{"id":86630,"date":"2023-04-14T00:01:00","date_gmt":"2023-04-13T22:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=86630"},"modified":"2023-05-12T17:46:57","modified_gmt":"2023-05-12T15:46:57","slug":"cometa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/86630","title":{"rendered":"il mistero di Oumuamua, il &#8220;messaggero che arriva per primo da lontano&#8221;"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ASTRONOMIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: corpi celesti, comete<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2017, all\u2019osservatorio Pan-STARRS delle Hawaii fu osservato il primo oggetto interstellare proveniente da oltre il nostro sistema solare che fu battezzato in lingua hawaiana, <strong><span style=\"color: #008000;\">U1\/Oumuamua<\/span><\/strong>, ovvero il &#8220;messaggero che arriva per primo da lontano&#8221;. La cosa curiosa era che pur muovendosi come una cometa, avvicinandosi al Sole, non presentava la classica chioma che si forma quando il ghiaccio sulla superficie di una cometa si trasforma in gas, lasciando dietro di s\u00e9 la caratteristica scia di gas dovuta al degassamento. Questo oggetto si presentava cos\u00ec diverso da sfidare qualsiasi classificazione precedente, tanto che incominciarono a sorgere fantasiose ipotesi sulla sua natura, ipotizzando anche si trattasse di un oggetto artificiale frutto di tecnologia extraterrestre. Un\u2019ipotesi stuzzicante per suscitare la curiosit\u00e0 della stampa e l\u2019attenzione di coloro che sono sempre in attesa di un incontro con civilizzazioni extraterrestri. Recentemente, sulla base di osservazioni e anali del suo spettro sono emerse bene altre ipotesi ma non meno affascinanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Raccontiamo la sua storia<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nAl contrario dei corpi celesti appartenenti al sistema solare, l\u2019asteroide <strong><span style=\"color: #008000;\">U1\/Oumuamua<\/span><\/strong> ha un&#8217;orbita iperbolica ed ha raggiunto il punto di minima vicinanza al Sole, 38 milioni di km, il 9 settembre 2017, passando ad una distanza minima dalla Terra di circa 24 milioni di km il 14 ottobre 2017, solo quattro giorni prima di essere scoperto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un oggetto strano che si presentava allungato come un sigaro e ruotante sul suo asse. Dalle misure spettroscopiche, ricoperto sulla sua superficie da uno strato di materiale organico spesso circa 50 cm che impedirebbe la sublimazione del ghiaccio contenuto al suo interno (cosa che spiegherebbe la non formazione della chioma nel suo avvicinamento in prossimit\u00e0 del Sole).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Oumuamua_light_curve_simulation-2.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Oumuamua_light_curve_simulation-2.gif\" width=\"735\" height=\"245\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Simulazione di \u02bbOumuamua che ruota e rotola nello spazio e la risultante curva di luce ricevuta. In realt\u00e0, in tutte le osservazioni di \u02bbOumuamua, l&#8217;oggetto mostrava solo un singolo pixel e la sua forma fu dedotta dalla curva di luce &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Oumuamua_light_curve_simulation.gif\">File:Oumuamua light curve simulation.gif &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica una cometa anomala che si ipotizza abbia una densit\u00e0 simile a quella degli asteroidi rocciosi, un insieme dei detriti consolidati fra di loro, con un corpo simile a quello delle comete ghiacciate, cosa che tra l&#8217;altro spiegherebbe la sua bassa densit\u00e0. Sebbene la sua origine resta misteriosa, potrebbe essere il frammento di una cometa o di un esopianeta extra solare ricco di ghiaccio di azoto simile a Plutone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei fattori peculiari di U1\/ Oumuamua nel suo avvicinamento al Sole fu la sua forte accelerazione forse dovuta al rilascio di idrogeno molecolare intrappolato all&#8217;interno di un corpo ghiacciato ricco di H<sub>2<\/sub>O, un\u2019ipotesi coerente con il fatto che U1\/ Oumuamua potesse essere una, anche se strana, cometa interstellare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gli studi recenti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nUno <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-018-0254-4\">studio pubblicato a giugno 2018<\/a>,&nbsp;che ha coinvolto gli astronomi italiani <strong><span style=\"color: #008000;\">Marco Micheli<\/span><\/strong> della ESA-ESRIN di Frascati e <strong><span style=\"color: #008000;\">Davide Farnocchia<\/span><\/strong> collaboratore al JPL, suggerisce che questo corpo celeste sia proveniente dalla direzione della costellazione della Lira e possa essere inquadrato come una cometa la cui traiettoria potrebbe essere stata modificata da azioni &#8220;non gravitazionali&#8221; subite nell&#8217;attraversamento del sistema solare.