{"id":7866,"date":"2019-12-12T00:10:56","date_gmt":"2019-12-11T23:10:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=7866"},"modified":"2026-06-18T19:50:36","modified_gmt":"2026-06-18T17:50:36","slug":"la-navigazione-nel-mondo-antico-ii-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/7866","title":{"rendered":"La navigazione nel mondo antico &#8211; II parte"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff; font-size: 8pt;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: ETA&#8217; DEL BRONZO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: STORIA DELLA NAVIGAZIONE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Micenei, Greci, popoli del mare<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritorniamo a parlare della navigazione nel tempo antico con storie di grandi marinai che navigavano senza bussola in acque insidiose, spesso infestate da pirati e battute dalle tempeste, utilizzando il sorgere ed il tramonto delle costellazioni. Questo articolo non pu\u00f2 ragionevolmente essere esaustivo ma vuole essere un viaggio sui quei mari in un tempo lontano. Per chi volesse approfondire l&#8217;argomento voglio segnalare i libri di <strong><span style=\"color: #008000;\">Sebastiano Tusa<\/span><\/strong>, scomparso tragicamente nel 2018 nel tragico incidente aereo in Kenya. Ebbi la fortuna di assistere anni fa ad Ustica alla presentazione di un suo libro &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">I Popoli del grande verde<\/span><\/em><\/strong>&#8220;, quando il grande archeologo ci traghett\u00f2 magicamente in quel tempo lontano, tra quei popoli che scelsero il mare come sorgente di vita e prosperit\u00e0: <strong><span style=\"color: #008000;\">il mare degli antichi<\/span><\/strong>.<strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Et\u00e0 del bronzo<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nRestando nell&#8217;area egea, nell&#8217;Et\u00e0 del bronzo si svilupp\u00f2 a Creta la <strong><span style=\"color: #008000;\">civilt\u00e0 minoica<\/span><\/strong>, approssimativamente dal 1700 a.C. al 1450 a.C.. Questa civilt\u00e0, cos\u00ec chiamata in riferimento al re cretese <strong><span style=\"color: #008000;\">Minosse<\/span><\/strong>, fu riscoperta tra il 1900 e il 1905 grazie agli studi dell&#8217;archeologo britannico <strong><span style=\"color: #008000;\">Arthur Evans<\/span><\/strong>.<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/minoan-art.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7872 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/minoan-art.jpg\" alt=\"minoan-art\" width=\"649\" height=\"438\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/minoan-art.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/minoan-art-300x203.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 649px) 100vw, 649px\" \/><\/a><strong><span style=\"color: #008000;\">affresco da uno scavo dell&#8217;et\u00e0 del bronzo a Akrotiri, Santorini, Greece. L&#8217;immagine mostra una citt\u00e0 con il suo porto ed imbarcazioni<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Akrotiri_minoan_town.jpg\">Akrotiri Minoan town.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, alcuni studiosi ritengono che la civilt\u00e0 minoica incominci\u00f2 a svilupparsi molto prima, a partire dal 2800 a.C.. L&#8217;isola era abitata fin dal Neolitico da popolazioni d&#8217;origine non indoeuropea e, grazie alla posizione centrale per i traffici marittimi commerciali nel Mediterraneo orientale, potette godere della possibilit\u00e0 di accumulare grandi ricchezze. Le navi minoiche, costruite in legno di cipresso, solcavano quasi incontrastate le rotte verso il vicino Medio Oriente e tutti i mari conosciuti del mondo antico. Gli\u00a0\u00a0scambi commerciali, testimoniati dai molti reperti ritrovati in l&#8217;Egitto, portarono un arricchimento artistico e culturale di grande valore e lo sviluppo di agglomerati urbani importanti. Tra le costruzioni pi\u00f9 importanti i maestosi palazzi di Cnosso, Hanghia, Festo e Triada. A Creta gli archeologi hanno rinvenuto tavolette di argilla che testimoniano tre diversi tipi di scrittura:<br \/>\n&#8211; quella geroglifica, simile a quella egizia, a partire dalla fine del III millennio a.C., composta da segni ideografici (esseri umani, animali, piante, ecc.) e da segni geometrico-lineari;<br \/>\n&#8211; la cosiddetta lineare A del II millennio a.C. composta da circa 90 segni (con un andamento da sinistra a destra);<br \/>\n&#8211; ed una scrittura pi\u00f9 tarda del circa 1450 a.C., la lineare B, con chiari segni di derivazione dalla lineare A.