltre alla gestione di diversi porti (tra cui il maggiore \u00e8 quello del Pireo in Grecia), ha creato in alcuni paesi, si pensi su tutti al caso del porto di Annaba in Algeria, infrastrutture strategiche fornendo tecnologie e capitali. La&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>Turchia<\/strong><\/span>, di contro, cerca di sfruttare le risorse strategiche nell\u2019area del Mediterraneo orientale rappresentate dagli imponenti giacimenti di gas e, nel prossimo futuro, anche dal dominio subacqueo ricco potenzialmente di materie rare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I paesi della sponda sud del Mediterraneo, dal canto loro, si stanno adoperando per l\u2019implementazione dei collegamenti terra-mare, con lo sviluppo della linea ferroviaria, infrastruttura necessaria per la realizzazione delle catene di valore regionale e, quindi, per<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">l\u2019interconnessione tra le varie aree, nonch\u00e9 per la creazione di una&nbsp;comune piattaforma logistica<\/span><\/strong>. L\u2019Egitto, in particolare, sta investendo 66 miliardi di dollari in progetti ferroviari ad alta velocit\u00e0 finalizzati a garantire il passaggio del trasporto commerciale dal gommato alla ferrovia. Seguono l\u2019Algeria con 22 miliardi e il Marocco con 13 miliardi. Di grande importanza strategica risulter\u00e0, senz\u2019altro, anche la sezione centrale dell\u2019<span style=\"color: #008000;\"><strong>asse autostradale trans-maghrebino<\/strong><\/span>&nbsp;\u2013 attualmente in costruzione \u2013 per collegare meglio <strong><span style=\"color: #008000;\">Tunisia, Algeria e Marocco<\/span><\/strong>. Quest\u2019ultimo sta, inoltre, ampliando la <strong><span style=\"color: #008000;\">linea Boraq<\/span><\/strong>, che costituisce la spina dorsale di trasporto via terra di una catena industriale Africa-Europa guidata dalla Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contemporaneamente all\u2019avvio di questi ambiziosi progetti, i paesi nord africani e del vicino oriente si trovano, tuttavia, a gestire le gravi crisi interne di carattere economico e di sicurezza. Oggi, infatti, nel bacino del Mediterraneo e, pi\u00f9 in generale, nel Mediterraneo Allargato, si assiste ad una delle partite pi\u00f9 decisive legate alla sicurezza, fattore che connette a doppio filo gli interessi economico-sociali dell\u2019intero pianeta. In alcuni Paesi \u2013 quali Siria, Libano, Libia, Israele e Palestina, Grecia, Egitto, Turchia, Algeria \u2013 a causa del vuoto geopolitico determinato dalla debolezza europea e dalla gran parte dei Paesi che abitano quest\u2019area, vengono&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>scaricate le tensioni delle maggiori potenze del globo per il controllo della massa euro-afro-asiatica<\/strong>.<\/span> Dal punto di vista geopolitico, questo rende il bacino un confine liquido in cui si interconnettono in modo fluido le instabilit\u00e0 esplose anche a migliaia di chilometri dalle sue coste. Un\u2019area in cui convergono \u2013 per evidenti ragioni di speculazione economica \u2013 le maggiori potenze mondiali. Ci\u00f2 genera l\u2019affievolimento di alcuni attori statuali a favore di quelli non statuali il cui potere \u00e8 alimentato dall&#8217;<span style=\"color: #008000;\"><strong>erosione della sovranit\u00e0<\/strong><\/span> degli Stati deboli e falliti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 di tutta evidenza che all\u2019interno di questo quadro l\u2019Europa, che oggi si presenta pi\u00f9 che mai debole, inconsistente e marginale rispetto alle sfide che gli si pongono innanzi, ha il dovere e l\u2019interesse di agire, anche per tramite dell\u2019Italia, ponendosi alla guida di nuovi processi di stabilizzazione e rinascita economica dell\u2019area in esame,&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>essendo il proprio destino ad essa strettamente legato sia per ragioni geografiche che culturali<\/strong>.<\/span> La leva del comparto marittimo e infrastrutturale e la riconfigurazione delle catene del valore potrebbe senz\u2019altro far conoscere una nuova fioritura determinata dallo sviluppo dei rapporti tra le due sponde del Mediterraneo attraverso la costruzione di solidi partenariati capaci di fornire tutto il necessario&nbsp;<em>know how<\/em>&nbsp;utile a costruire sviluppo e cooperazione. Se ci\u00f2 non accadr\u00e0, il Vecchio Continente, oltre a vanificare gli sforzi messi in campo attraverso la strategia&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Global Gateway<\/em><\/span><\/strong>, utile ad aumentare la connettivit\u00e0 europea con il resto del mondo per diventare player globale degli investimenti infrastrutturali e per ottenere una propria autonomia strategica, corre il concreto rischio di frammentarsi, rimanendo ai margini della scena. Il&nbsp;<em>Global Gateway,&nbsp;<\/em>in particolare, se adeguatamente finanziato potrebbe costituire un concreto volano di sviluppo per un\u2019area con importanti potenzialit\u00e0 di crescita in cui, ad oggi, oltre ad essere attraversata dal transito del 20% del traffico marittimo globale e del 27% del traffico container, \u00e8 appunto interessata dai processi di reshoring.