{"id":80649,"date":"2023-06-12T00:01:18","date_gmt":"2023-06-11T22:01:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=80649"},"modified":"2023-06-12T08:44:34","modified_gmt":"2023-06-12T06:44:34","slug":"lo-scontro-navale-di-pantelleria-anche-detto-la-battaglia-di-mezzo-giugno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/80649","title":{"rendered":"Lo scontro navale  di Pantelleria, anche detto la battaglia di Mezzo Giugno: Premesse"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: SECONDA GUERRA MONDIALE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Mezzo giugno<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un argomento quello dalla battaglia di Mezzo Giugno che meriterebbe molte pagine ma che Virginio Trucco ci riassumer\u00e0 questa settimana in tre articoli. Buona lettura <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di mezzo giugno (o battaglia di Pantelleria)<\/span> <\/strong>si indica una serie di scontri aeronavali avvenuti fra il 12 e il 16 giugno 1942 nel Mediterraneo centrale e orientale. I combattimenti, che si inquadrano nella pi\u00f9 ampia battaglia del Mediterraneo, videro le forze aeree e navali italiane e tedesche Italia contrastare due operazioni di rifornimento dell&#8217;isola di Malta, condotte dalla Royal Navy britannica con unit\u00e0 inglesi, australiane e polacche). Queste operazioni, svolgendosi in una zona del Mediterraneo molto ampia, furono distinte in base alle rotte; l&#8217;operazione di scorta del convoglio da Alessandria d&#8217;Egitto fu chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">Vigorous<\/span> <\/strong>mentre quella con partenza da Gibilterra <strong><span style=\"color: #008000;\">Harpoon<\/span><\/strong>, entrambe convergenti su Malta.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/STORIA-NAVALE-MAPPE-Strait_of_Sicily_map.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-NAVALE-MAPPE-Strait_of_Sicily_map.png\" width=\"800\" height=\"960\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il teatro di operazioni del convoglio proveniente da Gibilterra: lo Stretto di Sicilia sulla via di Malta &#8211; mappa disegnata da Norman Einstein<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Strait_of_Sicily_map.png\">Strait of Sicily map.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Malta<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: inherit;\">Fin dall&#8217;entrata in guerra dell&#8217;Italia, nel giugno del 1940, Malta aveva acquisito un importante ruolo strategico; l&#8217;isola, posta quasi al centro del Mediterraneo, durante il conflitto rivestiva una notevole importanza nell&#8217;ambito della campagna del Nordafrica, trovandosi sia sulla rotta usata dagli italiani per approvvigionare le truppe dislocate in Libia sia su quella&nbsp; pi\u00f9 breve tra il Regno Unito e le forze in Egitto. Di fatto allo scoppio della guerra l&#8217;isola risultava in gran parte indifesa: la sua posizione la rendeva talmente vulnerabile ad attacchi italiani che i britannici avevano dato per certa una sua imminente invasione, provvedendo di conseguenza ad allontanare dall&#8217;isola le loro forze aeree e navali e ad evacuare il personale pi\u00f9 importante<\/span><sup id=\"cite_ref-9\" class=\"reference\"><\/sup><span style=\"font-size: inherit;\">. Tuttavia, nei giorni e nei mesi seguenti, divenne sempre pi\u00f9 palese che non esisteva nessun tentativo reale d&#8217;invasione, anche perch\u00e9 l&#8217;Alto Comando delle Forze italiane non aveva approntato nessun piano per questa evenienza<\/span><sup id=\"cite_ref-10\" class=\"reference\"><\/sup><span style=\"font-size: inherit;\">&nbsp;(lo far\u00e0 solo nell&#8217;ottobre 1941 con la cosiddetta&nbsp;operazione C3<\/span><sup id=\"cite_ref-11\" class=\"reference\"><\/sup><span style=\"font-size: inherit;\">).