{"id":83474,"date":"2023-03-03T00:01:00","date_gmt":"2023-03-02T23:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=83474"},"modified":"2026-01-08T08:15:58","modified_gmt":"2026-01-08T07:15:58","slug":"enigma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83474","title":{"rendered":"La lunga strada per decifrare ENIGMA"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO:&nbsp;STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br>parole chiave: incrociatore leggero tedesco Magdeburg, Arthur Scherbius, ENIGMA, Rejewski, U boot, Kriegsmarine, cifratura<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La battaglia dell&#8217;Atlantico durante la seconda guerra mondiale, inizi\u00f2 nel 1939 a seguito del blocco navale alleato della Germania, annunciato il giorno dopo la dichiarazione di guerra, e il successivo contro-blocco della Germania. Una battaglia senza esclusioni di colpo che vide contrapposti gli U-Boot e altre navi da guerra della Kriegsmarine tedesca contro le unit\u00e0 della Royal Navy e degli altri alleati, in protezione dei convogli provenienti dall\u2019altro lato dell\u2019Atlantico. Conoscere i movimenti dei mezzi tedeschi era diventata una priorit\u00e0 e l&#8217;Ammiragliato britannico decise di catturare a tutti i costi un modello della <strong><span style=\"color: #008000;\">macchina cifrante ENIGMA<\/span><\/strong> in dotazione alle unit\u00e0 tedesche dell&#8217;ammiraglio D\u00f6nitz.<br><span style=\"color: #ffffff; font-size: 10pt;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/SCHERBIUS-BREVETTO.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 SCHERBIUS-BREVETTO.jpg\" width=\"723\" height=\"1231\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">brevetto della cifrante ENIGMA di Arthur Scherbius, presentato il 24 gennaio del 1928 &#8211; US National Archives 1928 US patent 1,657,411 di&nbsp;Arthur Scherbius (deceduto 1929) <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Scherbius-1928-patent.png\">File:Scherbius-1928-patent.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #ffffff; font-size: 12pt;\">.<\/span><br>La nascita di ENIGMA<\/span><\/strong><\/span><br>La <strong><span style=\"color: #008000;\">crittografia<\/span><\/strong> \u00e8 una scienza matematica complessa, sviluppata sin dall&#8217;antichit\u00e0 da matematici e menti eccelse per studiare sempre nuovi sistemi di cifratura per proteggere le corrispondenze segrete dei loro signori. Il requisito di riservatezza divenne nel tempo una necessit\u00e0 comune e le tecniche di protezione sono oggi alla base della sicurezza informatica applicata nelle comunicazioni militari ma anche nelle transazioni commerciali bancarie. La trattazione della materia sarebbe troppo lunga per poterla raccontare in pochi articoli per cui, per chi volesse approfondire, suggerisco la lettura del libro <strong><span style=\"color: #008000;\">Codici e Segreti di Simone Singh<\/span><\/strong> [1] che tratta l&#8217;argomento in maniera chiara ed esaustiva dalle origini ai giorni nostri.&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">Mi concentrer\u00f2 su <\/span><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">ENIGMA<\/span><\/strong>, una macchina cifrante di successo inventata nel 1818 dall&#8217;ingegnere tedesco <strong><span style=\"color: #008000;\">Arthur Scherbius<\/span><\/strong>&nbsp;in grado di generare una <strong><span style=\"color: #008000;\">codifica automatica polialfabetica<\/span><\/strong> dei messaggi.&nbsp;In realt\u00e0, il suo principio di funzionamento non era innovativo in quanto era una versione elettromeccanica del <strong><span style=\"color: #008000;\">disco cifrante di Leon Battista Alberti<\/span><\/strong>, un sistema di cifratura inventato secoli prima dal famoso architetto italiano. Per aumentare la perviet\u00e0 della cifratura, <strong><span style=\"color: #008000;\">Alberti<\/span><\/strong> aveva ideato una macchina composta da due dischi di rame di diametro diverso che riportavano lungo le loro circonferenze le lettere di un alfabeto in sequenza.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/MARINA-CIFRATURA-800px-Alberti_cipher_disk.