{"id":96584,"date":"2023-08-08T00:02:07","date_gmt":"2023-08-07T22:02:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=96584"},"modified":"2026-03-22T18:41:12","modified_gmt":"2026-03-22T17:41:12","slug":"ecco-magura-v5-sara-un-nuovo-incubo-per-la-flotta-russa-del-mar-nero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96584","title":{"rendered":"Ecco MAGURA V5. Sar\u00e0 un nuovo incubo per la flotta russa del mar Nero?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: white;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: green;\">ARGOMENTO: MARINE MILITARI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: green;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: green;\">AREA: MAR NERO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: mezzi&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una vecchia idea tornata in auge: i barchini esplosivi<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel 1938 vennero realizzati dalla Regia Marina italiana dei minuscoli motoscafi a fondo piatto (tecnicamente chiamati M.T. ovvero motoscafi turismo) che trasportavano sulla prua una carica esplosiva di 300 kg di tritolo che sarebbe stata attivata dall\u2019urto contro la nave nemica. Propulsi da un potente motore 2500 Alfa-Romeo, erano guidati da un pilota posto su una tavoletta fuori bordo a poppa che infilava le gambe in due interstizi ai fianchi del motore. Questi motoscafi erano stati costruiti inizialmente dal cantiere Baglietto di Varazze nel novembre del 1936 su idea del duca Amedeo d\u2019Aosta, all\u2019epoca generale della Regia Aeronautica che pens\u00f2 ad un\u2019azione combinata idrovolanti (SM 55) e barchini. Il concetto fu poi ripreso dal fratello Aimone duca di Spoleto, ammiraglio della Regia Marina, che, con i capitani di fregata Giorgio Giorgis e Carlo Margottini, abbandonando l\u2019idea di usare gli aerei, pens\u00f2 piuttosto ad un loro imbarco a bordo dei cacciatorpediniere. L\u2019addestramento su questi mezzi inizi\u00f2 nell\u2019autunno del 1938 presso la base di Balipedio Cottrau, sulla strada di Portovenere (La Spezia), ed il primo esperimento venne fatto, sempre contro l\u2019esploratore RN Quarto, il 13 novembre del 1940.<\/p>\n<figure style=\"width: 627px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/MTM-barchino-fasi.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MTM-barchino-fasi.png\" width=\"627\" height=\"1015\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">le fasi dell&#8217;attacco dei barchini &#8211; Ufficio Storico della Marina Militare<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto di impiego dei M.T. era innovativo. <strong><span style=\"color: #008000;\">Toschi<\/span><\/strong> scrisse: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Si tratta di riuscire ad entrare, col favore della notte e con il motore al minimo, entro un porto nemico non troppo protetto e controllato. Poi, alle prime luci dell\u2019alba, da distanza ravvicinata, partire a tutta velocit\u00e0 contro la sagoma della nave nemica. Giunti a duecento metri, prendere bene la mira, bloccare il volante e gettarsi via, all\u2019indietro, nel gorgo tumultuoso dell\u2019elica. L\u2019urto contro la carena provocher\u00e0 l\u2019affondamento della carica e la sua successiva esplosione sui sei metri di profondit\u00e0 per ottenere il massimo effetto balistico.<\/span><\/em><\/strong> \u201c<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste armi furono impiegate anche nel dopo guerra dalla nascente marina israeliana, addestrata da reduci della 10 flottiglia MAS, con successo&nbsp;con l\u2019affondamento della nave ammiraglia egiziana \u201c<span style=\"color: #008000;\"><strong>Emir Farouk<\/strong><\/span>\u201d e di un dragamine. Questa missione fu strategicamente importante perch\u00e9 liber\u00f2 le coste Israeliane dalla pressione della Marina Egiziana e permise all\u2019esercito di conquistare la striscia di Gaza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea, come spesso accade, non fu abbandonata e recentemente \u00e8 tornata in auge in aree geografiche diverse: nel Golfo di Aden dove mezzi simili sono usati dagli Houthis, impiegando mezzi derivati (o forse forniti) dalla Guardia rivoluzionaria iraniana, e durante la guerra russo-ucraina dove la flotta di Mosca continua ad essere sottoposta da attacchi continui di mezzi autonomi di superficie di fatto un\u2019evoluzione tecnologica dei barchini inventati dalla Marina italiana quasi un secolo fa.<\/p>\n<figure style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/barchini-faroul-israeliani-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 barchini-faroul-israeliani-1.jpg\" width=\"800\" height=\"600\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">barchini israeliani&nbsp;<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Sirot_Mahatzp.jpg\">Sirot Mahatzp.