{"id":9083,"date":"2017-10-28T00:05:57","date_gmt":"2017-10-27T22:05:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=9083"},"modified":"2024-03-21T07:49:22","modified_gmt":"2024-03-21T06:49:22","slug":"dal-mare-tutti-quello-nessuno-viceversa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/9083","title":{"rendered":"Dal mare di nessuno a quello di tutti &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: NA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIRITTO INTERNAZIONALE MARITTIMO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: leggi del mare<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le esistenti controversie internazionali su acque di interesse economico da parte di Stati diversi sottolineano come la regolamentazione degli spazi marittimi necessiti ancora molti sforzi a livello internazionale.<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_18174\" aria-describedby=\"caption-attachment-18174\" style=\"width: 900px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/nave-olandese-della-compagnia-delle-indie-orientali.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18174\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/nave-olandese-della-compagnia-delle-indie-orientali.jpg\" alt=\"nave-olandese-della-compagnia-delle-indie-orientali\" width=\"900\" height=\"897\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/nave-olandese-della-compagnia-delle-indie-orientali.jpg 550w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/nave-olandese-della-compagnia-delle-indie-orientali-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/nave-olandese-della-compagnia-delle-indie-orientali-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/nave-olandese-della-compagnia-delle-indie-orientali-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/nave-olandese-della-compagnia-delle-indie-orientali-65x65.jpg 65w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18174\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">nave olandese della compagnia delle indie orientali<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene molti problemi siano irrisolvibili nello scenario geopolitico attuale, de facto, le Marine Militari restano elemento fondamentale per la gestione di queste aree di crisi. Non si pu\u00f2 immaginare altra soluzione se non il loro mantenimento in mare per compiti di presenza e salvaguardia degli interessi nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene esistano strumenti di diritto, come il diritto pubblico internazionale, che tendono a disciplinare il comportamento degli Stati o di altri soggetti internazionali sul mare, nelle proprie competenze e relazioni reciproche, basati su valori comuni e condivisi al fine di mantenere la pace e la cooperazione internazionale, le aree di crisi si stanno moltiplicando e caratterizzeranno sempre di pi\u00f9 gli equilibri geopolitici del III millennio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un cammino di millenni<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/min_naval_battle.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7873 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/min_naval_battle.png\" alt=\"min_naval_battle\" width=\"690\" height=\"445\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/min_naval_battle.png 542w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/min_naval_battle-300x194.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 690px) 100vw, 690px\" \/><\/a>Questo insieme di regole e principi cerca di unificare i diversi sistemi giuridici coordinandoli in modo coerente con lo scopo di disciplinare le relazioni tra soggetti sovrani, membri e altri soggetti per armonizzarne le relazioni in un ideale di giustizia, per raggiungere accordi di comune interesse e vantaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli accordi possono essere Trattati, Convenzioni internazionali ma, come la storia ci insegna, possono anche basarsi su prassi consuetudinarie. Non sempre hanno avuto vita facile in quanto esistono nella storia del passato, ma anche recente, numerosi episodi che hanno fatto discutere per una loro legittimit\u00e0 non pienamente condivisa. Il problema \u00e8 sempre stato la condivisibilit\u00e0 e la fattibilit\u00e0 dell\u2019applicazione delle Convenzioni a fronte degli interessi nazionali ed internazionali. &nbsp;Di fatto, chi ha detenuto il potere marittimo ha sempre cercato di imporre il proprio volere sugli altri.&nbsp; In tempi antichi, e parliamo di oltre 8000 anni or sono, &nbsp;il diritto di usare il mare a propria discrezione risiedeva nei popoli in grado di governare il mare. Qualunque fosse il compito, di \u201cpolizia in alto mare\u201d contro i pirati o di imposizione della sovranit\u00e0 territoriali con il pagamento di dazi ai passanti, lo strumento marittimo veniva organizzato accuratamente, con una componente navale (le navi) ed una terrestre (porti, bacini di carenaggio, supporto logistico) con il compito di proteggere gli interessi commerciali e, spesso, di contrastare i traffici degli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/minoan-art.