{"id":80900,"date":"2023-01-12T00:02:00","date_gmt":"2023-01-11T23:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=80900"},"modified":"2024-06-01T18:13:20","modified_gmt":"2024-06-01T16:13:20","slug":"la-petaccia-genovese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/80900","title":{"rendered":"La Petaccia"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XIX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Petaccia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 facile trovare una definizione precisa per capire cosa fosse una <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>petaccia<\/em><\/span><\/strong>. Secondo il V<strong><span style=\"color: #008000;\">ocabolario marino e militare<\/span> <\/strong>del Guglielmotti \u00e8 il <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>nome dato dagli italiani del cinquecento al minimo di tutti i bastimenti quadri\u2026. Bastimento di 150 tonnellate, due alberi di gabbia, velatura quadra, otto o dieci cannoncini<\/em>. <\/span><\/strong>Sempre secondo il Guglielmotti il nome <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>deriverebbe da una specie di pianella\u2026comunissima in quel tempo<\/em><\/span><\/strong>. Secondo altre fonti il termine si rifarebbe&nbsp; invece allo spagnolo<strong><span style=\"color: #008000;\"> <em>pataje<\/em><\/span><\/strong>, a sua volta derivato dall\u2019arabo <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>batt\u00e2\u0161<\/em><\/span><\/strong>, usato per indicare genericamente una nave leggera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di informazioni erudite, ma insufficienti per determinarne, se non in linea di massima, le caratteristiche generali e, tantomeno, l\u2019impiego e la diffusione lungo le coste mediterranee. La <strong><span style=\"color: #008000;\">petaccia genovese<\/span><\/strong> era comunque qualcosa di molto diverso e, in pi\u00f9, di unico. Non si dice niente di nuovo sottolineando l\u2019importanza che ha sempre rivestito il porto di Genova nell\u2019economia italiana in ogni tempo e&nbsp; i molti problemi&nbsp; che porta con s\u00e9 &nbsp;l\u2019avere questo primato. Ovviamente &nbsp;le cose non andavano diversamente nel XIX secolo, ma oltre all\u2019abituale presenza di una folla di marinai cosmopolita, facili alla rissa e all\u2019ubriachezza, dediti al piccolo contrabbando e insaziabili clienti della prostituzione, Genova era il centro pi\u00f9 importante delle sette e delle societ\u00e0 segrete, in particolare la Giovine Italia del Mazzini che fra gli equipaggi contava moltissimi adepti e continuamente ne reclutava. Rivoluzionari, sobillatori, terroristi <em>ante<\/em> <em>litteram<\/em> che venivano attentamente tenuti d\u2019occhio dalle autorit\u00e0, tanto pi\u00f9 che a Genova, proprio in mezzo al porto, aveva allora sede la principale base della Marina Militare ed ovviamente non si voleva che gli equipaggi venissero corrotti da certe idee.<\/p>\n<figure style=\"width: 843px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 2.jpg\" width=\"843\" height=\"843\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La Lanterna fa da sfondo alla petaccia in un\u2019immagine ottocentesca<\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\">\n<h5><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>[wpedon id=17555]<\/strong><\/span><\/h5>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Questo articolo ti interessa? Su OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0, troverai numerosi articoli di storia navale e marittima per conoscere eventi del passato che difficilmente potrai trovare sui libri di scuola. Se hai suggerimenti o domande puoi lasciarci un commento in calce all\u2019articolo oppure scriverci alla nostra mail: <a style=\"color: #0000ff;\" href=\"mailto:infoocean4future@gmail.com\">infoocean4future@gmail.com<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine non vanno dimenticati i problemi connessi alla sicurezza dato che ci si stava avviando verso un mondo moderno: la navigazione a vapore aveva imposto lo stoccaggio di grandi quantit\u00e0 di carbone, facile esca per il fuoco, e il porto era stato collegato con la ferrovia cos\u00ec che c\u2019era un continuo andirivieni di treni (1). Non c\u2019\u00e8 da stupirsi, quindi, che il governo cercasse di fare di Genova, per dirla in modo moderno, una citt\u00e0 \u201cblindata\u201d.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Piemonte_nave_dei_Mille-1024x755.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Piemonte_nave_dei_Mille-1024x755.