{"id":83242,"date":"2023-03-08T00:01:00","date_gmt":"2023-03-07T23:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=83242"},"modified":"2024-05-29T16:00:32","modified_gmt":"2024-05-29T14:00:32","slug":"la-strategia-marittima-iraniana-nellabito-degli-equilibri-geopolitici-nel-golfo-persico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242","title":{"rendered":"Qual \u00e8 la strategia marittima iraniana nel golfo Persico? Una riesamina di Renato Scarfi"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MEDIO ORIENTE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Iran, marina iraniana, pasdaran<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle origini dell\u2019Isl\u00e0m il <strong><span style=\"color: #008000;\">contrasto tra sciiti e sunniti<\/span><\/strong> ha sempre caratterizzato la storia araba senza per\u00f2 aver mai dato vita a contrasti militarmente e politicamente rilevanti, almeno fino a quando esplose in concomitanza della rivoluzione iraniana del 1979.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel frangente venne alla ribalta un nuovo attore, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Iran<\/span><\/strong>, caratterizzato da una forte vocazione egemonica, che fu immediatamente percepito come una grave minaccia per il sistema di potere e il peso regionale delle Monarchie del Golfo, soprattutto di quelle con consistenti presenze sciite, come in Bahrein e Kuwait. Una frattura, quindi, che non solo port\u00f2 alla separazione dell\u2019Iran dal mondo occidentale (che l&#8217;aveva inizialmente ed erroneamente considerata un \u201cmale minore\u201d rispetto a una possibile deriva comunista di fronte a un regime monarchico in gravissima crisi) ma anche, in forma virulenta, dal mondo arabo sunnita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cosa \u00e8 cambiato?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nAll\u2019origine delle attuali tensioni fra le due componenti maggiori del mondo arabo non vi fu tanto il fattore religioso, quanto quello politico della ricerca della supremazia regionale. Lo scontro tra potenze che si contendevano, e ancora si contendono, la supremazia nella regione non fu quindi, contraddistinto da una guerra di religione ma dalla strumentalizzazione della religione a fini politici. Cerchiamo di capire meglio. L&#8217;espansione dell&#8217;influenza iraniana nella regione mediorientale si \u00e8 sviluppata principalmente attraverso i partiti e i gruppi armati di riferimento arabo-sciiti in Iraq e in Libano. Tuttavia, ancorch\u00e9 non secondario, l\u2019aspetto terrestre della strategia di ampliamento della propria influenza \u00e8 oggi superato dall\u2019attivismo marittimo della Repubblica Islamica d\u2019Iran che, in questo spazio cruciale sotto il profilo energetico e geopolitico, va a impattare direttamente sul traffico di risorse energetiche dirette verso il resto del mondo. Un\u2019azione che \u00e8, come vedremo pi\u00f9 avanti, facilitata dalla presenza di un importante passaggio obbligato per le navi, lo Stretto di Hormuz, porta di ingresso e di uscita del Golfo Persico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un passaggio di poco meno di 100 miglia nautiche di lunghezza per una larghezza variabile tra le 22 e le 35 miglia. Dato che le acque costiere omanite sono poco profonde, inoltre, normalmente la navigazione avviene su rotte pi\u00f9 vicine alle coste iraniane e ci\u00f2 rende ancor pi\u00f9 facile l\u2019azione destrutturante di Teheran.&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Vale, quindi, la pena di analizzare la strategia marittima iraniana, in modo da cercare di comprendere quali potrebbero essere le sue possibili implicazioni sugli equilibri geopolitici dell\u2019area marittima nel medio-lungo termine.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">I precedenti<\/span><br \/>\n<\/strong>Le Forze navali iraniane nascono nel 1932<sup>1<\/sup> e costituiscono sia un motivo di fierezza nazionale sia uno strumento per l\u2019affermazione della ambizioni regionali da parte dello<strong><span style=\"color: #008000;\"> sci\u00e0 Mohammed Reza Pahlavi<\/span><\/strong>. La natura elitaria della Marina iraniana \u00e8 rappresentata al suo interno dalla presenza di numerosi familiari dello sci\u00e0, in qualit\u00e0 di ufficiali. Una preferenza che si riflette anche sull\u2019assegnazione delle risorse economiche, in particolare durante l\u2019ultimo decennio di regno, che portano all\u2019avvio di importanti programmi di sviluppo navale.