{"id":9599,"date":"2017-04-24T00:10:58","date_gmt":"2017-04-23T22:10:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=9599"},"modified":"2026-07-06T15:33:48","modified_gmt":"2026-07-06T13:33:48","slug":"9599","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/9599","title":{"rendered":"Dragut, storia del corsaro che fece tremare il Mar Mediterraneo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-131424\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Turgut_Reis_busto-wikimedia-free-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1150\" height=\"1240\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Turgut_Reis_busto-wikimedia-free-1.jpg 1150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Turgut_Reis_busto-wikimedia-free-1-278x300.jpg 278w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Turgut_Reis_busto-wikimedia-free-1-950x1024.jpg 950w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Turgut_Reis_busto-wikimedia-free-1-768x828.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Turgut_Reis_busto-wikimedia-free-1-1024x1104.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1150px) 100vw, 1150px\" \/>&#8211;<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XV SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: pirateria, Ottomani<\/p>\n<p>Si sa che non tutti i pirati hanno il fascino misterioso del <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano Jack Sparrow<\/span><\/strong>; la maggior parte di loro furono spietati assassini, al soldo di nessuno o di tutti. Alcuni divennero corsari grazie ad una patente di corsa, altri servirono i loro Signori diventando a tutti gli effetti dei marinai regolari. Ne abbiamo gi\u00e0 incontrati molti ed oggi racconter\u00f2 la storia di <strong><span style=\"color: #008000;\">Turgut Reis Ali<\/span><\/strong>, detto <strong><span style=\"color: #008000;\">Dragut<\/span><\/strong>, un corsaro ottomano che, nel sedicesimo secolo, grazie alla sua abilit\u00e0 marinaresca e bellica impervers\u00f2 nel Mar Mediterraneo, ottenendo tra mille battaglie il rispetto e considerazione dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio genovese<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Doria<\/span><span style=\"color: #008000;\">.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Una vita avventurosa al soldo del Sultano<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">Turgut Reis Ali<\/span><\/strong>\u00a0nacque nel 1485 in un villaggio vicino a Bodrum, Turchia, da una povera e modestissima famiglia contadina.\u00a0Sembra che Turgut da ragazzo mostrasse gi\u00e0 grande abilit\u00e0 con la spada e per questo fu notato da un ufficiale turco. Il dignitario rimase stupito e lo prese con s\u00e9, cominciando cos\u00ec un duro addestramento militare. Di fatto questo incontro cambi\u00f2 la sua vita; nessuno si sarebbe mai immaginato che quell&#8217;umile ragazzo sarebbe diventato il terrore dell Mediterraneo. Prima di raccontare la sua avventurosa storia vale bene riflettere su un aspetto considerevole. Siamo nel sedicesimo secolo, nell&#8217;immenso e da molti considerato irrefrenabile impero ottomano. Appare curioso constatare che Turgut Ali, sebbene di umili origini, divenne nel tempo una persona di rango, un Rais, scalando una rigida gerarchia militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La meritocrazia nell&#8217;impero ottomano<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl concetto meritocratico nell&#8217;impero Ottomano era quindi sentito molto di pi\u00f9 che nel resto del mondo dove anche il miglior mozzo di bordo non poteva sperare di andare oltre il grado di nostromo e dove tutti i comandanti di nave ed ammiragli, come <strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Doria<\/span><\/strong>, provenivano necessariamente da famiglie nobili.