{"id":94994,"date":"2023-07-03T00:01:00","date_gmt":"2023-07-02T22:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=94994"},"modified":"2023-07-02T22:06:25","modified_gmt":"2023-07-02T20:06:25","slug":"publio-vegezio-renato-e-la-marina-romana-descritta-nellepitome-rei-militaris","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/94994","title":{"rendered":"Publio Vegezio Renato e la marina romana descritta nell&#8217;Epitome Rei Militaris"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA ROMANA<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">PERIODO: IV &#8211; V SECOLO<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave:<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Publio (o Flavio) Vegezio Renato<\/span> <\/strong>\u00e8 un personaggio un p\u00f2 misterioso, di cui nulla si sa a parte quanto si pu\u00f2 desumere dal contenuto delle sue opere giunte fino a noi. Fu certamente un cittadino romano importante e probabilmente cristiano e pi\u00f9 che un autore pu\u00f2 essere considerato un compilatore e divulgatore, cui peraltro va il merito di aver raccolto e tramandato in modo accurato due aspetti del sapere antico anche se molto diversi fra loro: la veterinaria (facendo pensare che fosse un proprietario terriero che, come tanti suoi pari, si interessava all\u2019agricoltura), e l\u2019arte militare bench\u00e9 non vi siano indizi che abbia mai fatto parte dell\u2019esercito.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua opera in materia militare prende il titolo di&nbsp; <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Epitome<\/em> <em>Rei<\/em> <\/span><em><span style=\"color: #008000;\">Militaris<\/span> <\/em><\/strong>ed \u00e8 una raccolta di prescrizioni e di massime probabilmente ricavate, oltre che da autori precedenti, anche da una serie di \u201cFogli d\u2019ordini\u201d <em>ante<\/em> <em>litteram<\/em> e scarni documenti compilati dai comandi ed esistenti nelle fortezze o presso le legioni sui quali &nbsp;immaginiamo che apprendessero le teorie di base gli ufficiali, spesso digiuni di esperienza perch\u00e9 provenienti dai ranghi della politica o dalla Corte. La compilazione del trattato gli venne richiesta da un imperatore: si fanno pi\u00f9 nomi, forse <strong><span style=\"color: #008000;\">Teodosio I<\/span><\/strong> o <strong><span style=\"color: #008000;\">Valentiniano II<\/span><\/strong>. Chiunque fosse il committente, il trattato fu redatto alla fine del IV o all\u2019inizio del V secolo, nell\u2019ambito di un impero decadente ma ancora solido nonostante i primi arrivi delle popolazioni barbare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1.jpg\" width=\"800\" height=\"562\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una raffigurazione baroccheggiante della battaglia di Azio in un dipinto del 1672 di Laureys a Castro 1672 &#8211; Fonte National Maritime Museum, Greenwich &#8211; da Wikipedia<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva <em>l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Epitome Rei Militaris<\/span><\/strong><\/em>, proprio per questo e nonostante lo stile essenziale, rappresenta il compendio e la migliore eredit\u00e0 lasciataci nel campo delle conoscenze dell\u2019arte militare romana al termine di un\u2019evoluzione avvenuta nel corso di molti secoli e il suo contenuto fu ampiamente conosciuto e apprezzato anche nel medioevo.<\/p>\n<p>L\u2019opera si divide in quattro libri:<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">-Addestramento delle reclute;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">-Struttura delle legioni;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">-Tattica e strategia;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">-Fortificazioni, loro attacco e loro difesa.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la marina militare romana? Vediamo cosa ci racconta l\u2019autore.<br \/>\nCome \u00e8 ben noto, in epoca imperiale la Marina romana &nbsp;aveva soprattutto&nbsp; generiche funzioni di polizia marittima e svolgeva trasporti per conto dello stato e dell\u2019esercito: per questa posizione ancillare <strong><span style=\"color: #008000;\">Vegezio<\/span><\/strong> dedica ad essa solo la fine dell\u2019ultimo libro, con sedici brevi capitoli (Dal XXXI al XLVI) perch\u00e9, come ammette lui stesso, <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>de cuius artibus ideo pauciora dicenda sunt<\/em><\/span><\/strong> &nbsp;e cio\u00e8 \u201cquindi dell\u2019arte navale c\u2019\u00e8 meno da dire\u201d limitandosi a poche notizie molte delle quali, fin da allora, erano ovvie e ampiamente di pubblico dominio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua epoca le sedi delle flotte principali risultano ancora quelle dell\u2019et\u00e0 classica: Miseno e Ravenna con competenza rispettivamente sul Mediterraneo occidentale e su quello orientale comandate da due <em>praefecti<\/em> da cui dipendevano i tribuni delle coorti della fanteria di marina e i navarchi. Questi ultimi erano i comandanti delle navi a cui erano sottoposti i soldati e tutto l\u2019equipaggio e che curavano il&nbsp; loro addestramento, anche se quanto era attinente la navigazione era sopratutto demandato, come gi\u00e0 rilevato in altri autori, al <em>gubernator<\/em>, il pilota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vigeva quindi ancora l\u2019ordinamento del primo impero, con la marina incardinata al sistema legionario costituendo la <em>Legio I Adiutrix<\/em> e la <em>Legio II Adiutrix<\/em> anche se sembra che la suddivisione in coorti rispecchiasse solo il tempo in cui l\u2019autore scrive, non essendovi precedenti che si rifacessero a un ordinamento di questo tipo e, d\u2019altra parte, la suddivisione in centurie, piuttosto che in grandi unit\u00e0, appare pi\u00f9 consona in relazione allo spazio disponibile sulle navi e al tipo di operazioni richieste.