&nbsp;La rivoluzione del 1979, oltre agli evidenti e noti aspetti socio-politici, porter\u00e0 sostanziali cambiamenti anche nello strumento militare iraniano, in particolare nella Marina imperiale. Per prima cosa, tutti i programmi di sviluppo navale vengono immediatamente sospesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto attiene al personale della Marina, la maggior parte degli ufficiali vengono considerati come dei potenziali contro-rivoluzionari da parte del regime clericale e, di conseguenza, alcuni vengono imprigionati o assassinati, altri vengono licenziati o costretti alle dimissioni o all\u2019esilio. Un ripulisti politico-ideologico che causa sia un sensibile indebolimento complessivo dello strumento militare marittimo iraniano sia una cessazione tout-court della cooperazione militare con l\u2019Occidente. Le Forze navali vengono poi ridenominate come <strong><span style=\"color: #008000;\">Marina della Repubblica Islamica d\u2019Iran<\/span><\/strong>. A ci\u00f2 si aggiunge il fatto che, all\u2019indomani della presa del potere, l\u2019ayatollah Khomeini ha voluto, per varie ragioni, una dualit\u00e0 delle forze navali nazionali suddividendole tra Marina militare convenzionale, che vede la propria area di competenza nelle acque oltre lo Stretto di Hormuz, e&nbsp;<em>Pasdaran<\/em>&nbsp;(in persiano significa \u201ccoloro che vegliano\u201d, conosciuti anche come \u201ci Guardiani della Rivoluzione islamica\u201d), che hanno il principale teatro operativo nelle acque del Golfo e, in particolare, di Hormuz (ci\u00f2 spiega le loro continue tensioni con la V flotta USA, basata in Bahrein). Una dualit\u00e0 che si riflette nell\u2019art. 150 della Costituzione iraniana, laddove recita che&nbsp;<em>\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 il corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica, organizzato dopo il trionfo della Rivoluzione, deve essere mantenuto in modo che possa operare secondo il suo ruolo e i suoi obiettivi. I suoi compiti e le sue aree di responsabilit\u00e0, in relazione ai compiti e alle aree di responsabilit\u00e0 delle altre Forze Armate, saranno determinati dalla legge, ponendo l&#8217;accento sulla cooperazione fraterna e sull&#8217;armonia tra di loro \u2026<\/span><\/strong>\u201d<sup>2<\/sup><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>La strategia marittima iraniana<br \/>\n<\/strong><\/span>Tenuto conto dei rapporti di forza del momento, la strategia marittima pensata dagli ayatollah prevede una risposta asimmetrica, attuata impiegando tante piccole unit\u00e0 veloci per limitare l\u2019accesso al Golfo martellando e cercando di saturare le difese avversarie. Queste piccole unit\u00e0 possono essere equipaggiate con missili antinave e sono in grado sia di effettuare operazioni di posa di mine navali sia di attaccare \u201cin sciame\u201d, impiegando razzi e armi leggere. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di creare dei presupposti che rendano molto complicato l\u2019accesso al Golfo, non attraverso l\u2019impiego di navi grandi e potenti ma attraverso la presenza di moltissime piattaforme piccole e veloci (si parla di una cinquantina di unit\u00e0 motomissilistiche da 200 tonnellate circa e di centinaia di piattaforme pi\u00f9 piccole armate di mitragliatrici e razzi). Una strategia ipotizzata nel 1874 da <strong><span style=\"color: #008000;\">Th\u00e9ophile Aube<\/span><\/strong>, l\u2019ammiraglio francese considerato il fondatore della&nbsp;<em>Jeune \u00c9cole<sup>3<\/sup><\/em>.&nbsp;Una scelta operativa, quella di avere delle capacit\u00e0 navali complessivamente modeste, che indica come l\u2019Iran post-1979&nbsp;<em>\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 non intenda lottare per la supremazia nelle acque del Golfo, ma impedire quella degli USA, attraverso l\u2019impiego di strumenti a basso costo, allo scopo di limitare la capacit\u00e0 di manovra dell\u2019avversario\u2026<\/span><\/strong>\u201d<sup>4<\/sup><\/em>. Una strategia ideata sia per contrastare le percepite ambizioni egemoniche statunitensi sia per opporsi ad altri rivali regionali, come l\u2019Arabia Saudita.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">[wpedon id=17555]<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Questo articolo ti interessa? OCEAN4FUTURE, ti offre ogni settimana, di massima il mercoled\u00ec, un articolo di geopolitica per comprendere come gli eventi quotidiani possano influenzare la sicurezza collettiva e, in particolare, del mare, fondamentale per il libero transito delle merci e la nostra sopravvivenza. Se hai suggerimenti o domande puoi lasciarci un commento in calce all\u2019articolo oppure scriverci alla nostra mail: <a style=\"color: #0000ff;\" href=\"mailto:infoocean4future@gmail.com\">infoocean4future@gmail.com<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 nonostante, l\u2019Iran sta ben attento a non rimanere invischiato in conflitti regionali pi\u00f9 ampi, che potrebbero estendere il suo isolamento internazionale, e a non superare la soglia di una provocazione fatale, ben conscio che gli USA dispongono di oltre 30.000 uomini nell\u2019area, senza contare portaerei, missili, bombardieri e gruppi d\u2019assalto anfibi.