{"id":97366,"date":"2023-09-04T00:01:01","date_gmt":"2023-09-03T22:01:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=97366"},"modified":"2023-09-04T07:13:48","modified_gmt":"2023-09-04T05:13:48","slug":"le-implicazioni-economiche-nel-settore-spaziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/97366","title":{"rendered":"Le implicazioni economiche nel settore spaziale"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: ANALISI<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Futuro, spazio, investimenti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 4 ottobre 1957, con il lancio dello Sputnik ad opera dell\u2019Unione Sovietica, abbiamo cominciato a guardare allo spazio con occhio nuovo. Ci\u00f2 che fino ad allora era immaginato come incontrastato ambito del divino divent\u00f2 improvvisamente pi\u00f9 umano. Gli &#8220;Umani&#8221;, per scopi terrestri, avevano iniziato una competizione che non era solo scientifica ma anche (o soprattutto?) economica e geopolitica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una gara che il 12 aprile 1961 vide il primo volo orbitale con un essere umano a bordo, il russo <strong><span style=\"color: #008000;\">Yurij Gagarin<\/span><\/strong>, che spost\u00f2 il paletto dei <em>record<\/em> un p\u00f2 pi\u00f9 in l\u00e0. Ci\u00f2 port\u00f2 nello spazio quell\u2019accesa rivalit\u00e0 che sulla Terra stava dando vita alla Guerra Fredda. La risposta statunitense giunse il 21 luglio 1969, quando un ex-pilota della U.S. Navy, <strong><span style=\"color: #008000;\">Neil Alden Armstrong<\/span><\/strong>, fece i primi passi sulla Luna insieme a Buzz Aldrin. Si trattava, come disse Armstrong, di <em>\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 un piccolo passo per l\u2019Uomo ma di un gigantesco balzo per l\u2019Umanit\u00e0\u2026<\/span><\/strong>\u201d<\/em>. Per la prima volta un umano era arrivato su un altro corpo celeste.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/SPAZIO-NASA-LUNA-Aldrin_Apollo_11.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 SPAZIO-NASA-LUNA-Aldrin_Apollo_11.jpg\" width=\"640\" height=\"640\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La celebre foto dell&#8217;astronauta Buzz Aldrin sulla Luna, scattata da Neil Armstrong &#8211; NASA<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Aldrin_Apollo_11.jpg\">Aldrin Apollo 11.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la storia ci insegna che, al di l\u00e0 della curiosit\u00e0 scientifica, l\u2019esplorazione e la colonizzazione sono sempre state accompagnate dalla militarizzazione e dallo sfruttamento economico dei territori conquistati. E la nuova frontiera extra-atmosferica non sfugge a questa regola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Luna, per esempio, sta tornando prepotentemente all\u2019attenzione degli addetti ai lavori non solo per le sue vere o presunte risorse naturali e materie prime, ma anche quale&nbsp;elemento fondamentale per il controllo del nostro pianeta e trampolino di lancio verso il cosmo. La competizione per assicurarsi il dominio dello spazio \u00e8, quindi, ripartita sottolineandone la valenza scientifica ma anche le implicazioni economiche, geopolitiche e securitarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Implicazioni economiche<\/span><br \/>\n<\/strong>Le tecnologie spaziali, pur essendo intrinsecamente&nbsp;<em>dual-use<\/em>, sono strettamente legate all\u2019industria della difesa. Lo spazio, quindi, non \u00e8 rilevante solo sotto il profilo securitario e geopolitico, ma riveste anche una crescente e significativa importanza economica. Lo hanno ben compreso Francia e Germania, con la prima che \u201clucra\u201d economicamente e politicamente con la base di lancio di Kourou, nella Guyana francese, messa a disposizione per le attivit\u00e0 dell\u2019ESA, la cui sede \u00e8 peraltro a Parigi, e la seconda che ha acquisito potere contrattuale sulla materia con&nbsp;<em>l<\/em><em>&#8216;<strong><span style=\"color: #008000;\">European Space Operations Centre<\/span><\/strong><\/em><strong><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;(ESOC)<\/span><\/strong> di Darmstadt, dal quale segue e controlla i satelliti europei in orbita.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per sottolineare le opportunit\u00e0 economiche correlate allo spazio sono chiarificatrici le cifre associate alle prossime attivit\u00e0 spaziali europee, cos\u00ec come individuate dal&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Council Meeting at Ministerial Level<\/em>&nbsp;(MC22) dell\u2019<em>European Space Agency<\/em>&nbsp;(ESA)<\/span><\/strong>, tenutosi a Parigi nei giorni 22 e 23 novembre 2022.