{"id":82223,"date":"2023-02-18T00:01:43","date_gmt":"2023-02-17T23:01:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=82223"},"modified":"2023-05-20T12:20:49","modified_gmt":"2023-05-20T10:20:49","slug":"gli-oceani-non-possono-piu-attendere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/82223","title":{"rendered":"Gli oceani non possono pi\u00f9 attendere"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: EMERGENZE CLIMATICHE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Temperature, mare<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine di novembre mi sono immerso nelle acque di Tavolara, in quella splendida riserva marina sarda famosa per la sua biodiversit\u00e0. La cosa che mi ha particolarmente colpito \u00e8 stata la temperatura dell\u2019acqua, misurata a 36 metri profondit\u00e0 con un valore di 26 gradi \u2026 una temperatura decisamente anomala per quel periodo dell&#8217;anno. Misurazioni delle temperature nei giorni successivi, a diverse profondit\u00e0, mi hanno confermato che i valori erano decisamente superiori alla norma. Da testimonianze di esperti biologi marini locali, \u00e8 emerso che questa tendenza termica \u00e8 in aumento gi\u00e0 da molti anni, causando non pochi impatti sugli habitat costieri.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1200px-Tavolara_from_South-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1200px-Tavolara_from_South-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la splendida isola di Tavolara &#8211; photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mari sempre pi\u00f9 caldi<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019aumento delle temperature dei mari \u00e8 un fattore destabilizzante di estrema importanza. Gli oceani assorbono lentamente il calore dall&#8217;atmosfera e lo restituiscono con la stessa inerzia alla terra, modificando il clima generale. Senza questa funzione termica il nostro pianeta sarebbe molto pi\u00f9 freddo e la vita sarebbe impossibile. &nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il susseguirsi delle <strong><span style=\"color: #008000;\">ondate di calore marine (MHW)<\/span><\/strong>, eventi anomali e prolungati di innalzamenti delle temperature del mare, sta diventando sempre pi\u00f9 frequente, causando la mortalit\u00e0 di massa degli organismi marini in tutti gli oceani. Tra gli organismi pi\u00f9 colpiti ci sono le specie che formano gli habitat costieri, tra cui i coralli, le spugne, le gorgonie e le alghe marine. Un danno molto importante in quanto questi organismi contribuiscono in modo determinante alla struttura e al funzionamento degli ecosistemi fornendo cibo e riparo a molte specie che, altrimenti non potrebbero sopravvivere. L\u2019impatto non \u00e8 quindi solo biologico ma anche economico in quanto la perdita di questi habitat favorevoli comporta la diminuzione del pescato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quali sono le cause?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019insieme di fattori astronomici, legati alla traiettoria del nostro pianeta intorno al Sole, e antropogenici, come la diffusione in atmosfera dei gas serra, ha provocato un riscaldamento a lungo termine ed inequivocabile del nostro pianeta (IPCC, 2019). Per la funzione termica, che ho precedentemente citato, pi\u00f9 del 90% del calore in eccesso viene immagazzinato negli oceani, dove si &#8220;accumula&#8221; provocando gli aumenti delle temperature degli oceani che stiamo apprezzando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 gli oceani sono il principale deposito dello squilibrio energetico della Terra, misurare il contenuto di calore dell&#8217;oceano (OHC) \u00e8 uno dei modi migliori per quantificare il tasso di riscaldamento globale. Centri di ricerca e Universit\u00e0 perseguono da anni campagne di misura che stanno rivelando dati sempre pi\u00f9 significativi. I recenti rapporti mostrano che gli oceani del mondo (in particolare a profondit\u00e0 superiori ai 2000 m) stanno aumentando significativamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2019 i dati registrati hanno&nbsp; mostrato valori mai registrati nella storia umana. In particolare, l&#8217;anomalia del calore oceanico (0-2000 m) nel 2019 \u00e8 stata di 228 Zetta Joule (<span style=\"color: #008000;\"><strong>ZJ , dove 1 ZJ equivale a 10<sup>21<\/sup> Joule<\/strong><\/span>) al di sopra della media misurata nel trentennio 1981-2010, ma soprattutto di 25 ZJ al di sopra del valore medio misurato nel 2018. Un aumento che risulta confermato confrontando i dati dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Istituto di fisica dell&#8217;atmosfera (IAP) cinese<\/span><\/strong> con quelli della <strong><span style=\"color: #008000;\">National Oceanic and Atmospheric Administration\/National Center for Environmental Information (NOAA\/NCEI).