{"id":97556,"date":"2023-09-18T00:01:00","date_gmt":"2023-09-17T22:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=97556"},"modified":"2024-07-30T08:53:57","modified_gmt":"2024-07-30T06:53:57","slug":"10-17-settembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97556","title":{"rendered":"Dal diario di bordo di Capitan Bitta dal 10 al 17 settembre"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: NAVIGAZIONE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: MAR DEI CARAIBI<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Vespucci<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Domenica 10 settembre 2023<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nUltime ore in porto a Cartagena de Indias per Nave Vespucci. Gli allievi sono ormai &#8220;scafati&#8221;, abituati alla vita di bordo con i suoi turni regolari che spesso lasciano poco spazio al sonno. Stanno apprendendo l&#8217;arte di dormire a comando &#8230; ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/GIANNETTI-MICCERA-a4966d9a-a758-42a6-9e5e-b77fe7481a10-1024x988.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GIANNETTI-MICCERA-a4966d9a-a758-42a6-9e5e-b77fe7481a10-1024x988.jpeg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A bordo di Nave Vespucci, in un locale prossimo all&#8217;alloggio del comandante e alla rappresentanza, \u00e8 possibile osservare questo oggetto, appeso in bella mostra, ad una paratia. In un primo momento viene da pensare ad una chiss\u00e0 quale riserva di corroborante &#8211; vino o rum &#8211; ad uso degli ospiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 si tratta di una fedele ricostruzione di una <strong><span style=\"color: #008000;\">micciera<\/span><\/strong>, un piccolo recipiente metallico a forma di botticella, con due fori laterali. In origine conteneva una miccia a lentissima combustione, permanentemente accesa ed a disposizione, in caso di necessit\u00e0, di fuoco per le artiglierie (all&#8217;epoca, sui vascelli, non era consentito l&#8217;uso dei fiammiferi). Di fatto era l&#8217;unica fiamma presente a bordo e veniva controllata costantemente da un marinaio di guardia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">CURIOSIT\u00c0<\/span><\/strong><br \/>\nDal Vocabolario Marino e Militare del Guglielmotti, 1889<br \/>\n<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Micciere:<\/span><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Arnese acconcio a conservare il miccio senza che si smorzi e senza pericolo di spargere scintille. Si fa di metallo, e per lo pi\u00f9 in figura di barletto; <\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">Nel cocchiume del quale si introduce la cima accesa, e vi brucia riparata dal vento, dalla pioggia, e dall&#8217;umidit\u00e0. L\u00e0 vanno i marinari per accendere la pipa.<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Luned\u00ec 11 settembre 2023<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Nave Vespucci continua la navigazione nel Mar dei Caraibi verso Port of Spain (Trinidad e Tobago). Chi sar\u00e0 sveglio all&#8217;alba, per il turno di guardia in coperta, potr\u00e0 osservare, bassa sull&#8217;orizzonte, la cometa <strong><span style=\"color: #008000;\">C\/2021 O1 Nishimura<\/span><\/strong>. La ricorderete perch\u00e9 ne abbiamo parlato su <strong><span style=\"color: #008000;\">OCEAN4FUTURE<\/span><\/strong> qualche giorno fa (vedi l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97231\">articolo<\/a>).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/GIANNETTI-NISHIMURAc301f4d8-9ff0-47f3-a2a1-e931727fc261-1-1024x931.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GIANNETTI-NISHIMURAc301f4d8-9ff0-47f3-a2a1-e931727fc261-1-1024x931.jpeg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cometa sorge all&#8217;incirca alle 5.30, il Sole alle 6.30. Questa finestra temporale al crepuscolo mattinale di circa un&#8217;ora \u00e8, dunque, quella in cui si potr\u00e0 osservare la cometa; non prima perch\u00e9 sar\u00e0 ancora sotto l&#8217;orizzonte, n\u00e8 dopo, perch\u00e9 sar\u00e0 &#8216;coperta&#8217; dalla luce del Sole ormai sorto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cometa Nishimura ha raggiunto la magnitudine 4,8 l&#8217; 8 settembre scorso ed \u00e8 gi\u00e0 abbastanza luminosa per essere osservata ad occhio nudo. Sar\u00e0 visibile, bassa sull&#8217; orizzonte di Levante (ad Est), nella costellazione del Leone e diventer\u00e0 ancora pi\u00f9 luminosa nei prossimi giorni mentre raggiunger\u00e0 il perielio: purtroppo sar\u00e0 anche pi\u00f9 vicina al Sole (come angolo della nostra visuale) e quindi pi\u00f9 difficile da individuare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/giannetti-nishimura24ea2ce0-c49b-443c-a1fb-1934349f809e-994x1024.