{"id":87389,"date":"2023-05-02T00:01:55","date_gmt":"2023-05-01T22:01:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=87389"},"modified":"2023-05-12T12:12:47","modified_gmt":"2023-05-12T10:12:47","slug":"87389","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/87389","title":{"rendered":"Nuove scoperte sulla struttura interna della Terra"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: STRUTTURA DELLA TERRA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Nucleo, mantello, zone di velocit\u00e0 ultra bassa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come \u00e8 fatto l\u2019interno del nostro pianeta? Una domanda non semplice da rispondere in quanto la Terra non ha una struttura omogenea ed i suoi strati variano in relazione sia delle diverse propriet\u00e0 chimiche delle rocce sia delle deformazioni che subiscono. In generale, il nostro pianeta ha una crosta esterna solida composta da silicati, un mantello estremamente viscoso, un nucleo esterno liquido (molto meno viscoso del mantello) ed un nucleo centrale solido.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Terra-sezione-degli-strati.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Terra-sezione-degli-strati.png\" width=\"689\" height=\"492\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rappresentazione pittorica, non in scala,&nbsp; della struttura_interna_della_Terra, dalla crosta al nucleo &#8211; modifica dell&#8217;originale effettuata da Fulvio314 da https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Earth-crust-cutaway-english.svg <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Struttura_interna_della_Terra#\/media\/File:Earth-crust-cutaway-it.svg\">Earth-crust-cutaway-it &#8211; Struttura interna della Terra &#8211; Wikipedia<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volendo essere pi\u00f9 precisi, partendo dal <strong><span style=\"color: #008000;\">nucleo<\/span> <\/strong>(che ha un raggio di circa 1200 km), troviamo il <strong><span style=\"color: #008000;\">nucleo esterno<\/span><\/strong> (fino a circa 2300 km), una zona dove lo spostamento di materia avviene per movimenti del materiale fluido e caldo (convenzione), ed una zona di subduzione, il <strong><span style=\"color: #008000;\">mantello, l&#8217;astenosfera, la litosfera, il mantello superiore, la crosta oceanica e infine la crosta continentale.<\/span><\/strong> Piuttosto complicato non solo per i non addetti ai lavori ma anche per i geologi che studiano le differenti strutture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra di esse esistono delle zone geologiche, dette <em><strong><span style=\"color: #008000;\">zone a<\/span> <span style=\"color: #008000;\">velocit\u00e0 ultra bassa (ULVZ)<\/span><\/strong><\/em>, particolarmente anomale all&#8217;interno della Terra. Un recente studio, <a href=\"https:\/\/www.science.org\/doi\/10.1126\/sciadv.add4838\">pubblicato su Science Advances<\/a>, ha reso noto di aver individuato ULVZ variabili e diffuse lungo il <strong><span style=\"color: #008000;\">confine nucleo-mantello (CMB)<\/span><\/strong> al di sotto di una porzione ancora in gran parte non campionata dell&#8217;emisfero australe.&nbsp;In particolare, sono state scoperte delle variazioni assolute delle propriet\u00e0 fisiche (ad esempio, temperatura, densit\u00e0 e viscosit\u00e0) dal mantello al nucleo maggiori di quella tra roccia solida ed aria.&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/anaisi-precedenti-mantello-nucleo-1024x691.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 anaisi-precedenti-mantello-nucleo-1024x691.jpg\" width=\"1024\" height=\"691\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fig. 1. Precedenti studi ULVZ e strutture del mantello pi\u00f9 basse. (A) Mappe che mostrano le posizioni lungo il <em>confine nucleo-mantello (CMB)<\/em> di precedenti indagini ULVZ e scattering di onde sismiche (1, 6) sia nella vista globale (a sinistra) che nell&#8217;emisfero australe (a destra). Le aree contrassegnate in oro indicano le regioni in cui sono state trovate prove di ULVZ; quelli delineati in blu indicano regioni in cui non \u00e8 stato osservato ULVZ e quelli delineati in rosso indicano regioni incerte. L&#8217;ombreggiatura rosa indica gli LLVP (61) e i punti verdi indicano gli scatter sismici (6). (B) Cartone animato che evidenzia sia la risalita (LLVP) che la discesa (subduzione) nel mantello inferiore insieme a varie anomalie CMB. UHVZ, zone ad altissima velocit\u00e0 &#8211; da <a href=\"https:\/\/www.science.org\/doi\/10.1126\/sciadv.add4838\">studio citato<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I ricercatori, utilizzando le <strong><span style=\"color: #008000;\">onde PcP<\/span><\/strong> [1] riflesse dal nucleo esterno e registrate dal<strong><span style=\"color: #008000;\"> Transantarctic Mountains Northern Network (TAMNNET)<\/span><\/strong>, un array sismico a banda larga composto da 15 stazioni dispiegato in Antartide dal 2012 al 2015, nonch\u00e9 simulazioni geodinamiche, hanno valutato la presenza e la variabilit\u00e0 delle&nbsp;<em><strong><span style=\"color: #008000;\">zone a<\/span> <span style=\"color: #008000;\">velocit\u00e0 ultra bassa (ULVZ)<\/span><\/strong><\/em> e come si relazionano a scenari mineralogici plausibili, ipotizzando che vi sia una forte evidenza di queste zone distribuite a livello globale ma eterogenee in tutto il mantello profondo della Terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In parole semplici, potrebbe esistere un enorme strato che circonda gran parte, se non tutto, il nucleo esterno.&nbsp;Questo strato sottile e denso, che potrebbe comprendere l&#8217;intero confine nucleo-mantello, si troverebbe a circa 2.000 miglia (3.200 chilometri) sotto la superficie terrestre, tra il nucleo ed il mantello.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/struttura-interna-ULVZ-terra-e1681824008254-1024x780.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 struttura-interna-ULVZ-terra-e1681824008254-1024x780.jpg\" width=\"1024\" height=\"780\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In questa rappresentazione, le onde sismiche dei terremoti nell&#8217;emisfero australe campionano la struttura ULVZ lungo il confine nucleo-mantello della Terra e vengono registrate dai sensori in Antartide &#8211; credito Dr. Edward Garnero e Mingming Li dell&#8217;Arizona State University<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stato attuale circa il 20% del confine nucleo-mantello \u00e8 stato studiato per identificare queste zone ULVZ che non sono per\u00f2 state identificate ovunque ma hanno scoperto che lo spessore varia, a seconda della posizione, da circa 5 a 50 km di spessore. Questo antico strato probabilmente si svilupp\u00f2 quando le placche tettoniche della Terra si spostarono, causando il trasporto di materiale oceanico all&#8217;interno del pianeta nelle zone in cui due placche si scontrano ed una tende ad immergersi sotto l&#8217;altra. Nel corso del tempo accumuli di materiale oceanico subdotto si sono raccolti lungo il confine nucleo-mantello e sono spinti dalla roccia che scorre lentamente nel mantello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Secondo i ricercatori, la presenza di ULVZ potrebbe essere spiegata dall\u2019esistenza di ex fondali oceanici sprofondati fino al confine nucleo mantello.<\/span> <\/strong>In pratica il materiale oceanico venne trasportato all&#8217;interno del pianeta dove due placche tettoniche si incontrarono e, per effetto della subduzione, una incominci\u00f2 a scivolare sotto l&#8217;altra. Gli accumuli di materiale oceanico subdotto potrebbero quindi essersi raccolti lungo il confine nucleo-mantello ed essere stati spinti dalla roccia che scorreva lentamente nel mantello nel corso delle ere geologiche. Questo spiegherebbe la distribuzione e variabilit\u00e0 di tale materiale risultante dalla gamma delle ULVZ osservate che possiamo immaginare come delle montagne lungo il confine nucleo-mantello, con altezze che vanno da pochi chilometri a decine di chilometri; per capirci fino a 5 volte pi\u00f9 alte del Monte Everest.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/staziini-sismiche-in-antartide-1024x962.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 staziini-sismiche-in-antartide-1024x962.jpg\" width=\"1024\" height=\"962\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fig. 2. Stazioni ed eventi. (A) Stazioni Tamnnet (triangoli rossi) con nomi di stazione corrispondenti. La posizione di questa mappa in relazione al resto dell&#8217;Antartide \u00e8 mostrata dal poligono rosso all&#8217;inserto (in alto a sinistra). (B) I 227 eventi (punti neri) registrati dalle stazioni Tamnnet (poligono rosso) utilizzate per studiare la struttura ULVZ sotto l&#8217;emisfero meridionale. Le linee grigie indicano i percorsi Ray-Ray di sorgente PCP e i punti viola indicano i punti di riflessione CMB (rimbalzo) PCP. (C) Stessi punti di rimbalzo PCP mostrati in (b) sovrapposti al modello di tomografia dell&#8217;onda P (\u0394VP) di Hosseini et al. (62) a una profondit\u00e0 di 2.800 km &#8211; da <a href=\"http:\/\/studio in riferimento: Globally distributed subducted materials along the Earth\u2019s core-mantle boundary: Implications for ultralow velocity zones | Science Advances\" data-wplink-url-error=\"true\">studio citato<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ricadute sono molte; innanzitutto queste zone potrebbero svolgere un ruolo importante nel modo in cui il calore fuoriesce dal nucleo, influenzando quindi anche il campo magnetico terrestre. In alcune aree potrebbero spingersi fino alla superficie alimentando fenomeni vulcanici nei punti caldi vulcanici, ad esempio in aree come nelle Hawaii.