{"id":8461,"date":"2018-05-02T01:00:21","date_gmt":"2018-05-02T00:00:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=8461"},"modified":"2025-12-01T18:38:29","modified_gmt":"2025-12-01T17:38:29","slug":"8461","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/8461","title":{"rendered":"I palombari della Regia Marina e le procedure d\u2019immersione nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento e primi anni del Novecento &#8211; IV parte di Fabio Vitale"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nARGOMENTO: STORIA DELLA SUBACQUEA<br \/>\nPERIODO: DALLE ORIGINI AL XIX SECOLO<br \/>\nAREA: PALOMBARI<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 14pt;\">parole chiave: palombari, scafandri, tecniche, metodologia<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La nascita delle tabelle<\/span><\/strong><br \/>\nIl punto di svolta avvenne con la pubblicazione, nel 1907, dei risultati dei test di immersione effettuati dall\u2019Ammiragliato Inglese sotto la supervisione del famoso fisiologo scozzese John Scott Haldane. \u00a0Erano il risultato di due anni di intenso lavoro e dell\u2019eredit\u00e0 di eminenti studiosi come Paul Bert e Leonard Hill. Molti non sanno che ancor oggi, dopo oltre cento anni dalla loro pubblicazione, queste tabelle sono impiegate da alcuni computer subacquei.\u00a0In pratica si partiva da un\u2019affermazione inconfutabile e ben sperimentata da Haldane e cio\u00e8 che il palombaro poteva risalire da qualunque profondit\u00e0 fino ad una profondit\u00e0 corrispondente alla met\u00e0 della pressione massima raggiunta senza avere nessuna conseguenza dannosa. Da qui e dai test effettuati sui palombari e che comprendevano un\u2019accurata analisi di tutti i gas che entrano nel processo respiratorio (soprattutto la CO2), Haldane elabor\u00f2 una tabella di decompressione che proponeva delle soste a profondit\u00e0 stabilite e per tempi proporzionali alla profondit\u00e0 raggiunta e al tempo totale d\u2019immersione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/STORIA-DELLA-SUBACQUEA-FISIOLOGIA-John_Scott_Haldane_1902.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-DELLA-SUBACQUEA-FISIOLOGIA-John_Scott_Haldane_1902.jpg\" width=\"637\" height=\"1204\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il fisiologo scozzese J.S.Haldane, nel 1907, elabor\u00f2 e pubblic\u00f2 le prime schede di decompressione per le immersioni su commissione della Royal Navy, certamente non poteva immaginare che le sue teorie ed i suoi studi avrebbero costituito il fulcro di tutte le successive tabelle e degli algoritmi per la programmazione dei computer che, ad oltre un secolo di distanza, regolano ancora le immersioni di molti subacquei &#8211; Autore Sir (John) Benjamin Stone (1838-1914) &#8211; Foto 1902 &#8211; Fonte<\/span><\/strong> <a href=\"http:\/\/www.npg.org.uk\/collections\/search\/portrait\/mw174431\/John-Scott-Haldane\">http:\/\/www.npg.org.uk\/&#8230;\/portrait\/mw174431\/John-Scott-Haldane<\/a> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:John_Scott_Haldane_1902.jpg\">File:John Scott Haldane 1902.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel novembre del 1907 l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiragliato inglese<\/span><\/strong> pubblic\u00f2, all\u2019interno del nuovo manuale per i palombari, le tabelle di Haldane e svincol\u00f2 i suoi palombari dal limite precedente per le immersioni che era fissato a trenta metri.\u00a0La <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Marina italiana<\/span><\/strong>, come tutte le altre marine mondiali, era al corrente di questi cambiamenti ma, come spesso capita, non essendo frutto di proprie esperienze, era ancora pervasa da una certa motivata\u00a0diffidenza.\u00a0Solo nell&#8217;estate del 1909, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Comando della Scuola Torpedinieri<\/span> <\/strong>decise di istituire una commissione con l\u2019incarico di studiare e far provare il nuovo metodo di immersione e riferirne successivamente le risultanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presiedeva il <strong><span style=\"color: #008000;\">Capitano di fregata Carlo Albamonte Siciliano<\/span><\/strong> che era anche il direttore della Scuola Torpedinieri.\u00a0Ne erano membri il <strong><span style=\"color: #008000;\">Sottotenente di vascello <\/span><span style=\"color: #008000;\">Carlo Massa<\/span><\/strong>, vice relatore della scuola, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Capitano Medico Ismaele Castracane<\/span><\/strong>, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Tenente di vascello Alfonso Gastaldi,<\/span><\/strong> istruttore del corso minatori e palombari, il T<strong><span style=\"color: #008000;\">enente di vascello Ettore Mazzola,<\/span> <\/strong>relatore della scuola e il <strong><span style=\"color: #008000;\">Maggiore Medico Giovanni Vittorio Repetti<\/span><\/strong>.\u00a0La commissione ebbe quindi il compito di \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">sperimentare sul campo<\/span><\/strong>\u201d il lavoro dell\u2019Ammiragliato inglese e cos\u00ec fece nel periodo compreso tra l\u2019ottobre del 1909 e il settembre del 1910 con immersioni che ebbero luogo nelle acque di La Spezia e condotte fino alla profondit\u00e0 di 29 metri da cinque palombari gi\u00e0 esperti.