{"id":95725,"date":"2023-07-24T00:06:34","date_gmt":"2023-07-23T22:06:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=95725"},"modified":"2023-07-24T08:38:28","modified_gmt":"2023-07-24T06:38:28","slug":"storia-del-sommergibile-l-55-che-visse-due-volte-ma-sotto-due-bandiere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/95725","title":{"rendered":"Storia del sommergibile L 55 che visse due volte ma &#8230; sotto due bandiere"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR BALTICO<\/span><\/strong><br>parole chiave: Sommergibili, classe L<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo spesso raccontato come le navi sono qualcosa di pi\u00f9 di un insieme di ferro e legno. Ognuna di loro ha una caratteristica &#8220;materiale e spirituale&#8221; che nasce con il primo equipaggio al momento del varo e si evolve fino all&#8217;inevitabile disarmo, lasciando ricordi indelebili in coloro che in quegli anni la hanno vissuta. Oggi raccontiamo la storia curiosa di un sommergibile britannico, <strong><span style=\"color: #008000;\">L-55<\/span><\/strong>, che visse &#8230; due volte ma sotto due diverse bandiere.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Submarine_Flotilla_1933_claas-L-at_Gosport-1024x774.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Submarine_Flotilla_1933_claas-L-at_Gosport-1024x774.jpg\" width=\"584\" height=\"441\"> <strong style=\"font-family: inherit; color: #1e1e1e;\"><span style=\"color: #008000;\">I<\/span><\/strong> <strong style=\"font-family: inherit; color: #1e1e1e;\"><span style=\"color: #008000;\">sommergibili britannici classe &#8220;L&#8221;<\/span><span style=\"color: #008000;\"> presero parte sia alla prima che alla seconda guerra mondiale. Ne furono costruiti 17, suddivisi in tre tipi,&nbsp; costruiti tra il 1916 ed il 1920. Il primo tipo includeva i battelli numerati da L1 a L8, il secondo da L9 a L33 (L34, L35, L50 e L51 furono cancellati e L36 to L49 non furono ordinati) ed il terzo da L51 a L71 (sebbene dal L 57 al L 68, L 70 e da L 72 al L 74 furono cancellati). L&#8217;armamento dei primi due sottotipi consisteva in un cannone da 4 inch mentre nel terzo consisteva in due cannoni sempre da 4 inch posti a livello della timoneria. Inoltre, i sommergibili erano dotati di sei tubi lanciasiluri: il primo sottotipo aveva quattro tubi di prua e due trasversali nella parte centrale dello scafo, il secondo e il terzo avevano invece sei tubi di lancio prodieri. Nella foto<span style=\"color: #008000;\"> sommergibili classe L in porto a Gosport &#8211;&nbsp; autore della foto Terry Whalebone<br><\/span><\/span><\/strong><strong style=\"font-family: inherit; color: #1e1e1e;\"><span style=\"color: #008000;\"><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Submarine_Flotilla_1933_at_Gosport.jpg\">Submarine Flotilla 1933 at Gosport.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L-55<\/span><\/strong>, che apparteneva alla terza serie, aveva un dislocamento in superficie di 975 tonnellate in superficie, una lunghezza di 70 metri, 7 metri di larghezza, e possedeva due motori diesel Vickers diesel da 2,400 hp (1,790 kW), due motori elettrici da 1,600 hp (1,193 kW) per due alberi motore che consentivano una velocit\u00e0 di 17 nodi in superficie e circa 10 nodi in immersione, assicurando un raggio operativo di 4,500 NM a 8 nodi. Il suo robusto scafo era suddiviso da paratie trasversali in otto compartimenti.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/l-55_00-1024x626.