{"id":86741,"date":"2023-04-22T00:01:00","date_gmt":"2023-04-21T22:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=86741"},"modified":"2023-05-12T15:58:05","modified_gmt":"2023-05-12T13:58:05","slug":"la-vita-potrebbe-arrivare-dallo-spazio-scoperti-i-mattoni-della-vita-su-un-asteroide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/86741","title":{"rendered":"La vita potrebbe arrivare dallo spazio: scoperti aminoacidi sull&#8217;asteroide Ryugu"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO:&nbsp;ASTRONOMIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: asteroidi, panspermia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi di campioni raccolti dalla sonda giapponese <strong><span style=\"color: #008000;\">Hayabusa 2<\/span><\/strong> sull&#8217;asteroide<strong><span style=\"color: #008000;\"> Ryugu<\/span><\/strong> ha rilevato un&#8217;ampia variet\u00e0 di molecole organiche tra cui tracce di <strong><span style=\"color: #008000;\">uracile<\/span><\/strong>, una delle cinque basi azotate che compongono il nostro codice genetico, in pratica uno dei mattoni fondamentali per l&#8217;RNA. I risultati sono stati pubblicati il 21 marzo sulla rivista <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41467-023-36904-3\">Nature Communications.<\/a> Le ricadute potrebbero essere notevoli in quanto darebbe forza alle teorie che ipotizzano che le molecole necessarie per la vita potrebbero essere arrivate sulla Terra dallo spazio.&nbsp;Sebbene in passato l\u2019analisi di meteoriti ritrovati sulla Terra aveva rivelato la presenza degli amminoacidi essenziali per costruire la vita, gli scienziati erano in dubbio se avessero un\u2019origine terrestre, ovvero si trattasse di una contaminazione dei corpuscoli extraterrestri al loro arrivo sulla Terra, oppure se questi provenissero dallo spazio. Un dubbio che potrebbe essere fugato da un&#8217;importante scoperta. L&#8217;analisi di campioni di terreno raccolti sull\u2019asteroide Ryugu ha provato che queste basi azotate sono presenti nel cosmo e potrebbero quindi arrivare occasionalmente su alcuni pianeti, permettendo lo sviluppo della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Raccontiamo ora questa importante scoperta<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nTutto inizi\u00f2 con l\u2019invio della sonda spaziale <strong><span style=\"color: #008000;\">Hayabusa 2<\/span><\/strong> (\u306f\u3084\u3076\u3055 ovvero Falco pellegrino 2), sviluppata dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA)<\/span><\/strong>, sull&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">asteroide 162173 Ryugu<\/span><\/strong> per prelevarne dei campioni del suolo da riportare sulla Terra. Il lancio della missione avvenne il 3 dicembre 2014 ed il 27 giugno 2018 la sonda raggiunse l&#8217;asteroide orbitandogli ad una distanza di circa 20 chilometri.&nbsp;Una volta raggiunta la superficie dell&#8217;asteroide, con una sonda secondaria, fu sparato un piccolo proiettile di tantalio della massa di 5 grammi ad una velocit\u00e0 di circa 300 metri al secondo contro il suolo. La nube di detriti generata dall&#8217;impatto fu raccolta in una camera interna della sonda. La delicata operazione fu effettuata due volte per essere sicuri di raccogliere campioni non contaminati.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_OGVBwYVcPD4\"><div id=\"lyte_OGVBwYVcPD4\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/OGVBwYVcPD4\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/OGVBwYVcPD4\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/OGVBwYVcPD4\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Terminata questa fase di osservazione e campionamento, <strong><span style=\"color: #008000;\">Hayabusa 2<\/span><\/strong> ripart\u00ec da Ryugu il 13 novembre 2019 e, una volta raggiunta la Terra,&nbsp; il 6 dicembre 2020, rilasci\u00f2 una capsula contenente i campioni in prossimit\u00e0 del poligono militare di Woomera nel deserto australiano. Terminata l\u2019operazione<strong><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;Hayabusa 2<\/span> <\/strong>prosegu\u00ec la sua missione dirigendosi nuovamente nello spazio profondo per raggiungere, nel 2031, l&#8217;asteroide <strong><span style=\"color: #008000;\">1998 KY26<\/span><\/strong>.&nbsp; Dall\u2019analisi dei campioni raccolti (due prelievi per un totale di 5,4\u2009g) emerse la presenza di un&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ampia variet\u00e0 di molecole organiche<\/span><\/strong>, tra cui l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">uracile<\/span><\/strong>, una delle quattro basi azotate nell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">acido ribonucleico<\/span><\/strong>. Inoltre, furono scoperte tracce di <strong><span style=\"color: #008000;\">niacina<\/span><\/strong>, una delle tre forme della vitamina B3, ed altri derivati. I risultati sono stati pubblicati nello studio citato e confermano che queste molecole prebiotiche si formarono in asteroidi come Ryugu, avendo&nbsp; quindi la possibilit\u00e0 di viaggiare nello spazio e, forse, arrivare sulla Terra primordiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019ipotesi eccitante che richiama la <strong><span style=\"color: #008000;\">panspermia<\/span><\/strong>, un\u2019antica teoria che risale al pensiero del filosofo greco <strong><span style=\"color: #008000;\">Anassagora<\/span><\/strong>. In seguito l\u2019ipotesi fu risollevata alla fine del 1700 da <strong><span style=\"color: #008000;\">Benoit de Maillet<\/span><\/strong> che defin\u00ec &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">semi piovuti dagli oceani dei cieli<\/span><\/em><\/strong>&#8220;, nell\u2019XIX secolo da <strong><span style=\"color: #008000;\">William Thomson<\/span><\/strong> (comunemente noto come Lord Kelvin) e dal chimico svedese<strong><span style=\"color: #008000;\"> J\u00f6ns Jacob Berzelius<\/span><\/strong> (che nel 1830 conferm\u00f2 la presenza di composti del carbonio in alcune meteoriti), nel XX secolo da <strong><span style=\"color: #008000;\">Svante Arrhenius<\/span><\/strong> e, in tempi pi\u00f9 recenti dagli astronomi <strong><span style=\"color: #008000;\">Stephen Hawking, Fred Hoyle<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Chandra Wickramasinghe<\/span><\/strong>.