{"id":78709,"date":"2022-11-16T00:01:53","date_gmt":"2022-11-15T23:01:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=78709"},"modified":"2024-06-19T15:27:38","modified_gmt":"2024-06-19T13:27:38","slug":"78709","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/78709","title":{"rendered":"La strategia marittima iraniana nell&#8217;ambito degli equilibri geopolitici nel Golfo Persico &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: GOLFO PERSICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Iran<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Il quadro geopolitico<\/span><br \/>\n<\/strong>Il Golfo Persico \u00e8 una regione estremamente importante non solo per l\u2019economia mondiale, ma anche per la stabilit\u00e0 generale di quella zona di interesse strategico nota come Mediterraneo allargato. Si tratta di un\u2019area tormentata da scontri politici e militari (da ultimo la guerra civile in Yemen), spesso aggravati da antiche e vivaci dispute ideologiche e religiose, ed \u00e8 stata da molti definita come una pericolosa mina vagante del mondo contemporaneo, potenzialmente in grado di condizionare l\u2019avvenire di tutti quei paesi che, direttamente o indirettamente, vi gravitano attorno economicamente e\/o politicamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ho gi\u00e0 accennato, l\u2019instabilit\u00e0 dell\u2019area \u00e8 generata sia dalla difficile convivenza di due colossi come Iran e Arabia Saudita, divisi per il diverso orientamento religioso (sciita il primo e sunnita il secondo) e avversari per il predominio sull\u2019area, sia a causa della fragilit\u00e0 interna dei vari reami ed emirati, ancora in parte organizzati in maniera feudale, che si trovano affacciati sul Golfo. Una miscela esplosiva che potrebbe mettere in serio pericolo l\u2019economia mondiale. Dopo circa trent\u2019anni di guerra (Iran-Iraq, Golfo I e II) l\u2019equilibrio dell\u2019area ne \u00e8 infatti uscito profondamente mutato e l\u2019intera regione, importantissima per l\u2019approvvigionamento mondiale di petrolio e cerniera dei rapporti con l\u2019Asia, si \u00e8 trovata in un contesto nuovo e, per molti versi, ancora in evoluzione. La delicatezza dell\u2019area, che racchiude uno specchio di mare che misura circa 160 miglia di larghezza per circa 460 miglia di lunghezza, \u00e8 ancor pi\u00f9 messa in evidenza dalla sua particolare conformazione orografica. Basti pensare a ci\u00f2 che rappresenta, per il traffico mercantile, il passaggio obbligato attraverso lo Stretto di Hormuz.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/hormuz-ais-2-997x1024.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 hormuz-ais-2-997x1024.png\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Posto tra Iran e penisola arabica esso \u00e8 al centro delle rotte marittime pi\u00f9 importanti al mondo, soprattutto per il commercio del petrolio. Tanto per comprendere la sua portata economica, la sola Arabia Saudita, nel 2018, ha fatto passare nello stretto circa 6,5 milioni di barili di petrolio al giorno. E proprio lo stretto di Hormuz si \u00e8 trovato al centro di una grave crisi internazionale nel recente passato. \u00c8 l\u00ec che tra attacchi alle petroliere e abbattimenti di droni, nel corso del 2019, si \u00e8 accentuata la competizione tra Iran da una parte e Stati Uniti e alleati dall\u2019altra. In tale ambito Riyad non ha pi\u00f9 relazioni diplomatiche con Teheran dal 3 gennaio 2016. Ultimamente&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Abu Dhabi<\/span><\/strong>, invece, sembra cercare un avvicinamento a Teheran tant\u2019\u00e8 che, il 13 agosto 2021, ha annunciato di voler normalizzare i suoi rapporti con quel Paese. Un annuncio a sorpresa che non ha mancato di suscitare alcune perplessit\u00e0 anche in Iran, dato che il successivo 15 settembre, gli <strong><span style=\"color: #008000;\">EAU<\/span><\/strong> hanno firmato gli accordi di Abramo, atto con il quale Israele &#8211; acerrimo antagonista di Teheran &#8211; \u00e8 diventato un attore a pieno titolo dell\u2019architettura di sicurezza del Golfo, come subito sottolineato con la partecipazione alle esercitazioni navali coordinate da <strong><span style=\"color: #008000;\">USCENTCOM<\/span><\/strong>. In tale ambito il <strong><span style=\"color: #008000;\">Qatar<\/span><\/strong>, dopo la composizione dei dissidi con i Sauditi (5 gennaio 2021), generati dalla grave crisi del 5 giugno 2017, si \u00e8 proposto come mediatore tra questi e gli ayatollah, organizzando incontri che per\u00f2 finora non hanno dato risultati degni di nota (l\u2019ultima il 21 aprile 2022). Mentre parla con \u201clingua di liquirizia\u201d, auspicando un\u2019intesa con i sauditi come unica maniera per rasserenare il quadro securitario dell\u2019area, l\u2019Iran continua infatti ad