{"id":81768,"date":"2023-01-31T00:10:00","date_gmt":"2023-01-30T23:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=81768"},"modified":"2023-05-20T14:50:14","modified_gmt":"2023-05-20T12:50:14","slug":"la-taranto-greca-ed-il-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/81768","title":{"rendered":"La Taranto greca ed il mare"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA MARITTIMA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: VII SECOLO a.C<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Taranto<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I coloni spartani, che in un giorno del 706 a.C. presero il mare diretti verso la futura <strong><span style=\"color: #008000;\">\u03a4\u03ac\u03c1\u03b1\u03c2<\/span><\/strong> conoscevano bene le potenzialit\u00e0 del territorio che andavano a colonizzare. Gli storici greci hanno tramandato varie versioni della decisione che spinse alcuni abitanti di Sparta a fondare la nuova citt\u00e0 dopo essere stati messi al bando. Pare che essi fossero implicati in una congiura essendosi ribellati per essere stati privati dei loro diritti quali figli illegittimi nati durante l\u2019assenza dagli Spartani impegnati nelle guerre messeniche, e perci\u00f2 irrisi come Partheni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Strabone<\/span><\/strong> nella sua Geografia (VI,3,2) ricorda che i cittadini, scoperta la congiura, ordinarono a Falanto che ne era a capo di recarsi \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">a Delfi per interrogare il dio su di una colonia e il dio vaticin\u00f2: \u201cIo ti ho concesso Satyrio, perch\u00e9 tu possa popolare la pingue regione di Taranto e diventare il flagello degli Japigi&#8221;<\/span><\/em><\/strong>. Il passo di Strabone ci illumina sui metodi seguiti dai Greci nella fondazione di una colonia: l\u2019incarico veniva affidato ad un capo della spedizione, nella specie <strong><span style=\"color: #008000;\">Falanto<\/span><\/strong>, il quale si rivolgeva prima della partenza ad un oracolo. \u00c8 chiaro che l\u2019oracolo, pur essendo una riconosciuta autorit\u00e0 religiosa, non vaticinava a caso la localit\u00e0 da colonizzare, ma si rifaceva a tradizioni di viaggio precedenti aggiornate da notizie recenti.&nbsp;Le coste del Golfo di Taranto erano frequentate, sin dal XIII secolo a.C., da popolazioni della Grecia arcaica provenienti in particolare da Creta. Sicch\u00e9 non deve meravigliare che l\u2019odierno Capo Saturo situato a poche miglia da Taranto fosse stato indicato con precisione dalla Pizia, sacerdotessa di Apollo delfico. La localit\u00e0, che ancora oggi ha mantenuto le originarie caratteristiche, aveva infatti due insenature divise da un promontorio, abbondanti sorgenti d\u2019acqua, fertili terreni ed una retrostante zona dove fu poi impiantato una piccola acropoli ed santuario dedicato ad Atena. Soprattutto costituiva una tappa intermedia verso Taranto, la vera destinazione finale la cui occupazione presupponeva per\u00f2 adeguati preparativi per debellare gli Iapigi. Questi, denominati anche Messapi, costituivano l\u2019elemento indigeno gi\u00e0 insediato attorno al porto di Taranto, che fu sconfitto quando i coloni spartani si allearono con gli Achei (Strabone, VI, 3,3). La partenza di Falanto e dei Partheni avvenne a detta dei pi\u00f9 nel706 A.C.. Altri particolari non ne conosciamo. Possiamo supporre che la spedizione ebbe inizio in un giorno di fine estate quando il clima \u00e8 ancora buono e da sud-est spirano prevalentemente venti moderati di scirocco, quei venti che nel Golfo di Taranto sono do-minanti e che dal Peloponneso sono in grado di sospingere una nave a vela verso le coste del Salento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al tempo le navi da trasporto erano dotate di una vela quadra e potevano raggiungere anche dimensioni di una ventina di metri di lunghezza e 5 di larghezza, con un rapporto di 4 ad 1 (la tipica imbarcazione militare era invece la trireme con una chiglia pi\u00f9 slanciata). La velocit\u00e0 poteva essere verosimilmente, con condizioni meteomarine favorevoli, di 