{"id":79994,"date":"2023-01-11T00:02:00","date_gmt":"2023-01-10T23:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=79994"},"modified":"2023-05-21T14:09:25","modified_gmt":"2023-05-21T12:09:25","slug":"il-pasticciaccio-del-mar-cinese-meridionale-tra-interpretazioni-machiavelliche-e-consuetudini-non-ratificate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/79994","title":{"rendered":"Il pasticciaccio del mar cinese meridionale: tra interpretazioni machiavelliche e consuetudini non ratificate"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Cina, UNCLOS, instabilit\u00e0 nell&#8217;Oceano Pacifico<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino al XIX secolo il <strong><span style=\"color: #008000;\">diritto internazionale marittimo<\/span><\/strong> trovava il proprio fondamento nel <strong><span style=\"color: #008000;\">principio di libert\u00e0 dei mari<\/span><\/strong>, inteso sul principio che nessun Stato poteva impedire ad un altro Stato l\u2019utilizzo e lo sfruttamento degli spazi marini.&nbsp;Si comprende come la validit\u00e0 di tale principio doveva per forza basarsi su un consenso consuetudinario fra le parti, cosa che non era certo automatica. Nel tempo emerse la necessit\u00e0 di trasformare queste buone intenzioni, spesso violate dalle diverse potenze marittime, con convenzioni ratificate e rispettate dai firmatari. A tal riguardo ricordo storicamente due conferenze:<br \/>\na. la <strong><span style=\"color: #008000;\">Conferenza di Ginevra<\/span><\/strong> del 1958, che produsse quattro accordi fondamentali:<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; la convenzione sul mare territoriale e la zona contigua;<br \/>\n&#8211; la convenzione sull\u2019alto mare;<br \/>\n&#8211; la convenzione sulla pesca e sulla conservazione delle risorse biologiche dell\u2019alto mare;<br \/>\n&#8211; la convenzione sulla piattaforma continentale. <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">C<\/span>onvenzioni ratificate ciascuna da non pi\u00f9 di una cinquantina di Stati;<br \/>\nb. la <strong><span style=\"color: #008000;\">Terza Conferenza delle Nazioni Unite sul diritto del mare<\/span><\/strong> (1974-1982), dalla quale scatur\u00ec la <strong><span style=\"color: #008000;\">convenzione di Montego Bay<\/span><\/strong> (altrimenti detta, <strong><span style=\"color: #008000;\">Convenzione UNCLOS<\/span><\/strong>) che sostitu\u00ec le quattro Convenzioni di Ginevra del 1958 (art. 311 par. 1) con regole basate (fatte salve alcune eccezioni) sul diritto consuetudinario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In realt\u00e0, sebbene UNCLOS sia stata ratificata da molti Paesi, non mancano interpretazioni che incrementano il numero dei fattori di instabilit\u00e0 nel teatro marittimo.<\/span><\/strong><\/p>\n<figure style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/MARINA-USA-US_Navy_050813-N-4321F-093_Navy_ships_underway_during_a_formation_exercise_with_Destroyer_Squadron_Fifteen.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-USA-US_Navy_050813-N-4321F-093_Navy_ships_underway_during_a_formation_exercise_with_Destroyer_Squadron_Fifteen.jpg\" width=\"640\" height=\"426\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">US Navy 050813-N-4321F-093&nbsp; &#8211; Unit\u00e0 navali statunitensi del Destroyer Squadron Fifteen in formazione &#8211; Autore U.S. Navy photo by Photographer&#8217;s Mate 3rd Class Jonathan B. Foutz&nbsp;<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:US_Navy_050813-N-4321F-093_Navy_ships_underway_during_a_formation_exercise_with_Destroyer_Squadron_Fifteen.jpg\">US Navy 050813-N-4321F-093 Navy ships underway during a formation exercise with Destroyer Squadron Fifteen.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va sottolineato che non tutti i Paesi hanno ratificata UNCLOS e mantengono dei <em>distinguo<\/em> (in primis gli Stati Uniti) per evitare di accettare quelle che ritengono essere limitazioni alla libert\u00e0 dei mari. Ad esempio, tradizionalmente, la libert\u00e0 dell&#8217;alto mare ha sempre cercato di includere l&#8217;uso dei mari per manovre o esercitazioni militari, compreso l&#8217;uso delle armi. Di fatto alcuni Paesi non hanno approvato <strong><span style=\"color: #008000;\">UNCLOS<\/span><\/strong> proprio per non accettare &#8220;necessit\u00e0 di autorizzazione&#8221; da parte dei Paesi &#8220;proprietari&#8221; delle aree marittime di transito inoffensivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recentemente la <strong><span style=\"color: #008000;\">Cina<\/span><\/strong> ha affermato che le navi da guerra straniere, pur potendo attraversare la <strong><span style=\"color: #008000;\">zona economica esclusiva<\/span><\/strong> cinese, devono ottenere un\u2019approvazione prima di poter effettuare qualsiasi tipo di esercitazioni militari. Una affermazione che di massima sarebbe corretta in aree di propria e riconosciuta giurisdizione. In realt\u00e0 &#8230; bisogna comprendere cosa sia di legale giurisdizione.