{"id":87016,"date":"2023-04-27T00:01:00","date_gmt":"2023-04-26T22:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=87016"},"modified":"2023-05-12T14:47:36","modified_gmt":"2023-05-12T12:47:36","slug":"ellis-ashmead-bartlett-in-guerra-armato-di-penna-e-cinepresa-linviato-che-sfido-la-censura-per-raccontare-la-verita-su-gallipoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/87016","title":{"rendered":"Ellis Ashmead-Bartlett, in guerra armato di penna e cinepresa: l\u2019inviato che sfid\u00f2 la censura per raccontare la verit\u00e0 su Gallipoli"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DARDANELLI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Reportage<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Il nostro ultimo grande sforzo per raggiungere qualche risultato contro i Turchi \u00e8 stato il pi\u00f9 spaventoso e costoso fiasco della nostra storia dopo la battaglia di Bannockburn<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste parole, scritte l\u20198 settembre 1915 dall\u2019inviato di guerra britannico sul fronte dei Dardanelli <strong><span style=\"color: #008000;\">Ellis Ashmead-Bartlett<\/span><\/strong>, non sono indirizzate al suo giornale di Londra alle spalle della ferrea censura di guerra che non consentiva critiche contro le azioni militari. Destinatario della lunga lettera era il Primo Ministro dell\u2019Impero Britannico in persona, Lord Herbert Henry Asquith. Poco pi\u00f9 avanti, e nel corso dell\u2019intera lettera, <strong><span style=\"color: #008000;\">Ashmead-Bartlett<\/span> <\/strong>incalza, con pesanti e impietose accuse ai quartier generali sul campo per il fallimento degli attacchi contro gli Ottomani sferrati nell\u2019estate del 1915. \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">I Comandi sembrano aver minuziosamente cercato i punti pi\u00f9 impervi, per poi gettare via migliaia di vite nel tentativo di conquistarli con attacchi frontali.<\/span><\/em><\/strong>\u201d \u2026 \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">I generali non avevano che una vaga idea della natura del terreno di fronte a loro, e non sono state prese le necessarie misure per rifornire adeguatamente le truppe di acqua.<\/span><\/em><\/strong>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A portare la lettera a Londra, di nascosto dal controllo della censura e del Generale Ian Hamilton, il Comandante in capo della spedizione ai Dardanelli oggetto delle severe e manifeste critiche del giornalista inglese, fu un altro personaggio il cui nome segner\u00e0 la storia dell\u2019informazione australiana: il <strong><span style=\"color: #008000;\">giornalista Keith Murdoch<\/span><\/strong>, padre di quel Rupert che porter\u00e0 a livello mondiale l\u2019impero editoriale creato dal padre e, dalla fine degli anni \u201980, entrer\u00e0 nel mondo delle televisioni satellitari dando vita a un colosso mediatico senza confini.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Ellis_Ashmead-Bartlett.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Ellis_Ashmead-Bartlett.jpg\" width=\"590\" height=\"733\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il giornalista inglese Ellis Ashmead-Bartlett da giovane ufficiale del Reggimento Bedfordshire, c. 1900 &#8211; Source:&nbsp;<i>Gallipoli<\/i>, Les Carlyon, 2001 <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ellis_Ashmead-Bartlett.jpg\">Ellis Ashmead-Bartlett.