{"id":9488,"date":"2018-09-12T02:00:04","date_gmt":"2018-09-12T02:00:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=9488"},"modified":"2025-09-12T14:10:00","modified_gmt":"2025-09-12T12:10:00","slug":"la-tetide-genesi-sviluppo-delloceano-primordiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/9488","title":{"rendered":"La Tetide &#8230; genesi e sviluppo dell&#8217;oceano primordiale"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: 250 Ma<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: TETIDE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Oceano primordiale<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><span style=\"color: #008000;\">Come si form\u00f2 il grande oceano \u00a0della Tetide<\/span>\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\nC&#8217;era una volta un grande oceano posto tra gli antichi continenti di <strong><span style=\"color: #008000;\">Gondwana<\/span><\/strong> e di <strong><span style=\"color: #008000;\">Laurasia<\/span><\/strong>. Eravamo nell&#8217;Era del Mesozoico, ovvero in un epoca precedente alla creazione degli attuali oceani Indiano e Atlantico, durante il periodo Cretaceo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto incominci\u00f2 circa 250 milioni di anni fa, durante il <strong><span style=\"color: #008000;\">Triassic<\/span><span style=\"color: #008000;\">o<\/span><\/strong>, quando si form\u00f2 un nuovo oceano nella parte meridionale dell&#8217;oceano <strong><span style=\"color: #008000;\">Paleo Tethys<\/span><\/strong>. All&#8217;epoca i mari preistorici erano pi\u00f9 estesi e caldi di quelli attuali e i ghiacci, che avevano invaso vaste aree del pianeta durante il periodo <strong><span style=\"color: #008000;\">Permiano<\/span><\/strong>, si erano ormai sciolti. \u00a0Le calotte glaciali degli attuali poli non si erano ancora formate ed il clima, fino al circolo polare, era semi-tropicale come testimoniato dai fossili di vegetazione ritrovati nelle montagne antartiche. Tutti gli attuali continenti facevano parte di un\u2019unica grande massa continentale chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">Pangea<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/pangea_245.gif\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-11714\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/pangea_245.gif\" alt=\"pangea_245\" width=\"660\" height=\"733\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Pangea<\/span><\/strong> era formata da due grandi territori: il <strong><span style=\"color: #008000;\">Gondwana<\/span><\/strong> a sud (comprendente l&#8217;Africa, l&#8217;India, l&#8217;Australia, l&#8217;Antartide, il Sud America, l&#8217;Italia e parte del Medio Oriente) e la <strong><span style=\"color: #008000;\">Laurasia<\/span><\/strong> (che comprendeva il Nord America, l&#8217;Europa e l&#8217;Asia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel <strong><span style=\"color: #008000;\">Triassico<\/span><\/strong> una spaccatura si cre\u00f2 lungo la piattaforma continentale settentrionale della <strong><span style=\"color: #008000;\">Pangea meridionale<\/span> <\/strong>(<strong><span style=\"color: #008000;\">Gondwana<\/span><\/strong>) e, nei successivi 60 milioni di anni, una piattaforma, chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">Cimmeria<\/span><\/strong>, si spinse verso nord, spingendo il fondo dell&#8217;oceano Paleo-Tethys sotto l&#8217;estremit\u00e0 orientale della <strong><span style=\"color: #008000;\">Laurasia<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un nuovo grande Oceano: la Tetide<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDai movimenti delle masse si form\u00f2 quindi un nuovo oceano che \u00e8 stato chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Tetide<\/span><\/strong>, posizionato tra la Cimmeria e il Gondwana, che di fatto sostitu\u00ec il Paleo-Tethys.\u00a0 Nelle ere questa si modific\u00f2 fino alla configurazione attuale. Durante il periodo Giurassico (150 mA), la Cimmeria, si scontr\u00f2 con il Laurasia iniziando una deriva con il Gondwana che form\u00f2 la parte dell&#8217;attuale Oceano Atlantico che si trova tra il Mediterraneo ed i Caraibi. Essendo il \u00a0Nord ed il Sud America \u00a0ancora attaccati rispettivamente \u00a0al resto della Laurasia e Gondwana, l&#8217;antica Tetide poteva essere rappresentata come un largo braccio di mare intorno alla Terra tra la attuale latitudine 30\u00b0 N e l&#8217;equatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra il Giurassico e il Cretaceo superiore (che ebbe inizio circa 100 Ma), il Gondwana inizi\u00f2 a spezzarsi, spingendo l&#8217;Africa e l&#8217;India settentrionale attraverso il Tethys e l&#8217;apertura dell&#8217;Oceano Indiano. Poich\u00e9 queste masse di terra si affollavano sull&#8217;oceano primordiale da tutti i lati, nel tardo Miocene (15 Ma) l&#8217;oceano continu\u00f2 a ridursi diventando il Tethys Sea way o <strong><span style=\"color: #008000;\">seconda Tetide<\/span><\/strong>.