{"id":83497,"date":"2023-03-24T00:01:00","date_gmt":"2023-03-23T23:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=83497"},"modified":"2026-01-08T08:15:02","modified_gmt":"2026-01-08T07:15:02","slug":"ora-si-trattava-di-rompere-il-codice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83497","title":{"rendered":"ENIGMA: ora si trattava di rompere il codice"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO:&nbsp;STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Enigma, Bomba, Turing, U boot, cifratura<\/p>\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la cattura del materiale cifra sull&#8217;U 110, gli Inglesi vennero finalmente in possesso di una cifrante completa; il quadro si stava delineando ma la macchina catturata conferm\u00f2 di essere diversa da quelle conosciute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La versione della cifrante della Marina tedesca impiegava infatti otto rotori cifranti (i cinque delle cifranti terrestri pi\u00f9 tre nuovi rotori esclusivi per la marina) e poteva usare due diversi riflettori a scelta per aumentare il numero di combinazioni disponibili. In realt\u00e0 gli analisti lo avevano gi\u00e0 sospettato quando avevano recuperato alcuni strani rotori sul sommergibile al Firth of Clyde ma ora il quadro era pi\u00f9 chiaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 12pt; color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nLe intuizioni di Alan Turing<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nCome ricorderete dagli articoli precedente, il progetto di decifratura, iniziato in Polonia, nel 1939 era stato ereditato dagli Inglesi che avevano organizzato un&#8217;attivit\u00e0 di intercettazione e decifrazione su vasta scala delle comunicazioni radio tedesche a <span style=\"color: #008000;\"><strong>Bletchley Park<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema era che i codici impiegati erano cambiati ogni 24 ore, rendendo praticamente impossibile provare tutte le possibili combinazioni per decifrare i messaggi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/bombe-1024x819.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 bombe-1024x819.jpeg\" width=\"1024\" height=\"819\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il decifratore &#8220;bombe&#8221; migliorato da Turing &#8211; National Security Agency &#8211; Fonte nationalmuseum.af.mil <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:%27bombe%27.jpg\">File:&#8217;bombe&#8217;.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come \u00e8 noto, la soluzione si deve all\u2019intuito di un grande matematico, <strong><span style=\"color: #008000;\">Alan Turing<\/span><\/strong>, che riprogett\u00f2 migliorandolo, l\u2019elaboratore realizzato dai Polacchi ed ottimizzando la velocit\u00e0 di calcolo. Gli inizi non furono facili, dovendo combattere da un lato l&#8217;imperviet\u00e0 del sistema e dall&#8217;altro l&#8217;ostilit\u00e0 ottusa dei superiori ancora legati alle procedure di decifratura tradizionali. Il primo esemplare, chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Victory<\/span><\/strong>, arriv\u00f2 a Bletchley il 14 marzo 1940 ma le sue prestazioni risultarono poco efficienti, impiegando una settimana per decrittare una singola chiave. La situazione si complic\u00f2 il 10 maggio quando i Tedeschi cambiarono le procedure di cifratura; ci volle del tempo per ritornare efficienti utilizzando un nuovo calcolatore, chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Agnus Dei<\/span><\/strong> (in breve Agnes).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il materiale prelevato grazie all&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Operazione Primrose<\/span><\/strong> semplific\u00f2 molte delle procedure e molti nodi vennero sciolti. In pochi mesi furono messi in funzione ben quindici sistemi di decifratura e, alla fine del 1942, ne erano in linea quarantanove.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In pratica ogni tamburo svolgeva la funzione equivalente di uno dei rotori in una macchina Enigma, da qui il raggruppamento in tre (uno per ciascuno dei rotori per un Enigma a tre rotori). La &#8220;bomba&#8221; poteva quindi svolgere lo stesso compito di pi\u00f9 macchine Enigma funzionanti in parallelo ed era azionata da un motore elettrico che velocizzava il passaggio attraverso tutte le diverse posizioni del rotore.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla genialit\u00e0 di Turing, che perfezion\u00f2 nel tempo le macchine decifranti, si unirono alcuni errori di ingenuit\u00e0 da parte dei Tedeschi con l&#8217;inserimento&nbsp; di elementi ripetitivi nei testi trasmessi, cosa che facilit\u00f2 la decifrazione (di fatto riducendo il numero delle combinazioni da provare).