{"id":96832,"date":"2023-08-31T00:01:34","date_gmt":"2023-08-30T22:01:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=96832"},"modified":"2026-02-25T18:45:53","modified_gmt":"2026-02-25T17:45:53","slug":"le-risorse-lignee-per-la-cantieristica-navale-nel-mediterraneo-antico-parte-i-di-chiara-rossi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96832","title":{"rendered":"Le risorse lignee per la cantieristica navale nel Mediterraneo antico &#8211; parte I di Chiara Rossi"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: ANTICO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: legno, imbarcazioni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019imbarcazione \u00e8 un\u2019architettura in movimento, composta di diversi elementi tra loro assemblati in maniera coerente, funzionale ad un determinato scopo e su cui vive una microsociet\u00e0 formata da chi vi lavora. Il costruttore, nella fase di progettazione e di realizzazione, doveva considerare con attenzione diversi fattori: la funzione per cui l\u2019imbarcazione era creata, le risorse finanziarie del committente, la disponibilit\u00e0 di materie prime e il livello tecnologico raggiunto dallo stesso carpentiere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo motivo ritengo che ogni studio di archeologia navale, soprattutto se indirizzato verso la comprensione di un reimpiego e che si serve degli stessi relitti come fonte di partenza, abbia bisogno di analizzare il quadro delle risorse sfruttate.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/ARCHEOLOGIA-ROMA-LEGNO-Spanzaag_van_zilverspar_en_walnoot_-_DMN1_De_Meern_1_-_60023351_-_RCE.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ARCHEOLOGIA-ROMA-LEGNO-Spanzaag_van_zilverspar_en_walnoot_-_DMN1_De_Meern_1_-_60023351_-_RCE.jpg\" width=\"640\" height=\"427\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sega ad arco con corde tese del 148 d.C. circa, trovata nei Paesi Bassi nel relitto di una nave romana ora nota come &#8220;De Meern 1&#8221;. I legni usati nella sega sono di abete e di noce &#8211; autore&nbsp; non noto <\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Spanzaag_van_zilverspar_en_walnoot_-_DMN1_De_Meern_1_-_60023351_-_RCE.jpg\">Spanzaag van zilverspar en walnoot &#8211; DMN1 De Meern 1 &#8211; 60023351 &#8211; RCE.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Mediterraneo antico il legno era la principale materia prima utilizzata non solo per la costruzione navale, ma anche per la cantieristica edile, per la produzione di manufatti e per la combustione. Di conseguenza, era una risorsa estremamente preziosa e il controllo di ampi territori boschivi offriva una posizione di vantaggio da un punto divista politico e commerciale. Lo studio dell\u2019approvvigionamento e della distribuzione del legname nell\u2019evo antico \u00e8 alquanto problematico, a causa della scarsa documentazione archeologica conservata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggigiorno, la combinazione degli studi di ambito storico, archeologico e scientifico ha in parte reso possibile la comprensione del rapporto tra le diverse societ\u00e0 antiche con l\u2019ambiente, della capacit\u00e0 organizzativa nell\u2019ambito dell\u2019approvvigionamento ligneo in &nbsp;&nbsp;rapporto alla cantieristica navale<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/nemi-museo-2-1024x677.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 nemi-museo-2-1024x677.jpg\" width=\"1024\" height=\"677\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">struttura lignea di una delle navi di Nemi &#8211; photo credit @ andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli studi di Meiggs a proposito del rapporto dell\u2019uomo con le foreste nel Mediterraneo antico e quelli di Rival sulla carpenteria navale antica, specificatamente di et\u00e0 classica, sono le basi per una ricerca di questo tipo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Non tutte le specie legnose erano adatte alla costruzione navale e sono gli stessi autori antichi a riferirlo; Teofrasto, Vitruvio e Plinio nei loro trattati sulla botanica e sulla sua applicazione in ambito costruttivo dimostrano di avere un\u2019ampia conoscenza tecnica a riguardo, anche se, su alcuni utilizzi tendono a contraddirsi.<\/span><\/strong> Per questi autori, i migliori legnami per la costruzione navale erano l\u2019Abete (Abies), il Pino (Pinus) e il Cedro (Cedrus Libani): il primo e il secondo erano specie diffuse in tutto il bacino mediterraneo, soprattutto in Macedonia, Tracia e Italia. Essendo caratterizzate da un tronco dritto, molto alto, leggero, flessibile e facilmente lavorabile, ma abbastanza resistente in ambiente umido, erano quelle maggiormente impiegate nella realizzazione delle flotte militari. Evidenze archeologiche mostrano un uso dell\u2019abete per i corsi di fasciame, mentre il pino era adottato per gli elementi interni dello scafo. Il cedro del Libano, apprezzato gi\u00e0 nelle fonti pi\u00f9 antiche per le sue caratteristiche di lunghezza e resistenza, cresceva lungo il litorale del Mediterraneo orientale. Molte altre specie erano impiegate nella carpenteria navale come la quercia, l\u2019ontano, ecc., e il loro maggior o minor utilizzo dipendeva principalmente dalla disponibilit\u00e0 e dalle relative qualit\u00e0 fisico-meccaniche. La morfologia degli alberi e la loro accessibilit\u00e0 erano un fattore importante nella scelta del materiale; secondo Guibal e Pomey, per la realizzazione dello scafo il grado di omogeneit\u00e0 nell\u2019uso di una specie legnosa sarebbe la dimostrazione di un\u2019alta qualit\u00e0 costruttiva e la presenza d\u2019altri materiali legnosi si pu\u00f2 giustificare generalmente come una riparazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I legni dritti erano scelti per confezionare la chiglia, corsi di fasciame, elementi per la copertura del ponte, ovvero tutti i componenti della struttura longitudinale. Quelli che presentavano una leggera e regolare curvatura erano sfruttati per le membrature interne trasversali, come ordinate. Infine i legni con curvature brusche spesso erano utili per fasciame o ordinate prossime alla prua o alla poppa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ancora-navi-nemi-1024x712.