&nbsp;I fondi complessivamente disponibili per le attivit\u00e0 dell\u2019ESA&nbsp;per i prossimi cinque anni sono pari a 16,9 miliardi di USD, e saranno cos\u00ec suddivisi:<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">3,19 miliardi per il programma scientifico (pari al 19% del totale)<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">2,8 miliardi per il trasporto spaziale (17%)<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">2,7 miliardi per l\u2019osservazione della Terra (16%)<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">2,7 miliardi per l\u2019esplorazione umana e robotica (16%)<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">1,9 miliardi per le telecomunicazioni e applicazioni integrate (11%)<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">1,6 miliardi per le attivit\u00e0 di base (10%)<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">731 milioni per la sicurezza spaziale (4%)<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">542 milioni per la tecnologia (3%)<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">351 milioni per la navigazione (2%)<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">118 milioni per la commercializzazione (1%)<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">237 milioni per PRODEX, il <em>PROgramme de D\u00e9veloppement d&#8217;Exp\u00e9riences scientifiques<\/em>&nbsp;(1%)<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi la geografia dello spazio somiglia sempre pi\u00f9 ad un\u2019estensione di quella terrestre, sottraendo romanticismo al cosmo ma consentendo di catalizzare enormi finanziamenti, indispensabili per l\u2019esplorazione. \u00c8 sempre stato cos\u00ec, la conoscenza aumenta se si hanno fondi a sufficienza per finanziare la ricerca e l\u2019esplorazione.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Non sono soldi buttati<br \/>\n<\/span><\/strong>Bisogna comprendere che investire nello spazio significa anche migliorare la nostra vita sulla Terra. Dalle esperienze in condizioni di microgravit\u00e0, per esempio, sono derivate innovazioni in campo medico come cure per l\u2019osteoporosi o protesi per disabili, ma anche novit\u00e0 che hanno migliorato la vita quotidiana, come la protezione contro i raggi UV e il \u201c<em>memory<\/em>&nbsp;<em>foam<\/em>\u201d, creato dalla NASA negli anni \u201970 \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"> \u2026 per attutire il decollo e per supportare gli astronauti durante i viaggi spaziali<\/span> <\/strong>\u2026\u201d <a id=\"sdendnote1anc\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/mondo-militare\/spazio-geopolitica-economia-e-difesa#sdendnote1sym\" name=\"sdendnote1anc\"><sup>i<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale ambito vanno sottolineate le opportunit\u00e0 tecnologiche ed economiche offerte all\u2019Italia dalle questioni spaziali in generale e dall\u2019autonomia spaziale in particolare. L\u2019argomento \u00e8 molto importante sia in chiave industriale che sotto il profilo della proiezione di immagine internazionale del nostro paese che, in definitiva, significa maggiore potere contrattuale sul mercato&nbsp;(leggi&nbsp;articolo \u201c<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/news-forze-armate\/spazio\/spazio-la-nuova-frontiera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Spazio, la nuova frontiera<\/a>\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">La qualificata partecipazione a iniziative multinazionali o, meglio, l\u2019accesso diretto allo spazio da parte del nostro paese avrebbe indubbia valenza strategica e geopolitica nello scenario internazionale e consentirebbe una&nbsp;serie di ricadute dirette e indirette per le aziende del settore e per i territori di appartenenza. Ricadute di tipo diretto per il comparto coinvolto, per esempio, nella costruzione dei lanciatori e di tipo indiretto per la filiera che realizza le infrastrutture spaziali (<em>upstream<\/em>) e le operazioni connesse al lancio.<\/p>\n<p align=\"justify\">La filiera nazionale, come \u00e8 noto, grazie alle competenze sviluppate negli anni&nbsp;\u00e8 in grado di sviluppare e realizzare tutte le principali componenti del settore spaziale che includono i lanciatori, la realizzazione dei satelliti completi e relativi&nbsp;<em>payloads<\/em>, la gestione dei satelliti in orbita e la fornitura dei servizi correlati (<em>downstream<\/em>). Le aziende impegnate nella costruzione dei vettori, potranno quindi trovare nella partecipazione a importanti iniziative multilaterali un impulso alle loro attivit\u00e0 di commercializzazione fornendo un&nbsp;servizio completo a prezzi competitivi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Da non trascurare anche la ricaduta sulle aziende che stanno gi\u00e0 realizzando i&nbsp;<em>dispenser<\/em>&nbsp;per il lancio multiplo di piccoli satelliti che, con l\u2019avvento di decine di nuove costellazioni (ne sono finanziate pi\u00f9 di 150 a livello mondiale con la previsione di oltre 37.000 satelliti da lanciare), costituiscono il principale&nbsp;<em>trend<\/em>&nbsp;del futuro. Alcune&nbsp;<em>start up<\/em>&nbsp;nazionali si stanno, inoltre, specializzando nella vendita di servizi di lancio, rivendendo, soprattutto ai clienti che hanno piccoli volumi (quali gli enti scientifici e le Universit\u00e0, oppure altre&nbsp;<em>start up<\/em>&nbsp;del settore), opportunit\u00e0 di lancio congiunte su vettori internazionali.