{"id":79879,"date":"2023-01-04T00:02:54","date_gmt":"2023-01-03T23:02:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=79879"},"modified":"2023-05-20T21:22:06","modified_gmt":"2023-05-20T19:22:06","slug":"79879","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/79879","title":{"rendered":"Mediterraneo, un mare di crescenti opportunit\u00e0 e tensioni \u2013 Parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: tensioni geopolitiche, maritime domain, potere marittimo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Geopolitica del Mediterraneo<\/span><br \/>\n<\/strong>Negli anni \u201990 abbiamo assistito a una grande effervescenza di iniziative politiche tese ad avvicinare le due rive del Mediterraneo. Stiamo parlando del \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Processo di Barcellona<\/span><\/strong>\u201d dell\u2019Unione Europea, del \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Dialogo Mediterraneo<\/span><\/strong>\u201d della NATO, del \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Partenariato per il Mediterraneo<\/span><\/strong>\u201d dell\u2019OSCE. Sotto il profilo securitario va anche sottolineata l\u2019iniziativa denominata \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">5 + 5<\/span><\/strong>\u201d in formato Difesa, varata su proposta italiana nel 2004.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Mediterraneo-orientale-ais.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Mediterraneo-orientale-ais.png\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 nonostante, un reale avvicinamento verso il modello liberal democratico europeo non si \u00e8 verificato, prevalentemente per effetto delle vecchie e delle nuove \u201cruggini\u201d, che hanno fortemente rallentato la riduzione delle distanze tra le due rive. Francia e Gran Bretagna hanno anzi reso pi\u00f9 instabile la riva di fronte a noi, con una devastante azione che ha portato alla destabilizzazione della Libia, permettendo a Turchia e Russia di stabilirsi su un territorio ricco di risorse energetiche (petrolio e gas naturale) e di garantirsi anche delle solide basi navali e aeroporti militari da cui controllare il Mediterraneo Centrale. Si tratta di un paese mediterraneo baricentrico, relativamente a poca distanza dalle nostre coste, che da oltre undici anni sta faticosamente cercando di ritrovare un equilibrio stabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale ambito, il disimpegno statunitense dall\u2019area non \u00e8 stato compensato da una maggiore presenza europea e ci\u00f2 ha permesso ad altri attori di recuperare spazio politico e strategico. Non solo la Russia in Siria e in Libia, o la Turchia con la sua assertivit\u00e0 nel Mar di Levante e in Libia, ma l\u2019effervescenza di iniziative lungo la riva sud ha visto anche la gi\u00e0 ricordata fine degli attriti tra Israele e Libano, dopo decenni di duro confronto, e una rinnovata collaborazione tra Israele, Marocco e Emirati Arabi Uniti. A ci\u00f2 si aggiunge l\u2019Egitto, che ha accentuato la sua proiezione strategica nel Mediterraneo, in un\u2019ottica di fermo contrasto all\u2019aggressivit\u00e0 turca e di protezione dei propri interessi nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale quadro si inserisce anche l\u2019Algeria che, per esempio, sta rinnovando la sua flotta e che si \u00e8 presentata sul teatro mediterraneo con una forte dichiarazione, peraltro subito contrata da Italia e Spagna, circa la propria <strong><span style=\"color: #008000;\">Zona Economica Esclusiva<\/span><\/strong>. Un\u2019Algeria che sta giocando le sue carte geopolitiche e che sta acquisendo peso nell\u2019area maghrebina e in Europa, anche per effetto della disponibilit\u00e0 di gas naturale, che le permette di rispondere alla nuova domanda europea, che sta riducendo rapidamente la sua dipendenza dal gas russo. Un\u2019Algeria, tuttavia, ancora socialmente fragile che, tra le altre cose, ha un\u2019accentuata e preoccupante instabilit\u00e0 ai suoi confini meridionali. Ci\u00f2 dovrebbe favorire rapporti meno ruvidi con il Marocco (storico avversario territoriale, sostenuto con molta discrezione dagli USA e da Israele) e contenere l\u2019esuberanza algerina sul Mediterraneo Occidentale, anche perch\u00e9 Algeri avrebbe molte difficolt\u00e0 (eufemismo) a ottenere un appoggio concreto da Mosca, specialmente in questo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Senza parlare poi della ormai storica rivalit\u00e0 tra Turchia e Grecia, di cui ho gi\u00e0 scritto in precedenza.