{"id":86706,"date":"2023-04-15T00:01:00","date_gmt":"2023-04-14T22:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=86706"},"modified":"2023-05-12T17:28:35","modified_gmt":"2023-05-12T15:28:35","slug":"la-guerra-da-corsa-tedesca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/86706","title":{"rendered":"La guerra di corsa tedesca nella I guerra mondiale"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Corsari<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima del trattato di Parigi del 1856, la <strong><span style=\"color: #008000;\">guerra di corsa<\/span> <\/strong>veniva effettuata con navi ed equipaggi civili autorizzati dal proprio Stato tramite un&#8217;apposita Patente di Corsa per compiere atti di guerra contro le navi e le coste nemiche. Parte del bottino ricavato doveva essere ceduta allo Stato mentre il resto veniva diviso con apposite percentuali fra l\u2019equipaggio e l\u2019armatore. In realt\u00e0, la differenza fra corsaro e pirata era molto labile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Dopo il <\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">1856<\/span><\/strong>, la guerra al traffico marittimo fu autorizzata solo per le navi militari che dovevano consegnare tutto il carico allo Stato, venendo ricompensate sempre in percentuale. Inoltre, dovevano essere portati i <strong><span style=\"color: #008000;\">registri di carico<\/span><\/strong> davanti all\u2019apposito<strong><span style=\"color: #008000;\"> tribunale delle prede<\/span><\/strong> che, dopo averli analizzati, dichiarava la nave <strong><em><span style=\"color: #008000;\">buona preda<\/span><\/em><\/strong>, e provvedeva alla confisca ed alla ricompensa. Se la nave era stata fermata ingiustamente, veniva invece rilasciata.&nbsp; Le navi sequestrate dovevano essere equipaggiate con una parte dei marinai della nave \u201ccorsara\u201d, detto <strong><span style=\"color: #008000;\">equipaggio da preda<\/span><\/strong>, inviata in patria per il procedimento da parte del tribunale. La norma prevedeva che le navi potevano essere affondate solo in rare eccezioni ed in tutti i casi l\u2019equipaggio doveva essere tratto in salvo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo scoppio della prima guerra mondiale, la Germania aveva navi da guerra sparse nei vari possedimenti coloniali e decise di rispondere al blocco navale inglese con la guerra da corsa; questo sia per interrompere i traffici mercantili nemici sia per rifornire le navi soprattutto di carbone. Dell\u2019Emdem e della sua crociera tratter\u00f2 in un altro articolo per cui per ora parler\u00f2 delle altre navi utilizzate per la guerra da corsa.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">K\u00f6nigbserg<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<figure style=\"width: 785px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Bundesarchiv_Bild_105-DOA3002_Deutsch-Ostafrika_Kreuzer_Konigsberg-wikipedia.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Bundesarchiv_Bild_105-DOA3002_Deutsch-Ostafrika_Kreuzer_Konigsberg-wikipedia.jpg\" width=\"785\" height=\"577\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Kleiner Kreuzer SMS K\u00f6nigsberg a Dar es Salaam, 1914- Sammlung Walther Dobbertin (Bild 105)<br \/><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bundesarchiv_Bild_105-DOA3002,_Deutsch-Ostafrika,_Kreuzer_K%C3%B6nigsberg.jpg\">File:Bundesarchiv Bild 105-DOA3002, Deutsch-Ostafrika, Kreuzer K\u00f6nigsberg.