{"id":8928,"date":"2017-02-25T07:00:38","date_gmt":"2017-02-25T06:00:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=8928"},"modified":"2025-12-07T18:59:35","modified_gmt":"2025-12-07T17:59:35","slug":"misteri-del-lago-albano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/8928","title":{"rendered":"I misteri del lago di Albano"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><strong><br \/>\n<\/strong><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff; font-size: 8pt;\"><strong>.<\/strong><\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: ITALIA, LAZIO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: lago, vulcano, GPS, INGV<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I subacquei laziali conoscono i grandi laghi dei castelli romani che offrono molte immersioni interessanti ed impegnative. Come \u00e8 noto, immergersi nelle scure acque dei laghi richiede una preparazione ed esperienza pregressa; le condizioni di visibilit\u00e0 sono spesso cattive, il rischio di perdersi \u00e8 elevato e la temperatura dell&#8217;acqua non aiuta. Di contro, se si pone attenzione nel nuoto in prossimit\u00e0 del fondo, gli incontri possono essere interessanti: dagli abitanti del lago a reliquie delle visitazioni antiche.\u00a0Dal punto di vista biologico, la fauna ittica presenta pesci d&#8217;acqua dolce autoctoni come la rovella, il luccio, il barbo, il cavedano, l&#8217;anguilla, la trota, la tinca, lo spinarello e la scardola.\u00a0Diverse sono le specie alloctone d&#8217;acqua dolce introdotte come la carpa, il persico sole, l&#8217;agone, il persico reale\u00a0e numerose specie introdotte come il cefalo, il latterino ed il crostaceo \u00a0<i>Palaemonetes antennarius<\/i>. La fauna ittica \u00e8 visibile soprattutto di notte.\u00a0<span style=\"font-size: 12px; line-height: 0px;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-8935\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/orto-batimetriche.jpg\" alt=\"orto batimetriche\" width=\"800\" height=\"606\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/orto-batimetriche.jpg 659w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/orto-batimetriche-300x227.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">linee orto batimetriche del lago di Albano<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>Il lago di Albano<\/strong> <\/span><br \/>\nIl lago, noto anche come lago di Castel Gandolfo, si trova a 293 metri sul livello del mare ed \u00e8 il pi\u00f9 profondo tra i laghi vulcanici d&#8217;Italia con circa 167 m di profondit\u00e0.\u00a0Allo stato attuale \u00e8 lungo circa 3,5 km e largo 2,3 km, con un&#8217;estensione di circa sei chilometri quadrati. Come testimoniano resti di palafitte sul suo fondo, il lago fu abitato fin dai tempi preistorici e, durante l&#8217;epoca romana, divenne luogo di grande importanza dove abbienti romani costruirono ville e possedimenti.\u00a0In tempi recenti, divenne la residenza estiva del Papa, in un palazzo sito a Castel Gandolfo, un piccolo villaggio che si trova proprio sulla sommit\u00e0 del cratere che contiene il lago di Albano. Non tutti sanno che i frequenti cambi di livello del lago e probabilmente un&#8217;esondazione disastrosa per le coltivazioni locali indusse nel 398 aC i Romani a scavare uno sbocco artificiale per controllare il livello del lago (Funiciello et al., 2002 , 2003). L&#8217;ingresso di questa incredibile opera di ingegneria \u00e8 ancora visibile.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8934\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/multibeam-3D.jpg\" alt=\"multibeam 3D\" width=\"800\" height=\"513\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/multibeam-3D.jpg 615w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/multibeam-3D-300x192.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">The dark side of the Albano crater lake di Anzidei et alii.<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDopo questa piccola descrizione propongo un estratto di uno studio dell&#8217;INGV, pubblicato dagli annali di Geofisica nel 2006 ( &#8220;<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.4401\/ag-3094\"><strong><span style=\"color: #008000;\">The dark side of the Albano crater lake<\/span><\/strong>&#8221; di Marco Anzidei<\/a>, Alessandra Esposito dell&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Roma, e di Francesco De Giosa del Coastal Consulting and Exploration) che descrive dettagliatamente le caratteristiche morfologiche del lago di Albano (o di Castel Gandolfo) a cui rimando per approfondire l&#8217;argomento. In estrema sintesi, nel mese di novembre 2005, fu effettuato il primo rilievo batometrico del lago di Albano per mezzo di uno <strong><span style=\"color: #008000;\">scandaglio multibeam ad alta risoluzione<\/span><\/strong> i cui dati furono geo-referenziati con posizionamento GPS ad alta precisione. Al termine del progetto fu prodotta una mappa morfologica-batimetrica ad alta risoluzione che forn\u00ec un modello digitale del fondo del lago di cui potrete ammirare alcune immagini nell&#8217;articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Storia geologica<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl lago di Albano \u00e8 il pi\u00f9 profondo lago vulcanico tra i vulcani situati nella penisola italiana. Appartiene al complesso vulcanico dei Colli Albani le cui ultime eruzioni risalgono a circa 30000 anni fa. Si ritiene che eventi minori si verificarono fino a 7000 anni fa. Dopo la fine della attivit\u00e0 vulcanica il cratere di Albano divenne un lago le cui variazioni di livello, ritrovate nell&#8217;andamento delle batimetrie, sono note fin dai tempi storici.