{"id":82429,"date":"2023-02-08T00:10:29","date_gmt":"2023-02-07T23:10:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=82429"},"modified":"2023-06-15T22:18:20","modified_gmt":"2023-06-15T20:18:20","slug":"turchia-e-siria-nuovamente-colpite-da-uno-sciame-di-terremoti-una-storia-senza-fine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/82429","title":{"rendered":"Turchia e Siria nuovamente colpite da uno sciame di terremoti, una storia senza fine"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO:&nbsp;GEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: ANATOLIA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: terremoto<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un violento terremoto ha colpito la Turchia meridionale seminando e vittime e distruzione. Il terremoto, valutato di magnitudo 7.8, &nbsp;ha ucciso pi\u00f9 di 8.000 persone in Turchia e nella vicina Siria, con numeri che purtroppo, secondo le autorit\u00e0 locali, sono destinati ad aumentare. Come ricorderete, avevamo parlato della sismicit\u00e0 dell\u2019area anatolica in un altro <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/47823\">articolo<\/a>, significando la criticit\u00e0 geologica di un\u2019area che si trova attraversata da tre falde principali della regione anatolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una situazione in movimento dal Cenozoico<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa Turchia, f<span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">atta eccezione per una porzione relativamente piccola del suo territorio lungo il confine siriano, \u00e8 di fatto una continuazione della placca arabica e, sotto un certo aspetto, fa parte da un punto di vista geologico&nbsp; della grande fascia alpina che si estende dall&#8217;Oceano Atlantico alle montagne dell&#8217;Himalaya.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Questa cintura si form\u00f2 durante l&#8217;era cenozoica (da circa 66 a 1,6 milioni di anni fa), quando le placche continentali araba, africana e indiana iniziarono a scontrarsi con la placca euroasiatica.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span class=\"jCAhz ChMk0b\" style=\"color: #008000;\"><span class=\"ryNqvb\">Questo processo \u00e8 ancora in atto in quanto la placca africana converge con la placca eurasiatica e la placca anatolica sfugge verso ovest e sud-ovest lungo faglie trascorrenti.<\/span><\/span><\/strong> Questo comporta che <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">la Turchia \u00e8 una delle regioni sismiche e vulcaniche pi\u00f9 attive al mondo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/GEOLOGIA-TERREMOTI-1675680741127_AnatolianPlate.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOLOGIA-TERREMOTI-1675680741127_AnatolianPlate.jpg\" width=\"806\" height=\"460\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mappa che mostra le principali strutture tettoniche attorno alla placca anatolica su una base presa da un&#8217;istantanea del software World Wind della Nasa. Le frecce mostrano i vettori di spostamento delle placche anatoliche e arabe rispetto alla placca euroasiatica &#8211; Autore Mikenorton, CC BY-SA 3.0 \/ Wikimedia Commons<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Anatolian_Plate.png\">File:Anatolian Plate.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In parole semplici, la Turchia ha due grandi faglie dove hanno origine i terremoti: la <strong><span style=\"color: #008000;\">faglia dell&#8217;Anatolia settentrionale<\/span><\/strong>, lunga 930 miglia, e quella dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Anatolia orientale<\/span><\/strong> lunga pi\u00f9 di 300 miglia.&nbsp;Sebbene la maggior parte dei terremoti maggiori si manifestano nella faglia settentrionale, questo terremoto ha interessato la zona dell&#8217;Anatolia orientale, che secondo le autorit\u00e0 geologiche locali non aveva registrato terremoti superiori a magnitudo 7, almeno da quando la rete di monitoraggio sismologico era stata istituita. Secondo alcuni geologi americani, la mancanza di grandi terremoti nel secolo scorso lungo quella faglia, combinata con il movimento verso nord della placca araba, fa supporre si sia creata una &#8220;tensione&#8221; sismica nella regione che si \u00e8 poi rilasciata in una frattura nella crosta terrestre in cui le rocce sono scivolate l&#8217;una sull&#8217;altra orizzontalmente, creando tecnicamente una faglia trascorrente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/turkey_two_earthquakes_locator_map640-nc-36-985x1024.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 turkey_two_earthquakes_locator_map640-nc-36-985x1024.jpeg\" width=\"985\" height=\"1024\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il terribile terremoto ha colpito nei pressi della citt\u00e0 di Nurdagi, nella provincia turca di Gaziantep ma le scosse sono state percepite nella vicina Siria e a Cipro.