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">K\u00f6nigbserg <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">era<\/span> un incrociatore leggero varato il 12 dicembre 1905, armato con dieci cannoni da 105mm e dieci da 52mm che poteva raggiungere una velocit\u00e0 massima di 24 nodi. Al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di fregata Max Looff, <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">ne<\/span>l marzo 1914 fu inviato in Africa Orientale Tedesca (l\u2019attuale Tanzania) dove arriv\u00f2 a Dar es Salaam il 6 giugno, dopo aver effettuato delle soste di rifornimento a Cagliari, Napoli, Messina, Port Said e Aden. Alla fine di luglio <strong><span style=\"color: #008000;\">Looff<\/span><\/strong>, rendendosi conto della possibilit\u00e0 di una imminente guerra contro l\u2019Inghilterra, decise di salpare per non farsi sorprendere nella baia di Dar es Salaam. Il giorno 4 agosto, mentre era in navigazione, fu informato dello stato di guerra con Francia, Russia e Inghilterra e, gi\u00e0 nel pomeriggio del 6 agosto, il <strong><span style=\"color: #008000;\">K\u00f6nigbserg<\/span><\/strong> ferm\u00f2 la sua prima preda, il cargo inglese <strong><span style=\"color: #008000;\">City of Winchester<\/span><\/strong>. Dopo averlo depredato del carbone e dei viveri, necessari per poter navigare fino al giorno 19, Loff affond\u00f2 la nave mercantile e si diresse verso le coste africane, nei pressi di Capo Guardafui dove aveva fissato l\u2019appuntamento con una <span style=\"color: #000000;\">carboniera di rifornimento, la<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"> Somali<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arrivato al punto rendez vous, scopr\u00ec che la rifornitrice non era sul posto e, con sole 200 tonnellate di carbone e poca acqua, il <strong><span style=\"color: #008000;\">K\u00f6nigbserg <\/span><\/strong>dovette attenderla fino al 21.&nbsp; Effettuato il rifornimento, il 23 di agosto l\u2019incrociatore tedesco fece rotta verso il Madagascar dove, non trovando nuove prede sul suo cammino, ai primi di settembre, si ricongiunse con il Somali presso l\u2019isola di Aldabra. Essendo il mare troppo agitato per effettuare il trasbordo del carbone, su suggerimento del comandante della carboniera, si diressero verso il delta del Rufiji, del quale avevano carte particolareggiate grazie ai recenti rilevamenti della nave idrografica <strong><span style=\"color: #008000;\">M\u00f6we<\/span><\/strong>.&nbsp;Qui giunti, risalirono per otto miglia uno dei canali del delta, ed inviarono un telegramma a Dar es Salaam, dove il governatore tedesco organizz\u00f2 un invio di rifornimenti. Il 19 settembre, dopo aver effettuato il rifornimento e la revisione dell\u2019apparato motore, Looff, venne a sapere che una nave da guerra inglese era ancorata a Zanzibar; si trattava dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore inglese Pegasus<\/span><\/strong> intento anche lui nella revisione delle caldaie. Il K\u00f6nigsberg, lasci\u00f2 il delta la sera stessa e, alle ore 04.00, fu battuto il posto di combattimento.&nbsp; Alle 05.05 venne rilevato l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Pegasus<\/span><\/strong> a 5 miglia di distanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Looff<\/span><\/strong> ordin\u00f2 di aprire il fuoco con l\u2019armamento principale e, alla terza salva, l\u2019incrociatore inglese venne colpito; nel frattempo anche gli Inglesi aprirono il fuoco sebbene la nave tedesca fosse ancora fuori dalla loro portata. Di fatto in una decina di minuti tutti i cannoni del Pegasus furono ridotti al silenzio e, dopo 20 minuti di combattimento, il comandante inglese, ordin\u00f2 di ammainare l\u2019Union Jack e di alzare la bandiera bianca. Looff fece sospendere il fuoco e dato che il Pegasus era ormai in fiamme ed incominciava ad imbarcare acqua, decise di bombardare la stazione radio di Zanzibar. Non ultimo, al fine di far credere di aver minato le acque, Loof fece gettare in mare 14 casse per la cordite vuote; quindi