{"id":96435,"date":"2023-08-05T00:01:49","date_gmt":"2023-08-04T22:01:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=96435"},"modified":"2026-03-23T13:57:22","modified_gmt":"2026-03-23T12:57:22","slug":"96435","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435","title":{"rendered":"Perch\u00e8 il prossimo motore dei veicoli spaziali potrebbe essere nucleare?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: SVILUPPO DELLA TECNICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: SPAZIO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: NASA, motori nucleari, fisiologia degli astronauti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei film di fantascienza vediamo i futuri astronauti viaggiare verso destinazioni lontane vivendo all\u2019interno di grandi astronavi. Nei lunghi anni di viaggio si sottopongono a turno a periodi di sonno, in cui le loro funzioni vengono rallentate in una forma di &#8220;ibernazione&#8221;. Una procedura che appare inquietante ma, alla luce delle conoscenze attuali, apparentemente inevitabile per contrastare gli effetti che un organismo umano subirebbe in un viaggio verso lo spazio esterno.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/NASA-Piers_Sellers_spacewalk.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NASA-Piers_Sellers_spacewalk.jpg\" width=\"640\" height=\"424\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>L&#8217;astronauta Piers Sellers durante la terza camminata nello spazio nel corso della missione STS-121 mentre esegue un test di riparazione delle mattonelle rinforzate carbonio-carbonio dello Shuttle &#8211; Autore<\/strong> <strong>NASA, Astronaut&nbsp;Michael Edward Fossum<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Piers_Sellers_spacewalk.jpg\">Piers Sellers spacewalk.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quali sono gli effetti a cui sono sottoposti gli astronauti?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDopo aver subito una forte accelerazione per uscire dall\u2019atmosfera, gli astronauti devono abituarsi a vivere in un ambiente <strong><span style=\"color: #008000;\">senza gravit\u00e0<\/span><\/strong>, una condizione tutt&#8217;altro che confortevole che richiede del tempo per abituarsi \u2026 &nbsp;si tratta di una condizione nota come <strong><span style=\"color: #008000;\">Sindrome da Adattamento allo Spazio (SAS)<\/span><\/strong> e che colpisce molti astronauti e spesso comporta una sensazione fastidiosa di nausea, simile a quella che un p\u00f2 tutti abbiamo sperimentato in condizioni di mare cattivo su un&#8217;imbarcazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una condizione spesso solo passeggera ma che si unisce a delle ricadute fisiologiche importanti sui loro organismi, legate al nuovo ambiente senza peso in cui devono vivere. Tra le pi\u00f9 importanti l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">alterazione della distribuzione dei liquidi nel corpo<\/span><\/strong>, la <strong><span style=\"color: #008000;\">perdita di<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">propriocezione<\/span><\/strong> (la &nbsp;la capacit\u00e0 di&nbsp;percepire&nbsp;e riconoscere la&nbsp;posizione&nbsp;del proprio&nbsp;corpo&nbsp;nello&nbsp;spazio&nbsp;e lo stato di&nbsp;contrazione&nbsp;dei propri&nbsp;muscoli, senza il supporto della&nbsp;vista) <sup id=\"cite_ref-1\" class=\"reference\"><\/sup>ed <strong><span style=\"color: #008000;\">un progressivo deterioramento del sistema muscolo-scheletrico<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo un articolo di <strong><span style=\"color: #008000;\">Claudio Ciccotti<\/span><\/strong>, <a href=\"https:\/\/site.unibo.it\/canadausa\/it\/articoli\/i-viaggi-nello-spazio-gli-effetti-negativi-di-un-popolare-sogno-nel-cassetto\">I viaggi nello spazio: gli effetti negativi di un popolare sogno nel cassetto<\/a>, in assenza di gravit\u00e0 la circolazione sanguigna e la distribuzione dei liquidi corporei vengono seriamente compromesse. In particolare, i liquidi corporei, non pi\u00f9 soggetti alla gravit\u00e0, tendono a risalire verso il petto e la faccia, motivo per cui gli astronauti ci appaiono nei collegamenti con la faccia gonfia e talvolta arrossata. La risposta corporea dei sensori della pressione sanguigna \u00e8 un comando di eliminazione di tutti quei liquidi percepiti dal corpo come \u201cin eccesso\u201d, in parole semplici viene stimolata la diuresi che per\u00f2 \u00e8 complicata dall\u2019assenza di gravit\u00e0. Una sensazione che non deve essere piacevole costringendo molti astronauti all\u2019uso di un catetere per poter urinare. Ma non sono solo questi gli effetti, anche la loro vista subisce dei danni. Oltre all\u2019aumento della pressione oculare, a causa dei liquidi, gli occhi subiscono un