{"id":97603,"date":"2023-10-01T00:01:09","date_gmt":"2023-09-30T22:01:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=97603"},"modified":"2023-09-29T20:38:43","modified_gmt":"2023-09-29T18:38:43","slug":"97603","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603","title":{"rendered":"Lo sviluppo architettonico delle navi romane &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE ROMANA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: EPOCA ROMANA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Architettura navale, Storia navale romana<\/p>\n<h4>&nbsp;<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le quinqueremi veloci<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNelle successive operazioni navali del conflitto, i Romani conseguirono ancora diversi successi, ma subirono anche delle perdite immani a causa di tre disastrosi naufragi causati dalle tempeste <a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n27\" name=\"r27\"><b>[27]<\/b><\/a>. Tutto lascia pensare che, dopo i due primi naufragi (255 e 253 a.C.), i Romani abbiano abolito i&nbsp;<i>corvi<\/i>, avendo valutato che quell\u2019ingombrante e pesante struttura sistemata a prua avesse compromesso la stabilit\u00e0 delle proprie navi in navigazione nella burrasca&nbsp;<a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n28\" name=\"r28\"><b>[28]<\/b><\/a>. \u00c8 comunque certo che da quel momento i&nbsp;<i>corvi<\/i>&nbsp;non risultano mai pi\u00f9 presenti. Qualche anno dopo, peraltro, i Romani subirono inopinatamente la loro prima ed unica sconfitta in battaglia navale (acque di Trapani, 249 a.C.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Romani avevano fino allora pervicacemente compensato tutte le perdite navali subite, mettendo in cantiere centinaia e centinaia di&nbsp;<i>quinqueremi<\/i>, sempre sul modello di quelle cartaginesi. Ma quando le loro due maggiori flotte furono annientate nel giro di pochi giorni, per la sconfitta di Trapani e per la terza rovinosa burrasca (249 a.C.), essi ebbero bisogno di una congrua pausa per ricostituire le risorse umane e finanziarie necessarie all\u2019armamento di una nuova grande forza navale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20230910_182636-1024x632.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 20230910_182636-1024x632.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, tuttavia, i fabri navales romani avevano iniziato a studiare le peculiarit\u00e0 tecniche di due singolari&nbsp;<i>quadriremi<\/i>&nbsp;che erano state catturate l\u2019anno precedente nel corso del blocco navale del porto di Lilibeo&nbsp;<a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n29\" name=\"r29\"><b>[29]<\/b><\/a>. Si trattava di due unit\u00e0 che avevano sfruttato la loro maggiore velocit\u00e0 e le loro eccezionali qualit\u00e0 evolutive per violare ripetutamente il blocco romano, destando la sorpresa e l\u2019ammirazione degli stessi Romani, che erano infine riusciti ad impossessarsene&nbsp;<a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n30\" name=\"r30\"><b>[30]<\/b><\/a>. Sulla base dell\u2019esperienza acquisita, i costruttori navali romani riuscirono a progettare un nuovo tipo di&nbsp;<i>quinquereme<\/i>&nbsp;veloce&nbsp;<a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n31\" name=\"r31\"><b>[31]<\/b><\/a>, dotando tale unit\u00e0 di caratteristiche nautiche altrettanto valide di quelle delle due&nbsp;<i>quadriremi<\/i>&nbsp;catturate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 242 a.C., quando i Romani furono in condizioni di armare una nuova flotta, essi misero in cantiere 200&nbsp;<i>quinqueremi<\/i>, tutte del nuovo tipo. Con tali navi e con equipaggi perfettamente addestrati, Caio Lutazio Catulo consegu\u00ec l\u2019anno seguente la decisiva vittoria navale delle Egadi (10 marzo 241 a.C.), in seguito alla quale i Cartaginesi si rassegnarono a richiedere la pace ed a rinunciare alla sua supremazia navale&nbsp;<a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n32\" name=\"r32\"><b>[32]<\/b><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente, le&nbsp;<i>quinqueremi<\/i>&nbsp;vittoriose alle Egadi continuarono ad essere il tipo di nave fondamentale di tutte le flotte romane impiegate nell\u2019arco di oltre due secoli, per consolidare il dominio del mare da parte dei Romani e per consentire la progressiva espansione di Roma su tutte le sponde del nostro mare, fino alla costituzione dell\u2019Impero.