<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In parole semplici, gli ultimi cinque anni sono storicamente i primi cinque anni pi\u00f9 caldi degli oceani misurati con strumenti moderni, ma, cosa ancor pi\u00f9 significativa, gli ultimi dieci anni sono anche stati i pi\u00f9 caldi mai registrati. Poich\u00e9 i valori termici annuali possono essere influenzati da variabilit\u00e0 interne (come l\u2019oscillazione del El Ni\u00f1o Southern Oscillation, ENSO) o errori strumentali, \u00e8 importante valutare le tendenze a lungo termine perch\u00e9 ci mostrano, con dati di fatto, il cambiamento delle temperature medie nel tempo. Quello che colpisce \u00e8 che il trend di aumento delle temperature interessa non solo la parte superficiale degli oceani ma scende a grande profondit\u00e0 come mostrato nelle immagini seguenti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/20190283-2_mini-1024x827.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 20190283-2_mini-1024x827.jpg\" width=\"1024\" height=\"827\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sezione verticale delle tendenze della temperatura oceanica nel periodo 1960-2019 dalla superficie del mare a 2000 m (tendenza lineare dei minimi quadrati ordinari su 60 anni). Sono mostrate le sezioni medie zonali in ciascun bacino oceanico organizzato attorno all&#8217;Oceano Australe (a sud di 60\u00b0S) al centro. I contorni neri mostrano la temperatura media climatologica associata con intervalli di 2\u00b0C (nell&#8217;Oceano Australe, gli intervalli di 1\u00b0C sono forniti con contorni tratteggiati). da studio <a href=\"http:\/\/www.iapjournals.ac.cn\/aas\/en\/article\/doi\/10.1007\/s00376-020-9283-7\">http:\/\/www.iapjournals.ac.cn\/aas<\/a><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dai dati raccolti, il riscaldamento marino \u00e8 distribuito in tutti gli oceani del mondo, con un forte aumento dell&#8217;energia termica. L&#8217;Oceano Atlantico e l&#8217;Oceano Antartico (soprattutto vicino alla Corrente circumpolare antartica, 40\u00b0\u201360\u00b0S) hanno continuato a mostrare un riscaldamento maggiore rispetto alla maggior parte degli altri bacini (Cheng et al., 2019). Gli scienziati ritengono che l&#8217;Oceano Antartico abbia assorbito la maggior parte del riscaldamento globale dal 1970: osservazioni multiple mostrano che l&#8217;oceano a sud di 30\u00b0S a 0\u20132000 m \u00e8 stato responsabile del 35%\u201343% dell&#8217;aumento della temperatura globale OHC nel periodo 1970\u20132017. Questa tendenza \u00e8 associata ad un trasporto netto di calore verso nord da parte degli oceani attraverso l&#8217;equatore, che comporta ondate di calore importanti nel Pacifico (Mar di Tasmania) con un forte impatto sulla pesca marina e sugli ecosistemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">\u00c8 interessante notare che molti dei principali eventi di ondata di calore degli ultimi anni (Collins et al., 2019) sono avvenuti vicino alle regioni a forte riscaldamento degli oceani, come il Mar Mediterraneo, il Pacifico settentrionale e centrale equatoriale, il Mare di Tasmania ed il Nord Atlantico (&gt; 40\u00b0N).<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Effetti anche geopolitici<\/span><\/strong><br \/>\nIl risultato comune \u00e8 stato che a seguito delle ondate di calore marino sono aumentati i rischi per la biodiversit\u00e0 e la pesca, causando forti perdite economiche. Va compreso che ogni evento&nbsp; si concatena all\u2019economia generale del pianeta. La perdita della pescosit\u00e0 colpisce le popolazioni locali, gi\u00e0 affette sul territorio da problemi di siccit\u00e0, che devono quindi rivolgersi ad altre fonti economiche, non sempre legali, come il contrabbando e la pirateria. Inoltre, queste condizioni favoriscono il fenomeno della migrazione &nbsp;clandestina verso aree ritenute pi\u00f9 favorevoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il riscaldamento degli oceani \u00e8 quindi una testimonianza &nbsp;inconfutabile dello squilibrio energetico della Terra: i gas serra in eccesso nell&#8217;aria intrappolano pi\u00f9 calore all&#8217;interno del sistema climatico e contribuiscono significativamente al riscaldamento globale.