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I britannici quindi provvidero a rinforzare le difese dell&#8217;isola e trasformarla in una base per le loro unit\u00e0 aeree, navali e subacquee da impegnare negli attacchi contro il traffico italiano diretto in Libia.Per i successivi due anni diversi scontri ebbero luogo nelle acque antistanti Malta: se i mezzi britannici di base nell&#8217;isola riuscivano ad ostacolare le rotte di rifornimento del nemico, quelli italiani di converso si dedicavano ad attaccare i cargo che portavano tutto il necessario per sostenere la difesa dell&#8217;arcipelago maltese. Il problema del rifornimento di Malta divenne via via sempre pi\u00f9 gravoso per la Royal Navy in quanto, oltre all&#8217;approvvigionamento di tutto quello che serviva per fare dell&#8217;isola una base militare (velivoli, munizioni, pezzi di ricambio e rifornimenti militari), era necessario mantenere un flusso il pi\u00f9 possibile costante di beni di prima necessit\u00e0 come viveri e combustibili, necessari non solo al personale militare ma anche alla numerosa popolazione civile<sup id=\"cite_ref-Supply_13-0\" class=\"reference\"><\/sup>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/STORIA-NAVALE-ITALIA-Italian_bombing_of_the_Grand_Harbor_Malta-1024x732.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-NAVALE-ITALIA-Italian_bombing_of_the_Grand_Harbor_Malta-1024x732.jpg\" width=\"1024\" height=\"732\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il &#8220;Grand Harbour&#8221; di La Valletta sotto i bombardamenti degli aerei dell&#8217;Asse. Sullo sfondo un Savoia Marchetti<br \/>\n<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Italian_bombing_of_the_Grand_Harbor,_Malta.jpg\">Italian bombing of the Grand Harbor, Malta.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<figure class=\"mw-default-size mw-halign-left\"><figcaption><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La marina britannica faceva pervenire risorse e rifornimenti sull&#8217;isola tramite i velivoli, trasportati dalle portaerei, lanciati verso gli aeroporti dell&#8217;isola una volta arrivati alla massima distanza possibile, mentre piccole quantit\u00e0 di materiali vitali come munizioni, medicinali e viveri erano recapitati da mercantili veloci oppure da unit\u00e0 militari o sommergibili impiegati come mezzi da trasporto; tra di essi va ricordato il posamine <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS <i>Welshman<\/i><\/span><\/strong>, una veloce unit\u00e0 della classe Abdiel da 40 nodi, che si distinse in questo genere di attivit\u00e0, compiendo numerosi viaggi di rifornimento da e per Malta e ottenendo per questo anche un encomio dal primo ministro britannico Winston Churchill<sup id=\"cite_ref-14\" class=\"reference\"><\/sup>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/STORIA-NAVALE-UK-HMS_Welshman.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-NAVALE-UK-HMS_Welshman.jpg\" width=\"800\" height=\"604\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il posamine HMS Welshman, tra le tante unit\u00e0 coinvolte, fu un protagonista importante di quei giorni<br \/>\n<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:HMS_Welshman.jpg\">HMS Welshman.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il metodo che garantiva per\u00f2 un maggior flusso di risorse rimaneva quello di organizzare un vasto convoglio navale, composto dal maggior numero possibile di mercantili; poich\u00e9 per le loro dimensioni i convogli non potevano non attirare l&#8217;attenzione del nemico, era per\u00f2 necessario garantire loro una massiccia scorta militare, impiegando le risorse delle due formazioni navali britanniche impiegate nelle acque del Mediterraneo: la Mediterranean Fleet (Flotta del Mediterraneo) di base ad Alessandria d&#8217;Egitto e la Force H (Forza H) di base a Gibilterra<sup