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La polizia marittima era di competenza della Marina Militare che la esercitava tramite gli ufficiali dello Stato Maggiore dei Porti che per i compiti esecutivi si avvalevano del personale militare di bassa forza scelto fra coloro che per qualsiasi ragione non erano idonei all\u2019imbarco. A met\u00e0 dell\u2019800 era Comandante del porto il <strong><span style=\"color: #008000;\">Capitano di vascello Giuseppe Rey di Villarey<\/span> <\/strong>che lo resse con grande professionalit\u00e0, in particolare nel 1859 in occasione delle operazioni di sbarco delle truppe francesi dirette nella pianura padana per guerra contro l\u2019Austria. Fu ancora lui a collaborare con i garibaldini in occasione della \u201ccattura\u201d dei piroscafi <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Lombardo<\/em><\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Piemonte<\/em><\/span><\/strong> nel maggio 1860.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Regolamento per li porti marittimi de\u2019 Regii Stati<\/em><\/span><\/strong>, promulgato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">re di Sardegna Carlo Felice<\/span> <\/strong>nel 1827, all\u2019articolo 127 si disponeva che durante la notte nei porti <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>si eseguiranno le ronde per mezzo de\u2019battelli addetti alla polizia<\/em> <\/span><\/strong>sia per scrutare verso il mare aperto per individuare eventuali navi in difficolt\u00e0, sia <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>per il mantenimento della pubblica quiete e la repressione di malviventi<\/em><\/span><\/strong>.&nbsp;Altre ronde venivano effettuate lungo le banchine e, in occasione della gi\u00e0 ricordata cattura dei due piroscafi da parte dei garibaldini, il Comandante Rey tenne consegnata la ronda per tutta la notte nei locali della Capitaneria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dopo questa lunga premessa, veniamo alla nostra petaccia.<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>In pratica si trattava di un grosso pontone con una sovrastruttura chiusa e un unico albero per segnali che svolgeva generiche funzioni di guardaporto e rimaneva normalmente ormeggiato al centro dello specchio d\u2019acqua dello scalo.<\/p>\n<figure style=\"width: 839px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1.png\" width=\"839\" height=\"1039\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La petaccia (Da L\u2019Illustrazione italiana)<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, secondo l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 85&nbsp; Regolamento dei porti del 1827 \u2026 <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Le petacce serviranno di sito di detenzione provvisoria o di castigo di disciplina per i contravventori ai regolamenti marittimi del porto <\/em>e il pi\u00f9 tardo<em> Regolamento per l\u2019esercizio dello scalo costrutto nel Porto di Genova per servizio della ferrovia a cavalli di Sampierdarena<\/em> &nbsp;<\/span><\/strong>(2) pubblicato nel <span style=\"color: #008000;\"><strong>Giornale Militare piemontese<\/strong> <\/span>del 1858 precisava in aggiunta che colui che veniva sorpreso a vagare &nbsp;di notte in tale scalo &nbsp;dovesse passare <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>in petaccia <\/em><\/span><\/strong>il resto delle ore notturne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre ai responsabili di piccole infrazioni o a quei casi pi\u00f9 &nbsp;gravi in cui il presunto colpevole era detenuto in attesa &nbsp;&nbsp;di essere consegnato all\u2019autorit\u00e0 di Pubblica Sicurezza, venivano anche confinati per il soggiorno notturno sull\u2019imbarcazione i marinai delle navi mercantili che si aggiravano in qualsiasi parte del porto&nbsp; senza motivi giustificati dal servizio.&nbsp;La permanenza in petaccia poteva essere anche abbastanza lunga: i componenti della <strong><span style=\"color: #008000;\">Compagnia dei Soccorsi Marittimi<\/span><\/strong> che non si presentavano alla chiamata vi venivano rinchiusi per tre giorni e per ben 15 giorni i loro capi squadra quando mancavano a qualcuno dei loro doveri. Talvolta troviamo che la nave \u00e8 chiamata anche <em>patacchia<\/em> (3)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si considera che si trattava di una struttura aperta da ogni lato, la promiscuit\u00e0&nbsp; delle prigioni dell\u2019epoca e la disciplina militare che vi regnava, la permanenza doveva essere piuttosto sgradevole ed era una &nbsp;prospettiva che poteva avere un efficace&nbsp; scopo intimidatorio, almeno per chi non fosse abituato a delinquere o a trasgredire.