{"id":83253,"date":"2023-02-27T00:01:48","date_gmt":"2023-02-26T23:01:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=83253"},"modified":"2026-01-13T17:13:34","modified_gmt":"2026-01-13T16:13:34","slug":"protagonisti-del-mare-domenico-cubeddu-una-vita-negli-abissi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83253","title":{"rendered":"Protagonisti del mare: Domenico Cubeddu, una vita negli abissi"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: PROTAGONISTI DELLA SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX-XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: SUBACQUEA MILITARE E COMMERCIALE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Domenico Cubeddu, COM.SUB.IN, palombaro, iperbarica, sperimentazioni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i tanti protagonisti del mare che ho avuto occasione di incontrare nella mia vita, esistono persone straordinarie che non sempre vengono conosciute perch\u00e9 rifuggono la mondanit\u00e0 e si accontentano di fare con grande professionalit\u00e0 il loro lavoro. Persone che ottengono grandi risultati nella vita lavorativa, lasciando un segno tangibile che permane nel tempo dietro di loro per tutto ci\u00f2 che hanno silenziosamente fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi intervistiamo <strong><span style=\"color: #008000;\">Domenico Cubeddu<\/span><\/strong>, palombaro altofondalista della Marina Militare italiana poi passato all\u2019industria dell&#8217;off shore petrolifero ricoprendo compiti dirigenziali sempre pi\u00f9 importanti. Lo ho intervistato presso la sua casa di S\u2019Archittu, Oristano&nbsp; e sono rimasto affascinato dai suoi racconti di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Una vita straordinaria, ci pu\u00f2 raccontare come tutto inizi\u00f2?<\/span><br \/>\n<\/strong><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/cubeddu-mm-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cubeddu-mm-1.jpg\" width=\"244\" height=\"347\">Sono nato nel 1934 a Seneghe, antico paesino agricolo della Sardegna, nel Montiferru, un paese senza nessuna tradizione marittima. Da sempre mi \u00e8 piaciuta la geografia e sognavo fin da bambino di viaggiare e vedere i luoghi lontani dei quali sentivo parlare dai tanti emigrati del mio paesino natio che scrivevano di terre lontane come l&#8217;Argentina, Australia, Brasile, Stati Uniti dove si erano trasferiti per vivere. Sono cresciuto in tempo di guerra, in un periodo di grandi sacrifici quando tutti, anche noi minori, dovevamo collaborare per la sopravvivenza della famiglia. Con i miei fratelli a volte ci spingevamo fino al mare con gli asinelli per raccogliere il sale &#8230; erano oltre venti chilometri di strada sterrata che percorrevamo scalzi per arrivare alle saline nei pressi di Riola. Si caricava e poi si tornava al paese. Dopo la guerra, un giorno vidi un manifesto affisso in comune che recitava: \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Arruolati in Marina, girerai il mondo e imparerai un mestiere<\/span><\/strong>\u201d. Non mi sembr\u00f2 vero, presi la palla al balzo e, contro il parere dei miei genitori fortemente attaccati alla nostra terra, feci domanda di arruolamento. Dopo circa sei mesi fui chiamato a presentarmi a MARISCUOLA Venezia, nell\u2019isola di Sant\u2019Elena, e mi fu assegnata la categoria <strong><span style=\"color: #008000;\">Palombar<\/span><\/strong>i. Accettai di malincuore quella categoria, con la speranza che dopo l\u2019arruolamento sarei passato a quella dei nocchieri, che nella mia immaginazione mi avrebbe permesso di realizzare il mio sogno di girare il mondo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Cubeddu_c5-1-654x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Cubeddu_c5-1-654x1024.