<\/p>\n<h4><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20230910_182641-1024x565.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 20230910_182641-1024x565.jpg\"><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le navi da sbarco di Cesare<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel quarto anno del suo proconsolato in Gallia (55 a.C.), Giulio Cesare decise di effettuare un primo sbarco navale in Britannia. L\u2019operazione, intesa come un\u2019iniziale presa di contatto con l\u2019isola, aveva uno scopo dissuasivo nei confronti dei Britanni che avevano inviato aiuti alle guerre galliche, soprattutto l\u2019anno precedente in occasione della grande rivolta degli Aremorici <a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n33\" name=\"r33\"><b>[33]<\/b><\/a>. Cesare possedeva gi\u00e0 una flotta sull\u2019oceano Atlantico, avendola fatta costruire sulla Loira proprio per combattere contro gli Aremorici. Dopo averli sconfitti con una memorabile vittoria navale conseguita nelle acque a sud della Bretagna&nbsp;<a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n34\" name=\"r34\"><b>[34]<\/b><\/a>, egli fece trasferire la flotta romana fino ad Izio, porto sul passo di Calais. Da l\u00ec condusse la sua prima spedizione in Britannia con due legioni imbarcate su 80 navi onerarie, mentre le navi da guerra fornirono il sostegno allo sbarco, duramente contrastato dai nemici&nbsp;<a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n35\" name=\"r35\"><b>[35]<\/b><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rientrato felicemente in Gallia alla conclusione della pace con i Britanni, Cesare decise di mettere subito in cantiere delle nuove navi&nbsp;<i>actuariae<\/i>, al fine di disporre di una flotta pi\u00f9 ampia, a partire dalla successiva primavera, per poter condurre una pi\u00f9 nutrita spedizione nell\u2019isola, con cinque legioni e duemila cavalieri. Egli volle tuttavia evitare l\u2019inconveniente riscontrato al primo sbarco, quando i legionari che erano saltati in acqua dalle navi venivano bersagliati dai proiettili nemici mentre compivano il lungo percorso verso la spiaggia, essendo oltre tutto impacciati dal peso delle armi. In quella circostanza egli aveva limitato il pericolo utilizzando molto felicemente le navi da guerra ed i mezzi navali minori&nbsp;<a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n36\" name=\"r36\"><b>[36]<\/b><\/a>. Ma quelle stesse misure non sarebbero state altrettanto efficaci per uno sbarco di dimensioni alquanto pi\u00f9 ampie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esigenza di Cesare era dunque quella di disporre di navi che non fossero costrette, come le onerarie, ad ancorarsi molto lontane dalla spiaggia. Pertanto, tenendo anche presente certe caratteristiche che egli aveva osservato con interesse nelle navi oceaniche dei Galli&nbsp;<a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n37\" name=\"r37\"><b>[37]<\/b><\/a>, lo stesso proconsole romano fece progettare ai suoi esperti un nuovo tipo di unit\u00e0&nbsp;<i>actuaria<\/i>&nbsp;(a vela ed a remi) dallo scafo pi\u00f9 largo, pi\u00f9 basso e pi\u00f9 leggero di quelli usati nel Mediterraneo, al fine di avere un minor pescaggio e consentire un maggiore avvicinamento alla spiaggia dello sbarco navale. Inoltre, limitando l\u2019altezza sull\u2019acqua delle unit\u00e0, Cesare si era prefisso lo scopo di rendere pi\u00f9 spedite le operazioni di sbarco degli uomini, degli animali da soma e dei materiali&nbsp;<a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n38\" name=\"r38\"><b>[38]<\/b><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con queste&nbsp;<i>actuariae<\/i>, costruite sulla Senna in numero di 600, e con la protezione delle vecchie unit\u00e0 ed altre 28 nuove grandi navi da guerra, Cesare effettu\u00f2 il suo secondo sbarco navale in Britannia senza alcuna difficolt\u00e0, anche perch\u00e9 i barbari si ritirarono terrorizzati alla vista di oltre 800 navi romane in rapido avvicinamento alla spiaggia&nbsp;<a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n39\" name=\"r39\"><b>[39]<\/b><\/a><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20230910_182653-1024x506.