4-5 miglia all\u2019ora. La navigazione, come si deduce da alcuni passi dell\u2019Odissea, era prevalentemente costiera per la difficolt\u00e0 di orientarsi di notte con la posizione di alcune stelle (l\u2019Orsa Maggiore e le Plejadi) e di giorno con il corso del sole se oscurato dalle nubi. Rilevanti erano anche le esigenze di riposarsi e di rifornirsi di acqua e cibo, nonch\u00e9 la necessit\u00e0 di ridossarsi in qualche insenatura in caso di improvviso arrivo di una burrasca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se pensiamo oggi ai pescherecci di qualche decina di metri che raggiungono le nostre coste dall\u2019Africa con centinaia di migranti possiamo immaginare quel che avvenne alla partenza della spedizione da Sparta. Una colonia poteva difatti essere fondata solo da un cospicuo numero di uomini e donne pronte ad affrontare assieme sacrifici e conflitti con le popolazioni locali. In un giorno, forse di settembre, in cui le condizioni di mare evento apparivano favorevoli, su una decina di navi ormeggiate nel porto di <strong><span style=\"color: #008000;\">G\u00fdtheion<\/span><\/strong> (che ancora oggi \u00e8 lo sbocco di Sparta al mare nel Golfo Laconico), dopo aver celebrato un rito propiziatorio in onore di Athena, si imbarcarono un migliaio di partheni spartani.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/archeologia-taranto-640px-Mappa_Soleto.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 archeologia-taranto-640px-Mappa_Soleto.jpg\" width=\"640\" height=\"412\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La carta di Soleto, coccio scoperto il 21 agosto del 2003 a Soleto (provincia di Lecce), nel corso di scavi archeologici condotti per conto del CERCAM (Universit\u00e0 di Paul Val\u00e0r), da Thierry Van Compernolle. Si tratta di un ostrakon, ovvero un frammento di un vaso attico smaltato di nero, sul quale \u00e8 incisa la linea costiera della penisola salentina e tredici toponimi le cui posizioni sono indicati da punti. Sulla sinistra si legge chiaramente TARAS &#8211; Fonte Museo archeologico &#8211; di Taranto Foto concessa dall&#8217;autore \u00a9 ROPI Pressephoto &#8211; www.ropi-online.de (Antonio Pisacreta)<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Mappa_Soleto.jpg\">File:Mappa Soleto.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come bene \u00e8 stato detto, \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">una piccola flotta di navi da carico a vela con doppie file di remi dov\u00e9 essere allestita per poter imbarcare i rematori, i marinai esperti della navigazione, gli equipaggi formati da uomini armati, nonch\u00e9 le donne e le masserizie<\/span><\/em><\/strong>\u201d (Presicci, 34). Le navi, superato il Peloponneso, assunsero la rotta di nord-ovest costeggiando la Messenia, e le Isole di Zante, Cefalonia, Itaca e Corf\u00f9, per poi dirigere verso la Japigia (forse nei pressi dell\u2019odierna Tricase). Attraversato il Canale d\u2019Otranto la spedizione pass\u00f2 allargo di Capo Japigio (Santa Maria di Leuca) per poi riprendere la rotta verso nord-ovest.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oramai le navi erano nel Golfo di Taranto e, dopo essersi fermate in qualche altro approdo costiero come quelli odierni di Ugento e Gallipoli, raggiunsero la meta del Promontorio di Saturo. D\u2019altronde la conformazione della costa salentina era ben conosciuta dalle genti greche anche prima dell\u2019avvio della colonizzazione. Non a caso essa \u00e8 riportata abbastanza fedelmente nella Mappa di Soleto, frammento di un vaso che si ritiene risalga al VI sec. a.C..&nbsp;Dopo l\u2019insediamento temporaneo a <strong><span style=\"color: #008000;\">Saturo<\/span><\/strong> i coloni spartani (detti Lac\u00e9demoni dal nome del mitico re della Laconia fondatore di Sparta) mossero verso il territorio circostante il Mar Grande ed il Mar Piccolo. Alleandosi con gli <strong><span style=\"color: #008000;\">Achei<\/span><\/strong>, riuscirono ad acquisirne il controllo scacciando gli Japigi.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/taras-moneta-magna-greca--1024x998.