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">I nuovi droni navali di superficie ucraini<\/span><\/strong><br \/>\nSecondo l\u2019autorevole esperto <strong><span style=\"color: #008000;\">H.I Hutton<\/span><\/strong> si tratterebbe per lo pi\u00f9 di piccoli droni di superficie (USV \u2013 unmanned surface vessel) realizzati nelle ultime versioni trasformando degli scafi commerciali molto simili alle moto d&#8217;acqua a propulsione a getto costruite dalla Sea-Doo, una nota azienda canadese. Questa societ\u00e0 \u00e8 presente liberamente sul mercato ed offre un\u2019ampia scelta di prodotti con motori elettrici ma anche a benzina o diesel. Dalle foto presenti sulla stampa si notano alcune caratteristiche interessanti: lo scafo \u00e8 sottile, apparentemente costruito in alluminio, con una forma che offre una bassa risposta radar; a prora appaiono delle sporgenze identificabili come spolette di impatto simili alla famiglia delle FAB-500 dell&#8217;era sovietica, ancora ampiamente utilizzate oggi nei Paesi ex sovietici. A seguito dell\u2019urto contro il bersaglio, il detonatore attiverebbe la carica esplosiva contenuta nella parte anteriore del mezzo. L&#8217;esplosione avverrebbe quindi a livello superficiale e non sotto lo scafo come per i barchini italiani dell&#8217;ultima guerra. A differenza degli USV in uso nello Yemen dagli Houthis e in dotazione alle forze iraniane (che mantengono sul mezzo una posizione di pilotaggio, probabilmente per i periodi di trasferimento), il nuovo mezzo ucraino \u00e8 completamente autonomo ovvero \u00e8 sempre privo di equipaggio.&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/MARINA-UCRAINA-Ukraine-Navy-Maritime-Drone-USV-Cutaway-1024x576.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-UCRAINA-Ukraine-Navy-Maritime-Drone-USV-Cutaway-1024x576.jpg\" width=\"1024\" height=\"576\"><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">disegno della prima generazione di droni marittimi ucraini<\/span><\/strong> <a href=\"http:\/\/www.hisutton.com\/Ukraine-Maritime-Drones-Evolution.html\">H I Sutton &#8211; Covert Shores<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un&#8217;evoluzione rapida&nbsp;<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nQuando un primo modello di USV ucraino fu ritrovato spiaggiato, alla fine di settembre scorso, la sua pericolosit\u00e0 fu forse sottovalutata dalla marina russa &#8230; un grave errore che comport\u00f2 le ben note disavventure navali delle unit\u00e0 russe che si rintanarono nel porto di Sebastopoli, Crimea, limitandosi a lanciare i loro micidiali missili dalle banchine di ormeggio. Il timore di nuovi attacchi port\u00f2 ad un potenziamento delle difese utilizzando un braccio del porto per controllare l&#8217;accesso con tutti i sistemi possibili, compreso un distaccamento di delfini beluga. Di fatto il 29 ottobre, la marina ucraina impieg\u00f2 questi mezzi insieme a dei droni aerei, per attaccare Sebastopoli e colp\u00ec la <strong><span style=\"color: #008000;\">fregata Admiral Makarov<\/span> <\/strong>e il <strong><span style=\"color: #008000;\">dragamine Ivan Golubets<\/span><\/strong>. Gli attacchi si ripeterono sistematicamente ed il 16 luglio 2023 l&#8217;Ucraina attacc\u00f2 nuovamente la principale base navale russa di Sebastopoli in Crimea e l&#8217;importante ponte di Kerch, che come ricorderete collega strategicamente la Crimea al territorio conquistato dai Russi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Si trattava degli stessi mezzi?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSecondo <strong><span style=\"color: #008000;\">HI Hutton<\/span><\/strong>, dall\u2019analisi delle riprese video (fonti russe) gli USV coinvolti nell&#8217;attacco del 16 luglio sembrano essere diversi dai precedenti, di fatto un\u2019evoluzione rispetto ai primi modelli del 2022, e mostrano uno scafo realizzato simile a quello di un jet ski commerciale a cui sono stati rimossi gli elementi non necessari (sedili, manubrio di guida). In alcune immagini si nota un contenitore poppiero che potrebbe essere un serbatoio aggiuntivo per aumentare la sua autonomia o forse una carica esplosiva aggiuntiva, forse per provocare un&#8217;esplosione secondaria. In realt\u00e0, questo nuovo modello, presentato come <strong><span style=\"color: #008000;\">MAGURA V5<\/span><\/strong>, pi\u00f9 che un\u2019evoluzione del sistema d\u2019arma precedente, sembra essere stato ideato seguendo due fattori principali: la maggiore disponibilit\u00e0 di questo tipo di mezzi (essendo commerciali) ed un loro pi\u00f9 basso costo (intorno a 250.0000 euro). Una soluzione interessante in quanto le eccellenti prestazioni dichiarate, l\u2019insidiosit\u00e0 occulta e &#8230;. l\u2019apparente attuale incapacit\u00e0 a fermarli efficacemente li rende oggi un nuovo incubo per la flotta russa del mar Nero.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Screenshot-2023-08-06-213904.