{"id":7938,"date":"2018-04-28T00:01:09","date_gmt":"2018-04-28T00:01:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=7938"},"modified":"2026-01-03T20:57:21","modified_gmt":"2026-01-03T19:57:21","slug":"quaternario-dal-mare-ai-ghiacci-parte-i-di-aaronne-colagrossi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/7938","title":{"rendered":"Quaternario, dal mare ai ghiacci  &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: 2.58 MILIONI DI ANNI&nbsp; FINO AD OGGI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OVUNQUE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Quaternario<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dai primi anni di Universit\u00e0, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Quaternario (chiamato anche Neozoico)<\/span><\/strong>, mi ha sempre affascinato poich\u00e9, oltre che essere il Periodo geologico nel quale si \u00e8 evoluto il<strong><em><span style=\"color: #008000;\"> Genere Homo<\/span><\/em><\/strong>, presenta anche strette connessioni con il mondo in cui viviamo noi oggi; in pratica una finestra sul passato pi\u00f9 prossimo a noi. Il Quaternario \u00e8 parte essenziale sia dell&#8217;Era del Cenozoico, sia dell&#8217;Eone del Fanerozoico.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">per <em>Era<\/em> si intende un intervallo temporale di alcune centinaia di milioni di anni<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">per <em>Eone<\/em> si intende un intervallo decisamente maggiore dell&#8217;ordine di mezzo miliardo di anni o pi\u00f9<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1759, fu coniato dal geologo italiano <strong><span style=\"color: #008000;\">Giovanni Arduino<\/span><\/strong> il termine &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Quaternario<\/span><\/strong>&#8220;, un professore di mineralogia e chimica all&#8217;Universit\u00e0 di Venezia. Arduino intu\u00ec, sulla base dei suoi studi sul fiume Po e sulle Alpi, che la suddivisione delle &#8220;vecchie ere&#8221; andava fatta in base ad eventi catastrofici naturali di grande portata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/GEOLOGIA-STRATIGRAFIA-1200px-Giovanni_Arduino_geological_section_Valle_dellAgno-1-1024x759.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOLOGIA-STRATIGRAFIA-1200px-Giovanni_Arduino_geological_section_Valle_dellAgno-1-1024x759.jpg\" width=\"1024\" height=\"759\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Schema della val Agno, Vicenza, Italia, fatto da Giovanni Arduino (1714-1795), fondatore della stratigrafia &#8211; autore scan Geoz 2005 &#8211;<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Giovanni_Arduino_geological_section_Valle_dell%27Agno.jpg\">File:Giovanni Arduino geological section Valle dell&#8217;Agno.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1829, il termine &#8220;quaternario&#8221; fu ripreso dal geologo e archeologo francese <strong><span style=\"color: #008000;\">Jules Pierre Fran\u00e7ois Stanislaus Desnoyers<\/span><\/strong> sulla base di studi sedimentologici effettuati sul fiume Senna. Nel corso del Novecento, l\u2019identificazione dei vari Piani del Quaternario (i Piani sono intervalli temporali dai 2 ai 10 milioni di anni), trov\u00f2 alcune difficolt\u00e0, sia per la mancanza in molte zone tropicali del globo di marcate evidenze di questo Periodo geologico, sia per le sue suddivisioni interne, fondamentali ai fini stratigrafici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro problema riscontrato fu la mancanza di <strong><em><span style=\"color: #008000;\">crisi faunistiche<\/span><\/em><\/strong> evidenti, ovvero di estinzioni di massa. In realt\u00e0 erano in errore in quanto molti studi attuali sulle variazioni eustatiche del livello marino, dell&#8217;ossigeno, sullo spessore dei ghiacci (nonch\u00e9 dei ghiacciai), sull&#8217;evoluzione di molti mammiferi e sui cambiamenti climatici globali fanno riferimento proprio ad eventi quaternari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quaternario<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl Quaternario \u00e8 suddiviso in due epoche geologiche ovvero, dalla pi\u00f9 recente alla pi\u00f9 antica,&nbsp;l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Olocene<\/span><\/strong> che va da oggi a 11.700 anni fa ed il&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Pleistocene<\/span><\/strong>, da 11.700 anni a circa 2.5 milioni di anni fa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Screenshot-2023-03-09-200441.