{"id":9548,"date":"2018-06-27T00:01:31","date_gmt":"2018-06-27T00:01:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=9548"},"modified":"2023-05-17T13:43:19","modified_gmt":"2023-05-17T11:43:19","slug":"medicina-subacquea-fisiopatologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/9548","title":{"rendered":"Narcosi, una &#8220;sbornia&#8221; negli abissi"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: MEDICINA SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: narcosi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><br \/>\n<\/span><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Un Martini da evitare<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>L&#8217;ebbrezza degli alti fondali non \u00e8 una scoperta moderna. Sono passati oltre 180 anni da quando uno scienziato francese, <strong><span style=\"color: #008000;\">Victor<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Theodore Junod<\/span><\/strong>, in uno scritto del 1835, \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Reserches Physiologiques et terapeutiques sur les effects de la compressione et de la rarefaction de l\u2019air tant sur le corp que sur les members isoles&#8221;<\/span><\/em><\/strong>&nbsp;riport\u00f2 che i palombari che respiravano aria compressa mostravano con la profondit\u00e0 un comportamento alterato. Junod \u00e8 uno studioso poco noto ma fu grazie a lui che fu realizzata una camera iperbarica per trattare le patologie polmonari usando pressioni comprese fra 2 e 4 atmosfere assolute.&nbsp;Junod descriveva che nei palombari colpiti da questa sindrome &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">le funzioni del cervello sono attive, l&#8217;immaginazione \u00e8 vivace, i pensieri hanno un fascino particolare e, in alcune persone, sono presenti sintomi di intossicazione.<\/span><\/strong>&#8220;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso degli anni questi strani comportamenti anomali, veri e propri sintomi, furono studiati anche da altri scienziati; tra di essi <strong><span style=\"color: #008000;\">Paul Bert<\/span><\/strong>, uno scienziato molto conosciuto per i suoi primi studi sulla malattia dei cassoni (in seguito chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">malattia da decompressione<\/span><\/strong>) e sulla tossicit\u00e0 dell\u2019ossigeno. In pratica, Bert aveva descritto che quando i palombari si immergevano in profondit\u00e0 (ovvero oltre i trenta metri) presentavano&nbsp; talvolta pericolosi segni di euforia, intossicazione, torpore, rallentamento motorio fino alla perdita di coscienza. Nel 1933, la UK Royal Navy condusse un&#8217;indagine su diversi palombari e scopr\u00ec che in 17 su 58 immersioni tra i 200 ei 350 piedi \/ 61,7 e 107,9 metri questi avevano subito una semi-perdita di coscienza e non ricordavano le azioni che avevano compiuto sott&#8217;acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima prova &#8220;quantitativa&#8221; sull&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">effetto narcotico<\/span><\/strong> dell\u2019aria compressa respirata in profondit\u00e0 avvenne nel 1937, quando due scienziati della Marina degli Stati Uniti (USN), <strong><span style=\"color: #008000;\">C.W. Shilling<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">W.W. Willgrube<\/span><\/strong>, testarono gli effetti tra i 90 e i 300 piedi \/ 27,8 e 92,5 metri di quarantasei palombari chiedendo loro di effettuare calcoli matematici (ad esempio fare delle semplici operazioni come addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni). <strong><span style=\"color: #008000;\">Shilling<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Willgrube<\/span><\/strong> registrarono il tempo impiegato da ogni palombaro per eseguire queste attivit\u00e0 ed il numero di errori fatti in funzione della profondit\u00e0. Furono proprio tre medici della Marina degli Stati Uniti, <strong><span style=\"color: #008000;\">R.C. Behnke, E.P. Motley <\/span><\/strong>e<strong><span style=\"color: #008000;\"> R.M. Thomson<\/span><\/strong> ad attribuire per primi la narcosi all&#8217;aumento della pressione parziale dell\u2019azoto con la profondit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essi dimostrarono che ad una profondit\u00e0&nbsp; di oltre 66 piedi \/ 20 metri, i palombari in alcuni casi mostravano &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">euforia, ritardo dei processi mentali superiori e coordinazione neuromuscolare compromessa<\/span><\/strong>&#8221; con un aumento dei sintomi oltre i 100 piedi \/ 30 metri con &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">una sensazione di stimolazione, eccitazione e di euforia, di tanto in tanto accompagnata da riso e loquacit\u00e0<\/span><\/strong>,&#8221; segni e sintomi simili a quelli dovuti agli effetti dell\u2019alcool, della mancanza di ossigeno (ipossia) o nelle prime fasi di un\u2019anestesia. Scoprirono che i palombari pi\u00f9 esperti erano i meno colpiti, che i segni pi\u00f9 gravi apparivano man mano che la profondit\u00e0 aumentava e che la narcosi veniva accelerata da una rapida compressione (immersione rapida).