{"id":876,"date":"2016-07-21T01:00:32","date_gmt":"2016-07-21T01:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/wp\/?p=876"},"modified":"2025-03-17T20:51:15","modified_gmt":"2025-03-17T19:51:15","slug":"linquinamento-marino-di-andrea-mucedola-liberamente-estratto-dal-sito-della-protezione-civile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/876","title":{"rendered":"L&#8217;inquinamento marino, cause ed effetti &#8230; che fare?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OVUNQUE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: inquinamento, emergenze ambientali, plastica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul\u00a0nostro pianeta\u00a0sono presenti circa un miliardo e mezzo di metri cubi di acqua di cui il 97 % \u00e8 costituito dall&#8217;acqua salata dei mari mentre\u00a0il restante 3 % \u00e8 l&#8217;acqua dolce\u00a0contenuta nei\u00a0laghi, nei fiumi, nei ghiacciai e nelle falde acquifere.\u00a0Queste acque si differenziano secondo le loro caratteristiche chimico e <strong><span style=\"color: #008000;\">fisiche<\/span><\/strong> (<em><strong><span style=\"color: #008000;\">temperatura, colore, densit\u00e0, torbidit\u00e0, contenuto di sali e gas disciolti, elementi chimici presenti nell&#8217;acqua e composizione<\/span><\/strong><\/em>) e naturalmente <strong><span style=\"color: #008000;\">biologiche<\/span> <\/strong>(presenza di microrganismi). In base alle loro caratteristiche specifiche esse possono essere idonee all&#8217;uso alimentare ed all&#8217;impiego nell&#8217;agricoltura o nell&#8217;industria. Il loro uso a scopi alimentari \u00e8 regolato da<a href=\"http:\/\/www.iss.it\/binary\/publ\/cont\/14_21_web.pdf\"> linee guida<\/a>\u00a0che vengono approvate\u00a0dal Ministero della Salute, secondo regole nazionali ed europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un avvelenamento costante<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nI dati sull&#8217;inquinamento del pianeta, purtroppo, mostrano un progressivo avvelenamento delle riserve acquifere e del mare. Ultimo, ma solo\u00a0 temporalmente, quello delle <strong><span style=\"color: #008000;\">microfibre plastiche<\/span><\/strong>, particelle inferiori ad un micron, provenienti dai prodotti plastici che, sfuggendo ai sistemi di filtraggio, sono ingerite dagli esseri viventi tramite la catena alimentare con conseguenze per la salute ancora da stabilire.\u00a0<span style=\"color: #008000;\">C&#8217;\u00e8 molto da fare e le soluzioni non sono sempre cos\u00ec semplici. <\/span>Vanno considerati aspetti sanitari, economici e politici che necessitano un&#8217;unit\u00e0 di intenti che, fino ad ora, \u00e8 apparsa solo nelle dichiarazioni dei Capi di Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #339966; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Ma quali sono le cause maggiori dell&#8217;inquinamento delle acque?<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Quando si affronta il problema dell&#8217;inquinamento delle acque ci si riferisce principalmente alle interazioni antropiche che hanno modificato le caratteristiche originali di una falda d&#8217;acqua o del mare.\u00a0Esso avviene <strong><span style=\"color: #008000;\">principalmente a causa degli scarichi fognari e della acque bianche degli abitati<\/span><\/strong>. Non sempre \u00e8 visibile come in questa sconvolgente foto del fiume indonesiano <strong><span style=\"color: #008000;\">Citarum, <\/span><\/strong>considerato tra i pi\u00f9 inquinati del mondo; per la maggior parte delle volte \u00e8 un inquinamento subdolo che nel tempo comporta gravi problemi sanitari alle popolazioni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/AMBIENTE-Citarum_River_pollution_2009.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 AMBIENTE-Citarum_River_pollution_2009.jpg\" width=\"847\" height=\"590\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fiume Citarum, Indonesia, considerato uno dei 15 fiumi pi\u00f9 inquinati al mondo &#8211; Fonte http:\/\/www.mnn.com\/earth-matters\/wilderness-resources\/photos\/the-15-most-toxic-places-to-live\/citarum-river-indonesia &#8211; autore By, Chief on Oct.16,2009 @11:23pm<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Citarum_River_pollution,_2009.jpg\">File:Citarum River pollution, 2009.