&nbsp;Nel 1973, <strong><span style=\"color: #008000;\">Leslie Orgel<\/span><\/strong> e il premio Nobel <strong><span style=\"color: #008000;\">Francis Crick<\/span><\/strong> pubblicarono una fantasiosa teoria di una &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">panspermia diretta<\/span><\/em><\/strong>&#8220;, indotta da una &#8220;forma di vita avanzata&#8221; responsabile di aver inviato i semi della vita sulla Terra per sviluppare nuove forme di vita. Un creatore che, ai confini del tempo, avrebbe avviato un programma senza fine per colonizzare l\u2019universo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/640px-Panspermie_2.0.svg-wikipedia.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 640px-Panspermie_2.0.svg-wikipedia.png\" width=\"640\" height=\"383\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">panspermia, una tesi attraente &#8211; lavoro personale (own work) &#8211; autore <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?title=User:Count_Nightmare&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Count_Nightmare<\/a><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Panspermie_2.0.svg\">Panspermie 2.0.svg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Ma cos\u2019\u00e8 esattamente la panspermia?<br \/>\n<\/span><\/strong>In parole semplici secondo la <strong><span style=\"color: #008000;\">panspermia<\/span><\/strong> i \u201csemi della vita\u201d sono sparsi ovunque nell&#8217;Universo, presenti nella polvere stellare e nei corpi di maggiori dimensioni come meteoriti, asteroidi, comete e planetoidi. Dalla met\u00e0 degli anni &#8217;70 i gi\u00e0 citati <strong><span style=\"color: #008000;\">Hoyle e Wickramasinghe<\/span><\/strong> teorizzarono che polimeri organici potessero costituire una parte importante della polvere interstellare, ipotesi che, alla luce di questi risultati, sembra oggi essere provata. Una conseguenza interessante della teoria della panspermia \u00e8 che nel caso la vita in tutto l&#8217;Universo dovrebbe essere molto simile dal punto di vista biochimico, di fatto derivando dagli stessi elementi organici ancestrali. Questi \u201ccontaminando\u201d altri pianeti, in caso di condizioni chimico fisiche favorevoli, potrebbero quindi innescare la nascita della vita che poi si svilupperebbe a seconda delle diverse condizioni. Una tesi non tanto fantascientifica se si pensa che sul nostro pianeta abbiamo esempi concettualmente simili nelle profondit\u00e0 marine dove la vita si \u00e8 evoluta in condizioni chimico fisiche estreme. Quindi perch\u00e9 questo non potrebbe essere possibile su altri corpi celesti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un\u2019ultima considerazione<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL&#8217;origine della vita sulla Terra \u00e8 una questione controversa, con una variet\u00e0 di potenziali ambienti proposti tra cui le emissioni idrotermali oceaniche e terrestri. Tuttavia la vita, per potersi sviluppare, ha bisogno di amminoacidi per sintetizzare le proteine, che sono i \u201dmattoni\u201d responsabili delle reazioni metaboliche, della replicazione del DNA e l\u2019evoluzione delle cellule in organismi. Sebbene sia stata dimostrata la possibilit\u00e0 di generare amminoacidi sulla Terra primordiale, non \u00e8 chiaro come essi si siano potuti sintetizzare in ambienti extraterrestri abioticamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ebbe inizio 4,7 miliardi di anni fa, quando si form\u00f2 il nostro sistema solare e residui del disco protoplanetario incominciarono a disperdersi nello spazio portando con loro molecole della vita. I pi\u00f9 grandi raggiunsero una temperatura sufficiente per consentire una differenziazione chimica (e in alcuni casi si form\u00f2 acqua), in altri si generarono fenomeni vulcanici. In particolare, in quella fascia di asteroidi, a causa dell\u2019interferenza gravitazionale di Giove sulle loro orbite, aumentarono gradualmente le loro collisioni e, come su un grande tavolo di biliardo tridimensionale, sopravvissero solo i corpi pi\u00f9 grandi; gli altri formarono meteoriti e polveri cosmiche o furono proiettati fuori dal sistema solare. Alcune meteoriti incominciarono cos\u00ec a trasportare queste molecole e, forse, potrebbero essere state le responsabili dello sviluppo della vita sulla Terra o su altri pianeti. Un\u2019ipotesi affascinante in cui molto \u00e8 ancora da scrivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima: &nbsp;versione colorata del C-type asteroid 162173 Ryugu, visto attraverso la ONC-T camera di bordo della sonda Hayabusa2 &#8211; Image Credit: JAXA Hayabusa 2 &#8211; autore Meli Thev &#8211; fonte <a href=\"http:\/\/www.darts.isas.jaxa.jp\/planet\/project\/hayabusa2\/\">DARTS ARCHIVE<\/a>&nbsp;<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ryugu_colored.jpg\">Ryugu colored.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . . 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