{"id":78747,"date":"2022-12-25T00:01:57","date_gmt":"2022-12-24T23:01:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=78747"},"modified":"2022-12-25T00:03:23","modified_gmt":"2022-12-24T23:03:23","slug":"classis-misenensis-la-presenza-navale-romana-nella-baia-di-napoli-parte-iii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/78747","title":{"rendered":"Classis Misenensis: la presenza navale romana nella Baia di Napoli &#8211; parte III"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA ROMANA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: EPOCA REPUBBLICANA E IMPERIALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Classis, Miseno, Napoli<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Impegni operativi del tempo di pace<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nCoerentemente con la sua fondamentale missione di protezione di Roma e dell\u2019Italia, la flotta Misenense presidiava innanzi tutto il mar Tirreno, operando sia dal golfo di Napoli, sia schierando delle proprie navi in varie basi secondarie: nella stessa citt\u00e0 di Roma [44], ad Ostia, a Civitavecchia, in Corsica ed in Sardegna.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/dislocazioe-flotte-romane.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 dislocazioe-flotte-romane.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovendo altres\u00ec estendere il controllo non solo al bacino occidentale del Mediterraneo ma anche a quello orientale (in concorso con la flotta Ravennate), essa distaccava delle proprie unit\u00e0 in tali acque, basandole in Grecia ed in Siria [45]. Il controllo del mare e dei porti era finalizzato a garantire a tutti la libert\u00e0 di navigazione, nonch\u00e9 a tutelare la sicurezza dei traffici marittimi, poich\u00e9 questi erano indispensabili per la sopravvivenza di Roma, per la logistica delle forze armate [46], per l\u2019amministrazione delle province e per la coesione dell\u2019impero [47]. La vigilanza della Classis Misenensis doveva inoltre tenere in debito conto le esigenze di protezione delle aree marittime pi\u00f9 sensibili, con ovvia precedenza alle ville imperiali, sulla costa (a Civitavecchia, Ladispoli, Anzio, Astura, Circeo, Sperlonga e nel golfo di Napoli) e sulle isole, come Pianosa, Ponza, Ventotene e Capri.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/05-2_penisola_Flegrea.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 05-2_penisola_Flegrea.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i servizi di Stato svolti dalle navi di Miseno, il pi\u00f9 rilevante \u00e8 la scorta navale agli imperatori, sia perch\u00e9 molti di loro \u2013 come Augusto \u2013 predilessero i viaggi per mare a quelli terrestri, sia per conferire solennit\u00e0 ai viaggi ufficiali, e comunque per garantirne l\u2019incolumit\u00e0 [48]. Per questi ultimi due motivi, le navi da guerra maggiori erano anche utilizzate per le missioni oltremare assegnate ad alti dignitari su mandato del principe. Delle unit\u00e0 sottili e veloci potevano invece essere usate per l\u2019invio di dispacci urgenti [49]. Circa i servizi pubblici, poich\u00e9 i classiari di Miseno ebbero una propria caserma a Roma [50], tale presenza viene motivata con l\u2019impiego dei Misenati per la manovra del velario del Colosseo [51]. \u00c8 possibile che quell\u2019attivit\u00e0 sia stata affidata alla destrezza dei marinai, ma si tratterebbe comunque di un compito occasionale ed accessorio, come la partecipazione alle naumachie ed alle regate dei periodici giochi nautici. La funzione primaria dei classiari nell\u2019Urbe doveva invece essere legata alle navi ed alla sicurezza.<\/p>\n<figure style=\"width: 597px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/augusto.