&nbsp;Lo scorso 1\u00b0 settembre, per esempio, la <strong><span style=\"color: #008000;\">fregata iraniana&nbsp;<em>Jamaran<\/em><\/span><\/strong> ha recuperato due droni statunitensi e solo l\u2019immediato intervento di due unit\u00e0 USA, che erano nelle vicinanze, hanno convinto l\u2019equipaggio a restituire il materiale.&nbsp;Per quanto attiene al personale, \u00e8 indicativo di una certa scelta politica il fatto che la Marina convenzionale conti circa 18.000 uomini (dati del 2021), mentre la componente navale dei&nbsp;<em>Pasdaran<\/em>&nbsp;ne comprenda pi\u00f9 di 20.000<sup>5<\/sup>.&nbsp;Come afferma <strong><span style=\"color: #008000;\">Cl\u00e9ment Therme<\/span><\/strong>, ricercatore dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>International Institute for Strategic Studies<\/em>&nbsp;(IISS) di Londra<\/span><\/strong>, la principale debolezza dello strumento marittimo iraniano \u00e8 rappresentato dalle sue infrastrutture, la maggior parte delle quali \u00e8 abbastanza datata. Ci\u00f2 pone intuibili problemi per la manutenzione delle navi e provoca una carenza di flessibilit\u00e0 delle piattaforme utilizzate dalle forze navali. Anche sotto il profilo addestrativo\/tecnologico le navi e gli equipaggi iraniani non brillano, causando imbarazzo a Teheran.&nbsp;Secondo quanto riportato dalle agenzie, il 10 maggio 2020, durante un\u2019esercitazione \u201ca caldo\u201d, sempre il&nbsp;<em>Jamaran<\/em>&nbsp;ha lanciato un missile \u201cNoor\u201d (missile da crociera antinave a lungo raggio prodotto dall&#8217;Iran) che ha agganciato, colpito e affondato la nave appoggio&nbsp;<em>Konarak<\/em>&nbsp;invece che il bersaglio trainato, causando 19 morti e 15 feriti. E questo non \u00e8 stato il primo n\u00e9 il pi\u00f9 grave errore compiuto dalle navi dei <em>Pasdaran<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro aspetto della strategia marittima iraniana \u00e8 quello relativo al tentativo di rompere l\u2019isolamento politico e militare seguito alla rivoluzione. In tale ambito Teheran ha avviato una serie di iniziative di cooperazione (militare) principalmente con Mosca e Pechino. La collaborazione globale con la Cina siglata nel marzo 2021, in particolare, ha lo scopo di incoraggiare l\u2019effettuazione di esercitazioni militari e navali congiunte. Non \u00e8 una cosa nuova, ma la formalizzazione di ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto da Iran e Cina negli ultimi dieci anni, avendo effettuato insieme alcune esercitazioni navali, come nel settembre 2014, nel giugno 2017, nel dicembre 2019 e nel gennaio 2022. Le ultime due hanno visto anche la partecipazione della Russia&nbsp;(leggi articolo &#8220;<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/hong-kong-pechino-e-il-mar-cinese-meridionale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Hong Kong, Pechino e il Mar Cinese Meridionale<\/a>&#8220;). Dato che la Cina nutre delle ambizioni marittime globali e tenuto conto che \u00e9 il principale importatore di petrolio dalla zona, \u00e9 molto probabile che Pechino riesca nel breve\/medio termine a stabilire un importante punto di appoggio navale sulle coste iraniane del Golfo, in particolare facendo leva sull\u2019intenzione dei due paesi di intensificare la frequenza delle esercitazioni navali congiunte. Pechino avrebbe cos\u00ec accesso permanente a uno spazio strategico sul quale transita il 30% del traffico marittimo di idrocarburi. Pare, infatti, che siano stati gi\u00e0 avviati dei negoziati informali per ottenere l\u2019accesso per 25 anni all\u2019isola iraniana di Kish. Notizia che sarebbe stata smentita dagli organi ufficiali iraniani ma che a Teheran continua a rimbalzare tra le pareti delle stanze dove si decide, mostrando se non altro l\u2019interesse di taluni a mettere sul tavolo l\u2019ipotesi di un tale accordo. Sta di fatto che l\u2019elezione del <strong><span style=\"color: #008000;\">presidente Ibrahim Raisi<\/span><\/strong> nell\u2019agosto 2021 ha reso pi\u00f9 concreta una tale eventualit\u00e0, giacch\u00e9 la sua strategia \u00e8 basata su un ulteriore avvicinamento tra