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo spesso avviene quando acque inquinate si riversano, senza un adeguato trattamento di depurazione e filtrazione, nei fiumi o direttamente in mare <strong><span style=\"color: #008000;\">a causa di cause accidentali<\/span><\/strong>, come la rottura di tubature o condotte di deflusso, oppure <strong><span style=\"color: #008000;\">per conseguenze di un&#8217;azione criminale<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un&#8217;altra causa\u00a0di inquinamento \u00e8 dovuta \u00a0a sostanze derivanti\u00a0dagli scarti o dalla stessa produzione industriale che vengono disperse nei laghi o nelle condotte di deflusso.<\/span><\/strong> Riversandosi nel terreno, esse filtrano nelle falde e possono ritornare in superficie attraverso pozzi, canali ed i fiumi prima di raggiungere il mare; le acque contengono una grande carica inquinante, altamente nociva per la salute, ed il loro impatto sull&#8217;ambiente \u00e8 complesso, duraturo e non sempre prevedibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ultima causa, \u00e8 quella derivante dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">uso massivo di fertilizzanti e pesticidi che, penetrando nel terreno delle colture, contaminano le falde acquifere sottostanti che alimentano i pozzi impiegati per t&#8217;innaffiamelo delle culture o l&#8217;uso domestico.<\/span><\/strong> E&#8217; ormai noto che alcune di queste sostanze chimiche sono particolarmente pericolose per la salute dell&#8217;uomo e per la sopravvivenza di numerose specie animali. \u00a0Ad esempio, metalli pesanti (cromo, mercurio) e cloruri, se assimilati attraverso la catena alimentare, possono causare nell&#8217;Uomo l&#8217;insorgenza di tumori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A queste cause va aggiunto l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">inquinamento antropico diretto derivante dalla cattiva gestione dei rifiuti solidi e dalla ineducazione civica di molti<\/span><\/strong>. Ancora si assistono roghi di rifiuti intenzionali i cui fumi producono diossine che, penetrando nel terreno, lo avvelenano. Anche queste sostanze possono arrivare al mare, incrementando gli inquinanti e minando gli ecosistemi.\u00a0Versamenti chimici pi\u00f9 o meno accidentali (se non colposi) possono avvenire anche nei fiumi (come nel 2017 in Brasile) ed a volte regalano vistose colorazioni delle acque come in questa foto scattata lungo le rive di un fiume cinese a seguito del versamento involontario di un colorante nelle acque. La causa fu dovuta a due fabbriche illegali che riversavano il liquame in fogna, causando conseguenze sanitarie importanti in una grande area geografica. <strong><span style=\"color: #008000;\">Purtroppo non \u00e8 solo quello che si vede che ci deve far preoccupare ma anche quello che non vediamo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Qualunque sia la causa vedremo che, pur essendo questi eventi tutti punibili dalla legge, i causanti spesso sfuggono alla giustizia. In pratica risulta sempre difficile trovare i colpevoli e chi ne paga le conseguenze sono i cittadini, spesso ignari delle conseguenze.<\/span><\/strong><\/p>\n<div class=\"pag-content\">\n<div class=\"pag-content-back\">\n<div class=\"pag-content-body\" style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Arriviamo al mare<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Ma l&#8217;inquinamento pu\u00f2 avvenire anche in alto mare. Forme importanti di <strong><span style=\"color: #008000;\">marine pollution<\/span><\/strong> sono causate dal versamento pi\u00f9 o meno accidentale di idrocarburi; l&#8217;esperienza insegna che questi incidenti, pur avendo un&#8217;incidenza statistica minore se raffrontata a quella terrestre, quando avvengono provocano disastri ecologici gravissimi. Tra i tanti eventi voglio ricordare il drammatico naufragio della petroliera greca <strong><a title=\"prestige\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Prestige_%28petroliera%29\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Prestige<\/a>\u00a0<\/strong>che affond\u00f2 al largo delle coste spagnole nel 2002, portando con se 77.000 tonnellate di petrolio. Il grave incidente caus\u00f2 una vasta marea nera che colp\u00ec una zona costiera compresa tra il nord del Portogallo e la Francia, causando un notevole impatto ambientale sulle coste.