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 augusto.jpg\" width=\"597\" height=\"587\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">denario di argento di Augusto<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Impegni particolari nel golfo<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNell\u2019ambito delle loro abituali attivit\u00e0 di vigilanza e di addestramento in ambito locale, le navi della flotta di Miseno ebbero modo di tenere sotto il proprio continuo controllo tutte le importanti strutture costiere che erano fittamente distribuite lungo l\u2019intero arco del golfo, tanto da apparire dal mare come una citt\u00e0 continua [52]. Tale attenzione era in effetti giustificata dalla eccezionale concentrazione di obiettivi sensibili da proteggere, ad iniziare dal vicino porto mercantile di Pozzuoli, che era stato potenziato con l\u2019attiguo Portus Iulius, ed il cui traffico era d\u2019importanza vitale per l\u2019approvvigionamento di Roma. Di significativa rilevanza risultavano anche le sistemazioni portuali di Nisida e di Baia [53], oltre ai porti di Napoli, Pompei e Stabia. In quest\u2019ultima localit\u00e0 fu peraltro presente un distaccamento della flotta Misenense, sia prima che dopo l\u2019eruzione del 79 [54]. Vi era nel contempo l\u2019esigenza di salvaguardia delle numerose ville imperiali presenti in zona, ad iniziare da quella di Miseno (gi\u00e0 di Mario, poi di Lucullo) e dalle altre vicine: le due di Baia (una era stata di Cesare e l\u2019altra di Calpurnio Pisone) e quella di Pausilypum (ex villa di Vedio Pollione) [55], che era dotata di moli frangiflutti e banchine utilizzabili anche dalle navi della flotta. Analoghe possibilit\u00e0 di ormeggio erano presenti anche nelle altre ville di propriet\u00e0 imperiale nel golfo, ad Oplonti, Sorrento e Capri [56].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una certa attenzione doveva altres\u00ec essere accordata all\u2019elegante abitato di Ercolano ed alle maggiori ville marittime [57] disseminate sulla costa, pressoch\u00e9 tutte dotate di pontili per l\u2019approdo e di ampie vasche per la redditizia attivit\u00e0 di allevamento dei pesci [58]. Parrebbe peraltro che l\u2019ambiente della flotta Misenense fosse piuttosto sensibile alle problematiche della piscicoltura: lo si vide sotto il comando di Optato Ponziano, che fece imbarcare sulle navi, in appositi vivai, una grande quantit\u00e0 di scari e li rilasci\u00f2 in mare fra il golfo di Napoli ed Ostia, verificando poi per cinque anni che nessuno li pescasse affinch\u00e9 avessero il tempo di riprodursi a sufficienza [59]. Per le esigenza di collegamento fra la base navale di Miseno ed i punti sensibili pi\u00f9 lontani, come Capri e Stabia, i classiari dovevano gestire un sistema di segnalazioni diurne e notturne, tipo torri semaforiche [60].<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/flotta-romana-vesuvio.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 flotta-romana-vesuvio.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Soccorso navale<\/span><\/strong><br \/>\nNelle situazioni di gravi calamit\u00e0, le alte personalit\u00e0 del mondo romano, inclusi gli imperatori pi\u00f9 esecrati, non hanno mai esitato a prodigarsi per i soccorsi, per la sistemazione dei bisognosi e per le necessarie ricostruzioni [61]. Lo stesso accadeva normalmente per i soccorsi navali [62], anche se tali eventi vennero raramente riferiti perch\u00e9 meno conosciuti e meno compresi dai pi\u00f9. Disponiamo tuttavia di una discreta quantit\u00e0 di dati [63] utili a ricostruire parte dei lineamenti salienti della pi\u00f9 ardua ed ardita delle operazioni di soccorso navale mai effettuate in tutti i tempi: quella condotta da <strong><span style=\"color: #008000;\">Gaio Plinio Secondo (\u201cil Vecchio\u201d)<\/span><\/strong>, comandante in capo della Classis Misenensis, durante catastrofica eruzione del 79. Avendo ricevuto un messaggio [64] con una richiesta di aiuto inviata da Rectina, una matrona che abitava in una villa marittima ai piedi del vulcano e non aveva alcuna via di scampo se non per mare, Plinio salp\u00f2 da Miseno con le sue quadriremi per procedere alla evacuazione di emergenza di tutti coloro che si trovavano sulla costa vesuviana nella stessa situazione di pericolo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/plinio-2-1-1024x591.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 plinio-2-1-1024x591.