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7872 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/minoan-art.jpg\" alt=\"minoan-art\" width=\"686\" height=\"462\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/minoan-art.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/minoan-art-300x203.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 686px) 100vw, 686px\" \/><\/a><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nPossiamo dire che la necessit\u00e0 di sviluppare un sistema logistico complesso trov\u00f2 nel mare \u201cterreno\u201d di sviluppo&nbsp; pi\u00f9 fertile che sul territorio terrestre. Di fatto, ogni nave racchiude tutte le componenti organiche di una struttura terrestre ma concentrate in uno spazio ridotto ma necessit\u00e0 di stazioni di rifornimento manutenzione specializzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le funzioni di sopravvivenza, mobilit\u00e0, capacit\u00e0 offensiva e difensiva sono sintetizzate in relativamente pochi metri quadri. Tutto viene comandato e coordinato dal comandante che non e&#8217; solo il conduttore delle forze ma l&#8217;amministratore di tutte le funzioni. Nell&#8217;antichit\u00e0 molte civilt\u00e0 si affidarono al mare per il loro sviluppo e le tracce &nbsp;delle strutture portuali sono ancora ben visibili e spesso straordinariamente conservate; le basi delle strutture organizzative ed esecutive marittime moderne nacquero in era pre-ellenica e nel tempo si svilupparono raggiungendo, in epoca&nbsp; romana, un\u2019efficienza ed organizzazione tale da gestire le flotte dislocate lungo le coste ed i fiumi ai limiti dell\u2019Impero. Esse seppero &nbsp;mantenere, per quasi 600 anni, il controllo di molte rotte del Mediterraneo ovvero fino alla tragica caduta dell\u2019impero di Occidente avvenuta nel quinto secolo dopo Cristo. In seguito, a parte nell&#8217;impero di Oriente, si assistette ad un aumento del disordine nelle rotte, nuovamente infestate dai pirati e dai popoli che si affacciavano incontrastati nel Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito per proteggersi dalle scorrerie dei Saraceni e dei Turchi, le nuove potenze marittime, come le Repubbliche &nbsp;Marinare, svilupparono un sistema di protezione dedicato, con flotte di scorta alle navi mercantili che non disdegnavano scontri fortuiti con i malcapitati. In quel periodo ci furono numerosi progressi tecnologici nella strumentazione necessaria per la navigazione, in particolare con la diffusione della bussola da parte degli amalfitani e lo sviluppo di nuove navi, che oggi potremmo definire multi ruolo, come la<em> galea grossa veneziana <\/em>che poteva venire usata sia&nbsp;per&nbsp;il trasporto di mercanzie che per azioni offensive.<\/p>\n<figure id=\"attachment_9102\" aria-describedby=\"caption-attachment-9102\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/800px-Galley_running_before_the_wind.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9102 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/800px-Galley_running_before_the_wind.jpg\" alt=\"800px-Galley_running_before_the_wind\" width=\"800\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/800px-Galley_running_before_the_wind.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/800px-Galley_running_before_the_wind-300x163.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-9102\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">galea veneziana al vento<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto di convoglio nacque in quell&#8217;epoca e le&nbsp;carovane marittime utilizzarono la galea grossa sia ad uso prettamente commerciale sia per la protezione delle navi minori.&nbsp;Se da un lato la navigazione d&#8217;altura divent\u00f2 pi\u00f9 &#8220;scientifica&#8221; non si osservarono in quel periodo modifiche sostanziali nel concetto giuridico della&nbsp;libera navigazione. Questo diritto, un tempo sancito e protetto da una solida capacit\u00e0 esecutiva, torn\u00f2 ad essere limitato alla protezione locale dei convogli da avversari. Gli avversari erano infatti &nbsp;pi\u00f9 mossi dalla predazione delle copiose merci che da una volont\u00e0 politica di conquistare il predominio del mare.&nbsp;Nei secoli seguenti, lo sviluppo di nuovi poteri regionali forti port\u00f2 alla creazione di convenzioni e leggi basate su giustificazioni giuridiche spesso solo unilateralmente riconosciute. Questo problema divenne sempre pi\u00f9 sensibile man mano che le emergenti potenze economiche europee, basate sui commerci marittimi con l\u2019Oriente e le Americhe incominciarono a mettere in discussione i diritti degli altri.