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 l-55_00-1024x626.jpg\" width=\"1024\" height=\"626\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L 55 con bandiera britannica<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella primavera del 1919 l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">L-55<\/span><\/strong> entr\u00f2 in servizio nella <strong><span style=\"color: #008000;\">UK Royal Navy<\/span><\/strong>, e fu destinato nel Baltico per partecipare alle ostilit\u00e0 contro la marina bolscevica durante la guerra civile, in aiuto ai Paesi baltici. Gli scopi dell&#8217;operazione, denominata, <strong><span style=\"color: #008000;\">Red Trek<\/span><\/strong> erano di fermare l&#8217;ascesa del bolscevismo nell&#8217;area, per sostenere l&#8217;indipendenza dell&#8217;Estonia e della Lettonia, per proteggere gli interessi britannici nel Baltico ed assicurare la libert\u00e0 della navigazione in quel mare. Non a caso la flotta britannica fu quindi destinata nella bellissima citt\u00e0 di Tallin, in Estonia.&nbsp;Come racconteremo, il 4 giugno 1919, il <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile britannico L 55<\/span><\/strong>, a seguito degli esiti di uni scontro con navi russe, affond\u00f2, in un punto di coordinate 59\u00ba55\u201d Nord &#8211; 28\u00ba46&#8217;06 Ovest, ad una profondit\u00e0 di 32 metri nel Golfo di Finlandia. Nessun membro dell&#8217;equipaggio si salv\u00f2 e questa \u00e8 la sua storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Sotto due bandiere<\/span><\/strong><br>Il 4 giugno 1919, due cacciatorpediniere russi, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">\u0410\u0437\u0430\u0440\u0434 e il<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Gavriil<\/span><\/strong>, (comandanti N. N. Nesvitsky e V. V. Sevastyanov) intrapresero una campagna di ricognizione per intercettare le forze nemiche, precedendo ad una certa distanza la <strong><span style=\"color: #008000;\">corazzata Petropavlovsk<\/span><\/strong> comandata da P. Yu. Postelnikov. Quel giorno nessuno si sarebbe immaginato che l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">\u0410\u0437\u0430\u0440\u0434<\/span><\/strong> sarebbe entrato con onore negli annali di combattimento della Marina sovietica.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Azard-1928-1941a-1024x512.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Azard-1928-1941a-1024x512.jpg\" width=\"1024\" height=\"512\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il cacciatorpediniere \u0410\u0437\u0430\u0440\u0434 &#8211; \u041f.\u0412. \u041b\u0438\u0445\u0430\u0447\u0435\u0432&nbsp;<i>\u042d\u0441\u043a\u0430\u0434\u0440\u0435\u043d\u043d\u044b\u0435 \u043c\u0438\u043d\u043e\u043d\u043e\u0441\u0446\u044b \u0442\u0438\u043f\u0430 \u00ab\u041d\u043e\u0432\u0438\u043a\u00bb \u0432 \u0412\u041c\u0424 \u0421\u0421\u0421\u0420 1920-1955 \u0433\u0433. <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Artem1928-1941a.jpg\">Artem1928-1941a.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/i><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle 17:37, nella baia di Koporskaya, al largo della costa meridionale del Golfo di Finlandia, i cacciatorpediniere russi avvistarono contemporaneamente le scie di due siluri che si muovevano direttamente verso di loro sul loro lato sinistro. In quel momento, non essendoci nella baia nessuna altra unit\u00e0 navale, immaginarono che dovevano essere stati lanciati da un sommergibile nemico. I cacciatorpediniere manovrarono immediatamente per evitare i siluri e, pochi secondi dopo, sulla rotta dell&#8217;\u0410\u0437\u0430\u0440\u0434, ad una distanza di circa 1200 iarde, apparve la torretta di comando e parte dello scafo prodiero del sommergibile. Probabilmente il battello subacqueo era stato costretto ad emergere dopo aver lanciato i siluri, cosa che sembra succedesse di frequente all\u2019epoca. Per ordine del <strong><span style=\"color: #008000;\">Comandante della Divisione navale, Rostovtsev<\/span><\/strong>, che era a bordo dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">\u0410\u0437\u0430\u0440\u0434<\/span><\/strong>, l&#8217;unit\u00e0 si diresse a tutta velocit\u00e0 contro il sommergibile per speronarlo, aprendo immediatamente il fuoco. Un colpo del cannone