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi risultati sono promettenti ed i ricercatori prevedono di approfondire il proprio studio esaminando i dati raccolti da tutte le stazioni sismiche disponibili in Antartide.<\/p>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n[1] Le onde sismiche, sulla base dei loro tempi di percorrenza dalle sorgenti sismiche, sono caratterizzate da lettere per designare il tipo di onda lungo le diverse porzioni del loro percorso. Le lettere <strong><span style=\"color: #008000;\">P<\/span><\/strong> e<strong><span style=\"color: #008000;\"> S<\/span><\/strong> si riferiscono alle <strong><span style=\"color: #008000;\">onde P<\/span><\/strong> (Primae) e alle<strong><span style=\"color: #008000;\"> onde S<\/span><\/strong> (seconde) che <span style=\"text-decoration: underline;\">non<\/span> viaggiano attraverso il nucleo terrestre. In particolare, secondo wikipedia, le <span style=\"color: #008000;\"><b>Onde P<\/b><\/span>&nbsp;sono onde&nbsp;<a title=\"Compressione (fisica)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Compressione_(fisica)\">compressionali<\/a>, dette anche onde&nbsp;<a title=\"Longitudine\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Longitudine\">longitudinali<\/a> e sono simili alle&nbsp;onde acustiche, corrispondendo a compressioni e rarefazioni del mezzo in cui viaggiano; al loro passaggio le particelle del materiale attraversato compiono un <a class=\"mw-redirect\" title=\"Moto oscillatorio\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Moto_oscillatorio\">moto oscillatorio<\/a>&nbsp;nella direzione di propagazione dell&#8217;onda. Le&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><b>Onde S<\/b>&nbsp;<\/span>sono invece trasversali e provocano, nel materiale attraversato, oscillazioni perpendicolari alla loro direzione di propagazione. Un&#8217;importante caratteristica di queste onde \u00e8 che non possono propagarsi in mezzi fluidi, per cui non \u00e8 possibile dunque riscontrarle nel magma presente nel serbatoio magmatico di un&nbsp;vulcano&nbsp;o nel&nbsp;nucleo esterno della Terra. Questa caratteristica \u00e8 stata storicamente molto importante per gli studi geofisici riguardanti la composizione in profondit\u00e0 della terra. Per quanto concerne <strong><span style=\"color: #008000;\">K<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">I<\/span><\/strong> esse sono riferite <strong><span style=\"color: #008000;\">solo alle onde P,<\/span><\/strong> che viaggiano rispettivamente attraverso il nucleo e il nucleo interno. La lettera<strong><span style=\"color: #008000;\"> J<\/span> <span style=\"color: #008000;\">si riferisce invece alle onde S<\/span> <\/strong>che sono generate dalla conversione delle onde P incidenti al confine tra il nucleo interno ed esterno e che viaggiano all&#8217;interno del nucleo interno solido. Man mano che si propagano verso la superficie terrestre, le onde J vengono riconvertite in onde P al limite interno del nucleo. Una ripetizione delle lettere (es. PP, SS) indica che le onde sono state riflesse sulla superficie terrestre; <strong><span style=\"color: #008000;\">la riflessione sul bordo esterno del nucleo \u00e8 indicata da<\/span><\/strong> &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">c<\/span><\/strong>&#8221; (ad es. PcP, PcS). Ad esempio, l&#8217;onda PcP viaggia dalla superficie fino al bordo esterno del nucleo e ritorna in superficie.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riferimenti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.science.org\/doi\/10.1126\/sciadv.add4838\">studio in riferimento: Globally distributed subducted materials along the Earth\u2019s core-mantle boundary: Implications for ultralow velocity zones | Science Advances<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">S. Yu, E. J. Garnero, Ultralow velocity zone locations: A global assessment. <em>Geochem. Geophys. Geosyst.<\/em>&nbsp;19, 396\u2013414 (2018)<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Q.&nbsp;Williams, E. J.&nbsp;Garnero, Seismic evidence for partial melt at the base of Earth\u2019s mantle.&nbsp;<em>Science<\/em>&nbsp;273, 1528\u20131530 (1996)<\/span><\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">J. G.&nbsp;Berryman, Seismic velocity decrement ratios for regions of partial melt in the lower mantle.&nbsp;<em>Geophys. Res. Lett.