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La necessit\u00e0 di scrivere fu legata ai maggiori scambi commerciali con gli altri popoli compresi i potenti Egizi. In sintesi, la vantaggiosa posizione geografica, al centro delle prime rotte commerciali, favor\u00ec il sorgere di quella che possiamo definire la <strong><span style=\"color: #008000;\">prima civilt\u00e0 mediterranea,<\/span><\/strong>\u00a0basata su un prospero <strong><span style=\"color: #008000;\">impero marittimo<\/span><\/strong> che dal Mar Egeo poteva controllare con la sua potente ed aggressiva flotta (oggi li chiameremmo corsari) una rete commerciale che raggiungeva tutte le regioni del Nord Africa e del Medio Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong><span style=\"color: #008000;\">Minoici<\/span> <\/strong>stabilirono le prime linee commerciali con la vicina Grecia, la penisola italica, l\u2019Asia minore e il Nord Africa e forse furono tra i primi marinai ad utilizzare la navigazione celeste, osservando il moto e la posizione di determinate stelle\u00a0 e pianeti al sorgere ed al tramonto del sole. In particolare conoscevano la <strong><span style=\"color: #008000;\">stella polare<\/span><\/strong>, una stella guida che appare ai naviganti fissa alla stessa altezza e direzione sulla volta celeste (che oggi sappiamo equivalente alla latitudine del punto di osservazione), facilmente individuabile dalla costellazione celeste dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Orsa Maggiore<\/span><\/strong>. Poich\u00e9 si trova quasi perfettamente sulla proiezione in cielo dell&#8217;asse di rotazione della Terra &#8220;sopra&#8221; il polo nord, la stella Polare \u00e8 apparentemente ferma nel cielo, mentre tutte le altre stelle dell&#8217;emisfero boreale sembrano ruotarle attorno. Una conoscenza antica il cui nome viene dal latino <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Stella polaris<\/span><\/em><\/strong>, letteralmente &#8220;Stella polare&#8221;. Anticamente veniva chiamata con diversi nomi: i Greci la chiamavano <strong><span style=\"color: #008000;\">Kynosoura,<\/span><\/strong>\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">Cynosura<\/span><\/strong>\u00a0ovvero &#8220;la coda del cane&#8221;, o anche Stella Fenicia. Essendo una stella visibile nell&#8217;emisfero settentrionale era conosciuta anche nell&#8217;antica Cina con diversi nomi (<strong><span style=\"color: #008000;\">Pih Keih, Ta Shin e Tien Hwang Ta ti, &#8220;il gran governante del cielo<\/span><\/strong>&#8220;). Nel nord dell&#8217;India era conosciuta come <strong><span style=\"color: #008000;\">Grahadhara<\/span><\/strong>, &#8220;l&#8217;appoggio dei pianeti&#8221;, mentre a Damasco la si conosceva come <strong><span style=\"color: #008000;\">Mismar<\/span><\/strong>, &#8220;ago&#8221; o &#8220;chiodo&#8221; del cielo perch\u00e9 tutte le stelle e pianeti sembrano girarvi intorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I Fenici<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nOltre agli Achei, nei libri di storia antica, incontriamo i Fenici, un termine che andrebbe preso con il beneficio del dubbio in quanto immaginabili come termine collettivo per identificare coloro che venivano dal mare a vendere le proprie mercanzie. Spesso descritti dai loro avversari economici come commercianti avidi ed astuti che battevano le rotte del Mediterraneo (ma non solo) per vendere le proprie merci divennero invisi a molti facendo nascere su di loro credenze discutibili ed immorali. Insomma fake news dell&#8217;epoca ad uso e consumo di chi deteneva il potere economico. I &#8220;Fenici&#8221; erano probabilmente un popolo di origine medio orientale che si erano inizialmente stabiliti lungo le coste degli attuali Libano e Siria per poi estendere la loro influenza economica in tutto il Mediterraneo, creando basi commerciali e logistiche che ancora oggi fanno meravigliare per la loro modernit\u00e0. La loro capacit\u00e0 nautica era indiscussa e le fonti parlano di campagne marittime anche al di fuori del Mediterraneo, lungi le coste dell&#8217;Africa. Di fatto colonizzarono in maniera capillare le coste del Mar Mediterraneo, assumendo in alcuni casi una loro specifica identit\u00e0. Tra i pi\u00f9 importanti i <strong><span style=\"color: #008000;\">Cartaginesi o Punici<\/span><\/strong> che, forse a seguito dei contati con i bellicosi Cirenaici, seppero costruire una potenza marittima indiscussa fino all&#8217;inevitabile scontro con i Romani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come premesso il termine &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Fenici<\/span><\/strong>&#8221; ha origine non certe, per cui non si pu\u00f2 nemmeno parlare di un popolo specifico; si pensa derivi dalla parola greca <strong><span style=\"color: #008000;\">\u03c6\u03bf\u03af\u03bd\u03b9\u03ba\u03b5\u03c2 (Phoinikes)<\/span><\/strong> che probabilmente era un termine per designarli,\u00a0da collegarsi al termine <strong><span style=\"color: #008000;\">\u03c6\u03bf\u1fd6\u03bd\u03b9\u03be<\/span><\/strong> ossia il colorante &#8220;rosso porpora&#8221; che ricavavano dalla cottura di alcuni molluschi, i murici, e che veniva usato per la colorazione dei tessuti. In pratica il termine <strong><span style=\"color: #008000;\">Phoinikes<\/span><\/strong> indicava il popolo mentre <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Phoinike<\/span> <\/em><\/strong>la regione dove vivevano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7696 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/i-fenici-1-638.jpg\" alt=\"i-fenici-1-638\" width=\"619\" height=\"464\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/i-fenici-1-638.jpg 638w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/i-fenici-1-638-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 619px) 100vw, 619px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">le principali rotte dei Fenici da slideshare <a href=\"https:\/\/www.slideshare.net\/campustralenuvole\/i-fenici\">I fenici (slideshare.net)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Fenici erano principalmente mercanti marittimi che esportavano per mare il legname (il famoso cedro del Libano) ed altre merci da scambiare con altri popoli (come le stoffe color rosso porpora). Abili naviganti sapevano seguire le rotte anche di notte, riferendosi all&#8217;altezza della Stella Polare. La navigazione costiera veniva effettuata utilizzando principalmente i remi, che consentivano di potersi spostare agevolmente tra un porto e l\u2019altro seguendo rotte brevi. Abili carpentieri, i Fenici utilizzavano il legno di cedro per costruire delle navi molto robuste ed adatte per contenere grandi quantit\u00e0 di merci. Arrivati in prossimit\u00e0 dei villaggi scendevano a terra e vendano le loro merci un p\u00f2 come fanno ancora oggi i venditori ambulanti. Le soste notturne lungo la costa consentivano di fare il rifornimento di acqua dolce, viveri e, naturalmente, per riposarsi o &#8230; per saccheggiare i villaggi. La linea di confine tra marinai e pirati era molto sottile per cui, in tempi di magra, l&#8217;opzione abbordaggio di altre navi non era un&#8217;ipotesi tanto da scartare. La loro potenza marittima ebbe inizio probabilmente nel XII secolo a.C. con la decadenza della potenza cretese. Le reti commerciali fenicie coprirono tutto il Mediterraneo e le testimonianze archeologiche dimostrano che si spinsero fino in Atlantico dove fondarono colonie attrezzate per il supporto logistico delle loro navi. Esse possono essere ancora viste in Sicilia (<strong><span style=\"color: #008000;\">Motia<\/span><\/strong>) ed in Sardegna (<strong><span style=\"color: #008000;\">Tharros, Sulci, Bithia, Nora<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Caralis<\/span><\/strong>) dove i Fenici seppero costruire delle vere e proprie basi navali che negli anni diventarono citt\u00e0 potenti. La pi\u00f9 importante colonia fu <strong><span style=\"color: #008000;\">Cartagine<\/span><\/strong>, nella attuale Tunisia, che divenne in breve la potenza marittima centrale del Mediterraneo. E\u2019 evidente che, almeno in un primo tempo, i popoli indigeni non si opposero a quegli insediamenti che per loro non costituivano sempre una minaccia bens\u00ec la possibilit\u00e0 di ricevere merci preziose da terre lontane. Solo Roma, per ovvi motivi politici ed economici ebbe la necessit\u00e0 di sfidarli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Antico Egitto<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nAi tempi dei Fenici, nel Nord Africa orientale, coesisteva un&#8217;antichissima civilt\u00e0, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Egitto<\/span><\/strong>, sviluppatasi lungo il Nilo, un fiume le cui radici partivano dal cuore dell&#8217;Africa orientale. Grazie alla fertilit\u00e0 delle terre, bagnate periodicamente dalle sue acque, gli Egizi acquistarono in breve una grande prosperit\u00e0, eccelsero nelle arti e nelle scienze, crearono forse la pi\u00f9 antica scrittura, e naturalmente costruirono le piramidi, grandi opere architettoniche che ancora oggi ammiriamo. Lo studio delle scienze e l&#8217;uso di una scrittura geroglifica cre\u00f2 un polo di conoscenze che influenz\u00f2 lo sviluppo scientifico di tutti Paesi limitrofi. <strong><span style=\"color: #008000;\">Dal punto di vista delle scienze nautiche dobbiamo agli Egizi il disegno delle prime mappe ed importanti nozioni di matematica che furono di base per la navigazione nei secoli seguenti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/tumblr_np0nk7SGAB1uwisivo1_1280.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-7698\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/tumblr_np0nk7SGAB1uwisivo1_1280.jpg\" alt=\"tumblr_np0nk7SGAB1uwisivo1_1280\" width=\"1109\" height=\"887\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/tumblr_np0nk7SGAB1uwisivo1_1280.