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 giannetti-nishimura24ea2ce0-c49b-443c-a1fb-1934349f809e-994x1024.jpeg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ATTENZIONE!<\/span><\/strong><br \/>\nGuardando la figura (da Skytonight) per il 12 mattina bisogna ricordare che la linea punteggiata&nbsp;serve ad individuare, per il giorno dell&#8217;osservazione, il punto del cielo (ossia la costellazione) dove puntare lo sguardo nella finestra oraria mattutina descritta, per vedere la cometa Nishimura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/GIANNETTI-TRINIDAD-d75a1f89-4f7a-47de-ba01-975ca12950de-1024x826.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GIANNETTI-TRINIDAD-d75a1f89-4f7a-47de-ba01-975ca12950de-1024x826.jpeg\"><br \/>\n<span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\nMarted\u00ec 12 settembre 2023<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Continua la navigazione verso Trinidad e Tobago con mare e vento di traverso sinistra, con onde di circa un metro.&nbsp;<br \/>\nSi sa i marinai sono curiosi e cercano di conoscere le particolarit\u00e0 dei posti che vivono. Nei Caraibi si pu\u00f2 incontrare un pesce decisamente strano, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Ogcocephalus nasutus<\/i><\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/GIANNETTI-PESCE-PIPISTRELLO-3c4ffde2-b12d-4d10-8531-03d7f31bbe59-1024x905.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GIANNETTI-PESCE-PIPISTRELLO-3c4ffde2-b12d-4d10-8531-03d7f31bbe59-1024x905.jpeg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una specie rara, nota come pesce pipistrello o pesce diavolo, che generalmente cammina con le sue pinne usandole come zampe, alla ricerca di granchi e altre prede; in caso di pericolo, pu\u00f2 per\u00f2 anche nuotare grazie alla loro coda. ll pesce pipistrello, in inglese, \u00e8 chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Shortnose batfish<\/span><\/strong> perch\u00e9 caratterizzato da una specie di corno che ha sulla testa. Chiss\u00e0 se qualche allievo, nuotando lungo le spiagge da sogno di Trinidad Tobago li potr\u00e0 incontrare. Per ora ci sono ancora tante miglia da percorrere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mercoled\u00ec 13 settembre 2023<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Il Vespucci continua la sua navigazione verso Trinidad e Tobago, e si trova a largo delle coste del Venezuela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/GIANNETTI-VENEZUELA-e3129a51-8f88-459d-aac7-6921e96537a0-1024x791.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GIANNETTI-VENEZUELA-e3129a51-8f88-459d-aac7-6921e96537a0-1024x791.jpeg\">Perch\u00e9 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Venezuela<\/span><\/strong> \u00e8 cos\u00ec chiamato? In realt\u00e0 ad Amerigo Vespucci non si deve soltanto il nome \u201cAmerica\u201d, ma anche il nome \u201cVenezuela\u201d. Nel 1499, in uno dei suoi viaggi nel nuovo continente, il navigatore fiorentino scopr\u00ec un insediamento lagunare con tipiche costruzioni sull\u2019acqua.<br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Giannetti-trinidad-e7b66cdd-52c7-48dd-9fc9-6006f0d0c696-1024x875.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Giannetti-trinidad-e7b66cdd-52c7-48dd-9fc9-6006f0d0c696-1024x875.jpeg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste palafitte, e pi\u00f9 in generale l\u2019intera Laguna di Maracaibo, ad Amerigo Vespucci ricordarono Venezia e la defin\u00ec <strong><span style=\"color: #008000;\">Veneziola\/Venezziola\/Venezuola<\/span><\/strong> (cio\u00e8 \u201cpiccola Venezia\u201d). Successivamente tutta la regione dove sorgeva questo villaggio assunse, per estensione, tale denominazione che fu poi trasformata in lingua spagnola in \u201cVenezuela\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gioved\u00ec 14 settembre 2023<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Navigazione verso <strong><span style=\"color: #008000;\">Port of Spain (Trinidad e Tobago)<\/span><\/strong>. Il comandante Bitta si sta chiedendo quale sia il nome e l&#8217;origine dei fregi e dell&#8217;arabesco, in legno dorato, che abbelliscono, rispettivamente, la prua e la poppa del Vespucci. Tutto deriva dal&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">corimbo<\/span><\/strong> che, nell\u2019antichit\u00e0, indicava l\u2019ornamento della prora e della poppa delle navi. La parola deriva dal latino <strong><span style=\"color: #008000;\">corimbus<\/span><\/strong> (frutti a grappolo, grappolo di bacche d\u2019edera) e dal greco \u03ba\u03cc\u03c1\u03c5\u03bc\u03b2\u03bf\u03c2 (sommit\u00e0, vertice), comune in botanica per indicare un&#8217;infiorescenza che si sviluppa orizzontalmente come per esempio nel sambuco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma esisteva anche l<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8216;aplustro<\/span><\/strong>, derivato dal latino <strong><em><span style=\"color: #008000;\">aplustre<\/span><\/em><\/strong>, con cui si indicava l&#8217;ornamento della poppa delle antiche navi greche e romane; era un simbolo diffuso anche per trofei navali ed \u00e8 rappresentato generalmente come un pennacchio a una o pi\u00f9 volute, oppure come un animale a collo ritorto. Si trovava in alto, sopra la poppa, era di legno, e in genere si curvava a ventaglio in modo simile alle penne di un uccello.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Venerd\u00ec 15 settembre 2023<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNavigazione verso Trinidad e Tobago.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ACCADDE OGGI<\/span><\/strong><br \/>\nIl 15 settembre 1494, circa due anni dopo la scoperta del nuovo continente, Cristoforo Colombo si imbatte per la prima volta in un uragano.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Giannetti-verso-trinidad-662495ed-ff15-40bb-a14c-d2f36dc7625e-1024x885.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Giannetti-verso-trinidad-662495ed-ff15-40bb-a14c-d2f36dc7625e-1024x885.jpeg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">HURAKAN !!!<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Cristoforo Colombo si trovava nelle vicinanze dell\u2019isola Catalina, da lui cos\u00ec chiamata in onore della figlia dei Re Cattolici, e dell\u2019isola Saona. Grazie al suo intuito e talento di navigatore, l\u2019ammiraglio si rese conto di uno strano comportamento degli animali marini e avvert\u00ec anche dei cambiamenti nell&#8217;atmosfera. In quel momento gli indiani Tainos, che portava con s\u00e9 come interpreti sul ponte di comando, improvvisamente si inginocchiarono davanti a lui spaventati, urlando: \u201churakan, hurakan\u201d e lo indirizzarono velocemente verso il canale che separa l\u2019isola Saona dalla terraferma, per ripararvisi.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Era la prima volta che un europeo sperimentava sulla propria pelle il significato terribile di quella parola di origine taina. Hurakan era il nome di una divinit\u00e0: il \u201cSignore dei venti\u201d e i tainos pronunciavano questa parola con timore e riverenza per la sua ira.&nbsp;<\/em><\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Al mattino del 16 settembre, le forti raffiche di vento, la pioggia battente e la furia del mare si riversarono sulle navi e il maltempo dur\u00f2 diversi giorni. Colombo si salv\u00f2 miracolosamente, ma questa esperienza, mai vista prima nella sua vita di marinaio, rimase profondamente impressa nella sua mente. Da quel giorno pronunci\u00f2 anche lui la parola Hurakan con lo stesso rispetto con cui lo facevano i Tainos.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Otto anni dopo, il 29 giugno 1502, nel suo quarto e ultimo viaggio, arriv\u00f2 nella citt\u00e0 di Santo Domingo al comando di una flotta di quattro navi. Colombo avvert\u00ec il governatore Nicolas de Ovando che si stava avvicinando un grande uragano e chiese permesso per ripararsi nel porto di Santo Domingo prima di continuare la sua rotta. Ovando gli neg\u00f2 questo permesso perch\u00e9 nella citt\u00e0 si trovavano i grandi nemici dell\u2019Ammiraglio, l\u2019ex governatore Francisco Bobadilla, che lo aveva fatto arrestare, e Francesco Roldan che aveva capeggiato la rivolta contro di lui. Costoro erano in procinto di imbarcarsi alla guida di una grande flotta di 32 navi diretta verso la Spagna. Colombo avvert\u00ec comunque Nicolas de Ovando di non lasciare partire la flotta perch\u00e9 sarebbe stata sorpresa dall&#8217;uragano in arrivo, ma i suoi nemici si beffarono di questo suo avvertimento e la grande flotta moll\u00f2 gli ormeggi con le stive delle navi piene zeppe di oro. Colombo invece condusse velocemente le sue navi verso Ovest per rifugiarsi nella baia di Puerto Hermoso presso Azua, mentre la grande flotta part\u00ec verso Est alla volta della Spagna e si imbatt\u00e9 nell\u2019uragano che la distrusse completamente. Nei giorni seguenti fu rasa al suolo anche la citt\u00e0 di Santo Domingo. In tutto si contarono 500 morti oltre alla perdita delle navi, dell\u2019oro e di molti importanti documenti storici.