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma prima di raccontare l\u2019incontro tra i due giornalisti e il viaggio rocambolesco di questa lettera, facciamo un passo indietro per capire il ruolo dell\u2019inviato di guerra ai tempi della campagna dei Dardanelli. Da poco tempo, infatti, questa figura iniziava ad assumere la forma di un \u201ctestimone oculare ufficiale\u201d dal fronte, ma sotto il concetto di \u201cufficiale\u201d si nascondeva in realt\u00e0 un rigoroso controllo da parte della censura. Era comunque gi\u00e0 un passo avanti rispetto alla consuetudine secondo cui tutto quello che si poteva pubblicare sulla stampa con riferimento alle azioni di guerra erano gli scarni dispacci diramati dalle forze militari: freddi ed emotivamente poco coinvolgenti per quei lettori affamati di notizie sui loro ragazzi che combattevano per la Patria. I comandanti non amavano avere a che fare con i giornalisti sul campo, gente che richiedeva attenzione e protezione mentre osservava e magari criticava il loro operato.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Charles-Bean-e-Ashmead-Bartlett-sulla-penisola-dei-Drdanelli.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Charles-Bean-e-Ashmead-Bartlett-sulla-penisola-dei-Drdanelli.jpg\" width=\"668\" height=\"906\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Imbros, 1915. Charles Bean e Ashmead Bartlett &#8211; Australian War Memorial &#8211; public domain &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Charles_Bean_and_Ellis_Ashmead-Bartlett.jpg\">Charles Bean and Ellis Ashmead-Bartlett.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un cambiamento era avvenuto durante la guerra Russo-Giapponese agli inizi del \u2018900. In un primo tempo agli osservatori stranieri inviati in Giappone erano precluse le prime linee, di fatto erano autorizzati esclusivamente a trasmettere ai propri giornali i bollettini militari. Tuttavia, le autorit\u00e0 giapponesi si resero ben presto conto che questo modo di far conoscere la loro guerra al resto del mondo non risvegliava alcun interesse n\u00e9 quell\u2019auspicabile consenso internazionale; non solo, a poco a poco molti corrispondenti stranieri stavano lasciando il Paese, non potendo i loro editori continuare a sostenere delle spese tanto pesanti quanto inutili. Era necessaria una strategia diversa. Improvvisamente i giornalisti furono riconosciuti come un utile strumento per il successo della causa giapponese e incominciarono ad essere trattati da ospiti di riguardo, ammessi come tali a brevi visite ufficiali al fronte; naturalmente gli articoli erano poi sottoposti al controllo della censura, ma il loro tenore era decisamente pi\u00f9 partecipato di un bollettino di guerra. In breve l\u2019attenzione internazionale si volse al Giappone con un\u2019altra considerazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo scoppio della Grande Guerra, il Regno Unito rifiutava questo riconoscimento della funzione dei giornalisti, con grande scontento del pubblico che temeva si tacessero verit\u00e0 scomode; non solo, il silenzio non infiammava gli animi di chi in Patria sarebbe dovuto correre ad arruolarsi o a rinvigorire l\u2019industria bellica. <strong><span style=\"color: #008000;\">Lord Kitchener<\/span><\/strong>, Ministro della Guerra, era profondamente ostile all\u2019idea di inviare osservatori al fronte, ma alla vigilia della spedizione ai Dardanelli dovette arrendersi alle pressioni dell\u2019associazione dei proprietari di giornali, la NPA, e di quanti, pi\u00f9 ragionevolmente, ritenevano che una stampa ben controllata dalla censura ma pi\u00f9 libera nel raccontare la vita al fronte potesse alimentare lo spirito nazionalistico, soddisfacendo quel legittimo desiderio dei lettori di conoscere le gesta di soldati e marinai nelle battaglie citate dai bollettini di guerra, spesso in luoghi mai nemmeno sentiti nominare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte la Campagna dei Dardanelli era figlia della politica di Winston Churchill che, per sua stessa esperienza, era favorevole ai corrispondenti di guerra. Cos\u00ec, il 25 marzo 1915 <strong><span style=\"color: #008000;\">Ellis Ashmead-Bartlett<\/span><\/strong>, in rappresentanza della NPA, e Lester Lawrence, per