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-CIFRATURA-800px-Alberti_cipher_disk.jpeg\" width=\"800\" height=\"800\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>disco cifrante di Leon Battista Alberti; ad ogni lettera del disco esterna corrispondeva la lettera cifrata in quello interno &#8211; Fonte: <em>De componendis cifris<\/em> &#8211; Autore Augusto Buonafalce &#8211; the image has been prepared on March 18, 2008<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Alberti_cipher_disk.JPG\">Alberti cipher disk.JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br>I dischi, liberi di ruotare indipendentemente, mettevano in relazioni lettere diverse; ad esempio, alla lettera A del disco esterno poteva corrispondere la Y nel disco interno, e via di seguito.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La chiave, in questo caso, sarebbe stata semplicemente una lettera la Y (A su Y) e si sarebbe ottenuta una semplice sostituzione monoalfabetica, in cui ogni lettera del testo in chiaro sarebbe stata sostituita, nel testo cifrato, dalla lettera che si trovava un certo numero di posizioni dopo nell&#8217;alfabeto (un metodo di cifratura si dice inventato da Giulio Cesare).<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/cifratura-di-Caesare.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cifratura-di-Caesare.png\" width=\"684\" height=\"289\"><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Un sistema tutto sommato semplice da decifrare che per\u00f2 poteva essere reso pi\u00f9 complicato utilizzando una cifratura polialfabetica. Ad esempio, nella prima riga, abbiamo l&#8217;alfabeto in chiaro, nella seconda abbiamo la prima lettera della chiave (una sequenza alfabetica delle lettere al contrario ovvero da Z a A), nella terza un alfabeto in cui la prima lettera \u00e8 una N e poi prosegue sempre al contrario terminando con una O.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel nostro esempio, il cifratore decide di usare questi due alfabeti (Z e N) per la cifratura che sar\u00e0 quindi polialfabetica, impiegando come riferimento alternato i due alfabeti.<\/p>\r\n<table style=\"height: 113px;\" width=\"583\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Alfabeto chiaro<\/span><\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt;\"><code><span style=\"color: #008000;\">A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z<\/span><\/code><\/span><\/strong><\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Alfabeto &#8216;Z&#8217;<\/span><\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><code><span style=\"color: #ff0000;\">Z Y X W V U T S R Q P O N M L K J I H G F E D C B A<\/span><\/code><\/span><\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Alfabeto &#8216;N&#8217;<\/span><\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt;\"><code><span style=\"color: #0000ff;\">N M L K J I H G F E D C B A Z Y X W V U T S R Q P O<\/span><\/code><\/span><\/strong><\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;esempio, la chiave di cifratura &#8220;<strong>ZN<\/strong>&#8221; sar\u00e0 usata per cifrare la parola &#8220;CIFRA&#8221;.&nbsp; Cifreremo quindi la prima lettera &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">C<\/span><\/strong>&#8221; impiegando l&#8217;<strong><span style=\"color: #ff0000;\">alfabeto Z<\/span><\/strong>, poi la seconda &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">I<\/span><\/strong>&#8221; questa volta utilizzando l&#8217;<strong><span style=\"color: #0000ff;\">alfabeto N<\/span><\/strong>, per la &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">F&#8221;<\/span><\/strong> si torner\u00e0 all&#8217;<strong><span style=\"color: #ff0000;\">alfabeto Z<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> &#8230; e via cos\u00ec fini al termine della parola o della frase.<\/span><\/p>\r\n<table style=\"height: 96px;\" width=\"578\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><b>Chiave<\/b><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"font-size: 14pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><code><strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Z<\/span> <span style=\"color: #0000ff;\">N<\/span> <\/span><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Z <span style=\"color: #0000ff;\">N<\/span> Z<\/span> <\/span><\/strong><\/code><\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Testo chiaro<\/span><\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><code><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;\">C I F R A<\/span>&nbsp;<\/span><\/strong><\/code><\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><b>Testo cifrato<\/b><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif;\"><code><span