&nbsp;Possiamo aggiungere che la Marina, a differenza di corpi come i Pretoriani o i <em>Vigiles,<\/em> non aveva nessuna individualit\u00e0 che la distinguesse dal resto dell\u2019esercito e quindi troviamo spesso le due legioni distaccate e combattenti con la fanteria lontano dal mare&nbsp; ogni volta che fosse necessario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito delle navi va notato che in tutto il testo l\u2019autore parla ad ogni occasione soltanto di <em>liburne<\/em> di varie dimensioni, unit\u00e0 leggere e veloci e sembra quindi che le grandi e massicce triremi, quadriremi e quinqueremi fossero scomparse. E\u2019 un segno dei tempi: i barbari premevano solo alle frontiere terrestri e non si avventuravano sul &nbsp;mare e, non essendoci nemici contro cui combattere, si preferivano quindi <em>naves<\/em> <em>bellicae<\/em> pi\u00f9 piccole e multimpiego e soprattutto meno costose per le finanze dell\u2019impero d\u2019occidente ormai avviato verso un\u2019 irreversibile crisi economica e, d\u2019altra parte, \u00e8 lo stesso Vegezio a ricordare che alla battaglia di Azio presero il mare navi molto pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">liburna<\/span><\/strong> era un\u2019agile nave tipica dei Liburni, popolazione che abitava le coste settentrionali della Dalmazia. Secondo Vegezio, durante la battaglia di Azio del 31 a.C. fra Ottaviano e Marco Antonio, fu Ottaviano a notare come le prestazioni di queste navi, usate dagli alleati Liburni, fossero particolarmente brillanti, cos\u00ec che Roma fece poi tesoro di questa esperienza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2-1024x598.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 2-1024x598.jpg\" width=\"1024\" height=\"598\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Due liburne raffigurate in un bassorilievo della colonna Traiana &#8211; <strong>Conrad Cichorius Die Reliefs der Traiansshale, tafel XLVIII &#8211; Wikipedia, opera di pubblico dominio<\/strong><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 nel suo lavoro Vegezio nomina fuggevolmente altri due tipi di navi, bench\u00e9 anch\u2019esse molto piccole e usate solo per il pattugliamento. Con citazioni isolate e tutto sommato ingiustificate considerata la sommariet\u00e0 della trattazione, sono citate in primo luogo le <em>naves<\/em> <em>picatae<\/em> usate in Britannia, il cui nome sembra derivare dalla pece usata nelle connessure,&nbsp; e poi &nbsp;le <em>naves<\/em> <em>lusoriae<\/em> sulle quali scrive di non volersi soffermare. Le <em>lusoriae<\/em>, come dice il nome, in origine non erano altro che imbarcazioni di lusso usate dall\u2019aristocrazia, ma si trasformarono in navi militari conservando la denominazione e le caratteristiche di massima e nel basso impero le troviamo adibite alla sorveglianza dei fiumi della Germania e dei laghi prealpini dove, magari mimetizzate nei canneti, grazie al limitatissimo pescaggio potevano avvicinarsi alla riva e controllare quanto vi stava succedendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le varie notizie generiche come l\u2019osservazione della luna per la previsione del tempo, &nbsp;le denominazioni dei venti, i periodi in cui non \u00e8 opportuno navigare che potrebbero al massimo comparire in un manuale per diportisti, ecco un\u2019informazione interessante: quando le navi avevano compiti esploranti o erano incaricate di rapidi colpi di mano, <em>perch\u00e9 non fossero tradite dal loro candore, le vele e le funi sono tinte di azzurro che \u00e8 come le onde del mare; e i marinai e soldati indossano abiti blu in modo che possano &nbsp;essere pi\u00f9 facilmente nascosti non solo durante la notte, ma anche durante il giorno. <\/em>Compare per la prima volta il blu per l\u2019uniforme navale anche se sarebbe diventato di uso universale almeno milletrecento anni dopo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/3.