<br \/>\nIl complesso vulcanico dei Colli Albani occupa una vasta area a circa 25 km a SE di Roma. La sua struttura pu\u00f2 essere descritta come una caldera con un cono centrale. In realt\u00e0 si osservano due importanti <strong><span style=\"color: #008000;\">caldere<\/span><\/strong> nidificate con molti sfiati, la maggior parte dei quali prodotti da attivit\u00e0 esplosive del vulcano. Il punto pi\u00f9 alto \u00e8 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Monte Cavo<\/span><\/strong>, posto \u00a0a 949 m di altezza, che consiste in un cono di scorie situato in una posizione eccentrica sul bordo sud-ovest della caldera di Faeta. I due laghi vulcanici di Albano e Nemi riempiono i pi\u00f9 recenti crateri del vulcano (Trigila, 1995). Gli studi geologici eseguiti da Mercalli (1883), Fornaseri et al. (1963) e De Rita et al. (1988, 1992) hanno datato tutti i depositi dei Colli Albani in un&#8217;et\u00e0 pi\u00f9 avanzata rispetto all&#8217;Olocene (10000 anni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tempi pi\u00f9 recenti, si ritrovano citate in alcuni documenti storici delle attivit\u00e0 eruttive fino al 114 a.C. (Funiciello et al). La prova di una agitazione vulcanica ancora in corso, basata sia su dati <strong><span style=\"color: #008000;\">iCal<\/span><\/strong> sia geodetici seismologici-strumentali, \u00e8 stata rilevata (Amada e Chiarabba, 1995; Chiarabba et al, 1997;. Anzidei et al, 1998).\u00a0Le misure di deformazione del suolo, apprezzabili dalle linee di livellamento di precisione stabilite dall&#8217;IGM nel 1951 ed altri parametri di riferimento rilevati alla fine del secolo scorso, hanno indicato un sollevamento di 30 cm in 43 anni con un rate di\u00a00,7 millimetri \/ anno (Amato e Chiarabba, 1995).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ampia zona di deformazione, evidenziata attraverso osservazioni DIN SAR Salvi et al. (2004), tra i due laghi di Albano e Nemi, \u00e8 stata interpretata come correlata ad una sorgente superficiale (3-6 km), in quanto produce un segnale simile a molti vulcani attivi (Amato e Chiarabba, 1995;. Chia-Rabba et al, 1997; Salvi et al, 2004) con rilascio di gas dal terreno (CO<sub>2<\/sub>) certamente pericolosi \u00a0per la zona densamente che \u00e8 densamente popolata (Chiodini e Frondini, 2001; Annunziatellis et al, 2003;. Carapezza et al, 2003). Questi rilasci furono probabilmente generati dalla fratturazione della roccia prodotta durante gli eventi sismici del 1989-1990, 1995 e nel 1999 (Beaubien et al., 2003).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8932\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/franata-lato-sud.jpg\" alt=\"franata lato sud\" width=\"800\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/franata-lato-sud.jpg 626w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/franata-lato-sud-300x187.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall&#8217;analisi della tettonica regionale ed il comportamento a lungo termine del complesso vulcanico, Karner et al. (2001a, b) e Marra et al. (2003) <strong><span style=\"color: #008000;\">si ritiene che il vulcano potrebbe essere all&#8217;inizio di una nuova fase eruttiva<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esistenza di un vulcano attivo, potenzialmente vicino a Roma ed a non meno importanti citt\u00e0, tutte densamente abitate, porta gli scienziati a rivedere i rischi vulcanici di questa zona\u00a0non solo per lo scenario di nuove eruzioni ma per la sismicit\u00e0 ricorrente che colpisce periodicamente il vulcano (Amato et al., 1994) con la possibilit\u00e0 di un improvviso rilascio di gas \u00a0(CO<sub>2<\/sub>) dal fondo dei laghi di Albano e di Nemi (Sigurdsson et al, 1987) (Barberi et al, 1989; Rice, 2000); \u00a0eventi catastrofici simili non sono di fantasia e si verificarono nel recente passato nei laghi vulcanici africani di Monoun e Nyos.