la Reuter, lasciarono Londra alla volta della penisola turca. Dopo il fallimentare tentativo di sfondare lo stretto dei Dardanelli, avvenuto poco pi\u00f9 di un mese prima, l\u2019esercito si stava preparando ad uno sbarco sulla penisola. Diversi altri corrispondenti furono autorizzati a seguire la spedizione, ma <strong><span style=\"color: #008000;\">Ashmead-Bartlett<\/span><\/strong> fu quello che pi\u00f9 di ogni altro lasci\u00f2 un segno, quello che si ribell\u00f2 alla censura. Ritenendosi un \u201ccritico indipendente\u201d pi\u00f9 che un \u201ctestimone oculare\u201d, non mitig\u00f2 mai nei suoi articoli le proprie opinioni, dapprima per evidenziare la necessit\u00e0 di rinforzi se si voleva raggiungere la vittoria, poi &#8211; convinto che a quella vittoria non si sarebbe arrivati mai &#8211; per sostenere un rapido ritiro delle truppe prima che il massacro si facesse ancora pi\u00f9 drammatico.<br \/>\nAshmead-Bartlett era uno scrittore brillante, dotato di coraggio e della capacit\u00e0 di muoversi su un campo di battaglia, si era fatto le ossa nella guerra russo-giapponese e in quelle dei Balcani del 1912-13, guadagnandosi una buona fama come corrispondente. Ma sapeva anche godersi la vita: nella sua cabina non mancavano mai bottiglie di champagne e quando i comandi militari furono spostati dalle navi a Kephalos sull\u2019isola di Imbros, la sua tenda campeggiava nel punto migliore per garantirsi un p\u00f2 d\u2019ombra, una bella vista e un minimo di intimit\u00e0, oltre ad essere attrezzata con ogni possibile confort per lui e per i suoi ospiti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/gallipoli-ashmead-bartlett.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 gallipoli-ashmead-bartlett.jpeg\" width=\"618\" height=\"1046\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">collage di scene dai Dardanelli &#8211; autore Fulvio314collage di scene dai Dardanelli &#8211; autore Fulvio314&nbsp;<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Dardanelles_WWI_collage.jpg\">File:Dardanelles WWI collage.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo lo sbarco del 25 aprile 1915, ottenne il permesso di muoversi con una certa libert\u00e0 tra i vari fronti e spesso si trovava in punti di osservazione pi\u00f9 vicini all\u2019azione di molti comandanti, i quali si limitavano a seguire i combattimenti da bordo di una nave al largo. Fu lui ad alimentare la leggenda degli <strong><span style=\"color: #008000;\">Anzac<\/span><\/strong>, i corpi militari australiani e neozelandesi; giovani dai fisici atletici e forti, meno disciplinati delle truppe inglesi ma intraprendenti e coraggiosi. Alla vista di questi ragazzi, che lontani dalla loro terra affrontavano con passione la vita nelle trincee e spesso la morte, Ashmett-Bartlett pens\u00f2 di dotarsi di una cinepresa. Le immagini filmate avrebbero avuto pi\u00f9 forza di mille parole nel raccontare quei giovani al fronte. C\u2019era una scena, alla quale lui stesso assisteva quasi ogni giorno, che gli sembrava particolarmente iconica: era il momento in cui i soldati, per levarsi di dosso la polvere e l\u2019odore di morte, scendevano al mare e sotto una pioggia di proiettili riuscivano a trovare piacere e ristoro nelle acque dell\u2019Egeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Amante della bella vita, <strong><span style=\"color: #008000;\">Ashmead-Bartlett<\/span><\/strong> aveva una certa capacit\u00e0 di fare e soprattutto di perdere soldi: il lavoro di corrispondente aveva ridato un p\u00f2 di ossigeno alle sue finanze e ora la possibilit\u00e0 di raccogliere immagini filmate della guerra poteva costituire un\u2019ulteriore fonte di guadagno.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Aeroskop_Proszynski_-schema-brevetto-wikipedia-free.