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 3.png\" width=\"631\" height=\"392\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Navi romane- Fonte A. Guglielmotti: \u201cDelle due navi romane scolpite sul bassorilievo portuense del principe Torlonia\u201d in \u201cRivista Marittima\u201d Gennaio 1874<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finalmente dopo una serie di considerazioni attinenti la meteorologia o il semplice buon senso, solo a partire dal&nbsp; 44\u00b0 capitolo Vegezio entra nel vivo dei comportamenti da adottarsi in occasione di un combattimento navale. L\u2019autore sottolinea l\u2019importanza di affrontare il nemico con mare calmo e lontano dalla riva in modo da poter manovrare con sicurezza e non rischiare di imbattersi in bassifondi e scogli e, semmai, stringerlo contro la costa perch\u00e9 sia lui a trovarsi in posizione svantaggiata; nel caso dello spiegamento di una flotta consiglia la formazione a mezzaluna cos\u00ec che se il nemico tentasse di sfondare il centro dello schieramento verrebbe stretto ai lati e chiuso in trappola dalle altre unit\u00e0. Il combattimento navale antico richiedeva pi\u00f9 armi di uno scontro terrestre perch\u00e9, prima del corpo&nbsp; a corpo conseguente all\u2019abbordaggio, c\u2019\u00e8 la fase in cui le navi, pur vicine, non sono in contatto e di fatto ciascuna si presenta all\u2019altra non diversamente da una fortezza&nbsp; e, come per le fortezze, devono essere munite di un parco d\u2019assedio per danneggiare a distanza il nemico. In primo luogo l\u2019autore raccomanda che i soldati debbano quindi essere sempre ben protetti da corazze ed elmi pesanti dovendosi aspettare l\u2019arrivo di pietre scagliate da lontano e materiale incendiario. Se la letteratura pi\u00f9 corrente, fin dai tempi di scuola, si limita a citare come armamento gli speroni e i corvi, passerelle con ganci all\u2019estremit\u00e0 costruite in modo da arpionare la nave nemica e su cui poi si slanciavano i soldati durante gli abbordaggi, &nbsp;Vegezio enumera anche una ricca dotazione di altre armi, alcune analoghe a quelle usate dall\u2019esercito, ma con dimensioni &nbsp;ovviamente molto pi\u00f9 ridotte e precisamente:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>asser<\/em><\/span><\/strong> \u00e8 un\u2019arma di cui non si trova riscontro in altri autori: era una lunga antenna sporgente dalla prua, in legno rinforzato con ferro che, in pratica, prolungava la portata dello sperone che anche sulle unit\u00e0 maggiori superava raramente il metro di lunghezza: si dimostrava pi\u00f9 leggera ma anche pi\u00f9 efficace perch\u00e9 dopo essersi portati perpendicolarmente al fianco della nave nemica entrava in funzione <em>l\u2019asser<\/em> che, se &nbsp;calato all\u2019altezza del ponte avversario e opportunamente manovrato, lo spazzava&nbsp; dei soldati, delle attrezzature e delle armi; se abbassato trafiggeva lo scafo, bloccandolo e causando vie d\u2019acqua; l\u2019azione era resa pi\u00f9 micidiale nel caso che il malcapitato venisse stretto con due navi munite di <em>asser<\/em> che, da destra e da sinistra, la colpivano alternativamente, come con un ariete. Si evitava cos\u00ec anche il rischio che la prua della nave speronatrice rimanesse incastrata in quella avversaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Gli <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>onagri<\/em><\/span><\/strong>, sostanzialmente&nbsp; catapulte che lanciavano palle di pietra o di ferro. In relazione alle dimensioni del proiettile potevano avere una gittata che arrivava perfino a 600 metri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Gli <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>scorpiones<\/em><\/span><\/strong>, sorta di grandi balestre con i meccanismi in metallo e dove anche l\u2019arco poteva essere costituito&nbsp; da lamine di bronzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Gli <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>arpagones<\/em><\/span><\/strong>, arpioni lanciati con una catapulta che agganciavano la nave avversaria a distanza e poi, mediante delle funi, l\u2019avvicinavano alla propria. Erano molto pi\u00f9 leggeri e meno ingombranti dei corvi &nbsp;ed eliminavano i limiti di questi ponti mobili, soggetti al moto ondoso e dove gli uomini erano costretti a procedere in fila indiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Le <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>falces<\/em><\/span><\/strong>, lame falcate poste all\u2019estremit\u00e0 di un lungo palo che,&nbsp; opportunamente manovrato, tagliavano il sartiame e facevano cadere le vele. A queste vanno aggiunte le frecce incendiarie&nbsp; e i grossi proiettili composti da sostanze imbevute di zolfo e bitume&nbsp; lanciati dalle macchine da guerra, poco efficaci nei combattimenti terrestri ma micidiali quando si dovevano affrontare delle fortezze alle quali, come abbiamo detto, &nbsp;potevano essere assimilate le navi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il considerare i rischi, i&nbsp; molti modi di morire e l\u2019impossibilit\u00e0 di una fuga individuale fanno esclamare a Vegezio: <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Quid enim crudelius congressione navalim ubi et aquis perimuntur et flammis<\/em>?<\/span><\/strong>: \u201ccosa c\u2019\u00e8 infatti di pi\u00f9 crudele di un combattimento navale dove gli uomini periscono sia per l\u2019acqua che per il fuoco?\u201d, con il corollario, che fa inorridire l\u2019autore, che i corpi non possono essere sepolti ma vengono divorati dai pesci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro espediente ricordato da Vegezio viene riservato agli uomini pi\u00f9 abili: mentre ferveva il combattimento con piccole imbarcazioni si portavano non visti a poppa della nave avversaria e&nbsp; tagliavano i cavi &nbsp;del timone e a questo punto &nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>quid enim salutis superest ei quae amiserit clavum? <\/em><\/span><\/strong>\u201cChe salvezza ha chi ha perso il timone?