&nbsp; Vedremo come il concetto di libert\u00e0 dei mari si modific\u00f2 significativamente nel tempo passando da un mare di nessuno (in cui il pi\u00f9 potente imponeva le sue regole) a quello di tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Evoluzione del concetto di propriet\u00e0 delle aree marine<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGi\u00e0 nel mondo greco ed orientale &nbsp;e, in seguito, in quello romano si ritrovano tracce di concessioni statali dell\u2019uso dei mare e dei lidi per ricavare vantaggi dai prodotti marini attraverso gabelle la cui riscossione veniva gestita da <em>publicani<\/em> romani o dalle comunit\u00e0 locali. D\u2019altra parte, il mare ed i lidi sono assenti &nbsp;dagli elenchi citati da Polibio delle<em> res publica<\/em>; si ritrovano fiumi, lagune, terreni, opere portuali ma non spiagge, n\u00e9 specchi d\u2019acqua marina considerati <strong><em><span style=\"color: #008000;\">res in usu populi<\/span><\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 confermato dal fatto che nella vendita di un fondo litoraneo non venisse mai computata nel modus la spiaggia (<em>litora<\/em>) paragonata a cose cui \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>iure gentium omnibus vacant<\/em><\/span><\/strong>\u201d come le strade, i luoghi sacri e religiosi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/4dbe72582e775.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9103\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/4dbe72582e775.jpg\" alt=\"porto di claudio ostia\" width=\"896\" height=\"508\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/4dbe72582e775.jpg 596w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/4dbe72582e775-300x170.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 896px) 100vw, 896px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019imperatore Claudio, intorno al I secolo d.C., fece progettare un polo portuale di supporto al porto di Ostia, ormai insufficiente per le esigenze di Roma. L&#8217;opera iniziale richiese circa venti anni di duri lavori ma, &nbsp;a causa dell&#8217;insabbiamento dovuto sia al Tevere che al moto ondoso marino,&nbsp;fu in seguito necessario realizzare un nuovo bacino, scavato artificialmente pi\u00f9 nell&#8217;entroterra. Il nuovo porto fu realizzato dall\u2019imperatore Traiano tra il 100 ed il 112 d.C. Anche quest\u2019opera aveva dimensioni ragguardevoli e l\u2019esagono delle banchine, ancora visibile, &nbsp;misura ben 335 metri per lato. Ostia sviluppo&#8217; nel contempo una complessa rete di magazzini, servizi portuali e maestranze specializzate che servivano i rifornimenti, le manutenzioni, &nbsp;e l&#8217;imbarco\/sbarco delle merci destinate a Roma. Oggi lo chiameremo un hub marittimo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi se le attivit\u00e0 erano da considerarsi di interesse non lo era il mezzo fisico in cui avvenivano. Il concetto che aree marine potessero essere considerate di propriet\u00e0 di uno Stato si ritrov\u00f2 in seguito, &nbsp;in et\u00e0 bizantina, sotto il regno di <strong><span style=\"color: #008000;\">Leone VI il Saggio<\/span><\/strong>.&nbsp;In quel periodo le attivit\u00e0 della pesca divengono necessit\u00e0 di identificazione di aree di sfruttamento privilegiato. Sar\u00e0 &nbsp;l\u2019uso di una specifica attivit\u00e0 di pesca, &nbsp;la <strong><span style=\"color: #008000;\">tonnara<\/span><\/strong>, con la camera della morte impiantata in mare aperto, che di fatto favor\u00ec la caduta della concezione del mare come \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">cosa di nessuno<\/span><\/strong>\u201d verso una <strong><span style=\"color: #008000;\">nuova visione dell\u2019ambiente marino come area di sfruttamento economico<\/span><\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_9104\" aria-describedby=\"caption-attachment-9104\" style=\"width: 258px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/83346.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9104\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/83346.jpg\" alt=\"83346\" width=\"258\" height=\"354\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/83346.jpg 350w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/83346-219x300.jpg 219w\" sizes=\"auto, (max-width: 258px) 100vw, 258px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-9104\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bartolo da Sassoferrato<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel XIV secolo, il&nbsp;celebre giurista <strong><span style=\"color: #008000;\">Bartolo da Sassoferrato<\/span><\/strong>, introdusse il concetto di <strong><em><span style=\"color: #008000;\">districtus,<\/span><\/em> <span style=\"color: #008000;\">ponendo le basi del mare territoriale, concepito come estensione della giurisdizione dalla terra alle acque prospicienti.&nbsp;<\/span><\/strong>Al Bartolo si deve l&#8217;introduzione di un gran numero di concetti giuridici che sono ormai divenuti parte della tradizione giuridica europea. Estremamente prolifico, questo grande giurista italiano, scrisse un famoso libro sul diritto dei fiumi (<strong><em><span style=\"color: #008000;\">De fluminibus seu Tyberiadis)<\/span><\/em><\/strong>. Rilevantissime furono le sue concezioni giuridiche riguardanti i rapporti fra Chiesa e Impero (di particolare attualit\u00e0 all&#8217;epoca)&nbsp; e, col suo trattato sulle rappresaglie, si impose come uno dei fondatori del diritto internazionale privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il &nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">concetto del distretto marittimo<\/span> <span style=\"color: #008000;\">port\u00f2 nel XV secolo alla nuova concezione di un mare adiacente ai confini come territorio dello Stato.