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1950, nuovi esperimenti quantitativi confermarono il rallentamento delle capacit\u00e0 motorie nei subacquei colpiti da narcosi con una diminuzione della attenzione caratterizzata da risposte pi\u00f9 lente e irrazionali. Grazie a questi studi siamo oggi al corrente del potenziale rischio che corriamo scendendo in profondit\u00e0 e possiamo mettere in atto, in caso di necessit\u00e0, &nbsp;le manovre di emergenza che vedremo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La Narcosi e l\u2019immersione ricreativa<br \/>\n<\/span><\/strong>Ogni anno, avvengono in tutto il mondo incidenti, purtroppo anche gravi, dovuti alla narcosi d&#8217;azoto, nota anche come &#8220;effetto Martini&#8221;. Molti di essi si potrebbero evitare applicando semplici regole che vengono insegnate nei corsi di primo livello.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una prima consapevolezza che deve essere compresa \u00e8 che questo fenomeno \u00e8 imprevedibile e pu\u00f2 avvenire <strong><span style=\"color: #008000;\">a<\/span><span style=\"color: #008000;\">nche a subacquei esperti<\/span><\/strong>&nbsp;che non ne avevano mai sofferto in precedenza. Questo senso di disagio cognitivo, euforia, a volta di allucinazione pu\u00f2 creare situazioni pericolose per se e per il compagno di immersione. Sebbene l\u2019esperienza sembri fare la differenza, esistono alcuni fattori che, indipendentemente dal numero di immersioni effettuate, possono facilitare l\u2019entrata in narcosi del subacqueo.<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Cerchiamo ora di capire meglio perch\u00e9&nbsp;avviene la narcosi da azoto<br \/>\n<\/span><\/strong>In genere le immersioni ricreative sono effettuate ad aria che sappiamo essere composta da azoto (78%) e ossigeno (21%).&nbsp;Tralasciamo per ora gli effetti dell&#8217;ossigeno (O2) ed occupiamoci dell&#8217;azoto (N2).&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni buon subacqueo sa che quando si immerge la pressione parziale di tutti gas (e quindi anche quella dell\u2019azoto N2) che aumenta in maniera proporzionale all&#8217;aumento della pressione assoluta. Nel caso dell&#8217;azoto, questo aumento ha un effetto narcotico sul sistema nervoso ed il&nbsp; subacqueo pu\u00f2 subirne gli effetti gi\u00e0 da una profondit\u00e0 di circa 100 ft. (33 metri). Non a caso, come abbiamo anticipato, questa alterazione dei sensi fu definita &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">effetto martini<\/span><\/strong>&#8220;, o ebbrezza degli alti fondali, perch\u00e9 i subacquei la paragonavano agli effetti causati dal bere un bicchiere di Martini a stomaco vuoto per ogni ulteriori 50 piedi (circa 15 metri). A similitudine dei un avventato bevitore, il subacqueo colpito da ebbrezza pu\u00f2 incominciare a sentire uno stordimento sempre maggiore man mano che scende in profondit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene non ci sia una regola fissa, alcuni subacquei possono sperimentare una sensazione euforia, altri possono diventare ansiosi, insensibili o subire vertigini. Nei casi peggiori possono subire effetti bizzarri come percepire un gusto dolce nell&#8217;acqua salata o disturbi visivi. Questa confusione mentale pu\u00f2 portare, come abbiamo detto, ad effettuare azioni pericolose e senza controllo che comportano un rischio per l&#8217;immersione. Sembrerebbe che la potenza narcotica dei gas inerti sia legata alla loro affinit\u00e0 con i lipidi (grassi). Quando l\u2019azoto penetra nelle sostanze grasse intorno al cervello, rallenta la comunicazione tra le cellule, e quindi, rallenta il pensiero ed i tempi di reazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ogni gas ha un effetto narcotico diverso per cui vengono impiegati nelle immersioni gas differenti in funzione dell&#8217;aumentare della profondit\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\">Come pu\u00f2 essere evitata?<\/span><br \/>\nIl sistema di coppia consente una certa sicurezza reciproca anche in caso che uno dei subacquei entri in narcosi. Se il compagno ne subisce l\u2019effetto, l\u2019altro pu\u00f2 aiutarlo a risalire ad una quota alla quale questi effetti scompaiano o possano essere meglio controllati. Sembra banale ma la maggior parte degli incidenti dovuti alla narcosi avvengono a subacquei che si distaccano dal compagno e si spingono da soli in profondit\u00e0.<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<figure style=\"width: 556px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/rapporto-effetti-narcotici-per-i-diversi-gas.