\u00a0Sia i palombari sia il personale assistente (guide e addetti alle pompe) furono indottrinati sulle nuove metodologie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 18 ottobre 1909 al 7 settembre 1910 furono eseguite <strong><span style=\"color: #008000;\">centotrentacinque immersioni<\/span> <\/strong>nella zona del Tino, coll&#8217;impiego della tabella inglese, senza alcun inconveniente.\u00a0Con il nuovo metodo furono addestrati anche gli allievi del corso ordinario dal 14 aprile al 19 settembre 1910. I sessantatr\u00e9\u00a0allievi effettuarono un totale di 885 immersioni, a profondit\u00e0 variabili da 4 a 29 metri con durate da 20 a 45 minuti senza inconvenienti.\u00a0Anche i tre allievi del corso speciale del 1910 usarono il nuovo metodo per un totale di cinquantuno\u00a0immersioni.\u00a0Si ebbe un solo caso di una leggera embolia in un palombaro sceso a 28 metri per 30 minuti, poi risolta completamente dopo una ricompressione in mare di quindici minuti a tre metri.\u00a0La commissione, a fine settembre 1910, sulla base del risultato positivo delle 1071 immersioni eseguite fino alla profondit\u00e0 di 29 metri, compil\u00f2 un rapporto esponendo il concetto impiegato dal sistema inglese ed i principi sui quali era basato, confrontandolo con quello regolamentare impiegato nella Marina Italiana, proponendone quindi l\u2019adozione asserendo che:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Il nuovo metodo di immersione dei palombari ha una superiorit\u00e0 assoluta sul vecchio sistema perch\u00e9 basato su osservazioni scientifiche di indole fisica e fisiologica e su esperimenti sopra animali e\u00a0sull\u2019uomo.\u00a0I vantaggi del nuovo sistema di immersione si possono riassumere nei capisaldi seguenti:<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0assorbimento di minore quantit\u00e0 di azoto mediante la discesa a fondo rapida, facile da effettuarsi, senza pericoli di sorta, quando l\u2019apparecchio sia in condizioni normali e non manchi al palombaro la quantit\u00e0 di aria prescritta;<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>somministrazione di aria al palombaro in proporzione al suo aumento in pressione assoluta, mediante il prestabilito numero dei corpi pompa (esclusivamente Siebe &amp; Gorman), dei giri al minuto primo, degli uomini ai volanti, in rapporto alle varie profondit\u00e0 di immersione;<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>limitazione del tempo di durata delle immersioni in rapporto alle diverse profondit\u00e0, in maniera che non ne riesca danno al palombaro;<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><em>decompressione sicura e razionale durante la ascensione verticale del palombaro dal fondo alla superficie, mettendo in esecuzione speciali modalit\u00e0 per effettuare due diverse velocit\u00e0 di salita e una o pi\u00f9 fermate a livelli differenti, e a tempo prestabilito, in rapporto alla profondit\u00e0 raggiunta nella immersione;<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><em>possibilit\u00e0 di raggiungere senza danno la profondit\u00e0 di metri sessantuno purch\u00e9 si osservino le norme segnate nelle tabelle che regolano le immersioni.\u201d<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">La conclusione tratta dalla commissione non lasciava adito a dubbi:<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c <span style=\"color: #008000;\"><strong>la commissione pertanto esprime il parere che il nuovo metodo rappresenta una vera salvaguardia per la vita dei palombari<\/strong>.<\/span>\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le immersioni sperimentali continuarono a La Maddalena dal settembre 1910 con l\u2019impiego di tre dei cinque palombari prescelti. Furono eseguite 32 immersioni fino a 40 metri con un solo incidente lieve occorso in data 25 ottobre a un palombaro dopo una immersione a 40 metri per 30 minuti. Ricompresso in mare per 15 minuti a 3 metri si ebbe la scomparsa dei disturbi. Fu ipotizzato che l\u2019incidente poteva essere correlato con una leggera forma embolica riportata dall&#8217;interessato nel luglio del 1909 dopo un\u2019immersione con il vecchio metodo a 22 metri.\u201d\u00a0Il vecchio sistema rimase quindi in uso fino al mese di ottobre del 1910 e successivamente anche la Regia Marina si dot\u00f2 di un nuovo manuale in cui furono pubblicate le tabelle di Haldane e adottato il sistema inglese d\u2019immersione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019adozione del metodo \u201cinglese\u201d cre\u00f2 una ventata di nuovo ottimismo tra i palombari e gli allievi palombari. Sembr\u00f2 di vivere un nuovo mondo e questo non solo tra chi metteva a repentaglio la propria vita svolgendo tale servizio.\u00a0Anche nei Comandi ci fu la sensazione di aver risolto il maggior problema connesso alle attivit\u00e0 d\u2019immersione e tale sensazione fu cos\u00ec netta che si decise di abbandonare l\u2019adozione di una camera iperbarica prevista gi\u00e0 nel novembre del 1908 a causa dei tanti incidenti accorsi agli allievi palombari.\u00a0Insieme al nuovo sistema vennero acquisite anche le attrezzature <strong><span style=\"color: #008000;\">Siebe &amp; Gorman<\/span><\/strong> (soprattutto le pompe) che avevano dato prova di grande efficienza.