da 102 millimetri dell\u2019\u0410\u0437\u0430\u0440\u0434 colp\u00ec la timoneria del sommergibile che, nel frattempo, disperatamente aveva intrapreso le procedure di immersione rapida. Rostovtsev, nel suo rapporto post evento, indic\u00f2 pochi secondi dopo un&#8217;enorme colonna d&#8217;acqua apparve improvvisamente nei pressi del sommergibile, probabilmente per un&#8217;esplosione avvenuta nel vicino campo minato. Si osserv\u00f2 \u201c<span style=\"color: #008000;\"><strong><em>un forte vortice, con l&#8217;aria che usciva con una forza tremenda, formando schiuma bianca<\/em><\/strong><\/span>&#8221; e frammenti metallici furono scagliati in aria. Del sommergibile non si seppe pi\u00f9 nulla ma, pochi giorni dopo, l\u2019ammiragliato britannico annunci\u00f2 ufficialmente l\u2019affondamento del loro battello. Sebbene la causa dell&#8217;esplosione fosse stata attribuita ad una delle mine della barriera antisommergibili posata dagli inglesi, il comandante della <strong><span style=\"color: #008000;\">\u0410\u0437\u0430\u0440\u0434<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">N.N. Nesvitsky<\/span><\/strong>, ricevette un encomio per la sua tempestiva azione e fu tra i primi marinai ad ottenere l&#8217;Ordine della Bandiera Rossa. Ironia della sorte l&#8217;\u0410\u0437\u0430\u0440\u0434 affond\u00f2 a causa di una mina navale il 28 agosto 1941.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il ritrovamento del relitto<\/span><\/strong><\/span><br>Alla fine del 1926, il relitto fu scoperto per caso da due dragamine, <strong><span style=\"color: #008000;\">\u041a\u043b\u044e\u0437<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">\u0417\u0430\u0449\u0438\u0442\u043d\u0438\u043ae<\/span><\/strong>, che agganciarono e recuperarono un dispositivo del cannone da 4 pollici appartenente al L-55.&nbsp;<\/p>\n<figure style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/dragamine-russo-Kuroe.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 dragamine-russo-Kuroe.jpg\" width=\"610\" height=\"418\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">dragamine \u041a\u043b\u044e\u0437 da <a href=\"https:\/\/tech.wikireading.ru\/13140\">\u0422\u0440\u0430\u043b\u044c\u0449\u0438\u043a \u0442\u0438\u043f\u0430 &#8220;\u041a\u043b\u044e\u0437&#8221;. \u041e\u0442\u0435\u0447\u0435\u0441\u0442\u0432\u0435\u043d\u043d\u044b\u0435 \u043f\u0440\u043e\u0442\u0438\u0432\u043e\u043c\u0438\u043d\u043d\u044b\u0435 \u043a\u043e\u0440\u0430\u0431\u043b\u0438 (1910-1990) (wikireading.ru)<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel novembre del 1927, fu ordinato dalla marina russa ai <span style=\"color: #008000;\"><strong>dragamine \u0417\u043c\u0435\u0439<\/strong> <\/span>e <strong><span style=\"color: #008000;\">\u041a\u043b\u044e\u0437<\/span><\/strong> di identificare il punto esatto dell&#8217;affondamento. Le operazioni di ricerca furono per\u00f2 ostacolate sia dal maltempo autunnale sia dalla presenza delle numerose mine navali che erano state posate nel 1919 dai Britannici nelle acque della baia di Koporskaya. In realt\u00e0, nell&#8217;autunno del 1927, i dragamine erano riusciti a distruggere buona parte delle mine navali ormeggiate la cui cassa era stata posta a profondit\u00e0 fino a 40 piedi. Restavano per\u00f2 presenti le mine ormeggiate antisommergibili, che erano state poste ad una profondit\u00e0 della cassa intorno ai 60 piedi e che rappresentavano ancora un grande pericolo per le operazioni di ricerca. Operando con molta attenzione il \u0417\u043c\u0435\u0439 e il \u041a\u043b\u044e\u0437 scoprirono una grande massa di metallo sul fondo della baia. Per affinare la ricerca, decisero di strascicare dei grappini (specie di ancorotti a quattro uncini, normalmente usati per ripescare oggetti dal fondo del mare) al fine di afferrare resti del relitto. La procedura ebbe successo e, il 20 novembre, il <strong><span style=\"color: #008000;\">\u0417\u043c\u0435\u0439<\/span><\/strong> (tradotto dragone) trov\u00f2 sul fondo, un relitto che si rivel\u00f2 poi essere L 55.