\u00a0Va sottolineato che sebbene la <strong><span style=\"color: #008000;\">Prestige<\/span><\/strong>, di propriet\u00e0 greca ma battente bandiera panamense, avesse perso in mare solo cinquemila delle settantasette mila tonnellate di \u201coro nero\u201d, gli effetti sull&#8217;ambiente furono comunque devastanti. Sulla superficie del mare si form\u00f2 una macchia nera lunga 37 chilometri e larga 200 metri di cui parte si rivers\u00f2 poi sulle coste. Si stim\u00f2 che il danno provocato fu di circa 300 milioni di euro di cui 43 solo per la pulizia delle coste, 200 per i crediti agevolati e 50 di indennizzo ai sette mila pescatori durante i sei mesi\u00a0 (ottimisticamente previsti) necessari per il ritorno alla normalit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/MT_Haven_Wreck.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-878\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/MT_Haven_Wreck.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"638\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/MT_Haven_Wreck.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/MT_Haven_Wreck-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/MT_Haven_Wreck-326x245.jpg 326w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il relitto della Amoco Milford Haven, Arenzano, Italy &#8211; Autori SUBnormali Team &#8211; CC-BY-SA-3.0.<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:MT_Haven_Wreck.jpg\">File:MT Haven Wreck.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro incidente gravissimo avvenne nel Mar Ligure, nel Mar Mediterraneo, da parte\u00a0 della petroliera\u00a0<a title=\"haven\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Prestige_%28petroliera%29\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Haven<\/a>.\u00a0 Era il 1991 quando, presso Arenzano-Voltri (Genova) si verific\u00f2 l&#8217;affondamento della grande nave causando il versamento di migliaia di tonnellate di petrolio in mare. Dopo oltre vent&#8217;anni, l\u2019inquinamento \u00e8 ancora palpabile e cinquantamila tonnellate di greggio risultano ancora disperse sui fondali.\u00a0La relazione dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ICRAM<\/span><\/strong> (<strong><span style=\"color: #008000;\">Istituto Centrale di Ricerca sul Mare<\/span><\/strong>), consegnata al magistrato <strong><span style=\"color: #008000;\">Luigi Cavadini Lenuzzi<\/span><\/strong> fu chiara:<br \/>\n<span style=\"color: #339966;\">\u00ab<strong>Le ispezioni condotte hanno evidenziato che gli idrocarburi versati in mare dalla Haven hanno colpito in particolare il litorale compreso tra Vesima e Varazze \u2026 Sulle spiagge tra Arenzano e Cogoleto si \u00e8 rilevata l\u2019infiltrazione di idrocarburi\u00a0nella sabbia, sino a profondit\u00e0 superiori a 30 centimetri \u2026 Le numerose scogliere, pennelli artificiali e opere portuali hanno costituito siti di accumulo di residui del greggio versato, solo parzialmente bonificati<\/strong>\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La situazione sulla verticale del luogo dell&#8217;affondamento era ancora pi\u00f9 grave. <\/span><\/strong>Furono ritrovati sul fondo strati di catrame provenienti dal relitto ad una profondit\u00e0 di oltre 400 metri. <strong><span style=\"color: #008000;\">Sicuramente un lento e costante inquinamento del Mar Ligure i cui effetti sono ancora presenti in molte specie ittiche bentoniche locali.