agire sul mare (per esempio il caso del <em>Jamaran<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale ambito gli USA, nonostante la generale politica di disingaggio attuata dal presidente Trump, hanno voluto mantenere una forte presenza militare navale nell\u2019area, prevalentemente grazie all\u2019alleato saudita, con l\u2019\u201d<strong><span style=\"color: #008000;\">Operation Sentinel<\/span><\/strong>\u201d congiuntamente a unit\u00e0 della Gran Bretagna, Israele e Corea del Sud. L\u2019Amministrazione Biden, sul teatro mediorientale, appare ancora applicare una strategia debole e senza un chiaro orizzonte, come confermato dalla caotica fuga statunitense da Kabul nel 2021. La Russia e particolarmente la Cina, come detto, si affidano all\u2019Iran per assicurarsi una capacit\u00e0 di partecipazione alle questioni locali. Tuttavia, la loro influenza sar\u00e0 probabilmente temperata dalle complesse storie locali e dalle molte rivalit\u00e0 etniche e settarie. Tutti questi interessi nazionali si traducono in una significativa presenza militare navale nell\u2019area nel quadro di operazioni multinazionali, la cui capacit\u00e0 di deterrenza nei confronti di possibili impedimenti alla libert\u00e0 di navigazione si manifesta prevalentemente con attivit\u00e0 di scorta ai mercantili, ritenuti il pi\u00f9 probabile obiettivo di azioni ostili.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\">\n<h5><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>[wpedon id=17555]<\/strong><\/span><\/h5>\n<h5 align=\"justify\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Questo articolo ti interessa? OCEAN4FUTURE, ti offre ogni settimana, di massima il mercoled\u00ec, un articolo di geopolitica per comprendere come eventi internazionali possano influenzare la sicurezza collettiva e, in particolare, quella marittima (Maritime Security), fondamentale per il libero transito delle merci e la nostra sopravvivenza. Se hai suggerimenti o domande puoi lasciarci un commento in calce all\u2019articolo oppure scriverci alla nostra mail: <a style=\"color: #0000ff;\" href=\"mailto:infoocean4future@gmail.com\">infoocean4future@gmail.com<\/a><\/strong><\/span><\/h5>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>E l\u2019Europa?<\/strong>&nbsp;<br \/>\n<\/span>Alcuni paesi europei hanno deciso di avviare un\u2019operazione denominata <strong><span style=\"color: #008000;\">AGENOR<\/span><\/strong> nell\u2019ambito dell\u2019iniziativa \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">European Maritime Awareness in the Strait of Hormuz\u201d (EMASOH)<\/span><\/strong>, che si pone l\u2019obiettivo di garantire la presenza europea in quest\u2019area sensibile con un contingente militare a connotazione prevalentemente marittima, per evitare possibili rischi a navi mercantili e agli equipaggi in transito, elemento essenziale per l\u2019economia del vecchio continente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/European-Maritime-Awareness-in-the-Strait-of-Hormuz-EMASOH-1024x267.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 European-Maritime-Awareness-in-the-Strait-of-Hormuz-EMASOH-1024x267.png\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia partecipa con una sua unit\u00e0 e, dal luglio 2022, ha assunto il comando tattico del dispositivo. Questo impegno, unitamente agli altri impegni navali internazionali in cui l\u2019Italia \u00e8 presente sui mari del mondo a pieno titolo, necessita che le navi siano pienamente operative. Ci\u00f2 richiede lungimiranza politica e l\u2019applicazione di una concreta visione strategica, che permetta di mettere da parte interessi di parte e obsolete e restrittive visioni del passato. Essendo nostro preciso interesse rimanere in quelle acque \u00e8 quindi indispensabile assicurare ogni possibile supporto alle nostre unit\u00e0, consentendo loro di poter efficacemente \u201cbattere l\u2019onda\u201d a tutela del prestigio, dei legittimi interessi e dell\u2019economia nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>Conclusioni<br \/>\n<\/strong><\/span>L\u2019orientamento, o la vocazione marittima, di un paese si giudica valutando l\u2019importanza assegnata alla dimensione navale in rapporto a quella terrestre. In tale ambito, non sembra che Teheran assegni una particolare valenza agli aspetti marittimi rispetto a quelli della sicurezza e della stabilit\u00e0 interna. L\u2019orientamento marittimo iraniano, che ha costituito la principale direttrice strategica durante l\u2019ultimo periodo imperiale (1925-1979) \u00e8, quindi, diventato \u201csolo\u201d uno dei mille aspetti della risposta militare asimmetrica della Repubblica islamica, per preservare la sua identit\u00e0 ideologica senza rimettere in discussione la sopravvivenza dello Stato rivoluzionario. Un sistema di potere attento soprattutto alla situazione interna dove le attuali diffuse proteste contro un metodo troppo asfissiante potrebbero, in caso di concomitante grave crisi militare, provocare cedimenti o prestarsi a manovre sovversive del regime, per gli ayatollah prezioso patrimonio da salvaguardare prima di ogni altra cosa.