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Pi\u00f9 del 90% del calore si accumula nell&#8217;oceano a causa della sua grande capacit\u00e0 termica, e il riscaldamento rimanente si manifesta come riscaldamento atmosferico, riscaldando la massa continentale e provocando lo scioglimento dei ghiacci terrestri e marini.<\/span><\/strong>&nbsp;<br \/>\nQuesto comporta l&#8217;innalzamento del livello del mare sia a causa dell\u2019espansione termica degli oceani sia per l\u2019aumento di massa aggiuntiva dovuto allo scioglimento dei ghiacci terrestri. Tendenza che \u00e8 stata confermata dai satelliti altimetrici negli ultimi 10 anni, rivelando i pi\u00f9 alti del livello medio globale del mare dal 1900 (IPCC, 2019). L&#8217;aumento del calore aumenta anche l&#8217;evaporazione portando pi\u00f9 umidit\u00e0 in atmosfera. Questo comporta un aumento dei fenomeni meteorologici estremi (in particolare uragani e tifoni) con forti piogge e le inondazioni, di fatto portando a una maggiore ciclo idrologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Non ultimo, l&#8217;aumento della temperatura dell&#8217;oceano riduce l&#8217;ossigeno disciolto nell&#8217;oceano e influisce in modo significativo sulla vita marina, in particolare sui coralli e altri organismi sensibili alla temperatura e alla chimica.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Da comprendere<br \/>\n<\/span><\/strong>Un quadro preoccupante se completato da una constatazione; \u00e8 importante comprendere che non baster\u00e0 spegnere la lampadina, l\u2019interruttore immaginario che ridurr\u00e0 di colpo le nostre emissioni. Il riscaldamento degli oceani continuer\u00e0 anche se la temperatura media globale dell&#8217;aria superficiale scender\u00e0 di 2\u00b0C o al di sotto nel 21\u00b0 secolo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/surigae-ora-supertifone-sul-pacifico-occidentale-3bmeteo-116124.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 surigae-ora-supertifone-sul-pacifico-occidentale-3bmeteo-116124.jpg\" width=\"663\" height=\"372\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il super tifone Surigae del 2021 con venti fino a 300 nodi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Questo significa che l&#8217;oceano e le grandi calotte glaciali risponderanno lentamente ai cambiamenti restituendoci non solo calore ma fenomeni sempre pi\u00f9 estremi come quelli che hanno colpito il Pacifico in questi anni, non ultimo Gabrielle (2023).<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche mari come il Mediterraneo ne stanno subendo gli effetti. Le ondate di calore hanno un impatto sulle scogliere coralligene mediterranee che ospitano circa il 10% delle specie mediterranee. Un esempio pratico sono gli ottocoralli come la <strong><span style=\"color: #008000;\">Paramuricea clavata<\/span> <\/strong>ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">Corallium rubrum<\/span><\/strong> che sono tra gli organismi pi\u00f9 colpiti, avendo capacit\u00e0 di recupero lente. In particolare, quando subiscono una mortalit\u00e0 parziale, le superfici scheletriche denudate sono rapidamente ricoperte da alghe filamentose, briozoi e policheti che ne impediscono la ricrescita dei tessuti nelle parti danneggiate.&nbsp;Questi fenomeni sono in aumento, basti ricordare l&#8217;estate del 2003 quando una forte ondata di calore colp\u00ec il Mar Mediterraneo nordoccidentale con temperature fino a 3\u00b0C sopra la media.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/IMG_4821mucillagine-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 IMG_4821mucillagine-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">gorgonie e mucillagine photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In sintesi, le condizioni dei mari del mondo sono critiche e non devono essere sottovalutate le iniziative per ridurre gli effetti climatici.