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 taras-moneta-magna-greca--1024x998.png\" width=\"1024\" height=\"998\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">denario di argento tarantino con Taras a cavallo del delfino &#8211; photo credit @andrea mucedola<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La citt\u00e0 prese il nome di <strong><span style=\"color: #008000;\">\u03a4\u03ac\u03c1\u03b1\u03c2<\/span> <\/strong>dal nome dell\u2019eroe, figlio di Poseidone, cui il mito attribuiva la nascita del primitivo insediamento urbano. Nessuno storico ci ha tramandato la memoria dei primi anni, dicerto difficili, dei Partheni, finalmente giunti al compimento della loro impresa. Sappiamo che si stabilirono sulla parte alta dell\u2019isola posta tra i due mari che si prestava ad essere fortificata. Non \u00e8 certo che si siano dedicati subito alla coltivazione delle fertili zone della campagna tarentina in cui per parecchio tempo vi dovettero essere incursioni degli Japigi. \u00c8 dunque presumibile che i coloni spartani, per sopravvivere, fecero ricorso al mare da cui erano venuti e su cui ora abitavano, mettendo a frutto le loro qualit\u00e0 di marinai e pescatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erano gi\u00e0 marinai e pescatori, non foss\u2019altro perch\u00e9 avevano affrontato con successo una lunga navigazione e perch\u00e9 provenivano da zone vicine al Golfo Laconico dove si praticava la raccolta dei murici. In realt\u00e0 sarebbe stato difficile per chiunque non approfittare della pesca quasi miracolosa che \u201c <strong><em><span style=\"color: #008000;\">i due mari fornivano ad una gran parte della popolazione. Il Mar Piccolo soprattutto, immensa rete dalla stretta apertura, attira e trattiene, dicono, novantatr\u00e9 specie di pesci&#8230; I vasi della regione tarentina rappresentano un\u2019abbondante fauna marina, nella quale si distinguono pesci liscati (persico, sarago, triglia, labro, muggine, scorfano, rana), o cartilaginei (torpedine, razza,&nbsp; \u2026 ), molluschi (polpo, seppia, calamaro), crostacei e mitili<\/span><\/em><\/strong>\u201d (Wuilleumier, 218).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturale dunque che <strong><span style=\"color: #008000;\">Aristotele<\/span><\/strong> nella Politica (VI, 5) dica che a Taranto, come a Bisanzio, \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">vi \u00e8 assai pescatori<\/span><\/strong>\u201d. La citt\u00e0 viveva infatti sul mare e tramite il mare teneva rapporti con la madrepatria greca e le vicine colonie di Metaponto, Eraclea e Sibari. Sotto la rocca, dalla parte di Mar Piccolo, vi era una spiaggia con un basso fondale non essendo ancora stata realizzata la colmata fatta dai Bizantini attorno all\u2019anno Mille per allargare l\u2019abitato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il luogo era ideale per mettere in secca le barche da pesca. \u00c8 difficile avere un\u2019idea precisa delle capacit\u00e0 degli antichi marinai tarantini. Un\u2019eco ci giunge tuttavia dalle parole dello storico romano <strong><span style=\"color: #008000;\">Anneo Floro<\/span><\/strong> (Epitome, I, 13) quando dice: \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Taranto, fondata dai Lacedemoni, in antico capitale della Calabria, di tutta la Puglia e della Lucania, nobile per grandezza delle mura e del porto e mirabile per la posizione, poich\u00e9 \u00e8 posta all\u2019imboccatura del Mar Adriatico veleggia lungo tutto il litorale dell\u2019Istria, dell\u2019Illirico, dell\u2019Epiro, dell\u2019Acaia, dell\u2019Africa, della Sicilia<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Monete tarantine sono state rinvenute in molti porti mediterranei a riprova della vitalit\u00e0 commerciale della locale marineria. Nella monetazione tarantina \u00e8 peraltro presente a volte, oltre ai classici tipi del cavaliere e del delfino che reca in dorso Falanto, la rappresentazione di una prora, un timone o un\u2019ancora. Anche <strong><span style=\"color: #008000;\">Appiano<\/span><\/strong> (Samn., VII, 1) ricorda come \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">l\u2019insigne valore dei Tarantini nelle cose navali si prova egregiamente nelle battaglie sostenute coi Romani<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019occupazione romana del 209 a.C. lo splendore e l\u2019attivismo marittimo della \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">capitale della Magna Grecia<\/span><\/strong>\u201d inizi\u00f2 a declinare non senza averne dato un\u2019ultima prova nella cosiddetta battaglia di Sapriporto, vale a dire Satyriportum, cio\u00e8 l\u2019odierno porto di Saturo (Willeumier,158) di cui <strong><span style=\"color: #008000;\">Tito Livio<\/span><\/strong> (Ab Urbe Condita, XXVI, 39) ci ha lasciato questa famosa descrizione: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Verso questa flotta [romana costituita da venti navi, al comando di Quinzio] partita da Reggio si diresse, a Sapriporto, alla distanza di quasi 15 miglia da Taranto, Democrito con egual numero di navi Tarentine. Il [comandante] romano navigava a vela non immaginando di dover combattere (&#8230;.) ad un certo punto, quasi nello stesso momento, manc\u00f2 del tutto il vento ed il nemico apparve in vista (&#8230;) Raramente due squadre navali si affrontarono con tanta veemenza: i Tarantini (&#8230;) sperando di poter togliere [ai Romani] con una battaglia il possesso del mare (&#8230;) Le prore delle navi erano strettamente vicine le une alle altre (&#8230;) i combattenti passavano da nave a nave(&#8230;) Nicone con l\u2019asta infilz\u00f2 da parte a parte Quinzio (&#8230;) La nave ammiraglia romana venne catturata&#8230;<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vittoria navale tarantina fu celebrata da un\u2019iscrizione che istituiva una festa annuale celebrativa dedicata agli \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">dei marini e cavalieri dal Senato e dal popolo di Taranto<\/span><\/em><\/strong>\u201d; sembra che si fosse anche coniata una moneta di bronzo raffigurante un\u2019ancora racchiusa in una corona d\u2019alloro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Divenuta colonia romana, <strong><span style=\"color: #008000;\">Taranto<\/span> <\/strong>continu\u00f2 ad essere orientata alle attivit\u00e0 marittime grazie alle strutture portuali del Mar Piccolo ed all\u2019abbondanza di pesci e molluschi. Lo sviluppo della vicina Brindisi, divenuta nel frattempo il principale porto romano di collegamento con l\u2019oriente, la confin\u00f2 tuttavia in un ruolo localistico incentrato sul traffico di cabotaggio<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fabio Caffio<\/span><\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/87000111\/Mari_di_Taranto\">estratto da I Mari di Taranto, <span class=\"a\">Il Golfo, il Mar Grande, <\/span><span class=\"a\">il Mar Piccolo, <\/span>Scorpione Editrice, <\/a><span style=\"color: #008000;\">2014<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Bibliografia<br \/>\n<\/span><\/strong><span class=\"a\">P<span class=\"l\">. W<\/span><\/span><span class=\"a\">UILLEUMIER<\/span><span class=\"a\">, <\/span><span class=\"a\">Taranto dalle origini alla conquista romana<\/span><span class=\"a\">, Mande<span class=\"l6\">se Ed.&nbsp;<span class=\"l9\">Ta<\/span><\/span><\/span><span class=\"a\">ranto, 1987<br \/>\n<\/span><span class=\"a\">L. P<\/span><span class=\"a\">IERRI, <\/span><span class=\"a\">Come fu fondata Taranto<\/span><span class=\"a\">, T<span class=\"l10\">aranto, 201<span class=\"l8\">1<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><span class=\"a\"><span class=\"l10\">P<\/span><\/span><span class=\"a\">RESICCI<\/span><span class=\"a\">, <\/span><span class=\"a\">Falanto e i Parteni<\/span><span class=\"a\">, Manduria, 1990, 34<br \/>\n<\/span><span class=\"a\">T<\/span><span class=\"a\">ITO <\/span><span class=\"a\">L<\/span><span class=\"a\">IVIO<\/span><span class=\"a\">, <\/span><span class=\"a\">Ab Urbe Condita<\/span><span class=\"a\">, XXVI, Utet, 198<span class=\"l6\">9<br \/>\n<\/span><\/span><span class=\"a\">A<\/span><span class=\"a\">NNEO <\/span><span