{"id":78741,"date":"2022-12-11T00:01:56","date_gmt":"2022-12-10T23:01:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=78741"},"modified":"2022-12-11T07:44:38","modified_gmt":"2022-12-11T06:44:38","slug":"78741","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/78741","title":{"rendered":"Classis Misenensis: la presenza navale romana nella Baia di Napoli &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA ROMANA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: EPOCA REPUBBLICANA E IMPERIALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Classis, Miseno, Napoli<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">CLASSIS MISENENSIS: l&#8217;antica presenza navale romana quale importante fattore delle robuste tradizioni nautiche fiorite nella Baia di Napoli<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLe acque incantate del Golfo &#8211; il Crater dell\u2019epoca classica [1] \u2013 bagnano innumerevoli marine che, distese lungo le coste che vanno dalla Penisola Flegrea a quella Sorrentina ed attorno alle Isole Partenopee, sono tutte ricolme di storia e cultura nautica. Presso di esse, fra chiunque abbia a che fare con il naviglio e con la navigazione, si trovano immancabilmente gli stessi eterni gesti, misurati e sicuri, dettati da un sapere antico tramandatosi con cura, pur mantenendosi compartecipe del progresso tecnologico.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/05-2_penisola_Flegrea.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 05-2_penisola_Flegrea.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stretta familiarit\u00e0 con le arti nautiche ha conferito a queste popolazioni una spiccata attitudine alle cose marittime, com\u2019\u00e8 stato evidenziato nei secoli dalle pi\u00f9 varie dimostrazioni di eccellenza. A titolo di esempio, si potrebbero citare per l\u2019epoca moderna l\u2019indiscussa fama dei Procidani sulle rotte mercantili del globo, cos\u00ec come i brillanti successi del remo, della vela e della cantieristica navale in tutta la Baia di Napoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/05-3_base_bacino-interno-1024x576.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 05-3_base_bacino-interno-1024x576.jpg\">Andando a ritroso nel tempo, i molti altri luminosi esempi di perizia nautica sono tutti preceduti dai medievali fasti di Amalfi, la prima delle repubbliche marinare; e questa, a sua volta, fu figlia orgogliosa di Roma, come tutt\u2019ora viene ricordato dal motto presente sul cartiglio dello stemma cittadino: <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Descendit ex Patribus Romanorum<\/span><\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/05-5_base_Miseno-1002x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 05-5_base_Miseno-1002x1024.jpg\">Far risalire all\u2019antichit\u00e0 romana l\u2019origine di alcune delle tradizioni nautiche odierne \u00e8 peraltro coerente con quanto emerge con sempre maggior chiarezza dall\u2019archeologia navale [2]. Pertanto, pur tenendo conto dei precedenti storici ancor pi\u00f9 remoti, perlopi\u00f9 recepiti dal mondo romano, nonch\u00e9 degli altri pertinenti fattori culturali, economici ed ambientali, appare utile concentrare l\u2019attenzione sulla plurisecolare presenza della <strong><span style=\"color: #008000;\">Classis Misenensis<\/span><\/strong>, la maggiore e pi\u00f9 potente delle flotte imperiali romane, quale importante fonte di conoscenze ed esperienze che hanno contribuito, unitamente alle attivit\u00e0 della marina mercantile, ad alimentare in loco la vocazione marittima.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/05-4_flotta_misenense-1024x576.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 05-4_flotta_misenense-1024x576.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La costituzione della flotta Misenense<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nAll\u2019origine delle due maggiori flotte imperiali vi fu la grande forza navale creata e comandata da Marco Agrippa per consentire ad Ottaviano di vincere, una dopo l\u2019altra, tre guerre marittime: la Sicula, la Dalmatica e l\u2019Aziaca [3]. Per costruire ed allestire tutte le navi necessarie e per addestrare i relativi equipaggi, quel giovanissimo e geniale ammiraglio aveva realizzato ex novo il Portus Iulius [4], quale sede provvisoria perfettamente rispondente alle necessit\u00e0 contingenti, essendo anche difendibile dalle repentine incursioni piratesche che devastavano le coste tirreniche. Dopo la vittoria navale di Azio e la conseguente chiusura del tempio di Giano, il futuro Augusto comprese che, per preservare la pace sulla terra e sul mare, occorreva dotare Roma \u2013 per la prima volta nella sua storia \u2013 di forze armate permanenti. Le navi vittoriose furono pertanto ripartite fra le due flotte destinate a proteggere entrambi i versanti della Penisola [5]. Mentre in Adriatico le navi vennero accolte dalla laguna di Ravenna [6], nel Tirreno la scelta ricadde sul porto naturale di Miseno, idoneo ad accogliere una base navale