{"id":78745,"date":"2022-12-18T00:01:49","date_gmt":"2022-12-17T23:01:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=78745"},"modified":"2023-05-20T17:37:20","modified_gmt":"2023-05-20T15:37:20","slug":"78745","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/78745","title":{"rendered":"Classis Misenensis: la presenza navale romana nella Baia di Napoli &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA ROMANA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: EPOCA REPUBBLICANA E IMPERIALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Classis, Miseno, Napoli<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La base navale di Miseno<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nPer dare una sistemazione ottimale alla flotta del Tirreno, Agrippa scelse \u00abil pi\u00f9 bel porto naturale che si avesse su tutta la costa della Campania\u00bb [13], quello di Miseno, da collegare con un breve canale navigabile all\u2019omonimo lago costiero, a similitudine della soluzione temporanea precedentemente adottata per il Portus Iulius, che tuttavia era stato dotato di cantieri effimeri ed alloggi precari, venendo poi destinato a scopi commerciali [14].<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/05-5_base_Miseno-1002x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 05-5_base_Miseno-1002x1024.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La base navale di Miseno fu peraltro il solo complesso portuale dell\u2019antichit\u00e0 classica allestito esclusivamente per finalit\u00e0 militari [15], ci\u00f2 che gli consent\u00ec di disporre di tutte le infrastrutture necessarie, secondo un progetto razionale e rispondente [16]. In simbiosi con la base navale si svilupp\u00f2 la cittadina marinara di Misenum, funzionale alle esigenze della flotta [17]. Di tutte queste costruzioni spiccavano ancora, all\u2019inizio dell\u2019Ottocento, \u00abmolti avanzi di fabbriche\u00bb intorno al bacino interno ed ampie parti del teatro cittadino, che era dotato anche di un corridoio fino al porto per far entrare il personale della flotta [18]. Oltre al teatro, le costruzioni pubbliche in citt\u00e0 furono il Foro (non ancora individuato), le Terme (in propriet\u00e0 Cudemo), il Tempio di Augusto \u2013 destinato al culto del genio dell\u2019imperatore e dei suoi predecessori divinizzati, a cura del collegio degli Augustali \u2013 ed un edificio a carattere monumentale, con archi e colonnati, affacciato sulla banchina [19].<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/05-8_sacello_Agustali-1024x778.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 05-8_sacello_Agustali-1024x778.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra i resti delle strutture portuali, ora sommerse a causa dell\u2019abbassamento della costa di oltre 4 metri, sono particolarmente notevoli i due moli frangiflutti su arcate, rispettivamente attestati su Punta Terone e Punta Pennata, dotati di bitte ed anelli d\u2019ormeggio. Delle antiche banchine \u00e8 tuttora visibile sott\u2019acqua oltre mezzo chilometro del tratto settentrionale, corredato di numerose bitte di grandi dimensioni [20]. Il centro del porto, sulla Punta Sarparella, \u00e8 dominato da alcune costruzioni presumibilmente pertinenti alla residenza del praefectus classis, il comandante in capo della flotta [21].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019esterno dell\u2019imboccatura del porto dovevano trovarsi almeno un fanale ed una torre di guardia, mentre un faro pi\u00f9 potente doveva essere in posizione pi\u00f9 elevata su Capo Miseno [22]. Il canale navigabile di collegamento con il bacino interno era attraversato da un ponte mobile [23] sul quale transitava la strada verso Baia e Pozzuoli. La base navale era ovviamente dotata di tutto quanto occorreva per garantire l\u2019operativit\u00e0 della flotta, il benessere del personale, l\u2019efficienza delle navi, l\u2019addestramento e la logistica: caserme e mense per gli equipaggi, alloggi per gli ufficiali, navalia per il rimessaggio delle unit\u00e0, depositi armi, cantieri navali e strutture arsenalizie, uffici amministrativi, magazzini ed officine, oltre ad una scuola per i classiari: la Schola armaturarum o Militum Schola, da cui \u00e8 derivato il toponimo <strong><span style=\"color: #008000;\">Miliscola<\/span><\/strong> [24]. L\u00ec vicino vi era anche la disponibilit\u00e0 di un enorme serbatoio d\u2019acqua, la cosiddetta <strong><span style=\"color: #008000;\">Grotta della Dragonara<\/span><\/strong>, anche se la maggiore riserva idrica per le esigenze della Classis Misenensis \u00e8 stata assicurata dalla colossale <strong><span style=\"color: #008000;\">Piscina Mirabile<\/span><\/strong>, il \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">monumento pi\u00f9 insigne e grandioso che resta della base navale<\/span><\/em><\/strong>\u00bb, la pi\u00f9 imponente delle cisterne romane conosciute, interamente scavata nel tufo ed alimentata dal grande acquedotto augusteo del Serino [25].