\u00a0Vedremo in seguito che l\u2019astuto ed abile Dragut per merito arriver\u00e0 ad essere nominato vicer\u00e9 di Algeri, pasci\u00e0 di Tripoli e di Mahdia (Tunisia). \u00a0Sembra un assurdo ma tutt&#8217;oggi, in molti Paesi, l&#8217;accesso agli alti ranghi non \u00e8\u00a0consentito a tutti e spesso cresce solo all&#8217;interno di lobby familiari o politiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sicurezza marittima, un concetto antico ma troppo spesso dimenticato<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGli interessi, spesso non condivisi, delle Repubbliche marinare favorirono l&#8217;espansionismo Ottomano spezzettando le loro risorse e facendo mancare alla regione mediterranea il potere marittimo che secoli prima era stato mantenuto dai Romani, favorendo all&#8217;Impero quel flusso di derrate necessarie alla sua sopravvivenza. Questo concetto di sicurezza marittima fu ben compreso nell&#8217;impero Ottomano che seppe mantenere per secoli una complessa organizzazione, creando al suo interno (visto con gli occhi di oggi)\u00a0 un modello di organizzazione sovranazionale, multietnica e, talvolta, multi religiosa che fu per l&#8217;epoca decisamente funzionale. Dragut ebbe modo di crescere e diventare quello che divent\u00f2 grazie ad un&#8217;apertura mentale all&#8217;interno della societ\u00e0 ottomana non riscontrabile nella frammezzata Europa del XVI secolo. Questa affermazione pu\u00f2 sembrare molto forte in quanto i &#8220;Turchi&#8221;, come venivano genericamente chiamati, venivano identificati per la loro barbarie. \u00a0In realt\u00e0 la loro ferocia sanguinaria dovrebbe essere ridimensionata considerando che anche in altri Paesi, reputati pi\u00f9 civili, \u00a0come Francia, Gran Bretagna \u00a0e la cattolicissima Spagna, le abitudini non erano poi cos\u00ec differenti. Di fatto, l&#8217;intolleranza religiosa e politica, intrighi e potere spezzettarono la comunione di intenti dell&#8217;Occidente lasciando spazio all&#8217;impero ottomano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Ascesa del futuro Rais<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Il giovane Dragut pass\u00f2 quindi al servizio del temuto <strong><span style=\"color: #008000;\">Khayr al-Din Barbarossa<\/span><\/strong>, un corsaro in seguito divenuto ammiraglio al servizio dell&#8217;Impero e poi &#8220;promosso&#8221; Dey di Algeri e di Tlemcen.<strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Barbarossa_Hayreddin_Pasha-wikimedia.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Barbarossa_Hayreddin_Pasha-wikimedia.jpg\" width=\"423\" height=\"582\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Barbarossa Hayreddin Pasha &#8211; museo del Louvre &#8211; Parigi <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Barbarossa_Hayreddin_Pasha.jpg\">Barbarossa Hayreddin Pasha.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Barbarossa Hayreddin<\/span><\/strong>&#8221; aveva intrapreso campagne militari mirate, compiendo numerose scorrerie e saccheggi sulle coste meridionali della penisola italiana e delle coste nord africane fino ad impossessarsi dell&#8217;importantissimo porto di Algeri. Nel 1513, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Hayreddin<\/span><\/strong>, attaccato nel porto di Tunisi\u00a0dalla flotta della Repubblica marinara di Genova, venne sconfitto e costretto a rinchiudersi entro le mura della citt\u00e0, perdendo l&#8217;importante forte di La Goletta e diverse navi galeotte. Confinato in quella zona di mare dalla supremazia genovese, la sua azione si concentr\u00f2 sulle meno difese coste nordafricane e, nel 1526, verso il sud dell&#8217;Italia lungo le coste calabresi e siciliane. La logica era il saccheggio e la tratta di schiavi, ufficialmente da convertire all&#8217;Islam ma in realt\u00e0 da adoperare come manodopera. In cerca di altri bottini, il Barbarossa risal\u00ec la penisola italiana ma, davanti a Piombino, Toscana, fu bloccato e costretto alla fuga dall&#8217;ammiraglio genovese Andrea Doria che era al comando di una flotta composta anche da navi pontificie e da alcune galee dei cavalieri di Malta. Sebbene tenuto a freno dal potere marittimo di Genova, \u00a0il\u00a0Barbarossa assicur\u00f2 all&#8217;Impero