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2023-08-06-213904.png\" width=\"516\" height=\"285\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il Magura V5 \u00e8 un drone marittimo (USV) prodotto dalla SpetsTechnoExport (STE), un&#8217;impresa statale per il commercio estero con sede a Kiev (Ucraina), specializzata nell&#8217;esportazione e importazione di prodotti per servizi militari e a duplice scopo (dual use)<\/span><\/strong><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><span style=\"color: #008000;\"><strong>Specifiche Magura V5<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>Lunghezza: 5,5 metri &#8211; Larghezza: 1,5 metri <\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>Altezza sopra la linea di galleggiamento: 0,5 metri<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>Velocit\u00e0: 22 nodi di crociera, 42 nodi max<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>Autonomia: 450 miglia nautiche (circa 833 km)<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>Carico utile: 320 kg<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>Comunicazione: radio mesh con ripetitore d&#8217;antenna o comunicazione satellitare.<\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Non solo droni di superficie<\/span><\/strong><br \/>\nRecentemente \u00e8 stato presentato dall&#8217;industria ucraina anche il <strong><span style=\"color: #008000;\">TLK-150 Toloka<\/span><\/strong>, un mezzo subacqueo senza pilota (UUV) one shot (ovvero non riutilizzabile) sviluppato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Brave<sup>1<\/sup><\/span><\/strong>, un cluster di sviluppo tecnologico ucraino nel campo della difesa.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/marina-ucraina-toloka-150-1682703844_2-768x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 marina-ucraina-toloka-150-1682703844_2-768x1024.jpg\" width=\"768\" height=\"1024\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il Toloka 150 della Brave<sup>1 <\/sup>\u00e8 un veicolo subacqueo di &#8220;medie&#8221; dimensioni che pu\u00f2 avere una lunghezza da 4 a 6 m. Secondo la casa costruttrice sar\u00e0 in grado di trasportare testate esplosive fino a 500 kg. Secondo la rivista on line Topwar.ru, military review non sono chiare le sue prestazioni ma la propulsione dovrebbe essere elettrica ibrida.<br \/>\n<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/en.topwar.ru\/215937-proekt-semejstva-bezjekipazhnyh-podvodnyh-apparatov-toloka-ukraina.html\">Ukrainian project of the family of unmanned underwater vehicles &#8220;Toloka&#8221; (topwar.ru)<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le informazioni su questo nuovo progetto, sebbene gi\u00e0 presentato nel mercato internazionale, sono ancora molto limitate e il dispositivo stesso \u00e8 ancora in fase di prototipo. Questo drone sottomarino \u00e8 di dimensioni inferiori rispetto alle precedenti generazioni di droni kamikaze navali ucraini gi\u00e0 usati contro le navi russe nei porti della Crimea e sembrerebbe che potrebbe avere una variante per poter condurre missioni non distruttive come localizzare unit\u00e0 nemiche in mare, raccogliere informazioni sensibili o rilevare dei campi minati. In pratica un mezzo in grado di effettuare ricerche intelligence molto discrete. Per ora sembra quindi solo un prototipo la cui insidiosit\u00e0 sia tutt&#8217;altro che accertata ma \u00e8 curioso che sia stato gi\u00e0 presentato prima di un suo impiego reale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/MARINA-UCRAINA-HI-HUTTON-Ukraine-Maritime-Drones-July23-940.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-UCRAINA-HI-HUTTON-Ukraine-Maritime-Drones-July23-940.jpg\" width=\"940\" height=\"529\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;evoluzione dei micidiali droni navali ucraini &#8211; tratto da <a href=\"http:\/\/www.hisutton.com\/Ukraine-Maritime-Drones-Evolution.html\">http:\/\/www.hisutton.com\/Ukraine-Maritime-Drones-Evolution.html<\/a><\/span><\/strong><a href=\"http:\/\/www.hisutton.com\/Ukraine-Maritime-Drones-Evolution.html\">H I Sutton &#8211; Covert Shores<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In questa tragica guerra, che appare senza fine, i mezzi autonomi stanno quindi diventando un complemento sempre pi\u00f9 importante del conflitto.<\/span> <\/strong>Di fatto, pur applicando un concetto operativo del secolo scorso, hanno dimostrato di essere in grado di poter perpetuare attacchi micidiali contro le forze russe all\u2019interno delle loro munitissime basi. Quale sar\u00e0 il loro peso in questa nuova fase del conflitto, aggravata anche dalle tensioni internazionali per lo sfruttamento delle rotte umanitarie e di trasporto del grano? Una domanda tutt&#8217;altro che scontata che solo l&#8217;evoluzione nei prossimi mesi potr\u00e0 rispondere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&#8211; . 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