style=\"font-size: 14pt;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>X<\/strong><\/span> <strong><span style=\"color: #0000ff;\">F<\/span> <span style=\"color: #ff0000;\">U<\/span><\/strong> <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>W<\/strong><\/span> <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Z<\/span><\/strong><\/span>&nbsp; <\/code><\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa cosa poteva essere fatta con i dischi rotanti di Alberti, facendo combaciare le lettere nei diversi dischi in maniera alternata. Aumentando il numero delle chiavi (ovvero degli alfabeti), aumentava ovviamente la complessit\u00e0 di decifrazione.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">macchina cifrante di Arthur Scherbius,<\/span> <span style=\"color: #008000;\">che venne chiamata<\/span> <span style=\"color: #008000;\">ENIGMA, era quindi in grado di generare una codifica automatica polialfabetica dei messaggi introdotti, impiegando codici che, per aumentare la complessit\u00e0,&nbsp; venivano cambiati quotidianamente.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">ENIGMA<\/span><\/strong> consisteva, in estrema sintesi, in tre elementi principali:<br><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; una tastiera, per inserire il testo in chiaro;<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; un\u2019unit\u00e0 che trasformava il testo dalla lettera originale alla lettera cifrata (attraverso uno scambiatore, detto anche rotore)<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; un visore che indicava quale lettera inserire nel messaggio criptato.&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">In parole semplici, <strong><span style=\"color: #008000;\">ENIGMA<\/span><\/strong> faceva ruotare lo scambiatore in maniera automatica di un 26esimo di giro (per un alfabeto composto di 26 lettere) per cui la cifratura cambiava automaticamente dopo ogni lettera. Impiegando pi\u00f9 scambiatori la complessit\u00e0 di cifratura numerica naturalmente aumentava.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Va compreso che la forza di ENIGMA non dipendeva dal dispositivo elettromeccanico ma dal suo settaggio all\u2019inizio della cifratura.&nbsp; Questo comportava che, per decifrare i messaggi, bisognava prima scoprire la chiave giornaliera tra milioni di miliardi possibili di combinazioni.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">I Tedeschi impiegavano una chiave giornaliera, cambiata ogni giorno alla mezzanotte, ed inviavano prima del messaggio una seconda chiave, diversa per ciascun messaggio. Questo rendeva quindi impossibile la decifrazione con i metodi manuali in uso all\u2019epoca.<\/p>\r\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Bundesarchiv_Bild_146-2007-0221_Kleiner_Kreuzer_Magdeburg-1024x622.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Bundesarchiv_Bild_146-2007-0221_Kleiner_Kreuzer_Magdeburg-1024x622.jpg\" width=\"1024\" height=\"622\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">Kleiner Kreuzer SMS Magdeburg (cartolina) &#8211; autore ignoto &#8211; Fonte Sammlung von Repro-Negativen (Bild 146) Bild 146-2007-0221 <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bundesarchiv_Bild_146-2007-0221,_Kleiner_Kreuzer_Magdeburg.jpg\">Bundesarchiv Bild 146-2007-0221, Kleiner Kreuzer Magdeburg.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 10pt;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">La corsa per la decifrazione<\/span><\/strong><\/span><br>Il caso aveva voluto che nel 1914, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore leggero tedesco Magdeburg<\/span><\/strong>, in missione di posa di mine navali nel mar Baltico, durante una manovra evasiva, a causa dell&#8217;oscurit\u00e0 e della fitta nebbia, urt\u00f2 il basso fondale nei pressi dell&#8217;isola di Osmussaar, rimanendo incagliato; i tentativi di disincaglio e rimorchio furono inutili e la nave fu bersagliata dal fuoco degli incrociatori russi. Il comandante <strong><span style=\"color: #008000;\">Habenicht<\/span><\/strong> diede l&#8217;ordine di abbandonare la nave e di attivare le cariche per l&#8217;autoaffondamento. I Russi riuscirono per\u00f2 a prendere possesso del relitto, rinvenendo tra le braccia del cadavere&nbsp; di un sottufficiale tedesco tre libri contenenti le chiavi di cifratura del sistema di codifica delle comunicazioni radio della flotta