\u201d Quasi un presagio di quella che fu la sorte riservata al <em>Re<\/em> <em>d\u2019Italia<\/em> nel corso della battaglia di Lissa.&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Guglielmo Evangelista<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p><strong><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA ROMANA PERIODO: IV &#8211; V SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: &nbsp; Publio (o Flavio) Vegezio Renato \u00e8 un personaggio un p\u00f2 misterioso, di cui nulla si sa a parte quanto si pu\u00f2 desumere dal contenuto delle sue opere giunte fino a noi. Fu certamente un cittadino romano importante e probabilmente cristiano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2428,"featured_media":95156,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[2312],"tags":[],"class_list":["post-94994","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-navale-romana"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Publio Vegezio Renato e la marina romana descritta nell&#039;Epitome Rei Militaris &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/94994\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Publio Vegezio Renato e la marina romana descritta nell&#039;Epitome Rei Militaris &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  7 minuti. . ARGOMENTO: STORIA ROMANA PERIODO: IV &#8211; V SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: &nbsp; Publio (o Flavio) Vegezio Renato \u00e8 un personaggio un p\u00f2 misterioso, di cui nulla si sa a parte quanto si pu\u00f2 desumere dal contenuto delle sue opere giunte fino a noi. Fu certamente un cittadino romano importante e probabilmente cristiano [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/94994\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2023-07-02T22:01:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"2000\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1167\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Guglielmo Evangelista\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Guglielmo Evangelista\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"9 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/94994#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/94994\"},\"author\":{\"name\":\"Guglielmo Evangelista\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/3dd16465e3eca75b65ae959225362b71\"},\"headline\":\"Publio Vegezio Renato e la marina romana descritta nell&#8217;Epitome Rei Militaris\",\"datePublished\":\"2023-07-02T22:01:00+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/94994\"},\"wordCount\":2010,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/94994#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/07\\\/2.jpg\",\"articleSection\":[\"Storia navale Romana\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/94994#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/94994\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/94994\",\"name\":\"Publio Vegezio Renato e la marina romana descritta nell'Epitome Rei Militaris &#8226; OCEAN4FUTURE autore\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/94994#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/94994#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/07\\\/2.jpg\",\"datePublished\":\"2023-07-02T22:01:00+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/94994#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/94994\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/94994#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/07\\\/2.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/07\\\/2.jpg\",\"width\":2000,\"height\":1167},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/94994#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Publio Vegezio Renato e la marina romana descritta nell&#8217;Epitome Rei Militaris\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/\",\"name\":\"Ocean 4 Future\",\"description\":\"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\",\"name\":\"oceandiver\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"width\":472,\"height\":301,\"caption\":\"oceandiver\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/3dd16465e3eca75b65ae959225362b71\",\"name\":\"Guglielmo Evangelista\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/8543fae321a3a9d0dc4969a44c25b3990d365743f80a3573c9993c240078027b?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/8543fae321a3a9d0dc4969a44c25b3990d365743f80a3573c9993c240078027b?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/8543fae321a3a9d0dc4969a44c25b3990d365743f80a3573c9993c240078027b?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Guglielmo Evangelista\"},\"description\":\"nasce a Broni (PV) nel 1951. Laureato in giurisprudenza \u00e8 stato ufficiale delle Capitanerie di Porto e successivamente funzionario di un Ente Pubblico. Ha al suo attivo nove libri fra cui \u201cStoria delle Capitanerie di porto\u201d , \u201cDuemila anni di navigazione padana\u201d e \u201cLe ancore e la tiara \u2013 La Marina Pontificia fra Restaurazione e Risorgimento\u201d ed oltre 400 articoli che riguardano storia, economia e trasporti. Collabora con numerosi periodici specializzati fra cui la Rivista Marittima\u201d.