{"id":9774,"date":"2017-05-06T00:10:44","date_gmt":"2017-05-06T00:10:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=9774"},"modified":"2026-06-02T07:51:47","modified_gmt":"2026-06-02T05:51:47","slug":"terremoti-sottomarini-cause-ed-effetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/9774","title":{"rendered":"I terremoti sottomarini, cause ed effetti"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff; font-size: 8pt;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: sismi, tsunami, terremoti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nascono negli abissi, nei movimenti tra le faglie<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nTra i disastri naturali pi\u00f9 devastanti, i terremoti sono da sempre considerati i pi\u00f9 temuti. <strong><span style=\"color: #008000;\">Plinio<\/span><\/strong> riferiva che erano provocati da venti che penetravano nelle profondit\u00e0 della terra sconvolgendola e che erano in grado di staccare isole dalla terraferma o riunirle o farle sparire completamente delle terre (riferendosi all&#8217;Atlantide citata nei dialoghi di Platone). In Europa, durante il Rinascimento, nacquero fantasiose teorie come\u00a0quella di <strong><span style=\"color: #008000;\">Pierre Gassendi <\/span><\/strong>che, nel 1600, pensava che i sismi fossero dovuti a sacche di gas che esplodevano nelle profondit\u00e0 della Terra, o quella dell&#8217;abate <strong><span style=\"color: #008000;\">Pierre Bertholon de Saint-Lazare<\/span><\/strong> che, nel 1779, vi vedeva un effetto dell&#8217;elettricit\u00e0 accumulata nel suolo che provocava un tuono sotterraneo. Nel 1854 il geologo <strong><span style=\"color: #008000;\">Robert Mallet<\/span><\/strong> pubblic\u00f2 la prima carta sismica del mondo. In questa breve storia va per\u00f2 menzionato l&#8217;importante contributo alla sismologia scientifica del <strong><span style=\"color: #008000;\">padre Timoteo Bertelli<\/span> <\/strong>che realizz\u00f2 i primi strumenti in grado di rilevare fenomeni microsismici ed a registrane la loro frequenza, trasformando quello che era stato lo studio occasionale di fenomeni considerati eccezionali in una rilevazione costante e scientifica dell&#8217;attivit\u00e0 sismica. All&#8217;inizio del XX secolo il geologo <strong><span style=\"color: #008000;\">Richard Dixon Oldham<\/span><\/strong> giunse ad identificare i differenti tipi di onde sismiche. Oggigiorno lo studio dei terremoti \u00e8 una branca della geofisica che studia i fenomeni sismici e la propagazione delle onde elastiche ed anelastiche da essi generate. Tale disciplina si interessa anche dello studio di eventi disastrosi come i maremoti (tsunami).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\"><b>Scala Richter o Scala Mercalli &#8230; che <\/b><\/span><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 24px;\"><b>confusione<br \/>\n<\/b><\/span><\/span><\/span><\/span>Gli eventi sismici possono avvenire anche sotto il mare e, in certe circostanze, possono causare effetti catastrofici in superficie, i tristemente famosi <strong><span style=\"color: #008000;\">tsunami<\/span><\/strong>. Come vedremo questi fenomeni avvengono spesso in prossimit\u00e0 delle faglie attive ai margini delle grandi dorsali oceaniche.\u00a0L&#8217;intensit\u00e0 dei terremoti sottomarini, a similitudine di quelli terrestri, pu\u00f2 essere misurata scientificamente mediante l&#8217;uso della <strong><span style=\"color: #008000;\">scala Richter<\/span><\/strong>. Spesso si sente usare dai mass media la <strong><span style=\"color: #008000;\">scala Mercalli-C\u00e0ncani-Sieberg (MCS),<\/span><\/strong> comunemente chiamata scala Mercalli.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Earthquake_severity-Richetr-wikipedia-own-work.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Earthquake_severity-Richetr-wikipedia-own-work.jpg\" width=\"508\" height=\"354\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">con l&#8217;aumento della Scala Richter aumenta la severit\u00e0 di un terremoto Author: Webber (lavoro personale) <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Earthquake_severity.jpg\">Earthquake severity.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In realt\u00e0 le due scale indicano parametri diversi:<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nla <strong><span style=\"color: #008000;\">scala Richter<\/span> <\/strong>si riferisce all&#8217;energia del terremoto mentre la scala <strong><span style=\"color: #008000;\">Mercalli<\/span><\/strong> agli effetti causati dal terremoto\u00a0che non dipendono solo dall&#8217;energia liberata ma anche dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">profondit\u00e0 dell\u2019ipocentro<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">dalla natura del terreno, dalla distanza dall&#8217;epicentro e dalla quantit\u00e0 e tipologia degli edifici costruiti<\/span><\/strong> (se aderenti alle norme antisismiche).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 significa che due terremoti di ugual scala Richter potrebbero aver due valori della Mercalli diversi. In pratica, quando parliamo di intensit\u00e0 del terremoto con riferimento Mercalli ci riferiamo ad una quantificazione dei suoi effetti distruttivi riportati nella scala (dai valori pi\u00f9 piccoli non avvertiti dall&#8217;Uomo a quelli pi\u00f9 elevati che comportano la distruzione del territorio).