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre le navi, superato il <strong><span style=\"color: #008000;\">Pausilypum<\/span><\/strong>, dirigevano direttamente verso Ercolano, il sovrastante Vesuvio offriva agli equipaggi uno spettacolo atroce, che nessuno aveva mai visto in epoca storica e che nessun altro ha finora potuto vedere dopo di loro [65]. Dalla bocca del vulcano s\u2019innalzava una colonna eruttiva immensa che, costellata di bagliori e fulmini, raggiungeva la stratosfera ove si allargava come un fungo atomico, oscurando il cielo e facendo ricadere in mare una fitta pioggia di cenere calda, pomici e lapilli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u00ec si vide di che stoffa fossero fatti quegli equipaggi: mentre per timori molto pi\u00f9 futili altre flotte erano state bloccate da ammutinamenti [66], gli uomini di Plinio continuarono a navigare con compostezza e professionalit\u00e0 verso un pericolo agghiacciante. Ad una ad una la navi si distaccarono per andare a prelevare in costa i fuggiaschi, lasciando poi a terra la propria imbarcazione per poter pi\u00f9 celermente raggiungere il luogo di sbarco e tornare ad imbarcare gli altri in attesa. L\u2019ultima quadrireme a dover toccare terra era la nave ammiraglia, che, non potendo puntare verso il Sarno, approd\u00f2 a Stabia, ove Plinio perse la vita. Ma la missione di soccorso aveva gi\u00e0 consentito di mettere in salvo migliaia di persone, inclusa forse la stessa Rectina [67].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il personale<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nFin dall\u2019epoca di Augusto tutti gli imperatori \u2013 tranne <strong><span style=\"color: #008000;\">Claudio<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Nerone<\/span><\/strong> [68] \u2013 hanno riservato il comando delle flotte imperiali a <strong><span style=\"color: #008000;\">praefecti<\/span><\/strong> di rango equestre di propria fiducia, traendoli prevalentemente dall\u2019aristocrazia italica e ponendo ad un livello pi\u00f9 elevato il comandante della Classis Misenensis [69]. Furono di rango equestre anche i vice comandanti (subpraefecti) ed i comandanti delle vessillazioni navali (praepositi vexillationis). Gli ufficiali superiori della flotta erano i navarchi ed i trierarchi, che potevano rispettivamente avere comandi navali di maggiore o minore importanza, avendo entrambi il grado di centurione, poich\u00e9 qualsiasi nave da guerra era equiparata ad una centuria [70]. Degli ufficiali inferiori, dei sottufficiali e dei graduati conosciamo dalle epigrafi un numero stragrande di specialit\u00e0, che fanno capire l\u2019enorme complessit\u00e0 dell\u2019organizzazione e delle competenze richieste al personale. Se ne citano solo alcuni, a titolo di esempio: <em><strong><span style=\"color: #008000;\">gubernator, proreta, nauphylax, velarius, subunctor, naupegus, hortator o portisculus, optio, armorum custos, scriba o adiutor o secutor, librarius, tesserarius, medicus, faber, ecc<\/span><\/strong><\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli equipaggi erano costituiti da uomini liberi, che si arruolavano perlopi\u00f9 fra i 17 e 23 anni, per una ferma di 26 anni, elevata poi a 28 da Settimio Severo. Trattandosi di una ferma pi\u00f9 lunga di quella prevista per le forze terrestri (come accadeva anche da noi fino a qualche decennio fa), il servizio in marina era considerato pi\u00f9 penalizzante, data anche la sua maggior durezza. Fra gli arruolati vi erano pertanto soprattutto forestieri (<strong><span style=\"color: #008000;\">peregrini<\/span><\/strong>), oltre ad alcuni con cittadinanza latina o romana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In base alle epigrafi relative alla <strong><span style=\"color: #008000;\">flotta di Miseno<\/span><\/strong>, l\u2019origine geografica del personale risulta essere: 17,2% regione italiana, 23% Egitto, 23% Asia minore, 16% Tracia, 9,7% Dalmazia e Pannonia, 4,7% Africa e 3,4% Grecia [71]. Al momento dell\u2019arruolamento i peregrini ricevevano la cittadinanza latina (forse a partire da Vespasiano) ed assumevano un nome romano. <strong><span style=\"color: #008000;\">All\u2019atto del congedo ricevevano la cittadinanza romana ed il diritto di sposare le proprie compagne.