\u00a0Troveremo quindi per un certo periodo l\u2019uso affiancato delle attrezzature inglesi Siebe &amp; Gorman a quelle francesi <strong><span style=\"color: #008000;\">Rouquayrol-Denayrouze<\/span><\/strong> che poi, nel breve volgere di qualche anno, saranno completamente dismesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Illustrazione del nuovo metodo d\u2019immersione dei palombari o metodo inglese e confronto con il vecchio metodo in uso fino all&#8217;ottobre del 1910, cos\u00ec com&#8217;\u00e8 riportato in una pubblicazione di Medicina Navale del 1912.<\/span><\/strong><\/p>\n<table style=\"height: 3087px;\" width=\"577\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"272\"><strong><span style=\"color: #008000;\">OPERAZIONI PER LE IMMERSIONI<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"334\"><strong><span style=\"color: #008000;\">NUOVO METODO<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"240\"><strong><span style=\"color: #008000;\">VECCHIO METODO<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"272\">Discesa a fondo del palombaro<\/td>\n<td width=\"334\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Colla maggiore velocit\u00e0 consentita dalla pressione dell\u2019aria sulla membrana dei timpani e dell\u2019acqua sul vestito del palombaro percorrendo in media diciotto metri della profondit\u00e0 da raggiungere in un minuto primo<\/span><\/td>\n<td width=\"240\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Con velocit\u00e0 uniforme percorrendo due metri della profondit\u00e0 da raggiungere in un minuto primo<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"272\">Venuta a galla del palombaro<\/td>\n<td style=\"text-align: justify;\" width=\"334\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Con due velocit\u00e0 di salita:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\">1)\u00a0 di un metro ogni tre secondi dal fondo al livello corrispondente a met\u00e0 della pressione assoluta alla quale il palombaro \u00e8 disceso (v. tabelle speciali)<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">2) velocit\u00e0 successiva di un metro ogni sei secondi, con fermate intermedie di numero e di tempo variabili a seconda della profondit\u00e0 raggiunta e della durata della<\/span> <span style=\"font-size: 10pt;\">immersione (v.tabelle speciali).<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">N.B. Durante le fermate esenzione di movimenti degli arti e del tronco<\/span><\/td>\n<td style=\"text-align: justify;\" width=\"240\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Con velocit\u00e0 uniforme impiegando un minuto primo per ogni metro della profondit\u00e0 raggiunta qualunque essa sia stata<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"272\">Tempo di permanenza del palombaro sott\u2019acqua, in rapporto alla profondit\u00e0 raggiunta<\/td>\n<td style=\"text-align: justify;\" width=\"334\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Indicazioni speciali per limiti variabili da 9 minuti primi a 3 ore ed oltre a seconda delle profondit\u00e0 (v. tabelle speciali)<\/span><\/td>\n<td width=\"240\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Nessuna norma<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"272\">Quantit\u00e0 di aria da fornirsi dalla pompa per il palombaro<\/td>\n<td style=\"text-align: justify;\" width=\"334\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Stabilito che occorre al palombaro un volume fisso di aria di litri quarantadue e mezzo al minuto primo a qualsiasi profondit\u00e0 egli si trovi, la quantit\u00e0 di aria da fornirsi dalle pompe verr\u00e0 indicata dalla moltiplicazione del numero 42,5 per quello esprimente la pressione in atmosfere assolute sopportata dal palombaro; cos\u00ec, per es. a m.20 si dar\u00e0 127,5\u00a0 litri di aria (42,5 x 3)<\/span><\/td>\n<td width=\"240\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Nessuna norma speciale, solo un generico richiamo al fatto che alla pompa ci debbano essere due serventi<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"272\">Genere di pompe da usarsi nelle immersioni<\/td>\n<td style=\"text-align: justify;\" width=\"334\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Tipo di pompe Siebe &amp; Gorman accoppiabili a due e tre in parallelo, per mettere in opera, occorrendo, da 4 a 6 cilindri per le profondit\u00e0 da 30 a 61 metri<\/span><\/td>\n<td width=\"240\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Tipo Rouquayrol-Denayrouze, del sistema Giffard<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"272\">Numero dei cilindri di pompe da mettersi in opera alle singole e varie profondit\u00e0<\/td>\n<td width=\"334\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Indicazioni dell\u2019uso di:<br \/>\n1 cilindro di pompa fino a 10 metri;<br \/>\ndi 2 cilindri da 10 a 29 metri;<br \/>\ndi 4 cilindri da 29 a 54 metri;<br \/>\ndi 6 cilindri da 54 a 61 metri<br \/>\n(v. tabelle speciali)<\/span><\/td>\n<td width=\"240\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Nessuna norma speciale<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"272\">Numero degli uomini ai volani<\/td>\n<td width=\"334\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Tenuto conto che 420 chilogrammetri di lavoro alla pompa il minuto rappresentano il massimo che un uomo pu\u00f2 fare senza un precedente allenamento, sono stati disposti ai volanti delle pompe da 2 a 18 uomini, a seconda delle profondit\u00e0.2 per profondit\u00e0 fino a 16 metri<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">4\u00a0\u00a0 \u201c\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201c\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0da 16 a 23 \u00bd m.