\u00a0Inoltre, in tutto il<strong><span style=\"color: #008000;\"> Cenozoico<\/span><\/strong>, il livello globale del mare scese di centinaia di metri. Oggi, India, Pakistan, Indonesia, e l&#8217;Oceano Indiano coprono l&#8217;area un tempo occupata dalla Tetide, e Turchia, Iraq e Tibet sono poste sull&#8217;antica <strong><span style=\"color: #008000;\">Cimmeria<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il braccio occidentale del Tetide divenne in parte l\u2019odierno Mar Mediterraneo, il Mar Nero, il Caspio e quello di Aral. Infine l&#8217;India, staccatasi dal continente meridionale del Gondwana durante il Giurassico, si scontr\u00f2 con l&#8217;Asia dando origine alla maestosa catena himalayana. La maggior parte del fondo della Tetide scomparve in Cimmeria e in Laurasia. Eduard Suess ed altri geologi trovarono fossili di creature dell&#8217;oceano nelle rocce dell&#8217;Himalaya.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Simili movimenti geologici si riscontrano nell&#8217;orogenesi alpina europea dove il movimento della placca africana sollev\u00f2 la catena delle Alpi. La Grecia e il Levante conservano molte rocce sedimentarie che contengono importanti depositi fossiliferi che si erano depositati proprio nel tempo della Tetide.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La vita primordiale nella Tetide<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span><\/span>Gli oceani primordiali erano gi\u00e0 popolati da un enorme numero di specie di pesci, molluschi, conchiglie e crostacei. Ad esempio, i pesci ossei, che durante il periodo Devoniano si erano trasferiti nelle acque dolci, ritornarono in quel periodo nel mare. Questo mare sconfinato e l&#8217;abbondanza di prede divenne l&#8217;ambiente ideale per lo sviluppo e la diversificazione dei rettili marini che continuarono ad evolversi per 100 milioni di anni, nutrendosi di pesci, calamari e delle gigantesche conchiglie che vi vivevano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i rettili, le specie pi\u00f9 diffuse furono i <strong><span style=\"color: #008000;\">Placodonti<\/span> <\/strong>e i <strong><span style=\"color: #008000;\">Notosauri<\/span><\/strong>, animali marini non ancora sviluppati in dinosauri, che possedevano un apparato respiratorio diverso da quello dei pesci. Questi animali respiravano mediante i loro \u00a0polmoni e dovevano quindi spesso risalire in superficie per respirare. Ma non erano soli. Accanto a queste specie incominciarono a nuotare i primi <strong><span style=\"color: #008000;\">Plesiosauri<\/span><\/strong> e i <strong><span style=\"color: #008000;\">Mixosauri<\/span><\/strong>, la specie pi\u00f9 antica del gruppo degli <strong><span style=\"color: #008000;\">Ittiosauri<\/span><\/strong>, rettili che diventarono poi dominanti nel Giurassico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi ultimi adattandosi all&#8217;ambiente oceanico si evolsero in perfetti &#8220;rettili-marini&#8221;, perdendo ogni capacit\u00e0 di muoversi sulla terraferma ed assunsero un corpo perfettamente idrodinamico, molto slanciato e flessuoso, con grandi pinne caudali e dorsali, molto simile agli attuali Delfini. Uno dei cambiamenti biologici pi\u00f9 importanti fu che non deposero pi\u00f9 uova ma misero alla luce piccoli vivi. L&#8217;estinzione di alcuni di questi rettili marini avvenne in tempi molto lunghi; i <strong><span style=\"color: #008000;\">Placodonti<\/span> <\/strong>e i <strong><span style=\"color: #008000;\">Notosauri<\/span><\/strong> scomparvero alla fine del Triassico mentre gli altri si estinsero insieme ai dinosauri, alla fine del Cretaceo. La Tetide appassiona i paleontologi che ricercano nelle piattaforme continentali di tutto il mondo, ma non solo,\u00a0 i fossili di quegli antichi abitanti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/220px-Archaeopteryx_lithographica.