tedesca. <sup id=\"cite_ref-3\" class=\"reference\"><\/sup>Grazie a quel ritrovamento, i Russi furono cos\u00ec in grado di decifrare, anche se in parte, i messaggi della flotta del Kaiser. Conoscendo la superiorit\u00e0 britannica nel campo crittografico, Mosca invi\u00f2 una copia dei codici alla Marina britannica. <strong><span style=\"color: #008000;\">Questo contribu\u00ec non poco alle sorti del conflitto e, dopo la guerra, il controspionaggio tedesco dovette ammettere che l\u2019intercettazione dei cifrari aveva contribuito pesantemente alla loro perdita<\/span><\/strong>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Una lezione acquisita che segn\u00f2 un punto a favore per la macchina ideata da Scherbius. Nonostante il costo della cifrante, nei due decenni seguenti le forze armate del Reich acquisirono 30.000 macchine cifranti ENIGMA di diverso tipo e le distribuirono ai comandi militari ma anche alle ambasciate.&nbsp;Una dotazione che non pass\u00f2 inosservata ai servizi segreti di tutto il mondo e che comport\u00f2 un aumento degli sforzi per decifrare il traffico cifrato. In realt\u00e0, a causa del numero enorme di combinazioni ottenibili, i risultati risultarono scarsi (se non nulli) sempre a causa della necessit\u00e0 di conoscere i codici che venivano cambiati ogni giorno.<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il metodo teorico della decifrazione del primo sistema ENIGMA si deve alla Polonia<\/span><\/strong><\/span><br>I migliori nel campo si rivelarono i crittografi polacchi del <strong><span style=\"color: #008000;\">Biuro Szyfr\u00f2w<\/span><\/strong> che, negli anni \u201830, grazie all\u2019aiuto dello spionaggio francese, dopo una brillante operazione di corruzione di un funzionario tedesco, ottennero degli importanti documenti segreti inerenti <strong><span style=\"color: #008000;\">ENIGMA<\/span><\/strong> che permisero di realizzare una replica della versione militare. Un passo avanti ma ancora non sufficiente a causa delle diverse possibilit\u00e0 offerte dalle chiavi di cifratura, un numero enorme praticamente non decifrabile in tempi brevi.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Marian_Rejewski.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Marian_Rejewski.jpg\" width=\"618\" height=\"780\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Marian Adam Rejewski, matematico e crittografo polacco, nel 1932 riusc\u00ec&nbsp; per la prima volta a decifrare i messaggi tedeschi criptati con la macchina Enigma ideata da Arthur Scherbius. Rejewski si avvalse delle preziose informazioni segrete passate dai francesi ai polacchi, ottenute da un traditore tedesco,&nbsp; nome in codice Asche, in realt\u00e0 Hans-Thilo Schmidt, in cambio di denaro &#8211;&nbsp; Fonte: Stanis\u0142aw Strumph Wojtkiewicz (1978)&nbsp;<i>Sekret Enigmy &#8211; autore foto non noto &#8211;&nbsp; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Marian_Rejewski.jpg\">File:Marian Rejewski.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/i><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br>Un passo avanti lo realizz\u00f2 il matematico polacco, <strong><span style=\"color: #008000;\">Rejewski<\/span><\/strong> che realizz\u00f2 una macchina in grado di trovare \u201cautonomamente e rapidamente\u201d le possibili 17.576 posizioni dei rotori della macchina cifrante. In pratica automatizzando il meccanismo di decrittazione precedentemente frutto di prove interminabili con carta e matita.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">decifrante di Rejewski<\/span> <\/strong>necessitava di <strong><span style=\"color: #008000;\">sei macchine<\/span><\/strong>, lavoranti in parallelo, per rappresentare tutti i possibili assetti di ENIGMA.&nbsp; Questo consentiva all\u2019epoca di decifrare la chiave giornaliera in un paio di ore. Le singole unit\u00e0 erano chiamate \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">bombe<\/span><\/strong>\u201d, un soprannome datogli per il ticchettio che emettevano passando da un assetto all\u2019altro durante le operazioni di calcolo. In parole semplici, le \u201cbombe\u201d consentivano l\u2019automazione del processo di analisi crittografica in opposizione all\u2019automazione del processo crittografico fornito da <strong><span style=\"color: #008000;\">ENIGMA<\/span><\/strong>.