{"id":86708,"date":"2023-04-18T00:01:00","date_gmt":"2023-04-17T22:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=86708"},"modified":"2024-06-11T18:38:52","modified_gmt":"2024-06-11T16:38:52","slug":"parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/86708","title":{"rendered":"Karlshrue, il predatore dei Caraibi  e i mercantili corsari"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XIX -XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Corsari<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">SMS<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Karlsruhe<\/span><\/strong> venne varato l&#8217;11 novembre 1912 ed entr\u00f2 in servizio il 15 gennaio 1914; si trattava di un moderno incrociatore leggero, lungo 142 metri, largo 13.7 metri, e dislocava 6191 tonnellate; le sue caldaie a vapore alimentavano due turbine che gli permettevano di raggiungere la velocit\u00e0 di 28.5 nodi. Anche l&#8217;armamento non era da meno: 12 cannoni da 105mm, quattro in torri scudate in coperta (due a prua e due a poppa), i rimanenti protetti da barbette (parapetti di protezione) laterali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Kleiner_Kreuzer__Karlsruhe_.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Kleiner_Kreuzer__Karlsruhe_.jpg\" width=\"800\" height=\"506\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Kleiner Kreuzer &#8220;Karlsruhe&#8221; SMS Karlshrue &#8211; fonte da Kommando der Volksmarine &#8211; Bildbestand (DVM 10 Bild) Attribution:&nbsp;<span class=\"licensetpl_attr\">Bundesarchiv, DVM 10 Bild-23-61-01 \/ CC-BY-SA 3.0<\/span> <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bundesarchiv_DVM_10_Bild-23-61-01,_Kleiner_Kreuzer_%22Karlsruhe%22.jpg\">File:Bundesarchiv DVM 10 Bild-23-61-01, Kleiner Kreuzer &#8220;Karlsruhe&#8221;.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come prima missione, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">SMS<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Karlsruhe, <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">Frigatten Captain<\/span><\/strong><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"> Erich Kohler <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">(che aveva sostituito Ludecke)<\/span><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">, <\/span><\/strong>venne inviato nell\u2019estate del 1914 nel mar dei Caraibi a rilevare il <strong><span style=\"color: #008000;\">Dresden<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo scoppio delle ostilit\u00e0, la nave si trovava in mare. Il comandante Kohler, ben sapeva che una squadra inglese al comando del <span style=\"color: #008000;\"><strong>Rear Admiral Cradock<\/strong><\/span>, forte di quattro incrociatori, gli dava la caccia, pertanto decise di nascondersi nella vastit\u00e0 dell\u2019oceano, dirigendosi verso le coste brasiliane dove inizi\u00f2 la guerra da corsa. Kohler, dispose le sue carboniera, in maniera da aumentare il suo raggio d\u2019azione il che gli permise fino dall&#8217;inizio di novembre di catturare 17 navi affondandone 16, per un totale di 76.500 tonnellate di stazza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio di novembre, Kohler, decise di ritornare nei Caraibi per attaccare le installazioni portuali; il giorno 4 novembre, in prossimit\u00e0 delle Barbados, una violenta esplosione nel deposito munizioni di prua asport\u00f2 l\u2019intera sezione di prua, uccidendo diversi marinai, compreso il comandante, e la nave affond\u00f2 in 30 minuti. I 129 superstiti furono raccolti dalle carboniere che viaggiavano con la nave. Le cause dell\u2019incidente s\u2019imputarono allo scoppio delle munizioni, dovuto al forte riscaldamento dei locali, dovuti sia alle alte temperature, atmosferiche, sia quelle dovute alle caldaie. Gli Inglesi, vennero a conoscenza dell\u2019affondamento della nave solo il 15 marzo; fino ad allora undici navi da guerra continuarono a dargli la caccia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le corsare &#8230; ex mercantili<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nOltre alle navi da guerra, nella guerra da corsa, furono impiegate navi mercantili requisite, agli inizi soprattutto navi passeggeri, scelte per la loro velocit\u00e0 e stazza anche se voraci di carbone.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/SMS_Kronprinz_illustration.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 SMS_Kronprinz_illustration.png\"><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Kronprinz Wilhelm &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:SMS_Kronprinz_illustration.png\">File:SMS Kronprinz illustration.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incomincio con il <strong><span style=\"color: #008000;\">Kronprinz Wilhelm<\/span><\/strong>, una nave da 24.900 tonnellate di stazza che poteva raggiungere una velocit\u00e0 di 23.3 nodi. Questa nave corsara fu quella di di maggiore successo in quanto in otto mesi affond\u00f2 14 navi. La sua attivit\u00e0 termin\u00f2 l&#8217;11 aprile 1915 quando si fece internare negli Stati Uniti a causa delle pessime condizioni delle sue macchine.