molte ricchezze e fu proclamato, nel 1533, indiscusso ammiraglio (<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>qapud\u00e0n-i derya<\/i><\/span><\/strong>) della flotta ottomana. L&#8217;intelligenza tattica e la capacit\u00e0 di scegliere\u00a0con cura i suoi comandanti lo port\u00f2 a conoscere e valorizzare anche il giovane Dragut ed a dargli il primo comando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">La battaglia di Prevesa<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Nel 1538, il futuro Rais Dragut prese parte alla battaglia navale di <strong><span style=\"color: #008000;\">Prevesa<\/span><\/strong> contro Andrea Doria.\u00a0La battaglia fu vinta dai Turchi, pi\u00f9 che per il loro valore, a causa dello scarso impegno da parte dei Genovesi (in particolare della flotta di Andrea Doria).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Dragut_rais.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Dragut_rais.jpg\" width=\"358\" height=\"444\" \/>La flotta ottomana e quella dell&#8217;alleanza cristiana, inviata da <strong><span style=\"color: #008000;\">Papa Paolo III<\/span><\/strong>, si avvistarono nelle acque di <strong><span style=\"color: #008000;\">Prevesa<\/span><\/strong> il 28 settembre 1538, nella Grecia nord occidentale. La flotta ottomana al comando di <strong><span style=\"color: #008000;\">Khayr al-Din Barbarossa<\/span><\/strong> contava ben 122 galee e navi minori contro quella della Lega Santa che poteva disporre di 302 imbarcazioni (162 galee e 140 brigantini). L&#8217;ammiraglio <strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Doria<\/span><\/strong>\u00a0venne nominato\u00a0comandante generale.\u00a0Nella battaglia Dragut ebbe\u00a0il comando di venti\u00a0galee e dieci galeotte ed alla testa di due di esse abbord\u00f2 la galea pontificia comandata dal cavaliere <strong><span style=\"color: #008000;\">Giambattista Dovizi<\/span><\/strong>, abate di Bibbiena, che venne infine fatto prigioniero a seguito di un sanguinoso combattimento.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Turgut Reis comandava l&#8217;ala centrale arretrata della flotta turca nella battaglia navale di Preveza nel 1538 @ Flavius Belisarius <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Dragut#\/media\/File:Fleet_Configurations_at_the_Battle_of_Preveza_in_1538.jpg\">Fleet Configurations at the Battle of Preveza in 1538 &#8211; Dragut &#8211; Wikipedia<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La flotta ottomana presentava una formazione ad &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Y<\/span><\/strong>&#8220;: il Barbarossa era al centro dello schieramento ottomano mentre Dragut\u00a0era stato posto al comando della retroguardia della grande formazione. Gli Ottomani affrontarono velocemente le navi veneziane, papali e maltesi, ma Andrea Doria, invece di attaccare, si limit\u00f2 ad eseguire manovre tattiche consentendo al Barbarossa di sfruttare la sua inattivit\u00e0. <strong><span style=\"color: #008000;\">Barbarossa<\/span><\/strong>, traendo vantaggio anche dalla mancanza di vento che aveva immobilizzato i velieri cristiani, li abbord\u00f2 con le sue galee e galeotte relativamente pi\u00f9 mobili rispetto alle navi cristiane. <strong><span style=\"color: #003300;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fleet_Configurations_at_the_Battle_of_Preveza_in_1538.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Fleet_Configurations_at_the_Battle_of_Preveza_in_1538.jpg\" width=\"543\" height=\"299\" \/><\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #003300;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fleet_Configurations_at_the_Battle_of_Preveza_in_1538.