{"id":83014,"date":"2023-02-24T00:01:02","date_gmt":"2023-02-23T23:01:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=83014"},"modified":"2025-09-02T09:27:43","modified_gmt":"2025-09-02T07:27:43","slug":"secondo-una-ricerca-i-buchi-neri-potrebbero-essere-i-motori-che-guidano-lespansione-delluniverso-questo-cambierebbe-la-nostra-comprensione-del-cosmo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/83014","title":{"rendered":"Secondo una ricerca i buchi neri potrebbero essere i motori che guidano l&#8217;espansione dell&#8217;universo: un&#8217;ipotesi che, se provata, potrebbe cambiare la nostra comprensione del cosmo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ASTROFISICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: buchi neri, energia oscura, <span style=\"color: #000000;\">energia del vuoto<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Confrontando i<strong><span style=\"color: #008000;\"> buchi neri supermassicci (SMBH)<\/span> <\/strong>attraverso nove miliardi di anni di storia cosmica, gli astronomi hanno scoperto un indizio che questi mostri spaziali potrebbero essere la fonte dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">e<\/span><span style=\"color: #008000;\">nergia oscura<\/span><\/strong>, la misteriosa forza che costituisce il 68% dell&#8217;universo; un fenomeno ancora misterioso che agisce in opposizione alla gravit\u00e0 e sembra essere responsabile dell&#8217;accelerazione dell&#8217;espansione dell&#8217;universo. Sebbene l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">e<\/span><span style=\"color: #008000;\">nergia oscura<\/span><\/strong> costituisca quasi tre quarti dell&#8217;energia di massa del cosmo, la sua natura \u00e8 sfuggita ai fisici per decenni in quanto non ha connessioni reali con la altrettanto misteriosa<strong><span style=\"color: #008000;\"> materia oscura<\/span><\/strong>. La consapevolezza che l&#8217;universo si sta espandendo pu\u00f2 essere fatta risalire all&#8217;astronomo americano <strong><span style=\"color: #008000;\">Edwin Hubble<\/span><\/strong> che, nel 1929, not\u00f2 che pi\u00f9 una galassia era lontana dalla Terra, pi\u00f9 velocemente si allontanava da noi, Ci\u00f2 non significava che il nostro pianeta fosse il centro dell&#8217;universo, ma che tutto nello spazio si stava allontanando da tutto il resto ad un ritmo costante.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-39714\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/buco-nero-e1756797823440.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"422\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un movimento infinito o ciclico?<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span>Quasi 60 anni dopo l&#8217;intuizione di Hubble, gli scienziati fecero un&#8217;altra sorprendente scoperta. Cercando di misurare con precisione le distanze cosmiche attraverso l\u2019osservazione della luce di stelle lontane, alla fine degli anni &#8217;90, dopo aver esaminato le supernove lontane, due team indipendenti scoprirono che la luce delle esplosioni stellari era pi\u00f9 fioca del previsto, significando che l&#8217;universo stava accelerando la sua espansione. Ci\u00f2 fu sorprendente dato che la forza di gravit\u00e0, agendo da sola, andandosi ad esaurire avrebbe dovuto portare lentamente il cosmo al suo collasso, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Big Crunch<\/span><\/strong>, dopo che l\u2019accelerazione a seguito del <strong><span style=\"color: #008000;\">Big Bang<\/span> <\/strong>si fosse annullata. Per spiegare questa discrepanza, gli scienziati ipotizzarono l\u2019esistenza di una nuova forza in contrasto alla gravit\u00e0 che fu definita <strong><span style=\"color: #008000;\">energia oscura<\/span><\/strong>. Ammessa la sua esistenza per poter invertire il collasso cosmico, essa dovrebbe essere presente in una quantit\u00e0 tale da costituire la stragrande maggioranza dell&#8217;universo. Il problema \u00e8 che non si trova da nessuna parte.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-111104\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Anatomy_of_a_Black_Hole-e1751225330511.jpg\" alt=\"\" width=\"680\" height=\"481\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due articoli, apparsi su <a href=\"https:\/\/iopscience.iop.org\/article\/10.3847\/1538-4357\/acac2e\">The Astrophysical Journal<\/a>\u00a0e <a href=\"https:\/\/iopscience.iop.org\/article\/10.3847\/2041-8213\/acb704\">The Astrophysical Journal Letters<\/a>, ipotizzano \u00a0una nuova teoria che, se validata, potrebbe rivoluzionare l&#8217;intero pensiero cosmologico. Secondo gli autori degli articoli, sono state confrontate le masse di enormi buchi neri (SMBH &#8211; super massive black hole) al centro di due serie di galassie: il primo gruppo era giovane e remoto, nove miliardi di anni luce di distanza dalla Terra, mentre l\u2019altro a pochi, si fa per dire, milioni di anni luce di distanza. Gli astronomi hanno scoperto che questi buchi neri giganti avevano assunto dimensioni tali da diventare da sette a venti volte pi\u00f9 grandi di quanto non fossero una volta: una crescita mostruosa che non poteva essere spiegata semplicemente con l\u2019inglobazione delle stelle incontrate nel loro cammino o da un possibile scontro fra loro. Secondo gli studi effettuati, i ricercatori ritengono che i buchi neri stiano di fatto crescendo di pari passo con l&#8217;universo, superando le forze che schiacciano le stelle, catturando la luce nei loro nuclei con un ipotetico tipo di energia oscura, chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">energia del vuoto<\/span><\/strong>, che permette la loro espansione verso l&#8217;esterno; una ipotesi affascinante perch\u00e8 potrebbe essere giustificata nell&#8217;ambito della teoria della relativit\u00e0 di