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Aeroskop_Proszynski_-schema-brevetto-wikipedia-free.jpg\" width=\"647\" height=\"954\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Brevettata nel 1910 dall&#8217;ingegnere polacco K Proszynski, l&#8217;Aeroscope \u00e8 stata la prima cinepresa portatile di grande successo. Alimentato ad aria compressa, \u00e8 stato utilizzato dai cameramen dei cinegiornali e dalla maggior parte delle principali compagnie cinematografiche dal 1912 fino all&#8217;avvento del sonoro. Uno scompartimento separato poteva trasportare fino a 400 piedi (122 metri) di pellicola da 35 mm. &#8211; copia del disegno di brevetto americano dell&#8217;Aeroscope, 1913 &#8211; Autore Kazimierz Pr\u00f3szy\u0144ski (1875-1945) &nbsp;&#8211; <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Aeroskop_Pr%C3%B3szy%C5%84ski_schemat_budowy.jpg\">Wikimedia Commons<\/a> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Aeroskop_Pr%C3%B3szy%C5%84ski_schemat_budowy.jpg\">Aeroskop Pr\u00f3szy\u0144ski schemat budowy.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un breve viaggio a Londra, nel giugno 1915, l\u2019impresario <strong><span style=\"color: #008000;\">Alfred Butt<\/span><\/strong> gli procur\u00f2 un&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Aeroscope<\/span><\/strong>, una cinepresa 35mm brevettata nel 1910 dall\u2019ingegnere polacco K. Proszynski. Piuttosto compatta, aveva un meccanismo di trascinamento della pellicola ad aria compressa e veniva caricata con una pompa come quelle da bicicletta, in questo modo non era necessario l\u2019uso della manovella per filmare: un sistema che precorreva la carica a molla. Inoltre un volano le conferiva una certa stabilit\u00e0 anche quando tenuta a mano. Ashmead-Burtlett si fece spiegare come usarla e ripart\u00ec con 3.000 metri di pellicola. Oltre alla macchina e alla pellicola, Butt gli garant\u00ec il 45% dei guadagni che ne avrebbe tratto. Di ritorno ai Dardanelli, il giornalista inglese pot\u00e9 contare sulla collaborazione del rinomato fotografo di guerra inglese <strong><span style=\"color: #008000;\">Ernest Brooks<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Lieut._Ernest_Brooks_fotografo-ufficiale-britannico-qui-sul-Fronte-Occidentale-aiuto-Ashmead-Bartlett-nelluso-della-macchina-da-presa-ai-Dardanelli.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Lieut._Ernest_Brooks_fotografo-ufficiale-britannico-qui-sul-Fronte-Occidentale-aiuto-Ashmead-Bartlett-nelluso-della-macchina-da-presa-ai-Dardanelli.jpg\" width=\"799\" height=\"1033\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Lieut. Ernest Brooks fotografo ufficiale britannico qui sul Fronte Occidentale, aiuto di Ashmead Bartlett nell&#8217;uso della macchina da ripresa ai Dardanelli &#8211; public domain &#8211; Fonte Imperial War Museums <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.iwm.org.uk\/collections\/item\/object\/205125177\">https:\/\/www.iwm.org.uk\/collections\/item\/object\/205125177<\/a>&#8211; public domain &#8211;&nbsp; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Lieut._Ernest_Brooks,_official_photographer_on_the_Western_Front.jpg\">Lieut. Ernest Brooks, official photographer on the Western Front.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I filmati che realizz\u00f2 sono certamente tra i primi che raccontano la vita nelle trincee nella Prima Guerra Mondiale e, malgrado si percepisca talvolta una sorta di regia dietro le riprese, hanno la capacit\u00e0 di immergere lo spettatore in quella realt\u00e0. Lui stesso le utilizz\u00f2 nelle numerose conferenze che tenne in Inghilterra e in Australia dopo la guerra e il loro impatto fu straordinario. Un accostamento che appariva nel suo montaggio tra i soldati che combattono e la tavolata degli ufficiali che bevono il th\u00e8 venne ripreso nel film Gallipoli di Peter Weir del 1981 