{"id":87922,"date":"2023-05-24T00:01:50","date_gmt":"2023-05-23T22:01:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=87922"},"modified":"2026-06-08T23:16:02","modified_gmt":"2026-06-08T21:16:02","slug":"per-chi-suona-la-campagna-un-accessorio-di-bordo-ancora-pieni-di-fascino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/87922","title":{"rendered":"Per chi suona la campana: un accessorio di bordo ancora pieno di fascino"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO:\u00a0NAUTICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: campana di bordo, battere l\u2019ora<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla voce &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Campana&#8221;<\/span><\/strong>, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Vocabolario Marinaresco<\/span><\/strong> edito dalla Lega Navale Italiana nel 1932 citava categoricamente: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Sulle navi non si usano orologi con suoneria automatica. Le ore si suonano mediante le campane, nel modo convenzionale indicato alla voce \u201cbattere\u201d. Questi segnali orari hanno molta importanza per il cambio delle guardie di coperta e di macchina, e per i turni dei vari servizi (timone, vedette). Le medesime campane si usano per i segnali nebbia quando la nave \u00e8 all\u2019ancora, e per dare l\u2019allarme in caso d\u2019incendio a bordo. Chiunque si accorga di un principio d\u2019incendio ha l\u2019obbligo di correre alla campana e di suonarla a stormo<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Campana, un nome italiano<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl nome italiano, Campana, deriva da Campania, che \u00e8 storicamente la regione italiana nella quale venivano in origine fuse le campane. Usate in antichit\u00e0 per compiti religiosi, nel tempo furono adottate dalle navi diventando parte delle tradizioni delle marine e delle flotte mercantili di tutto il mondo sia per usi funzionali che cerimoniali. Una delle prime menzioni registrate della campana di una nave fu sulla nave britannica <strong><span style=\"color: #008000;\">Grace Dieu<\/span><\/strong> intorno al 1485. La pi\u00f9 antica campana recuperata in mare appartiene ad una nave portoghese della flotta di Vasco de Gama, naufragata al largo dell\u2019Oman, che \u00e8 stata datata 1498. Circa dieci anni dopo, nell&#8217;inventario della nave inglese <strong><span style=\"color: #008000;\">Regent,<\/span><\/strong> venero elencate due &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">wache bells<\/span><\/strong>&#8221; ovvero campane per il servizio di guardia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un accessorio, non solo navale, con una lunga storia<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa <strong><span style=\"color: #008000;\">campana<\/span><\/strong> viene realizzata in ottone o bronzo (le migliori erano fuse con una lega all\u201980% di rame e per il 20% di stagno). \u00a0La parte superiore \u00e8 detta <strong><span style=\"color: #008000;\">Testata<\/span><\/strong> e appena al di sotto troviamo il <strong><span style=\"color: #008000;\">Ventre<\/span><\/strong>, all\u2019interno del quale troviamo l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ansola<\/span><\/strong>\u00a0alla quale viene appeso il <strong><span style=\"color: #008000;\">Batacchio; quest&#8217;ultimo,<\/span><\/strong>\u00a0battendo contro la struttura interna, la fa risuonare. Per facilitare il procedimento dal battacchio pende <strong><span style=\"color: #008000;\">l\u2019unica <\/span><\/strong>corda presente su una unit\u00e0 navale, ovvero per i marinai tutto il resto viene definito <strong><span style=\"color: #008000;\">cavi, gomene, stroppi, cime, sagole, messaggere, drizze<\/span><\/strong>, etc.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/HMS_Cavalier_ships_bell-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 HMS_Cavalier_ships_bell-1024x768.jpg\" width=\"495\" height=\"372\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Il nome della nave \u00e8 sempre inciso sulla testata della campana con l\u2019anno del varo e, qualche volta, il nome del cantiere dove era stata costruita; fattori che consentono spesso di poter risalire al nome del relitto &#8211; autore Hammersfan &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:HMS_Cavalier_ship%27s_bell.jpg\">HMS Cavalier ship&#8217;s bell.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il nome di una nave veniva cambiato, la tradizione marittima imponeva che la campana originale rimanesse a bordo. Quando la nave era messa in disarmo la campana veniva (e viene) smontata e conservata in una sede di rispetto. Le campane sono sempre state impiegate per cadenzare gli eventi di bordo, per segnalare pericoli e gli allarmi a bordo. Per quanto riguarda la sua prima funzione, prima dell&#8217;avvento del cronometro, il tempo in mare veniva misurato dal rivolo di sabbia che riempiva una clessidra di mezz&#8217;ora.