fece rotta verso sud, con l\u2019intento di raggiungere l\u2019Atlantico e rientrare in patria. Solo poche ore dopo, una delle motrici dell\u2019incrociatore tedesco and\u00f2 in avaria a causa della rottura di un pistone e gli ufficiali di macchina, la dichiararono irreparabile con i mezzi di bordo. Pertanto Looff fece di nuovo rotta verso il delta e torn\u00f2 al suo nascondiglio. Con l\u2019aiuto dei contadini tedeschi si provvide a far giungere le parti meccaniche necessarie per la riparazione fino alla linea ferroviaria che collegava il delta con Dar es Salam. Looff consapevole dei lunghi tempi di riparazione, fece quindi mimetizzare la nave, cre\u00f2 dei posti d\u2019osservazione sulle vicine colline e, sbarcando l\u2019armamento secondario, cre\u00f2 delle difese antisbarco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il rinforzo britannico nell&#8217;Indiano<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGli Inglesi, dopo l\u2019attacco subito a Zanzibar ed il bombardamento di Madras da parte dell&#8217;Emden, inviarono nell\u2019oceano Indiano altri tre incrociatori leggeri di recente costruzione. Durante le operazioni in mare, il 19 ottobre, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore Chatham<\/span><\/strong>&nbsp;ferm\u00f2 il<strong><span style=\"color: #008000;\"> vapore tedesco Pr\u00e4sident<\/span><\/strong> e scopr\u00ec che i suoi ordini erano di portare carbone nel delta del Rufiji. Il 30 ottobre l\u2019incrociatore britannico arriv\u00f2 alla foce del fiume e, dagli interrogatori degli indigeni, ricevette conferma che lungo il fiume vi era una grande nave. La mattina seguente il Chatam entr\u00f2 nel canale pi\u00f9 ampio del delta aprendo il fuoco, che per\u00f2 risult\u00f2 impreciso. Looff, non avendo riferimenti per il tiro prefer\u00ec non rispondere e decise di spostarsi ancora pi\u00f9 a monte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 2 novembre, anche gli <strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatori Weymounth e Dartmouth<\/span><\/strong>, giunsero alla foce ma, non conoscendone la profondit\u00e0, si limitarono a pattugliare al di fuori tutti i numerosi canali che sfociano in mare; nel frattempo arriv\u00f2 anche la <strong><span style=\"color: #008000;\">corazzata Goliath<\/span><\/strong> che, il 9 di novembre, affond\u00f2 alla foce del canale maggiore il <strong><span style=\"color: #008000;\">mercantile Newbridge<\/span><\/strong> con l&#8217;intento di bloccare la nave. In realt\u00e0 i Tedeschi erano a conoscenza di altri canali navigabili per prendere il largo ma ci\u00f2 che realmente bloccava il <strong><span style=\"color: #008000;\">K\u00f6nigbserg<\/span><\/strong> era sia la scarsit\u00e0 di carbone, che non gli avrebbe permesso una lunga navigazione, sia il numero crescente di navi che pattugliavano la foce. Pertanto <strong><span style=\"color: #008000;\">Looff<\/span><\/strong>, decise di spostarsi ancora pi\u00f9 a monte, andando ad incagliarsi su un banco di sabbia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 19 novembre venne effettuato dai Britannici un volo di ricognizione con un idrovolante Curtiss noleggiato a Durban, ma solo il 22 novembre il pilota avvist\u00f2 la nave tedesca a dieci miglia all\u2019interno del fiume. L&#8217;avvistamento fu ritenuto non possibile dagli Inglesi che decisero ulteriori ricognizioni; intanto tutti i tentativi fatti per inoltrarsi nel fiume con le lance furono respinti dalle postazioni di osservazione lungo la costa che erano state predisposte dai Tedeschi. Intanto il <strong><span style=\"color: #008000;\">K\u00f6nigsberg<\/span><\/strong> si spost\u00f2 in un altro canale navigabile, inoltrandosi ancora di pi\u00f9 nel fiume a 15 miglia dalla costa. L\u2019arrivo della