Teheran e Pechino. Tutto ci\u00f2 si inserisce in un quadro geopolitico ancora abbastanza teso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>Il quadro geopolitico<br \/>\n<\/strong><\/span>Il Golfo Persico \u00e8 una regione estremamente importante non solo per l\u2019economia mondiale, ma anche per la stabilit\u00e0 generale di quella zona di interesse strategico nota come Mediterraneo allargato. Si tratta di un\u2019area tormentata da scontri politici e militari (da ultimo la guerra civile in Yemen), spesso aggravati da antiche e vivaci dispute ideologiche e religiose, ed \u00e8 stata da molti definita come una pericolosa mina vagante del mondo contemporaneo, potenzialmente in grado di condizionare l\u2019avvenire di tutti quei paesi che, direttamente o indirettamente, vi gravitano attorno economicamente e\/o politicamente. Come ho gi\u00e0 accennato, l\u2019instabilit\u00e0 dell\u2019area \u00e8 generata sia dalla difficile convivenza di due colossi come Iran e Arabia Saudita, divisi per il diverso orientamento religioso (sciita il primo e sunnita il secondo) e avversari per il predominio sull\u2019area, sia a causa della fragilit\u00e0 interna dei vari reami ed emirati, ancora in parte organizzati in maniera feudale, che si trovano affacciati sul Golfo. Una miscela esplosiva che potrebbe mettere in serio pericolo l\u2019economia mondiale. Dopo circa trent\u2019anni di guerra (Iran-Iraq, Golfo I e II) l\u2019equilibrio dell\u2019area ne \u00e8 infatti uscito profondamente mutato e l\u2019intera regione, importantissima per l\u2019approvvigionamento mondiale di petrolio e cerniera dei rapporti con l\u2019Asia, si \u00e8 trovata in un contesto nuovo e, per molti versi, ancora in evoluzione. La delicatezza dell\u2019area, che racchiude uno specchio di mare che misura circa 160 miglia di larghezza per circa 460 miglia di lunghezza, \u00e8 ancor pi\u00f9 messa in evidenza dalla sua particolare conformazione orografica. Basti pensare a ci\u00f2 che rappresenta, per il traffico mercantile, il passaggio obbligato attraverso lo Stretto di Hormuz.&nbsp;Posto tra Iran e penisola arabica esso \u00e8 al centro delle rotte marittime pi\u00f9 importanti al mondo, soprattutto per il commercio del petrolio. Tanto per comprendere la sua portata economica, la sola Arabia Saudita nel 2018 ha fatto passare nello stretto circa 6,5 milioni di barili di petrolio al giorno.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/hormuz-ais-2-997x1024.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 hormuz-ais-2-997x1024.png\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E proprio lo <strong><span style=\"color: #008000;\">stretto di Hormuz<\/span><\/strong> si \u00e8 trovato al centro di una grave crisi internazionale nel recente passato. \u00c8 l\u00ec che tra attacchi alle petroliere e abbattimenti di droni, nel corso del 2019, si \u00e8 accentuata la competizione tra Iran da una parte e Stati Uniti e alleati dall\u2019altra. In tale ambito Riyad non ha pi\u00f9 relazioni diplomatiche con Teheran dal 3 gennaio 2016. Abu Dhabi, invece, sembra che ultimamente stia cercando un avvicinamento a Teheran tant\u2019\u00e8 che, il 13 agosto 2021, ha annunciato di voler normalizzare i suoi rapporti con quel paese. Un annuncio a sorpresa che non ha mancato di suscitare alcune perplessit\u00e0 anche in Iran, dato che il successivo 15 settembre, gli EAU hanno firmato gli accordi di Abramo, atto con il quale Israele &#8211; acerrimo antagonista di Teheran &#8211; \u00e8 diventato un attore a pieno titolo dell\u2019architettura di sicurezza del Golfo, come subito sottolineato con la partecipazione alle esercitazioni navali coordinate da US CENTCOM. In tale ambito il Qatar, dopo la composizione dei dissidi con i sauditi (5 gennaio 2021) generati dalla grave crisi del 5 giugno 2017, si \u00e8 proposto come mediatore tra questi e gli ayatollah, organizzando incontri che finora non hanno dato risultati degni di nota (l\u2019ultima il 21 aprile 2022).&nbsp;Mentre parla con \u201clingua di liquirizia\u201d, auspicando un\u2019intesa con i sauditi come unica maniera per rasserenare il quadro securitario dell\u2019area, l\u2019Iran continua infatti ad agire sul mare (v. per esempio il caso del&nbsp;<em>Jamaran<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale ambito gli USA, nonostante la generalizzata politica di disingaggio del presidente Trump, hanno voluto mantenere una forte presenza militare navale nell\u2019area, prevalentemente grazie all\u2019alleato saudita, con l\u2019\u201d<strong><span style=\"color: #008000;\">Operation Sentinel<\/span><\/strong>\u201d congiuntamente a unit\u00e0 della Gran Bretagna, Israele e Corea del Sud. L\u2019Amministrazione Biden, tuttavia, sul teatro mediorientale appare ancora applicare una strategia debole e senza un chiaro orizzonte, come confermato dalla caotica fuga statunitense da Kabul nel 2021.