{"id":78818,"date":"2023-01-28T00:01:29","date_gmt":"2023-01-27T23:01:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=78818"},"modified":"2026-02-15T21:32:08","modified_gmt":"2026-02-15T20:32:08","slug":"torniamo-al-sistema-di-ancoraggio-parte-iii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/78818","title":{"rendered":"Torniamo al sistema di ancoraggio &#8211; parte III"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: NAUTICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Verricelli, Barbotin, ancore<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Verricelli<\/span><\/strong><br \/>\nIl verricello \u00e8 un argano ad asse orizzontale o verticale utilizzato per sollevare o gettare l\u2019ancora in modo rapido, semplice e affidabile. Collocato sul ponte di prua della barca, pu\u00f2 essere azionato tramite un piccolo motore (verricello elettrico) o a manovella (verricello manuale). In parole semplici&nbsp;\u00e8 costituito da due parti essenziali: il <strong><span style=\"color: #008000;\">barbotin<\/span><\/strong> ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">tamburo<\/span><\/strong>. Il <span style=\"color: #008000;\"><strong>barbotin<\/strong><\/span> \u00e8 una corona calettata che permette il transito delle maglie della catena per sollevare l\u2019ancora.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ATTREZZATURA-BARBOTIN-640px-CoronaBarbotin.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ATTREZZATURA-BARBOTIN-640px-CoronaBarbotin.png\" width=\"850\" height=\"796\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">schema di funzionamento del barbotin, notare la corona calettata che guida le maglie della catena (English: Windlass chain drive wheel) Fonte disegno di Claudio Elias<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:CoronaBarbotin.PNG\">CoronaBarbotin.PNG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Normalmente sulle barche da diporto vengono installati due tipologie di verricelli: quello ad <span style=\"color: #008000;\"><strong>asse orizzontale<\/strong><\/span> e quello ad <span style=\"color: #008000;\"><strong>asse verticale<\/strong><\/span>. Il primo \u00e8 montato in coperta o all\u2019interno del gavone che contiene anche il pozzo catena (riducendone spesso l\u2019altezza utile per lo stivaggio della catena, causando i noti disagi nel recuperare catena e ancora). Il motore \u00e8 ben protetto dal corpo esterno e il barbotin gira in verticale e abbraccia le maglie per non pi\u00f9 di tre impronte con il rischio di slittare dalla sede dentata. Circostanza che pu\u00f2 essere amplificata con il montaggio dello stesso ancor pi\u00f9 in basso, nel gavone, solo per non affollare la coperta di accessori e scomodi ingombri! Il <span style=\"color: #008000;\"><strong>tamburo<\/strong><\/span> \u00e8 montato con il <strong><span style=\"color: #008000;\">barbotin<\/span><\/strong> e gira parallelamente alla coperta. Ha il motore sporgente all\u2019interno del gavone di prua, condividendo spesso umido, salino e corrosioni varie. Dal ponte esce solo il barbotin e in alcuni modelli la campana di tonneggio: insomma \u00e8 il meno invasivo e il pi\u00f9 amato dai minimalisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Pozzo catena<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seconda dello spazio nel gavone dell&#8217;ancora si opta per un pozzo catena verticale o ad asse orizzontale. Nel tipo verticale la catena fa un giro di 180\u00b0 intorno al barbotin lavorando in orizzontale con un maggior numero di maglie a contatto, mentre in quello orizzontale il <strong><span style=\"color: #008000;\">barbotin<\/span><\/strong> lavora in verticale con un angolo di soli 90\u00b0.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/pozzo-catena-1024x400.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 pozzo-catena-1024x400.jpg\" width=\"1024\" height=\"400\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">photo credit @ Sacha Giannini<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per conoscere la lunghezza della catena che pu\u00f2 essere imbarcata, bisogna considerare lo spazio disponibile per il motore del salpa ancora e la profondit\u00e0 del gavone di ormeggio che determina la discesa della catena per forza di gravit\u00e0. \u00c8 consigliabile avere una distanza verticale tra la cubia (la guida che permette di orientare la catena in uscita dal salpa ancora) e l&#8217;altezza raggiunta dalla catena raccolta nel gavone che sia almeno di 30 cm. (non necessario per catene in inox lucide che scivolano senza resistenze e non si ammucchiano impedendo di salpare senza dover distendere manualmente la catena) Sia in verticale che orizzontale, <strong><span style=\"color: #008000;\">una buona linea di ormeggio deve rispettare l&#8217;allineamento