{"id":78703,"date":"2022-11-09T00:02:06","date_gmt":"2022-11-08T23:02:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=78703"},"modified":"2023-05-21T19:35:18","modified_gmt":"2023-05-21T17:35:18","slug":"la-strategia-marittima-iraniana-nellambito-degli-equilibri-geopolitici-nel-golfo-persico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/78703","title":{"rendered":"La strategia marittima iraniana nell&#8217;ambito degli equilibri geopolitici nel Golfo Persico &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: GOLFO PERSICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Iran<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il contrasto tra sciiti e sunniti, che ha caratterizzato tutta la storia araba praticamente dalle origini dell\u2019Isl\u00e0m, ma che non aveva dato vita a contrasti militarmente e politicamente rilevanti fra i paesi arabi, \u00e8 improvvisamente esploso in concomitanza della rivoluzione iraniana del 1979, che ha portato alla ribalta un nuovo attore caratterizzato da una forte vocazione egemonica, immediatamente percepito come grave minaccia per il sistema di potere e il peso regionale delle Monarchie del Golfo, soprattutto di quelle con consistenti popolazioni sciite, come Bahrein e Kuwait. Una frattura, quindi, che non solo ha portato alla separazione dell\u2019Iran dal mondo occidentale (che l&#8217;aveva inizialmente ed erroneamente considerata un \u201cmale minore\u201d rispetto a una possibile deriva comunista di fronte a un regime monarchico in gravissima crisi) ma anche, in forma virulenta, dal mondo arabo sunnita. <span style=\"font-size: inherit;\">Tuttavia, all\u2019origine delle attuali tensioni fra le due componenti del mondo arabo non vi \u00e8 stato tanto il fattore religioso, quanto quello politico della&nbsp;<\/span>ricerca della supremazia regionale<span style=\"font-size: inherit;\">. Lo scontro tra potenze che si contendevano, e ancora si contendono, la supremazia nella regione non \u00e8, quindi, contraddistinto da una guerra di religione ma dalla&nbsp;<\/span>strumentalizzazione della religione a fini politici<span style=\"font-size: inherit;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;espansione dell&#8217;influenza iraniana nella regione mediorientale si \u00e8 sviluppata principalmente attraverso i partiti e i gruppi armati di riferimento arabo-sciiti in Iraq e in Libano. Tuttavia, ancorch\u00e9 non secondario, l\u2019aspetto terrestre della strategia di ampliamento della propria influenza \u00e8 oggi superato dall\u2019attivismo marittimo della Repubblica Islamica d\u2019Iran che, in questo spazio cruciale sotto il profilo energetico e geopolitico, va a impattare direttamente sul traffico di risorse energetiche dirette verso il resto del mondo. Un\u2019azione che \u00e8, come vedremo pi\u00f9 avanti, facilitata dalla presenza di un importante passaggio obbligato per le navi, lo Stretto di Hormuz, porta di ingresso e di uscita del Golfo Persico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un passaggio di poco meno di 100 miglia nautiche di lunghezza per una larghezza variabile tra le 22 e le 35 miglia. Dato che le acque costiere omanite sono poco profonde, normalmente la navigazione avviene su rotte pi\u00f9 vicine alle coste iraniane e ci\u00f2 rende ancor pi\u00f9 facile l\u2019azione destrutturante di Teheran. Vale, quindi, la pena di analizzare la strategia marittima iraniana, in modo da cercare di comprendere quali potrebbero essere le sue possibili implicazioni sugli equilibri geopolitici dell\u2019area nel medio-lungo termine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">I precedenti<\/span><br \/>\n<\/strong>Le Forze navali iraniane nascono nel 1932<sup>1<\/sup> e costituiscono sia un motivo di fierezza nazionale sia uno strumento per l\u2019affermazione delle ambizioni regionali da parte dello <strong><span style=\"color: #008000;\">sci\u00e0 Mohammed Reza Pahlavi<\/span><\/strong>. La natura elitaria della Marina iraniana \u00e8 rappresentata al suo interno dalla presenza di numerosi familiari dello sci\u00e0, in qualit\u00e0 di ufficiali. Una preferenza che si riflette anche sull\u2019assegnazione delle risorse economiche, in particolare durante l\u2019ultimo decennio di regno, che portano all\u2019avvio di importanti programmi di sviluppo navale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rivoluzione del 1979, oltre agli evidenti e noti aspetti socio-politici, porter\u00e0 sostanziali cambiamenti anche nello strumento militare iraniano, in particolare nella Marina imperiale. Per prima cosa, tutti i programmi di sviluppo navale vengono immediatamente sospesi. Per quanto attiene al personale della Marina, la maggior parte degli ufficiali vengono considerati come dei potenziali contro-rivoluzionari da parte del regime clericale e, di conseguenza, alcuni vengono imprigionati o assassinati, altri vengono licenziati o costretti alle dimissioni o all\u2019esilio. Un ripulisti politico-ideologico che causa sia un sensibile indebolimento complessivo dello