{"id":9183,"date":"2018-06-12T00:11:18","date_gmt":"2018-06-11T22:11:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=9183"},"modified":"2026-06-03T08:03:28","modified_gmt":"2026-06-03T06:03:28","slug":"breve-storia-dei-mezzi-subacquei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/9183","title":{"rendered":"Breve storia dei mezzi subacquei &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: DALL&#8217;ERA CLASSICA AI TEMPI MODERNI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: mezzi sommergibili<\/p>\n<p align=\"justify\">La sfida per gli abissi incominci\u00f2 molti secoli fa, con il desiderio degli Uomini di sfidare gli oceani e scoprirne i segreti.\u00a0 Pur sapendo di non poter esaustivi, in questa serie di articoli racconteremo in breve la storia dei mezzi subacquei, sia civili che militari, partendo dai primi fantasiosi tentativi ai giorni nostri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/alessandro-magno-bodley.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9189 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/alessandro-magno-bodley.jpg\" alt=\"alessandro-magno-bodley\" width=\"514\" height=\"454\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/alessandro-magno-bodley.jpg 960w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/alessandro-magno-bodley-300x265.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 514px) 100vw, 514px\" \/><\/a><strong><span style=\"color: #008000;\">Improbabile campana subacquea di vetro gestita con due catene ai suoi lati porta Alessandro Magno in fondo al mare &#8211; dal Romanzo di Alessandro, manoscritto tra il 1338 ed il 1344 &#8211; Fonte Oxford, Bodleian Library, ms. 264, c. 50r &#8211; autore Jean de Grise<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Alejandro_Magno_en_submarino.jpg\">Alejandro Magno en submarino.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span data-offset-key=\"avios-0-0\">L\u2019idea di poter sfidare gli abissi per esplorarli \u00e8 molto antica;\u00a0 i primi resoconti risalgono ad Alessandro Magno, che si racconta volle farsi calare sul fondo del mare dentro una botte rivestita di pece e provvista di finestrini di vetro, per conoscere le meraviglie del mondo sottomarino.\u00a0<\/span>Dopo l&#8217;era classica, nel <span style=\"color: #008000;\"><b>Rinascimento<\/b> <\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">Leonardo da Vinci<\/span><\/strong> ingegn\u00f2 un mezzo subacqueo in grado di sfondare le imbarcazioni nemiche. Questo antesignano dei mezzi insidiosi era agganciato tramite corde ad una normale barca da pesca, in modo da potersi avvicinare al bersaglio in maniera occulta. Giunto nelle prossimit\u00e0 dell\u2019obbiettivo, il pilota si calava all&#8217;interno dello scafo per la sua guida. \u00a0La propulsione avveniva tramite due pinne meccaniche che si muovevano alternativamente grazie ad un ingranaggio che riceveva la spinta proprio dalle gambe del pilota. Il mezzo si sganciava dalla barca per navigare poi sott&#8217;acqua fino allo scafo del nemico che poteva poi essere affondato con astuti congegni di sabotaggio (non rivelati da Leonardo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Da Leonardo in poi la storia ci racconta pagine di esperimenti di fantasiosi vascelli in grado di sommergersi per breve tempo che, pur essendo spesso poco fortunati, aprirono la strada ai moderni mezzi subacquei.\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/STORIA-NAVALE-MINE-Drebbel_submarine-1024x557.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-NAVALE-MINE-Drebbel_submarine-1024x557.jpg\" width=\"520\" height=\"283\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il battello sommergibile di Cornelius Drebbel &#8211; Fonte https:\/\/datapdf.com\/cornelis-drebbel-and-oxygen-acs-publications.html &#8211; autore sconosciuto 1620 &#8211;\u00a0<a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Drebbel_submarine.jpg\">Drebbel submarine.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1620, per opera dell\u2019inventore olandese <strong><span style=\"color: #008000;\">Cornelius Drebbel,<\/span> <\/strong>fu costruito per <strong><span style=\"color: #008000;\">Giacomo I<\/span> <\/strong>il primo mezzo sommergibile, studiato per rilasciare le \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">water petards<\/span><\/strong>\u201d (degli ordigni esplosivi) in prossimit\u00e0 delle navi nemiche. Sebbene non esistano immagini attendibili in merito a quel mezzo, dai dipinti dell\u2019epoca, sembrerebbe si trattasse di una barca ricoperta da pelli con capacit\u00e0 di incamerare acqua per immergersi. Tramite una pompa interna era poi possibile rilasciarla e riemergere. Era provvisto di un alettone posteriore che, a seguito del moto ottenuto tramite una serie di rematori, permetteva l\u2019immersione del battello portandolo ad una profondit\u00e0 di circa cinque metri.