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Fleet_Configurations_at_the_Battle_of_Preveza_in_1538.jpg\" width=\"543\" height=\"299\" \/><\/span><\/strong>Gli sforzi di Doria per intrappolare le navi turche tra il fuoco dei cannoni dei suoi velieri e delle sue galee fallirono ed, alla fine della giornata, i Turchi avevano affondato dieci navi, bruciate altre tre, catturate ben trentasei, catturando oltre 3.000 prigionieri. Anche se una certa quantit\u00e0 di navi turche era stata seriamente danneggiata \u00a0dal fuoco dei cannoni dell&#8217;imponente <strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Galeone di Venezia<\/i><\/span><\/strong>, la nave ammiraglia veneziana di <strong><span style=\"color: #008000;\">Alessandro Condalmiero<\/span><\/strong>, gli Ottomani non avevano perso alcuna imbarcazione. La mattina seguente, con vento favorevole, e restio a mettere a repentaglio le navi ispano-genovesi, Doria diede ordine di alzare le vele e dirigere verso Corf\u00f9, sordo alle richieste di aiuto dei comandanti veneziani, papalini e maltesi di continuare a combattere. Probabilmente non fu un atto di vigliaccheria ma un&#8217;azione premeditata, un segreto piano genovese di sfruttare l&#8217;occasione per indebolire gli &#8220;alleati&#8221; veneziani.\u00a0Intanto, dopo lo scontro maggiore, le galeotte di Dragut continuarono a cannoneggiare la flotta nemica, ferma all&#8217;ancora nella baia di Arta (Amvrakikos). Dopo questa vittoria il futuro Rais venne lasciato dal Barbarossa con venticinque galee ed un buon numero di galeotte e fuste con il compito di infestare il corridoio marittimo tra l&#8217;Adriatico e lo Ionio.\u00a0Un compito che <strong><span style=\"color: #008000;\">Dragut<\/span><\/strong> svolse con particolare aggressivit\u00e0 in articolare contro le forze navali veneziane.\u00a0La\u00a0sua fama crebbe al punto che l\u2019imperatore <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo V<\/span><\/strong> impart\u00ec l&#8217;ordine di catturarlo. L\u2019occasione avvenne nel 1540, nella protetta baia della <strong><span style=\"color: #008000;\">Girolata<\/span><\/strong> (Corsica) al ritorno da una scorreria a Capraia quando fu accerchiato e sconfitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La Girolata<\/span><\/strong><br \/>\nLa flottiglia corsara venne intercettata dalla squadra del Giannettino Doria e di Gentile Virginio Orsini composta da 21 galee.\u00a0Dragut, attardatosi incautamente nella cala della Girolata per dividere i bottini delle razzie con un altro comandante turco, <strong><span style=\"color: #008000;\">Mami Rais<\/span><\/strong>, e con altri corsari, venne avvistato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Giorgio Doria<\/span><\/strong> che possedeva sei galee ed una fregata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Giannettino_Doria-wikipedia-free.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Giannettino_Doria-wikipedia-free.jpg\" width=\"310\" height=\"434\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong> Giannettino Doria, autore F. Salviati &#8211; https:\/\/www.doriapamphilj.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Ritratto-di-Giannettino-Doria600.jpg <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giannettino_Doria_(erede_di_Andrea_Doria)#\/media\/File:Giannettino_Doria.jpg\">Giannettino Doria &#8211; Giannettino Doria (erede di Andrea Doria) &#8211; Wikipedia<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dragut si mise al loro inseguimento con solo due\u00a0galee e sette galeotte ma venne intrappolato tra i colpi sparati da una fortezza corsa, da terra, e da quelli di altre quindici galee provenienti dall&#8217;alto mare. Una cannonata della nave ammiraglia nemica colp\u00ec la coperta della sua nave sfondandola fino alla carena, costringendo <strong><span style=\"color: #008000;\">Dragut<\/span> <\/strong>a fuggire su un piccolo <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Schifo_(natante)\">schifo<\/a>. Catturato ed incatenato venne quindi portato al cospetto del giovane <strong><span style=\"color: #008000;\">Giannettino Doria<\/span><\/strong>. Si racconta che Dragut \u00a0si rivolse con sferzanti parole verso quell&#8217;imberbe capitano cristiano che lo aveva catturato, con una tal vemenza che il Giannettino lo prese a calci sul volto e lo fece mettere ai remi. Un