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/tumblr_np0nk7SGAB1uwisivo1_1280-300x240.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1109px) 100vw, 1109px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">imbarcazione egizia dalla tomba di Sennefer <\/span><\/strong>&#8211; <a href=\"https:\/\/www.fauser.edu\/fau\/egitto\/home3.htm\">Untitled (fauser.edu)<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essendo interessati allo sfruttamento delle proprie risorse interne, gli Egizi svilupparono principalmente la navigazione fluviale e costiera; quest&#8217;ultima limitata dalla natura delle loro navi che, per la maggior parte erano inadatte ad affrontare il mare aperto. Ci\u00f2 nonostante il loro apporto alle scienze nautiche fu degno di nota. Il faraone<strong><span style=\"color: #008000;\"> Ramses II<\/span> <\/strong>(1333 \u2013 1300 a.C.) dispose il rilievo sistematico di tutto il territorio, creando di fatto la prima cartografia organizzata. Lo studio dell\u2019astronomia pose le basi scientifiche per la navigazione e gli allora scienziati ricoprirono un ruolo importante, potrei dire di casta, sia nell&#8217;osservazione delle stelle che delle congiunzioni dei pianeti e del Sole e delle fasi della Luna. Le loro conoscenze astronomiche furono riportate sui coperchi dei sarcofagi dell&#8217;Antico regno sui quali compaiono i <strong><span style=\"color: #008000;\">decani<\/span><\/strong>, stelle singole e costellazioni, accompagnati dai loro geroglifici. Nei sarcofagi del Medio Regno furono rappresentati anche <strong><span style=\"color: #008000;\">orologi stellari<\/span><\/strong>, vere e proprie effemeridi che riportavano le culminazioni allo zenit delle stelle principali, e strumenti di misura come la <strong><span style=\"color: #008000;\">clessidra ad acqua<\/span><\/strong> ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">merkhet<\/span><\/strong>, uno strumento astronomico formato da una foglia di palma con un intaglio sulla sommit\u00e0 ed una squadra col filo a piombo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34531\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/merkhet-egizio-.jpg\" alt=\"\" width=\"1110\" height=\"833\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/merkhet-egizio-.jpg 632w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/merkhet-egizio--300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1110px) 100vw, 1110px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Merkhet&#8217;, Antico strumento di cronometraggio astronomico egiziano, bronzo con testo geroglifico intarsiato con elettro.\u00a0 <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">L&#8217;iscrizione geroglifica indica che questo strumento era di propriet\u00e0 di Bes, figlio di Khonsirtis (Khensardais var.), un astronomo e sacerdote del dio Horus di Edfu nell&#8217;Alto Egitto.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Come strumento di cronometraggio, sarebbe stato utilizzato per determinare le ore dal sole durante il giorno e per servire il passaggio di stelle selezionate attraverso il meridiano nord-sud durante la notte.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Come strumento di rilevamento, sarebbe stato utilizzato per tracciare gli assi degli edifici <\/span><\/span>&#8211; Science Museum Group \u00a9 The Board of Trustees of the Science Museum <\/span><a href=\"https:\/\/collection.sciencemuseumgroup.org.uk\/objects\/co500\/egyptian-merkhet-sundial\">Egyptian merkhet | Science Museum Group Collection<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando due <strong><span style=\"color: #008000;\">merkhet<\/span><\/strong> venivano allineati con la <strong><span style=\"color: #008000;\">stella polare<\/span><\/strong>, formavano un <strong><span style=\"color: #008000;\">meridiano celeste<\/span><\/strong> nel cielo, consentendo di determinare quante stelle avevano attraversato quella linea. Questo strumento, usato per determinare l&#8217;asse delle piramidi, permetteva di osservare il transito al meridiano delle stelle ed effettuare misure agrarie. Non a caso la parola <strong><span style=\"color: #008000;\">merkhet<\/span><\/strong> veniva tradotta anche come &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">strumento della conoscenza<\/span><\/strong>&#8220;, l&#8217;antenato dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">astrolabio<\/span><\/strong>, lo strumento astronomico che avrebbe assunto un&#8217;importanza fondamentale nei secoli a seguire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">fine parte II &#8211; continua<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/7685\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/7866\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/45625\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&#8211; . 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