forte stress ossidativo che comporta un loro invecchiamento precoce. Contemporaneamente anche il <span style=\"color: #008000;\"><strong>sistema nervoso centrale<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>l\u2019apparato vestibolare<\/strong>&nbsp;<\/span>(responsabile dell\u2019equilibrio), oltre che il&nbsp;cuore si modificano <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Quest\u2019ultimo, non essendo sottoposto allo sforzo di dover pompare il sangue alla solita frequenza, tende ad assumere una forma sferica e pi\u00f9 ridotta e col tempo va incontro a una capacit\u00e0 aerobica ridotta. Sebbene l\u2019assenza di gravit\u00e0 alleggerisce gli sforzi fisici di qualunque movimento, ossa e muscoli dei viaggiatori si indeboliscono a causa dell\u2019assenza di gravit\u00e0, in quanto il calcio, anzich\u00e9 depositarsi sulle ossa, viene eliminato attraverso l\u2019urina. La densit\u00e0 delle ossa, infatti, diminuisce dell\u20191% al mese a fronte di una diminuzione compresa tra l\u20191,1% e l\u20191,5% all\u2019anno sulla Terra per uomini e donne anziani.&nbsp; Un effetto che porta all\u2019osteoporosi ed a sviluppare calcoli renali a causa della disidratazione. Un altro effetto \u00e8 l\u2019allungamento vertebrale che pu\u00f2 essere importante <a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Questo comporta che gli astronauti, per prevenire la perdita di massa muscolare e il deterioramento osseo, debbono assumere pi\u00f9 vitamina D e calcio del normale, e seguire metodicamente dei programmi specifici di esercizio fisico. Ecco la vera ragione per cui si vedono spesso impegnati in attivit\u00e0 da palestra a migliaia di chilometri dal nostro pianeta. Un altro fattore ancora da valutare \u00e8 la trasformazione nello spazio del <strong><span style=\"color: #008000;\">microbioma<\/span><\/strong> ovvero di quei batteri dell\u2019organismo umano che sono responsabili di diverse importanti funzioni tra cui il meccanismo della digestione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un problema ancora pi\u00f9 complesso \u00e8 come gestire l\u2019esposizione alle radiazioni ionizzanti, cancerogene per il nostro organismo. Un astronauta della ISS \u00e8 esposto a una dose di radiazioni dieci volte maggiore rispetto a quelle che lo investono sulla Terra, dove pu\u00f2 contare sull\u2019azione difensiva del campo magnetico e dell\u2019atmosfera del nostro pianeta. Inoltre, questa dose radioattiva aumenta in caso di tempeste solari quando le radiazioni sono molto pi\u00f9 intense. Secondo le ricerche effettuate, basate sulla quantit\u00e0 media di radiazioni subite dagli astronauti, <strong><span style=\"color: #008000;\">per tenere al di sotto del 3% il rischio di formazione di <\/span><span style=\"color: #008000;\">tumori<\/span>,<\/strong>&nbsp;il limite massimo di esposizione per un&nbsp;uomo&nbsp;dovrebbe essere di <strong><span style=\"color: #008000;\">268<\/span><\/strong>&nbsp;giorni nello spazio, mentre per una&nbsp;donna <strong><span style=\"color: #008000;\">159<\/span><\/strong>. Numeri teorici e basati su dati ancora troppo esigui ma che fanno intravedere non pochi problemi per missioni lunghe come un viaggio su Marte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, come se non bastasse, i futuri navigatori dello spazio devono confrontarsi con problemi psicologici, fobie di diverso tipo che sono gi\u00e0 state riscontrate in molti degli oltre 600 astronauti che hanno raggiunto lo spazio, causate dallo stress continuo ed allo sconvolgimento del ciclo circadiano che regola i normali periodi di sonno sulla Terra.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/NASA-ESA-ISS-42_Samantha_Cristoforetti_Leonard_Nimoy_tribute.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NASA-ESA-ISS-42_Samantha_Cristoforetti_Leonard_Nimoy_tribute.jpg\" width=\"640\" height=\"426\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;astronauta Samantha Cristoforetti sulla nella cupola della Stazione Spaziale Internazionale mostra il saluto vulcaniano in onore del Leonard Nimoy. L&#8217;attore, famoso per il suo ruolo di Mr. Spock nella serie Start Trek recentemente scomparso &#8211; NASA<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Samantha_Cristoforetti_honors_Leonard_Nimoy_on_ISS.jpg\">Samantha Cristoforetti honors Leonard Nimoy on ISS.