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/sites\/default\/files\/pictures\/221122%20Gabinia.jpg\" alt=\"\" width=\"612\" height=\"617\">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale ambito, nel 2014 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Consiglio Europeo<\/span><\/strong> ha approvato il documento sulla \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Strategia per la Sicurezza Marittima Europea<\/span><\/strong>\u201d. Nonostante le diverse posizioni dei propri membri pi\u00f9 \u201cruvidi\u201d, che erroneamente sottovalutano la valenza strategica ed economica di quest\u2019area, ci\u00f2 ha permesso all\u2019Unione Europea di essere presente sui principali teatri di crisi del Mediterraneo allargato. Si tratta dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Operazione SOPHIA<\/span><\/strong> (dal 2015 contro il traffico di migranti), sostituita nel 2020 dall&#8217;operazione <strong><span style=\"color: #008000;\">IRINI<\/span><\/strong> (contro il contrabbando di armi verso la Libia) e dell\u2019Operazione <strong><span style=\"color: #008000;\">ATALANTA<\/span><\/strong> che, dal 2008, lotta contro la pirateria nel Mar Rosso e nell\u2019Oceano Indiano. A queste va aggiunta l\u2019Operazione multinazionale europea <strong><span style=\"color: #008000;\">EMASOH-AGENOR<\/span><\/strong> che, dal 2021, opera per assicurare la libert\u00e0 di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Oltre a quelle appena citate, nelle quali l\u2019Italia partecipa con proprie unit\u00e0 navali <a id=\"sdendnote1anc\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/mediterraneo-un-mare-di-crescenti-opportunit%C3%A0-e-tensioni#sdendnote1sym\" name=\"sdendnote1anc\"><sup>i<\/sup><\/a>, alternandosi al Comando con gli altri partecipanti, il nostro paese ha unit\u00e0 impegnate in operazioni nazionali integrate in un dispositivo multinazionale, come l\u2019Operazione <strong><span style=\"color: #008000;\">GABINIA<\/span> <\/strong>(dal 2019 per la vigilanza e la protezione degli interessi nazionali nel Golfo di Guinea).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Conclusioni<\/span><br \/>\n<\/strong>Da quanto finora detto si comprende come i<strong><span style=\"color: #008000;\">l Mediterraneo sia un raccordo essenziale del commercio mondiale e un centro nevralgico dell\u2019economia italiana e che il<\/span><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;mantenimento della libert\u00e0 di navigazione lungo le rotte commerciali marittime mondiali sia un interesse primario del nostro Paese<\/span><\/strong>.&nbsp;In tal senso, per assicurare la crescita e il benessere nazionale, \u00e8 indispensabile che il mondo politico comprenda il&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">ruolo strategico del mare per la nostra economia.<\/span><\/strong> Un discorso che non dovrebbe essere patrimonio a corrente alternata di una parte variabile del Parlamento ma, invece, dovrebbe costituire la <strong><span style=\"color: #008000;\">linea di continuit\u00e0 della geopolitica italiana<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parallelamente a una strategia marittima, che abbia carattere di continuit\u00e0, \u00e8 anche indispensabile garantire che la <strong><span style=\"color: #008000;\">Marina Militare italiana<\/span><\/strong> abbia gli strumenti pi\u00f9 moderni per poter efficacemente tutelare gli interessi nazionali sul mare, assicurando un significativo ritorno di immagine internazionale e contribuendo ad accrescere il prestigio del paese. Oltre a garantire i collegamenti con i paesi con i quali abbiamo rapporti commerciali, infatti, le nostre navi militari sono efficaci strumenti di politica estera, attraverso quella che \u00e8 comunemente conosciuta come \u201cDiplomazia navale\u201d, una forma di relazione con l\u2019estero che non ha perso la sua tradizionale importanza, anche grazie a quanto messo a disposizione dal progresso tecnologico. <strong><span style=\"color: #008000;\">Navi grandi, in grado di navigare per lungo tempo lontano dalle acque di casa, bene armate, con equipaggi bene addestrati e ben motivati costituiscono, quindi, la migliore garanzia per l\u2019economia e la sicurezza del Paese.