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltretutto non mi sentivo nei panni del sommozzatore in quanto ero l\u2019unico a non saper nuotare (avevo visto il mare una sola volta e da lontano). Inoltre, i miei colleghi di categoria, contrariamente a me, erano ragazzi di bella statura e prestanza fisica. Mi sentivo inadeguato anche a livello culturale in quanto i miei colleghi possedevano tutti il diploma di terza media mentre io avevo appena il titolo minimo richiesto ovvero \u201cdalla prima alla seconda classe della medie inferiori\u201d. Cercai inutilmente di cambiare categoria ma fui incoraggiato a proseguire sia dal Capo Inquadratore sia dai compagni di corso. Rassegnato, mi misi d\u2019impegno per ottenere i massimi risultati, sia nell\u2019ambito teorico che culturale, ottenendo al termine del corso una media discreta per la fase successiva che si sarebbe svolta a <strong><span style=\"color: #008000;\">MARICENTROSUB (Varignano)<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altre parole, i miei risultati furono superiori al previsto: primo del corso a Venezia, e successivamente primo del corso al Varignano, dove conseguii il primo brevetto da palombaro (fino a 40 metri di profondit\u00e0), apparecchio a ossigeno a ciclo chiuso G50 a 15 metri e autorespiratore ad aria a 30 metri. Voglio sottolineare che, per quanto possa sembrare assurdo, in quel periodo ancora non sapevo nuotare e nei corsi non era prevista la scuola di nuoto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/cubeddu-centro-studi.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cubeddu-centro-studi.jpg\" width=\"887\" height=\"593\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il periodo al Centro Studi del COM.SUB.IN fu importantissimo per la mia crescita professionale<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il brevetto da palombaro fui destinato al <strong><span style=\"color: #008000;\">Centro Studi (Sezione Sperimentale) del COM.SUB.IN.<\/span><\/strong> dove fui assegnato allo studio e perfezionamento dei nuovi apparati, e nominato punto di contatto con i colleghi della marina nazionale francese.&nbsp;Abilitato palombaro su alti fondali, all\u2019uso delle torrette butoscopiche e della campana di salvataggio sommergibili di nave Proteo, partecipai sulla stessa nave alle operazioni pi\u00f9 delicate degli anni \u201960 e \u201970, missioni spesso al limite con tecniche di immersione che affinavamo giorno per giorno.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/cubeddu-1968-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cubeddu-1968-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cubeddu sulla sinistra del palombaro in assistenza per l&#8217;immersione<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il periodo di imbarco fui nuovamente destinato al <strong><span style=\"color: #008000;\">Centro Studi Sezione Sperimentale del COM.SUB.IN.<\/span><\/strong> dove fui parte attiva nello sviluppo delle miscele binarie (elio, ossigeno) lavorando sempre con la marina francese, in particolare con il comandante <strong><span style=\"color: #008000;\">Paul Gavarry<\/span><\/strong>, direttore del <strong><span style=\"color: #008000;\">GERS<\/span> <\/strong>(tridente d&#8217;oro nel 1978 per la direzione del programma Janus che si era concluso con un record mondiale di immersione in saturazione).<\/p>\n<table style=\"height: 909px;\" width=\"564\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"642\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nota della redazione<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><em><strong>Domenico Cubeddu<\/strong>, in quel periodo lavor\u00f2 con diverse medaglie d\u2019oro al valore della Marina Militare, caposaldi della subacquea militare come <strong>Luigi Ferraro, Luigi Faggioni, Antonio Scialdone, Emilio Bianchi, Emilio Barberi e Mario Marino<\/strong>. La sua esperienza fu richiesta e accordata anche al di fuori dell\u2019ambiente militare. Ad esempio collabor\u00f2 con <strong>Folco Quilici<\/strong> (1977) in un recupero archeologico subacquei nelle acque antistanti Lipari, effettuato in saturazione. Inoltre, nel 1958, collabor\u00f2 al <strong>COM.SUB.IN.<\/strong> con <strong><span style=\"color: #008000;\">Novelli<\/span> <\/strong>alla realizzazione e sperimentazione del primo erogatore bistadio a due corpi, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Explorer standard<\/span><\/strong>, poi venduto dalla Pirelli.<\/em><\/span><\/p>\n<p><figure style=\"width: 503px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/explorer-pirelli-autorespiratore.