{"id":8114,"date":"2020-10-07T00:10:29","date_gmt":"2020-10-06T22:10:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=8114"},"modified":"2026-04-11T15:42:28","modified_gmt":"2026-04-11T13:42:28","slug":"la-chiave-e-nella-lettura-della-storia-della-terra-la-nascita-delle-civilta-ed-il-diluvio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/8114","title":{"rendered":"Quanto la storia geologica e astronomica della Terra hanno influenzato lo sviluppo delle civilt\u00e0?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA E GEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: 20.000 ANNI FA AD OGGI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: sviluppo, civilt\u00e0<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-36504 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/DSC_0046-e1574929316308.jpg\" alt=\"\" width=\"1053\" height=\"711\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Museo nazionale Bahrain, sepoltura. Nel Golfo Persico si svilupp\u00f2 la civilt\u00e0 Dilmun intorno all&#8217;Et\u00e0 del Bronzo, dal 3000 a.C., diventando uno dei crocevia commerciali marittimi pi\u00f9 importanti del mondo antico.\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il clima del pianeta si \u00e8 modificato pi\u00f9 volte nelle Ere geologiche; dall&#8217;ultima glaciazione, iniziata intorno a centoventimila anni fa, sono stati individuati ben quattro periodi glaciali, intervallati da altrettanti periodi molto caldi.\u00a0<\/span><\/strong>L\u2019ultima glaciazione cominci\u00f2 nel periodo in cui i nostri antenati, provenienti dall&#8217;Africa e dall&#8217;Asia, si affacciarono in quell&#8217;area che sarebbe diventata il Mar Mediterraneo. Gli scienziati hanno ritrovato scheletri dei nostri predecessori risalenti a 200.000 anni fa, parallelamente all&#8217;Uomo di Neanderthal che era comparso circa 250.000 anni fa e che probabilmente si estinse 30.000 anni fa. Circa ventimila anni fa, la temperatura globale cominci\u00f2 a risalire ed il mare avanz\u00f2 ricoprendo le terre pi\u00f9 basse e formando i mari attuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-7661 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Paleoscienze_origini_tab.1.jpg\" alt=\"Paleoscienze_origini_tab.1\" width=\"1072\" height=\"1247\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Paleoscienze_origini_tab.1.jpg 540w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Paleoscienze_origini_tab.1-258x300.jpg 258w\" sizes=\"(max-width: 1072px) 100vw, 1072px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Ma dove vivevano i nostri antenati?<\/span> <\/span><\/strong><br \/>\nE\u2019 probabile che molti luoghi abitati durante l&#8217;Era glaciale si trovassero sulla piattaforma continentale che allora costituiva il limite di coste. Durante questa fase lo sviluppo della marittimit\u00e0, intesa come quell&#8217;insieme di attivit\u00e0 commerciali svolte in mare, si diffuse in tutto il mondo conosciuto passando da una connotazione costiera ad una di altura. Per quanto di nostra conoscenza, la cultura del neolitico nacque nel Medio Oriente (Neolitico &#8211; preceramico di Gerico) intorno alla met\u00e0 del X millennio a.C. (circa 9500 a.C.), derivata da una cultura mesolitica, detta natufiana, che aveva incominciato ad utilizzare i cereali selvatici gi\u00e0 dalla met\u00e0 del XIII millennio a.C. (12500 a.C. circa) favorendo uno stile di vita pi\u00f9 sedentario. All&#8217;inizio dell&#8217;XI millennio a.C., a causa del nuovo rapido raffreddamento climatico (tra il 10.800 e il 9.500 a.C.) in alcune aree geografiche si verificarono dei lunghi periodi di siccit\u00e0 con una forte diminuzione delle precipitazioni. Questo comport\u00f2 una forte migrazione verso le coste dove i flussi di risorse erano maggiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La conquista delle isole<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIn realt\u00e0 le prime colonizzazioni erano avvenute 13 mila anni fa con uno spostamento migratorio di nuclei di individui dall&#8217;Asia all&#8217;isola di Cipro. Voglio sottolineare che all&#8217;epoca l&#8217;isola era lontana circa quaranta miglia marine dalla costa, una distanza non semplice da affrontare con i mezzi