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 20230910_182653-1024x506.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le poliremi turrite di Agrippa<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nUna dozzina di anni dopo, il giovane triumviro Ottaviano, figlio adottivo di Cesare, avvi\u00f2 la lotta contro la pirateria esercitata dalle flotte di Sesto Pompeo <a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n40\" name=\"r40\"><b>[40]<\/b><\/a>, arbitrariamente insediatosi in Sicilia. Poich\u00e9 le incursioni navali di queste flotte colpivano in modo sempre pi\u00f9 preoccupante le coste tirreniche e le rotte marittime dei rifornimenti vitali di Roma, i triumviri tentarono a pi\u00f9 riprese di rimuovere questo problema con la diplomazia, ma senza ottenere alcun risultato durevole. Tocc\u00f2 invece al solo Ottaviano gestire la guerra navale, che egli pot\u00e9 condurre solo saltuariamente e con il contributo di alcuni suoi collaboratori, vedendo tuttavia che i suoi sforzi venivano costantemente vanificati dalla spiccata perizia e scaltrezza degli avversari&nbsp;<a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n41\" name=\"r41\"><b>[41]<\/b><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio del 37 a.C., finalmente, Ottaviano pot\u00e9 conferire l\u2019intera responsabilit\u00e0 della guerra navale contro questa esiziale pirateria a Marco Agrippa, suo amico coetaneo e suo prezioso collaboratore&nbsp;<a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n42\" name=\"r42\"><b>[42]<\/b><\/a>, che era stato eletto console per quell\u2019anno. Il giovane console fece innanzi tutto costruire un nuovo porto estremamente capiente, il Porto Giulio&nbsp;<a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n43\" name=\"r43\"><b>[43]<\/b><\/a>, per radunarvi le navi gi\u00e0 impostate da Ottaviano e per addestravi tutti gli equipaggi, e lo dot\u00f2 di efficienti cantieri navali per potenziare considerevolmente la flotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso Agrippa mise quindi in costruzione le nuove navi da guerra con le quali intendeva misurarsi personalmente con le temibili flotte piratiche basate in Sicilia. Egli volle che tali unit\u00e0 fossero pi\u00f9 grandi e robuste di quelle avversarie. Esse dovevano essere in grado di resistere agli assalti nemici, per l\u2019altezza delle murate, per la saldezza delle strutture e per lo spessore del fasciame&nbsp;<a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n44\" name=\"r44\"><b>[44]<\/b><\/a>. La loro maggior capienza, inoltre, doveva consentire di imbarcarvi un maggior numero di&nbsp;<i>classiari<\/i>&nbsp;<a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n45\" name=\"r45\"><b>[45]<\/b><\/a>. Per consentire a questi ultimi di combattere da una posizione sopraelevata e protetta, prima dell\u2019arrembaggio, le unit\u00e0 erano dotate di alte torri da combattimento, sistemate a prora e talvolta anche a poppa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vengono attribuite ad Agrippa anche due invenzioni: delle torri a scomparsa&nbsp;<a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n46\" name=\"r46\"><b>[46]<\/b><\/a>, tali da poter essere erette molto rapidamente sul ponte di coperta prima dell\u2019ingaggio, in modo da sorprendere il nemico, e l\u2019<i>arpax<\/i>&nbsp;<a class=\"pagina\" title=\"NOTA\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#n47\" name=\"r47\"><b>[47]<\/b><\/a>, una sorta di arpone lanciato da una catapulta per afferrare da lontano la nave avversaria da assalire con l\u2019arrembaggio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20230910_182408-1024x588.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 20230910_182408-1024x588.