del barbotin con il musone, una distanza tra il musone e il barbotin possibilmente di minimo 1 mt e la giusta l&#8217;inclinazione del salpa ancora con la catena<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Caratteristiche principali del pozzo catena<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Deve contenere tutta la lunghezza della catena che deve sistemarsi al suo posto grazie alla semplice forza di gravit\u00e0 in modo automatico senza \u201cmucchi\u201d e senza obbligare un membro dell\u2019equipaggio al recupero con manovre manuali di stivaggio. Il fondo del pozzo deve essere sopra la linea di galleggiamento ed essere realizzato in modo da evacuare naturalmente l\u2019acqua che vi sia entrata. Gli ombrinali laterali devono avere le \u201corecchie\u201d o cuffie esterne per deviare il flusso d\u2019acqua durante le navigazioni con onda e mare formato. Deve essere dotato di un robusto golfare al quale fissare con uno stroppo in tessile l\u2019ultima maglia della catena per evitare, causa disattenzioni in agguato, di filare ancora e catena in mare oppure tagliarla in situazioni disperate. Non sarebbe male se fosse dotato di un contenitore grigliato sul fondo e sulle murate con la funzione di permettere l\u2019aerazione della catena. Il pozzo deve essere periodicamente (spesso) pulito da fango, alghe, sabbia e acquitrini salmastri. Il molliccio di alcuni fondali di porti \u00e8 pieno di batteri e di quant\u2019altro vive e prospera in esso di maleodorante. Il lavaggio con acqua dolce del pozzo dell\u2019ancora \u00e8 un&#8217;operazione semplice, economica e indispensabile per preservare le nostre maglie e la nostra \u201clinea vita\u201d.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt;\">Le ancore<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scelta dell\u2019ancora non deve essere casuale o dettata dalle mode del momento; l&#8217;ancora va scelta in base all&#8217;utilizzo che si intende farne. Forma, materiale e peso sono le basi per una scelta consapevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ferro, acciaio o inox vengono spesso confusi e usati impropriamente<br \/>\n<\/span><\/strong>I materiali ferrosi hanno tutti come base di partenza il ferro, pressoch\u00e9 inutilizzabile industrialmente. Non si usa quasi mai puro a meno di legarlo con altri elementi. Aggiungendo <span style=\"color: #008000;\"><strong>carbonio<\/strong><\/span> in varie percentuali otteniamo acciai di varia durezza e nobilt\u00e0 fino ad arrivare alla ghisa, ricca di carbonio, rigidissima e fragile.&nbsp;Aggiungendo altri due componenti al carbonio come il <strong><span style=\"color: #008000;\">cromo e il nichel<\/span><\/strong> in percentuali variabili (18\/8 &#8211; 18\/10 ) otteniamo l\u2019acciaio <span style=\"color: #008000;\"><strong>inox<\/strong><\/span>, tanto amato e desiderato in barca.<\/p>\n<figure style=\"width: 850px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/ancore-moderne-2-575x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ancore-moderne-2-575x1024.jpg\" width=\"850\" height=\"1514\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">photo credit @ Sacha Giannini<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"justify\">In generale gli acciai arrugginiscono, un p\u00f2 meno quelli zincati e ancora meno quelli inox. Un acciaio immerso in acqua arrugginisce molto pi\u00f9 lentamente dello stesso lasciato in banchina o all\u2019aria. La ruggine \u00e8 una conseguenza della loro ossidazione e la parola stessa suggerisce che l\u2019ossidazione sia prodotta dall\u2019ossigeno. Sott\u2019acqua ce n\u2019\u00e8 poco e i metalli durano di pi\u00f9 ( pensiamo ai relitti di navi ancora perfettamente conservati) e dunque facciamo lavorare le nostre belle ancore nel loro ambiente e non appese a musoni e delfiniere ad invecchiare. Usciamo, navighiamo e mettiamoci alla fonda! Tra 1,5 e 2 kg\/ml di LOA \u00e8 approssimativamente il peso dell\u2019ancora da imbarcare a bordo, ma non \u00e8 il solo requisito essenziale per un buon ancoraggio. <strong><span style=\"color: #008000;\">Nelle nostre barche l&#8217;ancora lavora &#8220;per forma&#8221; e non &#8220;per peso&#8221;, mentre sulle navi di maggiori dimensioni la linea di ancoraggio lavora fondamentalmente per massa.<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Ancora in acciaio zincato o inox?<br \/>\n<\/span><\/strong>Dipende dal portafogli e dalla \u201clucidit\u00e0\u201d che vogliamo avere a prua. Non tutte le ancore vanno bene per tutti i fondali (sabbia, fango, roccia o posidonia) e ogni modello ha le sue preferenze e utilizzo, migliorando la tenuta e riducendo anche il peso necessario. A <em>ceppo <\/em>(Ammiragliato e Northill ), a <em>vomere o aratro<\/em> (CQR e Delta), a <em>cucchiaio <\/em>(Bruce, Rocna, Spade, Mantus, Vulcan, Ultra) o a <em>marre articolate<\/em> (Danforth e Fortress) tutte sono destinate a lavorare meglio su alcuni fondali e meno su altri.