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Un vantaggio tenuto nascosto<\/span><\/strong><br \/>\nLa scoperta di essere in grado di decifrare il traffico dei messaggi tedeschi&nbsp; venne tenuta segreta fino alla fine della guerra per sfruttare al massimo la possibilit\u00e0 di monitorare in anticipo le azioni dei Tedeschi. Sebbene gli Inglesi fossero ormai in grado di identificare in poco tempo le posizioni degli U boot, per non insospettire gli avversari, essi limitarono le azioni di contrasto (troppi successi avrebbero insospettito la Kriegsmarine). In alcuni casi, facevano precedere l\u2019azione di contrasto degli U Boot dal volo di un ricognitore sulla loro posizione, dandogli quindi il merito della scoperta al velivolo. Altre volte inviarono falsi messaggi (applicando quindi il principio della deception) che riportavano l\u2019avvistamento dei battelli, sicuri che i Tedeschi li avrebbero a loro volta intercettati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stratagemma funzion\u00f2 per un p\u00f2 ma l\u2019affondamento di parte di un importante convoglio tedesco insospett\u00ec Berlino e l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Fricke<\/span><\/strong> nomin\u00f2 una commissione di inchiesta per cercare di capire se c\u2019era stata una breccia nelle comunicazioni. Questo comport\u00f2 una variazione pi\u00f9 frequente dei codici di cifratura che per\u00f2, ormai, venivano comunque decifrati impiegando il geniale metodo di Turing. In quel periodo gli analisti di Bletchey Park, oltre ai codici tedeschi, riuscirono anche a decifrare quelli giapponesi e italiani. Questo port\u00f2 nel dopoguerra ad attribuire alcune vittorie britanniche a questa capacit\u00e0 informativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati di intelligence raccolti furono chiamati in codice <strong><span style=\"color: #008000;\">Ultra<\/span><\/strong> (da <span style=\"color: #008000;\"><strong><em>ultra secret<\/em><\/strong><\/span>) e permisero di avere costantemente la situazione delle unit\u00e0 nemiche in Atlantico e nel Mediterraneo, contribuendo in maniera decisiva al conflitto. Va aggiunto che il &#8220;mondo della decifrazione&#8221; lavor\u00f2 sempre a senso unico: i messaggi tradotti venivano inviati all\u2019Ammiragliato ma l\u2019Ammiragliato non informava mai gli analisti sulle azioni discendenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gli uomini e le donne di Bletchley Park vissero in completo isolamento con il resto di ci\u00f2 che stava succedendo per lungo tempo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attivit\u00e0 di decifrazione ottenuta fu tenuta cos\u00ec segreta che anche il Presidente statunitense<strong><span style=\"color: #008000;\"> Franklin D. Roosevelt<\/span><\/strong> non venne inizialmente informato degli esiti positivi dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">operazione Primrose; <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">solo nel gennaio 1942 <strong><span style=\"color: #008000;\">Winston Churchill <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">lo mise in parte al corrente dei progressi fatti<\/span><\/span><\/span>. Mancanza di fiducia verso l&#8217;alleato d&#8217;oltre oceano o necessit\u00e0 di mantenere quella superiorit\u00e0 informativa che si sarebbe dimostrata fondamentale negli anni successivi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo storico e crittoanalista <strong><span style=\"color: #008000;\">Sir Harry Hinsley<\/span><\/strong> dichiar\u00f2 che, anche se con il supporto statunitense la guerra sarebbe stata comunque vinta, la conoscenza dei movimenti del nemico ridusse i tempi di guerra di tre anni. Secondo lo storico <strong><span style=\"color: #008000;\">David Kahn<\/span><\/strong> questo port\u00f2 ad una riduzione anche del numero delle perdite umane, non solo alleate ma anche delle forze dell\u2019Asse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Un segreto che dur\u00f2 per molto tempo<br \/>\n<\/span><\/strong>Per assurdo, anche al termine della guerra, il successo dei ragazzi di <strong><span style=\"color: #008000;\">Bletchey Park<\/span><\/strong> rest\u00f2 un segreto. Tutta la documentazione fu distrutta insieme alle apparecchiature <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Bomba<\/span><\/em><\/strong> &#8230; ma non tutte; segretamente alcune furono trasferite al <strong><span style=\"color: #008000;\">Quartier generale governativo delle comunicazioni (GCHQ)<\/span><\/strong>. Centinaia di cifranti <strong><span style=\"color: #008000;\">ENIGMA<\/span><\/strong>, raccolte nei comandi tedeschi dopo la guerra, furono distribuite ai <strong><span style=\"color: #008000;\">Paesi del Commonwealth<\/span><\/strong>, in un certo modo garantendosi la possibilit\u00e0 di monitorare in maniera occulta le loro comunicazioni segrete.