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Il ruolo strategico delle forze navali<\/span><\/strong><br \/>\nPer secoli, in un mondo assuefatto all\u2019alternanza pace-guerra, si \u00e8 pensato che la sola ragion d\u2019essere delle flotte militari fra un conflitto e l\u2019altro fosse quello di predisporsi a combattere battaglie navali contro il presumibile successivo nemico. Gli studiosi di storia antica hanno pertanto considerato con una certa sufficienza le flotte imperiali romane, reputandole degradate a compiti ausiliari per mancanza di significativi nemici navali da affrontare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/05-4_flotta_misenense-1024x576.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 05-4_flotta_misenense-1024x576.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mondo contemporaneo, la fine della guerra fredda ha tuttavia ingenerato una diversa consapevolezza, poich\u00e9 le nuove sfide hanno mandato in soffitta le precedenti concezioni strategiche ed il relativo addestramento [26]. Ora l\u2019evidenza dei fatti dimostra che, anche in assenza di ostilit\u00e0, le forze navali sono estremamente utili come strumenti di \u201csuasione\u201d [27 o di \u201cdiplomazia navale\u201d [28], ferme restando le loro ben note facolt\u00e0 di dominio del mare, proiezione di potenza, sicurezza marittima ed assistenza umanitaria. Gli antichi Romani, la cui grandezza poggiava saldamente sul connaturato pragmatismo e sul radicato senso comune, erano giunti a conclusioni sostanzialmente coincidenti, ma senza perdersi in cervellotici arzigogoli. Pur non scorgendo poderose flotte nemiche all\u2019orizzonte, Augusto ed i suoi successori compresero che tale pericolo avrebbe continuato ad essere scongiurato solo mantenendo in attivit\u00e0 delle forze navali efficienti. Le legioni non avrebbero certamente potuto controllare tutta l\u2019enorme estensione delle coste, visto che erano appena sufficienti per tenere a bada le turbolenze nelle aree di confine. Un\u2019appropriata presenza navale dissuasiva era quindi indispensabile, come risultava ancora chiarissimo, perlomeno a livello concettuale, sul finire del IV sec., quando Vegezio scriveva: \u00abIl popolo romano, per il suo prestigio e per le esigenze della sua grandezza, pur non essendovi costretto da alcun imminente pericolo, in ogni tempo mantenne allestita la flotta, onde averla sempre pronta ad ogni necessit\u00e0. Indubbiamente, nessuno osa sfidare o arrecare danno a quel regno o popolo, che sa essere pronto a combattere e risoluto a resistere ed a vendicarsi.\u00bb [29]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dall\u2019epoca di Augusto il ruolo fondamentale delle flotte imperiali fu in effetti quello di assicurare che Roma mantenesse il gi\u00e0 esistente dominio di tutti i mari [30], requisito necessario e sufficiente per detenere la signoria sull\u2019impero, come gi\u00e0 aveva lucidamente intuito Pompeo Magno [31]. Tale dominio doveva consentire, oltre al normale effetto deterrente ottenuto dalla semplice ostentazione della presenza navale, il pronto intervento di forze navali oltremare, su qualsiasi sponda in cui si rendesse necessario uno sbarco militare, e la continuativa tutela della sicurezza della navigazione e delle aree marittime pi\u00f9 sensibili. Tali aspetti vengono di seguito illustrati, esaminando sia le operazioni a carattere bellico, sia gli impegni operativi del tempo di pace, con particolare attenzione per quelli relativi alla baia di Napoli.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/05-9_navalia-806x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 05-9_navalia-806x1024.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Impegni operativi a carattere bellico<\/span><\/strong><br \/>\nSebbene l&#8217;avvento dell\u2019Impero abbia comportato un riorientamento della grande strategia di Roma, in particolare per le flotte permanenti [32], non vi fu alcuna discontinuit\u00e0 fra l&#8217;impiego di tali flotte in operazioni a carattere bellico [33] ed i continuativi impegni navali sostenuti dai Romani in epoca repubblicana, dalla prima guerra punica ad Azio [34].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il trionfo aziaco, la flotta del Tirreno non rimase in ozio: le sue navi prima parteciparono alle operazioni marittime condotte da Marco Valerio Messalla Corvino fra la Gallia ed il Mediterraneo orientale [35], e poi si trasferirono in acque oceaniche, per effettuare dal golfo di Biscaglia un risolutivo sbarco alle spalle dei nemici nell\u2019ambito della guerra Cantabrica [36]. Questa fu l\u2019ultima campagna bellica che Augusto condusse di persona, ma altre esigenze di intervento militare oltremare si presentarono negli anni successivi e per tutta la durata dell\u2019impero. L\u2019efficacia del sistematico addestramento della flotta Misenense alle operazioni marittime ebbe dunque reiterate occasioni di verifica pratica, in vari settori