episodio drammatico che rimase indelebile nella memoria del corsaro, acuendo il suo odio verso questi antagonisti che lui identific\u00f2 come i Cristiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consegnato ad <strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Doria<\/span><\/strong> questi lo fece incatenare come galeotto ai remi della sua nave ammiraglia per quattro anni, fino a quando fu liberato e restituito ai Turchi. Uno storico genovese dell\u2019epoca, <strong><span style=\"color: #008000;\">Jacopo Bonfadio<\/span><\/strong>, scrisse : \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Era in questo tempo ogni cosa quieta e pacifica in Genova, e grandissima abbondanza di vettovaglie. Mand\u00f2 egli (il Barbarossa) ad Andrea Doria mille cinquecento scudi per riscatto di Dragut, la liberazione del quale fosse piaciuto a Dio che non avesse conseguito; perciocch\u00e9 rec\u00f2 poscia ogni giorno maggiore calamit\u00e0 ai Genovesi, ed a guisa di leone sbucato dalla tana indomito, and\u00f2 furibondo, e per tutto il mare incrudel\u00ec empio e spaventoso<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene non sia stato mai provato il pagamento del suo riscatto, Dragut venne di fatto liberato e pot\u00e9 ritornare libero in Turchia dove venne reintegrato dal Barbarossa che,\u00a0nel 1544, gli lasci\u00f2 il comando della flotta. Dagli Ottomani fu allora chiamato la \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Spada vendicatrice dell&#8217;Islam<\/span><\/strong>\u201d per la spietatezza delle sue azioni. Oltre al riscatto sembrerebbe che gli Ottomani fecero un patto con i Genovesi di non interferenza, un patto che non fu mai gradito a Dragut.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;ascesa del Rais<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIn seguito, grazie alle sue capacit\u00e0, fu proclamato\u00a0vicer\u00e9 di Algeri, Signore di Tripoli e di al-Mahdiyya per conto di <strong><span style=\"color: #008000;\">Solimano II il Magnifico<\/span><\/strong>. Continu\u00f2 cos\u00ec ad imperversare nelle coste del Mediterraneo e, il 4 luglio 1549, assedi\u00f2 <strong><span style=\"color: #008000;\">Rapallo<\/span><\/strong> (Liguria), depredando poi la ricca citt\u00e0. Si racconta che dopo tre giorni di saccheggio il terribile corsaro ripart\u00ec dal borgo ligure portando via in schiavit\u00f9 oltre cento fanciulle rapallesi. Nel luglio 1551, Dragut assal\u00ec le isole maltesi, e dopo un assedio di tre giorni al castello di Gozo cattur\u00f2 5 mila degli abitanti prendendoli come schiavi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tripoli<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nPoi si rivolse contro\u00a0la potente fortezza di Tripoli, Libia, strappandola ai cavalieri di Malta,\u00a0controllata dai cavalieri dal 1530. La flotta ottomana si divise in due: una met\u00e0 a Zuara e l&#8217;altra met\u00e0 a Tajura, rispettivamente ad ovest ed a est di Tripoli,\u00a0per\u00a0chiudere la citt\u00e0 in una morsa mortale. Alla difesa della citt\u00e0, agli ordini di <strong><span style=\"color: #008000;\">Gaspard de Villers<\/span><\/strong>, si trovavano trenta cavalieri, 200 Mori e 630 soldati calabresi e siciliani che disponevano di 36 pezzi di artiglieria.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/330px-Tripoli_by_Piri_Reis-wikipeida-free-Piri-reis.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 330px-Tripoli_by_Piri_Reis-wikipeida-free-Piri-reis.jpg\" width=\"450\" height=\"661\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>mappa di Tripoli disegnata dall&#8217;ammiraglio turco Piri Reis, contenuta nel famoso <i>Kitab-\u00c4 Bahriye (libro di navigazione &#8211; portolano) <\/i>https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Tripoli_by_Piri_Reis.jpg<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Maltesi, vista la scarsit\u00e0 delle loro forze, si ritirarono nel forte.