{"id":82309,"date":"2023-02-16T00:02:16","date_gmt":"2023-02-15T23:02:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=82309"},"modified":"2026-04-15T21:06:05","modified_gmt":"2026-04-15T19:06:05","slug":"82309","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/82309","title":{"rendered":"Specie aliena ritrovata nel lago di Garda"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO:\u00a0BIOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Specie aliene, lago<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza di specie aliene nel Mediterraneo \u00e8 ormai un\u2019emergenza biologica che sta provocando in certe aree delle modifiche agli habitat. La notizia di oggi invece proviene dal nord Italia dove \u00e8 stata rilevata, in due zone del <strong><span style=\"color: #008000;\">Lago di Garda<\/span> <\/strong>(Castelletto di Brenzone e Bardolino) la presenza di un ben noto mollusco bivalve, <strong><span style=\"color: #008000;\">Dreissena bugensis<\/span><\/strong>, comunemente detto \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">quagga mussel<\/span><\/strong>\u201c, mai rilevato prima d\u2019ora in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La notizia \u00e8 stata pubblicata dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Fondazione Edmund Mach<\/span><\/strong>,\u201c<a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/365609177_First_record_of_quagga_mussel_Dreissena_bugensis_Andrusov_1897_in_Italy_morphological_and_genetic_evidence_in_Lake_Garda\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><em>First record of quagga mussel, Dreissena bugensis Abdrusov, 1987, in Italy; morphological and genetic evidence in Lake Garda<\/em><\/span><\/strong><\/a>\u201c redatta dai ricercatori <strong><span style=\"color: #008000;\">Nico Salmaso, Francesca Ciutti, Cristina Cappelletti, Massimo Pindo e Adriano Boscaini<\/span><\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 1227px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/QuaggaMussel_Dreissena-polymorpha_Ireland_Photo_Jan-Robert-Baars_2021-scaled-1-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 QuaggaMussel_Dreissena-polymorpha_Ireland_Photo_Jan-Robert-Baars_2021-scaled-1-1024x768.jpg\" width=\"1227\" height=\"920\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Dr<strong><span style=\"color: #008000;\">eissena polymorpha &#8211; Photo credit Jan Robert Baars<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Di cosa si tratta?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl <strong><span style=\"color: #008000;\">Dreissena bugensis<\/span><\/strong> \u00e8 un mollusco originario del fiume <strong><span style=\"color: #008000;\">Dnieper<\/span><\/strong>, che nasce dalle colline Valdai in Russia e sfocia, dopo aver percorso l\u2019Ucraina, nel Mar Nero. Il suo guscio \u00e8 generalmente nero giallastro con disegno a zig-zag. La conchiglia ha una forma arrotondata lungo la cerniera con un lato ventrale convesso. Sebbene simile, \u00e8 leggermente pi\u00f9 grande della cozza zebra, ed \u00e8 larga circa 20 mm. Come tutti i bivalvi \u00e8 un animale filtratore che, filtrando fino a un litro o pi\u00f9 al giorno, rimuove fitoplancton, zooplancton e alghe dall\u2019acqua. Qualsiasi particolato indesiderato viene legato da un muco, noto come <strong><span style=\"color: #008000;\">pseudofeci<\/span><\/strong>, ed espulso dal sifone. Rimuovendo il fitoplancton viene diminuita la fonte di cibo per lo zooplancton e quindi alterata la rete trofica. Gli impatti ambientali, associati alla filtrazione dell&#8217;acqua, includono l&#8217;aumento della trasparenza dell&#8217;acqua, la diminuzione delle concentrazioni medie di clorofilla e l&#8217;accumulo delle pseudofeci. In particolare, con l\u2019aumento della trasparenza dell&#8217;acqua aumenta la penetrazione della luce, causando una proliferazione di piante acquatiche che possono alterare l&#8217;intero ecosistema. Le <strong><span style=\"color: #008000;\">pseudofeci<\/span><\/strong>, prodotte dal filtraggio dell&#8217;acqua, si accumulano su fondo ed hanno anche loro un forte impatto sull&#8217;ambiente causando, a seguito della loro decomposizione, un maggior consumo di ossigeno, un aumento della acidit\u00e0 dell&#8217;acqua e la produzione di sottoprodotti tossici. Inoltre, come tutti i bivalvi, accumulano inquinanti organici all&#8217;interno dei loro tessuti a livelli oltre 300.000 volte superiori alle concentrazioni nell&#8217;ambiente, che si ritrovano anche nelle loro pseudofeci. Va da s\u00e9 che essendo nutrimento di altre forme biologiche, questi bivalvi possono trasmettere tossine lungo la catena alimentare, aumentando quindi l&#8217;esposizione della fauna selvatica agli inquinanti organici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una minaccia in rapido sviluppo<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nQuesto mollusco \u00e8 purtroppo un riproduttore prolifico, forse contribuendo alla sua diffusione e abbondanza. In particolare i <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Dreissena spp.