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2023-03-09-200441.png\" width=\"695\" height=\"564\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Suddivisione del periodo Quaternario secondo la Co<\/span><span style=\"color: #008000;\">mmissione internazionale di stratigrafia del giugno 2018. Nell&#8217;Europa e Nord America, l&#8217;Olocene viene suddiviso negli stadi della scala del tempo di Blytt Sernander: Preboreale, Boreale, Atlantico, Subboreale e Subatlantico. Vi sono molte suddivisioni regionali per il Pleistocene Superiore o Inferiore, di solito queste rappresentano localmente periodi riconosciuti di freddo (glaciale) e caldo (interglaciale). L&#8217;ultimo periodo glaciale finisce con il freddo sottostadio del Dryas recente &#8211; da&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pleistocene_superiore\">Pleistocene superiore &#8211; Wikipedia<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La classificazione del Quaternario, in termini stratigrafici, paleontologici e cronologici, \u00e8 molto complessa; in realt\u00e0 solo dal 2009 la comunit\u00e0 scientifica internazionale, a seguito dell\u2019accordo raggiunto dalla <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>International Commission on Stratigraphy<\/em><\/span><\/strong>, ha dato precise indicazioni sulla strutturazione del Periodo Quaternario, suddividendolo, per comodit\u00e0 descrittiva, in tre tipologie:(0.7 &#8211; 1.2 milioni di anni fa)<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">(a) Quaternario marino<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">(b) Quaternario glaciale.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">(c) Quaternario con unit\u00e0 faunistiche.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa prima parte analizzer\u00f2 esclusivamente il <strong><span style=\"color: #008000;\">Quaternario marino,<\/span><\/strong> partendo da un Piano geologico chiamato<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> Gelasiano.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Gelasiano<\/span><\/span><\/strong><br \/>\nQuesto piano \u00e8 individuato in un intervallo temporale compreso tra i 2.5 milioni e gli 1.8 di anni fa e prende il nome (riconosciuto a livello internazionale) dall&#8217;affioramento in campo di San Nicola, presso la citt\u00e0 di Gela, Sicilia. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Gelasiano<\/span><\/strong> si identifica principalmente per il suo paleomagnetismo, una disciplina della geofisica che studia le propriet\u00e0 magnetiche delle rocce in base all&#8217;allineamento dei minerali ferromagnetici in esse contenute. Per grandi linee si pu\u00f2 identificare nel suo interno un periodo<span style=\"color: #008000;\"><strong> normale<\/strong> <\/span>(con un campo magnetico simile a quello dei giorni nostri) o <strong><span style=\"color: #008000;\">inverso<\/span><\/strong> (di segno opposto).<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt;\"><span style=\"color: #008000;\">Una curiosit\u00e0<\/span><\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Cambiamenti del campo magnetico terrestre sono avvenuti frequentemente nel corso della storia geologia del nostro pianeta. In genere, ogni periodo paleomagnetico porta un nome legato allo scienziato che lo aveva identificato o alla localit\u00e0 dove \u00e8 possibile studiarlo.<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso del <strong><span style=\"color: #008000;\">Gelasiano<\/span><\/strong>, il periodo paleomagnetico \u00e8 compreso tra due&nbsp; normali (<strong><span style=\"color: #008000;\">Gauss &#8211; Olduvai<\/span><\/strong>) inframezzati da un periodo con magnetismo inverso (chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Reunion<\/span><\/strong>), identificato con un picco massimo circa 2.15 milioni di anni fa. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Gelasiano<\/span> <\/strong>fu caratterizzato da <strong><span style=\"color: #008000;\">livelli isotopici marini dell&#8217;ossigeno<\/span><\/strong> (periodi alternati caldi e freddi del clima terrestre, dedotti dalle variazioni del rapporto tra gli isotopi&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><sup>16<\/sup>O e&nbsp;<sup>18<\/sup>O<\/span><\/strong> dell&#8217;ossigeno presenti nei sedimenti fossili ottenuti da carotaggi estratti dai fondali marini) di circa 100 con un minimo di 63 durante il passaggio con il periodo<strong><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;Olduvai<\/span><\/strong>.