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/campana-USN-654x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 campana-USN-654x1024.jpg\" width=\"427\" height=\"669\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong> specifiche tecniche delle campane della USN &#8211; dal Naval Artificers Manual, 1918 <a href=\"https:\/\/www.history.navy.mil\/browse-by-topic\/heritage\/customs-and-traditions0\/the-ship-s-bell.html\">The Ship\u2019s Bell (navy.mil)<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Uno dei mozzi della nave aveva il compito di sorvegliare la clessidra e di girarla quando la sabbia era finita. Dopo aver girato la clessidra, il marinaio suonava la campana come conferma di aver effettuato tale operazione, di fatto comunicando all&#8217;equipaggio il passare del tempo. Gli equipaggi, avendo turni di quattro ore, potevano regolarsi grazie al suono della campana che veniva infatti fatta risuonare con un tocco ogni mezzora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va compreso che, a differenza delle campane dei campanili, il cui suonare era legato all\u2019ora calcolata dagli orologi, ci\u00f2 non poteva avvenire a bordo, semplicemente perch\u00e9 le navi non avevano ancora ii cronometri di bordo (fondamentali per calcolare la longitudine). I vascelli durante la navigazione attraversavano fusi orari diversi per cui i tramonti e le albe avvenivano a rotazioni di clessidre diverse, cosa che scombinava non poco la vita di bordo. Questo uso ancora esiste a bordo delle navi scuola come il Vespucci, dove marinai ed allievi si adeguano al tocco della campana per regolarsi i cambi della guardia. Nelle navi moderne l&#8217;impiego delle campane per la misurazione del tempo e dei ritmi di bordo \u00e8 stato oggi sostituito dagli avvisi per interfono.<\/p>\n<figure style=\"width: 255px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/lega-navale-0--720x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 lega-navale-0--720x1024.jpg\" width=\"255\" height=\"363\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>foto e libro di @andrea mucedola<\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre sul <strong><span style=\"color: #008000;\">Vocabolario Marinaresco della Lega Navale Italiana<\/span><\/strong>, alla voce battere, in merito a suonare le ore con la campana di bordo si legge: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Batti otto. E\u2019 l\u2019ordine di suonare il mezzogiorno , quando se ne \u00e8 determinato l\u2019istante a mezzo di un\u2019osservazione del sole. Si dice in quel modo perch\u00e9 a bordo le ore, il cui numero \u00e8 multiplo di quattro, si indicano tutte con un sol gruppo di quattro tocchi doppi di campana; le ore comprese tra le suddette si suonano rispettivamente con uno , due e tre tocchi doppi, e le mezze ore aggiungendo un tocco semplice.<\/span><\/em><\/strong>\u201d<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Nella marina britannica,\u00a0<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">nel 1797 avvennero due seri ammutinamenti nelle acque inglesi, Spithead e Nore, che coinvolsero simultaneamente molte navi. <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Dopo quello avvenuto a Nore (nei pressi del Tamigi che ebbe un esito molto pi\u00f9 cruento) avvenuto alle 18:30 in contemporanea con il segnale di cambio guardia <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">(per cui erano previsti 5 tocchi di campana), le navi britanniche cambiarono allo stesso orario il numero di tocchi da 5 a 1 (prima era 2 2 1 ovvero 2 doppi tocchi ravvicinati e un singolo tocco).\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Come rifasavano il tempo sulle navi?\u00a0<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nUn tempo sulle navi il <strong><span style=\"color: #008000;\">mezzogiorno<\/span><\/strong> era calcolato dall\u2019ufficiale di rotta con l\u2019osservazione del <strong><span style=\"color: #008000;\">passaggio del sole allo zenith (mezzogiorno vero)<\/span><\/strong>; in navigazione, per suddividere equamente lo sforzo, l\u2019equipaggio di bordo era organizzato in squadre di ugual numero di elementi che si alternavano ogni quattro ore seguendo il tempo misurato sulla base della rotazione delle clessidre.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/NAVIGAZIONE-SESTANTE-Officer_Candidates_Aboard_Barque_Eagle_8147716536.