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 explorer-pirelli-autorespiratore.jpg\" width=\"503\" height=\"375\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">explorer standard &#8211; collezione Franco Vitali<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ci pu\u00f2 raccontare degli anni al COMSUBIN<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Destinato al <strong><span style=\"color: #008000;\">Centro Studi Sezione Sperimentale<\/span><\/strong> perfezionai le mie conoscenze teorico-pratiche sulle apparecchiature gi\u00e0 utilizzate durante il corso e sulle nuove apparecchiature in sperimentazione in quegli anni al <strong><span style=\"color: #008000;\">COM.SUB.IN.<\/span> <\/strong>in collaborazione con la marina nazionale francese. Tra queste apparecchiature c\u2019era l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ARU (apparecchio a ciclo chiuso a sacco polmone ad aria e immissione di ossigeno per 30 mt) chiamato anche autorespiratore a miscela completo<\/span><\/strong>, ed un apparecchio a ciclo chiuso in cui l\u2019ossigeno veniva fornito dal <strong><span style=\"color: #008000;\">perossido<\/span><\/strong> (ghiaccio secco) per operare fino a 15 mt; un esperimento che per\u00f2 non and\u00f2 a buon fine.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ARU-844x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ARU-844x1024.jpg\" width=\"844\" height=\"1024\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">schema dell&#8217;ARU, da libro di Fabio Vitale e Gianfranco Betr\u00f2&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.mondadoristore.it\/Palombari-marina-militare-Fabio-Vitale-Gianfranco-Betro\/eai978887586335\/\">Palombari della Marina Militare Italiana<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019anno 1956, sempre col Gruppo della Sezione Sperimentale, effettuai una missione in Tunisia, con <strong><span style=\"color: #008000;\">nave Rampino<\/span><\/strong>, per lo sminamento del canale di Biserta in collaborazione con la Marina francese. Utilizzavamo il<strong><span style=\"color: #008000;\"> G50<\/span><\/strong>, autorespiratore ad ossigeno puro, da noi usato all&#8217;epoca fino alla profondit\u00e0 massima di 15 metri, che ci garantiva un\u2019autonomia di circa cinque ore. Dopo Biserta continuammo le operazioni di bonifica a Livorno, dal molo Mediceo alle secche della Meloria, utilizzando per\u00f2 l\u2019attrezzatura classica da palombaro.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/palombaro-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 palombaro-1.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora con i colleghi francesi eseguimmo esercitazioni di sminamento nell\u2019area di Tolone dove&nbsp; ho vissuto anche un naufragio; a causa del cattivo tempo affondammo e solo dopo ore, ormai a notte fonda, fui recuperato dalle motovedette francesi provenienti da Saint Rapha\u00ebl &#8230; a ripensarci, una brutta avventura. Nel &#8217;60 fui destinato per 14 mesi all\u2019Ufficio Porto di Cagliari per il recupero delle ancore, il rifacimento dei corpi morti, installazioni di boe, ormeggi e tutto ci\u00f2 che concerne l\u2019ambiente del porto, sia all\u2019interno che nel littorale. Operazioni spesso complesse, in collaborazione con le maestranze civili, in cui dovevamo inventarci sempre qualcosa di nuovo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Cubeddu_c3-731x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Cubeddu_c3-731x1024.jpg\" width=\"731\" height=\"1024\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cubeddu in tenuta da palombaro<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le numerose missioni operative voglio ricordare, le ricerche e recupero delle vittime dell\u2019aereo Hercules C130 che,&nbsp; il 9 novembre 1971, cadde alle secche della Meloria, un tratto di mare non lontano da Livorno. I recuperi di aerei sinistrati proseguirono con un F104 nelle isole Tremiti (da bordo di nave Proteo alla profondit\u00e0 di 75 metri) e di un G91 alle isole Pedagne a 56 metri di profondit\u00e0. Un\u2019altra missione impegnativa fu il recupero nel 1963 di un motore aereo militare del periodo bellico alla profondit\u00e0 di 65 metri, che era stato segnalato dal giornalista subacqueo <strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Pittiruti<\/span><\/strong>. Oggi questo motore \u00e8 un cimelio storico conservato a Pisa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Effettuai poi al<strong><span style=\"color: #008000;\"> COM.SUB.IN.