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/STORIA-NAVALE-USA-640px-Turtle_submarine_1776.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-NAVALE-USA-640px-Turtle_submarine_1776.jpg\" width=\"491\" height=\"287\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L'&#8221;american turtle&#8221; di David Bushnell &#8211; autore William Oliver Stevens &#8211; Fonte &#8220;A History of Sea Power&#8221; By William Oliver Stevens, Allan Westcott, Allan Ferguson Westcott Published by G. H. Doran company, 1920, pg. 294 [1] Originally uploaded to EN Wikipedia as en:File:Turtle submarine 1776.jpg by en: User: Swampyank 06:37, 20 February 2009 (UTC) <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Turtle_submarine_1776.jpg\">Turtle submarine 1776.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">7 settembre 1776<\/span><\/strong>, fu impiegato per la prima volta l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">American Turtle<\/span><\/strong>, un grosso barile provvisto di un elica ed un timone, studiato per navigare sott&#8217;acqua \u00a0fino al suo bersaglio. Il mezzo possedeva un trapano verticale dotato di una punta particolare che gli permetteva, dopo aver forato lo scafo, di sfilare la parte interna lasciando l\u2019esterna inserita nel fasciame. Una carica da 150 libbre di polvere da sparo era poi collegata al perno. L&#8217;ingegnoso mezzo effettu\u00f2 un attacco ad una nave inglese in rada ma non ebbe successo per la scarsa manovrabilit\u00e0 del mezzo e le forti correnti che costrinsero l\u2019operatore a sganciare la carica prima del tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella storia dei mezzi subacquei <strong><span style=\"color: #008000;\">Robert Fulton<\/span><\/strong> occupa certamente un posto d\u2019onore; Fulton nacque a Little Britain (oggi Fulton) in Pennsylvania nel 1765; dotato di una forte personalit\u00e0 unita ad un\u2019innata curiosit\u00e0, decise di trasferirsi in Gran Bretagna per approfondire gli studi di ingegneria. Sebbene sia maggiormente noto come l&#8217;ideatore della propulsione navale a vapore, fu l\u2019ideatore dei primi battelli subacquei concepiti per essere usati appositamente come arma subacquea. Tutto inizi\u00f2 nel 1797, quando Fulton, entusiasta del clima rivoluzionario politico e sociale della Repubblica francese, si rec\u00f2 in Francia, dove mise a disposizione il suo ingegno per creare una nuova arma da impiegare contro la flotta inglese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9190 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/FultonNautilus.jpg\" alt=\"FultonNautilus\" width=\"568\" height=\"408\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/FultonNautilus.jpg 1911w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/FultonNautilus-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/FultonNautilus-1024x736.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 568px) 100vw, 568px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il Nautilus di Fulton, disegno 19\u00b0 secolo &#8211; autore sconosciuto &#8211; user World Imaging <\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:FultonNautilus.jpg\">Fulton Nautilus.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante non fosse un militare e tanto meno un analista di problemi strategici, aveva una concezione molto moderna del potere marittimo: &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">la libert\u00e9 de la mer fera le bonheur de la terre<\/span><\/em><\/strong>\u201d.\u00a0Il battello da lui ingegnato, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Nautilus<\/span><\/strong>, aveva una forma ellissoidale, lungo circa sei metri era dotato di un doppio sistema di propulsione: il primo per la navigazione in superficie (una sorta di vela) e l&#8217;altro per quella in immersione. Sebbene taluni storici, ipotizzino che Fulton avesse studiato un sistema di propulsione a vapore per il suo Nautilus non se ne hanno prove certe e comunque non fu mai utilizzato. Questo concetto di doppia propulsione \u00e8 rimasto valido fino ai giorni nostri per tutti i battelli subacquei convenzionali che ancor oggi sfruttano la propulsione diesel in superficie e quella elettrica in immersione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9187 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Hunley_small.jpg\" alt=\"Hunley_small\" width=\"616\" height=\"299\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Hunley_small.jpg 550w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Hunley_small-300x146.