{"id":82001,"date":"2023-02-07T00:01:13","date_gmt":"2023-02-06T23:01:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=82001"},"modified":"2023-06-15T20:45:22","modified_gmt":"2023-06-15T18:45:22","slug":"ritrovata-un-nave-del-periodo-di-elisabetta-interrata-in-una-cava","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/82001","title":{"rendered":"Ritrovati resti di una nave del periodo di Elisabetta I interrati in una cava del Kent"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA NAUTICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: GRAN BRETAGNA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Enrico VIII, Elisabetta I , navi inglesi, costruzioni navali<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;aprile 2022, alcuni operai di <a href=\"https:\/\/www.cemex.com\/\"><strong><span style=\"color: #008000;\">CEMEX<\/span><\/strong><\/a>, una societ\u00e0 specializzata nel ramo dei materiali di edilizia, hanno scoperto inaspettatamente i resti di una nave di epoca elisabettiana, mentre effettuavano delle operazioni di dragaggio&nbsp;sul promontorio di Dungeness, nel Kent. Il ritrovamento, avvenuto in una cava di ghiaie allagata a circa 300 metri dalla costa, ha sorpreso le maestranze che hanno immediatamente contattato il Consiglio della Contea di Kent di questa straordinaria scoperta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un secolo d&#8217;oro per la marittimit\u00e0<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDurante il XVI secolo, i commerci marittimi si incrementarono grazie alle nuove scoperte geografiche che di fatto avevano stabilito un monopolio della Spagna e del Portogallo negli oceani conosciuti del mondo. Una situazione che non poteva essere accettata dalle marine del nord, come quella olandese e inglese, che incominciarono a sviluppare una loro capacit\u00e0 &#8220;offensiva&#8221;.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/enrico-VII-Henry.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 enrico-VII-Henry.jpeg\" width=\"620\" height=\"350\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Enrico VII Tudor, figlio di Edmondo Tudor, fratellastro di Enrico VI d&#8217;Inghilterra, e di Margaret Beaufort, discendente dei Lancaster,&nbsp; conquist\u00f2 la corona alla battaglia di Bosworth Field sconfiggendo Riccardo III d&#8217;Inghilterra. La dinastia Tudor, da lui fondata, avrebbe governato l&#8217;Inghilterra per oltre un secolo, fino agli inizi del Seicento. Determinato uomo politico (fu soprannominato il Salomone inglese), Enrico VII riusc\u00ec a procurare al suo paese un&#8217;influenza notevole nella politica europea, grazie soprattutto all&#8217;alleanza con la Spagna., Va ricordato per la sua tenacia nella lotta alla corruzione con la creazione di un&#8217;amministrazione efficiente (anche se ritenuta oppressiva ed esosa da parte dei sudditi). Enrico VII fu il primo a comprendere i vantaggi politici e strategici dell&#8217;insularit\u00e0 dell&#8217;Inghilterra, favorendo i viaggi transoceanici e gettando le basi per il futuro sviluppo della Royal Navy. Gli succedette Enrico VIII &nbsp;(1491 \u2013 1547), re d&#8217;Inghilterra dal 1509 alla sua morte, forse pi\u00f9 celebre per le sue numerose mogli e padre della regina Elisabetta I&nbsp; &#8211; estratto da wikipedia &#8211; olio su tavola, National Portrait Gallery<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Enrico VII<\/span><\/strong>, padre di <strong><span style=\"color: #008000;\">Enrico VIII<\/span><\/strong>, a dare inizio ad un serio programma di costruzione navale per la creazione di una marina specificatamente da guerra, realizzando cinque navi militari per la flotta reale, tra cui due&nbsp; caracche a quattro alberi, molto pi\u00f9 grandi delle navi mercantili inglesi che, fino ad allora, erano armate alla convenienza ed impiegate a scopo militare. <span style=\"color: #008000;\"><strong>Enrico VIII<\/strong><\/span> persegu\u00ec il programma del padre facendo costruire cantieri navali sul Tamigi a <strong><span style=\"color: #008000;\">Deptford<\/span><\/strong> (1513) e <strong><span style=\"color: #008000;\">Woolwich<\/span><\/strong> (1512), tutti in prossimit\u00e0 di <strong><span style=\"color: #008000;\">Greenwich<\/span><\/strong>, dove il re aveva un palazzo reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre ai cantieri per la costruzione delle navi, <strong><span style=\"color: #008000;\">Enrico VIII<\/span><\/strong> fece costruire grandi magazzini, per rifornire le unit\u00e0 navali gestite, per la prima volta, da una autorit\u00e0 amministrativa della Marina reale, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Navy Board<\/span><\/strong>, che sovrintendeva alla gestione della flotta reale.