<\/span><\/strong> il <strong><span style=\"color: #008000;\">corso GP (Grande Profondit\u00e0)<\/span><\/strong> per l\u2019uso delle <strong><span style=\"color: #008000;\">torrette butoscopiche e della campana di salvataggio sommergibili<\/span><\/strong>.&nbsp; Dopo aver ultimato il <strong><span style=\"color: #008000;\">corso P<\/span><\/strong> (professionale) fui destinato nuovamente al Centro Studi Sezione Sperimentale, dove effettuai numerose sperimentazioni con miscele elio ed ossigeno fino a 150 metri. In quel tempo, come avevo accennato, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Centro Studi del COM.SUB.IN.<\/span><\/strong> collaborava attivamente con il <strong><span style=\"color: #008000;\">GERS (Gruppo Studi ricerche sottomarine) della Marina Nazionale Francese<\/span><\/strong> retto da Gavarry, scambiandosi esperienze e risultati. In quegli anni si fecero molti progressi sull&#8217;uso delle miscele binarie e ternarie. A bordo delle navi <strong><span style=\"color: #008000;\">Elie Monnier<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Triton<\/span><\/strong> effettuai immersioni fino alla profondit\u00e0 di 150 metri con diverse miscele e potei anche immergermi con il loro sommergibile Griffon.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/triton-conn-a-poppa-il-Griffon-1024x708.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 triton-conn-a-poppa-il-Griffon-1024x708.jpg\" width=\"1024\" height=\"708\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il Triton con a bordo il sommergibile Griffon<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un periodo di grande crescita professionale che mi fu utilissimo nel mio lavoro seguente. In quel periodo al Varignano, l&#8217;11 febbraio 1969, fui inviato a Rimini, con un team altamente selezionato di palombari del <strong><span style=\"color: #008000;\">GOS<\/span><\/strong> ed incursori, incaricato alla demolizione della piattaforma illegale dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Isola delle Rose<\/span><\/strong>. La demolizione fu eseguita con diverse cariche esplosive mirate ad indebolire la robustissima struttura e facilitarne il collasso (cosa che avvenne il 26 di febbraio), permettendo il ripristino del fondale per le attivit\u00e0 di pesca. In seguito fui nuovamente destinato all\u2019Ufficio Porto di Cagliari ed al <strong><span style=\"color: #008000;\">gruppo<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">SDAI<\/span> <\/strong>di La Maddalena dove, tra dal 1974 al 1977, mi fu affidato l\u2019attuale re del Belgio, <strong><span style=\"color: #008000;\">Philippe<\/span><\/strong>, allora un giovane di 14 anni, per istruirlo all\u2019immersione subacquea fino a 57 metri con ARA.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/cubeddu-re-filippo.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cubeddu-re-filippo.jpg\" width=\"697\" height=\"886\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Domenico Cubeddu e il futuro re Filippo del Belgio al termine di un immersione sul panfilo reale. La loro amicizia permane nel tempo ed ancora oggi sono in contatto<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019anno 1977 la mia carriera volgeva al termine avendo raggiunto il massimo grado per un sottufficiale. Fu cos\u00ec che, corteggiato dall\u2019industria subacquea, anche se con molti dubbi, mi congedai per cominciare una nuova vita con la societ\u00e0 <strong><span style=\"color: #008000;\">Sub Sea Oil Services<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/sub-sea-oil-diver.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 sub-sea-oil-diver.jpeg\" width=\"627\" height=\"552\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>Una carriera altrettanto interessante, ci pu\u00f2 raccontare in breve qualche episodio<br \/>\n<\/strong><\/span>Fui assunto dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Sub Sea<\/span><\/strong> con la qualifica di <strong><span style=\"color: #008000;\">Team Leader<\/span><\/strong> e, per regolarizzare la mia posizione nella loro amministrazione, eseguii alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Wet and Dry<\/span> <\/strong>di Zingonia le immersioni profonde a 150 mt, seguendo un corso di supervisore di saturazione.