<\/span><\/strong> Le conseguenze sanitarie ed ecologiche sull&#8217;ambiente sono forse ancora da valutare pienamente. In quel tragico mattino del 13 aprile 1991, a causa di un esplosione interna, si gener\u00f2 un incendio a bordo della grande nave che cre\u00f2 un surriscaldamento delle cisterne interne\u00a0 seguito da ulteriori esplosioni. Dopo la fase iniziale di incendio del combustibile che si era versato in mare, la nave venne trainata al largo di Arenzano, aiutata da una fortunata serie di coincidenze (mare calmo, assenza di vento).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per fortuna la maggior parte del combustibile si esaur\u00ec dalla combustione che dur\u00f2 pi\u00f9 giorni. Alla fine, il relitto affond\u00f2 e si trova oggi su un fondale di circa ottantacinque metri nelle acque antistanti il comune di <strong><span style=\"color: #008000;\">Arenzano<\/span><\/strong> (Genova). Si tratta del pi\u00f9 grande relitto visitabile dai subacquei del Mediterraneo ed uno dei pi\u00f9 grandi al mondo. L&#8217;affondamento caus\u00f2 la perdita di migliaia di tonnellate di petrolio che almeno in parte, nelle sue componenti pi\u00f9 dense, ancora oggi permangono nei fondali marini antistanti Genova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Va sottolineato che fu grazie alla prontezza del Comandante della Guardia Costiera di Genova che si evit\u00f2 il peggio. <\/span><\/strong>I mezzi anti incendio furono in grado di contenere il petrolio fuoruscito in mare (ed in fiamme) utilizzando barriere di contenimento (panne) per circoscrivere l&#8217;area e recuperare parte del greggio versato. L&#8217;incidente della <strong><span style=\"color: #008000;\">Haven<\/span><\/strong> fu il pi\u00f9 grave disastro ecologico nel mar Mediterraneo e si stima che nell&#8217;incidente bruciarono circa 90.000 tonnellate di petrolio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Non sempre sono incidenti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNella carrellata degli insulti ambientali, che purtroppo continuano ad affliggere <strong><span style=\"color: #008000;\">il nostro mare<\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #333300;\">, <\/span><\/span>dobbiamo menzionare anche quelli intenzionali, ovvero causati dagli sversamenti volontari ed illegali da parte delle navi mercantili. Si tratta di una pratica illecita, che viene in genere effettuata nelle ore notturne, dovuta al lavaggio delle cisterne in alto mare da parte dei mercantili o allo scarico delle loro sentine in navigazione. <strong><span style=\"color: #008000;\">Tutte azioni criminali che<\/span><\/strong>, nonostante il continuo controllo da parte della Guardia Costiera, <strong><span style=\"color: #008000;\">necessitano una pronta segnalazione alle Autorit\u00e0 da parte di chi le scopre.\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/NAVI-RELITTO-640px-Costa_Concordia_wreck_front_view_-_Isola_del_Giglio_-_Tuscan_Archipelago_Italy_-_18_Aug._2013.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NAVI-RELITTO-640px-Costa_Concordia_wreck_front_view_-_Isola_del_Giglio_-_Tuscan_Archipelago_Italy_-_18_Aug._2013.jpg\" width=\"921\" height=\"616\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">recupero del relitto della Costa Concordia, isola del Giglio &#8211; autore Disma Ballabio <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Costa_Concordia_wreck_(front_view)_-_Isola_del_Giglio_-_Tuscan_Archipelago,_Italy_-_18_Aug._2013.jpg\">File:Costa Concordia wreck (front view) &#8211; Isola del Giglio &#8211; Tuscan Archipelago, Italy &#8211; 18 Aug. 2013.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">La tecnologia ci aiuta<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Per fortuna, i movimenti delle navi mercantili sono oggi <strong><span style=\"color: #008000;\">costantemente ed accuratamente<\/span> <\/strong>monitorati dai mezzi delle forze dell&#8217;ordine e, in particolare, dalle Guardie Costiere, che utilizzano per la sorveglianza specifica navi, mezzi aerei da ricognizione e satelliti.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Considerando la situazione italiana, gli 8.000 chilometri di costa e la fascia territoriale antistante non ci aiutano, purtroppo i mezzi sono ancora insufficienti, cosa che influisce grandemente sui tempi di intervento.