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Bomba_realizzata-da-Rejewki-561x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Bomba_realizzata-da-Rejewki-561x1024.jpg\" width=\"561\" height=\"1024\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Schema della apparecchiatura crittografica di Rejewski in seguito chiamata Bomba. Per chiarezza, viene mostrato solo un set di tre rotori (1) mentre in realt\u00e0, ce ne erano sei. I rotori erano mossi da un motore elettrico (2) con il numero 3 gli interruttori delle lettere. Sebbene le prestazioni risultarono per l&#8217;epoca eccezionali, il costo delle macchine era elevato e pochi si potevano permettere una spesa simile.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La capacit\u00e0 della macchina di decifrazione realizzata da Rejewski funzion\u00f2 fino al 1938 quando i Tedeschi modificarono la sicurezza di ENIGMA portando le originali combinazioni da 6 a 60. In pratica, sarebbe stato necessario avere 60 \u201cbombe\u201d per poter coprire la capacit\u00e0 di calcolo necessaria. Ma non fin\u00ec qui; poco dopo i Tedeschi aumentarono nuovamente la complessit\u00e0 del sistema, arrivando ad un numero di chiavi di 159 miliardi di miliardi.<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine I parte &#8211; continua&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><br>in anteprima: un modello Enigma &#8211; Fonte National World War II Museum, New Orleans &#8211; autore&nbsp; ironypoisoning <br><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:National_WWII_Museum_Dec_2015_-_Enigma_machine_up_close.jpg\">National WWII Museum Dec 2015 &#8211; Enigma machine up close.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Riferimenti<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/segreti-affascinante-messaggi-dallantico-Internet\/dp\/8817125393\/ref=sr_1_1?adgrpid=1233652364893416&amp;hvadid=77103437778121&amp;hvbmt=bp&amp;hvdev=c&amp;hvlocphy=1888&amp;hvnetw=o&amp;hvqmt=p&amp;hvtargid=kwd-77103516476524%3Aloc-93&amp;hydadcr=6088_1893380&amp;keywords=codici+segreti+simon+singh&amp;qid=1677422416&amp;sr=8-1\"><strong><span style=\"color: #008000;\">[1] Simon Singh, Codici &amp; segreti, Rizzoli editore, Milano, 1999, ISBN 88-17-<\/span><span style=\"color: #008000;\">86213-4<\/span><\/strong><\/a><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Alberti, Leon Battista,&nbsp;<i>Dello scrivere in cifra<\/i>, (De componendis cyfris) trad. it. di M. Zanni. Prefazione di David Kahn, Galimberti Tipografi Editori, Torino 1994<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.amazon.com\/Enigma-Battle-Code-Hugh-Sebag-Montefiore\/dp\/0471490350\">Hugh Sebag-Montefiore, Enigma: The Battle for the Code, 2000,<\/a> <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.amazon.com\/Enigma-Battle-Code-Hugh-Sebag-Montefiore\/dp\/0471490350\">ISBN 0-7538-1130-8<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/archive.org\/details\/enigmahowgermanm0000koza\">W\u0142adys\u0142aw Kozaczuk, Enigma: How the German Machine Cipher Was Broken, and How It Was Read by the Allies in World War Two<\/a>, University Publications of America, 1984, ISBN 0-89093-547-5.&nbsp;&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/archive.org\/details\/britishintellige00hins_0\">F. H. Hinsley, et alii, British Intelligence in the Second World War: Its Influence on Strategy and Operations, volume 2<\/a>, London, 1981<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Ultra-Secret-Frederick-W-Winterbotham\/dp\/029764405X\">Winterbotham, Frederick. The Ultra Secret<\/a>. London: Weidenfeld and Nicolson, 1974. ISBN 0-297-76832-8<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.uboatarchive.net\/U-110A\/U-110\">http:\/\/www.uboatarchive.net\/U-110A\/U-110<\/a> GreenockReport.htm<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83474\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83495\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83496\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83497\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO:&nbsp;STORIA NAVALEPERIODO: XX SECOLOAREA: DIDATTICAparole chiave: incrociatore leggero tedesco Magdeburg, Arthur Scherbius, ENIGMA, Rejewski, U boot, Kriegsmarine, cifratura &nbsp; La battaglia dell&#8217;Atlantico durante la seconda guerra mondiale, inizi\u00f2 nel 1939 a seguito del blocco navale alleato della Germania, annunciato il giorno dopo la dichiarazione di guerra, e il successivo contro-blocco della Germania. 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