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Per ora si cerca di ridurre i tempi<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIn attesa di soluzioni che possano ricreare condizioni simili a quelle terrestri a bordo delle future astronavi, si stanno effettuando studi su come ridurre i tempi di trasferimento verso altri corpi terrestri. La <strong><span style=\"color: #008000;\">NASA e la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA)<\/span><\/strong> hanno recentemente annunciato di aver avviato un progetto guidato dalla Lockheed Martin di Littleton, Colorado, per la progettazione, costruzione e collaudo di razzi a propulsione nucleare. Secondo quanto presentato, il team del programma <strong><span style=\"color: #008000;\">Demonstration Rocket for Agile Cislunar Operations (DRACO)<\/span><\/strong> tester\u00e0 un razzo a propulsione nucleare nello spazio gi\u00e0 nel 2027, nato dalla collaborazione della NASA e della DARPA per promuovere lo sviluppo della tecnologia dei razzi termici nucleari.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/marte-2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 marte-2.jpg\" width=\"649\" height=\"386\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inutile dire che per la NASA, la propulsione nucleare \u00e8 una delle capacit\u00e0 principali da conseguire sulla tabella di marcia per le missioni con equipaggio su Marte. Di fatto un razzo a propulsione nucleare consentirebbe un viaggio molto pi\u00f9 breve verso il Pianeta Rosso, riducendo la complessit\u00e0 della missione e i rischi per l&#8217;equipaggio. Sebbene il progetto sia agli esordi gli scienziati ritengono che il nuovo motore potr\u00e0 essere pi\u00f9 del doppio efficiente dei razzi chimici convenzionali, il che significa che necessiter\u00e0 molto meno propellente e potr\u00e0 trasportare pi\u00f9 attrezzature per scopi scientifici.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/NASA-draco-4-darpa-nasa-ussf-caption.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NASA-draco-4-darpa-nasa-ussf-caption.jpg\" width=\"985\" height=\"551\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Concetto artistico del Dimostratore Rocket to Agile Cislunar Operations (DRACO), che sperimenter\u00e0 un motore a razzo termico nucleare. La tecnologia di propulsione termica nucleare potrebbe essere utilizzata per le future missioni con equipaggio della NASA su Marte. Crediti: DARPA<a href=\"https:\/\/www.nasa.gov\/press-release\/nasa-darpa-experts-to-discuss-nuclear-rocket-program-developments\">NASA, DARPA Experts to Discuss Nuclear Rocket Program Developments | NASA<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo i termini dell\u2019accordo con <strong><span style=\"color: #008000;\">DARPA<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">Lockheed Martin<\/span><\/strong> \u00e8 responsabile della progettazione, dell&#8217;integrazione e dei test dei veicoli spaziali mentre <strong><span style=\"color: #008000;\">BWX Technologies<\/span><\/strong>, con sede a Lynchburg, Virginia, \u00e8 responsabile della progettazione e costruzione del reattore nucleare a fissione che alimenter\u00e0 il motore. Lo <strong><span style=\"color: #008000;\">Space Technology Mission Directorate (STMD) della NASA<\/span><\/strong> \u00e8 responsabile della gestione complessiva e dell&#8217;esecuzione del motore DRACO a propulsione nucleare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un impegno per l\u2019agenzia spaziale americana che si unisce a quello con il Dipartimento dell&#8217;Energia e dell&#8217;industria su altre iniziative di tecnologia nucleare spaziale, tra cui il <strong><span style=\"color: #008000;\">Fission Surface Power<\/span><\/strong> ed uno sforzo separato per esplorare possibili progetti per futuri veicoli spaziali termici nucleari. Si stima un impegno della NASA di 300 milioni di dollari di cui 250 milioni per i costi di progettazione e sviluppo del motore a propulsione nucleare, nonch\u00e9 la supervisione tecnica e l&#8217;esperienza del personale dell&#8217;agenzia. Non ultima la collaborazione con il <strong><span style=\"color: #008000;\">US Space Force Command<\/span><\/strong> che fornir\u00e0 il supporto per il lancio di DRACO.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Note<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> .&nbsp; In assenza di gravit\u00e0 la circolazione sanguigna e la distribuzione di tutti i liquidi vengono seriamente compromesse<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Nel 2016 quando l\u2019astronauta Scott torn\u00f2 sulla Terra, visse anche un altro effetto sorpresa: not\u00f2 di essere diventato pi\u00f9 alto di ben 5 cm. &nbsp;In assenza di gravit\u00e0 la circolazione sanguigna e la distribuzione di tutti i liquidi vengono seriamente compromesse.