<\/p>\n<figure style=\"width: 842px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/anocre-moderne-3-575x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 anocre-moderne-3-575x1024.jpg\" width=\"842\" height=\"1499\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">photo credit @ Sacha Giannini<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"justify\">Condizioni che pi\u00f9 o meno tutti conosciamo per esperienza personale. L\u2019importante come obiettivo comune \u00e8 di riuscire a starsene lontani dagli altri e naturalmente dalle rive, perch\u00e9 l&#8217;unico problema \u00e8 sempre rappresentato dalla terra, non dall&#8217; acqua. Poich\u00e9 le barche <strong><span style=\"color: #008000;\">NON<\/span><\/strong> sono progettate e costruite per andare a terra, questa \u00e8 l&#8217;unica attenzione che bisogna sempre avere, dove tutte le risorse mentali e fisiche devono essere indirizzate unicamente a tenere la barca in acqua. Rimane responsabilit\u00e0 del comandante la scelta della linea di ancoraggio, tuttavia la \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Norma europea che fissa i requisiti tecnici per le navi della navigazione interna<\/em><\/span><\/strong>\u201d <strong><span style=\"color: #008000;\">(edizione 2017\/1)<\/span><\/strong> suggerisce a noi diportisti alcune indicazioni base:<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Il peso totale previsto per le ancore di prua pu\u00f2 essere ripartito fra una o due ancore, dove il peso dell&#8217;ancora pi\u00f9 leggera non deve essere inferiore al 45 % della massa totale.<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Le ancore in ghisa non sono ammesse. <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Il peso \u00e8 riportato sull&#8217;ancora a caratteri in rilievo inamovibili.<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Le ancore di massa superiore a 50 kg devono essere provviste di verricelli. <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Gli elementi di collegamento (tornichelle) fra ancora e catena devono resistere a un carico di trazione superiore del 20 % al carico di rottura della catena corrispondente.<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">\u00c8 consentito l&#8217;impiego di cavi al posto delle catene con il medesimo carico di rottura richiesto per le catene, ma una lunghezza superiore del 20 %.<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Per concludere una nota made in Italy<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Diversi catenifici italiani (Rigamonti, Mori, Frigerio e la ex storica Maggi, che recentemente ha chiuso dopo quasi un secolo) rappresentano da anni una risorsa preziosa nazionale e internazionale, producendo accessori di alto livello anche per la nautica. La produzione delle ancore pi\u00f9 comunemente usate dai diportisti resta invece ancora pi\u00f9 di competenza estera, ad eccezione di alcuni prodotti italiani di tutto rispetto. <span style=\"color: #008000;\"><strong>Azarta<\/strong><\/span> \u00e8 un\u2019ancora tutta italiana a marre articolate, una evoluzione della Danforth con una presa immediata, tenuta e stabilit\u00e0. Da 8 a 33 kg ha un prezzo per una 20kg di listino di 475 euro. <span style=\"color: #008000;\"><strong>Sanguineti<\/strong><\/span> produce ancore a baricentro avanzato per yacht, <strong><span style=\"color: #008000;\">Italwinch <\/span><\/strong>verricelli in acciaio inox come la <span style=\"color: #008000;\"><strong>Quick<\/strong><\/span>, la <span style=\"color: #008000;\"><strong>Douglas Marine<\/strong><\/span> accessoristica nautica in acciaio inox e la <strong><span style=\"color: #008000;\">Nautilium<\/span> <\/strong>progetta e produce ottime catene e ancore <strong><span style=\"color: #008000;\">certificate Rina<\/span><\/strong> come la <strong><span style=\"color: #008000;\">Nautilium 7<\/span><\/strong> da 10mm x passo 28, con grado 70 e carico di lavoro di 2200 kg e di rottura di 110KN (11.000 kg) sono le vere top di gamma per i diportisti pi\u00f9 esigenti paragonabili alle catene di sollevamento industriali.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Buon<\/span><span style=\"color: #008000;\"> Vento e ancoraggio&nbsp;<br \/>\n<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Sacha Giannini<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/80987\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a>&nbsp;<a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/78807\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/78818\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . 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