&nbsp; Secondo i rapporti del capo palombaro <strong><span style=\"color: #008000;\">N.S. Khrolenko<\/span><\/strong>, il battello subacqueo giaceva adagiato sul fondo ad una profondit\u00e0 di 32 m.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 21 novembre 1927 i palombari dell&#8217; <span style=\"color: #008000;\"><strong>EPRON, <span lang=\"ru\">\u042d\u043a\u0441\u043f\u0435\u0434\u0438\u0446\u0438\u044f \u043f\u043e\u0434\u0432\u043e\u0434\u043d\u044b\u0445 \u0440\u0430\u0431\u043e\u0442 \u043e\u0441\u043e\u0431\u043e\u0433\u043e \u043d\u0430\u0437\u043d\u0430\u0447\u0435\u043d\u0438\u044f<\/span> (\u042d\u041f\u0420\u041e\u041d)<\/strong><\/span> ovvero &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Special Expedition for Underwater Works<\/span><\/strong>&#8220;, un&#8217;agenzia governativa dell&#8217;Unione Sovietica per il salvataggio di merci e attrezzature di valore da navi e sottomarini affondati, guidati dal maestro palombaro <strong><span style=\"color: #008000;\">F. A. Shpakovich<\/span><\/strong>, confermarono il ritrovamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 27 aprile 1928 a livello dell&#8217;Autorit\u00e0 centrale fu presa la decisione di recuperare il sommergibile, seguendo il progetto tecnico di un ex sottotenente della flotta zarista, l\u2019ingegnere navale <strong><span style=\"color: #008000;\">Timofey Ivanovich Bobritsky<\/span><\/strong>, che aveva al suo attivo il sollevamento di ben dieci relitti tra navi da guerra e civili, compresi dei sommergibili. Dopo aver calcolato che la massa dell&#8217;L-55 non poteva superare le 860 tonnellate, tenendo conto&nbsp; della capacit\u00e0 di sollevamento della nave appoggio, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Kommuna (ex Volkhov)<\/span><\/strong>, Bobritsky propose di portarlo in superficie utilizzando dei teli di metallo, posti sotto il fondo della battello. Il relitto del sommergibile giaceva infatti su un fondo soffice (di sabbia e argilla) cosa che, in alcuni casi, avrebbe facilitato il lavoro dei palombari. Il sollevamento si presentava comunque molto lungo e rischioso a causa della presenza delle mine navali. Cosa che si verific\u00f2 quando, in un momento critico in cui la nave appoggio non poteva muoversi, una mina emerse improvvisamente vicino ad essa, passando sotto la fiancata della nave senza per\u00f2 esplodere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mattina dell&#8217;11 agosto 1928, il sommergibile fu finalmente portato in superficie, mostrando un enorme buco nello scafo che fu immediatamente riparato. Lo stesso giorno, la <strong><span style=\"color: #008000;\">nave di recupero e salvataggio Kommuna<\/span><\/strong> si diresse a Kronstadt, trasportando il battello alla sua nuova destinazione.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/volkhov_launched_at_putilovskaya_verf_in_saint_petersburg_17_november_1913-1024x711.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 volkhov_launched_at_putilovskaya_verf_in_saint_petersburg_17_november_1913-1024x711.jpg\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Per quanto possa sembrare incredibile, il Kommuna \u00e8 una nave di salvataggio sommergibili centenaria ancora in servizio con la flotta del Mar Nero della Marina russa. Si tratta di un catamarano a doppio scafo, impostato a San Pietroburgo nel novembre 1912 con il nome di Volkhov. La nave fu varata l&#8217;anno successivo e messa in servizio il 14 luglio 1915,&nbsp; battezzandola il 31 dicembre 1922 con il nome Kommuna. E&#8217; provvista di quattro gru ognuna con capacit\u00e0 di sollevamento da 250 tonnellate che le permettevano di recuperare gli scafi dei sommergibili affondati. Di fatto ha servito nelle marine della Federazione