<\/em>&nbsp;27, 421\u2013424 (2000)<\/span><\/strong><\/div>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOLOGIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: STRUTTURA DELLA TERRA parole chiave: Nucleo, mantello, zone di velocit\u00e0 ultra bassa &nbsp; Come \u00e8 fatto l\u2019interno del nostro pianeta? Una domanda non semplice da rispondere in quanto la Terra non ha una struttura omogenea ed i suoi strati variano in relazione sia delle diverse propriet\u00e0 chimiche [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2398,"featured_media":87393,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-87389","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geologia-marina"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Nuove scoperte sulla struttura interna della Terra &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/87389\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Nuove scoperte sulla struttura interna della Terra &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  6 minuti. . ARGOMENTO: GEOLOGIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: STRUTTURA DELLA TERRA parole chiave: Nucleo, mantello, zone di velocit\u00e0 ultra bassa &nbsp; Come \u00e8 fatto l\u2019interno del nostro pianeta? Una domanda non semplice da rispondere in quanto la Terra non ha una struttura omogenea ed i suoi strati variano in relazione sia delle diverse propriet\u00e0 chimiche [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/87389\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2023-05-01T22:01:55+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2023-05-12T10:12:47+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/struttura-interna-ULVZ-terra-e1681824008254.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1501\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1144\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Redazione OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Redazione OCEAN4FUTURE\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"8 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/87389#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/87389\"},\"author\":{\"name\":\"Redazione OCEAN4FUTURE\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/ad3962a4283da6a7ba5d2e66f435a340\"},\"headline\":\"Nuove scoperte sulla struttura interna della Terra\",\"datePublished\":\"2023-05-01T22:01:55+00:00\",\"dateModified\":\"2023-05-12T10:12:47+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/87389\"},\"wordCount\":1476,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/87389#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/struttura-interna-ULVZ-terra-e1681824008254.jpg\",\"articleSection\":[\"Geologia\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/87389#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/87389\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/87389\",\"name\":\"Nuove scoperte sulla struttura interna della Terra &#8226; OCEAN4FUTURE autore\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/87389#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/87389#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/struttura-interna-ULVZ-terra-e1681824008254.jpg\",\"datePublished\":\"2023-05-01T22:01:55+00:00\",\"dateModified\":\"2023-05-12T10:12:47+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/87389#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/87389\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/87389#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/struttura-interna-ULVZ-terra-e1681824008254.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/struttura-interna-ULVZ-terra-e1681824008254.jpg\",\"width\":1501,\"height\":1144},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/87389#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Nuove scoperte sulla struttura interna della Terra\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/\",\"name\":\"Ocean 4 Future\",\"description\":\"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\",\"name\":\"oceandiver\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"width\":472,\"height\":301,\"caption\":\"oceandiver\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/ad3962a4283da6a7ba5d2e66f435a340\",\"name\":\"Redazione OCEAN4FUTURE\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Redazione OCEAN4FUTURE\"},\"description\":\"\u00e8 composta da oltre 60 collaboratori che lavorano in smart working, selezionati tra esperti di settore di diverse discipline. Hanno il compito di\u00a0 selezionare argomenti di particolare interesse, redigendo articoli basati su studi recenti. I contenuti degli stessi restano di responsabilit\u00e0 degli autori che sono ovviamente sempre citati. Eventuali quesiti possono essere inviati alla Redazione (infoocean4future@gmail.com) che, quando possibile, provveder\u00e0 ad inoltrarli agli Autori.