<\/span> <\/strong>Sebbene l\u2019impiego di risorse sostenibili sia molto attraente, deve essere compreso che non abbiamo molto tempo. Da un lato abbiamo l\u2019enorme necessit\u00e0 energetica che consente a miliardi di persone di vivere e prosperare, dall\u2019altro un pianeta che soffre da tropo tempo, con palliativi non sufficienti. Deve essere affrontato con pragmatismo il problema, al di l\u00e0 dei sogni elargiti alle masse. Abbiamo bisogno di energia, di ridurre l\u2019impiego dei fossili, di inventare nuovi sistemi tecnologici. L\u2019energia nucleare di nuova generazione \u00e8 al momento una soluzione percorribile in quanto abbatterebbe l\u2019uso di carbone e idrocarburi, fornendo energia pulita per i bisogni primari. &nbsp;Le paure evocate dai ricordi di Chernobil e Fukushima devono essere affrontate con la conoscenza delle cause per cui questi eventi accaddero. Nel primo caso per un errore umano voluto da parte di un ingegnere russo che volle sperimentare il sistema, causando l\u2019incidente pi\u00f9 grave di questi ultimi 30 anni, l\u2019altro un maremoto a seguito di un grande sisma i cui effetti sarebbero stati diversi se si fosse scelta un\u2019area pi\u00f9 idonea per la costruzione dell\u2019impianto \u2026 in ambedue i casi fu un errore umano e non tecnologico. Sull\u2019onda emotiva, comprensibile specialmente nel primo caso, furono prese delle decisioni drastiche ma il mondo \u00e8 cambiato, la tecnologia \u00e8 cambiata, le nostre esigenze sono cambiate &#8230; <strong><span style=\"color: #008000;\">e il pianeta non pu\u00f2 pi\u00f9 aspettare<\/span><\/strong>.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\nAndrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bibliografia<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\">Cheng et alii, <a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/www.iapjournals.ac.cn\/aas\/en\/article\/doi\/10.1007\/s00376-020-9283-7\">Record-Setting Ocean Warmth Continued in 2019 (iapjournals.ac.cn)<\/a><br \/>\nCollins, M., and Coauthors, 2019: Extremes, abrupt changes and managing risks.&nbsp;<i>IPCC Special Report on the Ocean and Cryosphere in a Changing Climate<\/i>, H.-O. P\u00f6rtner et al., Eds., in press.<br \/>\nMeredith, M., and Coauthors, 2019: Polar regions.&nbsp;<i>IPCC Special Report on the Ocean and Cryosphere in a Changing Climate<\/i>, H.-O. P\u00f6rtner et al., Eds. (in press)<br \/>\nRhein, M., and Coauthors, 2013: Observations: Ocean.&nbsp;<i>Climate Change 2013: The Physical Science Basis. Contribution of Working Group I to the Fifth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change<\/i>, T. F. Stocker et al., Eds., Cambridge University Press, Cambridge, UK, New York, NY, USA.<br \/>\nIPCC, 2001:&nbsp;<i>Climate Change 2001: the Scientific Basis. Contribution of Working Group I to the Third Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change<\/i>, J. T. Houghton et al., Eds., Cambridge University Press, 881 pp.<br \/>\nIPCC, 2007: Climate change 2007: the physical science basis. Contribution of Working Group I to the Fourth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change, S. Solomon et al., Eds.,&nbsp;<i>IPCC Fourth Assessment Report. Climate Change 2007, Working Group I Report &#8220;The Physical Science Basis&#8221;<\/i>, Cambridge University Press, Cambridge, United Kingdom and New York, NY, USA, 996 pp.<br \/>\nIPCC, 2013:&nbsp;<i>Climate Change 2013: the Physical Science Basis. Contribution of Working Group I to the Fifth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change<\/i>, T. F. Stocker et al., Eds., Cambridge University Press, 1535 pp.<br \/>\nIPCC, 2019: Summary for policymakers.&nbsp;<i>IPCC Special Report on the Ocean and Cryosphere in a Changing Climate<\/i>, H.-O. P\u00f6rtner et al., Eds. (in press)<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"https:\/\/www.cambridge.org\/core\/books\/abs\/changing-flow-of-energy-through-the-climate-system\/earths-energy-imbalance-estimates\/1FD04CF4217068DEC22BEE5AC1DEE7E3#\">Earth\u2019s Energy Imbalance Estimates (Chapter 14) &#8211; The Changing Flow of Energy Through the Climate System (cambridge.org)<\/a><br \/>\n<a style=\"color: #000000;\" href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-020-74331-2\">The causality from solar irradiation to ocean heat content detected via multi-scale Liang\u2013Kleeman information flow | Scientific Reports (nature.com)<\/a><br \/>\n<a style=\"color: #000000;\" href=\"https:\/\/royalsocietypublishing.org\/doi\/10.1098\/rspb.2020.2469\">Paolo Albano et alii, Native biodiversity collapse in the eastern Mediterranean | Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences (royalsocietypublishing.org)<\/a><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: EMERGENZE CLIMATICHE PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: Temperature, mare &nbsp; Alla fine di novembre mi sono immerso nelle acque di Tavolara, in quella splendida riserva marina sarda famosa per la sua biodiversit\u00e0. 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