&nbsp;La Russia e particolarmente la Cina, come detto, si affidano all\u2019Iran per assicurarsi una capacit\u00e0 di partecipazione alle questioni locali. Tuttavia, la loro influenza sar\u00e0 probabilmente temperata dalle complesse storie locali e dalle molte rivalit\u00e0 etniche e settarie.&nbsp;Tutti questi interessi nazionali si traducono in una significativa presenza militare navale nell\u2019area nel quadro di operazioni multinazionali, la cui capacit\u00e0 di deterrenza nei confronti di possibili impedimenti alla libert\u00e0 di navigazione si manifesta prevalentemente con attivit\u00e0 di scorta ai mercantili, ritenuti il pi\u00f9 probabile obiettivo di azioni ostili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>E l\u2019Europa?<\/strong><br \/>\n<\/span>Alcuni paesi europei hanno deciso di avviare un\u2019operazione denominata AGENOR nell\u2019ambito dell\u2019iniziativa \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">European Maritime Awareness in the Strait of Hormuz\u201d (EMASOH)<\/span><\/strong>, che si pone l\u2019obiettivo di garantire la presenza europea in quest\u2019area sensibile con un contingente militare a connotazione prevalentemente marittima, per evitare possibili rischi a navi mercantili e agli equipaggi in transito, elemento essenziale per l\u2019economia del vecchio continente.&nbsp;L\u2019Italia partecipa con una sua unit\u00e0 e, dal luglio 2022, ha assunto il comando tattico del dispositivo. Questo impegno, unitamente agli altri impegni navali internazionali in cui l\u2019Italia \u00e8 presente sui mari del mondo a pieno titolo, necessita che le navi siano pienamente operative. Ci\u00f2 richiede lungimiranza politica e l\u2019applicazione di una concreta visione strategica, che permetta di mettere da parte interessi di parte e obsolete e restrittive visioni del passato. Essendo nostro preciso interesse rimanere in quelle acque \u00e8 quindi indispensabile assicurare ogni possibile supporto alle nostre unit\u00e0, consentendo loro di poter efficacemente \u201cbattere l\u2019onda\u201d a tutela del prestigio, dei legittimi interessi e dell\u2019economia nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Conclusioni<\/span><br \/>\n<\/strong><span style=\"color: #000000;\">L\u2019orientamento, o la vocazione marittima, di un Paese si giudica valutando l\u2019importanza assegnata alla dimensione navale in rapporto a quella terrestre. In tale ambito, non sembra che Teheran assegni una particolare valenza agli aspetti marittimi rispetto a quelli della sicurezza e della stabilit\u00e0 interna. <\/span>L\u2019orientamento marittimo iraniano, che ha costituito la principale direttrice strategica durante l\u2019ultimo periodo imperiale (1925-1979) \u00e8, quindi, diventato \u201csolo\u201d uno dei mille aspetti della risposta militare asimmetrica della Repubblica islamica, per preservare la sua identit\u00e0 ideologica senza rimettere in discussione la sopravvivenza dello Stato rivoluzionario. Un sistema di potere attento soprattutto alla situazione interna dove le attuali diffuse proteste contro un metodo troppo asfissiante potrebbero, in caso di concomitante grave crisi militare, provocare cedimenti o prestarsi a manovre sovversive del regime, per gli ayatollah prezioso patrimonio da salvaguardare prima di ogni altra cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se il budget militare \u00e8 cresciuto dai 16,5 miliardi di USD del 2020 ai circa&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>25 miliardi<\/strong><\/span> del 2021 e anche se, nonostante le restrizioni imposte dalle sanzioni, ha mantenuto una certa capacit\u00e0 industriale di produzione di missili e droni, l\u2019Iran non appare in grado, nel breve e medio periodo, di sostenere uno scontro navale maggiore o di impedire il transito delle navi da e per il Golfo Persico attraverso l\u2019applicazione della strategia <strong><span style=\"color: #008000;\">Anti Access\/Area Denial (A2\/AD)<\/span><\/strong>, una strategia tipicamente difensiva, applicata generalmente da chi sa bene di non avere la forza per imporre la propria volont\u00e0 sui mari. A ci\u00f2 va tuttavia aggiunto che proprio l\u2019esistenza dello Stretto di Hormuz presenta anche aspetti negativi per Teheran. Se, infatti, da un lato \u00e9 la sola via per raggiungere l\u2019Iran via mare (in particolare il grande