<\/span><br \/>\n<\/strong>Possiamo dire che, con le nuove scoperte geografiche, estendendo il raggio operativo delle linee commerciali, aumentarono anche le necessit\u00e0 di proteggere le aree marittime di interesse primario. Nacquero i primi contenziosi marittimi e, nel XVII secolo (1604) la corona spagnola intent\u00f2 una causa sulla legittimit\u00e0 di intervenire oltre i territori adiacenti su naviglio di stati diversi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_9090\" aria-describedby=\"caption-attachment-9090\" style=\"width: 252px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9090\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/grozio.jpg\" alt=\"grozio\" width=\"252\" height=\"301\"><figcaption id=\"caption-attachment-9090\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Hugo Grozio<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il processo venne tenuto ad Amsterdam ed il celebre giurista <strong>Ugo Grozio<\/strong> fu convocato, in qualit\u00e0 di consulente legale, all&#8217;Ammiragliato olandese per difendere la legittimit\u00e0 della cattura di una nave portoghese avvenuta dalle parti di Singapore da parte della Compagnia Olandese delle Indie orientali (e, ovviamente, della depredazione del suo ricco carico). Interessante notare che, nel 1609, l\u2019editore <strong><span style=\"color: #008000;\">Elzevier di Leida<\/span><\/strong> aveva stampato, in forma anonima, un documento affermante il diritto olandese in altre acque, il <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Mare Liberum sive de jure quod Batavis competit ad indicana commercia dissertatio<\/span><\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1625 il portoghese <strong><span style=\"color: #008000;\">Seraphim de Freita<\/span><span style=\"color: #008000;\">s<\/span><\/strong> rispose con il <em><strong><span style=\"color: #008000;\">De Justo Imperio Lusitanorum Asiatico<\/span><\/strong>. <\/em>Nel <strong><span style=\"color: #008000;\">1660<\/span><\/strong>, nello scritto <em><strong><span style=\"color: #008000;\">Mare Liberum<\/span><\/strong><\/em>, <strong><span style=\"color: #008000;\">Grozio<\/span><\/strong> formul\u00f2 un <strong><span style=\"color: #008000;\">principio innovativo secondo il quale il mare fosse territorio internazionale<\/span><\/strong> e tutte le nazioni fossero libere di effettuare scambi attraverso le rotte marittime. De facto, Grozio, proclamando la &#8220;libert\u00e0 dei mari&#8221;, diede una giustificazione ideologica alla rottura di alcuni monopoli commerciali causata non certo disinteressatamente dalla flotta olandese. Va precisato che il <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Mare Liberum<\/em><\/span><\/strong> non fu uno scritto a se stante ma parte del <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>De jure predae commentarius<\/em><\/span><\/strong>, ovvero del documento con cui Grozio aveva difeso la Compagnia Olandese delle Indie Orientali per &nbsp;giustificare la cattura della nave da carico portoghese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Per Grozio il mare, cos\u00ec come l\u2019aria, non poteva essere oggetto di dominio, da qui la legittimit\u00e0 della guerra sul mare e l\u2019esercizio del diritto di preda contro chiunque si fosse opposto alla libera navigazione chiudendo le vie di comunicazione e intralciando il commercio, inteso come \u201cdistributore di beni, promotore dell\u2019amicizia fra i popoli, scudo contro le indigenze\u201d<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel XVII secolo la lotta per il predominio delle rotte commerciali fra l\u2019Europa e le terre d\u2019oltreoceano vedeva da un lato gli Olandesi e dall&#8217;altro Portoghesi e Spagnoli che&nbsp; rivendicavano il controllo dei mari per \u201cpresunti\u201d diritti di prima occupazione, scoperta e, addirittura, di donazioni pontificie. Nel <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Mare Liberum<\/span><\/em><\/strong> le argomentazioni di natura filosofica ovviamente nascondevano ragioni di carattere pratico come l\u2019esigenza da parte della nascente monarchia olandese di contrastare le pretese di portoghesi e spagnoli sugli oceani.&nbsp; Il concetto di mare libero assunse pertanto i contorni di un affare di Stato da cui far dipendere le sorti del commercio internazionale. Va menzionato che l&#8217;Inghilterra, anch\u2019essa in lotta con gli Olandesi per il predominio sul commercio marittimo, si oppose all&#8217;idea di libert\u00e0 dei mari, proclamando la sua sovranit\u00e0 sulle acque attorno alle Isole Britanniche.