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con le sue nuove navi cos\u00ec allestite, <strong><span style=\"color: #008000;\">Marco Agrippa<\/span><\/strong> pot\u00e9 misurarsi per mare nel migliore dei modi con la flotta avversaria, sino allora invitta. Dopo un primo netto successo conseguito nelle acque di Milazzo, egli riport\u00f2 la vittoria decisiva in quelle di Nauloco (3 settembre 36 a.C.). Sesto Pompeo, avendo praticamente perso tutta la sua flotta (salv\u00f2 solo 17 navi su 350), fugg\u00ec dalla Sicilia lasciando il mare libero e sicuro.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine parte II &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Domenico Carro<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r27\" name=\"n27\"><b>[27]<\/b><\/a>&nbsp;<b>Liv.<\/b>&nbsp;42, 20, 1;&nbsp;<b>Pol.<\/b>&nbsp;1, 36-39 e 49-55;&nbsp;<b>Eutr.<\/b>&nbsp;2, 22-23 e 26;&nbsp;<b>Oros.<\/b>&nbsp;4, 9, 5-11 e 10, 3;&nbsp;<b>Diod.<\/b>&nbsp;23, 18-19 e 24, 1-4. Per effetto di questi tre naufragi, i Romani persero pi\u00f9 di 280 quinqueremi nelle acque di Camarina (255 a.C.), oltre 150 analoghe unit\u00e0 al largo di capo Palinuro (253 a.C.), nonch\u00e9 120 navi da guerra e quasi 800 onerarie nei pressi di Eraclea Minoa (249 a.C.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r28\" name=\"n28\"><b>[28]<\/b><\/a>&nbsp;J. H.&nbsp;<b>Thiel<\/b>,&nbsp;<i>Studies on the history of Roman sea-power in republican times<\/i>, North-Holland Publishing Company, Amsterdam, 1946.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r29\" name=\"n29\"><b>[29]<\/b><\/a>&nbsp;<b>Pol.<\/b>&nbsp;1, 41-47;&nbsp;<b>Diod.<\/b>&nbsp;24, 1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r30\" name=\"n30\"><b>[30]<\/b><\/a>&nbsp;Le due quadriremi erano state condotte da un certo Annibale Rodio, comandante molto abile, e da un suo baldanzoso emulo. La nave di quest\u2019ultimo venne bloccata dai Romani su dei relitti sommersi. Essa fu poi armata dagli stessi Romani per inseguire e catturare quella del Rodio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r31\" name=\"n31\"><b>[31]<\/b><\/a>&nbsp;<b>Polibio<\/b>&nbsp;precisa che i Romani&nbsp;<i>\u201cavevano cambiato il metodo di costruzione delle navi e avevano eliminato ogni peso, tranne quello del materiale indispensabile alla battaglia navale\u201d<\/i>.<br \/>\nPer le caratteristiche della&nbsp;<i>quinquereme<\/i>&nbsp;romana, si rimanda all&#8217;approfondito ed interessante studio di Piero&nbsp;<b>Pastoretto<\/b>&nbsp;e Umberto Maria&nbsp;<b>Milizia<\/b>,&nbsp;<i>\u201cLe Quinqueremi\u201d<\/i>, Edizioni Artecom, Roma, 2008<br \/>\nSecondo tale studio l\u2019unit\u00e0 aveva 60 remi per lato disposti a coppie sfalsate su due ordini; ciascuna coppia di remi era manovrata da una squadra di 5 rematori: 3 per il remo dell&#8217;ordine superiore e 2 per quello inferiore. Oltre ai 300 rematori, erano imbarcati 120&nbsp;<i>classiari<\/i>&nbsp;(vedi successiva nota 45) e altri 30-40 uomini, fra marinai e servizi vari. Dimensioni stimate dell&#8217;unit\u00e0: lunghezza fuori tutto ~57 m; larghezza 9 m; immersione ~1.50 m; lunghezza remi 8.50 m; velocit\u00e0 3-5 nodi; spunto 6-7 nodi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r32\" name=\"n32\"><b>[32]<\/b><\/a>&nbsp;<b>Pol.<\/b>&nbsp;1, 61-63 e 2, 27;&nbsp;<b>Eutr.<\/b>&nbsp;2, 27;&nbsp;<b>Oros.<\/b>&nbsp;4, 10, 7;&nbsp;<b>Diod.<\/b>&nbsp;24, 11;&nbsp;<b>Nep.<\/b>&nbsp;22, 1, 3;&nbsp;<b>Val. Max.<\/b>&nbsp;6, 6, 2;&nbsp;<b>App.<\/b>&nbsp;<i>Sic.<\/i>&nbsp;2;&nbsp;<b>Flor.<\/b>&nbsp;<i>epit.<\/i>&nbsp;1, 18, 37. Con la vittoria navale delle Egadi i Romani privarono i Cartaginesi di circa 190 navi (63 catturate e 125 affondate), perdendone a loro volta solo 12 (affondate).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r33\" name=\"n33\"><b>[33]<\/b><\/a>&nbsp;<b>Caes.<\/b>&nbsp;<i>Gall.