{"id":83167,"date":"2023-02-25T00:01:00","date_gmt":"2023-02-24T23:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=83167"},"modified":"2025-11-15T20:29:03","modified_gmt":"2025-11-15T19:29:03","slug":"83167","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83167","title":{"rendered":"Barche del futuro, sempre pi\u00f9 innovative &#8230; ma saranno ancora barche?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO:\u00a0NAUTICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: navi da diporto, nuovi materiali, pannelli solari, motori ibridi<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span class=\"selectable-text copyable-text\">Gli sviluppi della tecnica offrono strumentazioni e propulsioni sempre pi\u00f9 innovative, rendendo il diporto, nel bene e nel male, sempre pi\u00f9 dipendente dalla tecnologia. Come saranno le barche del futuro e, soprattutto, saranno ancora barche?\u00a0<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In poche decine di anni si \u00e8 passati dal legno alla fibra di vetro, dalla vela a propulsioni sempre pi\u00f9 ardite. Cosa ci riserver\u00e0 il futuro? Non esistendo nessuna palla di vetro possiamo solo dare una veloce occhiata ad alcuni interessanti sviluppi tecnologici. Iniziamo con i materiali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/YACHT-20210527_122514_Yacht_port_Hercule_Monaco.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 YACHT-20210527_122514_Yacht_port_Hercule_Monaco.jpg\" width=\"922\" height=\"437\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Come cambia l&#8217;architettura degli Yacht &#8211; Port Hercule, Principato di Monaco<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:20210527_122514_Yacht_port_Hercule_Monaco.jpg\">https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:20210527_122514_Yacht_port_Hercule_Monaco.jpg<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La rivoluzione della fibra di carbonio<\/span><\/strong><br \/>\nIn poche decine di anni si \u00e8 passati dal legno alla fibra di vetro, dalla vela a propulsioni sempre pi\u00f9 ardite. Non esistendo nessuna palla di vetro che ci possa aiutare possiamo solo dare una veloce occhiata ad alcuni interessanti sviluppi tecnologici. Iniziamo con i materiali. Nel tempo le bellissime barche in legno, frutto del lavoro di pochi carpentieri,\u00a0 sono state sostituite da scafi in vetroresina, partoriti da catene di montaggio, grandi e inutilmente spessi che ne hanno spesso appesantito le prestazioni.\u00a0 I tempi stanno cambiando nuovamente e oggi i costruttori utilizzano materiali sempre pi\u00f9 leggeri e performanti, derivati dagli studi militari e aerospaziali, che offrono caratteristiche maggiori di resistenza come il kevlar e la fibra di carbonio. Tutti scafi progettati al computer per una maggiore idrodinamica e per ottenere rapporti sempre migliori tra resistenza strutturale e peso. Tra di essi la fibra di vetro \u00e8 diventata un must garantendo una maggiore robustezza degli specchi di poppa, necessaria per sostenere la potenza dei sempre pi\u00f9 potenti motori fuoribordo. Quali sono i miglioramenti pi\u00f9 innovativi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La stabilizzazione giroscopica<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nProblema antico di ogni imbarcazione \u00e8 la stabilizzazione dello scafo nei tre assi. Senza entrare nel complicato, una nave sottoposta agli agenti meteomarini subisce dei movimenti intorno al proprio asse longitudinale (<strong><span style=\"color: #008000;\">rollio<\/span><\/strong>), intorno al proprio asse trasversale (<strong><span style=\"color: #008000;\">beccheggio<\/span><\/strong>) e intorno a un asse verticale passante per il baricentro del mezzo (<strong><span style=\"color: #008000;\">imbardata<\/span><\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Questi movimenti, oltre al fastidio che generano nella maggior parte dei naviganti, provocano sollecitazioni alle strutture dell&#8217;imbarcazione che possono causare nel tempo delle micro rotture. Da sempre gli ingegneri navali hanno cercato sistemi per ridurre questi stress.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Circa vent&#8217;anni iniziarono ad apparire su alcuni yacht le prime versioni di sistemi di stabilizzazione giroscopica al fine di ridurre significativamente beccheggio, rollio e l\u2019imbardata di circa il 35 % anche per quelle barche in cui le soluzioni gi\u00e0 disponibili, come le casse antirollio, non erano disponibili.\u00a0Il sistema pi\u00f9 economico e pi\u00f9 utilizzato, anche su barche di piccole dimensioni, fu l\u2019inserimento di alette di stabilizzazione &#8230; ma risult\u00f2 poco efficiente. Si sperimentarono, su navi maggiori, sistemi giroscopici realizzati con delle enormi &#8220;trottole&#8221; mantenute in veloce rotazione e il cui asse di rotazione veniva inclinato a seconda delle indicazioni provenienti da un sistema meccanico sensibile ai movimenti oscillanti. In pratica, si creava un&#8217;azione di contrasto al rollio della nave. Questi sistemi si dimostrarono per\u00f2 poco applicabili nel diporto, creando pericolosi fenomeni di torsione e compromettendo la stabilit\u00e0 della nave.