&nbsp;Questo rapporto isotopico varia in base alla temperatura del mare e degli accumuli marini di gusci calcarei di particolari foraminiferi (quantit\u00e0 di carbonato di calcio presente nei sedimenti). In base alla variazione del rapporto si identificano i periodi con acqua di mare pi\u00f9 fredda o pi\u00f9 calda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Gelasiano<\/span> <span style=\"color: #008000;\">inferiore<\/span><\/strong> fu contraddistinto dalla scomparsa di due specie di <strong><span style=\"color: #008000;\">nanoplancton<\/span><\/strong>&nbsp;(una frazione planctonica di dimensioni comprese tra 2\u00d710 e 2\u00d710 m cio\u00e8 tra 2-20 \u00b5m caratterizzate da una forma a stella): il <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Discoaster<\/em> <em>pentaradiatus<\/em> <\/span><\/strong>e <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Discoaster surculus<\/em><\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Discoaster_pentaradiatus.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Discoaster_pentaradiatus.jpg\" width=\"572\" height=\"462\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Microfossils from a sediment core of the Deep Sea Drilling Project (DSDP),&nbsp;<\/span><\/strong><i><strong><span style=\"color: #008000;\">Discoaster pentaradiatus &#8211; autore <a style=\"color: #008000;\" title=\"User:Hgrobe\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/User:Hgrobe\">Hannes Grobe<\/a>&nbsp;(<a style=\"color: #008000;\" title=\"User talk:Hgrobe\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/User_talk:Hgrobe\"><span class=\"signature-talk\">talk<\/span><\/a>), Alfred Wegener Institute<\/span><\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Discoaster_pentaradiatus_03.jpg\">Discoaster pentaradiatus 03.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al piano del <strong><span style=\"color: #008000;\">Gelasiano<\/span><\/strong> segu\u00ec il <span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Calabriano<\/span><\/strong><\/span> (0.7 &#8211; 1.8 milioni di anni fa) che prende il nome dalla Sezione geologica di<strong><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;Vrica<\/span><\/strong>, quattro chilometri a sud di Crotone, sulla Calabria ionica,&nbsp;a sua volta suddiviso in tre sottopiani:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Santerniano<\/span><\/strong> (1.8 \u2013 1.5 milioni di anni fa), identificato nella valle del Santerno (Imola) e caratterizzato dalla comparsa del bivalve eterodonte <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Arctica islandica<\/em><\/span><\/strong>, una vongola oceanica di ambiente freddo proveniente dall&#8217;Atlantico settentrionale. Durante il Santerniano comparve anche il foraminifero planctonico <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Globorotalia infilata<\/em><\/span><\/strong>, un prezioso <em>marker<\/em> del Calabriano. Si tratta di un fossile presente in molti siti del mondo: dalla Cina, alle lontane isole del Pacifico meridionale al Messico, dal Mediterraneo e all&#8217;Atlantico settentrionale. Nel Santerniano scomparve il foraminifero planctonico<em><strong><span style=\"color: #008000;\"> Globigerinoides obliquus<\/span><\/strong>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b.&nbsp;l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Emiliano<\/span> <\/strong>(1.5 &#8211; 1.2 milioni di anni fa) descritto nella valle del Santerno, in cui i livelli isotopici dell&#8217;ossigeno ebbero un valore di 47 . Sia nel Sottopiano Santerniano che nell&#8217;Emiliano, il paleomagnetismo fu inverso, con il periodo magnetico definito <strong><span style=\"color: #008000;\">Matuyam<\/span><\/strong>a (dal nome del geofisico giapponese che lo studi\u00f2 ed identific\u00f2). In quel periodo comparve il foraminifero bentonico <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Hyalinea baltica<\/em><\/span><\/strong>, che fu un importante marker per il Pleistocene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sia nel Santerniano che nell&#8217;Emiliano, il paleomagnetismo si invert\u00ec con il periodo magnetico definito <strong><span style=\"color: #008000;\">Matuyam<\/span><\/strong>a (dal nome del geofisico giapponese che lo studi\u00f2 ed identific\u00f2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">c.&nbsp;il <strong><span style=\"color: #008000;\">Siciliano<\/span><\/strong> (0.7 &#8211; 1.2 milioni di anni fa) la cui Sezione tipo \u00e8 posta nel Comune di Ficarazzi (vicino Palermo). Questo Sottopiano, oltre ad avere un paleomagnetismo normale (identificato come <strong><span style=\"color: #008000;\">Jaramillo<\/span><\/strong>, dal nome di un torrente nel New Mexico), presenta la contemporaneit\u00e0 di <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Arctica islandica<\/em><\/span><\/strong>, di <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Hyalinea baltica<\/em><\/span><\/strong> e di un nuovo ospite, la <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Globorotalia<\/em><em> truncatulinoides excelsa<\/em><\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/GEOLOGIA-FOSSILI-BIVALVI-Arctica_islandica_Fossil_02.