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La campagna di monitoraggio<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nUn sondaggio ad alta risoluzione multi beam sull&#8217;intera zona del lago fu eseguito la per la prima volta nel novembre 2005 con l&#8217;impiego della <strong><span style=\"color: #008000;\">barca Alsea della Coastal Consulting and Exploration Company<\/span><\/strong> dotato di un ecoscandaglio multi beam ad alta risoluzione. In particolare, a causa della profondit\u00e0 del lago, furono impiegati ecoscandagli ad alta risoluzione della Reson: il \u00a0Seabat 8125 multi beam fino a 80 m di profondit\u00e0 ed il Seabat 8101 multi beam (455 KHz), tra gli 80-167 m ovvero \u00a0fino al punto pi\u00f9 profondo del lago. Le misure batimetriche furono georeferenziate con dati GPS \/ RTK. L&#8217;altezza strumentale del livello zero fu riferito ad un punto di riferimento geodetico WGS84 (denominato <strong><span style=\"color: #008000;\">ALBA<\/span><\/strong>), precedentemente identificato\u00a0vicino al lago. Questa posizione fu misurata mediante tecniche spaziali geodetiche utilizzando un paio di ricevitori GPS con riferimento al caposaldo geodetico GPS\u00a0situato presso l&#8217;INGV di Roma che appartiene alla rete GPS Nazionale dell&#8217;INGV (Anzidei et alii 1998, Serpelloni et alii, 2005).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/colli_albani_vulcano_bathymetry_vulcano_albano_lago_lake_laziale.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8940\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/colli_albani_vulcano_bathymetry_vulcano_albano_lago_lake_laziale.jpg\" alt=\"SONY DSC\" width=\"972\" height=\"406\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/colli_albani_vulcano_bathymetry_vulcano_albano_lago_lake_laziale.jpg 1155w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/colli_albani_vulcano_bathymetry_vulcano_albano_lago_lake_laziale-300x125.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/colli_albani_vulcano_bathymetry_vulcano_albano_lago_lake_laziale-1024x427.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 972px) 100vw, 972px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati di elevazione del fondo del lago sono stati quindi riportati nel sistema di riferimento <strong><span style=\"color: #008000;\">WGS 84<\/span> <\/strong>(altezze ellissoidali) perch\u00e9 il benchmark di riferimento Alba non era stato collegato a qualsiasi linea di livellamento e la sua elevazione ortometrica non era disponibile. Il posizionamento centimetrico della nave fu ottenuto con la tecnica GPS in modalit\u00e0 <strong><span style=\"color: #008000;\">RTK (Real Time Kinematic)<\/span><\/strong> una tecnica di navigazione satellitare dove una singola stazione di riferimento fornisce connessioni in tempo reale fornendo un&#8217;accuratezza a livello del centimetro. Quando ci si riferisce al GPS in particolare, il sistema \u00e8 anche riferito come CPGPS, miglioramento in Carrier-Phase. Le coordinate in tempo reale sono stati state ottenute con l&#8217;installazione di una stazione di riferimento Ashtech Acquario.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8937\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/profilo-Temp.jpg\" alt=\"profilo Temp\" width=\"800\" height=\"417\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/profilo-Temp.jpg 692w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/profilo-Temp-300x157.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erano disponibili altri strumenti tra cui il Navitronics SVP15 e sonde SeaBird CTD che furono impiegati anche per ottenere dei profili della temperatura (vedi immagine sopra), della conducibilit\u00e0 e della velocit\u00e0 del suono lungo la colonna d&#8217;acqua. I percorsi pianificati per ottenere la completa copertura del lago mantennero una sovrapposizione di almeno il 20-30% \u00a0tra le corse parallele fino alla superficie del lago. Per una completa descrizione tecnica si rinvia all&#8217;interessantissimo rapporto originale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Conclusioni<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa tecnica multi beam ad alta risoluzione, pi\u00f9 esaustivamente descritta nel rapporto, \u00a0forn\u00ec la prima mappa 3D morfo-batimetrica del lago di Albano ad alta risoluzione. Questi dati sono utili per una vasta gamma di applicazioni e per migliorare e sostenere la ricerca geologica, geomorfologica, vulcanologica, geochimica, geofisica ed il monitoraggio di questa zona vulcanica. Nonostante l&#8217;interpretazione vulcanologica non fu l&#8217;obiettivo specifico di quel lavoro, forn\u00ec le prime immagini della parte sommersa del cratere del lago di Albano e nuove informazioni su aspetti morfologici ancora sconosciuti della parte sommersa del cratere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il fondo del lago mostra episodi del passato strettamente connessi con l&#8217;evoluzione geologica e vulcanologica dell&#8217;area e\u00a0possono essere riassunti come segue:<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">il volume totale dell&#8217;acqua del lago al momento delle indagini era di oltre 447 milioni di metri cubi<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">sul lato Nord, il lago \u00e8 caratterizzato da una zona pianeggiante a profondit\u00e0 compresa tra 0 e 25 metri sotto la superficie del lago e da due concentrici bacini circolanti delimitati da fianchi scoscesi.