stagione delle piogge ferm\u00f2 tutte le operazioni e sia gli Inglesi che i Tedeschi incominciarono a studiare un mezzo per uscire dallo stallo che era venuto a crearsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi decisero di utilizzare dei <strong><span style=\"color: #008000;\">monitori<\/span><\/strong> (chiatte a fondo piatto, armate di cannoni di grosso calibro, normalmente utilizzati per il tiro contro costa) mentre i secondi prepararono un piano per rifornire la nave di carbone. Il 19 febbraio part\u00ec da Amburgo un cargo carico di carbone ed altri rifornimenti che giunse la mattina del 14 aprile sul luogo dell\u2019appuntamento dove per\u00f2 trov\u00f2 le navi inglesi che, avendo intercettato il messaggio che annunciava il suo arrivo, lo attaccarono per affondarlo (anche se il comandante riusc\u00ec ad arenarsi sulla riva).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La perdita del rifornimento di carbone fu la fine del <strong><span style=\"color: #008000;\">K\u00f6nigsberg;<\/span><\/strong> Looff, vedendo sfumare la possibilit\u00e0 di prendere il mare e scomparire nell\u2019oceano, si prepar\u00f2 alla battaglia facendo dipingere lo scafo di verde e aumentando la protezione della coperta. I monitori giunsero alla fine di giugno ed il 6 luglio si portarono sul Rufji e, alle 6.47, diretti da un aereo, aprirono il fuoco contro l\u2019incrociatore tedesco. Alle 7.00 il K\u00f6nigsberg apr\u00ec a sua volta il fuoco, che risult\u00f2 subito pi\u00f9 accurato di quello inglese ma, alle 7.31, i monitori riuscirono a mettere a segno un colpo sull\u2019incrociatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il&nbsp; <strong><span style=\"color: #008000;\">K\u00f6nigsberg <\/span><\/strong>alle 7.40 colp\u00ec con due colpi uno dei monitori, uno sul cannone di prua ed uno sullo scafo che apr\u00ec falle tali da costringerlo a ritirarsi momentaneamente. Alle 8.10 anche il secondo monitore venne colpito anche se non con gravi conseguenze. Uno scambio di colpi che continu\u00f2 senza danni per i due contendenti.&nbsp;Alle 15.35, i monitori, con le canne ormai arroventate dall\u2019utilizzo, si ritirarono, dopo aver sparato 633 colpi da 152mm, di cui solo 4 avevano colpito la nave tedesca. Il giorno 11, i monitori tornarono sul fiume ma questa volta il primo ad aprire il fuoco fu l\u2019incrociatore tedesco. Alle 11.25, dopo pochi minuti, due colpi colpirono il monitore, uno nei pressi del cannone ed uno a poppa, cosa che lo costrinse al ritiro. Ma la fine dell&#8217;incrociatore tedesco era ormai vicina: alle 12.45 un colpo da 152mm colp\u00ec una riservetta dei cannoni da 105mm del K\u00f6nigsberg provocando un&#8217;esplosione che provoc\u00f2 la diminuzione dei cannoni che rispondevano al fuoco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle 12.53 sul K\u00f6nigsberg era rimasto attivo un solo cannone; per un colpo ricevuto in un deposito munizioni si dovette allagare il compartimento, cosa che caus\u00f2 la perdita delle scorte di munizioni. Ormai il tiro inglese si faceva sempre pi\u00f9 preciso, tanto che Looff alle 13.30 ordin\u00f2 l\u2019abbandono della nave che fu fatta affondare tramite lo scoppio di un siluro alle 14.00.