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOLOGIA-FOSSILI-BIVALVI-Arctica_islandica_Fossil_02.jpg\" width=\"640\" height=\"480\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fossile di Artica islandica , autore Ichwarsnur &#8211; immagine propria &#8211;&nbsp;<em><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Arctica_islandica_Fossil_02.jpg\">Arctica islandica Fossil 02.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il limite superiore del <span style=\"color: #008000;\"><strong>Calabriano<\/strong><\/span> si rinviene anche a Montalbano Ionico (Matera). Al limite superiore di questo Piano, comparve il nano fossile calcareo <span style=\"color: #008000;\"><strong><em>Pseudoemiliania lacunosa<\/em><\/strong><\/span>, descritto in Antartide, in Australia, in Italia, in Irlanda, in Oman, in Nuova Zelanda, in Portogallo, alle Seychelles e in tante altre localit\u00e0 del globo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ioniano<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl<strong><span style=\"color: #008000;\"><em> Pseudoemiliania lacunosa <\/em><\/span><\/strong>ci introduce nel successivo Piano del Quaternario, lo <span style=\"color: #008000;\"><strong>Ioniano<\/strong><span style=\"color: #000000;\">, co<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\">m<\/span>preso tra i 781.000 e i 126.000 anni fa,. Nonostante non sia ancora stato formalizzato, viene descritto da vari affioramenti a livello mondiale, presenti prevalentemente lungo la costa italica del Mar Ionio da cui il nome. Esso viene identificato specialmente per il magnetismo, in particolare al cambio magnetico normale &#8211; inverso di <strong><span style=\"color: #008000;\">Brunhes\/Matuyama<\/span><\/strong> (dal geofisico francese Antoine Joseph Bernard Brunhes, pioniere del paleomagnetismo). Al limite superiore il Piano presenta uno stadio isotopico dell&#8217;ossigeno pari a 5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tarantiano<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSuccessivo allo Ioniano troviamo il Tarantiano, definito presso il lago di Monticchio (PZ), dove abbiamo la datazione pi\u00f9 antica del passaggio con lo Ioniano ovvero<strong><span style=\"color: #008000;\"> 126.000 anni<\/span><\/strong>. Di fatto il limite superiore del Tarantiano ci introduce l&#8217;Olocene, che inizi\u00f2 circa 11.700 anni fa.&nbsp;Durante il Tarantiano avvennero numerosi eventi catastrofici che saranno descritti nei miei prossimi articoli. Da un punto di vista puramente marino, i sedimenti costieri si arricchirono di nuovi ospiti, pi\u00f9 caldi rispetto ai precedenti. In particolare nel Sottopiano <strong><span style=\"color: #008000;\">Tirreniano<\/span><\/strong>, descritto geologicamente lungo le coste tirreniche dell&#8217;Italia comparve il gasteropode <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Strombus bubonius<\/span><\/em><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/GEOLOGIA-FOSSILE-Strombus_buvonius.5_-_Pleistoceno-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOLOGIA-FOSSILE-Strombus_buvonius.5_-_Pleistoceno-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">fossile di Strombus bubonius (non buvonius come erroneamente scritto) &#8211; Fonte Facolt\u00e0 di Scienze dell&#8217;Universit\u00e0 di La Coru\u00f1a, Spagna &#8211; autore Fernando Losada Rodr\u00edguez, <em><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Strombus_buvonius.5_-_Pleistoceno.JPG\">Strombus buvonius.5 &#8211; Pleistoceno.JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Tirreniano<\/span><\/strong> \u00e8 databile intorno ai 126.000 anni fa ed \u00e8 caratterizzato da un valore dello stadio isotopico dell&#8217;ossigeno uguale a 5. La presenza dello <span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Strombus bubonius <\/span><\/strong><\/span>ci dice che l&#8217;interglaciale caldo, che segn\u00f2 questa epoca geologica, ebbe un livello marino pi\u00f9 alto rispetto all&#8217;attuale di circa cinque metri a seguito dello scioglimento dei ghiacci nell&#8217;interglaciale di riferimento. I depositi tirreniani, generalmente caratterizzati da roccia arenacea e calcarenitica, sono definiti anche<strong><span style=\"color: #008000;\"> <em>panchina tirreniana<\/em><\/span><\/strong>.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify; border-color: #ebf538; background-color: #ebf538;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Curiosit\u00e0: alcuni cripto zoologi ritengono che il gigantesco squalo <em><a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\/archives\/3457\">Carcharocles megalodon<\/a> <\/em>si sia estinto alla fine del Tirreniano, quando inizi\u00f2 l\u2019era glaciale W\u00fcrmiana\/ Wisconsiniana\/Weichseliana\/Merida\/Fraser (identificata con pi\u00f9 nomi, sia storicamente sia in base alla localizzazione sul globo).