<\/p>\n<figure style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/SMS_Kaiser_Wilhelm_der_Grosse.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 SMS_Kaiser_Wilhelm_der_Grosse.jpg\" width=\"580\" height=\"365\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">SMS Kaiser Wilhelm der Grosse Fonte: http:\/\/www.akpool.co.uk\/postcards\/25744015-postcard-deutsches-kriegsschiff-sms-kaiser-wilhelm-der-grosse-linienschiff-kaiserliche-marine<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:SMS_Kaiser_Wilhelm_der_Grosse.jpg\">SMS Kaiser Wilhelm der Grosse.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Kaiser Wilhelm der Grosse<\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">,<\/span><\/span> una nave da 24300 tonnellate di stazza che raggiungeva una velocit\u00e0 di 22.5 nodi, lasci\u00f2 la Germania il 4 agosto, prima che gli Inglesi ponessero il blocco. Il 26 agosto, mentre effettuava operazioni di carbonamento, fu sorpresa dall\u2019incrociatore <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Highflyer<\/span><\/strong> che l\u2019affond\u00f2 dopo un violento scontro. Fino a quel momento aveva affondato un peschereccio e due mercantili per pi\u00f9 di 10.000 tonnellate.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Printz Eitel Friedrich<\/span><\/strong>, nave passeggeri da 16.000 tonnellate di stazza, con una velocit\u00e0 massima di 15 nodi, lasci\u00f2 Tsing tao, assieme alla squadra di von Spee, di cui fu alle dipendenze sino ad ottobre, quando si sganci\u00f2 e diresse verso l\u2019Atlantico, dove cattur\u00f2 o affond\u00f2 undici navi, per un totale di 33,424 tonnellate, fino all\u201911 marzo 1915 quando, senza pi\u00f9 carbone, entro nel porto di Newport in Virginia dove si fece internare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec la minaccia delle navi corsare tedesche era stata sventata; il traffico mercantile verso l\u2019Inghilterra doveva affrontare solo i sommergibili tedeschi che, a causa della loro autonomia, riuscivano ad operare solo nelle acque prossime all\u2019Inghilterra ed in Mediterraneo.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\">\n<h5><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>[wpedon id=17555]<\/strong><\/span><\/h5>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Questo articolo ti interessa? Su OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0, troverai numerosi articoli di storia navale e marittima per conoscere eventi del passato che difficilmente potrai trovare sui libri di scuola. Se hai suggerimenti o domande puoi lasciarci un commento in calce all\u2019articolo oppure scriverci alla nostra mail: <a style=\"color: #0000ff;\" href=\"mailto:infoocean4future@gmail.com\">infoocean4future@gmail.com<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto il comando tedesco decise di inviare nuovamente delle navi da corsa nei mari fuori dalla portata degli U-Boat e vennero scartati gli incrociatori che necessitavano nel mare del Nord, le navi passeggeri, che a causa dell\u2019alta velocit\u00e0 avevano autonomie ridotte. Si decise di approntare normali navi mercantili, che oltre alla grande autonomia, avevano la possibilit\u00e0 di immagazzinare carbone nelle proprie stive. Ne furono modificate diverse, ma solo alcune ebbero successo, fra queste vi furono la <strong><span style=\"color: #008000;\">M\u00f6we<\/span><\/strong>, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Wolf II<\/span><\/strong> ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">Seeadler<\/span><\/strong>, questa fu l\u2019ultima nave corsara a vela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">M\u00f6we<\/span><\/strong>, fu la pi\u00f9 famosa per numero di navi affondate nel corso di ben due crociere, riuscendo, al termine a tornare in patria. Si trattava di una nave varata con il nome di <strong><span style=\"color: #008000;\">Pungo<\/span> <\/strong>nel 1915, con una stazza di 9.800 tonnellate ed una velocit\u00e0 di 14 nodi, ma con un autonomia di 8.700 miglia. La nave fu rinominata <strong><span style=\"color: #008000;\">M\u00f6we<\/span><\/strong>, in onore della nave idrografica autoaffondatasi in Africa Orientale Tedesca all\u2019inizio della guerra. Il mercantile fu armato con 4 cannoni da 150mm, uno da 105mm e due lanciasiluri, mentre nelle stive furono imbarcate 500 mine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima crociera inizi\u00f2 il 27 dicembre 1915, al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">Kapitan Korvette Nikolaus zu Dohna Scholdien<\/span><\/strong>.