&nbsp;Il personale di bordo era fornito dalla Marina Militare che, secondo il <strong><span style=\"color: #008000;\">Regio Decreto del 23 dicembre 1857<\/span><\/strong>, era tenuta ad assegnare alla Capitaneria una ventina di persone fra sottufficiali e marinai che si alternavano &nbsp;fra i servizi a terra, quelli sulle imbarcazioni di sorveglianza e l\u2019imbarco sulla petaccia sulla quale, peraltro, un Secondo Nocchiere vi era assegnato permanentemente.<\/p>\n<figure style=\"width: 846px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/3.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 3.png\" width=\"846\" height=\"445\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La petaccia sulla cui fiancata si legge \u201dR. GUARDA PORTO\u201d<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019uso sopravvisse a lungo:&nbsp; nella discussione parlamentare sul bilancio piemontese del 1859 si accenna allo stanziamento di fondi <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>affinch\u00e9 &nbsp;possa mantenersi servibile la sdrusita petaccia che serve di corpo di guardia al porto<\/em><\/span><\/strong>. Ancora molti anni dopo il <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Regolamento per lo sbarco e imbarco del petrolio e altre materie infiammabili nel porto di Genova<\/em> del 7 giugno 1872<\/span> <\/strong>prevedeva che le imbarcazioni cariche di questi prodotti che fossero trovate ormeggiate al di fuori dei luoghi prescritti &nbsp;venissero condotte alla petaccia presso la quale, dopo aver pagato le previste sanzioni, i proprietari dovevano andare a ritirarle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante le ore notturne la presenza di questa imbarcazione era segnalata da un fanale&nbsp; situato sull\u2019unico albero a 9,25 metri di altezza sul livello del mare; nel 1867 il suo colore fu mutato da bianco a verde.&nbsp;Sembra che l\u2019ultimo atto della storia dell\u2019ormai vecchissima Petaccia sia stato recitato nel 1879, quando il Commissariato della Regia Marina di La Spezia la mise in vendita per 6.000 lire.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Guglielmo Evangelista&nbsp; &nbsp; &nbsp; <\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>NOTE<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Il raccordo con il porto fu attivato nel 1853 in concomitanza con l\u2019apertura della ferrovia Torino-Genova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) Tutti i carri ferroviari in origine erano trainati da cavalli che tuttavia furono ben presto &nbsp;sostituiti da locomotive a vapore, eccetto un breve tratto nella zona occidentale del porto dove le locomotive non potevano transitare che rimase a lungo a trazione animale, poi sostituita da trattrici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(3) Curiosamente, e forse solo per la superficiale assonanza o un\u2019involontaria casualit\u00e0, il nome <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>patacchia<\/em><\/span><\/strong> era quello di un\u2019antica moneta genovese di scarso valore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><em>In anteprima, un\u2019immagine inedita e a dir poco eccezionale: la Darsena delle galere, poi sede della Marina Militare del Regno di Sardegna con il bacino costruito nel 1851. Considerati i vari di imbarcazioni presenti, tutte mercantili,&nbsp; la fotografia sembra risale al 1870-75,&nbsp; dopo che la flotta fu trasferita a La Spezia e prima della rapida demolizione di tutte le strutture, escluso il bacino che \u00e8 tutt\u2019oggi in attivit\u00e0 &#8211; foto credito <a href=\"http:\/\/www.agenziabozzo.it\/vecchie_navi\/A-Vecchie_Vele\/A-318_porto_di_Genova_1870_nave_in_bacino_piroveliero_Cartolina.htm\">Agenzia Bozzo | vecchie vele | Porto di Genova 1870 | cartolina | piroveliero | nave in bacino<\/a><\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">[wpedon id=17555]<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ti \u00e8 piaciuto questo articolo? Se s\u00ec, puoi fare una piccola donazione (anche un euro) per sostenere il nostro portale. 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Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XIX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Petaccia &nbsp; Non \u00e8 facile trovare una definizione precisa per capire cosa fosse una petaccia. 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