dell\u2019epoca. In quel periodo dovevano quindi gi\u00e0 esistere delle imbarcazioni primitive che consentivano di muoversi in mare. La nascita di colonie marittime e la creazione delle prime rotte per il trasporto dell\u2019ossidiana tra Melos e l\u2019Argolide (Renfrew and Aspinall, 1990) hanno dimostrato che le migrazioni assunsero una nuova dimensione.; non pi\u00f9 spostamenti di popoli raccoglitori ma l&#8217;instaurazione i piccoli nuclei che acquisirono una loro identit\u00e0 di fatto cambiando gli orizzonti delle crescenti civilt\u00e0. Dal Mar Egeo al Mar Rosso, le prime imbarcazioni a remi contribuirono allo sviluppo delle nascenti culture che vi si erano insediate grazie alle pi\u00f9 favorevoli condizioni climatiche.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Navicelle-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-7662 alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Navicelle-1.jpg\" alt=\"Navicelle 1\" width=\"1063\" height=\"988\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Navicelle-1.jpg 555w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Navicelle-1-300x279.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1063px) 100vw, 1063px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Mar Mediterraneo, la stabilit\u00e0 meteorologica e la possibilit\u00e0 di navigare facilmente tra le tante isole diede la possibilit\u00e0 di estendere la stagione utile alla navigazione. Questi popoli, acquisendo maggiore esperienza, svilupparono nuove attrezzature e tecniche marinaresche. Ritrovamenti di numerose navicelle nei nuraghi (databili intorno al II millennio a.C.) ci mostrano l&#8217;alto livello costruttivo raggiunto. Oltre tremila anni fa esistevano quindi delle vie marittime che consentivano collegamenti commerciali tra le varie sponde del Mar Mediterraneo. Una era la \u201cvia dello stagno\u201d che oltrepassava lo stretto di Gibilterra e toccava tutti i porti del Mediterraneo. Lungo queste vie sorsero grandi citt\u00e0 ma anche approdi dotati di darsene e magazzini che consentirono la ricchezza e prosperit\u00e0 delle popolazioni marinare. Il mare era sostanzialmente diventato una via commerciale e la Sardegna, sita al centro del Mediterraneo occidentale, non poteva essere estranea a questo fenomeno.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-46083 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/navigazione-assiri-ur.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/navigazione-assiri-ur.jpg 900w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/navigazione-assiri-ur-300x160.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/navigazione-assiri-ur-768x410.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">sigillo a cilindro accadiano con il dio Sole sulla sua barca (Invernizzi A., Dal Tigri all&#8217;Eufrate, I, Florence 1992: 351, fig. 618)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ci possiamo quindi domandare quando tutto questo inizi\u00f2<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>L&#8217;esistenza di scafi evoluti gi\u00e0 nel II millennio a.C. ci fa pensare che la navigazione inizi\u00f2 molto prima ad opera di popoli in possesso di tecnologie pi\u00f9 avanzate rispetto a quelle dei nomadi; civilt\u00e0 che risiedevano lungo le antiche coste dei mari mediterranei ma anche degli oceani. Sicuramente l&#8217;alternanza climatica mut\u00f2 pi\u00f9 volte le linee di costa e questo spiegherebbe la nostra difficolt\u00e0 a reperire tracce costiere di quelle antiche civilt\u00e0 e questo ci fa dedurre che la storia delle civilt\u00e0 sia profondamente legata alla variazione delle condizioni climatiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong>Per poter comprendere la relazione tra sviluppo delle civilt\u00e0 e cambiamenti climatici possiamo iniziare ad analizzare le concause naturali che contribuiscono ai cambiamenti climatic<\/strong><\/span><\/span><br \/>\nSappiamo che il clima nei secoli \u00e8 cambiato lentamente e continuamente seguendo cicli di diversa lunghezza\u00a0 temporale. Quali possono esserne state le cause? Questo processo \u00e8 ancora in corso? In un epoca in cui la tendenza \u00e8 di attribuire i cambiamenti climatici esclusivamente agli innegabili effetti antropici, raramente (se non a Superquark) vengono citati dalla scienza ufficiale altri fattori, il cui contributo non trascurabile non \u00e8 ancora stato quantificato nelle cause dei cambiamenti del clima.