<\/p>\n<figure id=\"attachment_9088\" aria-describedby=\"caption-attachment-9088\" style=\"width: 253px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9088\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/220px-John_Selden_from_NPG_cleaned.jpg\" alt=\"220px-John_Selden_from_NPG_cleaned\" width=\"253\" height=\"297\"><figcaption id=\"caption-attachment-9088\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">John Selden<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giurista inglese <strong><span style=\"color: #008000;\">John Selden<\/span> <\/strong>nel libro <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Mare Clausum, seu de Dominio Maris libri duo<\/span><\/em><\/strong>, composto nel 1618 per controbattere il concetto del <em>Mare<\/em> Liberum del Grozio, <strong><span style=\"color: #008000;\">sostenne l&#8217;esclusivo diritto degli Inglesi al commercio e alla pesca nei mari del nord.&nbsp;<\/span><\/strong> In pratica, la teoria di Selden si basava sul concetto che era possibile appropriarsi dei mari cos\u00ec come accadeva per le terre. Non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi in quanto Selden visse in un epoca seguente l\u2019epoca Elisabettiana in cui, con una politica navale molto discutibile, furono poste le basi della futura potenza commerciale e marittima dell\u2019Inghilterra.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per cercare di mediare gli interessi personali delle potenze marittime atlantiche e risolvere le molte controversie, venne trovata una soluzione da un altro olandese, <strong><span style=\"color: #008000;\">Cornelius Von Bynkershoek<\/span><\/strong>, che, nel <strong><em><span style=\"color: #008000;\">De dominio maris<\/span><\/em><\/strong> (1702), introdusse il concetto di estensione del <strong><span style=\"color: #008000;\">dominio nazionale basata sulla capacit\u00e0 di esercitare da terra una limitazione al libero transito<\/span><\/strong>.&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_9087\" aria-describedby=\"caption-attachment-9087\" style=\"width: 685px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9087\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/220px-Cornelis_van_Bijnkershoek.jpg\" alt=\"220px-Cornelis_van_Bijnkershoek\" width=\"685\" height=\"1020\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/220px-Cornelis_van_Bijnkershoek.jpg 220w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/220px-Cornelis_van_Bijnkershoek-201x300.jpg 201w\" sizes=\"auto, (max-width: 685px) 100vw, 685px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-9087\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cornelius Von Bynkershoek<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In parole semplici, lo Stato aveva diritto sul mare a lui adiacente fino alla distanza di portata di un colpo di cannone posto sulla terraferma. Questo principio piacque molto e, nel 1782, un eclettico filosofo ed economista, <strong><span style=\"color: #008000;\">Ferdinando Galiani, <\/span><\/strong>abruzzese di nascita ma napoletano di adozione, propose una <strong><span style=\"color: #008000;\">distanza di tre miglia dalla costa<\/span><\/strong> ovvero uguale alla gittata massima dei cannoni dell\u2019epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9089 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/galiani.jpg\" alt=\"galiani\" width=\"218\" height=\"322\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/galiani.jpg 220w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/galiani-204x300.jpg 204w\" sizes=\"auto, (max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/> <strong><span style=\"color: #008000;\">Galiani<\/span> <\/strong>scrisse: &#8220;<em><span style=\"color: #008000;\"><strong>Mi parrebbe peraltro ragionevole che senza attendere a vedere se in atto tenga il Sovrano del territorio costrutta taluna torre &nbsp;o batteria, e di qual calibro di cannoni la tenga montata, si determinasse fissamente, e da per tutto, la distanza di tre miglia dalla terra, come quella che sicuramente \u00e8 la maggiore ove colla forza della polvere finora conosciuta si possa spingere una palla o una bomba<\/strong> ..<\/span><\/em>.&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo criterio&nbsp;fu accolto favorevolmente da molti Stati e, in seguito, adottato anche dall\u2019Inghilterra, nel 1878, con il \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Territorial Waters Jurisdiction Act<\/span><\/strong>\u201d, nonch\u00e9 da moltissime altre Legislazioni nazionali&nbsp;fino al XX secolo favorendo gli scambi commerciali fra le colonie e i paesi d\u2019origine e stimolando la crescita&nbsp; del commercio marittimo internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Va compreso che lo spazio di mare oltre tale fascia era considerato di &#8220;acque internazionali&#8221; ossia di propriet\u00e0 di nessuno Stato e quindi di libero accesso ad ognuno, senza regole comportamentali ben definite.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>In un prossimo articolo vedremo come si \u00e8 arrivati alla situazione attuale.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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