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno <a href=\"https:\/\/www.bing.com\/search?q=sull%27AGU+Journal+of+Geophysical+Research+oumuamua+&amp;form=ANNTH1&amp;refig=4cf804cc887c4d9eb4c2fa60177dfaf1\">studio pi\u00f9 recente, pubblicato sull&#8217;AGU Journal of Geophysical Research: Planets<\/a>, condotto da due astrofisici dell\u2019Arizona State University, <strong><span style=\"color: #008000;\">Steven Desch e Alan Jackson<\/span><\/strong>, ha invece ipotizzato si tratti di un frammento di un pianeta simile a Plutone, proveniente dallo spazio esterno al nostro sistema solare, forse dalla costellazione della Lira. Desch e Jackson hanno determinato diverse caratteristiche dell&#8217;oggetto che secondo loro lo distinguono da una cometa; in termini di velocit\u00e0, l&#8217;oggetto \u00e8 entrato nel sistema solare ad una velocit\u00e0 leggermente inferiore a quella prevista (cosa che, secondo gli studiosi, indica che non viaggiava nello spazio interstellare da pi\u00f9 di un miliardo di anni circa). Avvicinandosi al Sole, la sua spinta \u00e8 diventata maggiore di quanto si potesse spiegare; curiosamente senza mostrare la caratteristica coda di gas tipica delle comete. Desch e Jackson, ipotizzando che fosse costituito da ghiacci diversi, hanno quindi calcolato quanto velocemente questi ghiacci si sarebbero sublimati nell\u2019avvicinamento al Sole (passando da uno stato solido ad uno gassoso) e determinato che l&#8217;azoto allo stato solido poteva corrispondere a tutte le caratteristiche dell&#8217;oggetto.&nbsp;Considerando che un pezzo di ghiaccio sarebbe stato molto pi\u00f9 riflettente, il corpo celeste poteva quindi avere dimensioni minori di quanto ipotizzato. Questo tipo di ghiaccio \u00e8 presente sulla superficie di Plutone e probabilmente su molti pianeti similari.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In parole semplici, quel corpo di azoto ghiacciato N<sub>2<\/sub> potrebbe essersi staccato dal suo sistema genitore circa mezzo miliardo di anni fa ed aver iniziato il suo viaggio interplanetario. La sua curiosa forma a sigaro potrebbe essere dovuta all\u2019attrito che ne avrebbe fatto evaporare gli strati esterni rendendolo sempre pi\u00f9 appiattito \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">proprio come fa una saponetta quando gli strati esterni vengono strofinati via attraverso l&#8217;uso<\/span><\/em><\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Comet_20171025-16_gif.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Comet_20171025-16_gif.gif\" width=\"985\" height=\"554\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Questa animazione mostra il percorso di U1\/Oumuamua mentre attraversava il nostro sistema solare interno tra settembre e ottobre 2017, https:\/\/www.eso.org\/ (27 giugno 2018) &#8211; European Southern Observatory (da https:\/\/www.eso.org\/public\/videos\/eso1820f\/) &#8211; Fonte NASA &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Comet_20171025-16_gif.gif\">File:Comet 20171025-16 gif.gif &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ipotesi diverse che forse troveranno una risposta in futuro.&nbsp; L\u201911 gennaio 2022 l&#8217;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Initiative For Interstellar Studies<\/span><\/em><\/strong> ha proposto una nuova missione alla NASA da inserire nella <strong><span style=\"color: #008000;\">Planetary Science Decadal Survey 2023-2032. <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">La missione, <\/span>chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">Project Lyra,<\/span><\/strong> prevedrebbe l&#8217;invio di una sonda spaziale verso U1\/Oumuamua per effettuare degli studi pi\u00f9 approfonditi e scoprire la sua natura; un viaggio di 26 anni per scoprire i segreti del messaggero che venne da lontano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. 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Eventuali quesiti possono essere inviati alla Redazione (infoocean4future@gmail.com) che, quando possibile, provveder\u00e0 ad inoltrarli agli Autori.\",\"sameAs\":[\"http:\/\/www.ocean4future.org\"],\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/redazione-ocean4future\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"il mistero di Oumuamua, il \"messaggero che arriva per primo da lontano\" &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/86630","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"il mistero di Oumuamua, il \"messaggero che arriva per primo da lontano\" &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  4 minuti. 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