Einstein. Per cui, se tale ipotesi fosse provata, non sarebbe necessaria alcuna &#8220;nuova fisica&#8221; per spiegare il mistero dell&#8217;energia oscura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Questo \u00e8 un risultato davvero sorprendente. Abbiamo iniziato osservando come i buchi neri crescono nel tempo e potremmo aver trovato la risposta a uno dei maggiori problemi della cosmologia<\/span><\/em><\/strong>&#8220;, ha detto il coautore dello studio <strong><span style=\"color: #008000;\">Dave Clements<\/span><\/strong>, astrofisico dell&#8217;Imperial College di Londra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se fosse provato questo spiegherebbe due enigmi affrontati dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">teoria della relativit\u00e0 generale di Einstein<\/span><\/strong>, alla base dei moderni\u00a0modelli cosmologici\u00a0della struttura a grande scala dell&#8217;universo e della sua evoluzione, descrive come <strong><span style=\"color: #008000;\">la forza gravitazionale<\/span><\/strong> influenzi l&#8217;universo su larga scala. In primo luogo, darebbe una spiegazione del motivo per cui l&#8217;universo non collassa (a causa della grande e onnipresente forza di attrazione gravitazionale) ed eliminerebbe la necessit\u00e0 delle singolarit\u00e0 <strong><span style=\"color: #008000;\">[1] <\/span><\/strong>(punti infinitesimali in cui le leggi della fisica si infrangono) per spiegare il funzionamento dei buchi neri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Per confermare la loro teoria, gli astrofisici dovranno per\u00f2 assicurarsi che nient&#8217;altro stia contribuendo alla misteriosa crescita dei buchi neri, effettuando osservazioni ancora pi\u00f9 dettagliate delle masse dei buchi neri nel tempo, monitorando l&#8217;espansione dell&#8217;universo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il telescopio spaziale Webb potrebbe fornire una risposta a questo mistero che ci parla di infinito e di tempi non comparabili con il nostro che ci fanno sognare. L\u2019osservazione del comportamento dei buchi neri, un tempo ipotizzato e recentemente provato con la fantastica osservazione dell\u2019inglobamento di una stella di neutroni da parte di un buco nero, generando forse l\u2019onda gravitazionale scoperta dalle stazioni Virgo e Ligo, aprono nuovi interrogativi sul cosmo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/G299-Remnants-SuperNova-Type1a-20150218.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 G299-Remnants-SuperNova-Type1a-20150218.jpg\" width=\"800\" height=\"800\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Immagine di una particolare classe di supernove chiamata Tipo Ia. Gli astronomi ritengono che una supernova di tipo Ia sia un&#8217;esplosione termonucleare di una stella nana bianca in un&#8217;orbita stretta con una stella compagna. Se la stella compagna della nana bianca \u00e8 una stella simile al Sole, la nana bianca potrebbe diventare instabile ed esplodere mentre assorbe materiale dalla sua compagna.\u00a0 da<br \/>\n<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\"> <a href=\"http:\/\/www.nasa.gov\/mission_pages\/chandra\/exploded-star-blooms-like-flower-photo.html\">http:\/\/www.nasa.gov\/mission_pages\/chandra\/&#8230; -like-flower-photo.html<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;incertezza maggiore \u00e8 per\u00f2 legata al fattore di precisione della misura legato al<span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">la quantit\u00e0 di dati disponibili.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Ad esempio le misurazioni nell&#8217;ambito del <strong><span style=\"color: #008000;\">Dark Energy Survey (DES) [2]<\/span>\u00a0<\/strong><\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">differiscono solo di 2,3 deviazioni standard (ovvero di circa il 98%) e q<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">uesto \u00e8 molto al di sotto delle 5 deviazioni standard solitamente necessarie per validare una nuova scoperta.\u00a0<\/span><\/span>Una nuova scoperta sui buchi neri che segue la recente scoperta della loro\u00a0 fusione con galassie nane dando origini a nuove galassie di dimensioni maggiori. Osservazioni che permetteranno agli astronomi di meglio comprendere le galassie ed i buchi neri nelle prime fasi dell&#8217;Universo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[1] singolarit\u00e0, possibili configurazioni dello spazio-tempo previste dalla teoria della\u00a0relativit\u00e0 generale\u00a0di\u00a0Albert Einstein nel caso in cui la densit\u00e0 della materia raggiunga valori cos\u00ec elevati, ed il volume valori cos\u00ec ridotti, da provocare un collasso gravitazionale dello spaziotempo. \u00a0Secondo alcune teorie fisiche l&#8217;universo\u00a0potrebbe avere avuto inizio e finire con singolarit\u00e0 gravitazionali, rispettivamente il\u00a0Big Bang\u00a0e il\u00a0Big Crunch.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[2] <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Dark Energy Survey (DES)<\/span><\/strong> \u00e8 una campagna di osservazioni astronomiche tesa a studiare le propriet\u00e0 dell&#8217;energia oscura interpretando <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">immagini prese nel vicino ultravioletto, nel visibile e nel vicino infrarosso per misurare l&#8217;espansione dell&#8217;universo di supernove di tipo Ia,\u00a0 il numero di ammassi di galassie e lenti gravitazionali deboli. Si avvale della <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">collaborazione di istituti di ricerca e universit\u00e0 di Stati Uniti, Australia, Brasile, Regno Unito, Germania, Spagna e Svizzera suddivisi in diversi gruppi di ricerca.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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