id=\"cite_ref-Supply_13-2\" class=\"reference\"><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per volere dello stesso&nbsp;Adolf Hitler<sup id=\"cite_ref-15\" class=\"reference\"><\/sup>, la Kriegsmarine disloc\u00f2 a partire dal settembre del 1941 un contingente di U-Boot nel Mediterraneo, ottenendo subito diversi successi: il 14 novembre 1941 il sommergibile&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>U-81<\/i><\/span><\/strong>&nbsp;silur\u00f2 e affond\u00f2 la&nbsp;portaerei&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">HMS&nbsp;<i>Ark Royal<\/i>&nbsp;<\/span><\/strong>mentre rientrava da una missione di trasporto di aerei a Malta, mentre il 25 novembre seguente l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>U-331<\/i><\/span><\/strong>&nbsp;col\u00f2 a picco la&nbsp;corazzata&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">HMS&nbsp;<i>Barham<\/i><\/span><\/strong>&nbsp;mentre partecipava con il resto della flotta alla ricerca di convogli nemici nel Mediterraneo orientale<sup id=\"cite_ref-16\" class=\"reference\"><\/sup>.&nbsp;Le capacit\u00e0 belliche della Mediterranean Fleet subirono un duro colpo il 19 dicembre 1941, quando&nbsp;incursori&nbsp;della&nbsp;X\u00aa Flottiglia MAS italiana&nbsp;penetrarono nel porto di Alessandria&nbsp;e attaccarono le due navi da battaglia&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>HMS&nbsp;<i>Queen Elizabeth<\/i>&nbsp;e&nbsp;HMS&nbsp;<i>Val<\/i><i>i<\/i><i>ant<\/i><\/strong><\/span>: le due unit\u00e0 furono affondate anche se si posarono sul basso fondale del porto, consentendone successivamente il recupero; di fatto, un periodo horribilis per la flotta britannica che si ritrov\u00f2 priva di corazzate operative nel settore del Mediterraneo<sup id=\"cite_ref-17\" class=\"reference\"><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 16 gennaio 1942 decine tra generali e ammiragli italiani e tedeschi si riunirono a&nbsp;Garmisch-Partenkirchen&nbsp;per riprendere il piano italiano di invasione dell&#8217;isola, consigliati anche da consulenti giapponesi: fu deciso di far sbarcare le truppe solamente dopo un bombardamento di intensit\u00e0 crescente, che avrebbe dovuto minare fino in fondo la resistenza della guarnigione britannica<sup id=\"cite_ref-bocca348_18-0\" class=\"reference\"><\/sup>. Sembrava che l&#8217;ago della bilancia del confronto navale nel Mediterraneo si stesse spostando in favore delle forze dell&#8217;Asse; rinforzate dai velivoli del X Fliegerkorps della Luftwaffe, l&#8217;aeronautica militare tedesca, giunti negli aeroporti della Sicilia all&#8217;inizio del 1941, la Regia Aeronautica aveva iniziato a sottoporre Malta ad una serie di estesi bombardamenti aerei, infliggendo danni enormi e compromettendo la tenuta della guarnigione. Nel frattempo venivano preparati i mezzi da sbarco e si addestravano i paracadutisti<sup id=\"cite_ref-bocca348_18-1\" class=\"reference\"><\/sup>; i continui raid aerei, che nel solo mese di marzo 1942 scaricarono dieci volte la quantit\u00e0 di bombe sganciate dai tedeschi durante il&nbsp;bombardamento di Coventry<sup id=\"cite_ref-Petacco-181_20-0\" class=\"reference\"><\/sup>, obbligarono i britannici a ritirare le loro forze navali dislocate nell&#8217;isola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le rinnovate offensive aeronavali delle forze dell&#8217;Asse rendevano quindi complicate le operazioni di rifornimento dell&#8217;isola: tra il 22 e il 26 marzo 1942, durante gli eventi della cosiddetta seconda battaglia della Sirte, un convoglio britannico, sebbene abbondantemente scortato, aveva visto affondare dagli attacchi aerei dell&#8217;Asse tutti e quattro i mercantili che lo componevano, due dei quali all&#8217;interno del porto stesso di La Valletta poco dopo esservi approdati, per cui solo 5.000 delle 26.000 tonnellate di rifornimenti trasportati avevano potuto essere recapitate<sup id=\"cite_ref-21\" class=\"reference\"><\/sup>.