<\/p>\n<figure style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/MARINA-CINESE-Chinese_sailors.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-CINESE-Chinese_sailors.jpg\" width=\"640\" height=\"426\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rappresentanza di marinai cinesi in occasione della visita del capo delle operazioni navali (CNO), ammiraglio John Richardson, a Pechino &#8211; Autore sconosciuto &#8211; Fonte U.S. Department of Defense Current Photos<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Chinese_sailors.jpg\">Chinese sailors.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a> <\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Ma qual \u00e8 la posizione cinese?<\/span><\/strong><br \/>\nPremesso che la Cina fu tra il primo gruppo di 119 paesi che firmarono la Convenzione, ratificandola il 15 maggio 1996, negli ultimi anni, sembrerebbe che diversi rami del governo cinese abbiano utilizzato strategicamente il diritto internazionale per contestualizzare le loro rivendicazioni marittime, in pratica creando delle ambiguit\u00e0 territoriali per espandere la loro influenza su zone marittime contese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;interessante <a href=\"https:\/\/www.csis.org\/npfp\/chinese-domestic-law-south-china-sea\">analisi sulla posizione cinese<\/a> \u00e8 stata pubblicata da <strong><span style=\"color: #008000;\">CSIS, Center of Strategica and International Studies<\/span><\/strong>, redatta da <strong><span style=\"color: #008000;\">Sarah Lohschelder<\/span><\/strong>, una stagista di ricerca presso l&#8217;Asia Maritime Transparency Initiative del CSIS. Secondo l\u2019articolo un problema fondamentale \u00e8 l&#8217;uso cinese del diritto interno per sfidare le regole e gli standard internazionali: in altre parole la terminologia legale interna cinese non \u00e8 coerente con le definizioni legali internazionali da loro ratificate. In una nota verbale, presentata alle Nazioni Unite nel 2009 si afferma: \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">La Cina ha la sovranit\u00e0 indiscutibile sulle isole del Mar Cinese Meridionale e sulle acque adiacenti, e gode dei diritti sovrani e della giurisdizione sulle acque rilevanti, nonch\u00e9 sui fondali marini e sottosuolo delle stesse<\/span><\/strong>.\u201d<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/MARINA-CINESE-LIAONING-CV-16-PLANS_Liaoning_CV-16_20210427-1024x286.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-CINESE-LIAONING-CV-16-PLANS_Liaoning_CV-16_20210427-1024x286.jpg\" width=\"1024\" height=\"286\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>la portaerei Liaoning, un esempio dello sviluppo marittimo della flotta <span style=\"color: #008000;\">cinese &#8211; Autore<\/span> \u65e5\u672c\u9632\u885b\u7701\u30fb\u7d71\u5408\u5e55\u50da\u76e3\u90e8&nbsp; https:\/\/www.mod.go.jp\/js\/Press\/press2021\/press_pdf\/p20210427_01.pdf <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:PLANS_Liaoning_(CV-16)_20210427.jpg\">PLANS Liaoning (CV-16) 20210427.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembrerebbe una affermazione ineccepibile ma, di fatto, i termini \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">acque adiacenti<\/span><\/strong>\u201d e \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">acque rilevanti<\/span><\/strong>\u201d <strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #008000; text-decoration: underline;\">non<\/span><\/span><\/strong> sono definiti nel diritto internazionale per designare alcuna zona marittima e questa neo terminologia cinese crea delle ambiguit\u00e0 geopolitiche. Come \u00e8 noto la Cina ha delle rivendicazioni marittime che sono state rigettate dal tribunale internazionale dell\u2019Aia. In breve, la \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">nine-dash