<\/span><\/strong> La loro presenza sulle acque del Mediterraneo e, in senso pi\u00f9 ampio, del mondo, ha indiscutibili ritorni positivi per il paese, perch\u00e9 senza una credibile deterrenza contro minacce di qualunque tipo, senza poter assicurare il rispetto del Diritto internazionale, senza l\u2019agibilit\u00e0 delle rotte percorse dal nostro traffico marittimo commerciale, senza i collegamenti telefonici o internet (garantiti dalle linee subacquee), senza la continuit\u00e0 nell\u2019approvvigionamento energetico (via condotte subacquee),&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">il nostro sistema economico si blocca<\/span><\/strong>, mettendo in crisi tutti i distretti industriali nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il recente intelligente e opportuno tentativo innovativo di creare un <strong><span style=\"color: #008000;\">Ministero del Mare<\/span><\/strong>, che ribadisse la centralit\u00e0 della marittimit\u00e0 per il nostro sistema economico, a similitudine di Paesi che da tempo hanno fatto della marittimit\u00e0 il loro principale traguardo economico e politico, pare stia incontrando difficolt\u00e0 prima ancora di vedere la luce, per effetto delle solite gelosie interne e brame di potere, il cui orizzonte strategico non va oltre la staccionata del proprio cortile.&nbsp;Invece che attuare un unico indirizzo verso una valorizzazione del patrimonio marittimo nazionale e un\u2019accentuazione della nostra marittimit\u00e0, anche sotto il profilo culturale, le varie articolazioni che si occupano delle questioni marittime (5 Ministeri, 15 Regioni e tre universit\u00e0) sembra che continueranno a essere gestite in modo frammentato, disarticolato e personalistico, avendo sempre presente il prossimo risultato elettorale o il mantenimento della fetta di potere piuttosto che la tutela degli interessi nazionali. Un approccio cieco che non ha nulla di strategico ma che \u00e8 esclusivamente opportunistico, in chiave di sopravvivenza e gratificazione personale (comoda poltrona) nel breve termine. Poi si vedr\u00e0.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un approccio geopolitico cieco che preferisce esaltare i 1.200 km delle Alpi piuttosto che valorizzare gli oltre 7.000 km delle nostre coste, dimenticando (o ignorando) che&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">il mare ha avuto un ruolo fondamentale e insostituibile nella crescita della nostra economia, cultura e civilt\u00e0; <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">i<\/span><\/span>n una parola, <strong><span style=\"color: #008000;\">nella nostra plurimillenaria storia e progresso<\/span><\/strong>. Dimenticare questo fatto \u00e8 ingiustificabile, proprio mentre altri Paesi, con meno storia della nostra, guardano insistentemente e con maggiore convinzione al mare.&nbsp;Da tempo<strong><span style=\"color: #008000;\"> la Francia, per esempio, spinge per far approvare una strategia comune europea molto pi\u00f9 incisiva rispetto all\u2019attuale, che<\/span><\/strong>&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">riconosca l\u2019importanza che il Mediterraneo riveste per tutta l\u2019Europa<\/span><\/strong>, superando le perplessit\u00e0 e le accese contrariet\u00e0 dei Paesi frugali nordeuropei che, tuttavia, dalla libera fruizione delle rotte commerciali mediterranee ottengono un sostanzioso guadagno in termini di tempo e di denaro.&nbsp;Una cosa \u00e8 certa, \u00e8 indispensabile un forte ritorno della politica italiana ed europea al Mediterraneo, inteso come area geopolitica ed economica di ampio respiro, che rilanci la collaborazione tra paesi volenterosi e renda inoffensivi tutti gli attori (interni ed esterni) ostili alla stabilizzazione dell\u2019area. Come abbiamo visto, con l\u2019attuale situazione geopolitica, sono concretamente possibili solo alcune flebili collaborazioni bilaterali, ampiamente insufficienti a garantire il quadro di stabilit\u00e0 indispensabile per il tranquillo fluire delle merci e per l\u2019approvvigionamento energetico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Per l\u2019Italia,&nbsp;il Mediterraneo rappresenta un vero e proprio patrimonio economico di valore inestimabile. Dal mare, infatti, passano tutte le principali articolazioni della nostra economia, energia, comunicazioni, sicurezza. Di conseguenza, \u00e8 chiaro come sia&nbsp;fondamentale proiettarci sul mare per tutelare i nostri interessi economici nazionali principalmente attraverso la sicurezza delle attivit\u00e0 estrattive marine e dei traffici marittimi.<\/span><\/strong><\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/navi-marina-militare-21052014-1024x614.