&nbsp;Per prima cosa la nave pos\u00f2 250 mine nelle vicinanze della base inglese di Scapa Flow, poi si diresse verso le coste francesi dove pos\u00f2 il resto delle mine alle foci della Gironda. Si diresse quindi verso l\u2019Atlantico centrale e meridionale nella sua campagna che si concluse il 4 marzo del 1916.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_dp9XTZcNMjE\"><div id=\"lyte_dp9XTZcNMjE\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/dp9XTZcNMjE\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/dp9XTZcNMjE\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/dp9XTZcNMjE\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nave affond\u00f2 ben 14 navi e cattur\u00f2 il <strong><span style=\"color: #008000;\">piroscafo Appam<\/span><\/strong>, che trasportava 18 casse d&#8217;oro. La nave fu utilizzata come nave prigione per gli equipaggi catturati.&nbsp;Una nave corsara che collezion\u00f2 alle sue vittime due mercantili affondati sulle mine posate alla foce della Gironda e la corazzata <strong><span style=\"color: #008000;\">King George VII<\/span><\/strong> affondata il 6 gennaio per urto contro una mina posata nei pressi di Scapa Flow.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nave, dopo essere stata revisionata, sempre al comando di Dona Scholodien, ora Capitano di Fregata, riprese il mare alle 16.00 del 22 novembre; durante la nuova operazione furono affondate 23 navi, mentre una, il cargo Yarrowdale, fu inviato in Germania dove giunse il 31 dicembre. La crociera del M\u00f6we termin\u00f2 ai primi di aprile del 1917. Una volta rientrata in patria la nave fin\u00ec la guerra come posamine nel Mar Baltico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Wolf II<\/span><\/strong>, era il mercantile Wachtfels da 11.200 tonnellate, con una velocit\u00e0 di 10.5 nodi ed un autonomia di 32.000 miglia. Il cargo fu armato con sei cannoni da 150mm, uno da 105mm, quattro lanciasiluri e 465 mine.&nbsp;Inoltre, novit\u00e0 assoluta per i tempi, fu imbarcato un piccolo idrovolante al fine di estendere il raggio d\u2019avvistamento della nave.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">Capitano di Corvetta Karl Nerger<\/span><\/strong> part\u00ec da Kiel il 30 novembre 1916; il comandante decise di trascurare il Nord atlantico, dove imperversavano i sommergibili e si diresse verso l\u2019Atlantico meridionale dove pos\u00f2 una parte delle mine al largo del Capo di Buona Speranza. Proseguendo la navigazione pos\u00f2 le altre mine davanti ai porti di Bombay e Colombo, mine che causarono l\u2019affondamento di due mercantili, per 13.904 tonnellate. Continu\u00f2 quindi la sua missione nel Pacifico e, dopo 15 mesi di campagna e pi\u00f9 di 100.000 miglia percorse, aveva affondato 13 navi per un totale di 38.142 tonnellate. Il 21 febbraio 1918 la nave rientr\u00f2 a Kiel dopo 452 giorni di operazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Seeadler <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">era una <\/span>goletta a tre alberi, ex statunitense <strong><span style=\"color: #008000;\">Pass of Balmaha<\/span><\/strong>; catturata nel giugno 1915 fu armata con due cannoni da 105mm, e gli fu montato un motore diesel, che gli permetteva di raggiungere i 9 nodi. Il comando fu affidato a <strong><span style=\"color: #008000;\">Felix von Luckner<\/span><\/strong>, un comandante esperto che all\u2019et\u00e0 di 14 anni aveva intrapreso la via del mare imbarcandosi su diversi velieri. Salp\u00f2 dalla Germania il 21 dicembre 1916, attraversando l\u2019Atlantico settentrionale per iniziare la sua guerra di corsa nell\u2019Atlantico meridionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver attraversato Capo Horn, entr\u00f2 nel Pacifico dove per\u00f2 non ebbe la stessa fortuna che in Atlantico, almeno fino al giugno 1917 quando gli Stati Uniti entrarono in guerra. Dopo l\u2019affondamento di due mercantili americani, il 29 luglio si ancor\u00f2 sull\u2019isola di Mopelia dove, il 2 agosto, un onda anomala la scaravent\u00f2 sulla barriera corallina, incagliandola. Dopo 35.000 miglia percorse e 14 navi affondate per 30.099 tonnellate, il Seeadler concluse su quella barriera la sua carriera di nave corsara.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Virginio Trucco&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p>in anteprima la SMS Seeadler nel Pacifico&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">[wpedon id=17555]<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ti \u00e8 piaciuto questo articolo? Se s\u00ec, puoi fare una piccola donazione (anche un euro) per sostenere il nostro portale. Basta poco, per aiutarci a sostenere le spese di OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0. La donazione pu\u00f2 essere singola o puoi decidere di renderla automatica ogni mese. 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Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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