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-46077 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/geoide.jpg\" alt=\"\" width=\"1062\" height=\"597\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/geoide.jpg 900w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/geoide-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/geoide-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1062px) 100vw, 1062px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la forma reale della Terra \u00e8 tutt&#8217;altro che sferica <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per comprendere questo concetto, tutt&#8217;altro che semplice, <strong><span style=\"color: #008000;\">partiamo dalla forma della Terra.<\/span><\/strong> Sappiamo che il nostro pianeta, a causa della forza di gravit\u00e0 ha una forma irregolare, tutt&#8217;altro che sferica, che potremmo <span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">paragonare<\/span><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"> &#8220;ad una grossa patata<\/span><\/strong>&#8220;. I cartografi, per comodit\u00e0 descrittive, utilizzarono nel tempo diverse figure geometriche, pi\u00f9 propriamente delle proiezioni cartografiche centrate su punti geografici, denominati <strong><span style=\"color: #008000;\">datum<\/span> <span style=\"color: #008000;\">geografici,<\/span><\/strong> riferiti a posizioni sul terreno conosciute con grande precisione. Senza entrare troppo nella materia, che \u00e8 alquanto complessa, possiamo<strong><span style=\"color: #008000;\"> rappresentare la Terra come un ellissoide con il suo asse di rotazione inclinato (attualmente) di circa 23.5\u00b0 rispetto alla normale al piano di rivoluzione della Terra intorno al Sole (eclittica).\u00a0 A causa di questa inclinazione ci sono aree del pianeta che subiscono un maggior irraggiamento di altre.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-46086 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/2000px-Earth_obliquity_range-wikimedia.org1_.jpg\" alt=\"\" width=\"1074\" height=\"663\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/2000px-Earth_obliquity_range-wikimedia.org1_.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/2000px-Earth_obliquity_range-wikimedia.org1_-300x185.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/2000px-Earth_obliquity_range-wikimedia.org1_-768x474.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1074px) 100vw, 1074px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Inclinazione normale dell&#8217;asse di rotazione terrestre (wikimedia.org)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho specificato <span style=\"text-decoration: underline;\">attualmente<\/span> perch\u00e9 l&#8217;inclinazione della Terra sul suo asse non \u00e8 fissa ma <strong><span style=\"color: #008000;\">varia da 22,1\u00b0 a 24,5\u00b0<\/span> <\/strong>con una periodicit\u00e0 di 41.000 anni. Questa inclinazione, che va a modificare l&#8217;esposizione al Sole, subisce anche la variazione legata alla graduale <strong><span style=\"color: #008000;\">precessione degli equinozi<\/span><\/strong> che intercorre con un periodo di circa 25.800 anni. La <strong><span style=\"color: #008000;\">precessione<\/span><\/strong> \u00e8 dovuta all&#8217;attrazione del Sole e della Luna ed al fatto che la forma della Terra non \u00e8 sferica per cui, nel suo movimento astrale, si comporta come una trottola. Notate che viene detta <strong><span style=\"color: #008000;\">precessione degli equinozi<\/span><\/strong> in quanto, tra i suoi effetti vi \u00e8 il cosiddetto spostamento dei punti dell&#8217;equinozio sulla volta celeste. In particolare agli <strong><span style=\"color: #008000;\">equinozi<\/span><\/strong> l&#8217;asse di rotazione terrestre si trova perpendicolare alla direzione dei raggi solari per cui, in ogni punto del pianeta, la durata temporale del giorno e della notte \u00e8 uguale (da cui il termine <strong><span style=\"color: #008000;\">equi noctium<\/span><\/strong>, ugual