&nbsp;Il legname per la costruzione navale proveniva dal sud dell&#8217;Inghilterra, dalle grandi foreste di querce del Kent e del Sussex. Quando <strong><span style=\"color: #008000;\">Enrico VIII<\/span> <\/strong>mor\u00ec, nel 1547, la marina inglese poteva contare su pi\u00f9 di 40 navi, una flotta oceanica che <strong><span style=\"color: #008000;\">Elisabetta I<\/span> <\/strong>seppe amministrare con intelligenza e capacit\u00e0, circondandosi di valenti capitani, spregiudicati ma con grandi capacit\u00e0 marinaresche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una nave inaspettata<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa scoperta dei resti di una nave del periodo elisabettiano \u00e8 un evento straordinario che potrebbe contribuire a chiarire molti aspetti di quel periodo affascinante della storia della marineria; anni in cui, a seguito della grande espansione dei commerci marittimi, il Canale della Manica divenne il corridoio strategico principale lungo la costa atlantica europea.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/maryrosepainting.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 maryrosepainting.jpg\" width=\"778\" height=\"531\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\nQuesto \u00e8 un dipinto della Mary Rose dopo la ricostruzione del 1536. In quel momento trasportava circa 30 cannoni pesanti. Sul ponte principale e sul ponte di batteria di poppa c&#8217;erano circa 50 pezzi pi\u00f9 leggeri, per un totale di 91 cannoni: 15 di bronzo, il resto in ferro &#8211; Autore&nbsp; AnthonyAnthony&nbsp; &#8211; Fonte Anthony roll&nbsp; 1546<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:WP_Mary_Rose_Anthony_Roll.jpg\">WP Mary Rose Anthony Roll.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del XVI secolo ricordiamo la <strong><span style=\"color: #008000;\">Mary Rose<\/span><\/strong>, una caracca di 600 tonnellate a quattro alberi, una delle prime navi da guerra inglesi con cannoni posizionati sul ponte di batteria, costruita in Inghilterra sotto il regno di Enrico VIII.&nbsp;La <strong><span style=\"color: #008000;\">Mary Rose<\/span><\/strong>, varata nel 1510 a Portsmouth, fu una delle prime navi da guerra progettata appositamente per servire nella English Navy. Nel tempo venne per\u00f2 modificata per aumentare la sua capacit\u00e0 bellica, a discapito della sua stabilit\u00e0, cosa che, come ricorderete in un <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/34441\">articolo<\/a> dedicato, le fu fatale. La <strong><span style=\"color: #008000;\">Mary Rose<\/span><\/strong> affond\u00f2 infatti il 19 luglio del 1545 durante una battaglia navale contro la flotta francese di invasione nei pressi di Portsmouth, Inghilterra. Durante lo scontro la nave si inclin\u00f2 su un fianco ed affond\u00f2 in meno di 15 metri d\u2019acqua, sotto gli occhi del re Enrico VIII che osservava la battaglia dall\u2019alto del Southsea Castle. A seguito del recupero della nave, furono ritrovati strumenti nautici e armamenti che diedero un importante quadro della marineria inglese dell\u2019epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se l&#8217;identit\u00e0 della nave ritrovata a Dungeness non \u00e8 stata ancora scoperta, dalle sue caratteristiche architetturali, gli archeologi ritengono che fosse stata costruita durante un &#8220;periodo di transizione&#8221; della costruzione navale in Europa, in cui venne adottata una tecnica detta &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">carvel<\/span><\/strong>&#8220;, gi\u00e0 in uso da secoli nel Mediterraneo, in sostituzione del<strong><span style=\"color: #008000;\"> clinker<\/span><\/strong>, il tipo di tecnica di costruzione navale prediletta dai Vichinghi.<\/p>\n<figure style=\"width: 581px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Clinker-carvel.svg.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Clinker-carvel.svg.png\" width=\"581\" height=\"292\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la differenza fra le due tecniche costruttive, clinker e carvel &#8211; Autore Willhig <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Clinker-carvel.svg\">Clinker-carvel.svg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella tecnica di costruzione degli scafi detta <em><strong><span style=\"color: #008000;\">clinker<\/span><\/strong><\/em>, i bordi fasciati venivano sovrapposti mentre nel <em><strong><span style=\"color: #008000;\">carvel<\/span><\/strong><\/em> veniva impiegata una robusta intelaiatura, ottenendo uno scafo pi\u00f9 pesante e pi\u00f9 rigido. In pratica, la costruzione del <strong><span style=\"color: #008000;\">clinker<\/span><\/strong> prevedeva assi longitudinali sovrapposte di &#8220;legno spaccato&#8221; (vedi disegno in alto) fissate insieme su travetti molto leggeri. Nel caso della tecnica <strong><span style=\"color: #008000;\">carve<\/span><span style=\"color: #008000;\">l<\/span><\/strong>, l&#8217;intelaiatura interna veniva costruita per prima e il fasciame esterno veniva successivamente aggiunto per creare uno scafo liscio. Sebbene le navi costruite con tecnologia <strong><em><span style=\"color: #008000;\">clinker<\/span><\/em><\/strong> fossero complessivamente pi\u00f9 leggere, spostando meno acqua, erano meno rigide fattore che limitava (limita) i piani velici che la nave poteva armare. In parole semplici, le navi costruite in <strong><em><span style=\"color: #008000;\">carvel<\/span><\/em><\/strong>, avendo una struttura pi\u00f9 pesante, potevano essere costruite con dimensioni maggiori e supportare velature maggiori.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt; color: #008000;\">Una curiosit\u00e0<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"font-size: 14pt; color: #008000;\">il termine <em>carvel<\/em> deriverebbe da <em>carvelle<\/em> (&#8220;piccola nave; caravella&#8221;), usato nella lingua inglese quando le caravelle incominciarono a divenire popolari nelle acque del Nord Europa (dal c. 1440 in poi)<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca sullo scafo interrato ha permesso il recupero di oltre 100 assi dello scafo della nave, datati, attraverso un\u2019analisi dendrocronologica, tra il 1558 e il 1580. Le stesse hanno confermato che le assi erano state realizzate con legno di quercia inglese, probabilmente proveniente dalle grandi foreste del sud dell&#8217;Inghilterra. La tecnica costruttiva \u00e8 risultata simile a quella utilizzata sulla gi\u00e0 citata <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/34441\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mary Rose<\/span><\/strong><\/a>, che era stata costruita tra il 1509 e il 1511, e sulle altre navi che esplorarono le coste atlantiche del Nuovo Mondo e dei mari orientali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene sia stato scoperto a 300 metri dal mare, in quella che oggi \u00e8 una cava, gli esperti ritengono che il sito fosse un tempo sulla costa e che la nave sia naufragata su quel promontorio di ciottoli o fosse stata abbandonata alla fine della sua vita lavorativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/anthony-firth-wessex-archeology.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 anthony-firth-wessex-archeology.jpeg\" width=\"180\" height=\"180\">Antony Firth<\/strong><\/span>, Capo del <strong><span style=\"color: #008000;\">Marine Heritage Strategy<\/span><\/strong> presso l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Historic England<\/span><\/strong>, ha dichiarato che \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">I resti di questa nave sono davvero significativi, ci aiutano a comprendere non solo la nave stessa, ma il panorama pi\u00f9 ampio della costruzione navale e del commercio in quel periodo cos\u00ec dinamico<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In attesa di una sistemazione adeguata, dopo i rilievi in corso, il fasciame ritrovato sar\u00e0 riseppellito nel sedimento limaccioso della cava dove \u00e8 stato scoperto in modo che il limo possa continuare a preservarne i resti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/www.livescience.com\/ship-discovered-from-queen-elizabeth-reign\">Quarry workers make &#8216;unexpected&#8217; discovery of ship from Queen Elizabeth I&#8217;s reign | Live Science<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.wessexarch.co.uk\/news\/rare-elizabethan-ship-discovered-quarry-300-metres-coast\">https:\/\/www.wessexarch.co.uk\/news\/rare-elizabethan-ship-discovered-quarry-300-metres-coast<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.heritagedaily.com\/2022\/12\/ship-from-elizabethan-period-found-buried-in-quarry\/145680\">Ship from Elizabethan period found buried in quarry (heritagedaily.com)<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.archaeology.org\/news\/11113-230109-england-elizabethan-ship\">16th-Century Ship Discovered in England &#8211; Archaeology Magazine<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.wessexarch.co.uk\/news\">https:\/\/www.wessexarch.co.uk\/news<\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/34441\">Il relitto della Mary Rose: una caracca del XVI secolo ci racconta la vita sulle navi di Enrico VIII \u2022 (ocean4future.org)<\/a><\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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