<\/i>&nbsp;3, 7-9. Alla&nbsp;<i>guerra Venetica<\/i>&nbsp;(pilotata dai Veneti transalpini) non contribuirono solo le popolazioni dell\u2019Aremorica (penisole della Bretagna e del Cotentin) ma tutte quelle delle regioni costiere della Gallia settentrionale, fra le foci della Loira e del Reno. Si tratt\u00f2 della pi\u00f9 estesa coalizione antiromana mai costituita in Gallia prima della rivolta generale capeggiata quattro anni dopo da Vercingetorige.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r34\" name=\"n34\"><b>[34]<\/b><\/a>&nbsp;<b>Caes.<\/b>&nbsp;<i>Gall.<\/i>&nbsp;3, 13-15. In quella battaglia navale (fine luglio 56 a.C.), le navi romane \u2013 sottili, leggere e manovrate a remi \u2013 riuscirono ad annientare una poderosa flotta di 220 navi oceaniche galliche, dalle alte murate, dalle robuste fiancate a prova di rostro, e che navigavano a vela spinte da un forte vento in poppa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r35\" name=\"n35\"><b>[35]<\/b><\/a>&nbsp;<b>Caes.<\/b>&nbsp;<i>Gall.<\/i>&nbsp;4, 20-26. La prima spedizione navale in Britannia si svolse fra il 5 ottobre ed i primi di novembre 55 a.C.. I barbari opposero una feroce resistenza allo sbarco romano, prima scagliando proiettili dalle scogliere di&nbsp;<i>Dover<\/i>, approdo temporaneo delle navi di Cesare, e poi andando ad accogliere i Romani sulla spiaggia di ciottoli di&nbsp;<i>Deal<\/i>, per impedire ai legionari di raggiungere la riva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r36\" name=\"n36\"><b>[36]<\/b><\/a>&nbsp;Le navi da guerra romane effettuarono il tiro contro costa con le macchine da getto per interdire al nemico la possibilit\u00e0 di scagliare le loro armi sui legionari romani che sbarcavano. Nel contempo, le imbarcazioni cariche di&nbsp;<i>classiari<\/i>&nbsp;navigarono verso la spiaggia per proteggere i soldati in acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r37\" name=\"n37\"><b>[37]<\/b><\/a>&nbsp;<b>Caes.<\/b>&nbsp;<i>Gall.<\/i>&nbsp;3, 13;&nbsp;<b>Strab.<\/b>&nbsp;3, 5, 1. Durante la&nbsp;<i>guerra Venetica<\/i>, Cesare aveva osservato che le navi dei Galli avevano le carene molto pi\u00f9 larghe ed alquanto pi\u00f9 appiattite di quelle romane, per affrontare meglio i bassi fondali al riflusso della marea e per poter anche posarsi a secco quando la marea si ritirava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r38\" name=\"n38\"><b>[38]<\/b><\/a>&nbsp;<b>Caes.<\/b>&nbsp;<i>Gall.<\/i>&nbsp;5, 1. Non pu\u00f2 sfuggire la singolare analogia fra i requisiti dettati da Cesare e le caratteristiche salienti dei modern mezzi navali adibiti agli assalti anfibi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r39\" name=\"n39\"><b>[39]<\/b><\/a>&nbsp;<b>Caes.<\/b>&nbsp;<i>Gall.<\/i>&nbsp;5, 2-8. Il secondo sbarco navale in Britannia si svolse ai primi di luglio 54 a.C.. La spedizione oltre-Manica si concluse tre mesi dopo. I Britanni si astennero, negli anni seguenti, dal fornire ulteriori aiuti alle ribellioni dei Galli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r40\" name=\"n40\"><b>[40]<\/b><\/a>&nbsp;Sesto Pompeo, secondogenito di Pompeo Magno, aveva occupato la Sicilia l\u2019anno dopo la morte di Cesare. Egli esercit\u00f2 per molti anni la pirateria contro Roma e l\u2019intera Italia, utilizzando ingenti forze navali armate da sbandati e poste sotto il comando di ex capi pirati catturati a suo tempo da suo padre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r41\" name=\"n41\"><b>[41]<\/b><\/a>&nbsp;<b>Liv.<\/b>&nbsp;<i>per.<\/i>&nbsp;128;&nbsp;<b>Suet.<\/b>&nbsp;<i>Aug.<\/i>&nbsp;16;&nbsp;<b>App.<\/b>,&nbsp;<i>civ.<\/i>&nbsp;4, 85 e 5, 80-92. I principali comandanti delle flotte di Ottaviano furono Quinto Salvidieno Rufo nel 42 e Gaio Calvisio Sabino nel 38 a.C..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r42\" name=\"n42\"><b>[42]<\/b><\/a>&nbsp;Marco Vipsanio Agrippa, amico di Ottaviano fin dall&#8217;infanzia, aveva allora poco meno di ventisei anni, ed era gi\u00e0 uno dei suoi pi\u00f9 stretti collaboratori. Egli era per\u00f2 destinato a diventare, non solo il principale consigliere del futuro Augusto, ma anche il suo braccio destro, suo genero (e quindi padre ed avo di molti Cesari), nonch\u00e9 imperatore a sua volta, a fianco dello stesso Augusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r43\" name=\"n43\"><b>[43]<\/b><\/a>&nbsp;<b>Flor.