{"id":96834,"date":"2023-09-07T00:01:37","date_gmt":"2023-09-06T22:01:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=96834"},"modified":"2026-06-07T18:02:25","modified_gmt":"2026-06-07T16:02:25","slug":"le-risorse-lignee-per-la-cantieristica-navale-nel-mediterraneo-antico-parte-ii-di-chiara-rossi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96834","title":{"rendered":"Le risorse lignee per la cantieristica navale nel Mediterraneo antico &#8211; parte II di Chiara Rossi"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: ANTICO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: legno, imbarcazioni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La penisola italica e le isole prospicenti avevano una ricca copertura boschiva; i tiranni Dionisio I e Ierone di Siracusa si procurarono molto legname dalla zona dell\u2019Etna e dalla penisola calabra per la costruzione delle loro flotte. La prima flotta romana, venne costruita durante la Prima Guerra Punica utilizzando principalmente legname di pino e abete proveniente dai territori del Lazio, dell\u2019Etruria e dell\u2019Umbria, solcati dal fiume Tevere, lungo il quale vennero trasportati i tronchi. Nonostante la ricchezza boschiva della penisola, parallelamente all\u2019espansione romana ebbero inizio le importazioni di legname dai territori conquistati, soprattutto dal Mar Nero e dal Caucaso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/ARCHEOLOGIA-EGITTO-Ship-building_1878_-_TIMEA.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ARCHEOLOGIA-EGITTO-Ship-building_1878_-_TIMEA.jpg\" width=\"539\" height=\"191\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">carpentieri egizi lavorano su uno scafo &#8211; Fonte\u00a0 Travellers in the Middle East Archive (TIMEA) da Ebers, Georg. &#8220;Egitto: descrittivo, storico e pittoresco&#8221;. Volume 1. Cassell &amp; Company, Limited: New York, 1878. p 162.<\/span> <a href=\"https:\/\/fi.wikipedia.org\/wiki\/Tekniikan_historia\">Tekniikan historia \u2013 Wikipedia<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le conquiste della Macedonia, nel 167 a.C., e della Cilicia, nel 103 a.C., offrirono accesso illimitato di forniture per la flotta, che durante la pace augustea era divenuta stanziale nel Mediterraneo. Una parte della Cilicia verr\u00e0 donata da Marco Antonio a Cleopatra, poich\u00e9 ricca di boschi di cedro, col fine di realizzare una nuova e imponente flotta egiziana,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cesare<\/span><\/strong>, nel 56 a.C., durante le sue campagne in Gallia descrive l\u2019uso della quercia come risorsa unica lignea per la costruzione navale, poich\u00e9 per affrontare il mare esterno i Galli avevano bisogno di navi e attrezzature molto pi\u00f9 solide rispetto alle veloci ma pi\u00f9 leggere navi che solcavano il Mediterraneo. Risulta difficile trovare informazioni sui quantitativi e sui costi di produzione di una nave almeno fino all\u2019epoca medievale. Dalla lettura delle fonti classiche, principalmente di tipo storico-militare, ci rendiamo conto che la costruzione e il mantenimento di una flotta richiedeva un notevole sforzo economico. Gli unici dati dispesa finora noti provengono da poche fonti e molto distanti nel tempo, per cui bisogna tenere in considerazione le variazioni del valore monetario. Nel descrivere la grandiosit\u00e0 della nave che Caligola impieg\u00f2 per il trasporto del grande obelisco per il circo del Vaticano, Plinio dice che per coprire la circonferenza del suo albero si necessitavano quattro uomini. Inoltre, l\u2019autore latino riporta che normalmente i tronchi per la costruzione delle navi costavano 40.000 sesterzi, mentre il prezzo degli alberi perla velatura era pari a 80.000 sesterzi. Con questo paragone, egli vuole suggerire quale sia stato l\u2019esborso finanziario per la maestosa imbarcazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risalente al III secolo d.C. \u00e8 l\u2019editto dei prezzi di Diocleziano, nel quale \u00e8 presente un capitolo dedicato al legno per costruzione, citato come materia. Il prezzo era fissato in base all\u2019altezza e alla grossezza del tronco e alcune essenze erano pi\u00f9 care di altre, come l\u2019abete e il pino. Anche il costo del trasporto variava a seconda del tipo di vettore, cos\u00ec come la paga giornaliera della manodopera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso modo, in et\u00e0 tardoantica le fonti ci offrono spunti sulle risorse forestali utilizzate nella cantieristica navale, descrivendo il suolo italico come ricchissimo di legname, al punto di poterlo esportare. All\u2019inizio del VI secolo d.C., Teodorico ordin\u00f2 la costruzione di mille dromoni come potenziamento della flotta; il legno sarebbe stato reperito da ogni parte dell\u2019impero e tramite fluitazione fluviale avrebbe raggiunto Ravenna. A tal fine ordin\u00f2 la rimozione di qualunque ostacolo che avrebbe potuto impedire la fluitazione. Voltando per un momento l\u2019attenzione ad un ambito storico-geografico distante da quello mediterraneo, ritengo sia utile fare un accenno sulla carpenteria e approvvigionamento ligneo vichinghi. Grazie al ritrovamento di diverse imbarcazioni vichinghe di vari periodi storici, gli studiosi sono riusciti a ricostruire la loro evoluzione costruttiva e tecnologica. <strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019analisi dendrocronologica e silotomica ha evidenziato l\u2019uso principale di legno di quercia per la costruzione della maggior parte delle navi. Il problema che \u00e8 sorto \u00e8 la quasi scomparsa di questa essenza in et\u00e0 moderna.