periodo giorno-notte). A causa della precessione ogni anno gli equinozi avvengono con un anticipo di venti minuti rispetto all&#8217;anno precedente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-46085 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/asse_di_inclinazione_della_terra.jpg\" alt=\"\" width=\"1656\" height=\"1437\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;inclinazione assiale della Terra, con evidenziati i piani dell&#8217;eclittica e dell&#8217;equatore celeste. L&#8217;asse di rotazione individua il Polo Nord celeste e il Polo Sud celeste. da Wikipedia<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se un emisfero \u00e8 &#8220;inclinato&#8221; verso il Sole avr\u00e0 quindi giorni pi\u00f9 lunghi e notti pi\u00f9 corte; quando la luce solare colpisce il pianeta pi\u00f9 verticalmente avremo periodi estivi. Geometricamente, nell&#8217;altro emisfero le condizioni saranno invece opposte ed avremo condizioni invernali. <strong><span style=\"color: #008000;\">Questo spiega l&#8217;alternarsi delle stagioni e le variazioni di temperature che ne conseguono.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non essendo il nostro pianeta una struttura rigida, la sua forma \u201cellissoidale\u201d si modifica sia durante la rotazione intorno al proprio asse sia durante la rivoluzione intorno al Sole, causando cambiamenti della posizione del polo geografico che non possono essere trascurati in quanto anch&#8217;essi possono influenzare il clima generale.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_Y3yGrrRrtoE\"><div id=\"lyte_Y3yGrrRrtoE\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/Y3yGrrRrtoE\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Y3yGrrRrtoE\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/Y3yGrrRrtoE\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questi processi, calcolabili matematicamente, si aggiungono i fenomeni sismici all\u2019interno o sulla superficie del pianeta che possono modificare la forma del Pianeta, variandone, anche se minimamente, la velocit\u00e0 di rotazione ma anche l&#8217;inclinazione del suo asse. Il 20 aprile 2011, avvenne un fortissimo terremoto che spost\u00f2 geograficamente di circa 2,4 metri l\u2019isola principale del Giappone, spostando di fatto la Terra sul suo asse. L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia<\/span> <\/strong>(<strong><span style=\"color: #008000;\">INVG<\/span><\/strong>) italiano ha stimato che il terremoto avvenuto in Giappone, con un&#8217;intensit\u00e0 di magnitudo 8,9 spost\u00f2 il pianeta sul suo asse da quasi 10 centimetri.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/t1larg.japan_.nasa_.afp_.gi-3-450x253.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-7666\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/t1larg.japan_.nasa_.afp_.gi-3-450x253.jpg\" alt=\"t1larg.japan_.nasa_.afp_.gi-3-450x253\" width=\"1071\" height=\"602\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/t1larg.japan_.nasa_.afp_.gi-3-450x253.jpg 450w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/t1larg.japan_.nasa_.afp_.gi-3-450x253-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1071px) 100vw, 1071px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Attualmente le misure di spostamento dell\u2019asse terrestre e della velocit\u00e0 di rotazione vengono effettuate con metodi di rivelazione basati su una tecnica detta S.L.R. (Satellite Laser Ranging) e con misure gravitometriche. Il primo metodo impiega impulsi di luce laser diretti verso un satellite artificiale in orbita che, attraverso un sistema di specchi,\u00a0 li riflette indietro verso l\u2019origine. Si \u00e8 osservato che movimenti sulla superficie terrestre ne modificano i tempi di percorrenza e quindi, se perduranti, indicano che la crosta terrestre si \u00e8 spostata. Un esempio queste immagini della NASA che mostrano la costa nord-orientale del Giappone prima, a sinistra, e dopo il fortissimo terremoto del 2011 &#8211; fonte NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un fattore quello sismico che si aggiunge agli effetti della deriva delle placche tettoniche, stimati intorno ai dieci centimetri all&#8217;anno. Interessanti sono i