<\/span><\/strong> Il primo \u00e8 tra circa -50 e -120 m mentre il\u00a0 secondo tra i\u00a0-120 e -167 metri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">il punto pi\u00f9 profondo del lago \u00e8 a 166.86 metri, un valore inferiore a quelli precedenti registrati (173 m).<\/span> <\/strong>Questo valore pu\u00f2 essere spiegato con l&#8217;abbassamento della falda freatica attorno al bacino che pu\u00f2 ridurre l&#8217;equilibrio idrologico dell&#8217;area, come riportato da Capelli et al. (2000).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">il punto pi\u00f9 profondo coincide con un cratere circolare di circa 1000 m di larghezza, con ripidi fianchi interni di circa 45 m di altezza.<\/span><\/strong> I fianchi scoscesi mostrano fenomeni di erosione, probabilmente sub aeree, che potrebbe essersi verificati prima che il cratere fosse riempito con l&#8217;acqua. La planarit\u00e0 di questa zona suggerisce una sedimentazione continua a questa profondit\u00e0, in accordo con Oldfield et al. (1996).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">un&#8217;altra depressione circolare potrebbe essere indirizzata a crateri ma, senza ulteriori prove da sondaggi sismici o forature, con la percezione di quelli riportati in Oldfield et al. (1996), non possiamo confermare o escludere questa ipotesi.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">frane di\u00a0\u00a0roccia \u00a0di diverse dimensioni si verificarono nel lago fin dalla sua formazione<\/span><\/strong>. Ci\u00f2 \u00e8 stato verificato prevalentemente lungo i ripidi fianchi interni del cratere e, parzialmente, nel cratere centrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">tre livelli di coste sommerse, al momento di et\u00e0 sconosciuta, sono chiaramente evidenziate a profondit\u00e0 comprese tra -31 e -41 nel lato nord-est del lago.<\/span><\/strong> Essi testimoniano le variazioni di livello del lago probabilmente a causa di un cambiamento nell&#8217;ambiente come riportato in letteratura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">non sono emersi centri attivi rilevanti di esalazione di gas in tutto il bacino.<\/span> <\/strong>Ci\u00f2 \u00e8 in contrasto con osservazioni precedenti che avevano descritto alcuni punti esalativi prevalentemente nella parte orientale del bacino. Questo pu\u00f2 essere spiegato da un cambiamento temporaneo nell&#8217;esalazione di gas da terra o con la sigillatura delle fratture che impediscono il rilascio del gas fino alla superficie. Il problema delle esalazioni di gas \u00e8 rilevante per la discussione scientifica e soprattutto per la valutazione del pericolo del vulcano del lago di Albano nell&#8217;ipotesi che il cratere centrale possa essere una trappola adatta per l&#8217;accumulo di CO2 che potrebbe essere rilasciato improvvisamente, come avvenne nel lago Nyos (Rice, 2000). <strong><span style=\"color: #008000;\">Tenendo conto che il lago di Albano ha la pi\u00f9 alta concentrazione di CO2 tra i laghi vulcanici italiani<\/span> <\/strong>(fino a 200 mg \/ l a -175 m) (Martini et al., 1994) <strong><span style=\"color: #008000;\">si tratta di \u00a0un fattore da non trascurare<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; per quanto riguarda le frane, deve essere preso in considerazione la possibilit\u00e0 di un pericoloso scivolo delle pareti perch\u00e9 la sua occorrenza indurrebbe delle onde di tsunami nel lago che potrebbero essere pericolose per l&#8217;Uomo e per l&#8217;ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In sintesi, l&#8217;occorrenza di eventi vulcanici nel lago di Albano non dovrebbe essere esclusa a causa della sismicit\u00e0 della zona, delle caratteristiche del fondo del lago e delle ripide pendici del lato interno del cratere di fronte al lago.\u00a0Le caratteristiche morfologiche del fondale del lago suggeriscono l&#8217;esistenza di almeno due grandi crateri e altri tre piccoli centri \u00a0eruttivi (Anzidei et al., 2007).<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ulteriori rilevazioni, come sondaggi sismici, dovranno essere eseguite per fornire dati sulle caratteristiche strutturali ancora sconosciute del fondo del lago.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Marco Anzidei<br \/>\nsenior researcher INGV<br \/>\n<\/span><\/strong><em><span style=\"color: #008000;\">Mailing address<\/span><\/em><span style=\"color: #008000;\">: Dr. Marco Anzidei, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Via di Vigna Murata 605, 00143 Roma, Italy<br \/>\ne-mail: marco.anzidei@ingv.it<\/span><\/p>\n<p>immagini INGV &#8211; in anteprima CS Castelli<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini sono prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore e le fonti o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n.<\/p>\n<p><strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. 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