&nbsp;Sull&#8217;isola continuava ad arrivare circa il 10% di quanto veniva inviato<sup id=\"cite_ref-22\" class=\"reference\"><\/sup>, e ci\u00f2 aveva ripercussioni sulla resistenza della guarnigione: viveri e munizioni scarseggiavano, e il morale era molto basso<sup id=\"cite_ref-Petacco-181_20-1\" class=\"reference\"><\/sup>. A met\u00e0 del maggio del 1942, dopo che un preoccupante rapporto del nuovo governatore di Malta, Lord Gort, comunicava che l&#8217;isola disponeva di viveri per soli tre mesi, il comandante della Mediterranean Fleet, il viceammiraglio Henry Harwood, decise di organizzare una nuova massiccia missione di rifornimento<sup id=\"cite_ref-23\" class=\"reference\"><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per fare in modo che almeno una parte del carico potesse giungere a destinazione, questa volta i convogli sarebbero stati due: il primo (&#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Harpoon<\/span><\/strong>&#8220;) sarebbe partito da Gibilterra mentre l&#8217;altro (&#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Vigorous<\/span><\/strong>&#8220;), da Alessandria.&nbsp;Secondo l&#8217;Ammiragliato, trovandosi di fronte a due convogli contemporaneamente, le forze dell&#8217;Asse si sarebbero divise, consentendo quindi ad ogni convoglio di affrontare una opposizione accettabile e di contenere le perdite, oppure si sarebbero concentrate solo su uno di essi, consentendo all&#8217;altro di arrivare alla meta indisturbato<sup id=\"cite_ref-25\" class=\"reference\"><\/sup>.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/STORIA-MARINA-UK-CENTURION-ANSON-640px-The_Royal_Navy_during_the_Second_World_War_A9982.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-MARINA-UK-CENTURION-ANSON-640px-The_Royal_Navy_during_the_Second_World_War_A9982.jpg\" width=\"640\" height=\"429\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La vecchia corazzata HMS Centurion, qui ritratta nel 1918, fu aggregata all&#8217;operazione Vigorous mascherata con false sovrastrutture in legno.<\/strong> <strong>Il fumaiolo di poppa e le torrette dei cannoni sono finte &#8211; Fotografo ufficiale della Royal Navy, Tomlin, HW (Lt)<br \/>\n<\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:The_Royal_Navy_during_the_Second_World_War_A9982.jpg\">The Royal Navy during the Second World War A9982.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il convoglio Harpoon sarebbe stato assemblato a Gibilterra con mercantili provenienti dal Regno Unito: i rifornimenti sarebbero stati trasportati da tre cargo britannici (<i>Troilus<\/i>,&nbsp;<i>Orari<\/i>&nbsp;e&nbsp;<i>Burdwan<\/i>), uno&nbsp;olandese&nbsp;(<i>Tanimbar<\/i>) e uno&nbsp;statunitense&nbsp;(<i>Chant<\/i>), mentre un vitale carico di carburante sarebbe stato portato dalla&nbsp;petroliera&nbsp;statunitense&nbsp;<i>Kentucky<\/i>; rifornimenti sarebbero stati caricati anche sul posamine HMS&nbsp;<i>Welshman<\/i>, che si sarebbe aggiunto al convoglio a Gibilterra per accompagnarlo durante parte del percorso fino a Malta, staccandosi poi per sfruttare la sua superiore velocit\u00e0 per poi&nbsp; ricongiungersi al convoglio il giorno 15 giugno dopo aver scaricato il suo materiale. La scorta del convoglio, guidata dal capitano di vascello Cecil Campbell Hardy, sarebbe stata costituita dall&#8217;incrociatore leggero HMS <i>Cairo<\/i>, da nove&nbsp;cacciatorpediniere&nbsp;(di cui uno, lo&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">ORP&nbsp;<i>Kujawiak<\/i><\/span><\/strong>, di costruzione britannica ma ceduto alla Marina polacca), da quattro dragamine e da sei motocannoniere del tipo <strong><span style=\"color: #008000;\">Fairmile B<\/span><\/strong> (attrezzate anch&#8217;esse come dragamine); passata Gibilterra, il convoglio sarebbe stato scortato a distanza