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 616px) 100vw, 616px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Confederate Submarine H.L. Hunley. Cutaway drawings published in France, based on sketches by William A. Alexander, who directed her construction &#8211; U.S. Naval Historical Center Photograph #: NH 58769 &#8211; autore sconosciuto &#8211; user Rainer Zenz <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Hunley-1.jpg\">Hunley-1.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso periodo apparvero negli Stati Uniti delle unit\u00e0 di attacco semi-sommerse, chiamate \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">David<\/span><\/strong>\u201d. Nella notte del 5 ottobre 1863, uno di questi scafi danneggi\u00f2 gravemente la <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Ironsides<\/span><\/strong>, nel porto di Charleston. Un altro David, nel febbraio 1864, affond\u00f2 l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">USS Housatonic<\/span><\/strong>. Su questo mezzo sommergibile, considerato a tutti gli effetti un\u2019unit\u00e0 bellica, si svolsero studi e ricerche che portarono nel 1861, l&#8217;inventore francese <strong><span style=\"color: #008000;\">Brutus De Villeroi<\/span><\/strong> a costruire per la marina statunitense un sommergibile di 14 metri, dotato di un sistema di purificazione dell&#8217;aria che fu chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Alligator<\/span><\/strong>. Il suo impiego tuttavia si rivel\u00f2 fallimentare perch\u00e9 il sommergibile risult\u00f2 essere pericoloso e poco maneggevole. Ciononostante l&#8217;Alligator fu il primo mezzo subacqueo della Marina Americana.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/STORIA-NAVALE-US-SS-1_Holland_diagram.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-NAVALE-US-SS-1_Holland_diagram.png\" width=\"495\" height=\"254\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Diagram of USS Holland (SS-1) &#8211; Fonte Submarine Development \u2013 A Short History [1] at the Naval Historical Center &#8211; autore US Navy <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:SS-1_Holland_diagram.png\">File:SS-1 Holland diagram.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I maggiori progressi nell&#8217;evoluzione di sommergibili si devono ad un irlandese emigrato negli Stati Uniti, <strong><span style=\"color: #008000;\">John P. Holland <\/span><\/strong>che cominci\u00f2 a costruire i primi sommergibili con propulsione a vapore nel 1875; nel 1900, la Marina statunitense gli commission\u00f2, per la cifra di 160.000 dollari, il sommergibile <strong><span style=\"color: #008000;\">Holland (SS-1)<\/span><\/strong>. Un battello subacqueo lungo oltre 16 metri, con un equipaggio di sei uomini e dotato di due motori di propulsione: uno a vapore per la navigazione in superficie ed uno elettrico per la navigazione in immersione. In quegli anni un contributo sostanziale fu apportato anche da <strong><span style=\"color: #008000;\">Simon Lake<\/span><\/strong>, che costru\u00ec i primi sommergibili dotati di una torretta di comando, di una sala di controllo ed un primo rudimentale periscopio ruotabile. Nel 1901, su un progetto di <strong><span style=\"color: #008000;\">J.P. Holland<\/span><\/strong>, fu costruito il primo sommergibile della British Royal Navy chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Holland I<\/span><\/strong>, molto simile all&#8217;americano SS-1. Tutti questi battelli avevano un unico scafo (con ovvi problemi di sicurezza) e si dovette aspettare il 1904, con il <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile francese Narval<\/span><\/strong>, per avere il primo battello subacqueo a doppio scafo: \u00a0uno\u00a0 interno, particolarmente resistente per sopportare la pressione idrostatica, ed uno esterno, sagomato in modo da favorire la navigazione in superficie. Il progetto ebbe molto successo e fu acquistato anche dalla marina giapponese in cinque esemplari.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">E in Italia?<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia il primo sommergibile, varato nel 1895, fu il <strong><span style=\"color: #008000;\">Delfino<\/span><\/strong> costruito nell&#8217;Arsenale di La Spezia dall&#8217;ingegnere <strong><span style=\"color: #008000;\">Giacinto Pullino, Generale Ispettore del Genio Navale<\/span><\/strong>.\u00a0La decisione di dotare la Marina italiana di un&#8217;unit\u00e0 subacquea fu presa da <strong><span style=\"color: #008000;\">Benedetto Brin<\/span><\/strong>, ministro\u00a0della Marina ed ingegnere navale.