line<\/span><\/strong>\u201d, usata dalla Cina per delimitare le proprie rivendicazioni nel mar Cinese Meridionale, \u00e8 in contrasto e di fatto viola <strong><span style=\"color: #008000;\">UNCLOS<\/span> <\/strong>da loro ratificata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Posizione ovviamente non accettata dal Governo cinese che attraverso la <span style=\"color: #008000;\"><strong>Corte Suprema del Popolo<\/strong><\/span>, il pi\u00f9 alto organo giudiziario cinese, ha recentemente notificato al <strong><span style=\"color: #008000;\">Congresso Nazionale del Popolo<\/span><\/strong> che la giurisdizione della Corte <strong><span style=\"color: #008000;\">si estende a tutte le aree sotto il &#8220;controllo sovrano&#8221; cinese, compresi i &#8220;mari giurisdizionali&#8221; come quelli amministrati dalla prefettura di Sansha, nella Provincia di Hainan, che comprendono alcune isole e atolli del Mar Cinese meridionale tra cui le<\/span><\/strong>&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Isole Spratly, le&nbsp;Isole Paracelso&nbsp;e le&nbsp;Isole Zhongsh<\/span><\/strong>a.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene non riconosciuto dal diritto internazionale, la Cina usa il termine &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">mari giurisdizionali<\/span><\/strong>&#8221; per descrivere un insieme di aree marittime che va <strong><span style=\"color: #008000;\">dalle acque interne al mare territoriale, le sue zone contigue, la sua zona economica esclusiva (ZEE), la piattaforma continentale<\/span> <span style=\"color: #008000;\">comprese le&nbsp;aree marine rivendicate da Pechino.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Una storia vecchia<\/span><\/strong><br \/>\nLa questione delle isole (un tempo undici) risale al 1947, quando l\u2019allora <strong><span style=\"color: #008000;\">governo cinese nazionalista<\/span><\/strong>, che oggi ha sede a Taiwan, fece alcune vaghe rivendicazioni su una serie di isole disabitate nel mar Cinese Meridionale, alcune delle quali a migliaia di chilometri dalle coste cinesi e a poche decine da quelle di Vietnam, Filippine e Malesia. Unendo questi puntini si ottiene una delimitazione geografica con una forma ad \u201cU\u201d che, in pratica, &nbsp;interessa l\u2019intero Mar Cinese Meridionale.<\/p>\n<figure style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/GEOPOLITICA-CINA-MAR-CINESE-South_China_Sea_Claims_and_Boundary_Agreements_2012.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOPOLITICA-CINA-MAR-CINESE-South_China_Sea_Claims_and_Boundary_Agreements_2012.jpg\" width=\"640\" height=\"648\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>A map of South China Sea Claims and Boundary Agreements. Source: U.S. Department of Defense\u2019s Annual Report on China to Congress, 2012 &#8211; Fonte<\/strong> U.S. Department of Defense&nbsp;<\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:South_China_Sea_Claims_and_Boundary_Agreements_2012.jpg\">South China Sea Claims and Boundary Agreements 2012.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1949, con la fondazione della <span style=\"color: #008000;\"><strong>Repubblica Popolare Cinese comunista<\/strong><\/span>, il nuovo governo rivendic\u00f2 nuovamente la propriet\u00e0 senza per\u00f2 mai chiarire sia i confini delle aree che rivendicava sia le motivazioni (anche se ben comprensibili) per possedere un\u2019area cos\u00ec lontana dalle loro coste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 la Cina ha cercato di rivendicare quelle aree marittime, definite giurisdizionali, sulla base di non chiari diritti storici \u2026 che non trovano alcun riscontro nella UNCLOS. Per quanto sopra, il termine &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">giurisdizionale&#8221;<\/span><\/strong> appare essere giustificativo per un <strong><span style=\"color: #008000;\">solo uso interno<\/span><\/strong>, mettendo in essere implicazioni legali interne potenzialmente vaste, specialmente nel diritto penale. Secondo <strong><span style=\"color: #008000;\">Sarah Lohschelder<\/span><\/strong>&nbsp;\u201c <span style=\"color: #008000;\"><strong><em>Ad<\/em><\/strong><\/span><span style=\"font-weight: bold; color: #008000;\"><i> esempio, le navi non cinesi che pescano nelle acque contese del Mar Cinese Meridionale possono essere conformi al diritto internazionale del mare, ma