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/aletta-di-stabilizzazione-.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 aletta-di-stabilizzazione-.jpg\" width=\"864\" height=\"669\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <strong><span style=\"color: #008000;\">alette stabilizzatrici attive<\/span><\/strong> si dimostrarono decisamente pi\u00f9 efficaci, ed erano basate sulla spinta idrodinamica generata da una o pi\u00f9 coppie di alette, di una lunghezza compresa tra \u00bd ad \u00bc dello scafo, che fuoriuscivano lateralmente. In pratica, le alette funzionano come gli alettoni di un aereo ma la loro inclinazione \u00e8 comandata da un sensore in grado di rilevare il rollio della nave e di comandarne l\u2019orientamento per contrastare il movimento marino. Fino a poco tempo fa questi sistemi erano impiegati solo sulle navi di grandi dimensioni ma recentemente sono stati presentati dei sistemi basati su giroscopi, in grado di poter ridurre i movimenti nelle tre dimensioni (rollio, beccheggio e imbardata) fino al 90%. Ad esempio, il mercato anglosassone sta proponendo il sistema di stabilizzazione giroscopica <strong><span style=\"color: #008000;\">\u00a0Seakeeper<\/span><\/strong>, prodotto per imbarcazioni di lunghezza maggiore di 8 metri (23 piedi) fino ad yacht con 100 tonnellate di dislocamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ultimo va menzionato il <strong><span style=\"color: #008000;\">Velodyne Martini<\/span><\/strong>, presentato nel 2013, che fu il primo prototipo al mondo di natante con sospensione attiva. In pratica una combinazione di stabilizzatori, strutture metalliche mobili, giroscopi e attuatori che permetteva di rendere stabile la piattaforma basandosi sulle contro oscillazioni dei due scafi. Quando uno stabilizzatore colpiva un&#8217;onda, le strutture in alluminio, tramite comandi pneumatici, si alzavano per assorbire istantaneamente l&#8217;impatto. In caso contrario si estendevano verso il basso in modo che il ponte dell\u2019imbarcazione rimanesse sempre in piano. Un concetto simile \u00e8 oggi applicato nei nuovi modelli della <strong><span style=\"color: #008000;\">Nauti-Craft<\/span><\/strong> che impiegano scafi a catamarano e un sistema di sospensione idraulico (la ditta costruttrice dichiara una mitigazione degli effetti fino al 75%).<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/NAVI-Panneaux_solaires.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NAVI-Panneaux_solaires.jpg\" width=\"838\" height=\"558\" \/><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>su navi e yacht stanno comparendo sempre di pi\u00f9 sistemi a pannelli solari<\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Panneaux_solaires.jpg\">Panneaux solaires.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">A batterie e ad Energia solare<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nPassiamo ora alla propulsione. Dall\u2019intramontabile vela a motori sempre pi\u00f9 prestanti e meno inquinanti, fino a quelli elettrici. Quale sar\u00e0 il futuro? L&#8217;elettrico appare, con tutti i suoi limiti, una soluzione attraente. Tra i pi\u00f9 recenti, i modelli della <strong><span style=\"color: #008000;\">Alva Yachts<\/span><\/strong> e della <strong><span style=\"color: #008000;\">Greenlines Yachts<\/span><\/strong> che offrono una vasta gamma di barche\/yacht ibridi attualmente sul mercato, che vanno da 33 a 68 piedi.\u00a0Basato su un propulsore ibrido (H-Drive) giunto alla sua quinta generazione con oltre mille unit\u00e0 attualmente sul mercato, <strong><span style=\"color: #008000;\">Greenlines<\/span><\/strong> pu\u00f2 essere equipaggiato con sistemi di propulsione sia diesel che elettrici che condividono l&#8217;unit\u00e0 di propulsione. L&#8217;autonomia \u00e8 relativamente limitata (Greenlines dichiara 2-3 ore a cinque nodi con batterie standard) che pu\u00f2 essere estesa con l&#8217;impiego di pannelli solari e\/o un generatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interessante la gamma offerta da <strong><span style=\"color: #008000;\">Silent Yachts<\/span><\/strong>, da 55 a 80 piedi, con capacit\u00e0 simili a quella dei Greenline Yachts ma basata su pannelli su hard top e ponti per la generazione di energia solare, utilizzando una coppia di motori elettrici da 150 a 340 kW. L&#8217;alimentazione aggiuntiva viene fornita al sistema tramite batterie al litio e\/o uno o pi\u00f9 generatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono oggi disponibili banchi batteria pi\u00f9 