\u00a0Ovviamente quando parliamo di terremoti avvenuti in mare aperto questa scala non pu\u00f2 essere applicata e ci si riferisce alla <strong><span style=\"color: #008000;\">scala Richter<\/span><\/strong> che si basa su un parametro chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">magnitudo<\/span><\/strong>, ovvero la misura indiretta dell&#8217;energia meccanica sprigionata all&#8217;ipocentro. Essa \u00e8 determinata dall&#8217;ampiezza delle onde sismiche registrate dai sismografi in superficie o sul fondo del mare. In sintesi, la magnitudo Richter \u00e8 una misura della grandezza relativa tra terremoti e non una stima della reale grandezza dei terremoti. Dato che le energie e di conseguenza le ampiezze delle onde sismiche hanno un campo di variazione estremamente ampio, nel 1935 un sismologo statunitense,\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">Charles Francis Richter<\/span><\/strong>, propose un metodo per la classificazione dei terremoti in base alla loro potenza prendendo come riferimento una traccia di ampiezza 0,001\u00a0mm lasciata su un sismografo orizzontale a torsione relativa ad un sisma avvenuto a 100\u00a0km di distanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Calcolando il logaritmo dell&#8217;ampiezza massima registrata dal sismografo durante un sisma, messo in relazione all&#8217;ampiezza di riferimento, si pu\u00f2 ricavare una scala di valori logaritmici delle energie registrate che viene chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">scala Richter<\/span><\/strong><i>.\u00a0<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa scala aveva per\u00f2 delle imprecisioni. L&#8217;analisi delle frequenze registrate dai sismografi dimostr\u00f2 che le energie in gioco variavano a differenti frequenze. Questo port\u00f2, negli anni \u201970, allo sviluppo di una nuova scala delle magnitudo da parte di due geologi, Kanamori e Hanks, chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">Scala di Magnitudo del Momento Sismico o MSS (Mw)<\/span><\/strong> che forniva maggiori precisioni della precedente scala Richter. In parole semplici la <strong><span style=\"color: #008000;\">magnitudo del momento sismico<\/span><\/strong> equivale al prodotto tra l&#8217;area di faglia, la dislocazione e resistenza delle rocce e rappresenta oggi la migliore stima della reale grandezza di un terremoto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tra le due scale (Richter e Kananori) possono quindi esistere delle differenze. Nei resoconti stampa sui terremoti spesso le due scale vengono confuse ed i valori sono spesso indicati come scala Richter.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #008000;\"><b>Ecco svelata la differenza fra le scale, spesso confusa dai mass media, che non comporta nessuna informazione utile per i lettori, essendo di effettiva utilit\u00e0\u00a0solo per gli scienziati.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt; color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Perch\u00e9 avvengono i terremoti sotto gli oceani?<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>La <strong><span style=\"color: #008000;\">teoria della tettonica a zolle<\/span><\/strong> ci pu\u00f2 aiutare a comprendere la causa dei terremoti sottomarini. La superficie della Terra presenta delle placche tettoniche, che hanno uno spessore medio di circa cinquanta miglia e sono in continuo e lento movimento su un letto di magma posto tra l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">astenosfera<\/span><\/strong> (la fascia superficiale del mantello terrestre\u00a0che giace sotto la litosfera e sopra la mesosfera) ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">mantello inferiore<\/span><\/strong>. Immaginatevi delle zattere che galleggiano su del liquido pi\u00f9 denso sottostante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">astenosfera<\/span><\/strong> sia stata individuata con certezza sotto la crosta oceanica, questo non \u00e8 avvenuto sotto la crosta continentale e si suppone possa trovarsi a profondit\u00e0 maggiori. Le zolle, muovendosi lentamente, possono distaccarsi (<strong><span style=\"color: #008000;\">tensional stress<\/span><\/strong>) o convergere scivolando una sotto l\u2019altra (<strong><span style=\"color: #008000;\">compressional stress<\/span><\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle zone dove avviene uno <strong><span style=\"color: #008000;\">shear stress<\/span><\/strong>, le placche possono muoversi in senso orizzontale ovvero una accanto all&#8217;altra. Ogni azione comporta un accumulo di energia che, prima o poi, viene rilasciata producendo un sisma. Piccoli movimenti, detti <strong><span style=\"color: #008000;\">fault creep<\/span><\/strong>, possono non comportare necessariamente un&#8217;attivit\u00e0 sismica ma creare comunque delle rotture superficiali visibili.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/1280px-Plates_tect2_en.svg.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9778 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/1280px-Plates_tect2_en.svg.png\" alt=\"1280px-Plates_tect2_en.svg\" width=\"1280\" height=\"874\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/1280px-Plates_tect2_en.svg.png 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/1280px-Plates_tect2_en.svg-300x205.