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<a href=\"https:\/\/site.unibo.it\/canadausa\/it\/articoli\/i-viaggi-nello-spazio-gli-effetti-negativi-di-un-popolare-sogno-nel-cassetto\">i-viaggi-nello-spazio-gli-effetti-negativi-di-un-popolare-sogno-nel-cassetto<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/news\/viaggiare-spazio-conseguenze-sul-corpo-umano\"><em>Viaggiare nello spazio: le conseguenze sul corpo umano<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lofficina.eu\/quali-sono-le-reazioni-del-corpo-umano-a-un-lungo-volo-spaziale\/\">Quali sono le reazioni del corpo umano a un lungo volo spaziale? &#8211; LOfficina del Planetario<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nasa.gov\/directorates\/spacetech\/nasa_darpa_industry_partner_mars_rocket_engine\">NASA, DARPA Partner with Industry on Mars Rocket Engine | NASA<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nasa.gov\/press-release\/nasa-darpa-experts-to-discuss-nuclear-rocket-program-developments\">NASA, DARPA Experts to Discuss Nuclear Rocket Program Developments | NASA<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: SVILUPPO DELLA TECNICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: SPAZIO parole chiave: NASA, motori nucleari, fisiologia degli astronauti &nbsp; Nei film di fantascienza vediamo i futuri astronauti viaggiare verso destinazioni lontane vivendo all\u2019interno di grandi astronavi. Nei lunghi anni di viaggio si sottopongono a turno a periodi di sonno, in cui le loro funzioni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2398,"featured_media":96437,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-96435","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scienze-del-mare"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Perch\u00e8 il prossimo motore dei veicoli spaziali potrebbe essere nucleare? &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Perch\u00e8 il prossimo motore dei veicoli spaziali potrebbe essere nucleare? &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  6 minuti. . ARGOMENTO: SVILUPPO DELLA TECNICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: SPAZIO parole chiave: NASA, motori nucleari, fisiologia degli astronauti &nbsp; Nei film di fantascienza vediamo i futuri astronauti viaggiare verso destinazioni lontane vivendo all\u2019interno di grandi astronavi. Nei lunghi anni di viaggio si sottopongono a turno a periodi di sonno, in cui le loro funzioni [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2023-08-04T22:01:49+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-03-23T12:57:22+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/NASA-draco-4-darpa-nasa-ussf-caption.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"985\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"551\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Redazione OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Redazione OCEAN4FUTURE\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"9 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435\"},\"author\":{\"name\":\"Redazione OCEAN4FUTURE\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/ad3962a4283da6a7ba5d2e66f435a340\"},\"headline\":\"Perch\u00e8 il prossimo motore dei veicoli spaziali potrebbe essere nucleare?\",\"datePublished\":\"2023-08-04T22:01:49+00:00\",\"dateModified\":\"2026-03-23T12:57:22+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435\"},\"wordCount\":1556,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/NASA-draco-4-darpa-nasa-ussf-caption.jpg\",\"articleSection\":[\"Scienze del mare\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435\",\"name\":\"Perch\u00e8 il prossimo motore dei veicoli spaziali potrebbe essere nucleare? &#8226; OCEAN4FUTURE autore\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/NASA-draco-4-darpa-nasa-ussf-caption.jpg\",\"datePublished\":\"2023-08-04T22:01:49+00:00\",\"dateModified\":\"2026-03-23T12:57:22+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/NASA-draco-4-darpa-nasa-ussf-caption.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/NASA-draco-4-darpa-nasa-ussf-caption.jpg\",\"width\":985,\"height\":551},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Perch\u00e8 il prossimo motore dei veicoli spaziali potrebbe essere nucleare?\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/\",\"name\":\"Ocean 4 Future\",\"description\":\"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\",\"name\":\"oceandiver\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"width\":472,\"height\":301,\"caption\":\"oceandiver\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/ad3962a4283da6a7ba5d2e66f435a340\",\"name\":\"Redazione OCEAN4FUTURE\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Redazione OCEAN4FUTURE\"},\"description\":\"\u00e8 composta da oltre 60 collaboratori che lavorano in smart working, selezionati tra esperti di settore di diverse discipline. Hanno il compito di\u00a0 selezionare argomenti di particolare interesse, redigendo articoli basati su studi recenti. I contenuti degli stessi restano di responsabilit\u00e0 degli autori che sono ovviamente sempre citati. Eventuali quesiti possono essere inviati alla Redazione (infoocean4future@gmail.com) che, quando possibile, provveder\u00e0 ad inoltrarli agli Autori.