leggeri con sistemi di monitoraggio intelligenti. Inoltre, pannelli solari e array fotovoltaici integrati vengono installati su un numero sempre maggiore di barche (Ranger Tugs e Cutwater Boats offrono pannelli solari opzionali da 160w-320w), poich\u00e9 l&#8217;energia solare diventa un&#8217;opzione sempre pi\u00f9 praticabile per le navi ibride-elettriche da diporto, ovviamente con i ben noti limiti legati alla disponibilit\u00e0 solare e delle stazioni di ricarica. Senza parlare poi del fattore ecosostenibilit\u00e0 che \u00e8 tutto da vedere: costruzione e smaltimento delle batterie sono fattori ancora da ottimizzare e mi fermo per non aprire una discussione che non pu\u00f2 avere oggi una soluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In campo europeo va menzionata la proposta del costruttore norvegese <strong><span style=\"color: #008000;\">Evoy<\/span> <\/strong>che, dal 2018, produce motori elettrici all&#8217;avanguardia, con capacit\u00e0 di ricarica rapida in corrente continua ad alta capacit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Navigare sull\u2019acqua<\/span><\/strong><br \/>\nInteressanti le imbarcazioni foiling, in grado di sollevarsi dall&#8217;acqua per ridurre gli attriti e raggiungere alte velocit\u00e0, che richiamano alla memoria il loro inventore<span style=\"color: #008000;\"><strong><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/78763\"> Enrico Forlanini ed il suo idroplano<\/a><\/strong><\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni sono apparse sul mercato diverse nuove <strong><span style=\"color: #008000;\">imbarcazioni foiling<\/span> <\/strong>che incorporano un sistema di alimentazione diesel-elettrico teoricamente, non dissimile da quello del <strong><span style=\"color: #008000;\">Silent<\/span><\/strong>\u00a0con motori BMW ibridi. Arrivati ad una velocit\u00e0 di 17 nodi lo scafo si solleva dall&#8217;acqua su lamine in fibra di carbonio e pu\u00f2 raggiungere la fantastica velocit\u00e0 di 40 nodi. <strong><span style=\"color: #008000;\">Le prestazioni sono significative in quanto con una velocit\u00e0 media di 20 nodi la barca pu\u00f2 ottenere un&#8217;autonomia di oltre 250 miglia nautiche.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/NAVI-C-7_Wikipedia.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NAVI-C-7_Wikipedia.jpg\" width=\"850\" height=\"567\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>il modello C 7 &#8211; notare la lamina sommersa <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:C-7_Wikipedia.jpg\">C-7 Wikipedia.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modello <strong><span style=\"color: #008000;\">Candela C-7<\/span><\/strong> funziona esclusivamente ad elettricit\u00e0 con zero emissioni. Il suo scafo, costruito in fibra di carbonio, \u00e8 sospeso sopra una lamina che rimane sommersa anzich\u00e9 sfiorare la superficie, controllata da computer che utilizza diversi sensori (ultrasuoni, giroscopi, accelerometri e GPS) per mantenere un&#8217;efficienza di crociera ottimale. Il tutto grazie ad un motore elettrico da 55 kW alimentato da una batteria NMC agli ioni di litio da 40 kWh. L&#8217;autonomia \u00e8 per\u00f2 limitata (circa 50 miglia nautiche) navigando a 22 nodi con spunte massime di 30 nodi.\u00a0In sintesi, le barche da diporto del futuro saranno sempre pi\u00f9 prestanti, stabili ed ecosostenibili, grazie a nuove tecnologie e materiali sempre pi\u00f9 sofisticati. Che dire &#8230; un sogno!!! \u00a0Ora non ci resta che &#8230; metterci a bordo dei buoni marinai che sappiano navigare senza l\u2019aiuto di sofisticati schermi colorati pilotati da computer di ultima generazione. Navigare specialmente nei momenti pi\u00f9 critici, quando solo il vento ed il mare si fanno sentire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Bibliografia<\/span><\/strong><br \/>\n<a style=\"font-size: inherit;\" href=\"https:\/\/www.yachtworld.com\/research\/boats-of-the-future-trends-in-2022-and-beyond\/\">Yachts Of The Future: Boat Trends In 2022 And Beyond &#8211; YachtWorld<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nauticareport.it\/dettnews\/tecnica_e_manutenzione\/sistemi_di_stabilizzazione_dassetto_per_le_navi-21-4114\/\">Sistemi di stabilizzazione d\u2019assetto per le navi &#8211; Tecnica e manutenzione &#8211; NAUTICA REPORT<\/a><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.yachtworld.com\/boats-for-sale\/make-greenline\/model-40\/\">Greenline 40 Yachts<\/a><\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.evoy.no\/#\">Electric Boat Motor &#8211; Inboard and Outboard &#8211; High Output (evoy.no)<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO:\u00a0NAUTICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: navi da diporto, nuovi materiali, pannelli solari, motori ibridi . 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