class=\"a\">F<\/span><span class=\"a\">LORO<\/span><span class=\"a\">, <\/span><span class=\"a\"><span class=\"a\"><span class=\"a\">Epitome<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><span class=\"a\">S<\/span><span class=\"a\">TRABONE<\/span><span class=\"a\">, <\/span><span class=\"a\">Geografia<\/span><span class=\"a\"><span class=\"a\"><span class=\"a\">, Libri V e VI, Milano, 19<span class=\"l6\">88<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/span><span class=\"a\">A<\/span><span class=\"a\">PPIANO<\/span><span class=\"a\">, <\/span><span class=\"a\">Storia di Roma, De Rebus Samn<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: inherit;\">APPIANO, Historia Romana (\u1fec\u03c9\u03bc\u03b1\u03ca\u03ba\u03ac), VII e VIII<br \/>\n<\/span><span class=\"a\"><span class=\"l10\">F. C<\/span><\/span><span class=\"a\">AFFIO<\/span><span class=\"a\">, <\/span><span class=\"a\">Gita in Mar&nbsp;Piccolo di citro in&nbsp;citro, V<span class=\"l8\">oce del Popolo<\/span><\/span><span class=\"a\">, 13, 2007<br \/>\n<\/span><span class=\"a\">F<span class=\"l10\">. C<\/span><\/span><span class=\"a\">AFFIO<\/span><span class=\"a\">, <\/span><span class=\"a\">T<span class=\"l12\">aranto scomparsa:&nbsp;la spiaggia della&nbsp;\u201cFontanella\u201d all\u2019imboccatura del<\/span><\/span><span class=\"a\">&nbsp;Mar Piccolo<\/span><span class=\"a\">, <\/span><span class=\"a\">Corriere del Giorno, <\/span><span class=\"a\">6, 2011<br \/>\n<\/span><span class=\"a\">F<span class=\"l9\">.&nbsp;C<\/span><\/span><span class=\"a\">AFFIO<\/span><span class=\"a\">, <\/span><span class=\"a\">Ecco com\u2019era via Garibaldi con le sue mura, nel 1890, Corriere del <\/span><span class=\"a\">Giorno<\/span><span class=\"a\"><span class=\"a\">, 7, 201<span class=\"l8\">1<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><span class=\"a\" style=\"font-size: inherit;\">F<span class=\"l10\">. C<\/span><\/span><span class=\"a\" style=\"font-size: inherit;\">AFFIO<\/span><span class=\"a\" style=\"font-size: inherit;\">, <\/span><span class=\"a\" style=\"font-size: inherit;\">Corsi e ricorsi della molluschicoltura<\/span><span class=\"a\" style=\"font-size: inherit;\">, <\/span><span class=\"a\" style=\"font-size: inherit;\">Corriere del Giorno<\/span><span class=\"a\" style=\"font-size: inherit;\">, 9, 201<span class=\"l9\">1<br \/>\n<\/span><\/span><span class=\"a\" style=\"font-size: inherit;\">F<span class=\"l10\">. C<\/span><\/span><span class=\"a\" style=\"font-size: inherit;\">AFFIO<\/span><span class=\"a\" style=\"font-size: inherit;\">, <\/span><span class=\"a\" style=\"font-size: inherit;\">Leonida di T<span class=\"l9\">aranto, poeta di&nbsp;marinai e pescatori<\/span><\/span><span class=\"a\" style=\"font-size: inherit;\">, <\/span><span class=\"a\" style=\"font-size: inherit;\">Corriere del Giorno<\/span><span class=\"a\" style=\"font-size: inherit;\">, <\/span><span class=\"a\" style=\"font-size: inherit;\">2, 2012<br \/>\n<\/span><span class=\"a\">F<span class=\"l10\">.&nbsp;C<\/span><\/span><span class=\"a\">AFFIO<\/span><span class=\"a\">, <\/span><span class=\"a\">150 anni fa nasceva la nuova Taranto: la forma urbis della citt\u00e0 nella <\/span><span class=\"a\">cartografia coeva<\/span><span class=\"a\">, <\/span><span class=\"a\">Cenacolo<\/span><span class=\"a\">, XXII, 2010, 75<br \/>\n<\/span><span class=\"a\">F<span class=\"l9\">.&nbsp;C<\/span><\/span><span class=\"a\">AFFIO<\/span><span class=\"a\">, <\/span><span class=\"a\">Geopolitica del Grande Salento: perch\u00e9 Taranto non gli appartiene, <\/span><span class=\"a\">Corriere del Giorno<\/span><span class=\"a\">, 1<span class=\"l7\">1, 2012<\/span><\/span><span class=\"a\"><span class=\"l6\">&nbsp;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA MARITTIMA PERIODO: VII SECOLO a.C AREA: DIDATTICA parole chiave: Taranto . I coloni spartani, che in un giorno del 706 a.C. presero il mare diretti verso la futura \u03a4\u03ac\u03c1\u03b1\u03c2 conoscevano bene le potenzialit\u00e0 del territorio che andavano a colonizzare. 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