<\/b>&nbsp;<i>epit.<\/i>&nbsp;2, 18, 6;&nbsp;<b>Suet.<\/b>&nbsp;<i>Aug.<\/i>&nbsp;16;&nbsp;<b>Vell.<\/b>&nbsp;2, 79, 1-2;&nbsp;<b>Cass. Dio<\/b>&nbsp;48, 49-51. Il&nbsp;<i>Porto Giulio<\/i>&nbsp;fu costruito utilizzando due specchi d&#8217;acqua naturali, i laghi Averno e Lucrino, che vennero congiunti da un canale navigabile e messi in comunicazione con il mare aprendo nella duna litoranea un passaggio protetto da dighe foranee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r44\" name=\"n44\"><b>[44]<\/b><\/a>&nbsp;<b>Cass. Dio<\/b>&nbsp;49, 1. Oltre ad alcune grandi&nbsp;<i>esaremi<\/i>&nbsp;(per lo pi\u00f9 impiegate come navi sede comando, per Ottaviano e per lo stesso Agrippa), la maggior parte delle nuove unit\u00e0 doveva essere sempre del tipo delle&nbsp;<i>quinqueremi<\/i>, ma con caratteristiche pi\u00f9 rispondenti e con maggiori capacit\u00e0 belliche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r45\" name=\"n45\"><b>[45]<\/b><\/a>&nbsp;I&nbsp;<i>classiari<\/i>&nbsp;erano i militi navali combattenti, ovvero l\u2019efficiente anticipazione romana delle moderne fanterie navali, come i nostri&nbsp;<i>fucilieri di Marina<\/i>&nbsp;(Brigata Marina S. Marco) o i&nbsp;<i>\u201cmarines\u201d<\/i>&nbsp;anglosassoni. Essi provvedevano ad arrembare e catturare le navi nemiche, oltre a condurre sbarchi navali ed operazioni in costa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r46\" name=\"n46\"><b>[46]<\/b><\/a>&nbsp;<b>Cass. Dio<\/b>&nbsp;49, 1. I Romani, peraltro, utilizzavano gi\u00e0 delle torri pieghevoli (<i>turres plicatiles<\/i>) nelle operazioni terrestri, come fece Gaio Cassio Longino (il cesaricida) nel suo assedio di Rodi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"pagina\" title=\"TORNA AL TESTO\" href=\"https:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/fabrinavales.html#r47\" name=\"n47\"><b>[47]<\/b><\/a>&nbsp;<b>App.<\/b>&nbsp;<i>civ.<\/i>&nbsp;5, 118. L\u2019<i>arpax<\/i>&nbsp;ci \u00e8 stato descritto come un arpone di legno rivestito in ferro, lungo oltre 2 metri, munito di una punta uncinata e di due anelli cui erano assicurati dei cavi che venivano alati con degli argani per avvicinare la nave nemica agganciata e portarsi all\u2019abbordaggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>in anteprima e nell&#8217;articolo foto dal Museo di Ventotene &#8211; credit @ andrea mucedola<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . ARGOMENTO: STORIA NAVALE ROMANA PERIODO: EPOCA ROMANA AREA: DIDATTICA parole chiave: Architettura navale, Storia navale romana &nbsp; Le quinqueremi veloci Nelle successive operazioni navali del conflitto, i Romani conseguirono ancora diversi successi, ma subirono anche delle perdite immani a causa di tre disastrosi naufragi causati dalle tempeste [27]. Tutto lascia pensare che, dopo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2432,"featured_media":97896,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[2312],"tags":[],"class_list":["post-97603","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-navale-romana"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Lo sviluppo architettonico delle navi romane - parte II &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Lo sviluppo architettonico delle navi romane - parte II &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  9 minuti&nbsp; . ARGOMENTO: STORIA NAVALE ROMANA PERIODO: EPOCA ROMANA AREA: DIDATTICA parole chiave: Architettura navale, Storia navale romana &nbsp; Le quinqueremi veloci Nelle successive operazioni navali del conflitto, i Romani conseguirono ancora diversi successi, ma subirono anche delle perdite immani a causa di tre disastrosi naufragi causati dalle tempeste [27]. Tutto lascia pensare che, dopo [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/romaeternaorg\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2023-09-30T22:01:09+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20230910_182534-scaled.