prodotto da Rupert Murdoch, cos\u00ec come la scena dei soldati australiani che fanno il bagno in mare sotto i colpi del nemico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il passare dei mesi, l\u2019avanzata delle truppe alleate appariva sempre pi\u00f9 critica. Vicino per mestiere ai soldati, <strong><span style=\"color: #008000;\">Ashmead-Bartlett<\/span> <\/strong>ascoltava dalla loro voce il malcontento, le critiche a questo insensato massacro, il distacco da un\u2019impresa sempre pi\u00f9 lontana dal successo. A Londra a giugno aveva incontrato <strong><span style=\"color: #008000;\">Asquith e Churchill<\/span><\/strong> ed espresso a entrambi le sue opinioni, riportate anche in un memorandum presentato al Governo. La sua libert\u00e0 di movimento al fronte era ormai fortemente compromessa e il controllo della censura sempre pi\u00f9 rigido, i suoi articoli venivano drasticamente tagliati. E qui entra in scena <strong><span style=\"color: #008000;\">Keith Murdoch<\/span><\/strong>, che ai primi di settembre \u00e8 a Gallipoli per scrivere sulle truppe australiane al fronte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non gli occorse molto per convincersi della drammaticit\u00e0 della situazione e accettare di portare segretamente a Londra <a href=\"https:\/\/anzacportal.dva.gov.au\/wars-and-missions\/ww1\/where-australians-served\/gallipoli\/after-august-offensive\/ashmead-bartlett\">la lettera di Ashmead-Bartlett per il Primo Ministro Asquith<\/a>. A Marsiglia, tuttavia, la missiva gli fu sequestrata, probabilmente per una soffiata. <strong><span style=\"color: #008000;\">Murdoch<\/span><span style=\"color: #008000;\"> scrisse allora al<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Primo Ministro Australiano, Andrew Fisher<\/span><\/strong>, manifestando le stesse preoccupazioni. Rientrato a Londra in ottobre, Ashmead-Bartlett fu intervistato dall\u2019editore Lord Northcliffe per The Sunday Times, aggirando cos\u00ec la possibilit\u00e0 che la censura bloccasse un suo articolo. Nei giorni seguenti, l\u2019intervista usc\u00ec anche su The Times e sul Daily Mail. Anche la sua lettera, intanto, era stata recapitata ad Asquith.<br \/>\nIl 16 ottobre 1915 <strong><span style=\"color: #008000;\">Ian Hamilton<\/span><\/strong> fu richiamato a Londra e sollevato dal suo incarico di comando ai Dardanelli. In realt\u00e0, da tempo il governo britannico si era reso conto dell\u2019insuccesso della Campagna militare, ma \u00e8 indiscutibile che gli scritti dell\u2019inviato inglese avevano portato alla luce una verit\u00e0 che a lungo si era preteso di non vedere.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Marina Cappabianca<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima sbarco il 25 aprile 1915 del contingente ANZAC, l&#8217;inizio di una tragedia.&nbsp; Gli uomini del 4 \u00b0 battaglione australiano (1a brigata) e la 26a batteria di montagna indiana di Jacob sbarcano sulla terraferma sotto il fuoco nemico. Gli uomini in primo piano appartengono al personale della 1a brigata. Sul bordo dell&#8217;acqua si intravede il corpo del soldato R. Reynolds, uno dei primi uomini ad essere ucciso a Gallipoli &#8211;&nbsp; Pubblico dominio &#8211; autore della foto L-Cpl. Arthur Robert Henry Joyner (1st Division Signal Company, killed 5 December 1916 at Bazentin, Somme &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Anzac_Beach_4th_Bn_landing_8am_April_25_1915.jpg\">Anzac Beach 4th Bn landing 8am April 25 1915.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: DARDANELLI parole chiave: Reportage &nbsp; \u201cIl nostro ultimo grande sforzo per raggiungere qualche risultato contro i Turchi \u00e8 stato il pi\u00f9 spaventoso e costoso fiasco della nostra storia dopo la battaglia di Bannockburn\u201d. 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