russa imperiale, sovietica e russa durante la rivoluzione russa e le due guerre mondiali. Sembrerebbe che il suo ultimo compito sia di mettere al sicuro i segreti dell&#8217;incrociatore Moskva affondato nel mar Nero &#8211; immagine scattata al suo varo a Putilovskaya Verf in Saint Petersburg il 17 novembre 1913&nbsp; Autore della fotografia&nbsp; non noto &#8211; Fonte https:\/\/fotki.yandex.ru\/next\/users\/humus777\/album\/454452\/view\/1187630?page<br><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Volkhov_launched_at_Putilovskaya_Verf_in_Saint_Petersburg_17_November_1913.jpg\">Volkhov launched at Putilovskaya Verf in Saint Petersburg 17 November 1913.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel settembre del 1928, durante la pulizia e l&#8217;ispezione dei compartimenti del sommergibile, furono scoperti i resti di 38 (34?) sommergibilisti inglesi. La marina sovietica inform\u00f2 immediatamente il governo britannico e gli offr\u00ec di consegnare i corpi dei marinai per la loro sepoltura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Previo accordo tra Inghilterra e Norvegia, il <strong><span style=\"color: #008000;\">trasporto norvegese Troru<\/span><\/strong> si rec\u00f2 quindi a Kronstadt per svolgere questa delicata missione. Il 30 agosto 1928, nella rada della citt\u00e0, alla presenza delle maggiori autorit\u00e0, le bare con i resti dei membri dell\u2019equipaggio del L-55 furono trasferite a bordo del <strong><span style=\"color: #008000;\">Troru<\/span> <\/strong>che si diresse quindi verso l\u2019Inghilterra. L&#8217;equipaggio fu sepolto in una fossa comune presso il cimitero navale reale di Haslar, a Portsmouth, il 7 settembre 1928.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/l-55-kronstadt.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 l-55-kronstadt.jpg\" width=\"800\" height=\"579\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">in bacino a Kronstadt &#8211; Foto dal Russian State Museum of political history<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">II sommergibile torn\u00f2 a vivere per una seconda vita<\/span><\/strong><\/span><br>Potremmo dire che quel giorno si concluse la prima delle sue vite ma ne stava per iniziare una seconda. Il battello fu esaminato e fu riscontrato che la parte poppiera della torre di comando ed un terzo del lato sinistro (dal compartimento centrale al sesto) erano stati completamente distrutti, ed i motori principali e ausiliari, i raccordi e le tubazioni erano stati gravemente danneggiati. Gli elementi raccolti, da cui si confermava la causa dell&#8217;affondamento, determinarono che L-55 era affondato a causa dei gravi danni allo scafo causati sia dal colpo del proiettile di artiglieria dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">\u0410\u0437\u0430\u0440\u0434<\/span><\/strong> sia della successiva esplosione provocata dall\u2019urto con un ordigno nel campo minato inglese. Il battello subacqueo fu quindi sottoposto a un attento studio da parte di specialisti sovietici che fu poi funzionale alla progettazione e costruzione dei <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibili russi serie II e III<\/span><\/strong>, che utilizzarono alcune delle soluzioni tecniche di maggior successo dei designer britannici.&nbsp;Fu inoltre deciso di procedere con dei lavori di recupero, finanziati (si tratt\u00f2 di un milione di rubli) con un fondo pubblico che fu chiamato &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Response to Chamberlain<\/span><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/l-55_05-663x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 l-55_05-663x1024.