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ancora-navi-nemi-1024x712.jpg\" width=\"1024\" height=\"712\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> una delle ancore delle navi di Nemi &#8211; photo credit&nbsp; @andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le stesse fonti descrivono i tempi e i metodi di preparazione di questo materiale che giungeva ancora grezzo al cantiere navale. Gli alberi scelti, a seconda che si trattasse di conifere o specie decidue, dovevano obbligatoriamente essere tagliati entro determinati periodi. In generale, le fonti concordano che per le conifere il periodo di taglio doveva avvenire tra la primavera e l\u2019inizio dell\u2019autunno, mentre per le decidue sarebbe stato opportuno il taglio in novembre; solo la quercia aveva un periodo di taglio pi\u00f9 dilatato fino all\u2019inverno. Tra il 24 giugno e l\u20198 agosto il taglio era assolutamente proibito. I tronchi scelti in base alla maturazione, alla lunghezza, alla morfologia, ricevevano un\u2019iniziale lavorazione di preparazione o venivano lasciati seccare, poich\u00e9 l\u2019uso di legni ancora verdi avrebbe ridotto la qualit\u00e0 dello scafo. Dalla lettura delle fonti letterarie e documentarie si evince come la talassocrazia dipendesse dall\u2019accesso alle risorse lignee, di conseguenza queste erano direttamente controllate dal potere centrale ed erano oggetto di relazioni commerciali e diplomatiche. Il Nilo, che rese celebre l\u2019Egitto per la terra fertile grazie alla sua azione benefica, rendeva difficile la crescita di piante ad alto fusto utili alla grande cantieristica navale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/ARCHEOLOGIA-ACQUISTO-LEGNO-PER-NAVE-Sumerian_Cuneifurm_Tablet._Wellcome_M0005812-634x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ARCHEOLOGIA-ACQUISTO-LEGNO-PER-NAVE-Sumerian_Cuneifurm_Tablet._Wellcome_M0005812-634x1024.jpg\" width=\"634\" height=\"1024\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un eccezionale documento, una tavoletta sumerica scritta con caratteri cuneiformi che riguarda una partita di legno di cedro della Siria settentrionale (evidentemente importato dal Libano) da utilizzare nella costruzione di navi. Data: &#8220;anno dopo che la terra di Urbillu fu devastata&#8221;, cio\u00e8 49\u00b0 anno del re Shulgi, III dinastia di Ur=2227 a.C. <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Sumerian_Cuneifurm_Tablet._Wellcome_M0005812.jpg\">Sumerian Cuneifurm Tablet. Wellcome M0005812.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo motivo, gi\u00e0 durante l\u2019Antico Regno e, a seguire, per tutto il Medio e Nuovo Regno, il legname da costruzione era importato in grandi quantit\u00e0 dal Vicino Oriente e da Cipro, come testimoniano la Pietra di Palermo, i rilievi della tomba di Khnumhotep I a Beni Hassan e diverse opere letterarie come il viaggio di Wenamon e l\u2019inno al Nilo, e sono confermati dalla documentazione archeologica navale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Grecia era un territorio ricco di boschi di latifoglie che con il passare del tempo si ridussero e vennero sostituiti da ulivi, noci, piante arbustive che inquadravano le valli coltivate a cereali, mentre a quote pi\u00f9 elevate si estendevano boschi di pini e cipressi. Lo sfruttamento incontrollato delle risorse minerarie e legnose provoc\u00f2, dal VII secolo a.C., un grave e vasto disboscamento, ma fu soprattutto alla fine del V secolo a.C. che si ebbe un incremento della domanda di legname dovuta alla politica militare-marittima ateniese. Dagli inventari dell\u2019arsenale del Pireo apprendiamo che la richiesta di legname aument\u00f2 di pari passo all\u2019ascesa di Atene e nel momento in cui le risorse locali non furono pi\u00f9 sufficienti a soddisfare tale richiesta, fu necessario importarlo dai territori della Macedonia attraverso relazioni diplomatico-commerciali, e dalla Tracia, dove nel 437\/6 a.C. fu fondata la colonia di Anfipoli, presso il fiume Strimone. La crisi del potere navale ateniese durante la guerra del Peloponneso ebbe inizio nel momento in cui non si era pi\u00f9 in grado di garantire le forniture alla flotta a causa delle ristrettezze economiche e della perdita dell\u2019accesso alle risorse. Per questo motivo, si inizi\u00f2 ad importare e ad accumulare legname proveniente dal sud della penisola italica. Gli stessi Spartani attuarono una strategia di intercettazione di questi rifornimenti al fine di indebolire la flotta ateniese.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Fine I parte &#8211; continua<br \/>\n<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Chiara Rossi<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonte<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/30229016\/Il_reimpiego_navale_nellantichit%C3%A0?email_work_card=title\">Il reimpiego navale nell&#8217;antichit\u00e0 | Chiara Rossi &#8211; Academia.edu<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96832\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96834\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . 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