<\/span><\/strong> La rispettabilit\u00e0 derivante dalla piena cittadinanza, dalla legittimazione delle unioni matrimoniali e dal bagaglio di competenze professionali acquisite presso la flotta, consentiva ai congedati un ottimo inserimento nella societ\u00e0 civile locale, grazie anche alla funzione aggregante assolta dal <strong><span style=\"color: #008000;\">collegio degli Augustali<\/span><\/strong> e dall\u2019apposito <strong><span style=\"color: #008000;\">collegio dei veterani<\/span><\/strong> [72].<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/monumenti05_genio-flotta.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 monumenti05_genio-flotta.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Conclusione<\/span><\/strong><br \/>\nGli oltre quattro secoli di presenza della <strong><span style=\"color: #008000;\">Classis Misenensis<\/span><\/strong> hanno creato una comunit\u00e0 marinara che ha riflesso il carattere cosmopolita di Roma e del suo impero. Napoli ha raccolto una messe di esperienze senza pari in tutte le acque del Mediterraneo ed anche oltre, intrattenendo dei contatti continuativi con tutti i siti costieri della baia di Napoli, assicurandone la protezione e riscuotendone piena fiducia. La flotta si inser\u00ec ottimamente in ambito locale, trasferendovi le proprie conoscenze, competenze e tradizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Domenico Carro<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/p>\n<p>[44] Ove continuavano a funzionare gli storici Navalia (Carro 2015, pp. 128-133).<\/p>\n<p>[45] Al Pireo ed a Seleucia di Pieria. I dati sugli schieramenti delle navi sono tratti dall\u2019epigrafia.<\/p>\n<p>[46] Roth 1999, pp. 220-221, 329-330 e 333.<\/p>\n<p>[47] \u00abMore than the famous Roman routes, maritime connectivity of the Mare Nostrum was undoubtedly the glue of the Roman Empire.\u00bb (Arnaud 2016, p. 641).<\/p>\n<p>[48] Cfr. Suet. Aug. 82,3 ; Suet. Cal. 15,2 e Cass. Dio 59,3,5; Suet. Tib. 72,1 e Tac. ann. 6,1.<\/p>\n<p>[49] Redd\u00e9 1986, pp. 445 e 450-1; Pag\u00e8s 1993, p. 10.<\/p>\n<p>[50] Castra Misenatium, non lontano dal Colosseo.<\/p>\n<p>[51] Incarico citato dalle fonti antiche una sola volta, nella vita di Commodo (SHA Comm. 15,6).<\/p>\n<p>[52] Strab. 5,4,8<\/p>\n<p>[53] Gianfrotta 1998, pp. 153-155 e 166. Baia solo per natanti con minor pescaggio.<\/p>\n<p>[54] Parma 2002, pp. 185-187; Esposito 2011, pp. 159-160.<\/p>\n<p>[55] Phaedr. 2,5,7-10; Sen. epist. 5,51,11; Tac. ann. 15,52,1; Cass. Dio 54,23,5-6.<\/p>\n<p>[56] Delle 12 ville imperiali nell\u2019isola (Tac. ann. 4,67) quella attigua al porto era il \u201cPalazzo a Mare\u201d.<\/p>\n<p>[57] Come le ville di Antonia, dei Pisoni, di contrada Sora, di Oplonti e della penisola Sorrentina<\/p>\n<p>[58] Marzano 2010, pp. 26, 31 e 33.<\/p>\n<p>[59] Plin. nat. 9,62-63; Macr. Sat. 3,16,10.<\/p>\n<p>[60] Cfr. Plin. nat. 2,181; Suet. Tib. 65,5 ; Veg. mil. 3,5; Russo 2007, pp. 292 e 296.<\/p>\n<p>[61] Ad esempio, Augusto (Cass. Dio 54,23,7-8 e Suet. Aug. 47,2), Livia (Suet. Tib. 50,5), Caligola (Cass. Dio 59,9,4) e Nerone (Tac. ann. 15,39).<\/p>\n<p>[62] Lo si vede dall\u2019atteggiamento assunto da Cesare (Bell. Afr. 11) e Germanico (Tac. ann. 2,24).<\/p>\n<p>[63] Soprattutto le lettere di Plinio il Giovane (Plin. epist. 3,5; 6,16 e 6,20) ed i dati vulcanologici.<\/p>\n<p>[64] Evidentemente inoltrato da una stazione semaforica (Russo 2004, pp. 122-124).<\/p>\n<p>[65] Dopo il 79 non vi furono eruzioni di pari intensit\u00e0 (\u201cpliniana\u201d); la precedente risaliva a 1700 anni prima.<\/p>\n<p>[66] L\u2019ultimo era avvenuto solo 36 anni prima: Cass. Dio 60,19,2-3.<\/p>\n<p>[67] \u00abGaio Salvio Eutico sciolse il voto ai Lari della casa per il ritorno della nostra Rectina.\u00bb (CIL 9, 725).<\/p>\n<p>[68] Che affidarono tutti gli incarichi di fiducia \u2013 incluse le flotte \u2013 ai propri liberti.<\/p>\n<p>[69] Starr 1960, pp. 33-34.<\/p>\n<p>[70] Ferrero 1878, p. 39; Redd\u00e9 1986, pp. 541-542; Redd\u00e9 2000, p. 185; Petriaggi 2004, p. 103.<\/p>\n<p>[71] Redd\u00e9 2000, p. 187. Cfr Carro 1998, pp. 82-83.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[72] Amalfitano 1990, p. 254; Parma 1992, p. 221; Parma 1994, pp. 54-59.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. 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