<\/em><\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>L\u2019Ammiraglio invece riusc\u00ec a partire dalla baia dove si era rifugiato, con le sue quattro navi intatte, continuando il suo viaggio verso le coste del Centro America e navigando, da quel giorno, riverente nelle rotte dove signoreggia Hurakan, il Signore dei Venti.<\/em><\/span><\/strong><br \/>\n(da Comitaliasantodomingo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sabato 16 settembre 2023<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nMentre il Vespucci prosegue in rotta verso Trinidad e Tobago, voglio ricordare cosa accadde il 16 settembre 1620 quando il Mayflower part\u00ec dal&nbsp;porto di Plymouth con a bordo un gruppo di Padri Pellegrini (Pilgrim Fathers) diretti verso le terre dell&#8217;America del Nord. Si trattava di un gruppo di cittadini inglesi di religione puritana che sono ancora oggi considerati i primi coloni del Nord America.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Mayflower era un galeone a tre alberi di circa 180 tonnellate con a bordo 102 persone, compresi donne e bambini, in fuga dall&#8217;Europa. Dopo una navigazione estenuante, i coloni approdarono nel nuovo continente in un luogo che la tradizione identifica con Plymouth Rock, il successivo 9 novembre 1620.<br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/GIANNETTI-MAYFLOWER-1024x927.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GIANNETTI-MAYFLOWER-1024x927.jpeg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una curiosit\u00e0<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNell&#8217;immagine di copertina della Domenica del Corriere, del 5 maggio 1957, mostra il Mayflower II, una riproduzione del Mayflower, partito da Plymouth due settimane prima, replicando, persino nei costumi e nelle condizioni dell&#8217;equipaggio dell&#8217;epoca, il viaggio originale attraverso l&#8217;Atlantico.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Domenica 17 settembre 2023<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Navigazione verso Port of Spain (Trinidad e Tobago)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A bordo di Nave Vespucci, per la prima volta, dopo la partenza da Genova per il Giro del Mondo, tutti gli orologi vengono spostati un&#8217;ora avanti anzich\u00e9 indietro. Questo si \u00e8 reso necessario perch\u00e9 la rotta del Vespucci in questa tratta \u00e8 diretta verso Est, quindi verso un Paese con l&#8217;ora standard pi\u00f9 avanzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/GIANNETI-ORA-DI-BORDOfac6e75a-6507-4407-bdd5-f708a26a1da6-1024x975.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GIANNETI-ORA-DI-BORDOfac6e75a-6507-4407-bdd5-f708a26a1da6-1024x975.jpeg\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;ora &#8220;NON VISSUTA&#8221;<\/span><\/strong><br \/>\nA bordo avverr\u00e0 quello che succede ogni anno nell&#8217;ultima domenica di marzo, quando si passa dall\u2019ora solare all\u2019ora estiva e le lancette degli orologi sono portate avanti di un&#8217;ora. Il cambio dell&#8217;ora viene annunciato all&#8217;equipaggio con un messaggio per interfono: un breve conteggio alla rovescia di pochi secondi con lo &#8220;stop orario&#8221;. Ne trarr\u00e0 un vantaggio il personale che si trover\u00e0 di guardia in quel momento che svolger\u00e0 il proprio turno per un&#8217;ora di meno (3 anzich\u00e9 4!). Ma eccoci in prossimit\u00e0 di Trinidad e Tobago dove ormeggeremo stamattina.&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Paolo Giannetti<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>in anteprima <a class=\"x1i10hfl xjbqb8w x6umtig x1b1mbwd xaqea5y xav7gou x9f619 x1ypdohk xt0psk2 xe8uvvx xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xt0b8zv x1qq9wsj xo1l8bm\" tabindex=\"0\" role=\"link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/hashtag\/navevespucci?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZUzcIMnjI3H-kZrd7UKv1PhLrhvwsd6jwUD8NNL_4jmSEn3F9F4eSiBji6p6zpUFxKzwXkYuzkehigHi5LLYFEW-MeS-YyQZbLPtMMY0B_9myLeExKVdFHR_AGXfQ2sT3MT9FXwL2ITfYq2-UDhGEt5GwHyCVaAPNPtIsPrWwduewyY1OO4bNAQQ9VtclLWmGs&amp;__cft__[1]=AZUzcIMnjI3H-kZrd7UKv1PhLrhvwsd6jwUD8NNL_4jmSEn3F9F4eSiBji6p6zpUFxKzwXkYuzkehigHi5LLYFEW-MeS-YyQZbLPtMMY0B_9myLeExKVdFHR_AGXfQ2sT3MT9FXwL2ITfYq2-UDhGEt5GwHyCVaAPNPtIsPrWwduewyY1OO4bNAQQ9VtclLWmGs&amp;__tn__=*NK-R]-R\">#NaveVespucci<\/a> saluta Cartagena de Indias. Ora attraverser\u00e0 il Mar dei Caraibi verso Est per raggiungere nuovamente l&#8217;Oceano Atlantico e continuare il suo giro del mondo &#8211;&nbsp; credit Marina Militare italiana<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: NAVIGAZIONE PERIODO: XXI SECOLO AREA: MAR DEI CARAIBI parole chiave: Vespucci . Domenica 10 settembre 2023 Ultime ore in porto a Cartagena de Indias per Nave Vespucci. 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