&nbsp;Il primo lavoro nella societ\u00e0 fu il recupero di reperti archeologici in saturazione a 54 metri sui resti di una nave romana a Lipari, supportato da un impianto iperbarico a bordo della nave <strong><span style=\"color: #008000;\">SUB SEA Corsaire<\/span><\/strong>.&nbsp;Ai primi del 1978, sempre con il Corsaire, fui inviato in Borneo per la societ\u00e0 <strong><span style=\"color: #008000;\">BSP (Brunei Shell Petroleum)<\/span><\/strong> come responsabile dell\u2019impianto di saturazione, per effettuare le prime saturazioni in assoluto in Estremo Oriente. Un&#8217;area vastissima che comprendeva tutta l\u2019area del Brunei, il Samarang sotto le Filippine e intorno al Mar della Sonda. Il lavoro consisteva nell&#8217;a assistenza alla perforazione, installazione di piattaforme, collegamenti di sealine, installazione di SBM (mono boe), clean jacket, sostituzione di anodi e recuperi di ogni sorta.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Christmas-Tree-1024x592.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Christmas-Tree-1024x592.jpg\" width=\"1024\" height=\"592\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">le complesse operazioni subacquee nell&#8217;offshore oggi sono facilitate da droni subacquei sempre pi\u00f9 performanti ma un tempo erano affidate solo a sommozzatori che raggiungevano quelle profondit\u00e0 operando per giorni in saturazione<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito iniziammo l\u2019installazione di piattaforme a Miri, nel Sarawak, e a Labuan. A met\u00e0 giugno del 1980 rientrai dal Borneo e a fine mese fui destinato in Brasile per l\u2019installazione con immersioni di saturazione a 128 metri di profondit\u00e0&nbsp; della piattaforma <strong><span style=\"color: #008000;\">Garupa<\/span><\/strong>. Molte le attivit\u00e0 di quegli anni: dalla piattaforma <strong><span style=\"color: #008000;\">Enchova<\/span><\/strong> con barge Pearl Marine, la pi\u00f9 grande del mondo, installata a 130 metri, con 36 gambe, 28.000 tonnellate (solo la giacchetta), e poi in India con Survey Sealine, in saturazione a 130 metri, l\u2019ingrandimento di un impianto di saturazione a Singapore per saturazioni a Kuala Trenganu nel golfo del Siam su barge Crawler, l\u2019 AOB Zagreb a 380 mt in Adriatico sotto Dubrovnik e l\u2019AOB Scarabeo 3, sempre a 380 mt, nel golfo della Sirte, Libia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/barge-petroliferi-1024x576.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 barge-petroliferi-1024x576.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fui quindi destinato in Brasile come <strong><span style=\"color: #008000;\">Diving Superintendent<\/span><\/strong> per l\u2019installazione di christmas tree sui pozzi di petrolio per la loro messa in produzione, a profondit\u00e0 di oltre 250 metri. I mezzi navali di appoggio a disposizione erano la nave sonda <strong><span style=\"color: #008000;\">Interocean Discovery<\/span><\/strong>, piattaforme Petrobras 9 , SS6, Sedco 135 F e altre per operare a profondit\u00e0 intorno ai 300 metri. Nel 1985, al rientro dal Brasile, fui imbarcato sul <strong><span style=\"color: #008000;\">Buccaneer<\/span><\/strong> per lavori in Congo, sempre in saturazione con escursioni continue, sulle piattaforme nell\u2019area di Loango e l&#8217;installazione di una nuova piattaforma per la CONOCO in Angola, nell\u2019area di Kabinda.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Saipem_7000.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Saipem_7000.jpg\" width=\"800\" height=\"703\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La Saipem 7000, originariamente chiamata Micoperi 7000, fu concepita a met\u00e0 degli anni &#8217;80 dai suoi originari proprietari Micoperi come una nave polivalente per l&#8217;installazione di piattaforme petrolifere offshore molto grandi (ponti integrati e jacket) utilizzando due grandissime gru completamente<span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">&nbsp;girevoli,&nbsp; o<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">gnuna con un braccio lungo 140 metri dotato di 4 ganci. La nave \u00e8 ancora in esercizio ed o<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">gni gru \u00e8 in grado di sollevare fino a 7.000 tonnellate con un raggio di sollevamento di 40 m utilizzando il gancio principale.