fino all&#8217;imboccatura del canale di Sicilia dalla &#8220;Force W&#8221; del viceammiraglio Alban Curteis, con le portaerei HMS <i>Argus<\/i>&nbsp;ed&nbsp;HMS&nbsp;<i>Eagle<\/i> (che imbarcavano Fulmar, Swordfish e Sea Hurricane dei Naval Air Squadron 801, 807, 813, 824<sup id=\"cite_ref-navweaps_26-0\" class=\"reference\"><\/sup><sup id=\"cite_ref-fleetair824_30-0\" class=\"reference\"><\/sup>), la nave da battaglia&nbsp;HMS&nbsp;<i>Malaya<\/i>, gli incrociatori leggeri&nbsp;HMS&nbsp;<i>Kenya<\/i> (nave ammiraglia), HMS <i>Charybdis<\/i>&nbsp;e&nbsp;HMS&nbsp;<i>Liverpool<\/i>&nbsp;e otto cacciatorpediniere<sup id=\"cite_ref-Supply_13-3\" class=\"reference\"><\/sup>. La petroliera&nbsp;<i>Brown Ranger<\/i>, scortata da due&nbsp;corvette&nbsp;(Force Y), avrebbe provveduto al rifornimento in mare dei cacciatorpediniere di scorta al convoglio<sup id=\"cite_ref-Supply_13-4\" class=\"reference\"><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli undici mercantili, tra cargo e petroliere, assegnati invece all&#8217;operazione Vigorous sarebbero salpati da diversi porti, divisi in pi\u00f9 sezioni, per poi riunirsi in mare in un unico convoglio (identificato come MW.11): la sezione 11A, con i piroscafi <strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Ajax<\/i>,&nbsp;<i>City of Edinburgh<\/i>,&nbsp;<i>City of Lincoln<\/i>,&nbsp;<i>City of Pretoria<\/i>&nbsp;ed&nbsp;<i>Elizabeth Bakke<\/i>&nbsp;<\/span><\/strong>sarebbe partita dal porto di&nbsp;Haifa, la sezione 11B con la petroliera&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Bulkoil<\/i><\/span><\/strong>&nbsp;e il cargo&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Potaro<\/i><\/span><\/strong>&nbsp;si sarebbe mossa da Alessandria mentre la 11C avrebbe preso il mare da&nbsp;Porto Said&nbsp;con i piroscafi&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Aagtekerk<\/i>,&nbsp;<i>Bhutan<\/i>,&nbsp;<i>City of Calcutta<\/i>&nbsp;e&nbsp;<i>Rembrandt<\/i><\/span><\/strong><sup id=\"cite_ref-Supply_13-5\" class=\"reference\"><\/sup>. La scorta, sotto il comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">contrammiraglio Philip Vian<\/span><\/strong>, imbarcato sull&#8217;incrociatore <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS&nbsp;<i>Cleopatra<\/i><\/span><\/strong>, comprendeva un considerevole quantitativo delle superstiti unit\u00e0 della Mediterranean Fleet, annoverando otto incrociatori leggeri, 26 cacciatorpediniere (di cui quattro australiani), due dragamine e quattro corvette; al convoglio fu aggregata anche la&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">HMS&nbsp;<\/span><\/strong><i><strong><span style=\"color: #008000;\">Centurion<\/span><\/strong>, <\/i>una vecchia corazzata della <strong><span style=\"color: #008000;\">classe King George V<\/span><\/strong> varata nel 1911 che era stata trasformata in nave bersaglio per le esercitazioni d&#8217;artiglieria a causa della sua obsolescenza, per farla assomigliare alla nave da battaglia <span style=\"color: #008000;\">HMS <i>Anson<\/i><\/span> e ingannare cos\u00ec la ricognizione nemica fu camuffata con false sovrastrutture in legno e venne&nbsp;caricata con ulteriori 2.000&nbsp;t di rifornimenti<sup id=\"cite_ref-Supply_13-7\" class=\"reference\"><\/sup>; di fatto la nave aveva per la sua difesa soltanto tredici mitragliere da 20 mm<sup id=\"cite_ref-Petacco_1992_190_31-0\" class=\"reference\"><\/sup>.