&nbsp;Anche per loro la disponibilit\u00e0 di un eventuale sistema autonomo italiano potrebbe aumentare l\u2019offerta e allargare il portafoglio clienti.&nbsp;Per i costruttori di satelliti, questa opportunit\u00e0 costituir\u00e0 la disponibilit\u00e0 di maggiore offerta di servizi di lancio che, promettendo di avvenire dal territorio nazionale,&nbsp;semplificher\u00e0 anche le procedure di esportazione e auspicabilmente una riduzione del costo dei servizi di lancio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/SPAZIO-LUNA-As_ISRO_sends_Space_mission_to_the_Moon_these_people_already_own_plots_there.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 SPAZIO-LUNA-As_ISRO_sends_Space_mission_to_the_Moon_these_people_already_own_plots_there.jpg\" width=\"640\" height=\"427\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la luna sta diventando una nuova frontiera per l&#8217;Umanit\u00e0<br \/>\n<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:As_ISRO_sends_Space_mission_to_the_Moon,_these_people_already_own_plots_there.jpg\">As ISRO &#8230;jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Per comprendere cosa c\u2019\u00e8 in gioco basti pensare, per esempio, che la costellazione italiana di osservazione della terra \u201cIRIDE\u201d, finanziata con i fondi del PNRR, in mancanza di un\u2019idonea e autonoma piattaforma di lancio nazionale,&nbsp;dovr\u00e0 essere lanciata dall\u2019estero portando risorse economiche all\u2019indotto dei paesi ospitanti&nbsp;(nel caso specifico alla Francia, che gestisce la base di Kourou in Guyana). I primi contratti tra l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ESA<\/span><\/strong> e le industrie <strong><span style=\"color: #008000;\">Argotec e OHB Italia<\/span><\/strong>, per lo sviluppo di due componenti della costellazione \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">IRIDE<\/span><\/strong>\u201d, sono stati firmati lo scorso 3 dicembre 2022 alla Fiera di Roma, durante l\u2019annuale appuntamento denominato&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>New Space Economy European Expoforum<\/em><\/span><\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Da non dimenticare anche la ricaduta per le aziende che si occupano delle operazioni di comando e controllo durante le fasi di lancio e di&nbsp;<em>commissioning.&nbsp;<\/em>Il nostro Paese \u00e8 l\u2019unico paese UE, insieme alla Francia, ad avere competenze avanzate in tutta la filiera spaziale: dai lanciatori, ai satelliti, agli strumenti scientifici, al controllo delle operazioni, al trattamento dati. Sia noi che la Francia potremmo, quindi, avere un ruolo da protagonista. Tuttavia, la nota volont\u00e0 egemonica francese e il tentativo di proporsi come unico interlocutore europeo nel settore fanno s\u00ec che Parigi sia anche il principale <em>competitor<\/em>&nbsp;dell\u2019Italia in questo campo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Renato Scarfi<\/strong><\/span><\/p>\n<p>pubblicato originariamente su DIFESAONLINE<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/mondo-militare\/spazio-geopolitica-economia-e-difesa\">Spazio: Geopolitica, Economia e Difesa &#8211; Difesa Online<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella foto in anteprima, <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">l&#8217;astronauta dell&#8217;Agenzia spaziale europea <strong><span style=\"color: #008000;\">Luca Parmitano<\/span><\/strong>, ingegnere di volo della Expedition 36, nella tuta spaziale Extravehicular Mobility Unit (EMU), si prepara ad uscire dalla camera di equilibrio <strong><span style=\"color: #008000;\">Quest<\/span><\/strong> della Stazione Spaziale Internazionale per iniziare una sessione di attivit\u00e0 extraveicolare (EVA) insieme all&#8217;astronauta della NASA Chris Cassidy &#8211; credito <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">NASA &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:ISS-36_EVA-2_g_Luca_Parmitano_leaves_the_Quest_airlock.jpg\">ISS-36 EVA-2 g Luca Parmitano leaves the Quest airlock.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<div id=\"sdendnote1\">\n<p><sub><sup><a id=\"sdendnote1sym\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/mondo-militare\/spazio-geopolitica-economia-e-difesa#sdendnote1anc\" name=\"sdendnote1sym\">i<\/a><\/sup>&nbsp;Paola Giorgini<em>, Ricadute della ricerca spaziale<\/em>, su Rivista Coelum<\/sub><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote2\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: ANALISI parole chiave: Futuro, spazio, investimenti &nbsp; Il 4 ottobre 1957, con il lancio dello Sputnik ad opera dell\u2019Unione Sovietica, abbiamo cominciato a guardare allo spazio con occhio nuovo. 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