\",\"sameAs\":[\"http:\/\/www.ocean4future.org\"],\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/redazione-ocean4future\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Perch\u00e8 il prossimo motore dei veicoli spaziali potrebbe essere nucleare? &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Perch\u00e8 il prossimo motore dei veicoli spaziali potrebbe essere nucleare? &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  6 minuti. . ARGOMENTO: SVILUPPO DELLA TECNICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: SPAZIO parole chiave: NASA, motori nucleari, fisiologia degli astronauti &nbsp; Nei film di fantascienza vediamo i futuri astronauti viaggiare verso destinazioni lontane vivendo all\u2019interno di grandi astronavi. Nei lunghi anni di viaggio si sottopongono a turno a periodi di sonno, in cui le loro funzioni [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435","og_site_name":"OCEAN4FUTURE","article_published_time":"2023-08-04T22:01:49+00:00","article_modified_time":"2026-03-23T12:57:22+00:00","og_image":[{"width":985,"height":551,"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/NASA-draco-4-darpa-nasa-ussf-caption.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Redazione OCEAN4FUTURE","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@ocean4future","twitter_site":"@ocean4future","twitter_misc":{"Scritto da":"Redazione OCEAN4FUTURE","Tempo di lettura stimato":"9 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435"},"author":{"name":"Redazione OCEAN4FUTURE","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/ad3962a4283da6a7ba5d2e66f435a340"},"headline":"Perch\u00e8 il prossimo motore dei veicoli spaziali potrebbe essere nucleare?","datePublished":"2023-08-04T22:01:49+00:00","dateModified":"2026-03-23T12:57:22+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435"},"wordCount":1556,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/NASA-draco-4-darpa-nasa-ussf-caption.jpg","articleSection":["Scienze del mare"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435","name":"Perch\u00e8 il prossimo motore dei veicoli spaziali potrebbe essere nucleare? &#8226; OCEAN4FUTURE autore","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/NASA-draco-4-darpa-nasa-ussf-caption.jpg","datePublished":"2023-08-04T22:01:49+00:00","dateModified":"2026-03-23T12:57:22+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435#primaryimage","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/NASA-draco-4-darpa-nasa-ussf-caption.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/NASA-draco-4-darpa-nasa-ussf-caption.jpg","width":985,"height":551},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96435#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Perch\u00e8 il prossimo motore dei veicoli spaziali potrebbe essere nucleare?"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/","name":"Ocean 4 Future","description":"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0","publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c","name":"oceandiver","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","width":472,"height":301,"caption":"oceandiver"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/ad3962a4283da6a7ba5d2e66f435a340","name":"Redazione OCEAN4FUTURE","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g","caption":"Redazione OCEAN4FUTURE"},"description":"\u00e8 composta da oltre 60 collaboratori che lavorano in smart working, selezionati tra esperti di settore di diverse discipline. Hanno il compito di\u00a0 selezionare argomenti di particolare interesse, redigendo articoli basati su studi recenti. I contenuti degli stessi restano di responsabilit\u00e0 degli autori che sono ovviamente sempre citati. Eventuali quesiti possono essere inviati alla Redazione (infoocean4future@gmail.com) che, quando possibile, provveder\u00e0 ad inoltrarli agli Autori.","sameAs":["http:\/\/www.ocean4future.org"],"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/redazione-ocean4future"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96435","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2398"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=96435"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96435\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":126627,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96435\/revisions\/126627"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media\/96437"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=96435"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=96435"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=96435"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}