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/GEOPOLITICA-EUROPA-LINNE-TERRESTRI-TEN-T2005.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOPOLITICA-EUROPA-LINNE-TERRESTRI-TEN-T2005.png\" width=\"800\" height=\"785\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Assi ferroviari e marittimi TEN-T, 2005 dove TEN-T sta per &#8220;<i>Trans-European Networks &#8211; Transport&#8221;<\/i>, con evidenziati gli assi 1, 6 e 24 che interessano l&#8217;Italia. Notare che le &#8220;autostrade del mare&#8221; costituiscono il progetto prioritario numero 21, un complesso servizio di trasporto marittimo alternativo alla viabilit\u00e0 ordinaria su strada delle merci. In pratica la creazione di linee di cabotaggio di pi\u00f9 armatori per svolgere collegamenti tra il Nord e il Sud Italia e negli Stati europei che si affacciano sul mar Mediterraneo. In Italia \u00e8 previsto un <i>ecobonus<\/i> alle societ\u00e0 armatrici, per diminuire ulteriormente le tariffe di trasporto, rendendo per gli autotrasportatori una maggiore convenienza di trasporto rispetto ai maggiori e gravosi costi sulle vie di terra (estratto da wikipedia) &#8211; Fonte<\/span><\/strong> <a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/transport\/infrastructure\/maps\/doc\/ten-t_pp_axes_projects_2005.pdf\">http:\/\/ec.europa.eu\/..\/ten-t_pp_axes_projects_2005.pdf<\/a> <br><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:TEN-T2005.png\">TEN-T2005.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cruciali, al riguardo, appaiono i collegamenti nord-sud in cui l\u2019Italia potrebbe giocare un ruolo da protagonista attraverso il completamento del&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>corridoio TEN-T<\/strong><\/span>, utile a collegare la Sicilia alla Finlandia (e, quindi, a proiettare l\u2019Europa verso l\u2019Africa), su cui potrebbe innestarsi una linea di collegamento stabile con la Tunisia.&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>Nel 2003 l\u2019ENEA ha elaborato un progetto di tunnel sottomarino ferroviario di circa 136 chilometri che dovrebbe attraversare il canale di Sicilia nel punto pi\u00f9 stretto tra l\u2019isola e la Tunisia<\/strong><\/span>&nbsp;\u2013 collegando Pizzolato (nei pressi Mazara del Vallo) e Capo Bon \u2013 dove i fondali pi\u00f9 profondi raggiungono i 230 metri sotto il livello del mare.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Oggi, si potrebbe ripartire da questo progetto per elaborare una nuova strategia di sviluppo che, oltre a conferire all\u2019Italia un primato in ambito ingegneristico, potrebbe&nbsp; rappresentare un primo strumento di stabilizzazione e sviluppo per la Tunisia elevandola a futuro hub di scambio per il resto dei paesi del nord Africa.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risulta evidente che le complessit\u00e0 tecnologiche e finanziarie richieste da un\u2019opera di cos\u00ec elevata portata richiederebbero il coinvolgimento di istituzioni sia europee che internazionali, nonch\u00e9 strumenti finanziari capaci di coinvolgere attivamente i principali attori tunisini all\u2019interno di una logica cooperativa e di compartecipazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La ricca tradizione di \u201cumanesimo civile\u201d e la percezione positiva che i partner del nord Africa e vicino oriente hanno nei confronti dell\u2019Italia, agevolerebbe il nostro Paese nel porsi in modo proattivo verso quest\u2019area e a&nbsp;gettare le basi di una ritrovata cooperazione euro-mediterranea edificata sulla reciprocit\u00e0 e sull\u2019equa distribuzione<\/strong><\/span>, nonch\u00e9 finalizzata a costruire una nuova visione cooperativa e di sviluppo in uno spazio le cui radici affondano nella civilt\u00e0 nata dalle sue coste, ma anche in quella comunit\u00e0 di popoli che si \u00e8 formata nel corso di un paio di millenni. <strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019Italia, unitamente all\u2019Europa e al Mediterraneo, ha un bisogno urgente di capire quale sia il suo posto nel sistema globale che va profilandosi e, di certo, pu\u00f2 farlo attingendo anche dal proprio secolare bagaglio di pensiero culturale ed economico.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lo sviluppo di tale nuova visione, agevolato dai collegamenti infrastrutturali, potrebbe scardinare quell\u2019idea di competizione che, in parte, alimenta le attuali tensioni per gettare le basi per la pace e lo sviluppo economico da estendere all\u2019intero \u201cMediterraneo allargato\u201d e far realmente rivivere, sviluppare e prosperare la visione di Enrico Mattei.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong><em>Alberto Cossu e&nbsp;Filippo Romeo<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>pubblicato originariamente su <a href=\"https:\/\/www.dissipatio.it\/mettere-ordine-nel-mediterraneo-allargato\/?fbclid=IwAR11pgtFHmA4pg9YSMDB2Cp9b5-pvkgZROSu-fbEVbyhKpg6D6ITVm4JTbA\">Mettere ordine nel Mediterraneo allargato &#8211; Dissipatio<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . 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