&nbsp;Anche se il budget militare \u00e8 cresciuto dai 16,5 miliardi di USD del 2020 ai circa&nbsp;25 miliardi&nbsp;del 2021 e anche se, nonostante le restrizioni imposte dalle sanzioni, ha mantenuto una certa capacit\u00e0 industriale di produzione di missili e droni, l\u2019Iran non appare in grado, nel breve e medio periodo, di sostenere uno scontro navale maggiore o di impedire il transito delle navi da e per il Golfo Persico attraverso l\u2019applicazione della strategia <strong><span style=\"color: #008000;\">Anti Access\/Area Denial (A2\/AD)<\/span><\/strong>, una strategia tipicamente difensiva, applicata generalmente da chi sa bene di non avere la forza per imporre la propria volont\u00e0 sui mari. A ci\u00f2 va tuttavia aggiunto che proprio l\u2019esistenza dello Stretto di Hormuz presenta anche aspetti negativi per Teheran. Se, infatti, da un lato \u00e9 la sola via per raggiungere l\u2019Iran via mare (in particolare il grande porto di Bandar-Abbas), dall\u2019altro \u00e8 anche il suo unico accesso alle grandi rotte commerciali, dato che al momento ci sono solo annunci circa l\u2019esistenza di progetti per la costruzione di una grande porto commerciale nei pressi di Jask. Quando sar\u00e0 eventualmente realizzato, tuttavia, sarebbe comunque l\u2019unico approdo lungo i suoi quasi 640 km di costa sul Mar Arabico. Di conseguenza, a tutt\u2019oggi, anche le rotte commerciali iraniane (specialmente quelle del petrolio) sono ancora prigioniere delle forche caudine di Hormuz.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se da un lato Teheran vorrebbe aspirare a essere un attore marittimo globale (nel settembre 2021 una flottiglia ha partecipato ad alcune manovre sull\u2019Oceano Atlantico) e nonostante la guida suprema Al\u00ec Khamenei si sforzi di sottolineare regolarmente gli autarchici progressi marittimi di Teheran, come l\u2019entrata in servizio del catamarano&nbsp;<em>Soleimani<\/em>&nbsp;(foto apertura) lo scorso settembre, nel breve e medio termine le sue ambizioni rimangono retoriche e simboliche, dato che le capacit\u00e0 militari iraniane nel settore marittimo sono largamente insufficienti per imporre la propria volont\u00e0 sui mari e per contrastare in maniera significativa, al di fuori di Hormuz, i traffici mercantili mondiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, pur avendo una capacit\u00e0 navale complessivamente modesta,&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">l\u2019Iran rimane un attore protagonista in quelle acque, ed \u00e8 in grado di costituire una minaccia non trascurabile nell\u2019area dello Stretto di Hormuz e di influire sul flusso dei rifornimenti energetici verso le rotte commerciali mondiali<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Renato Scarfi<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/la-strategia-marittima-iraniana-nellambito-degli-equilibri-geopolitici-nel-golfo\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Articolo pubblicato originariamente su DIFESAONLINE<\/span><\/strong><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><sub><sup><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><br \/>\n1<\/sup>&nbsp;Chelsi Mueller, The origins of the Arab-Iranian conflict: Nationalism and Sovereignty in the Gulf between the World Wars, Cambridge University Press, 2020<\/sub><\/p>\n<p><sub><sup>2<\/sup>&nbsp;Testo integrale in inglese sul sito dell\u2019Iran Chamber Society, The Constitution of Islamic Republic of Iran<\/sub><\/p>\n<p><sub><sup>3<\/sup>&nbsp;Renato Scarfi, Aspetti marittimi della Prima Guerra Mondiale, Ed. Ponte di Mezzo, 2018<\/sub><\/p>\n<p><sub><sup>4<\/sup>&nbsp;Jean-Lup Samaan, Rivalit\u00e9s irano-saouidiennes: la dimension maritime, Moyen-Orient, 2018<\/sub><\/p>\n<p><sub><sup>5<\/sup>&nbsp;International Institute for Strategic Studies (IISS), The Military Balance 2022<\/sub><\/p>\n<p><sub>Foto: IRNA \/ Tasnim News Agency&nbsp;\/ web<\/sub><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">[wpedon id=17555]<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ti \u00e8 piaciuto questo articolo? Se s\u00ec, puoi fare una piccola donazione (anche un euro) per sostenere il nostro portale. Basta poco, per aiutarci a sostenere le spese di OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0. La donazione pu\u00f2 essere singola o puoi decidere di renderla automatica ogni mese. 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Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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