possono violare le leggi nazionali cinesi, esponendo potenzialmente i pescatori a una reclusione fino a un anno. Allo stesso modo, l&#8217;equipaggio straniero che impegnarsi legalmente in un passaggio innocente ai sensi del diritto internazionale, ma contro la volont\u00e0 del governo cinese, pu\u00f2 anche essere condannato a un anno di reclusione. In entrambi i casi, la Cina concede alla propria magistratura il potere di interferire nei diritti concessi agli stranieri dal diritto internazionale, migliorando cos\u00ec il controllo cinese sulle acque internazionali e contese come il Mar Cinese Meridionale. La Corte Suprema del Popolo, il pi\u00f9 alto organo giudiziario cinese, ha recentemente notificato al Congresso Nazionale del Popolo che la giurisdizione della corte si estende a tutte le aree sotto il &#8220;controllo sovrano&#8221; della Cina, compresi i &#8220;mari giurisdizionali&#8221;&#8230;<\/i><\/span>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa tendenza troverebbe conferma nella riforma che ha centralizzato le agenzie marittime cinesi nel 2013 con il raggruppamento di quattro agenzie marittime (<span style=\"color: #008000;\"><strong>China Marine Surveillance<\/strong><\/span>, <strong><span style=\"color: #008000;\">Maritime Police<\/span><\/strong> (parte del dipartimento di controllo delle frontiere e in precedenza sotto il ministero della pubblica sicurezza), le <strong><span style=\"color: #008000;\">forze dell&#8217;ordine cinesi sulla pesca<\/span> <\/strong>(ex ministero dell&#8217;agricoltura) e la p<strong><span style=\"color: #008000;\">olizia anti-contrabbando marittima<\/span> <\/strong>(gi\u00e0 sotto l&#8217;amministrazione generale delle dogane) nel comando della Guardia costiera cinese) in un&#8217;unica struttura denominata <span style=\"color: #008000;\"><strong>State Oceanic Administration (SOA).<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una possibile riorganizzazione che si presta per ottenere una &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">gestione strategica del mare<\/span><\/strong>\u201d, un disegno machiavellico per ottenere il dominio marittimo dei mari vicini alla Cina in tempo di pace. Tra le azioni cinesi ipotizzabili, una revisione della legge sulla sicurezza marittima per esercitare un maggiore controllo sulle sue acque interne e territoriali che potrebbero includere la richiesta alle navi straniere di richiedere il permesso di attraversare il mare territoriale cinese, violando, secondo gli Stati Uniti, il principio del diritto di passaggio innocente previsto nella <strong><span style=\"color: #008000;\">3 Sezione della convenzione UNCLOS<\/span><\/strong>.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">&nbsp; &nbsp; &nbsp; <span style=\"font-size: 14pt;\">&nbsp; &nbsp;<em><em><strong>SEZIONE 3<\/strong><\/em><\/em>&nbsp;<\/span>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;<em><strong>PASSAGGIO INOFFENSIVO NEL MARE TERRITORIALE<\/strong><\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Articolo 17<br \/>\n<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Diritto di passaggio inoffensivo<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Alle condizioni della presente convenzione, le navi di tutti gli Stati, costieri o privi di litorale, godono del diritto di passaggio inoffensivo attraverso il mare territoriale<\/strong><\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table style=\"height: 80px;\" width=\"579\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Articolo 19<br \/>\n<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Significato di passaggio inoffensivo<\/strong><\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>1. Il passaggio \u00e8 inoffensivo <\/strong><strong>fintanto che non arreca <\/strong><strong>pregiudizio alla pace, <\/strong><strong>al <\/strong><strong>buon ordine e alla <\/strong><strong>sicurezza dello Stato costiero. <\/strong><\/em><strong><em>Tale passaggio deve essere eseguito conformemente alla presente convenzione e alle altre norme del diritto internazionale.