\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">controllo del traffico marittimo<\/span><\/strong> \u00e8 facilitato da numerosi sistemi elettronici di sorveglianza come l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">A.I.S<\/span><\/strong>., l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">L.T.I.R.<\/span><\/strong> ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">V.M.S.<\/span><\/strong> e dalle sempre pi\u00f9 efficienti <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19970\"><strong><span style=\"color: #008000;\">reti satellitari<\/span><\/strong><\/a> che, si spera, in un quanto pi\u00f9 prossimo futuro, potranno essere federate per assicurare una pi\u00f9 efficiente sicurezza marittima. Sebbene questi sistemi consentano gi\u00e0 oggi una valutazione costante della situazione marittima, al fine di ottimizzare l&#8217;impiego dei sempre troppo limitati mezzi di soccorso navali ed aerei disponibili, il teatro di operazione \u00e8 vastissimo. Il traffico mercantile viene seguito, <strong><span style=\"color: #008000;\">24 ore su 7 giorni<\/span><\/strong>, al fine di intervenire prontamente in caso di emergenza in situazioni sospette, come il travaso illegale di acque di sentina, e quindi di agire prontamente con i mezzi anti inquinamento, procedendo legalmente contro le compagnie di navigazione per punire severamente i colpevoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sebbene le leggi esistano e le pene siano molto severe,\u00a0 il contenzioso non \u00e8 sempre facile anche perch\u00e9 il danno in alto mare non pu\u00f2 sempre essere sempre valutato pienamente. Lodevole l&#8217;impegno di CONFITARMA per la sicurezza marittima.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, si tratta di un lotta senza fine per prevenire e combattere questi fenomeni criminali che colpiscono l&#8217;inconsapevole cittadino, causando ricadute sanitarie ed economiche importanti. In altre parole, le navali militari e dell&#8217;ordine fanno quello che possono ma si tratta di una guerra senza frontiere in un mare vasto e difficilmente controllabile a causa della limitatezza di mezzi a disposizione. <strong><span style=\"color: #008000;\">Non si tratta quindi di un vuoto normativo ma di <span style=\"text-decoration: underline;\">una effettiva carenza di Uomini e Mezzi<\/span> che necessiterebbe una maggiore attenzione a livello politico<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le leggi ci sono<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nRecentemente, in Italia, \u00e8 stata approvata <strong><span style=\"color: #008000;\">una modifica legislativa che introduce nel codice penale nuovi delitti contro l&#8217;ambiente, nello specifico: l&#8217;inquinamento ed il disastro ambientale, il traffico ed abbandono di materiale ad alta radioattivit\u00e0, l&#8217;impedimento del controllo ed omessa bonifica.\u00a0<\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><strong>In particolare, il nuovo <a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2015\/05\/28\/15G00082\/sg\">articolo 452-bis del codice penale<\/a>, entrato in vigore il 29 maggio 2015,\u00a0punisce per il reato di inquinamento ambientale, con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 10.000 a 100.000 euro, chiunque abusivamente cagioni una compromissione o un deterioramento &#8220;significativi e misurabili&#8221; dello stato preesistente &#8220;delle acque o dell&#8217;aria, o di porzioni estese o significative del suolo e del sottosuolo&#8221; o &#8220;di un ecosistema, della biodiversit\u00e0, anche agraria, della flora o della fauna<\/strong>.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo tipo di reati sono inoltre previste delle aggravanti; se gli eventi lesivi derivati dal reato siano plurimi, ed a carico di pi\u00f9 persone, pu\u00f2 essere applicata la pena che dovrebbe infliggersi per il reato pi\u00f9 grave aumentata fino al triplo, fermo restando tuttavia il limite di 20 anni di reclusione. <em>Nel caso di <\/em><strong><span style=\"color: #008000;\">disastro ambientale<\/span><\/strong><em> \u00e8 prevista la\u00a0reclusione da 5 a 15 anni qualora si abbia un&#8217;alterazione irreversibile dell&#8217;equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali.<\/em>\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">Il disastro ambientale \u00e8 aggravato se commesso in un&#8217;area protetta (ad esempio un parco o un Area Marina Protetta) o sottoposta a vincolo o in danno di specie animali o vegetali protette.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-18869\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Comunicato-antincendio.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"506\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">esercitazione di controllo nel porto di Milazzo &#8211; photo credit Guardia Costiera <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In sintesi<\/span><\/strong><\/span><span style=\"color: #339966;\"><br \/>\n<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">La legge c&#8217;\u00e8\u00a0ed ora bisogna applicarla senza sconti.<\/span><\/strong> Le forze dell&#8217;ordine, a cui va sempre il nostro rispetto e gratitudine, devono essere per\u00f2 supportate da un sempre maggiore senso civico e collaborazione da parte dei cittadini e ricevere il giusto riconoscimento da parte della classe politica. <strong><span style=\"color: #008000;\">Non li possiamo lasciare soli.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Solo per l&#8217;Italia<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nPer l&#8217;emergenza in mare \u00e8 attivo il numero blu <strong style=\"color: #000000;\"><span style=\"color: #008000;\">1530<\/span><\/strong>, gratuito sul tutto il territorio italiano ed attivo 24 ore su 24 per 365 giorni all&#8217;anno.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"pag-content-body\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Come usufruire del servizio?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 14pt;\">Contattando il <strong><span style=\"color: #008000;\">1530<\/span><\/strong> si attiver\u00e0 la <strong><span style=\"color: #008000;\">Capitaneria di porto competente per giurisdizione<\/span><\/strong>. In caso di saturazione delle linee,\u00a0 la chiamata sar\u00e0 automaticamente smistata alla<strong><span style=\"color: #008000;\"> Centrale Operativa del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto<\/span><\/strong> che provveder\u00e0 a raccogliere i dati e comunicarli alla Capitaneria competente.<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Responsabile del servizio di Telefonia Mobile<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ufficiale Capo della Centrale Operativa\u00a0Viale dell&#8217;Arte n.16 &#8211; 00144 Roma<br \/>\n<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Tel. 0659084527 &#8211; 0659084409 &#8211; Fax. 065922738<\/span><\/strong>\u00a0<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u200bE&#8217; per questo che \u00e8 molto importante essere vigili ed informare la Guardia Costiera prontamente di ogni sospetta alterazione o inquinamento dell&#8217;ambiente. <span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><strong>Il futuro, oggi come sempre, appartiene a\u00a0 noi.<\/strong><\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI PERIODO: XXI SECOLO AREA: OVUNQUE parole chiave: inquinamento, emergenze ambientali, plastica Sul\u00a0nostro pianeta\u00a0sono presenti circa un miliardo e mezzo di metri cubi di acqua di cui il 97 % \u00e8 costituito dall&#8217;acqua salata dei mari mentre\u00a0il restante 3 % \u00e8 l&#8217;acqua dolce\u00a0contenuta nei\u00a0laghi, nei fiumi, nei ghiacciai e nelle falde [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2380,"featured_media":18869,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[460,457,459,456,458],"class_list":["post-876","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-emergency-at-sea","tag-articolo-452-bis-del-codice-penale","tag-haven","tag-icram","tag-inquinamento-marino","tag-prestige"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>L&#039;inquinamento marino, cause ed effetti ... che fare? 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