porto di Bandar-Abbas), dall\u2019altro \u00e8 anche il suo unico accesso alle grandi rotte commerciali, dato che al momento ci sono solo annunci circa l\u2019esistenza di progetti per la costruzione di una grande porto commerciale nei pressi di Jask. Quando sar\u00e0 eventualmente realizzato, tuttavia, sarebbe comunque l\u2019unico approdo lungo i suoi quasi 640 km di costa sul Mar Arabico. Di conseguenza, a tutt\u2019oggi anche le rotte commerciali iraniane (specialmente quelle del petrolio) sono, per cos\u00ec dire, ancora prigioniere delle forche caudine di Hormuz. Se da un lato Teheran vorrebbe aspirare a essere un attore marittimo globale (nel settembre 2021 una flottiglia ha partecipato ad alcune manovre sull\u2019Oceano Atlantico) e nonostante la guida suprema Al\u00ec Khamenei si sforzi di sottolineare regolarmente gli autarchici progressi marittimi di Teheran, come l\u2019entrata in servizio del catamarano&nbsp;<em>Soleimani<\/em>&nbsp;(foto apertura) lo scorso settembre, nel breve e medio termine le sue ambizioni rimangono retoriche e simboliche, dato che le capacit\u00e0 militari iraniane nel settore marittimo sono largamente insufficienti per imporre la propria volont\u00e0 sui mari e per contrastare in maniera significativa, al di fuori di Hormuz, i traffici mercantili mondiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, pur avendo una capacit\u00e0 navale complessivamente modesta,&nbsp;l\u2019Iran rimane un attore protagonista in quelle acque, ed \u00e8 in grado di costituire una minaccia non trascurabile nell\u2019area dello Stretto di Hormuz e di influire sul flusso dei rifornimenti energetici verso le rotte commerciali mondiali.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Renato Scarfi<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/la-strategia-marittima-iraniana-nellambito-degli-equilibri-geopolitici-nel-golfo\">originariamente pubblicato si DIFESAONLINE<\/a>&nbsp;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">[wpedon id=17555]<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ti \u00e8 piaciuto questo articolo? Se s\u00ec, puoi fare una piccola donazione (anche un euro) per sostenere il nostro portale. Basta poco, per aiutarci a sostenere le spese di OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0. La donazione pu\u00f2 essere singola o puoi decidere di renderla automatica ogni mese. Per donare in sicurezza, Clicca sul link DONAZIONE oppure Scrivici per aiuto alla mail: <\/span><\/strong><a href=\"mailto:infoocean4future@gmail.com\">infoocean4future@gmail.com<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\nNote<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">1.&nbsp;Chelsi Mueller, The origins of the Arab-Iranian conflict: Nationalism and Sovereignty in the Gulf between the World Wars, Cambridge University Press, 2020<\/p>\n<p align=\"justify\">2. Testo integrale in inglese sul sito dell\u2019Iran Chamber Society, The Constitution of Islamic Republic of Iran<\/p>\n<p align=\"justify\">3. Renato Scarfi, Aspetti marittimi della Prima Guerra Mondiale, Ed. Ponte di Mezzo, 2018<\/p>\n<p align=\"justify\">4. Jean-Lup Samaan, Rivalit\u00e9s irano-saouidiennes: la dimension maritime, Moyen-Orient, 2018<\/p>\n<p align=\"justify\">5. International Institute for Strategic Studies (IISS), The Military Balance 2022<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MEDIO ORIENTE parole chiave: Iran, marina iraniana, pasdaran . Dalle origini dell\u2019Isl\u00e0m il contrasto tra sciiti e sunniti ha sempre caratterizzato la storia araba senza per\u00f2 aver mai dato vita a contrasti militarmente e politicamente rilevanti, almeno fino a quando esplose in concomitanza della rivoluzione iraniana del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2377,"featured_media":60375,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[1413],"tags":[],"class_list":["post-83242","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Qual \u00e8 la strategia marittima iraniana nel golfo Persico? Una riesamina di Renato Scarfi &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Qual \u00e8 la strategia marittima iraniana nel golfo Persico? Una riesamina di Renato Scarfi &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  11 minuti. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MEDIO ORIENTE parole chiave: Iran, marina iraniana, pasdaran . Dalle origini dell\u2019Isl\u00e0m il contrasto tra sciiti e sunniti ha sempre caratterizzato la storia araba senza per\u00f2 aver mai dato vita a contrasti militarmente e politicamente rilevanti, almeno fino a quando esplose in concomitanza della rivoluzione iraniana del [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2023-03-07T23:01:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2024-05-29T14:00:32+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/strait-of-hormuz-sat-1024x677.