\",\"sameAs\":[\"http:\\\/\\\/www.ocean4future.org\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/author\\\/redazione-ocean4future\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Nuove scoperte sulla struttura interna della Terra &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/87389","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Nuove scoperte sulla struttura interna della Terra &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  6 minuti. . ARGOMENTO: GEOLOGIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: STRUTTURA DELLA TERRA parole chiave: Nucleo, mantello, zone di velocit\u00e0 ultra bassa &nbsp; Come \u00e8 fatto l\u2019interno del nostro pianeta? Una domanda non semplice da rispondere in quanto la Terra non ha una struttura omogenea ed i suoi strati variano in relazione sia delle diverse propriet\u00e0 chimiche [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/87389","og_site_name":"OCEAN4FUTURE","article_published_time":"2023-05-01T22:01:55+00:00","article_modified_time":"2023-05-12T10:12:47+00:00","og_image":[{"width":1501,"height":1144,"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/struttura-interna-ULVZ-terra-e1681824008254.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Redazione OCEAN4FUTURE","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@ocean4future","twitter_site":"@ocean4future","twitter_misc":{"Scritto da":"Redazione OCEAN4FUTURE","Tempo di lettura stimato":"8 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/87389#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/87389"},"author":{"name":"Redazione OCEAN4FUTURE","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/ad3962a4283da6a7ba5d2e66f435a340"},"headline":"Nuove scoperte sulla struttura interna della Terra","datePublished":"2023-05-01T22:01:55+00:00","dateModified":"2023-05-12T10:12:47+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/87389"},"wordCount":1476,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/87389#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/struttura-interna-ULVZ-terra-e1681824008254.jpg","articleSection":["Geologia"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/87389#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/87389","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/87389","name":"Nuove scoperte sulla struttura interna della Terra &#8226; OCEAN4FUTURE autore","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/87389#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/87389#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/struttura-interna-ULVZ-terra-e1681824008254.jpg","datePublished":"2023-05-01T22:01:55+00:00","dateModified":"2023-05-12T10:12:47+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/87389#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/87389"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/87389#primaryimage","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/struttura-interna-ULVZ-terra-e1681824008254.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/struttura-interna-ULVZ-terra-e1681824008254.jpg","width":1501,"height":1144},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/87389#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Nuove scoperte sulla struttura interna della Terra"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/","name":"Ocean 4 Future","description":"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0","publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c","name":"oceandiver","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","width":472,"height":301,"caption":"oceandiver"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/ad3962a4283da6a7ba5d2e66f435a340","name":"Redazione OCEAN4FUTURE","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g","caption":"Redazione OCEAN4FUTURE"},"description":"\u00e8 composta da oltre 60 collaboratori che lavorano in smart working, selezionati tra esperti di settore di diverse discipline. Hanno il compito di\u00a0 selezionare argomenti di particolare interesse, redigendo articoli basati su studi recenti. I contenuti degli stessi restano di responsabilit\u00e0 degli autori che sono ovviamente sempre citati. Eventuali quesiti possono essere inviati alla Redazione (infoocean4future@gmail.com) che, quando possibile, provveder\u00e0 ad inoltrarli agli Autori.","sameAs":["http:\/\/www.ocean4future.org"],"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/redazione-ocean4future"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87389","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2398"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=87389"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87389\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media\/87393"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=87389"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=87389"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=87389"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}