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante, le poche navi affondate, il <strong><span style=\"color: #008000;\">K\u00f6nigsberg<\/span><\/strong> ebbe la capacit\u00e0 di bloccare una grande quantit\u00e0 di navi da guerra inglesi e distrarre due monitori dallo scenario dei Dardanelli, per il quale erano stati approntati. Nei giorni seguenti, i Tedeschi asportarono tutto il materiale recuperabile dalla nave, compresi i cannoni da 105mm, e l\u2019equipaggio continu\u00f2 a combattere a fianco delle truppe terrestri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dresden<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl <strong><span style=\"color: #008000;\">Dresden<\/span><\/strong>, unit\u00e0 gemella del <strong><span style=\"color: #008000;\">Emden<\/span><\/strong>, fu varata il 05 ottobre del 1907 ed entr\u00f2 in servizio il 14 novembre 1908. Alla vigilia della guerra al comando di <strong><span style=\"color: #008000;\">Fritz L\u00fcdecke<\/span><\/strong> si trovava nel mar dei Caraibi ed il 25 luglio, sebbene gi\u00e0 sostituito dal Karlsruhe prima il suo rientro in Germania, ricevette l\u2019ordine di fermarsi ai Caraibi visto l\u2019imminente stato di guerra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/SMS_Dresden_German_Cruiser_LOC_16727.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 SMS_Dresden_German_Cruiser_LOC_16727.jpg\" width=\"1024\" height=\"794\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">SMS Dresden German Cruiser LOC 16727 attraversa il canale di Kiel &#8211; da United States Library of Congress&#8217;s Prints and Photographs division <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:SMS_Dresden_German_Cruiser_LOC_16727.jpg\">File:SMS Dresden German Cruiser LOC 16727.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra il 6 e 8 agosto ferm\u00f2 ben sei navi che, dopo il controllo dei documenti, furono per\u00f2 lasciate andare; il 15 affond\u00f2 il mercantile <strong><span style=\"color: #008000;\">Hyades<\/span><\/strong>, ed in seguito cattur\u00f2 la carboniera inglese <strong><span style=\"color: #008000;\">Holmwood<\/span><\/strong> dalla quale si riforn\u00ec di carbone prima di affondarla. A questo punto L\u00fcdecke decise di passare in Pacifico e unirsi alla Squadra Navale tedesca del sud est asiatico comandata da von Spee; il 18 settembre ricevette l\u2019ordine di raggiugere il Leipzig e di incrociare con lui al largo del Cile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 12 ottobre, si un\u00ec alla Squadra e la segu\u00ec fino alle Falkland dove, nell&#8217;ambito della battaglia omonima, riusc\u00ec a sfuggire alla distruzione grazie alla sua posizione di retroguardia ed alla maggiore velocit\u00e0; raggiunto lo Stretto di Magellano si nascose nei suoi fiordi in cerca di combustibile, cosa che avvenne il 19 dicembre grazie alla carboniera Sierra Cordoba. Inizi\u00f2 cos\u00ec il suo peregrinare fra Atlantico e Pacifico partecipando a numerosi scontri navali fino a quando, ormai a corto di combustibile, si diresse verso l\u2019isola cilena di Juan Fernandez dove richiese via radio un rifornimento di carbone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venne inviata la carboniera <strong><span style=\"color: #008000;\">Gotha<\/span><\/strong> ma i messaggi, intercettati e decrittati dagli Inglesi, ne svelarono la posizione; il 7 marzo arrivarono all\u2019isola tre incrociatori inglesi, fra cui il <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Glasgow<\/span><\/strong> che, nonostante la neutralit\u00e0 delle acque cilene, si avvicin\u00f2 al Dresden ed apri il fuoco, costringendo L\u00fcdecke ad ammainare la bandiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il comandante tedesco, protestando violentemente per la violazione della neutralit\u00e0, vista l&#8217;impossibilit\u00e0 di proseguire ogni azione, diede quindi l&#8217;ordine di affondare la nave per non farla catturare dagli Inglesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>in anteprima SMS Dresden al largo di New York, Fonte Library of the Congress,&nbsp; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:SMS_Dresden_1909_LOC_det_4a16116.jpg\">SMS Dresden 1909 LOC det 4a16116.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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