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1024\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"677\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Renato Scarfi\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Renato Scarfi\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"18 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242\"},\"author\":{\"name\":\"Renato Scarfi\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/fb6d0e6ae111b258a24077c6099e6700\"},\"headline\":\"Qual \u00e8 la strategia marittima iraniana nel golfo Persico? Una riesamina di Renato Scarfi\",\"datePublished\":\"2023-03-07T23:01:00+00:00\",\"dateModified\":\"2024-05-29T14:00:32+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242\"},\"wordCount\":3278,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/strait-of-hormuz-sat-e1772292382379.png\",\"articleSection\":[\"Geopolitica e Storia contemporanea\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242\",\"name\":\"Qual \u00e8 la strategia marittima iraniana nel golfo Persico? Una riesamina di Renato Scarfi &#8226; OCEAN4FUTURE autore\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/strait-of-hormuz-sat-e1772292382379.png\",\"datePublished\":\"2023-03-07T23:01:00+00:00\",\"dateModified\":\"2024-05-29T14:00:32+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/strait-of-hormuz-sat-e1772292382379.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/strait-of-hormuz-sat-e1772292382379.png\",\"width\":640,\"height\":423},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Qual \u00e8 la strategia marittima iraniana nel golfo Persico? Una riesamina di Renato Scarfi\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/\",\"name\":\"Ocean 4 Future\",\"description\":\"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\",\"name\":\"oceandiver\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"width\":472,\"height\":301,\"caption\":\"oceandiver\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/fb6d0e6ae111b258a24077c6099e6700\",\"name\":\"Renato Scarfi\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/b554d1da561be38b8b0ec5add968a8b2828ca0e29f40f1e4411f60b070050028?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/b554d1da561be38b8b0ec5add968a8b2828ca0e29f40f1e4411f60b070050028?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/b554d1da561be38b8b0ec5add968a8b2828ca0e29f40f1e4411f60b070050028?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Renato Scarfi\"},\"description\":\"\u00e8 un ufficiale pilota della Marina Militare della riserva. Ha frequentato il corso Normale dell'Accademia Navale e le scuole di volo della Marina Statunitense dove ha conseguito i brevetti di pilotaggio d\u2019areo e d\u2019elicottero. Ha\u00a0 ricoperto incarichi presso lo Stato Maggiore della Difesa, il Comando Operativo Interforze, lo Stato Maggiore della Marina, la Rappresentanza militare italiana presso la NATO a Bruxelles, dove si \u00e8 occupato di strategia marittima e di terrorismo e, infine, al Gabinetto del Ministro della Difesa, come Capo sezione relazioni internazionali dell\u2019ufficio del Consigliere diplomatico. E\u2019 stato collaboratore della Rivista Marittima e della Rivista informazioni della Difesa, con articoli di politica internazionale e sul mondo arabo-islamico. \u00c8 laureato in scienze marittime e navali presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa e in scienze internazionali e diplomatiche presso l\u2019Universit\u00e0 di Trieste e ha un Master in antiterrorismo internazionale. \u00c8 autore dei saggi \u201cAspetti marittimi della Prima Guerra Mondiale\u201d e \u201cIl terrorismo jihadista\u201d\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/renato-scarfi\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Qual \u00e8 la strategia marittima iraniana nel golfo Persico? Una riesamina di Renato Scarfi &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Qual \u00e8 la strategia marittima iraniana nel golfo Persico? Una riesamina di Renato Scarfi &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  11 minuti. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MEDIO ORIENTE parole chiave: Iran, marina iraniana, pasdaran . Dalle origini dell\u2019Isl\u00e0m il contrasto tra sciiti e sunniti ha sempre caratterizzato la storia araba senza per\u00f2 aver mai dato vita a contrasti militarmente e politicamente rilevanti, almeno fino a quando esplose in concomitanza della rivoluzione iraniana del [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242","og_site_name":"OCEAN4FUTURE","article_published_time":"2023-03-07T23:01:00+00:00","article_modified_time":"2024-05-29T14:00:32+00:00","og_image":[{"width":1024,"height":677,"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/strait-of-hormuz-sat-1024x677.png","type":"image\/png"}],"author":"Renato Scarfi","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@ocean4future","twitter_site":"@ocean4future","twitter_misc":{"Scritto da":"Renato Scarfi","Tempo di lettura stimato":"18 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242"},"author":{"name":"Renato Scarfi","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/fb6d0e6ae111b258a24077c6099e6700"},"headline":"Qual \u00e8 la strategia marittima iraniana nel golfo Persico? Una riesamina di Renato Scarfi","datePublished":"2023-03-07T23:01:00+00:00","dateModified":"2024-05-29T14:00:32+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242"},"wordCount":3278,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/strait-of-hormuz-sat-e1772292382379.png","articleSection":["Geopolitica e Storia contemporanea"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242","name":"Qual \u00e8 la strategia marittima iraniana nel golfo Persico? Una riesamina di Renato Scarfi &#8226; OCEAN4FUTURE autore","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/strait-of-hormuz-sat-e1772292382379.png","datePublished":"2023-03-07T23:01:00+00:00","dateModified":"2024-05-29T14:00:32+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242#primaryimage","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/strait-of-hormuz-sat-e1772292382379.png","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/strait-of-hormuz-sat-e1772292382379.png","width":640,"height":423},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83242#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Qual \u00e8 la strategia marittima iraniana nel golfo Persico? Una riesamina di Renato Scarfi"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/","name":"Ocean 4 Future","description":"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0","publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c","name":"oceandiver","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","width":472,"height":301,"caption":"oceandiver"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/fb6d0e6ae111b258a24077c6099e6700","name":"Renato Scarfi","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/b554d1da561be38b8b0ec5add968a8b2828ca0e29f40f1e4411f60b070050028?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/b554d1da561be38b8b0ec5add968a8b2828ca0e29f40f1e4411f60b070050028?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/b554d1da561be38b8b0ec5add968a8b2828ca0e29f40f1e4411f60b070050028?s=96&d=mm&r=g","caption":"Renato Scarfi"},"description":"\u00e8 un ufficiale pilota della Marina Militare della riserva. Ha frequentato il corso Normale dell'Accademia Navale e le scuole di volo della Marina Statunitense dove ha conseguito i brevetti di pilotaggio d\u2019areo e d\u2019elicottero. Ha\u00a0 ricoperto incarichi presso lo Stato Maggiore della Difesa, il Comando Operativo Interforze, lo Stato Maggiore della Marina, la Rappresentanza militare italiana presso la NATO a Bruxelles, dove si \u00e8 occupato di strategia marittima e di terrorismo e, infine, al Gabinetto del Ministro della Difesa, come Capo sezione relazioni internazionali dell\u2019ufficio del Consigliere diplomatico. E\u2019 stato collaboratore della Rivista Marittima e della Rivista informazioni della Difesa, con articoli di politica internazionale e sul mondo arabo-islamico. \u00c8 laureato in scienze marittime e navali presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa e in scienze internazionali e diplomatiche presso l\u2019Universit\u00e0 di Trieste e ha un Master in antiterrorismo internazionale. \u00c8 autore dei saggi \u201cAspetti marittimi della Prima Guerra Mondiale\u201d e \u201cIl terrorismo jihadista\u201d","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/renato-scarfi"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83242","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=83242"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83242\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60375"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=83242"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=83242"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=83242"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}