<\/span><\/strong><\/p>\n<figure style=\"width: 589px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/onde09_nave-nemi-1024x576.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 onde09_nave-nemi-1024x576.jpg\" width=\"589\" height=\"331\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">una delle navi di Nemi<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Crumlin-Pedersen per la costruzione di una nave lunga 20-25 m sarebbero dovuti servire 50-58 metri cubi di legno di quercia, per un totale di 11 tronchi, cui si aggiunge un tronco ulteriore lungo almeno 15-18 m per la realizzazione della chiglia. L\u2019ipotesi attuale \u00e8 che la scarsa disponibilit\u00e0 degli alberi di quercia sia la conseguenza del disboscamento attuato a partire da quest\u2019epoca. Naturalmente anche altre essenze erano utilizzate: il legno di pino era adoperato per la realizzazione dei timoni e dell\u2019albero. I carpentieri navali vichinghi erano grandi costruttori e l\u2019approvvigionamento ligneo era una delle loro principali preoccupazioni. Nel momento in cui verosimilmente le risorse locali iniziarono a scarseggiare, intrapresero l\u2019attivit\u00e0 di importazione dai territori baltici e irlandesi, come si \u00e8 evinto da alcuni relitti: la Skuldelev 2, ritrovata su suolo danese, venne costruita con quercia di origine irlandese, dove insisteva un insediamento vichingo a Dublino, molto importante per i traffici commerciali coi paesi nordici. Ora la domanda da porsi \u00e8: \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Questa nave fu costruita a Dublino o il legno venne trasportato fino a Skuldelev per essere lavorato?<\/span><\/strong>\u201d<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/ARCHEO-VICHINGHI-NAVI-Skuldelev_II.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ARCHEO-VICHINGHI-NAVI-Skuldelev_II.jpg\" width=\"581\" height=\"465\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ricostruzione della Skuldelev II: una nave da guerra dell&#8217;era vichinga trovata nel fiordo di Roskilde vicino a Skuldelev &#8211; Fonte e autore foto Casiopeia\u00a0<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Skuldelev_II.jpg\">Skuldelev II.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo discorso riguardante l\u2019approvvigionamento ligneo vuole essere un preambolo necessario per inquadrare alcuni aspetti che nell\u2019industria navale tendono a essere comuni in societ\u00e0 legate fortemente al mondo marittimo, ma che storicamente e geograficamente sono molto distanti tra loro. Il primo dato che emerge in maniera preponderante dalla lettura delle fonti \u00e8 la ricerca di territori ricchi di risorse boschive che potessero offrire all\u2019occorrenza grandi quantitativi di materia prima fondamentale per la cantieristica navale antica; non solo legname, ma anche fibre vegetali per le attrezzature di bordo e pece per la calafatatura. Se le risorse locali non erano in grado di soddisfare la domanda, o si affacciavano periodi di carenza, due erano le soluzioni: instaurare attivit\u00e0 di scambio grazie a relazioni diplomatiche ed economiche, oppure attuare una politica di conquista. Sempre dalle fonti comprendiamo che non tutti i legnami erano adatti alla costruzione navale, per cui secondo la disponibilit\u00e0 del legname, la tradizione costruttiva, il livello tecnologico raggiunto dal costruttore e la funzione di uso, possiamo trovare natanti di diversa tipologia e con qualit\u00e0 costruttive diverse. Questo perch\u00e9 il costo economico per la realizzazione di una nave, e di una flotta intera, era enorme. Non bisogna meravigliarsi che nel mondo antico fosse cos\u00ec ampiamente diffusala pratica del riciclo o reimpiego anche di navi intere o di singole parti in diversi contesti culturali.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Chiara Rossi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019articolo \u00e8 stato estratto dalla tesi \u201c<em>Il reimpiego navale nell\u2019antichit\u00e0<\/em>\u201d della dottoressa Chiara Rossi, Universit\u00e0 di Sassari, Dipartimento di Storia, Scienze dell\u2019Uomo e della Formazione, School of specialization of University of Pisa, Archeology<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Riferimento<\/span><\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/30229016\/Il_reimpiego_navale_nellantichit%C3%A0\">https:\/\/www.academia.edu\/30229016\/Il_reimpiego_navale_nellantichit%C3%A0<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96832\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96834\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . 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