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 rapporto-effetti-narcotici-per-i-diversi-gas.png\" width=\"556\" height=\"337\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>tabella estratta da <em>Phys and Med of Diving<\/em>, autori Brubakk and Neuman, 2003, 5 edizione, a pag. 304 &#8211; tabella realizzata da @ andrea mucedola<\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incidenti attribuiti alla narcosi d&#8217;azoto si verificano soprattutto tra i subacquei sportivi che superano i limiti ricreativi.&nbsp;Non tutti sanno che la narcosi non riguarda solo l&#8217;azoto e pu\u00f2 verificarsi anche con molti dei gas cosiddetti &#8220;nobili&#8221; o inerti. Si pensi che uno di questi gas rari, l\u2019argon, ha circa 2,3&nbsp;volte la potenza narcotica dell&#8217;azoto. Un gas inerte che fa eccezione \u00e8 l\u2019elio (He) che ha effetti narcotizzanti trascurabili (0,15) ed \u00e8 meno solubile dell&#8217;azoto nei tessuti del corpo. Questo \u00e8 il motivo per cui l&#8217;elio viene utilizzato nelle immersioni profonde in saturazione. Come dimostr\u00f2&nbsp; il fisiologo <strong><span style=\"color: #008000;\">R.W. Hamilton<\/span><\/strong>, nel 1966, una miscela di elio ed ossigeno (<strong><span style=\"color: #008000;\">Heliox<\/span><\/strong>) fornisce una maggiore tolleranza e sicurezza contro la narcosi. Di contro l&#8217;elio ha una elevata conducibilit\u00e0 termica che richiede l&#8217;uso di scafandri riscaldati, \u00e8 piuttosto costoso e distorce la voce (ricordate la voce di Paperino).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Per ridurre i rischio \u00e8 sempre conveniente considerare questi fattori:<\/span><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Conoscere i propri limiti<\/span><\/strong><br \/>\nL&#8217;immersione \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 multi tasking: bisogna prestare la massima attenzione in aggiunta a quella verso &nbsp;il vostro compagno a ci\u00f2 che state facendo (la difficolt\u00e0 a mettere a fuoco \u00e8 un sintomo significativo), la profondit\u00e0 ed il consumo d&#8217;aria. Se si nota un improvviso senso di vertigini o confusione, fermatevi e concentratevi su ci\u00f2 che accade intorno a voi. Poi avvisate il vostro compagno (buddy) e risalite insieme lentamente ad una profondit\u00e0 minore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Evitare l&#8217;alcool<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nQuando si sta programmando la vostra immersione, tenete a mente che l&#8217;alcool aumenta i segni e sintomi da narcosi da azoto. L&#8217;astinenza totale almeno 24 ore prima di immergersi \u00e8 una buona prassi (anche se spesso trascurata).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riposo<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<\/span>Prima e subito dopo le immersioni astenersi da lavori pesanti. Non immergetevi se siete affaticati e stanchi. Il lavoro e la fatica possono causare livelli elevati di CO2 nel corpo che si traduce in effetti metabolici sui neurotrasmettitori nel cervello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rilassatevi prima dell\u2019immersione<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL&#8217;ansia aumenta la suscettibilit\u00e0 alla narcosi che ha un effetto sui neurotrasmettitori nello stessa area cerebrale dove opera l\u2019ansia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Scendete lentamente&nbsp;<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Gli esperimenti hanno dimostrato che una rapida compressione possa facilitare la narcosi nei subacquei<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff; font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">C<\/span><span style=\"color: #008000;\">ercate di stare al caldo<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Come per l\u2019ansia, gli effetti del raffreddamento corporeo &nbsp;non sono noti, ma il freddo ha effetti analgesici e anestetici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><b><br \/>\n<\/b><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">In sintesi, siate sempre prudenti, pianificando con attenzione le vostre immersioni<\/span><\/strong><br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: medium;\">Quando vi immergete non state facendo a gara a chi arriva prima sul fondo, scendete gradualmente senza correre. Iniziate la stagione con immersioni a bassa profondit\u00e0 per poi aumentare i vostri obbiettivi. Se siete affaticati o stanchi, avete passato allegramente la sera prima con gli amici, magari bevendo un martini di troppo, sdraiatevi al sole ed aspettate i vostri amici sulla spiaggia, <strong><span style=\"color: #008000;\">non c&#8217;\u00e8 immersione che valga la vostra vita<\/span><\/strong>.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>foto in anteprima &#8211; photo credit @ andrea mucedola<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog sono prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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