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli ingenti danni allo scafo ed ai meccanismi principali e ausiliari e la completa assenza di documentazione tecnica complic\u00f2 il compito di ripristinare il sommergibile. Alcuni esperti, pi\u00f9 scettici, consideravano questa idea praticamente impossibile e senza speranza. Tuttavia, le difficolt\u00e0 non spaventarono i progettisti dell&#8217;Ufficio tecnico n. 4 che &#8220;copiarono&#8221; magistralmente i circa mille disegni dal sommergibile inglese e, con la collaborazione di esperti sommergibilisti, in particolare deal pi\u00f9 anziano ingegnere meccanico delle forze sottomarine russe, <strong><span style=\"color: #008000;\">K. F. Ignatiev, <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">furono in grado di guidare i costruttori nel ripristino del battello.<\/span><\/p>\n<figure style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/l-55-fine-lavori.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 l-55-fine-lavori.jpg\" width=\"800\" height=\"574\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In bacino &#8211; Foto dal Russian State Museum of political history<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 27 luglio 1931 il sommergibile fu completamente restaurato e presentato alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Commissione Permanente di Collaudo e Accettazione delle Navi<\/span><\/strong>. Dopo tre settimane di test di accettazione, con una nuova bandiera ed equipaggio, il 7 agosto 1931, il battello entr\u00f2 a far parte delle forze navali del Mar Baltico, mantenendo, come tradizione nautica, lo stesso nome &#8220;L-55&#8221;. Il 10 dicembre 1932, la &#8220;L&#8221; latina fu per\u00f2 sostituita nella documentazione dalla lettera &#8220;L&#8221; russa, <strong><span style=\"color: #008000;\">\u041b<\/span><\/strong>, ed il sommergibile fu registrato come <strong><span style=\"color: #008000;\">\u041b-55<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/l-55_07-1024x713.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 l-55_07-1024x713.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1933, il battello fu utilizzato per testare le attrezzature navali e addestrare il personale, subendo poi un necessario ammodernamento nel 1934-1935. In quell&#8217;occasione i motori diesel originali, pesantemente usurati, furono sostituiti da dei 42BM6 russi.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/l-55_01-1024x672.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 l-55_01-1024x672.jpg\" width=\"1024\" height=\"672\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">sotto bandiera sovietica \u041b-55&nbsp;<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 10 gennaio 1940, il sommergibile fu ritirato dal servizio e, dopo varie vicissitudini, nel dicembre 1944 si trasfer\u00ec da Kronstadt a Hanko, dove fino alla fine della guerra venne utilizzato come battello appoggio. Il suo disarmo avvenne l\u20198 aprile 1947 e, nel 1960, fu smantellata per recuperarne il metallo. Termin\u00f2 cos\u00ec la sua seconda vita il sommergibile che solc\u00f2 i mari sotto due bandiere.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">se non attribuite le immagini del L 55 sono tratte dal <a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.navy.su\/navysub191745\/l55\/index.htm\">sito<\/a>&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti<\/span><\/strong><\/span><br>http:\/\/www.navy.su\/navysub191745\/l55\/index.htm<br>Dmitriev V. I. Costruzione navale sottomarina sovietica. M., 1990<br>Jane&#8217;s Fighting Ships. London<br>Bazilevsky S. A., Dmitriev V. I. Breve storia della costruzione navale di sottomarini sovietici. L., 1982<br>wikipedia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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Analista di Maritime Security, collabora con numerosi Centri di studi e analisi geopolitici italiani ed internazionali. Ricercatore subacqueo scientifico dal 1993, nel 2019, ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee per la divulgazione della cultura del mare. 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