strumento militare marittimo iraniano sia una cessazione tout-court della cooperazione militare con l\u2019Occidente. Le Forze navali vengono poi ridenominate come Marina della Repubblica Islamica d\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ci\u00f2 si aggiunge il fatto che, all\u2019indomani della presa del potere, l\u2019ayatollah Khomeini ha voluto, per varie ragioni, una dualit\u00e0 delle forze navali nazionali suddividendole tra Marina militare convenzionale, che vede la propria area di competenza nelle acque oltre lo Stretto di Hormuz, e&nbsp;<em>Pasdaran<\/em>&nbsp;(in persiano significa \u201ccoloro che vegliano\u201d, conosciuti anche come \u201ci Guardiani della Rivoluzione islamica\u201d), che hanno il principale teatro operativo nelle acque del Golfo e, in particolare, di Hormuz (ci\u00f2 spiega le loro continue tensioni con la V flotta USA, basata in Bahrein). Una dualit\u00e0 che si riflette nell\u2019art. 150 della Costituzione iraniana, laddove recita che&nbsp;<em>\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026il corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica, organizzato dopo il trionfo della Rivoluzione, deve essere mantenuto in modo che possa operare secondo il suo ruolo e i suoi obiettivi. I suoi compiti e le sue aree di responsabilit\u00e0, in relazione ai compiti e alle aree di responsabilit\u00e0 delle altre Forze Armate, saranno determinati dalla legge, ponendo l&#8217;accento sulla cooperazione fraterna e sull&#8217;armonia tra di loro.\u2026<\/span><\/strong>\u201d<sup>2<\/sup><\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La strategia marittima iraniana<\/span><br \/>\n<\/strong>Tenuto conto dei rapporti di forza del momento, la strategia marittima pensata dagli ayatollah prevede una risposta asimmetrica, attuata impiegando tante piccole unit\u00e0 veloci per limitare l\u2019accesso al Golfo martellando e cercando di saturare le difese avversarie. Queste piccole unit\u00e0 possono essere equipaggiate con missili antinave e sono in grado sia di effettuare operazioni di posa di mine navali sia di attaccare \u201cin sciame\u201d, impiegando razzi e armi leggere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo \u00e8 quello di creare dei presupposti che rendano molto complicato l\u2019accesso al Golfo, non attraverso l\u2019impiego di navi grandi e potenti ma attraverso la presenza di moltissime piattaforme piccole e veloci (si parla di una cinquantina di unit\u00e0 motomissilistiche da 200 tonnellate circa e di centinaia di piattaforme pi\u00f9 piccole armate di mitragliatrici e razzi). Una strategia ipotizzata nel 1874 da <strong><span style=\"color: #008000;\">Th\u00e9ophile Aube<\/span><\/strong>, ammiraglio francese considerato il fondatore della<strong>&nbsp;<\/strong><em><strong><span style=\"color: #008000;\">Jeune \u00c9cole<\/span><\/strong><sup>3<\/sup><\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una scelta operativa, quella di avere delle capacit\u00e0 navali complessivamente modeste, che indica come l\u2019Iran post-1979&nbsp;<em>\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 non intenda lottare per la supremazia nelle acque del Golfo, ma impedire quella degli USA, attraverso l\u2019impiego di strumenti a basso costo, allo scopo di limitare la capacit\u00e0 di manovra dell\u2019avversario\u2026<\/span><\/strong>\u201d <sup>4<\/sup><\/em>. Una strategia ideata sia per contrastare le percepite ambizioni egemoniche statunitensi sia per opporsi ad altri rivali regionali, come l\u2019Arabia Saudita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 nonostante, l\u2019Iran sta ben attento a non rimanere invischiato in conflitti regionali pi\u00f9 ampi, che potrebbero estendere il suo isolamento internazionale, e a non superare la soglia di una provocazione fatale, ben conscio che gli USA dispongono di oltre 30.000 uomini nell\u2019area, senza contare portaerei, missili, bombardieri e gruppi d\u2019assalto anfibi. Lo scorso 1\u00b0 settembre, per esempio, la fregata iraniana <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Jamaran<\/em><\/span><\/strong> ha recuperato due droni statunitensi e solo l\u2019immediato intervento di due unit\u00e0 USA, che erano nelle vicinanze, hanno convinto l\u2019equipaggio a restituire il materiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto attiene al personale, \u00e8 indicativo di una certa scelta politica il fatto che la Marina convenzionale conti circa 18.000 uomini (dati del 2021), mentre la componente navale dei&nbsp;<em>Pasdaran<\/em>&nbsp;ne comprenda pi\u00f9 di 20.000<sup>5<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come afferma <strong><span style=\"color: #008000;\">Cl\u00e9ment Therme<\/span><\/strong>, ricercatore dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>International Institute for Strategic Studies<\/em>&nbsp;(IISS)<\/span> <\/strong>di Londra, la principale debolezza dello strumento marittimo iraniano \u00e8 rappresentato dalle sue infrastrutture, la maggior parte delle quali \u00e8 abbastanza datata. Ci\u00f2 pone intuibili problemi per la manutenzione delle navi e provoca una carenza di flessibilit\u00e0 delle piattaforme utilizzate dalle forze navali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche sotto il profilo addestrativo\/tecnologico le navi e gli equipaggi iraniani non brillano, causando imbarazzo a Teheran. Secondo quanto riportato dalle agenzie, il 10 maggio 2020, durante un\u2019esercitazione \u201ca caldo\u201d, sempre il&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Jamaran<\/span><\/strong>&nbsp;ha lanciato un missile \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Noor<\/span><\/strong>\u201d (missile da crociera antinave a lungo raggio prodotto dall&#8217;Iran) che ha agganciato, colpito e affondato la nave appoggio&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>Konarak<\/strong><\/span>&nbsp;(foto seguente) invece che il bersaglio trainato, causando 19 morti e 15 feriti. E questo non \u00e8 stato il primo n\u00e9 il pi\u00f9 grave errore compiuto dalle navi dei&nbsp;Pasdaran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro aspetto della strategia marittima iraniana \u00e8 quello relativo al tentativo di rompere l\u2019isolamento politico e militare seguito alla rivoluzione. In tale ambito Teheran ha avviato una serie di iniziative di cooperazione (militare) principalmente con Mosca e Pechino. La collaborazione globale con la Cina siglata nel marzo 2021, in particolare, ha lo scopo di incoraggiare l\u2019effettuazione di esercitazioni militari e navali congiunte. Non \u00e8 una cosa nuova, ma la formalizzazione di ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto da Iran e Cina negli ultimi dieci anni, avendo effettuato insieme alcune esercitazioni navali, come nel settembre 2014, nel giugno 2017, nel dicembre 2019 e nel gennaio 2022. Le ultime due hanno visto anche la partecipazione della Russia&nbsp;(leggi articolo &#8220;<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/hong-kong-pechino-e-il-mar-cinese-meridionale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Hong Kong, Pechino e il Mar Cinese Meridionale<\/a>&#8220;).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dato che la Cina nutre delle ambizioni marittime globali e tenuto conto che \u00e9 il principale importatore di petrolio dalla zona,&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>\u00e9 molto probabile che Pechino riesca nel breve\/medio termine a stabilire un importante punto di appoggio navale sulle coste iraniane del Golfo<\/strong><\/span>, in particolare facendo leva sull\u2019intenzione dei due paesi di intensificare la frequenza delle esercitazioni navali congiunte. Pechino avrebbe cos\u00ec accesso permanente a uno spazio strategico sul quale transita il 30% del traffico marittimo di idrocarburi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pare, infatti, che siano stati gi\u00e0 avviati dei negoziati informali per ottenere l\u2019accesso per 25 anni all\u2019isola iraniana di Kish. Notizia che sarebbe stata smentita dagli organi ufficiali iraniani ma che a Teheran continua a rimbalzare tra le pareti delle stanze dove si decide, mostrando se non altro l\u2019interesse di taluni a mettere sul tavolo l\u2019ipotesi di un tale accordo. Sta di fatto che l\u2019elezione del <strong><span style=\"color: #008000;\">presidente Ibrahim Raisi<\/span><\/strong> nell\u2019agosto 2021 ha reso pi\u00f9 concreta una tale eventualit\u00e0, giacch\u00e9 la sua strategia \u00e8 basata su un ulteriore avvicinamento tra Teheran e Pechino. Tutto ci\u00f2 si inserisce in un quadro geopolitico ancora abbastanza teso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine parte I &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Renato Scarfi<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/la-strategia-marittima-iraniana-nellambito-degli-equilibri-geopolitici-nel-golfo\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Articolo pubblicato originariamente su DIFESAONLINE<\/span><\/strong><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><sub><sup><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><br \/>\n1<\/sup>&nbsp;Chelsi Mueller, The origins of the Arab-Iranian conflict: Nationalism and Sovereignty in the Gulf between the World Wars, Cambridge University Press, 2020<\/sub><\/p>\n<p><sub><sup>2<\/sup>&nbsp;Testo integrale in inglese sul sito dell\u2019Iran Chamber Society, The Constitution of Islamic Republic of Iran<\/sub><\/p>\n<p><sub><sup>3<\/sup>&nbsp;Renato Scarfi, Aspetti marittimi della Prima Guerra Mondiale, Ed. Ponte di Mezzo, 2018<\/sub><\/p>\n<p><sub><sup>4<\/sup>&nbsp;Jean-Lup Samaan, Rivalit\u00e9s irano-saouidiennes: la dimension maritime, Moyen-Orient, 2018<\/sub><\/p>\n<p><sub><sup>5<\/sup>&nbsp;International Institute for Strategic Studies (IISS), The Military Balance 2022<\/sub><\/p>\n<p><sub>Foto: IRNA \/ Tasnim News Agency&nbsp;\/ web<\/sub><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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