\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/author\\\/guglielmo-evangelista\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Publio Vegezio Renato e la marina romana descritta nell'Epitome Rei Militaris &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/94994","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Publio Vegezio Renato e la marina romana descritta nell'Epitome Rei Militaris &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  7 minuti. . ARGOMENTO: STORIA ROMANA PERIODO: IV &#8211; V SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: &nbsp; Publio (o Flavio) Vegezio Renato \u00e8 un personaggio un p\u00f2 misterioso, di cui nulla si sa a parte quanto si pu\u00f2 desumere dal contenuto delle sue opere giunte fino a noi. Fu certamente un cittadino romano importante e probabilmente cristiano [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/94994","og_site_name":"OCEAN4FUTURE","article_published_time":"2023-07-02T22:01:00+00:00","og_image":[{"width":2000,"height":1167,"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Guglielmo Evangelista","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@ocean4future","twitter_site":"@ocean4future","twitter_misc":{"Scritto da":"Guglielmo Evangelista","Tempo di lettura stimato":"9 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/94994#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/94994"},"author":{"name":"Guglielmo Evangelista","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/3dd16465e3eca75b65ae959225362b71"},"headline":"Publio Vegezio Renato e la marina romana descritta nell&#8217;Epitome Rei Militaris","datePublished":"2023-07-02T22:01:00+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/94994"},"wordCount":2010,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/94994#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2.jpg","articleSection":["Storia navale Romana"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/94994#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/94994","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/94994","name":"Publio Vegezio Renato e la marina romana descritta nell'Epitome Rei Militaris &#8226; OCEAN4FUTURE autore","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/94994#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/94994#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2.jpg","datePublished":"2023-07-02T22:01:00+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/94994#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/94994"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/94994#primaryimage","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2.jpg","width":2000,"height":1167},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/94994#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Publio Vegezio Renato e la marina romana descritta nell&#8217;Epitome Rei Militaris"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/","name":"Ocean 4 Future","description":"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0","publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c","name":"oceandiver","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","width":472,"height":301,"caption":"oceandiver"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/3dd16465e3eca75b65ae959225362b71","name":"Guglielmo Evangelista","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8543fae321a3a9d0dc4969a44c25b3990d365743f80a3573c9993c240078027b?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8543fae321a3a9d0dc4969a44c25b3990d365743f80a3573c9993c240078027b?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8543fae321a3a9d0dc4969a44c25b3990d365743f80a3573c9993c240078027b?s=96&d=mm&r=g","caption":"Guglielmo Evangelista"},"description":"nasce a Broni (PV) nel 1951. Laureato in giurisprudenza \u00e8 stato ufficiale delle Capitanerie di Porto e successivamente funzionario di un Ente Pubblico. Ha al suo attivo nove libri fra cui \u201cStoria delle Capitanerie di porto\u201d , \u201cDuemila anni di navigazione padana\u201d e \u201cLe ancore e la tiara \u2013 La Marina Pontificia fra Restaurazione e Risorgimento\u201d ed oltre 400 articoli che riguardano storia, economia e trasporti. Collabora con numerosi periodici specializzati fra cui la Rivista Marittima\u201d.","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/guglielmo-evangelista"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94994","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2428"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=94994"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94994\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media\/95156"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=94994"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=94994"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=94994"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}