<\/em><\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><strong><em>2. <\/em><\/strong><\/strong><em style=\"font-size: inherit; font-family: inherit; font-weight: inherit;\"><strong>Il passaggio di una nave<\/strong><strong> straniera \u00e8 considerato pregiudizievole per la pace,<\/strong><\/em><strong style=\"font-size: inherit; font-family: inherit;\"><em> il buon ordine e la sicurezza dello Stato costiero se, nel mare territoriale, la nave \u00e8 impegnata in una qualsiasi&nbsp;delle seguenti attivit\u00e0:<br \/>\n<\/em><\/strong><strong><em>a) minaccia o impiego della forza contro la sovranit\u00e0, l\u2019integrit\u00e0 territoriale o l\u2019indipendenza politica dello Stato costiero, o contro qualsiasi altro principio del diritto internazionale enunciato nella Carta delle Nazioni Unite;<\/em><br \/>\n<\/strong><em><strong>b) ogni esercitazione o manovra con armi di qualunque tipo;<br \/>\nc) ogni atto inteso alla raccolta di informazioni a danno della difesa o della sicurezza dello Stato costiero;<br \/>\n<\/strong><strong>d) ogni atto di propaganda diretto a pregiudicare la difesa o la sicurezza dello Stato costiero;<br \/>\ne) il lancio, l\u2019appontaggio o il recupero di aeromobili;<br \/>\nf) il lancio, l\u2019appontaggio o il recupero di apparecchiature militari;<br \/>\ng) il carico o lo scarico di materiali, valuta o persone in violazione delle leggi e dei regolamenti doganali, fiscali, sanitari o di immigrazione vigenti nello Stato costiero;<br \/>\nh) inquinamento intenzionale e grave, in violazione della presente convenzione;<br \/>\ni) attivit\u00e0 di pesca;<br \/>\nj) la conduzione di ricerca scientifica o di rilievi;<br \/>\n<\/strong><strong>k) atti diretti a interferire con i sistemi di comunicazione o con qualsiasi altra attrezzatura o installazione dello Stato costiero;<br \/>\nl) ogni altra attivit\u00e0 che non sia in rapporto diretto con il passaggio.<\/strong><\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va compreso che con il termine passaggio inoffensivo attraverso il mare territoriale si intende un transito attraverso il mare territoriale che non arreca pregiudizio alla pace, al buon ordine e alla sicurezza dello Stato costiero. Per cui le attivit\u00e0 di esercitazioni militari sono escluse.&nbsp;Secondo l&#8217;articolo citato, ulteriori revisioni darebbero alle autorit\u00e0 cinesi il potere di fermare ed espellere navi straniere che violano la legge o i regolamenti cinesi mentre transitano, operano o sono ancorate nel mare territoriale o nelle acque interne ed estendendo il diritto di inseguimento alle non chiare &#8220;acque giurisdizionali&#8221; cinesi ben oltre quanto previsto dall\u2019articolo 21. In realt\u00e0 l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">articolo 21<\/span><\/strong> \u00e8 piuttosto chiaro in tal senso.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Articolo 21<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Leggi e regolamenti dello Stato costiero relativi al passaggio inoffensivo<\/strong><\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Lo Stato costiero pu\u00f2 emanare leggi e regolamenti, conformemente alle disposizioni della presente convenzione e ad altre norme del diritto internazionale, relativamente al passaggio inoffensivo attraverso il proprio mare territoriale, in merito a tutte o a una qualsiasi delle seguenti materie:<br \/>\na) sicurezza della navigazione e regolamentazione del traffico marittimo;<br \/>\nb) protezione delle attrezzature e dei sistemi di ausilio alla navigazione e di altre attrezzature e installazioni;<br \/>\n<span style=\"font-size: inherit; font-family: inherit;\">c) protezione di cavi e condotte;<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: inherit;\">d) conservazione delle risorse biologiche del <\/span>mare;<br \/>\ne) prevenzione delle violazioni delle leggi e dei regolamenti dello Stato costiero relativi alla pesca;<br \/>\nf) preservazione dell\u2019ambiente dello Stato costiero e prevenzione, riduzione e controllo del suo inquinamento;<br \/>\ng) ricerca scientifica marina e rilievi idrografici;<br \/>\nh) prevenzione di violazioni delle leggi e regolamenti doganali, fiscali, sanitari o di immigrazione dello Stato costiero.&nbsp;<\/strong><\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>2. Tali leggi e regolamenti non debbono interessare la progettazione, la costruzione, l\u2019armamento o l\u2019allestimento di navi straniere a meno che non diano attuazione a regole internazionali o standard generalmente accettati.<\/strong><\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>3. Lo Stato costiero d\u00e0 opportuna diffusione a tali leggi e regolamenti.