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Le due gru sono in grado di sollevare in tandem 14.000 tonnellate.<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritornai poi in Brasile e, con la <strong><span style=\"color: #008000;\">Micoperi 7000<\/span><\/strong>, mettemmo in operazione l\u2019impianto di saturazione per installazione di nuove piattaforme nell\u2019area di San Sebastian. Inoltre, fui consulente alla progettazione e al montaggio del Centro iperbarico brasiliano nell\u2019isola militare di Mocangu\u00ea presso Rio de Janeiro. Eseguii tutti i test e collaudi operativi del centro, mettendo alla fine in funzione l\u2019impianto e istruendo il personale civile e militare alla conduzione operativa dell\u2019impianto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/sub-sea-oil-1024x512.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 sub-sea-oil-1024x512.jpeg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sarebbe molto da raccontare di quegli anni in cui l\u2019esperienza maturata al COM.SUB.IN. e poi in tante missioni e operazioni mi fu utilissima. Tuttora, malgrado la mia veneranda et\u00e0, sono alla soglia di 90 anni, vengo spesso contattato per suggerimenti riguardanti lavori in alto fondale in Mediterraneo ma soprattutto in Oceano, ma anche per consigli riguardanti persone embolizzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ho guardato l\u2019orologio e mi sono reso contro che sono passate delle ore. Domenico Cubeddu mi ha raccontato la sua straordinaria vita che trova pochi uguali. <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">La vita di un ragazzo che, guardando il mare lontano dalle colline del suo paese, sognava di viaggiare e girare il mondo. Una carriera vissuta pericolosamente ma sempre con grande umilt\u00e0 e disponibilit\u00e0, decisamente unica che fa di Domenico Cubeddu un protagonista indiscusso della subacquea militare e civile professionale.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>S&#8217;Archittu, 20 ottobre 2022<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Andrea Mucedola<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">post scriptum<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">In data 4 aprile 2023, <em>Domenico Cubeddu<\/em> ci ha lasciato all&#8217;et\u00e0 di 90 anni. Aveva da poco ricevuto la comunicazione dell&#8217;assegnazione del Premio Atlantide 2023 &#8230; ci hanno riferito che le sue ultime parole sono state &#8220;sono sereno&#8221;. Se \u00e8 vero che nessuno muore se non quando viene dimenticato, noi ti ricorderemo sempre per la tua grande capacit\u00e0 e umanit\u00e0. Buon viaggio Domenico&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/cubeddu-il-riposo-del-guerriero.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cubeddu-il-riposo-del-guerriero.jpg\"><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">photo credit famiglia Cubeddu&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: PROTAGONISTI DELLA SUBACQUEA PERIODO: XX-XXI SECOLO AREA: SUBACQUEA MILITARE E COMMERCIALE parole chiave: Domenico Cubeddu, COM.SUB.IN, palombaro, iperbarica, sperimentazioni &nbsp; Tra i tanti protagonisti del mare che ho avuto occasione di incontrare nella mia vita, esistono persone straordinarie che non sempre vengono conosciute perch\u00e9 rifuggono la mondanit\u00e0 e si accontentano di fare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2398,"featured_media":83295,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[2314],"tags":[],"class_list":["post-83253","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-personaggi"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Protagonisti del mare: Domenico Cubeddu, una vita negli abissi &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83253\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Protagonisti del mare: Domenico Cubeddu, una vita negli abissi &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  10 minuti. . 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