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NAVIGAZIONE-SESTANTE-Officer_Candidates_Aboard_Barque_Eagle_8147716536.jpg\" width=\"556\" height=\"370\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Osservazione con il sestante &#8211;<\/strong> <strong>un allievo dell&#8217;Accademia della Guardia costiera degli Stati Uniti si esercita all&#8217;uso del sestante durante una sessione di addestramento serale a bordo della nave della Guardia Costiera degli Stati Uniti Eagle il 13 settembre 2012 &#8211; Foto della Guardia Costiera degli Stati Uniti &#8211; allievo ufficiale di 1a classe Lauren Jorgensen <\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Officer_Candidates_Aboard_Barque_Eagle_(8147716536).jpg\"><strong>Officer Candidates Aboard Barque Eagle (8147716536).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene i turni fossero di quattro ore, a volte, nelle ore pomeridiane e serali, i turni potevano essere ridotti per consentire all\u2019equipaggio di spezzare il ritmo di turnazione. Ancora oggi, sulle navi, specialmente quelle militari, si applicano due turni brevi di guardia in navigazione, della durata di due ore (dalle 16 alle 18 il primo e dalle 18 alle 20 il secondo) detti <strong><span style=\"color: #008000;\">gaettone<\/span><\/strong>, dal termine veneziano <strong><span style=\"color: #008000;\">gaet\u00f3n<\/span><\/strong>, da <strong><span style=\"color: #008000;\">guaita<\/span><\/strong> ovvero \u00abguardia\u00bb (in ambito anglosassone <strong><span style=\"color: #008000;\">dog watch<\/span><\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le tante curiosit\u00e0, alla mezzanotte del capodanno, in alcune marine si usava suonare le campane con <strong><span style=\"color: #008000;\">16 tocchi<\/span><\/strong>, otto per il vecchio e otto per il nuovo anno. Il numero otto \u00e8 curioso e veniva usato anche per la morte di un marinaio per indicare che era terminato il suo &#8230; turno. Ancora oggi nel gergo nautico anglosassone il termine &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">eight bells<\/span><\/strong>&#8221; viene talvolta usato nei necrologi come eufemismo per il decesso. <span style=\"font-size: 14pt;\"><span style=\"color: #000000; font-size: 16px;\">Tradizionalmente, in alcune marine, la campana era mantenuta dal cuoco della nave. Sembrerebbe che questa tradizione nacque per permettere al cuoco di dormire un p\u00f2 di pi\u00f9. In pratica il nostromo o chi di turno accendeva il fuoco nelle cucine in modo che fosse gi\u00e0 pronto al risveglio del cuoco per preparare la colazione. In pratica il nostromo o chi di turno accendeva il fuoco nelle cucine in modo che fosse gi\u00e0 pronto al risveglio del cuoco per preparare la colazione. In cambio, il cuoco si occupava della pulizia della campana della nave, dovere normalmente di competenza del nostromo. Oggigiorno, la manutenzione \u00e8 affidata ai marinai incaricati del posto di lavaggio della parte della nave in cui si trova la campana. <\/span><\/span>Oltre a richiamare il cambio delle ore, il suono della campana di una nave era usato come <strong><span style=\"color: #008000;\">segnale di avvertimento per altre navi in condizioni di scarsa visibilit\u00e0 e nebbia<\/span><\/strong>. Nel 1858, i regolamenti navali britannici resero obbligatoria questa funzione importante di avviso, assolutamente necessaria in epoche in cui, in caso di nebbia le navi navigavano alla cieca nella nebbia. Con le prime reti interfoniche l\u2019utilizzo della campana per misurare il tempo \u00e8 stato abbandonato ma viene ancora impiegata per le segnalazioni in caso di nebbia o di emergenza. Va comunque compreso che ancora oggi la presenza delle campane a bordo non \u00e8 solo un fatto di tradizione; il Regolamento Internazionale per prevenire gli abbordi in mare, firmato a Londra il 20 Ottobre 1972, prevede (Regola 33) che \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">una nave di lunghezza uguale o superiore a 12 metri deve essere provvista di un fischio o di una campana\u201d e circa i segnali sonori in condizioni di visibilit\u00e0 ridotta (Regola 35) stabilisce che \u201cuna nave all\u2019ancora deve ad intervalli non superiori ad un minuto suonare la campana rapidamente per circa 5 secondi. Su una nave di lunghezza uguale o superiore a 100 metri la campana deve essere suonata a prora ed immediatamente dopo il suono della campana deve essere suonato rapidamente nella parte poppiera della nave.<\/span><\/strong>\u201d Questo vale anche se sono disponibili sistemi radar asserviti a sistemi di navigazione moderni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Nelle marine veliche, la campana poteva essere usata anche per annunciare l\u2019arrivo a bordo di persone di riguardo<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Oggi questa usanza \u00e8 ancora presente sulle navi militari dove, l\u2019arrivo o la partenza degli Ufficiali \u00e8 salutata con il fischio o meglio con un numero di fischi e trilli legato al grado del personaggio. L&#8217;ordine \u00e8 composto dal numero dei &#8220;fischi&#8221; e dal termine <strong><span style=\"color: #008000;\">banda<\/span><\/strong> che indica il lato della nave, dritta e sinistra, un ordine che indicava nella marina velica anche il numero di persone chiamate per dare gli onori.