<\/strong><\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>4. Le navi straniere che esercitano il diritto di passaggio inoffensivo nel mare territoriale si attengono a tali leggi e regolamenti e a tutte le norme internazionali generalmente accettate relative alla prevenzione degli abbordi in mare<\/strong><\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto, ci possiamo domandare, se questi sviluppi possano far parte degli sforzi pi\u00f9 ampi della Cina di utilizzare il <strong><span style=\"color: #008000;\">diritto interno<\/span><\/strong> come <strong><span style=\"color: #008000;\">veicolo<\/span><\/strong> per consolidare ulteriormente le sue rivendicazioni marittime nel <strong><span style=\"color: #008000;\">Mar Cinese Meridionale<\/span><\/strong>. Se da un lato l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">articolo 21<\/span><\/strong> prevede la possibilit\u00e0 di ogni Stato di emanare leggi e regolamenti interni relativamente al passaggio inoffensivo attraverso il proprio mare territoriale, il <strong><span style=\"color: #008000;\">casus belli \u00e8 da ricercarsi nel soggetto di applicazione<\/span><\/strong>.&nbsp;Il problema resta quindi nell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">area di giurisdizione<\/span><\/strong> che Pechino ha occupato nonostante non gli sia stata riconosciuta a livello internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le soluzioni appaiono ancora molto lontane e la tensione fra Cina e Stati Uniti sta aumentando.<\/span> <\/strong>Gli Stati Uniti hanno previsto un rafforzamento militare nell&#8217;area tra l&#8217;isola giapponese di Okinawa fino a Guam. Una situazione esplosiva se raffrontata alla tensione tra Cina e Taiwan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse sarebbe opportuno che alla dissuasione si unisca una maggiore capacit\u00e0 diplomatica, in particolare da parte degli Stati Uniti che potrebbero mostrare la buona volont\u00e0 ad addivenire ad un compromesso, ad esempio ratificando la <strong><span style=\"color: #008000;\">Convenzione UNCLOS, <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">un passo politico importante<\/span>&nbsp;per poter poi mediare un&#8217;equazione che non presenta una sola incognita.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 24px;\"><b>Perch\u00e9<\/b><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">&nbsp;gli USA non hanno ratificato UNCLOS<\/span><\/strong><br \/>\nStoricamente la mancata ratifica da parte degli Stati Uniti di UNCLOS era giustificata perch\u00e9 violava la loro sovranit\u00e0, dando &#8220;troppo potere&#8221; ai paesi comunisti come l&#8217;Unione Sovietica.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">In realt\u00e0, gli Stati Uniti, anche dopo la fine della Guerra Fredda e dopo gli ampi cambiamenti alla Convenzione accettati nel 1994, <strong><span style=\"color: #008000;\">si sono rifiutati di ratificare l&#8217;accordo anche quando<\/span> <\/strong><\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il presidente Reagan aveva dimostrato di accettarne la maggior parte dei contenuti, considerandolo basato sul <\/span><\/strong>&#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">diritto internazionale consuetudinario<\/span><\/strong>&#8220;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Le ragioni pi\u00f9 recenti sollevate da Washington sono legate sia al comportamento aggressivo della flotta peschereccia cinese, che sta depredando vaste aree marine del Pacifico e dell&#8217;Indiano, distruggendo le piccole economie locali, sia alla cessione del<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">la sovranit\u00e0 all&#8217;<span style=\"color: #008000;\"><strong>Autorit\u00e0 internazionale dei fondali marini (ISA)<\/strong><\/span>, che secondo la Convenzione ha la supervisione sull&#8217;estrazione mineraria nei mari. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Questo secondo punto di attrito \u00e8 legato al fatto che gli Stati Uniti, contando sulla loro superiorit\u00e0 tecnologica,&nbsp; non vogliono precludersi la possibilit\u00e0 di scavare liberamente in alto mare per sfruttare le ingenti risorse minerarie negli oceani. Una giustificazione questa che non \u00e8 per\u00f2 suffragata dalle ultime revisioni della Convenzione che <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">non richiederebbero agli Stati Uniti, proprio in virt\u00f9 dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">articolo 21<\/span> <span style=\"color: #008000;\">di UNCLOS<\/span><\/strong>, di aderire a leggi o regolamenti ambientali diversi dai propri. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span class=\"jCAhz ChMk0b\" style=\"color: #008000;\"><span class=\"ryNqvb\">Il punto critico va quindi identificato nelle preoccupazioni per la politica cinese che tende ad allargare in maniera spregiudicata la sua area di influenza marittima, prendendo il controllo delle linee di comunicazioni vitali per il traffico commerciale nell&#8217;indopacifico lungo la nuova via marittima della seta.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, in una situazione sempre pi\u00f9 tesa, irrigidirsi su posizioni di interesse geopolitico non aiuta a trovare una soluzione per la libert\u00e0 dei mari del III millennio. In particolare, quelle isole rocciose in mezzo al mar cinese meridionale che continuano ad essere uno scoglio molto maggiore della loro estensione, restando una spina nel fianco di tutti per la stabilit\u00e0 del Pacifico.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/p>\n<p><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima peschereccio costiero cinese sul fiume Nandu, Haikou. Uno dei migliaia pescherecci che operano nelle acque costiere ma anche internazionali &#8211; Autore Anna Frodesiak &#8211;&nbsp;&nbsp;<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Fishing_boat_in_Haikou_01.jpg\">File:Fishing boat in Haikou 01.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bibliografia<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.un.org\/depts\/los\/convention_agreements\/texts\/unclos\/unclos_e.pdf\">UNCLOS+ANNEXES+RES.+AGREEMENT<\/a><\/p>\n<p>Sarah Lohschelder,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.csis.org\/npfp\/chinese-domestic-law-south-china-sea\">Chinese Domestic Law in the South China Sea | Center for Strategic and International Studies (csis.org)<\/a><\/p>\n<p><a class=\"f1-s-4 cl8 hov-cl10 trans-03\"><span style=\"color: #000000;\">Aditya Singh Verma,<\/span> <\/a><a href=\"https:\/\/diplomatist.com\/2020\/05\/02\/a-case-for-the-united-states-ratification-of-unclos\/#:~:text=One%20historical%20argument%20against%20the%20US%20not%20ratifying,power%20to%20Communist%20countries%20like%20the%20Soviet%20Union.\">A Case for the United States\u2019 Ratification of UNCLOS | Diplomatist<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unclosdebate.org\/argument\/288\/us-should-not-ratify-united-nations-convention-law-sea-unclos\">The U.S. should not Ratify the United Nations Convention on the Law of the Sea (UNCLOS) | UNCLOSdebate.org<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12876\">Getting into a New Maritime Era? A Commentary on the Restructuring of the State Oceanic Administration in China di Yen Chiang Chang. \u2022 (ocean4future.org)<\/a><\/p>\n<p>Andrea Mucedola,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71448\">Quali sono i problemi per lo sfruttamento dei noduli di manganese, ma non solo, negli abissi marini? \u2022 (ocean4future.org)<\/a><\/p>\n<p>Gino Lanzara, <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/65356\">INDO-PACIFICO: La guerra non attende \u2022 (ocean4future.org)<\/a><\/p>\n<p>Mucedola Andrea, <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/9094\">Dalla regola delle tre miglia alle Convenzioni ONU sulle leggi del mare \u2022 (ocean4future.org)<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: Cina, UNCLOS, instabilit\u00e0 nell&#8217;Oceano Pacifico &nbsp; Fino al XIX secolo il diritto internazionale marittimo trovava il proprio fondamento nel principio di libert\u00e0 dei mari, inteso sul principio che nessun Stato poteva impedire ad un altro Stato l\u2019utilizzo e lo sfruttamento degli spazi marini.&nbsp;Si [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2380,"featured_media":91646,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[1413],"tags":[],"class_list":["post-79994","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il pasticciaccio del mar cinese meridionale: tra interpretazioni machiavelliche e consuetudini non ratificate &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/79994\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il pasticciaccio del mar cinese meridionale: tra interpretazioni machiavelliche e consuetudini non ratificate &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  10 minuti. . 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