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">6\u00a0\u00a0 \u201c\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201c\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0da 23 \u00bd a 29 m.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">12 \u201c\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201c\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0da 29 a 54 m.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">18 \u201c\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201c\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0da 54 a 61 m.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">(v. tabelle speciali)<\/span><\/td>\n<td width=\"240\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Nessuna norma speciale, solo la generica istruzione che i due serventi<\/span> <span style=\"font-size: 10pt;\">alla pompa non lasciano mai di pompare, tranne al comando espresso della guida.<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"272\">Numero dei giri delle pompe al minuto primo<\/td>\n<td style=\"text-align: justify;\" width=\"334\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Indicazione di eseguire da quindici a trenta giri di pompa, a seconda delle<\/span> <span style=\"font-size: 10pt;\">singole profondit\u00e0, ed in rapporto al numero degli uomini alle pompe. (v. tabelle speciali)<\/span><\/td>\n<td width=\"240\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Nessuna norma<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"272\">Profondit\u00e0 raggiunta dai palombari<\/td>\n<td width=\"334\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Fino a metri sessantuno (m.61)<\/span><\/td>\n<td width=\"240\"><span style=\"font-size: 10pt;\">In media fino a metri trenta<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"272\">Soccorsi ai palombari<\/td>\n<td width=\"334\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Indicazioni speciali per il trattamento:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\">1) dell\u2019embolismo gazoso dei palombari, distinto in tre classi, e suggerimento della ricompressione, ecc.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">2) dell\u2019asfissia da gas acido carbonico, per deficienza di aria.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">3) dell\u2019annegamento del palombaro.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">4) della venuta a galla a pallone.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">5) dei dolori nelle orecchie durante la immersione rapida.<\/span><\/td>\n<td width=\"240\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Previsti solo i soccorsi in casi di asfissia e annegamento del palombaro, non si alcun cenno dell\u2019embolia gassosa<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">in anteprima: alcuni palombari al lavoro per il recupero di un cacciatorpediniere incagliato. Siamo nel 1917 (Archivio Ufficio Storico Marina Militare)<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Fabio Vitale<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 14pt;\"> <strong><span style=\"color: #008000;\"> studioso di storia della subacquea\u00a0<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/8021\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/8028\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/8449\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/8461\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA DELLA SUBACQUEA PERIODO: DALLE ORIGINI AL XIX SECOLO AREA: PALOMBARI parole chiave: palombari, scafandri, tecniche, metodologia &nbsp; La nascita delle tabelle Il punto di svolta avvenne con la pubblicazione, nel 1907, dei risultati dei test di immersione effettuati dall\u2019Ammiragliato Inglese sotto la supervisione del famoso fisiologo scozzese John Scott Haldane. \u00a0Erano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":78,"featured_media":8454,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[233,955],"class_list":["post-8461","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-della-subacquea-cultura-del-mare","tag-palombari","tag-regia-marina-italiana"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>I palombari della Regia Marina e le procedure d\u2019immersione nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento e primi anni del Novecento - IV parte di Fabio Vitale &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/8461\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"I palombari della Regia Marina e le procedure d\u2019immersione nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento e primi anni del Novecento - IV parte di Fabio Vitale &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Continua la storia dei valorosi palombari della Regia Marina italiana e delle procedure d\u2019immersione da loro effettuate nella seconda met\u00e0 dell\u2019ottocento. 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