&nbsp;Come ulteriore appoggio ai due convogli, una dozzina di sommergibili britannici furono dislocati nel&nbsp;mar Ionio&nbsp;e nel Mediterraneo centrale<sup id=\"cite_ref-navweaps_26-1\" class=\"reference\"><\/sup>&nbsp;con il compito di intercettare eventuali formazioni navali dell&#8217;Asse dirette verso di loro; alla protezione dei cargo e all&#8217;attacco delle unit\u00e0 nemiche furono destinate anche ampie formazioni di aerei da combattimento dislocate a Malta, in Egitto e in&nbsp;Palestina, tra cui un contingente di bombardieri statunitensi&nbsp;Consolidated B-24 Liberator&nbsp;al loro primo impiego nel teatro del Mediterraneo<sup id=\"cite_ref-32\" class=\"reference\"><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Furono tentate anche diverse azioni preventive per ostacolare eventuali interventi delle forze dell&#8217;Asse: il porto di Taranto, base principale della Regia Marina, fu attaccato da bombardieri britannici nelle notti del 9, 10 e 11 giugno, anche se con scarsi effetti, mentre i due sommergibili greci&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Triton<\/i>&nbsp;e&nbsp;<i>Papanikolis<\/i><\/span><\/strong>&nbsp;sbarcarono sabotatori del&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">SOE&nbsp;<\/span><\/strong>(precisamente tre gruppi dello&nbsp;Special Boat Service, allora &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Special Boat Section<\/span><\/strong>&#8220;, e uno dello&nbsp;Special Air Service) a&nbsp;Creta&nbsp;nella notte tra il 13 e il 14 giugno con il compito di attaccare gli aeroporti di&nbsp;Candia, Kastelli Pediados,&nbsp;Timbaki&nbsp;e&nbsp;Mal\u00e9me<sup id=\"cite_ref-Beevor_33-0\" class=\"reference\"><\/sup>, riuscendo a distruggere alcuni velivoli a Candia<sup id=\"cite_ref-34\" class=\"reference\"><\/sup> e 5 aerei distrutti, 29 danneggiati con 200 tonnellate di benzina avio a Kastelli<sup id=\"cite_ref-Beevor_33-1\" class=\"reference\"><\/sup><sup id=\"cite_ref-35\" class=\"reference\"><\/sup>&nbsp;nel corso dell&#8217;operazione Albumen.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le forze italiane<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/STORIA-NAVALE-ITALIA-640px-Destructor_italia_Eugenio_di_Savoia.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-NAVALE-ITALIA-640px-Destructor_italia_Eugenio_di_Savoia.jpg\" width=\"640\" height=\"463\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;incrociatore leggero Eugenio di Savoia, nave ammiraglia dell&#8217;ammiraglio Da Zara<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Destructor_itali%C3%A0_Eugenio_di_Savoia.jpg\">Eugenio di Savoia.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel giugno del 1942, la squadra italiana era in difficolt\u00e0 per l&#8217;indisponibilit\u00e0 di molte delle sue unit\u00e0 maggiori, alcune ancora fuori combattimento dopo la notte di Taranto: delle sette navi da battaglia disponibili, il <span style=\"color: #008000;\"><strong><i>Conte di Cavour<\/i><\/strong>&nbsp;<\/span>era a&nbsp;Trieste&nbsp;per lavori di riparazione, il&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Duilio<\/i><\/span><\/strong>&nbsp;era a&nbsp;Messina&nbsp;in addestramento, il&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Giulio Cesare<\/i><\/span><\/strong>&nbsp;aveva effettuato la sua ultima missione operativa con la scorta al convoglio M43 durante il gennaio 1942, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Andrea Doria<\/i><\/span><\/strong>&nbsp;dal marzo 1942 era fermo a Taranto per contribuire alla difesa antiaerea della base, mentre la nuovissima corazzata&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Roma<\/i><\/span><\/strong>&nbsp;era ancora in approntamento; degli incrociatori pesanti, <strong><span style=\"color: #008000;\">tutta la classe Zara, ad eccezione del <i>Gorizia,<\/i><\/span> <\/strong>era andata perduta durante la battaglia di Capo Matapan, mentre il&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Bolzano<\/i><\/span><\/strong>&nbsp;era rimasto a Palermo nel disappunto dell&#8217;ammiraglio di divisione&nbsp;Alberto Da Zara<sup id=\"cite_ref-ReferenceA_36-0\" class=\"reference\"><\/sup>&nbsp;e il&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Trieste<\/i><\/span><\/strong>&nbsp;era ancora in riparazione per i danni provocati