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agli inizi degli anni \u201870, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Colonnello della RAF Frederick Winterbotham<\/span><\/strong>, appartenente al <strong><span style=\"color: #008000;\">MI 6<\/span><\/strong> e responsabile della distribuzione delle informazioni <strong><span style=\"color: #008000;\">Ultra<\/span><\/strong>, forse comprendendo che il segreto da l\u00ec a breve non sarebbe stato pi\u00f9 tale, fece pressione al Governo Britannico di incominciare a far trapelare in anticipo informazioni sul vecchio sistema di cifratura tedesco. In realt\u00e0, gli apparati di crittografia si erano ormai evoluti e non avrebbe avuto pi\u00f9 senso coprire una tecnologia ormai superata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu un sollievo per tanti che condividevano ancora quel segreto ma anche per riabilitare <strong><span style=\"color: #008000;\">Alan Turing<\/span><\/strong> che, per la sua omosessualit\u00e0, era stato condannato per &#8220;atti osceni&#8221; <strong><span style=\"color: #008000;\">[1]<\/span><\/strong> e privato dell\u2019accesso alla sua creazione ed a tutte le informazioni riservate, compresi gli sviluppi dei calcolatori che lui stesso aveva ideato.&nbsp;A seguito di quell&#8217;ingiusto trattamento, Turing era caduto in depressione e si era suicidato con il cianuro a 42 anni di et\u00e0.&nbsp; Si dovette arrivare al 10 settembre 2009 quando venne riconosciuto il suo merito con una laconica dichiarazione di scuse ufficiali da parte del <strong><span style=\"color: #008000;\">primo ministro laburista Gordon Brown,<\/span><\/strong> che afferm\u00f2 \u201c \u2026<strong><em><span style=\"color: #008000;\"> , per conto del governo britannico, e di tutti coloro che vivono liberi grazie al lavoro di Alan (Turing), sono orgoglioso di dire: ci dispiace, avresti meritato di meglio<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un p\u00f2 poco per l\u2019Uomo che aveva contribuito con le sue geniali intuizioni a vincere la guerra; il cui silenzioso e appassionato lavoro aveva portato alla nascita dell&#8217;informatica, di fatto formalizzando i concetti di algoritmo e di calcolo e realizzando la sua macchina, di fatto il primo prototipo dei moderni computer. Ancora pi\u00f9 triste il fatto che, sebbene Alan Turing sia unanimemente considerato il padre della informatica e dell&#8217;intelligenza artificiale, solo il 24 dicembre 2013 la regina Elisabetta II gli elarg\u00ec la grazia postuma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">[1]<\/span><\/strong> condannato ai sensi della Sezione 11 del Criminal Law Amendment Act 1885<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In anteprima frontale per le combinazioni&nbsp; &#8211; foto di School of Mathematics &#8211; University of Manchester &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Steckerboard_on_Enigma_Machine.jpg?uselang=it\">Steckerboard on Enigma Machine.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Riferimenti<br \/>\n<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.amazon.it\/segreti-affascinante-messaggi-dallantico-Internet\/dp\/8817125393\/ref=sr_1_1?adgrpid=1233652364893416&amp;hvadid=77103437778121&amp;hvbmt=bp&amp;hvdev=c&amp;hvlocphy=1888&amp;hvnetw=o&amp;hvqmt=p&amp;hvtargid=kwd-77103516476524%3Aloc-93&amp;hydadcr=6088_1893380&amp;keywords=codici+segreti+simon+singh&amp;qid=1677422416&amp;sr=8-1\">Simon Singh, Codici &amp; segreti, Rizzoli editore, Milano, 1999, ISBN 88-17-86213-4<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Alberti, Leon Battista,&nbsp;<i>Dello scrivere in cifra<\/i>, (De componendis cyfris) trad. it. di M. Zanni. Prefazione di David Kahn, Galimberti Tipografi Editori, Torino 1994<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.amazon.com\/Enigma-Battle-Code-Hugh-Sebag-Montefiore\/dp\/0471490350\">Hugh Sebag-Montefiore, Enigma: The Battle for the Code, 2000,<\/a> <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.amazon.com\/Enigma-Battle-Code-Hugh-Sebag-Montefiore\/dp\/0471490350\">ISBN 0-7538-1130-8<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/archive.org\/details\/enigmahowgermanm0000koza\">W\u0142adys\u0142aw Kozaczuk, Enigma: How the German Machine Cipher Was Broken, and How It Was Read by the Allies in World War Two<\/a>, University Publications of America, 1984, ISBN 0-89093-547-5.&nbsp;&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/archive.org\/details\/britishintellige00hins_0\">F. H. Hinsley, et alii, British Intelligence in the Second World War: Its Influence on Strategy and Operations, volume 2<\/a>, London, 1981<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Ultra-Secret-Frederick-W-Winterbotham\/dp\/029764405X\">Winterbotham, Frederick. The Ultra Secret<\/a>. London: Weidenfeld and Nicolson, 1974. ISBN 0-297-76832-8<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.uboatarchive.net\/U-110A\/U-110\">http:\/\/www.uboatarchive.net\/U-110A\/U-110<\/a> GreenockReport.htm<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83474\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83495\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83496\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83497\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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