\u00a0Il piano di Dragut era\u00a0di \u00a0isolare la rocca mediante lo scavo di un anello di trincee protette da terrapieni oltre il quale installare le sue artiglierie. Dragut si colloc\u00f2 in prima fila, con due batterie ciascuna di 8 cannoni.\u00a0Dopo alcuni giorni di cannoneggiamento una spia francese, che agiva all&#8217;interno del forte, riusc\u00ec a fuggire ed a raggiungere il campo turco. Gli indic\u00f2\u00a0le zone pi\u00f9 deboli delle mura, in particolare la parte bassa del bastione dove erano situati i magazzini dei viveri e delle munizioni. <strong><span style=\"color: #008000;\">Sinan Pasci\u00e0<\/span><\/strong> concentr\u00f2 quindi il fuoco dell&#8217;artiglieria su di essi. Fu l&#8217;inizio della fine: molti si arresero con la promessa di essere lasciati liberi ma vennero depredati ed uccisi &#8230; fu una vera carneficina. I cavalieri spagnoli furono messi ai remi, mentre quelli francesi vennero rilasciati. Il forte venne saccheggiato ed i duecento Mori, al servizio dei cavalieri di Malta, furono tutti uccisi. Nel luglio del 1552, Dragut decise di assalire l&#8217;antichissima cittadella di Camerota (fondata nel VI secolo a.C. all&#8217;epoca dei Focesi e fortificata nel 535-553 con un castello) ed uccise 400 abitanti. Nel luglio 1553, Dragut attacc\u00f2 Cosmopoli (Portoferraio) e Piombino ma venne respinto con molte perdite. Nello stesso anno assal\u00ec l&#8217;isola d&#8217;Elba e, nel luglio del 1554, la citt\u00e0 di Vieste, posta all&#8217;estrema punta del Gargano, incendiandola e devastandola. In quell&#8217;occasione fece decapitare circa 5 mila persone sulla roccia ai piedi della Cattedrale detta &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Chianca Amara<\/span><\/strong>&#8220;, roccia ancora oggi ben visibile e conservata. Non contento del risultato, deport\u00f2 tutti i giovani, uomini e donne, da destinare al florido mercato degli schiavi. La lista dei suoi attacchi alla penisola divenne senza fine: <strong><span style=\"color: #008000;\">Terranova<\/span><\/strong> (attuale Olbia) in Sardegna e la cittadina di <strong><span style=\"color: #008000;\">Paola<\/span><\/strong> (Italia) in Calabria. Nel 1563, doppia il Capo di Santa Maria di Leuca e risale l&#8217;Adriatico fino ad <strong><span style=\"color: #008000;\">Ancona<\/span><\/strong>. In tutta la penisola italica le torri di avvistamento, nate per contrastare la minaccia dei Saraceni, diventarono l&#8217;unico strumento di allarme contro il pericolo ottomano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una fine da corsaro<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel maggio del 1565, il grande corsaro assedi\u00f2 Malta cannoneggiando il forte di Sant&#8217;Elmo. Il forte resistette al feroce assedio e contrattacc\u00f2. Durante uno di questi scontri, il 18 maggio, Dragut fu ferito gravemente alla fronte da una scheggia di pietra staccatosi dalla fortificazione proprio a seguito di un colpo sparato dalle sue navi e mor\u00ec.\u00a0Gli succedette al comando <strong><span style=\"color: #008000;\">Uluch Al\u00ec<\/span> <\/strong>(chiamato dai cristiani Occhial\u00ec o Luccial\u00ec) che in seguito lo vendic\u00f2 conquistando il forte e uccidendo tutti i superstiti. Ancora una pagina di sangue e dolore. Il corpo del Rais fu quindi portato a Tripoli dove fu sepolto nella moschea chiamata &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Sar\u0101y Dragut<\/span><\/strong>&#8220;, portando con se il segreto del suo mitico tesoro. Ci sarebbe ancora molto da raccontare &#8230; anche sulla sua vita personale, sul suo amore con una bella caprese che, da preda di guerra, divenne la sua compagna per poi tradirlo con un suo sottoposto &#8230; ma queste sono altre storie.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&#8211; . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XV SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: pirateria, Ottomani Si sa che non tutti i pirati hanno il fascino misterioso del capitano Jack Sparrow; la maggior parte di loro furono spietati assassini, al soldo di nessuno o di tutti. 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