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 navi-marina-militare-21052014-1024x614.jpg\" width=\"1024\" height=\"614\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gruppo navale della Marina militare italiana in operazioni nel Mar Mediterraneo &#8211; credito Marina militare italiana <\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si comprende benissimo, quindi, i nostri interessi complessivi oggi vanno ben oltre le Colonne d\u2019Ercole e si estendono in tutto il mondo. Sono interessi globali e ci\u00f2 richiede una presenza ovunque. L\u2019Italia, essendo una media potenza regionale con interessi globali, non pu\u00f2 permettersi di sottovalutare le implicazioni geopolitiche dell\u2019attuale situazione, estremamente fluida e frammentata, caratterizzata da una&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">minaccia latente, multiforme, asimmetrica e da&nbsp;diffuso disequilibrio e insicurezza, da una&nbsp;crescente competizione e da sempre pi\u00f9 numerose&nbsp;tensioni di bassissima intensit\u00e0, ma di elevato potere invalidante.<\/span><\/strong> In particolare, ai fini della sicurezza marittima, sono rilevanti le peculiarit\u00e0 della Marina, non solo in relazione alla multidimensionalit\u00e0, ovvero la capacit\u00e0 di operare sul mare, al disopra del mare e sotto il mare, ma soprattutto dalla&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">capacit\u00e0 di operare normalmente in proiezione (<em>expeditionary<\/em>) e in permanenza sul mare (<em>sea based<\/em>)<\/span><\/strong>.&nbsp;In tale quadro, oggi pi\u00f9 che mai diventa di assoluta importanza garantire la protezione del complesso sistema produttivo e di trasporto marittimo, delle linee di comunicazione marittima, degli oleodotti e gasdotti sottomarini, dei cavi per telecomunicazioni, dei porti, interporti, delle navi e delle piattaforme petrolifere.<strong><span style=\"color: #008000;\"> Sfide che devono&nbsp;diventare prioritarie per la nostra politica, al fine di permettere la continuit\u00e0 dei necessari rifornimenti, indispensabili per un armonioso sviluppo del paese, e senza i quali verrebbero penalizzate la produzione industriale, la ripresa, il nostro prestigio internazionale e il benessere sociale.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mi domando, la politica sapr\u00e0 far fronte a queste grandi sfide o continuer\u00e0 a curare interessi di piccolo cabotaggio?<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Renato Scarfi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"sdendnote1\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><sub><sup><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Nota<\/span><\/strong><br \/>\n<a id=\"sdendnote1sym\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/mediterraneo-un-mare-di-crescenti-opportunit%C3%A0-e-tensioni#sdendnote1anc\" name=\"sdendnote1sym\">i<\/a><\/sup>&nbsp;Per EMASOH-AGENOR la consistenza massima annuale del contingente italiano comprende anche 193 unit\u00e0 e 2 assetti aerei.<\/sub><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Letture consigliate dall&#8217;autore (pubblicate su DIFESAONLINE)<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/laggressiva-politica-marittima-turca-destabilizza-il-mediterraneo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">L\u2019aggressiva politica marittima turca destabilizza il Mediterraneo<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/zona-economica-esclusiva-e-potere-marittimo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Zona Economica Esclusiva e potere marittimo<\/a>&nbsp; &nbsp;<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/linstabilit%C3%A0-africana-e-le-sue-conseguenze-geopolitiche\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">L\u2019instabilit\u00e0 africana e le sue conseguenze geopolitiche<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/mondo-militare\/turchia-sempre-pi%C3%B9-aggressiva-gli-interessi-italiani-nel-mediterraneo-orientale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Turchia sempre pi\u00f9 aggressiva. Gli interessi italiani nel Mediterraneo Orientale<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/la-necessit%C3%A0-di-una-intelligente-strategia-marittima-nazionale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">La necessit\u00e0 di una intelligente strategia marittima nazionale<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/la-tutela-degli-interessi-nazionali-sul-mare\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">La tutela degli interessi nazionali sul mare<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/mediterraneo-un-mare-di-crescenti-opportunit%C3%A0-e-tensioni\">articolo pubblicato precedentemente su DIFESAONLINE<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><sub>Foto: Marina Militare \/ web<\/sub><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: tensioni geopolitiche, maritime domain, potere marittimo &nbsp; Geopolitica del Mediterraneo Negli anni \u201990 abbiamo assistito a una grande effervescenza di iniziative politiche tese ad avvicinare le due rive del Mediterraneo. 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