da un siluro ricevuto il 21 novembre 1941 dal sommergibile&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">HMS&nbsp;<i>Utmost<\/i><\/span><\/strong><sup id=\"cite_ref-37\" class=\"reference\"><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dei dodici incrociatori leggeri della&nbsp;classe Condottieri&nbsp;con la quale la Regia Marina aveva iniziato il conflitto, cinque erano stati affondati, uno, il&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Luigi Cadorna<\/i><\/span><\/strong>, era stato dichiarato inadatto ai compiti di squadra per la scarsa protezione, il&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Duca degli Abruzzi<\/i><\/span><\/strong> era a Navarino per la protezione ai convogli come il <strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Muzio Attendolo<\/i><\/span><\/strong> tra Napoli e Bengasi o verso l&#8217;Albania<sup id=\"cite_ref-38\" class=\"reference\"><\/sup>; inoltre i nuovi incrociatori leggeri della <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Capitani Romani<\/span> <\/strong>erano ancora in allestimento, con solo l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Attilio Regolo<\/i><\/span><\/strong> da poco entrato in servizio era ancora impegnato in esercitazioni.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La principale forza da battaglia, al comando dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio di squadra&nbsp;Angelo Iachino<\/span><\/strong>, era dislocata a Taranto potendo contare su due navi da battaglia, due incrociatori pesanti, due incrociatori leggeri e dodici cacciatorpediniere; a&nbsp;Cagliari&nbsp;era invece dislocata la <strong><span style=\"color: #008000;\">VII Divisione incrociatori di Alberto Da Zara<\/span><\/strong>, con due incrociatori leggeri e sette cacciatorpediniere, a disposizione per operazioni nel Mediterraneo occidentale. Unit\u00e0 leggere come&nbsp;MAS&nbsp;e motosiluranti e i sommergibili potevano essere disposti come sbarramenti mobili lungo il&nbsp;Canale di Sicilia, mentre supporto aereo poteva essere fornito dalle formazioni della <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Aeronautica e del X Fliegerkorps<\/span><\/strong> dislocate in Sicilia, in Sardegna e a Creta<sup id=\"cite_ref-Petacco_1992_190_31-1\" class=\"reference\"><\/sup>, in un&#8217;operazione che si sarebbe rivelata molto coordinata a differenza di analoghe esperienze di mancata cooperazione tra marina e aeronautica come durante la battaglia di Punta Stilo. Nei prossimi due articoli affronteremo le due operazioni, <strong><span style=\"color: #008000;\">Harpoon e Vigorous<\/span><\/strong> e le conseguenze dello scontro contro le forze italo germaniche.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Virginio Trucco&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima bombardamento aereo italiano da parte di velivoli Savoia Marchetti sul Grand Harbor, Malta &#8211; <time class=\"dtstart\" dir=\"ltr\" lang=\"en\" datetime=\"1941-06-19\">19 giugno 1941 &#8211; Fonte <\/time>Archivio Centrale dello Stato Italiano presso i Beni culturali&nbsp; &nbsp; <a class=\"external free\" href=\"http:\/\/dati.acs.beniculturali.it\/SecondaGuerraMondiale\/SecondaGuerraMondiale.detail.html?IT-ACS-AS0001-0003737-024387\" rel=\"nofollow\">http:\/\/dati.acs.beniculturali.it\/&#8230;\/SecondaGuerraMondiale<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Italian_bombing_of_the_Grand_Harbor,_Malta.jpg\">Italian bombing of the Grand Harbor, Malta.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>.<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: SECONDA GUERRA MONDIALE parole chiave: Mezzo giugno . Un argomento quello dalla battaglia di Mezzo Giugno che meriterebbe molte pagine ma che Virginio Trucco ci riassumer\u00e0 questa settimana in tre articoli. 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