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-9495\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/220px-Archaeopteryx_lithographica.jpg\" alt=\"220px-Archaeopteryx_lithographica\" width=\"850\" height=\"1005\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">immagine della piuma di von Meyer pubblicata nel 1862<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Solnhofen<\/span><\/strong><br \/>\nI depositi calcarei di <strong><span style=\"color: #008000;\">Solnhofen<\/span><\/strong>, in Baviera, si formarono originalmente in una laguna fangosa costiera, posta ai margini dell&#8217;Oceano Tetide. Tra i sedimenti fu ritrovato il famoso fossile dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Archaeopteryx<\/span><\/strong>. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">sedimento di &#8220;Solnhofen&#8221;<\/span><\/strong> possiede una struttura granulare fine e regolare ed i fossili, ben visibili sulla pietra a spacco, ne fanno una delle pietre pi\u00f9 interessanti del mondo. In questo giacimento fu trovata l&#8217;impronta di una piuma nel 1861; la scoperta di questo esemplare venne descritta dal geologo Christian Erich Hermann von Meyer.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;immagine fossile \u00e8 costituita da due lastre opposte che sono ora conservate alla Bavarian State Collection di Paleontologia e di Geologia dell&#8217;Universit\u00e0 di Monaco e il Museum f\u00fcr Naturkunde a Berlino. La traccia di questa piuma primordiale fu assegnata dai paleontologi all&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Archaeopteryx.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Archaeopteryx, un genere di dinosauri molto simili agli uccelli che viene considerato di transizione tra i dinosauri piumati non aviari e gli uccelli moderni.\u00a0<\/span><\/strong>Il primo scheletro fossile di questo bizzarro animale fu\u00a0ritrovato nel 1861 nei pressi di <strong><span style=\"color: #008000;\">Langenaltheim<\/span><\/strong>, Germania e fu poi venduto al Museo di Storia Naturale di Londra dove viene ancora conservato. Il fossile, mancante di gran parte della testa e del collo, fu chiamato nel 1863 da <strong><span style=\"color: #008000;\">Richard Owen<\/span><\/strong>, <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Archaeopteryx macrur<\/span>a<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo\u00a0strano uccello rettile aveva una lunga coda, simili a quella di una lucertola che portava una coppia di piume su ogni giunto; inoltre possedeva delle ali dotate di due artigli liberi. Nella IV edizione de <strong><em><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;origine delle specie<\/span><\/em><\/strong>, Charles Darwin descrisse che tutta la classe degli uccelli comparve improvvisamente durante il periodo dell&#8217;Eocene. Grazie a questa scoperta oggi sappiamo che un primordiale tipo di uccello visse durante la deposizione del green sand superiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><span style=\"color: #008000;\">Evoluzione del concetto<\/span><\/span><span style=\"color: #0000ff; font-size: 14pt;\"><br \/>\n<\/span><\/strong>Nel 1885, \u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">Melchior Neumayr<\/span> <\/strong>dedusse l&#8217;esistenza di Tetide dai sedimenti marini mesozoici e dalla loro distribuzione, e la chiam\u00f2 &#8216;Zentrales Mittlemeer&#8217;. Neumayr lo descrisse come una grande via marittima giurassica che si estendeva dai Caraibi al Himalaya. In seguito fu\u00a0Eduard Suess a fornire la prova dell&#8217;esistenza di questo antico ed ormai estinto oceano. Nel 1893, analizzando dei reperti fossili ritrovati nelle Alpi e in Africa, Suess propose la teoria che un mare interno esisteva tra la Laurasia ed i continenti che formavano il Gondwana. Lo chiam\u00f2 &#8216;<strong><span style=\"color: #008000;\">mare Tetide<\/span><\/strong>&#8216; prendendo il nome dalla dea greca del mare Teti. Suess per primo propose il suo concetto di Tethys nella sua opera in quattro volumi <i><strong><span style=\"color: #008000;\">Das Antlitz der Erde<\/span><\/strong>, la Faccia della Terra<\/i>.