\u00a0Il progetto del nuovo mezzo, di 182 tonnellate, fu\u00a0completato nel 1889 da Pullino\u00a0coadiuvato da due ufficiali, <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo Vigna<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Cesare Laurenti<\/span>\u00a0<\/strong>(futuro progettista\u00a0dei sommergibili italiani). Costruito in segreto tra il 1890 ed il 1892 nell&#8217;arsenale di La Spezia, per rispondere alle nuove costruzioni della Marina francese, il sommergibile fu dapprima denominato \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">Pullino<\/span><\/strong>\u00bb, assumendo solo in seguito il nome di <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Delfino<\/span><\/em><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/delfino-smg-modificato.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 delfino-smg-modificato.png\" width=\"604\" height=\"495\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il Delfino, progettato e costruito dal generale del Genio Navale Giacinto Pullino, fu varato nel 1895 e rest\u00f2 in servizio fino al 1918. Dislocava 182 tonnellate ed era dotato di periscopio, bussola giroscopica e di un tubo lanciasiluri. Il 29 aprile 1892 ebbero inizio le prove segrete a La Spezia quando il battello, al comando del tenente di vascello Carlo Scotti, con quattro uomini di equipaggio, rimase in immersione per ben cinque ore. Un successo? Nonostante tutto nel 1893 esisteva nello Stato Maggiore della Regia Marina ancora una notevole diffidenza nei confronti di questo nuovo tipo d&#8217;arma, considerato non leale in uno scontro con il nemico. Una volta effettuate tutte le prove, nel 1895, il sommergibile fu infatti accantonato in un capannone dell&#8217;Arsenale di La Spezia. I tempi non erano ancora maturi.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scafo\u00a0del <strong><span style=\"color: #008000;\">Delfino<\/span><\/strong> \u2013 di tipo semplice, a sezioni circolari \u2013 era affusolato e di forma simile pi\u00f9 a quella di un odierno sottomarino, fatto per operare sempre in immersione; effettivamente era stato ideato, a differenza dei successivi sommergibili, per operare esclusivamente in immersione. La parte superiore dello scafo era munita di una corazza d\u2019acciaio spessa cinque centimetri, mentre la torretta, aveva uno spessore di 15 cm in bronzo, con alcune aperture coperte da obl\u00f2 di cristallo. L\u2019unico motore, da 65 CV, era elettrico ed azionava una singola elica tripala, mentre altre due eliche con tre pale, poste in coperta, servivano per l\u2019immersione ed il mantenimento della profondit\u00e0 (erano dette \u00abeliche di affondamento\u00bb)<span style=\"font-size: 10px;\">.<\/span>\u00a0Due timoni\u00a0verticali, collocati a poppa, e due orizzontali, a prua, permettevano la manovra.\u00a0Per emergere impiegava delle pompe centrifughe.\u00a0Vi erano due casse d&#8217;assetto\u00a0e piani di piombo\u00a0del peso di 30 chili. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Delfino<\/span><\/strong> fu inoltre il primo sommergibile munito di una bussola giroscopica. <strong><span style=\"color: #008000;\">In quegli anni, in Germania fu varato il SM U 1, il primo sommergibile militare tedesco della Kaiserliche Marine. Consegnato il 14 dicembre 1906, prest\u00f2 servizio attivo come unit\u00e0 di prima linea fino al 1919. In seguito venne adibito al compito di nave scuola per istruire gli equipaggi. <\/span><\/strong>Un miglioramento sostanziale per la propulsione dei sommergibili fu la sostituzione del motore a benzina con il motore Diesel, sviluppato dal tedesco <strong><span style=\"color: #008000;\">Rudolf Diesel<\/span><\/strong>, che utilizzava un carburante pi\u00f9 stabile, pi\u00f9 economico e decisamente meno pericoloso. Inoltre, questo gasolio consentiva di aumentare notevolmente l&#8217;autonomia complessiva del mezzo subacqueo, rendendolo capace di navigare a lungo in superficie ricaricando nel contempo gli accumulatori elettrici per la navigazione in immersione. Nel 1906 fu varato il <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile U-1<\/span><\/strong>, il primo <strong><span style=\"color: #008000;\">U-boot<\/span><\/strong> tedesco (il nome \u00e8 un&#8217;abbreviazione di <strong><span style=\"color: #008000;\">Untersee boot<\/span><\/strong>) lungo 42 metri e dislocante \u00a0347 tonnellate. L&#8217;U 1 fu costruito dai cantieri <strong><span style=\"color: #008000;\">Krupp<\/span><\/strong> di Kiel ed aveva un equipaggio di 10 uomini. Il sommergibile poteva operare fino a 30 metri di profondit\u00e0 ed era propulso da un motore diesel da 200 CV. Dopo la radiazione venne collocato al <strong><span style=\"color: #008000;\">Deutsches Museum di Monaco di Baviera<\/span> <\/strong>dove pu\u00f2 essere ancora visto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">fine prima parte<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/09183\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/09202\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/45963\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/45968\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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