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_pm7GQ4foWp8\"><div id=\"lyte_pm7GQ4foWp8\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/pm7GQ4foWp8\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/pm7GQ4foWp8\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/pm7GQ4foWp8\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora oggi gli onori sono dati secondo la regola che maggiore \u00e8 il grado\/livello, maggiore \u00e8 il numero di &#8220;fischi&#8221;:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">DUE ALLA BANDA<\/span><\/strong>, per gli Ufficiali fino al grado di Tenente di vascello e rispondenti gradi\/livelli sia militari sia civili;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">QUATTRO ALLA BANDA<\/span><\/strong>, per gli Uff\/li fino al grado di Capitano di vascello e rispondenti gradi\/livelli sia militari sia civili;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">SEI ALLA BANDA<\/span><\/strong>, per gli Uff\/li da Contrammiraglio fino al grado di Ammiraglio di Squadra e rispondenti gradi\/livelli sia militari sia civili;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">OTTO ALLA BANDA<\/span><\/strong>, per la Bandiera Nazionale\/Navale, per i Capo di Stato, per il SS Sacramento e per i Caduti.<\/p>\n<p>Ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia, torniamo alle campane di bordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Come fonte battesimale<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nAlla nascita di un bambino, sulle navi passeggere che attraversavano gli oceani, era consuetudine battezzarlo sotto la campana della nave; spesso veniva temporaneamente rimossa dalla sua sede ed utilizzata come ciotola per l\u2019acqua santa. Una volta completato il battesimo, il nome del bambino veniva poi registrato sul diario di bordo (<strong><em><span style=\"color: #008000;\">giornale di chiesuola<\/span><\/em><\/strong>). Sembra che questa usanza ebbe origine nella marina britannica e ancora oggi, in questo importante giornale di bordo, sono trascritti tutti gli eventi della nave: dalle rotazioni delle guardie, alle condizioni del mare e del vento, ai cambiamenti di rotta e di velocit\u00e0 nonch\u00e9 le attivit\u00e0 particolari che avvengono sulla nave. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">giornale di chiesuola<\/span><\/strong>, dopo il disarmo di una nave militare, viene conservato negli archivi della Marina, essendo considerato a tutti gli effetti un documento ufficiale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/ATTREZZATURA-NAUTICA-Campana_dellAmerigo_Vespucci_-_panoramio-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ATTREZZATURA-NAUTICA-Campana_dellAmerigo_Vespucci_-_panoramio-1024x683.jpg\" width=\"420\" height=\"280\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>la quasi centenaria campana di Nave Vespucci &#8211; fonte https:\/\/web.archive.org\/web\/&#8230;\/http:\/\/www.panoramio.com\/photo\/42631728 &#8211; autore il Direttore &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Campana_dell%27Amerigo_Vespucci_-_panoramio.jpg\">Campana dell&#8217;Amerigo Vespucci &#8211; panoramio.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene molte di queste tradizioni non siano pi\u00f9 seguite, la campana navale non ha perso il suo fascino e i suoi tocchi ci richiamano ancora quei tempi, non poi cos\u00ec lontani, in cui l\u2019Uomo iniziava a solcare gli oceani alla ricerca di prosperit\u00e0 e di avventura.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima, la campana della <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Nave Puglia<\/span><\/strong>. Dopo un&#8217;intensa attivit\u00e0 operativa, il <i>Puglia<\/i>, nel 1923, dopo essere stato posto in disarmo e radiato, venne donato dalla Regia Marina italiana a Gabriele d&#8217;Annunzio: la prua e gran parte delle sovrastrutture vennero quindi trasferite nel parco del Vittoriale degli italiani, a Gardone Riviera sulla sponda bresciana del lago di Garda, simbolicamente rivolti verso l&#8217;Adriatico. &#8211; autore della foto <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Utente:Ysogo\">Ysogo<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Vittoriale_degli_italiani_-_Regia_nave_Puglia_-_Campana_di_bordo.jpg\">Vittoriale degli italiani &#8211; Regia nave Puglia &#8211; Campana di bordo.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO:\u00a0NAUTICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: campana di bordo, battere l\u2019ora Alla voce &#8220;Campana&#8221;, il Vocabolario Marinaresco edito dalla Lega Navale Italiana nel 1932 citava categoricamente: \u201cSulle navi non si usano orologi con suoneria automatica. Le ore si suonano mediante le campane, nel modo convenzionale indicato alla voce \u201cbattere\u201d. 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