<\/span><\/em><\/strong> sono animali <strong><span style=\"color: #008000;\">dioici<\/span><\/strong> (ovvero esistono maschi e femmine) che si riproducono con fecondazione esterna. Una femmina matura \u00e8 in grado di produrre fino a un milione di uova all&#8217;anno. Dopo la fecondazione, si sviluppano entro pochi giorni delle microscopiche larve pelagiche, che nuotano liberamente alla deriva con le correnti per 3 o 4 settimane, nutrendosi delle loro stesse ciglia, fino a quando individuano dei substrati adatti per depositarsi e fissarsi con i fili di bisso. Sebbene la mortalit\u00e0 delle larve sia altissima (vicina al 99%), dalla sequenza de loro genoma, \u00e8 stato scoperto che utilizzano un sistema complesso di &#8220;cavit\u00e0 di scissione&#8221; intercellulari con una serie ampliata di canali idrici per la regolazione osmotica in ambienti di acqua dolce a bassa salinit\u00e0 durante le primi fasi del loro sviluppo. Il suo impatto pu\u00f2 essere significativo creando vaste distribuzioni di biomassa che si attaccano ai manufatti portuali e alle tubature che attraversano i fondali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Da dove proviene?<\/span><\/strong><br \/>\nSecondo gli studiosi proviene dal Mar Nero e probabilmente ha incominciato a diffondersi nell&#8217;Europa orientale negli anni &#8217;40. In Romania, questi molluschi furono ritrovati per la prima volta nel 2004 nel fiume Danubio e, dopo solo un anno si diffusero in Germania, popolando molte acque interne, come il canale Reno-Meno-Danubio, il Meno e il Reno. Nel 2014, la specie fu segnalata a Wraysbury Reservoir, non lontano dall&#8217;aeroporto londinese di Heathrow, nella valle del Tamigi, arrivando, nel 2021, in Irlanda, in due laghi sul fiume Shannon: Lough Derg e Lough Ree<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo ritrovamento in Svizzera risale al 2015 e, l\u2019anno dopo, nel lago di Costanza, diffondendosi con una tale rapidit\u00e0 da infestare e creare notevoli problemi ai macchinari degli acquedotti. Inoltre, ha soppiantato anche le specie aliene precedentemente presenti, colonizzando velocemente l&#8217;intero l&#8217;ambiente. Secondo gli esperti, potrebbe diffondersi come nel lago di Costanza in solo 4 anni. Il timore \u00e8 che si possa ripetersi un&#8217;analoga situazione a quella che ha provocato un disastro ambientale nel Nord America dove<span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"> le prime cozze dreissenidi, introdotte nel 1989 per ragioni non note nel lago Erie in Ontario, si diffusero cos\u00ec rapidamente nei principali sistemi fluviali e nei Grandi Laghi, da causare sostanziali impatti ecologici e ambientali.<\/span><\/span> Nel<span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"> 2021 si stim\u00f2 che la biomassa presente nei quattro Grandi Laghi inferiori fosse tale da diventare il principale regolatore del fosforo, metabolizzandolo e riciclandolo invece di consentirgli di sedimentare normalmente<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Come \u00e8 arrivata questa specie dall\u2019Europa dell\u2019Est al Garda?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSi ritiene che, come per una specie simile, la <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Dreissena polymorpha<\/span><\/em><\/strong>, potrebbe essere arrivata sfruttando gli scafi delle barche da diporto fluviali. Un ipotesi probabile in quanto il Garda, non avendo immissari a contatto con laghi o fiumi precedentemente contaminati, potrebbe essere stato contaminato da natanti da diporto esteri, con scafi e motori gi\u00e0 colonizzati da questi molluschi bivalvi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cosa fare?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nInnanzitutto sarebbe auspicabile non perdere tempo, procedendo alla sanificazione delle aree in cui la <strong><span style=\"color: #008000;\">Dreissena bugensis<\/span><\/strong> si \u00e8 colonizzata. Inoltre, effettuare dei controlli attenti delle imbarcazioni da diporto dei turisti per evitare che ci siano nuove contaminazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un\u2019ultima cosa, sebbene siano simili alle cozze, e teoricamente commestibili per l&#8217;Uomo, non \u00e8 consigliabile mangiarli a causa dell&#8217;accumulo di tossine, inquinanti e microrganismi all&#8217;interno delle loro carni.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>in anteprima Dreissena Polymorpha o zebra mussel &#8211; autore GerardM -Fonte <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Image:Dreissena_polymorpha.jpg\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Image:Dreissena_polymorpha.jpg\u00a0<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Dreissena_polymorpha.jpg\">Dreissena polymorpha.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO:\u00a0BIOLOGIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: Specie aliene, lago &nbsp; La presenza di specie aliene nel Mediterraneo \u00e8 ormai un\u2019emergenza biologica che sta provocando in certe aree delle modifiche agli habitat. 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