&nbsp;<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Olocene<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>L&#8217;ultima Epoca che mi accingo a descrivere \u00e8 l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Olocene<\/span><\/strong>, ovvero la nostra epoca quando, da un punto di vista isotopico, l&#8217;ossigeno si attest\u00f2 a 1. L&#8217;Olocene viene considerato un periodo interglaciale caldo ed il suo limite inferiore \u00e8 stato convenzionalmente stabilito a 11.700 anni fa. Si descrive in Italia un Sottopiano marino, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Versiliano<\/span><\/strong>, descritto in Versilia, composto da depositi marini e salmastri costieri con evidenti depositi torbieri.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Riassumendo<\/span><\/strong><br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/quaternario-sottopiani.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 quaternario-sottopiani.png\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo giunti alla fine di questa prima parte dedicata al Quaternario marino che sar\u00e0 seguita, nel prossimo articolo, dal Quaternario glaciale.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine I parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Aaronne Colagrossi<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima <span class=\"language es\" title=\"Spanish\"><b>&nbsp;<\/b><\/span>Fauna del periodo delle glaciazioni&nbsp; &#8211; autore del disegno Mauricio Ant\u00f3n &#8211; Fonte <cite>Caitlin Sedwick (<span class=\"mw-formatted-date\" title=\"2008-04-01\">1 April 2008<\/span>). &#8220;What Killed the Woolly Mammoth?&#8221;.&nbsp;<i><a class=\"extiw\" title=\"w:PLoS Biology\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/PLoS_Biology\">PLoS Biology<\/a><\/i>&nbsp;<b>6<\/b> (4): e99. <a class=\"extiw\" title=\"w:Digital object identifier\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Digital_object_identifier\">DOI<\/a>:<a class=\"external text\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1371\/journal.pbio.0060099\" rel=\"nofollow\">10.1371\/journal.pbio.0060099 &#8211;<\/a> \u00a9 2008 Public Library of Science. This is an open-access article distributed under the terms of the Creative Commons Attribution License, which permits unrestricted use, distribution, and reproduction in any medium, provided the original author and source are credited. <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ice_age_fauna_of_northern_Spain_-_Mauricio_Ant%C3%B3n.jpg\">Ice age fauna of northern Spain &#8211; Mauricio Ant\u00f3n.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/cite><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nRiferimenti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa letteratura bibliografica riguardante il Quaternario e vasta e, purtroppo, non sapientemente raccolta in un unico volume. Questa raccolta di dati proviene da appunti universitari e vari libri di sedimentologia, geomorfologia, stratigrafia, rilevamento geologico e paleontologia dei vertebrati e degli invertebrati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/7938\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/8352\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/8883\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><br \/>\n<a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/47651\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOLOGIA PERIODO: 2.58 MILIONI DI ANNI&nbsp; FINO AD OGGI AREA: OVUNQUE parole chiave: Quaternario Fin dai primi anni di Universit\u00e0, il Quaternario (chiamato anche Neozoico), mi ha sempre affascinato poich\u00e9, oltre che essere il Periodo geologico nel quale si \u00e8 evoluto il Genere Homo, presenta anche strette connessioni con il mondo in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":92,"featured_media":90403,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[883,881,882],"class_list":["post-7938","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geologia-marina","tag-artica-islandica","tag-quaternario","tag-strombus-bubonius"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Quaternario, dal mare ai ghiacci - parte I &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/7938\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Quaternario, dal mare ai ghiacci - parte I &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  7 minuti. . 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