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/1280px-Plates_tect2_en.svg-1024x699.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">le aree di confine delle placche tettoniche e e direzioni dei loro movimenti &#8211; wikipedia autore Fradeve11 <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Plates_tect2_it.svg\">Plates tect2 it.svg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Nel caso di <strong><span style=\"color: #008000;\">compressional stress,<\/span><\/strong> ovvero q<\/span>uando le <span style=\"color: #000000;\">placche<\/span> si incontrano arrestandosi nel loro movimento, le forze accumulate nella spinta sfociano in un&#8217;attivit\u00e0 di rottura violenta che rilascia una forte energia sismica. Questa zona di slittamento, che pu\u00f2 essere orizzontale o verticale (o entrambe), viene chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">epicentro <\/span><\/strong>ed \u00e8 la zona dove avvengono i danni maggiori. Con il termine <strong><span style=\"color: #008000;\">ipocentro<\/span><\/strong>, dal greco \u1f51\u03c0\u03cc\u03ba\u03b5\u03bd\u03c4\u03c1\u03bf\u03bd, centro al di sotto, si intende invece il punto all&#8217;interno della Terra dove comincia a propagarsi la frattura che genera il terremoto. <strong><span style=\"color: #008000;\">Come per un sisma terrestre anche in quello sottomarino l&#8217;indice di gravit\u00e0 dei danni non \u00e8 causato dal terremoto nella zona di spaccatura ma piuttosto dagli eventi che vengono attivati \u200b\u200bdal terremoto.<\/span><\/strong> Un terremoto sottomarino altera il fondale marino, causando la generazione di una serie di onde enormi, la cui altezza \u00e8 in funzione della lunghezza e ampiezza del terremoto. Queste onde, avvicinandosi alle coste aumentano di energia e altezza provocando ingenti danni e perdite di vite umane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il filmato di seguito \u00e8 esemplificativo degli effetti causati da un terremoto sottomarino e si riferisce al sisma avvenuto nel 2011 al largo della costa del Pacifico di Tohoku con una magnitudo di 9,0. Il terremoto sottomarino avvenne al largo delle coste del Giappone alle 14:46 JST (5:46 UTC ) di venerd\u00ec 11 marzo 2011, con <span style=\"color: #008000;\"><strong>epicentro<\/strong><\/span> a circa 70 chilometri dalla penisola Oshika di Tohoku e <span style=\"color: #008000;\"><strong>ipocentro<\/strong><\/span> ad una profondit\u00e0 di circa 30 km.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo sisma fu il pi\u00f9 forte terremoto mai registrato in Giappone ed il quarto pi\u00f9 potente terremoto nel mondo moderno, generando potenti onde di tsunami che raggiunsero altezze di 40,5 metri in Miyako, viaggiando nella zona di Sendai per 10 km nell&#8217;interno del litorale. Da misure geodetiche fu rilevato che il terremoto spost\u00f2 <strong><span style=\"color: #008000;\">Honshu<\/span><\/strong> (l&#8217;isola principale del Giappone) di 2,4 metri verso Est e spost\u00f2 la Terra sul suo asse con un valore compreso tra i 10 ai 25 cm.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Non solo edifici<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nTra i danni pi\u00f9 gravi vi sono anche quelli ai cavi sottomarini che possono creare importanti interruzioni dei servizi elettrici e telefonici. Nel 2006, nell&#8217;oceano Pacifico, un forte terremoto sottomarino scosse con violenza la costa meridionale dell&#8217;isola di Taiwan, interrompendo linee di telecomunicazione e collegamenti telefonici necessari per il data exchange ed internet, necessari per i rapporti sociali e di lavoro di centinaia di milioni di persone in quell&#8217;area geografica. A seguito del sisma, i conseguenti smottamenti e fratture del fondo marino danneggiarono una decina di cavi sottomarini in pi\u00f9 di venti punti e furono necessari costosi interventi subacquei di riparazione che richiesero settimane di lavoro. Nel 2011 un grande terremoto scosse la costa orientale del Giappone, determinando numerosi guasti su cinque diversi cavi sottomarini; le stazioni di approdo dei cavi subirono in seguito seri danni a causa dello tsunami seguito al terremoto. La rottura dei cavi sottomarini \u00e8 particolarmente frequente in Asia dove molti cavi subacquei attraversano zone fortemente sismiche come l&#8217;anello di fuoco del Pacifico e la grande faglia di Sumatra. Ma il problema potrebbe interessare anche il Mar Mediterraneo. Torneremo presto sull&#8217;argomento &#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">immagine in anteprima <em><span style=\"color: #008000;\"><strong>Mappa delle attivit\u00e0 tettoniche e vulcaniche nell&#8217;ultimo milione di anni<\/strong> &#8211;<\/span><\/em><strong><span style=\"color: #008000;\"> fonte NASA<\/span><\/strong> &#8211; <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20090530113305\/http:\/\/denali.gsfc.nasa.gov\/dtam\/dtam\/\">https:\/\/web.archive.org\/web\/20090530113305\/http:\/\/denali.gsfc.nasa.gov\/dtam\/dtam\/<\/a> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tettonica_delle_placche#\/media\/File:Plate_tectonics_map.gif\">Plate tectonics map &#8211; Tettonica delle placche &#8211; Wikipedia<\/a><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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