permanente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante l\u2019apparente simmetria fra le due flotte d\u2019Italia, quella Misenense fu di gran lunga la pi\u00f9 importante, essendo lo strumento navale di immediato utilizzo da parte dell\u2019imperatore e dei suoi stretti collaboratori, data la vicinanza di Roma e l\u2019ancor pi\u00f9 stretta contiguit\u00e0 con le lussuose ville marittime di quei personaggi nel Golfo di Napoli. La sua consistenza, inizialmente sovrabbondante, dovrebbe essersi stabilizzata nell\u2019alto impero sull\u2019ottantina di unit\u00e0, come pu\u00f2 desumersi dall\u2019analisi della documentazione rinvenuta, soprattutto epigrafica [7]. Della flotta Misenense, infatti, conosciamo i nomi di 88 navi, di cui una esareme, una quinquereme, 12 quadriremi, 53 triremi, 13 liburne e 8 altre unit\u00e0 di tipo non precisato [8]. Inoltre, poich\u00e9 delle varie flotte imperiali sono complessivamente noti i nomi di 154 navi, non dovremmo discostarci troppo dalla realt\u00e0 assumendo che la flotta di Miseno abbia avuto una consistenza grosso modo pari alla met\u00e0 di tutte le forze navali romane, e pi\u00f9 o meno doppia di quella di Ravenna [9].<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/05-5_base_Miseno-1002x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 05-5_base_Miseno-1002x1024.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dall&#8217;epoca dei Flavi, entrambe le flotte basate in Italia ebbero il titolo di \u201cpretoria\u201d, inteso a sottolineare il loro ruolo al servizio diretto dell\u2019imperatore [10]. Tale epiteto prestigioso mantenne il suo pieno significato concettuale per oltre due secoli, fino a quando la Tetrarchia e soprattutto Costantino allontanarono da Roma il baricentro dell\u2019Impero. Sul finire del IV sec. le due flotte continuavano comunque ad essere considerate le maggiori forze navali imperiali [11], pur venendo progressivamente ridotte a beneficio, nel V sec., di varie altre flottiglie minori votate alla difesa terrestre [12].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine I Parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Domenico Carro<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[1] Strabone 5,4,8<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[2] Nello studio della storia navale antica, \u00e8 stata infatti rilevata l\u2019esistenza di \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">an astonishing link between the most remote periods and our times. Some of these connections are most certainly traditions of the western part of the Old World<\/span><\/strong>\u00bb (Arnaud 2016, p. 618)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[3] Cfr. Carro 2014, pp. 126-137.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[4] Unendo il lago Lucrino al mare (quale bacino portuale) ed al lago Averno (sede delle costruzioni navali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[5] Suet. Aug. 49,1; Tac. ann. 4,5,1. Questa suddivisione deve essere avvenuta nell\u2019estate 29 a.C., al rientro delle navi dall\u2019Egitto. Sarebbe infatti illogico supporre che Ottaviano ed Agrippa non avessero ancora deciso come sistemare le proprie navi, mentre avevano gi\u00e0 destinato a Forum Iulii (Fr\u00e9jus) quelle catturate ad Azio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[6] Dovremmo presumere che siano tornate a Ravenna le navi che in quel porto erano rimaste al termine della guerra Dalmatica, per poi recarsi a Brindisi all\u2019inizio della guerra Aziaca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[7] Si tratta della fonte pi\u00f9 ampia ed attendibile per lo studio delle flotte imperiali (Chapot 1896, pp. 2 e 11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[8] Dati particolareggiati in Carro 2002, pp. 186-215. Naturalmente le epigrafi non sono tutte coeve, ma riflettono a grandi linee una situazione durevole, data la tradizionale ripetizione dei nomi navali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[9] Di essa ci sono pervenuti solo 40 nomi di navi. Questo evidente squilibrio invalida i risultati di chi ha calcolato la consistenza delle due flotte d\u2019Italia presupponendole identiche (Redd\u00e9 1986, p. 554).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[10] Maiuri 1981, p. 94; Redd\u00e9 1986, pp. 511, 515 e 519.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[11] Veg. mil. 4,31: testo scritto sotto l\u2019impero di Teodosio (Sirago 1984, pp. 94-95).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[12] Le flotte di Miseno e di Ravenna (ormai non pi\u00f9 \u201cpretorie\u201d) sono ancora citate, unitamente alle flottiglie minori, nella Notitia Dignitatum, pubblicata nelle prime decadi del V sec.; cfr. Sirago 1984, pp. 110-111.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/78741\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/78745\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/78747\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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