<i><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei decenni che seguirono i geologi considerarono la <strong><span style=\"color: #008000;\">Tethys<\/span><\/strong> come una grande depressione tra i due super continenti. Questo concetto si evolse nel corso del XX secolo descrivendolo come un oceano a forma di triangolo con una vasta estremit\u00e0 orientale. Altri geologi,\u00a0 considerarono il Tethys come un insieme di strutture geologiche successive legate ad\u00a0 una serie di cicli orogenici; dal 1920 al 1960,\u00a0 si incominci\u00f2\u00a0 ad usare i termini \u2018Paleothethys&#8217;, &#8216;Mesotethys&#8217;, e &#8216;Neotetide&#8217; per la parte della Tetide posta rispettivamente in Caledonia, nella Varisica (ovvero la regione della orogenesi ercinica, un evento geologico di sviluppo montagnoso causato dalla collisione continentale nel tardo Paleozoico tra l\u2019Euramerica ed il Gondwana per formare il super continente di Pangea), e quella interessata dall&#8217;orogenesi alpina. Quando la teoria della tettonica a zolle venne accettata, nel 1960, fu definitivamente confermata l&#8217;ipotesi\u00a0di Suess di un oceano primordiale.<strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_WpCWcAfFdQQ\"><div id=\"lyte_WpCWcAfFdQQ\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/WpCWcAfFdQQ\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/WpCWcAfFdQQ\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/WpCWcAfFdQQ\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"color: #008000;\">La teoria della tettonica delle placche forn\u00ec anche il meccanismo con cui questo ex oceano scomparve a causa della subsidenza della crosta oceanica sotto la crosta continentale. Sebbene negli anni 1970 e 1980 furono utilizzati gli stessi termini, anche se in modo diverso, il concetto di un unico mare primordiale, la Tetide, incuneato nella Pangea primordiale, \u00e8 rimasto in vigore nella comunit\u00e0\u00a0scientifica e possiamo dire che siamo tutti figli di quell&#8217;immenso straordinario oceano.<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"color: #008000;\">in anteprima <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">ricostruzioni di quattro generi di Geosaurini presenti nel tardo Kimmeridgiano-inizio Titoniano dell&#8217;Europa occidentale.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Le specie dall&#8217;alto verso il basso sono: Geosaurus giganteus, Dakosaurus maximus, Torvoneustes carpenteri e Plesiosuchus manselii.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Le lunghezze corporee massime conosciute di Torvoneustes e Geosaurus provengono da Young et al.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">[14], mentre quelle di Dakosaurus e Plesiosuchus sono tratte da questo articolo (per comprendere, i<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">l subacqueo umano \u00e8 circa 1,8 m).<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Tutte le ricostruzioni della vita metriorhynchid sono di Dmitry Bogdanov &#8211; <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Fonte Young, Mark T.;<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Brusatte, Stephen L.;<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">De Andrade, Marco Brandalise;<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Desojo, Julia B.;<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Beatty, Brian L.;<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Acciaio, Lorna;<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Fern\u00e1ndez, Marta S.;<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Sakamoto, Manabu;<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Ruiz-Ome\u00f1aca, Jos\u00e9 Ignacio;<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Schoch, Rainer R.;<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">(2012) &#8220;<em>The Cranial Osteology and Feeding Ecology of the Metriorhynchid Crocodylomorph Genera Dakosaurus and Plesiosuchus from the Late Jurassic of Europe<\/em>&#8220;, in Butler, Richard J. (a cura di), PLoS ONE, vol.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">7, n.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">9, pag.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">e44985, pmid 23028723, pmc 3445579, doi:10.1371\/journal.pone.0044985<\/span><\/span> &#8211; <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Autori Mark T. Young, Stephen L. Brusatte, Marco Brandalise de Andrade, Julia B. Desojo, Brian L. Beatty, Lorna Steel, Marta S. Fern\u00e1ndez, Manabu Sakamoto, Jose Ignacio Ruiz-Ome\u00f1aca, Rainer R. Schoch.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . ARGOMENTO: GEOLOGIA PERIODO: 250 Ma AREA: TETIDE parole chiave: Oceano primordiale &nbsp; Come si form\u00f2 il grande oceano \u00a0della Tetide\u00a0 C&#8217;era una volta un grande oceano posto tra gli antichi continenti di Gondwana e di Laurasia. 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