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"2560\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"2525\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Domenico Carro\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@https:\/\/twitter.com\/romaeterna\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Domenico Carro\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"12 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603\"},\"author\":{\"name\":\"Domenico Carro\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/bd39f4411183ae5079b848f4a43f0a4d\"},\"headline\":\"Lo sviluppo architettonico delle navi romane &#8211; parte II\",\"datePublished\":\"2023-09-30T22:01:09+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603\"},\"wordCount\":2546,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20230910_182534-scaled.jpg\",\"articleSection\":[\"Storia navale Romana\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603\",\"name\":\"Lo sviluppo architettonico delle navi romane - parte II &#8226; OCEAN4FUTURE autore\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20230910_182534-scaled.jpg\",\"datePublished\":\"2023-09-30T22:01:09+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20230910_182534-scaled.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20230910_182534-scaled.jpg\",\"width\":2560,\"height\":2525},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Lo sviluppo architettonico delle navi romane &#8211; parte II\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/\",\"name\":\"Ocean 4 Future\",\"description\":\"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\",\"name\":\"oceandiver\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"width\":472,\"height\":301,\"caption\":\"oceandiver\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/bd39f4411183ae5079b848f4a43f0a4d\",\"name\":\"Domenico Carro\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/47647ae893cdd6f04acaf68ee6f47e77a677bb080bbb9b02c80b6e3a3df707bd?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/47647ae893cdd6f04acaf68ee6f47e77a677bb080bbb9b02c80b6e3a3df707bd?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/47647ae893cdd6f04acaf68ee6f47e77a677bb080bbb9b02c80b6e3a3df707bd?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Domenico Carro\"},\"description\":\"ammiraglio di divisione della Riserva della Marina Militare Italiana, dal momento del suo ritiro dal servizio attivo, assecondando la propria natura di appassionato cultore della Civilt\u00e0 Romana, ha potuto dedicarsi interamente all'approfondimento dei suoi studi storiografici, nell'ambito dei quali ha pubblicato numerosi libri e saggi, creato l'interessantissimo sito ROMA AETERNA ed\u00a0\u00a0il foro di discussione FORVM ROMAETERNA (2001-2013), poi sostituito dall'istituzione di pagine estratte da \\\"Roma Aeterna\\\" nelle maggiori reti sociali, quali Linkedin, Facebook, Twitter, Youtube, Flickr, etc.\u00a0 Non ultimo, l'ammiraglio Carro \u00e8 relatore in importanti convegni,\u00a0 nazionali ed internazionali sui temi della storiografia romana e della salvaguardia della cultura marittima.\",\"sameAs\":[\"http:\/\/www.romaeterna.org\/\",\"https:\/\/www.facebook.com\/romaeternaorg\",\"http:\/\/www.linkedin.com\/groups?gid=44675\",\"https:\/\/x.com\/https:\/\/twitter.com\/romaeterna\",\"http:\/\/www.youtube.com\/romaeternaorg\"],\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/domenico-carro\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Lo sviluppo architettonico delle navi romane - parte II &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Lo sviluppo architettonico delle navi romane - parte II &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  9 minuti&nbsp; . ARGOMENTO: STORIA NAVALE ROMANA PERIODO: EPOCA ROMANA AREA: DIDATTICA parole chiave: Architettura navale, Storia navale romana &nbsp; Le quinqueremi veloci Nelle successive operazioni navali del conflitto, i Romani conseguirono ancora diversi successi, ma subirono anche delle perdite immani a causa di tre disastrosi naufragi causati dalle tempeste [27]. Tutto lascia pensare che, dopo [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603","og_site_name":"OCEAN4FUTURE","article_author":"https:\/\/www.facebook.com\/romaeternaorg","article_published_time":"2023-09-30T22:01:09+00:00","og_image":[{"width":2560,"height":2525,"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20230910_182534-scaled.