dati ottenuti tramite il satellite della NASA <strong><span style=\"color: #008000;\">GRACE<\/span><\/strong> che ha rivelato che la deriva del Polo Nord verso Sud \u00e8 cambiata nel 2005 e da allora, e si dirige verso Est con un cambiamento di 1,2 metri dal 2005 al 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una responsabilit\u00e0 complessa<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nAbbiano visto come fattori esterni (legati al moto della Terra nello spazio) ed interni (sismi e movimenti della crosta terrestre) possono provocare una variazione dell&#8217;inclinazione della Terra e causare dei cambiamenti climatici. La domanda, che molti geologi e climatologi si pongono, \u00e8 <strong><span style=\"color: #008000;\">quanto<\/span><\/strong> questi spostamenti possano aver influito nei cambiamenti climatici nella storia geologica della Terra e delle antiche civilt\u00e0? Si tratta di influenze minimali a fronte degli effetti antropici (teoria attualmente perseguita da una buona parte della comunit\u00e0 scientifica) oppure comportarono la nascita e distruzione di civilt\u00e0 passate? Sappiamo che nelle Ere passate ci furono collisioni con corpi celesti relativamente piccoli (ricordiamo che la scomparsa dei dinosauri fu causata da uno di questi urti), che attivit\u00e0 vulcaniche violentissime provocarono l&#8217;emissione in atmosfera di ceneri che oscurarono il cielo anche per lunghi periodi (Krakatoa e i vulcani\u00a0 islandesi pi\u00f9 recentemente), e che si verificarono periodi pi\u00f9 o meno lunghi di glaciazioni seguiti da altrettanti periodi caldi. Gli antichi testi sacri raccontano di catastrofi come quella del diluvio universale, citato con dovizia di particolari dalla Bibbia con l&#8217;arca di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/No%C3%A8\">Noah<\/a>, dal racconto Ind\u00f9 Puranica\u00a0di <a title=\"Manu (Induismo)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Manu_(Induismo)\">Manu<\/a>, da\u00a0<a title=\"Deucalione (Prometeo)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Deucalione_(Prometeo)\">Deucalione<\/a> nella mitologia greca\u00a0o <a title=\"Atra\u1e2basis\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Atra%E1%B8%ABasis\">Utnapishtim<\/a> babilonese nell&#8217;Epopea di Gilgamesh ma anche in leggende polinesiane con la storia di <a title=\"Nu'u\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nu%27u\">Nu&#8217;u<\/a>. La dovizia nei particolari nei racconti (ad esempio il nome del protagonista) fanno ritenere che l&#8217;evento possa essere effettivamente accaduto a seguito dell&#8217;elevazione violenta dei mari, forse legata al tracollo di strutture geologiche a seguito di enormi cataclismi. Esistono quindi fattori che legano lo sviluppo delle civilt\u00e0 alle variazioni climatiche del Pianeta, in particolare in epoche non comparabili con quella attuale quando la Terra era geologicamente diversa ed i poli geografici erano diretti in una direzione diversa da quella attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una domanda che ci dobbiamo porre \u00e8 <strong><span style=\"color: #008000;\">quanto<\/span> <span style=\"color: #008000;\">conoscere il passato possa essere utile per comprendere il presente ed il futuro?<\/span><\/strong> Colpevolizzare sempre e solo l&#8217;Uomo per quanto stiamo subendo \u00e8 forse pretestuoso? Nell&#8217;incertezza, non sarebbe meglio concentrarci sulle soluzioni per contrastare gli effetti di ci\u00f2 che sta avvenendo?\u00a0 Ci torneremo presto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Come disse Confucio, forse gli scienziati dovrebbero ricordarsi che: &#8220;Sapere di sapere quello che si sa e sapere di non sapere quello che non si sa: ecco il vero sapere&#8221; ma purtroppo spesso se lo dimenticano.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini sono prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore e le fonti o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&#8211; . ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA E GEOLOGIA PERIODO: 20.000 ANNI FA AD OGGI AREA: DIDATTICA parole chiave: sviluppo, civilt\u00e0 . Museo nazionale Bahrain, sepoltura. 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