dell\u2019ampia gamma delle possibili forme di utilizzo delle navi in situazioni di conflitto. Vi furono in effetti delle ricorrenti operazioni contro la pirateria, sempre necessarie per inibire la crescita di questo fenomeno endemico [37], alcuni sbarchi navali su coste temporaneamente controllate da forze nemiche [38], l\u2019assedio navale di una grande citt\u00e0 ribelle [39], e soprattutto un\u2019infinita serie di spedizioni navali attraverso il Mediterraneo per intervenire in forze laddove necessario: contro insorgenti minacce [40 o in occasione delle interminabili campagne condotte in Oriente [41], prima contro i Parti e poi contro i Persiani. Non si tratt\u00f2 di mere navigazioni di trasporto, ma di operazioni navali di grande complessit\u00e0 e valenza strategica [42. Quanto alle battaglie navali, non servirono se non nel Basso Impero, contro Licinio, ed allo spirare dell\u2019Impero d\u2019Occidente, quando un\u2019ultima vittoria navale parve addolcire l\u2019imminente fine [43].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine Parte II &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Domenico Carro<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[13] Maiuri 1981, p. 92.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[14] Pagano et al. 1982, pp. 319-322; Redd\u00e9 1986, p. 170.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[15] Petriaggi 2004, p. 101.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[16] Progetto attribuito ad Agrippa: Redd\u00e9 1986, p. 491; Vitucci 1977, p. 182; Parma 1992, p. 213-214.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[17] Amalfitano 1990, p. 242. Fu municipium e poi colonia militare: Maiuri 1981, p. 95; Parma 1992, p. 214.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[18] Arditi 1808, p. 45; Paolini 1812, pp. 15-16.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[19] Amalfitano 1990, p. 254; Di Franco 2012, pp. 67 e 72-74.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[20] Benini, Lanteri 2010, pp. 110-114; Gianfrotta 1998, pp. 156-157 e 165.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[21] Borriello, D&#8217;Ambrosio 1979, p. 27; Amalfitano 1990, p. 242.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[22] Borriello, D&#8217;Ambrosio 1979, p. 123; Benini, Lanteri 2010, p. 114; Gianfrotta 2011, pp. 25 e 28.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[23] \u00c8 il \u00abpontem ligneum\u00bb che per lunga vetust\u00e0 venne rinnovato nel IV sec. (CIL 10, 3344).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[24] Maiuri 1981, p. 97; Amalfitano 1990, p. 242; Petriaggi 2004, p. 102.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[25] Maiuri 1981, pp. 97-100; Amalfitano 1990, pp. 250 e 252.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[26] L\u2019ammiraglio statunitense Owens, che aveva comandato la 6a Flotta durante la guerra del Golfo, ha rimarcato l\u2019inutilit\u00e0 del precedente ventennale addestramento alle grandi operazioni belliche oceaniche, essendo stato impegnato solo in \u00abnoiose scaramucce\u00bb litoranee (Owens 1995, p. 4).<\/p>\n<p>[27] Neologismo inteso ad accorpare la dissuasione e la persuasione coercitiva (Luttwak 1985, pp. 79-92).<\/p>\n<p>[28] Include comportamenti che vanno dalla presenza benigna alla coercizione (Speller 2014, pp. 86-89).<\/p>\n<p>[29] Veg. mil. 4,31.<\/p>\n<p>[30] Dion. Hal. ant. 1,3,3.<\/p>\n<p>[31] \u00abQui mare teneat, eum necesse esse rerum potiri\u00bb (Cic. Att. 10, 8, 4). Cfr Carro 2013, pp. 119-121.<\/p>\n<p>[32] Carro 2012, pp. 136-141.<\/p>\n<p>[33] Ancorch\u00e9 senza grandi battaglie navali: \u00abThe historic task of that navy was not to fight battles but to render them impossible.\u00bb (Starr 1960, p. 7).<\/p>\n<p>[34] Breve sintesi in Carro 1998, pp. 61-81.<\/p>\n<p>[35] Nelle acque della Cilicia, della Siria e dell\u2019Egitto (Tib. 1,7,13-22 e 3,7).<\/p>\n<p>[36] Flor. epit. 2,33; Oros. 6,21.<\/p>\n<p>[37] Cass. Dio 55,28; Ios. bell. Iud. 3,2; Carro 2009, pp. 16-18.<\/p>\n<p>[38] Aureliano in Siria (contro Zenobia) ed in Egitto (Firmo), Massenzio in Africa (contro Domizio Alessandro).<\/p>\n<p>[39] Bisanzio, riconquistata da Settimio Severo (Herodian. 2,14; Cass. Dio 75,13,1-3).<\/p>\n<p>[40] Come la ribellione di Edemone in Mauretania (Plin. nat. 5,11) e la rivolta in Giudea (Ios. bell. Iud. 2,16,4).<\/p>\n<p>[41] Soprattutto quelle di Traiano, Lucio Vero, Settimio Severo, Alessandro Severo, Caro e Giuliano.<\/p>\n<p>[42] Corrispondono alle odierne Expeditionary Operations, fra le pi\u00f9 impegnative per le Marine maggiori.<\/p>\n<p>[43] Nei Dardanelli (Zos. 2,22-24) e nelle acque corse (contro i Vandali: Hydatius 176-177 e CIL 6,41405).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/78741\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/78745\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/78747\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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