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Domenico Carro","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@https:\/\/twitter.com\/romaeterna","twitter_site":"@ocean4future","twitter_misc":{"Scritto da":"Domenico Carro","Tempo di lettura stimato":"12 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603"},"author":{"name":"Domenico Carro","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/bd39f4411183ae5079b848f4a43f0a4d"},"headline":"Lo sviluppo architettonico delle navi romane &#8211; parte II","datePublished":"2023-09-30T22:01:09+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603"},"wordCount":2546,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20230910_182534-scaled.jpg","articleSection":["Storia navale Romana"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603","name":"Lo sviluppo architettonico delle navi romane - parte II &#8226; OCEAN4FUTURE autore","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20230910_182534-scaled.jpg","datePublished":"2023-09-30T22:01:09+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603#primaryimage","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20230910_182534-scaled.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20230910_182534-scaled.jpg","width":2560,"height":2525},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97603#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Lo sviluppo architettonico delle navi romane &#8211; parte II"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/","name":"Ocean 4 Future","description":"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0","publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c","name":"oceandiver","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","width":472,"height":301,"caption":"oceandiver"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/bd39f4411183ae5079b848f4a43f0a4d","name":"Domenico Carro","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/47647ae893cdd6f04acaf68ee6f47e77a677bb080bbb9b02c80b6e3a3df707bd?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/47647ae893cdd6f04acaf68ee6f47e77a677bb080bbb9b02c80b6e3a3df707bd?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/47647ae893cdd6f04acaf68ee6f47e77a677bb080bbb9b02c80b6e3a3df707bd?s=96&d=mm&r=g","caption":"Domenico Carro"},"description":"ammiraglio di divisione della Riserva della Marina Militare Italiana, dal momento del suo ritiro dal servizio attivo, assecondando la propria natura di appassionato cultore della Civilt\u00e0 Romana, ha potuto dedicarsi interamente all'approfondimento dei suoi studi storiografici, nell'ambito dei quali ha pubblicato numerosi libri e saggi, creato l'interessantissimo sito ROMA AETERNA ed\u00a0\u00a0il foro di discussione FORVM ROMAETERNA (2001-2013), poi sostituito dall'istituzione di pagine estratte da \"Roma Aeterna\" nelle maggiori reti sociali, quali Linkedin, Facebook, Twitter, Youtube, Flickr, etc.\u00a0 Non ultimo, l'ammiraglio Carro \u00e8 relatore in importanti convegni,\u00a0 nazionali ed internazionali sui temi della storiografia romana e della salvaguardia della cultura marittima.","sameAs":["http:\/\/www.romaeterna.org\/","https:\/\/www.facebook.com\/romaeternaorg","http:\/\/www.linkedin.com\/groups?gid=44675","https:\/\/x.com\/https:\/\/twitter.com\/romaeterna","http:\/\/www.youtube.com\/romaeternaorg"],"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/domenico-carro"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/97603","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2432"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=97603"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/97603\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media\/97896"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=97603"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=97603"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=97603"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}