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ritiene che l&#8217;evento di luned\u00ec sia il pi\u00f9 grande terremoto verificatosi in Turchia dal 1939, quando un terremoto di magnitudo 7,8 colp\u00ec la parte nord-orientale del paese. Pi\u00f9 recentemente, nel marzo 1970, un distruttivo terremoto di magnitudo 7,1 aveva colpito la Turchia occidentale, uccidendo pi\u00f9 di 1.000 persone e distruggendo pi\u00f9 di 8.000 edifici e, nell&#8217;agosto 1999, un devastante terremoto di magnitudo 7,4 aveva scosso la Turchia nord-occidentale, causando pi\u00f9 di 17.000 morti e sfollando pi\u00f9 di 250.000 persone. Quest\u2019ultimo fu seguito da un altro terremoto, di magnitudo 7.2, pochi mesi dopo che uccise pi\u00f9 di 800 persone. Non ultimo da ricordare, quello avvenuto il 24 gennaio 2020, di magnitudo 6,7 , che colp\u00ec anche parte della Turchia orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo Doglioni<\/span><\/strong>, presidente dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)<\/span> <\/strong>ha dichiarato ai media che &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">La placca araba si \u00e8 mossa di circa tre metri lungo una direzione Nordest-Sudovest rispetto alla placca anatolica<\/span><\/em><\/strong>\u201d.&nbsp; La faglia &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">si \u00e8 attivata per almeno 150 chilometri con uno spostamento anche superiore ai tre metri<\/span><\/em><\/strong>&#8220;, il tutto &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">in alcune decine di secondi<\/span><\/em><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l&#8217;incubo per le popolazioni non&nbsp; \u00e8 ancora finito. Dozzine di scosse di assestamento, si stanno ancora susseguendo nell\u2019area colpita dal terremoto principale, ed alcune hanno ancora una magnitudine significativa. Tra di esse, una scossa di assestamento di magnitudo 6,7 si era verificata solo 11 minuti dopo la prima ed un terremoto di magnitudo 7,5 aveva colpito dopo le 13:00 dello stesso giorno.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">I terremoti sono misurati dalla loro magnitudo, che \u00e8 impostata come scala logaritmica. Ci\u00f2 significa che ogni numero intero rappresenta un aumento di dieci volte della forza. Anche se tecnicamente non esiste un limite superiore, il terremoto pi\u00f9 potente mai registrato fu quello di magnitudo 9,5 che colp\u00ec il Cile nel maggio 1960<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">US Geological Survey<\/span><\/strong> il triste bilancio delle vittime, purtroppo in crescita, \u00e8 il risultato di diversi fattori: la vastit\u00e0 dell\u2019area interessata dal terremoto, il fatto che abbia colpito relativamente vicino alla superficie (circa 20 km di profondit\u00e0) e che sia avvenuto presso zone densamente abitate.&nbsp;In particolare, sempre secondo l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">US Geological Survey<\/span><\/strong>, la popolazione in questa regione risiede in strutture estremamente vulnerabili alle scosse del terremoto in quanto gli edifici utilizzano muratura in mattoni non rinforzati ed i telai in cemento sono a maggior rischio. Questi materiali sono troppo rigidi per oscillare con lo scuotimento ed hanno maggiori probabilit\u00e0 di piegarsi, portando ai crolli catastrofici che abbiamo osservato nei primi filmati pervenuti dalla aria disastrata.&nbsp;Mentre la macchina dei soccorsi \u00e8 in moto, sono state acquisite le prime immagini satellitari di 20 aree colpite dal terremoto, ovvero molti dei principali centri abitati colpiti dal sisma. L&#8217;Agenzia italiana <span style=\"color: #008000;\"><strong>Egeos<\/strong><\/span>, che coordina dal 2012 il servizio europeo <strong><span style=\"color: #008000;\">Copernicus Rapid Mapping,<\/span><\/strong> metter\u00e0 al pi\u00f9 presto a disposizione degli scienziati le immagini satellitari che vengono raccolte in caso di disastri o emergenze,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Protezione civile italiana<\/span><\/strong>, sulla base dei dati elaborati dal Centro Allerta Tsunami (Cat) dell\u2019INGV, aveva immediatamente diramato un\u2019allerta per possibili onde di maremoto in arrivo sulle coste italiane. Secondo Doglioni, &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">L\u2019allerta tsunami si \u00e8 chiusa. Questo non vuole dire che non possa essere riproposta da eventi franosi nel mare di Levante<\/span><\/em><\/strong>&#8220;.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiudiamo questa informativa, con una preghiera per le vittime turche e siriane, tra l&#8217;altro gi\u00e0 provate da tanti anni di guerra.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO:&nbsp;GEOLOGIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: ANATOLIA parole chiave: terremoto &nbsp; Un violento terremoto ha colpito la Turchia meridionale seminando e vittime e distruzione. 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